{"id":10547,"date":"2023-02-22T09:48:47","date_gmt":"2023-02-22T08:48:47","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=10547"},"modified":"2023-02-22T09:51:51","modified_gmt":"2023-02-22T08:51:51","slug":"numero2649","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=10547","title":{"rendered":"Numero2649."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>RISERVATO A COLORO CHE HANNO STUDIATO IL LATINO<\/p>\n<p>Piccolo ripasso e approfondimento sulla pronuncia delle lettere e delle parole in latino.<\/p>\n<p>Io stesso riscopro e apprendo ora alcune cose che riguardano le mie conoscenze del latino del Liceo Classico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>da QUORA<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nella pronuncia ecclesiastica del latino, la parola &#8220;amicae&#8221; viene letta come &#8220;amice&#8221; o &#8220;amiche&#8221;?<\/strong><\/p>\n<p>Amice: la pronuncia \u201camike\u201d \u00e8 dovuta a evoluzione. Ossia il Latino dell\u2019epoca di Cicerone o Cesare pronunciava in modo molto diverso dalla pronuncia che vi viene insegnata a scuola che \u00e8 la pronuncia del latino ecclesiastico. Ma in realt\u00e0 \u00e8 la pronuncia del Latino di epoca tarda: essa comincia a cambiare alla fine del II secolo, cio\u00e8 pi\u00f9 o meno all\u2019 epoca della dinastia dei Severi e diventa la pronuncia predominante a partire dal III secolo. Cos\u00ec la C si pronunciava davanti a vocale K; si diceva cio\u00e8 Kikero e non Cicero; e il dittongo ae si pronunciava ae e non e: Kaesar e non Cesar, se non addirittura ai che era la pronuncia di questo dittongo agli inizi del primo secolo a. Cr. , come prova ad esempio la iscrizione della edicola di Giuturna nel Foro Romano: Iuturnai Sacrum ( e non Iuturnae). E il famoso TI si pronunciava ti e non z . Lo stesso in Greco: la pronuncia moderna non \u00e8 assolutamente quella degli Antichi: un esempio facile e\u2019 Athenai che in greco moderno si pronuncia Athine o, addirittura, Athina.<\/p>\n<p>Hanno senso soltanto due pronunce. Quella Ecclesiastica, perch\u00e9 \u00e8 la pronuncia di una lingua viva, lingua ufficiale di uno stato (Vaticano) e quella classica ricostruita o restituta. Per\u00f2 io odio il fatto che sia usata a scuola, perch\u00e9, puntualmente poi, quando arrivi all\u2019universit\u00e0 e devi studiare la storia della lingua e la filologia, e confrontarti con altri studiosi seri di latino, quella pronuncia non ha senso. L\u2019unica che ha senso, \u00e8 la<strong> pronuntiatio restituta<\/strong>, ovvero la forma ricostruita della pronuncia classica. Ti faccio un esempio: La <strong>pronuntiatio ecclesiastica<\/strong> rende la frase di Brenno, VAE VICTIS (GUAI AI VINTI), come \u201cv\u00e9 victis\u201d. Ora prova ad immaginare come possa mai aver fatto VAE a trasformarsi nell\u2019italiano \u201cguai\u201d (ma anche in \u201cahi!\u201d e nel napoletano \u201cu\u00e9!\u201d). Prendi invece la pronuntiatio restituta di VAE che \u00e8 \u201cuae\u201d, con la u semiconsonantica come nell\u2019italiano \u201cuomo\u201d, l\u2019accento sulla a e la e finale breve e chiusa, quasi indistinguibile da una i (la trascrizione in caratteri fonetici IPA sarebbe \/\u2019waj\/ oppure \/\u2019wae\u032f\/). Adesso \u00e8 chiaro come si tratti della stessa parola che si \u00e8 \u201cevoluta\u201d? Chiaro, no? VAE &gt; guai. Se rifletti sul fatto che il cane \u201cguaisce\u201d e che il significato originale di \u201cguaio\u201d, anche come usato da Dante (\u201cche men loco cinghia e tanto pi\u00f9 dolor, che punge a guaio\u201d), vuol dire lamento, suono di pianto, tutto torna, giusto? Aggiungo che la parola in questione, VAE, \u00e8 strettamente imparentata con l\u2019inglese (germanico) \u201cwoe\u201d e che entrambe le parole derivano da una radice indeuropea ricostruita *wai.<br \/>\nCi sono migliaia di altri esempi che dimostrano chiaramente che la restituta \u00e8 la pronuncia che pi\u00f9 si avvicina a quella che doveva essere del latino classico. Chi lo nega (di solito preti) \u00e8 in malafede. Ti faccio solo un altro esempio tratto proprio dalla nomenclatura di chiesa. L\u2019italiano \u201cparrocchia\u201d viene dal latino PAROECIA. La pronuncia ecclesiatica che insegnano a scuola in Italia sarebbe \u201cpar\u00e9cia\u201d, quella restituta \u201cpar\u00f2echia\u201d o \u201cpar\u00f2ichia\u201d. Cosa ci dice la logica? Ti lascio con un ultima domanda. Perch\u00e9 il soprannome di Mussolini era \u201cduce\u201d ma diciamo \u201ci duchi\u201d se entrambe le parole derivano dal latino DUX?<br \/>\nSe vuoi, in un post ulteriore, ti spiego bene come \u00e8 la pronuntiatio restituta o pronuncia scientifica e ti faccio altri esempi a dimostrazione di ogni regola.<\/p>\n<div class=\"q-box qu-mb--tiny\">\n<div class=\"q-text qu-dynamicFontSize--regular_title qu-fontWeight--bold qu-color--gray_dark_dim qu-passColorToLinks qu-lineHeight--regular qu-wordBreak--break-word\">\n<div class=\"q-click-wrapper qu-display--inline qu-tapHighlight--white qu-cursor--pointer qu-hover--textDecoration--underline ClickWrapper___StyledClickWrapperBox-zoqi4f-0 iyYUZT\" tabindex=\"0\">\n<div class=\"q-inline qu-mr--tiny\">\n<div class=\"q-inlineFlex qu-px--tiny qu-color--gray qu-borderRadius--small qu-whiteSpace--nowrap qu-alignItems--center\">\n<div class=\"q-text qu-dynamicFontSize--small qu-fontWeight--regular\">\n<div class=\"q-text\"><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><strong><span class=\"q-inline qu-flexWrap--wrap\"><span class=\"q-text qu-truncateLines--5 puppeteer_test_question_title\"><span class=\"q-box qu-userSelect--text\">Come \u00e8 avvenuto il processo di recupero della corretta pronunzia del latino?<\/span><\/span><\/span><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"q-click-wrapper qu-display--block qu-tapHighlight--none ClickWrapper___StyledClickWrapperBox-zoqi4f-0 iyYUZT\" tabindex=\"-1\">\n<div class=\"q-box spacing_log_answer_content puppeteer_test_answer_content\">\n<div class=\"q-text\">\n<p class=\"q-text qu-display--block qu-wordBreak--break-word qu-textAlign--start\">Ci sono moltissimi indizi per la ricostruzione di tutti i suoni del latino. Sono particolarmente importanti i\u00a0prestiti\u00a0latini in altre lingue, parole latine scritte in altri\u00a0alfabeti\u00a0(soprattutto in greco), i testi dei\u00a0grammatici\u00a0latini, le\u00a0iscrizioni\u00a0e graffiti con i loro &#8220;sbagli&#8221;, la\u00a0metrica\u00a0e anche le\u00a0lingue romanze.<\/p>\n<p class=\"q-text qu-display--block qu-wordBreak--break-word qu-textAlign--start\">Vediamo:<\/p>\n<ul class=\"q-box\">\n<li class=\"q-relative\">\u27e8C\u27e9 latina =\u00a0\/k\/: ad esempio, in tedesco ci sono i prestiti\u00a0Kiste,\u00a0Keller,\u00a0Kaiser\u00a0&#8216;cassa, cantina, imperatore&#8217; &lt;\u00a0CISTA,\u00a0CELLA,\u00a0CAESAR, in basco si ha, fra l&#8217;altro,\u00a0gela,\u00a0bake\u00a0e\u00a0kipula\u00a0&lt;\u00a0CELLA, PACE,\u00a0CEPULLA. Inoltre c&#8217;\u00e8, ovviamente, il sardo logudorese che ha conservato la pronuncia velare, e un&#8217;ipotetica velarizzazione spontanea (cio\u00e8, che il sardo\u00a0chena\u00a0deriverebbe da un antico \/\u02a7ena\/ o \/\u02a6ena\/) \u00e8 pressoch\u00e9 impossibile da un punto di vista fonetico, mentre la palatalizzazione si \u00e8 verificata pure altrove (cf., ad esempio, le parole tedesche\u00a0Kinn\u00a0e\u00a0Kiste\u00a0con\u00a0chin\u00a0e\u00a0chest\u00a0in inglese o anche le palatalizzazioni secondarie in rumeno o ladino: QUID &gt; *ki\u00a0&gt;\u00a0ci\u00a0\/\u02a7i\/ &#8216;che cosa&#8217; in ladino, ma\u00a0che\u00a0in italiano).<\/li>\n<li class=\"q-relative\">\u27e8V\u27e9 latina =\u00a0\/u w\/: il suono \/v\/ (di\u00a0vino) non faceva parte dell&#8217;inventario fonematico latino, cio\u00e8 \u27e8V\u27e9 poteva stare per \/u\/ o per \/w\/ (di\u00a0uomo), ad esempio in\u00a0VENVS che si pronunciava\u00a0U\u032fenus. Il primo indizio ci d\u00e0 la grafia: \u00e8 molto probabile che i Romani avrebbero usato due grafemi diversi per scrivere suoni talmente diversi come \/u\/ e \/v\/. Siccome per\u00f2 \/w\/ \u00e8 soltanto la &#8220;variante semiconsonantica&#8221; di \/u\/ \u00e8 plausibile usare lo stesso grafema, tanto pi\u00f9 che hanno fatto cos\u00ec anche con la I che, a sua volta, poteva essere sia vocale sia approssimante (IVLIVS). (Il latino classico non aveva i grafemi \u27e8U J\u27e9). Un indizio pi\u00f9 diretto (anche se non l&#8217;ho mai visto citato altrove) si ha nelle forme del passato remoto: la desinenza\u00a0-\u00f2\u00a0della terza singolare presuppone un pi\u00f9 antico\u00a0-au, desinenza che \u00e8 anche conservata in siciliano. Cio\u00e8, se CANT\u0100VIT fosse pronunciato *\/kanta\u02d0vit\/, il risultato italiano sarebbe *cantave. Siccome per\u00f2 la pronuncia era *\/kanta\u02d0wit\/, la grafia CANT\u0100VIT &gt; *cantau\u032ft\u00a0&gt;\u00a0cantau\u032f\u00a0&gt;\u00a0cant\u00f2\u00a0non pone problemi.<\/li>\n<li class=\"q-relative\">\u27e8L\u27e9 latina = [l ~ \u026b]: in questo caso erano i grammatici a informarci che il fonema \/l\/ aveva gli allofoni [l] (in contesto palatale) e [\u026b] (di\u00a0hall\u00a0inglese,\u00a0fala\u00a0portoghese, in contesto velare). Infatti, chiamavano la prima &#8220;exilis&#8221; e la seconda &#8220;pinguis&#8221;. Inoltre, ci sono anche altri indizi per tale pronuncia, ad esempio la coppia\u00a0vol\u014d\u00a0&#8216;voglio&#8217; e\u00a0velim\u00a0(congiuntivo di\u00a0vol\u014d): ci si aspetterebbe *vel\u014d\u00a0invece di\u00a0vol\u014d. Tuttavia, la vocale velare\u00a0-\u014d\u00a0ha portato alla pronuncia velare [-\u026b-] che ha poi innescato la velarizzazione della *e\u00a0radicale.<\/li>\n<li class=\"q-relative\">\u27e8R\u27e9 latina = \/r\/: la \/r\/ latina era certamente velare (cio\u00e8, non &#8220;moscia&#8221;), perch\u00e9 altrimenti la \/s\/ non avrebbe subito il rotacismo (\/s\/ &gt; \/r\/:\u00a0pl\u016bs, ma\u00a0pl\u016br-\u0101lis): \u00e8 un fenomeno che interessa soltanto consonanti frontali, appunto perch\u00e9 anche l&#8217;esito, la \/r\/ \u00e8 un suono frontale. Un ipotetico passaggio \/s\/ &gt; [\u0281 \u0280] \u00e8 quasi impensabile.<\/li>\n<li class=\"q-relative\">\u27e8H\u27e9 latina = [h] ~ \u2205: che, un tempo, la \u27e8H\u27e9 latina corrispondesse proprio al suono [h], pu\u00f2 essere desunto sia dalla metrica in alcune poesie sia partendo dalla ricostruzione del proto-indoeuropeo o con il confronto con altre lingue indoeuropee antiche. Tuttavia, sappiamo anche molto bene che gi\u00e0 in et\u00e0 classica non era pi\u00f9 pronunciata. A questo riguardo, sono una fonte molto importante i graffiti pompeiani che presentano sia parole con \u27e8H\u27e9 omesse, ad es.\u00a0ortu\u00a0per\u00a0hortum\u00a0&#8216;giardino (orto)&#8217;:\u00a0[\u2026] sic te amet que custodit ortu Venus\u00a0(CIL IV 2776) &#8216;cos\u00ec ti ami Venere che custodisce il giardino&#8217;, sia ipercorrezioni con \u27e8H\u27e9 anetimologica &#8220;restituita&#8221;, ad es.\u00a0have\u00a0per\u00a0ave:\u00a0Cresces, have, anima \/ dulcis et suavis, (CIL IV 1131).<\/li>\n<li class=\"q-relative\">\u27e8M\u27e9 latina = [m] ~ \u2205: il graffito succitato con\u00a0ortu\u00a0per\u00a0hortum\u00a0attesta, del resto, anche il dileguo di\u00a0-m\u00a0finale. Un altro indizio ne \u00e8 l&#8217;assenza totale di tracce nella Rom\u00e0nia (con eccezione dei monosillabici CUM, SUM &gt;\u00a0con,\u00a0son(o)).<\/li>\n<li class=\"q-relative\">La\u00a0quantit\u00e0 delle vocali\u00a0\u00e8 attestata perfettamente dalla metrica, ma anche dalle lingue romanze. La quantit\u00e0 latina si rispecchia nelle qualit\u00e0 italiane: D\u012cCT\u016c\u00a0&gt;\u00a0detto, ma F\u012aLU &gt;\u00a0filo; C\u0112NA &gt;\u00a0c\u00e9na, ma P\u0114RD\u014c &gt;\u00a0p\u00e8rdo\u00a0ecc.<\/li>\n<\/ul>\n<p>N.d.R.: Ripasso di fonetica con due definizioni.<\/p>\n<p>VELARE:\u00a0velare In fonetica,\u00a0<b>articolazione (consonante, vocale, fonema ecc.)<\/b>\u00a0<b>in cui il dorso della lingua tocca o fronteggia a distanza variabile il velo palatino<\/b>. In italiano sono velari le consonanti\u00a0<span tabindex=\"0\" role=\"tooltip\"><span class=\"povykd\" tabindex=\"0\" role=\"button\" data-enable-toggle-animation=\"true\" data-extra-container-classes=\"ZLo7Eb\" data-hover-hide-delay=\"1000\" data-hover-open-delay=\"500\" data-send-open-event=\"true\" data-theme=\"0\" data-width=\"250\" data-ved=\"2ahUKEwjAuMqF3Kj9AhX5QPEDHWslAjgQmpgGegQIDBAD\"><span class=\"JPfdse\" data-bubble-link=\"\" data-segment-text=\"k\">k<\/span><\/span><\/span>, \u0121,\u00a0<span tabindex=\"0\" role=\"tooltip\"><span class=\"povykd\" tabindex=\"0\" role=\"button\" data-enable-toggle-animation=\"true\" data-extra-container-classes=\"ZLo7Eb\" data-hover-hide-delay=\"1000\" data-hover-open-delay=\"500\" data-send-open-event=\"true\" data-theme=\"0\" data-width=\"250\" data-ved=\"2ahUKEwjAuMqF3Kj9AhX5QPEDHWslAjgQmpgGegQIDBAI\"><span class=\"JPfdse\" data-bubble-link=\"\" data-segment-text=\"\u1e45\">\u1e45<\/span><\/span><\/span>\u00a0(cio\u00e8 n davanti a un&#8217;altra velare, per es., granchio \u2039\u0121r\u00e0\u1e45kio\u203a) e anche le vocali (dette anche labiovelari) \u00f2, \u00f3, u.<\/p>\n<p>PALATALE:\u00a0In linguistica si dice di\u00a0<b>suono articolato in un punto del palato duro<\/b>. Si hanno vocali palatali, dette anche anteriori \u2039\u00e4, \u00e8, \u00e9, i\u203a e consonanti palatali., la cui articolazione richiede, secondo i casi, un accostamento o un momentaneo contatto tra il dorso della lingua e un punto del palato.<br \/>\nIn fonetica articolatoria, una consonante palatale \u00e8 una consonante, classificata secondo il proprio luogo di articolazione. Essa viene articolata accostando il dorso della lingua al palato, in modo che l&#8217;aria, costretta dall&#8217;ostacolo, produca un rumore nella sua fuoriuscita.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; RISERVATO A COLORO CHE HANNO STUDIATO IL LATINO Piccolo ripasso e approfondimento sulla pronuncia delle lettere e delle parole in latino. Io stesso riscopro e apprendo ora alcune cose che riguardano le mie conoscenze del latino del Liceo Classico. &nbsp; da QUORA &nbsp; Nella pronuncia ecclesiastica del latino, la parola &#8220;amicae&#8221; viene letta come [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,2],"tags":[346],"class_list":["post-10547","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-aforismi-e-altro","category-italiano","tag-lingua"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10547","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10547"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10547\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10551,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10547\/revisions\/10551"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10547"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10547"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10547"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}