{"id":10749,"date":"2023-04-12T15:33:44","date_gmt":"2023-04-12T13:33:44","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=10749"},"modified":"2023-04-12T15:52:04","modified_gmt":"2023-04-12T13:52:04","slug":"numero2696","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=10749","title":{"rendered":"Numero2696."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>U N\u00a0 \u00a0C A S O\u00a0 \u00a0C H E\u00a0 \u00a0S I\u00a0 \u00a0S T A\u00a0 \u00a0R I A P R E N D O\u00a0 \u00a012 Aprile 2023<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>da\u00a0 \u00a0 I L\u00a0 \u00a0M O N D O\u00a0 \u00a0Rivista Italiana Illustrata\u00a0 di Politica, Economia, Cultura, Societ\u00e0.<\/p>\n<h1><\/h1>\n<h1 class=\"entry-title\">Cold Case \u2013 Dall\u2019altra parte del velo, il caso Emanuela Orlandi<\/h1>\n<header class=\"entry-header\">\n<div class=\"entry-meta entry-inner primary-font small-font\"><span class=\"posted-on\">PUBLISHED ON :\u00a0<time class=\"entry-date published\" datetime=\"2022-12-20T00:40:00+01:00\">20 DICEMBRE 2022<\/time><\/span><span class=\"byline\">\u00a0BY\u00a0<span class=\"author vcard\">MICAELA FERRARO<\/span><\/span><\/div>\n<\/header>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quando il Vaticano chiude i suoi cancelli, alla mezzanotte del 22 giugno 1983, intrappola per sempre tra le ombre dei suoi vicoli Emanuela Orlandi: un segreto che dura da 39 anni e intreccia i capitoli pi\u00f9 oscuri della storia italiana<\/h2>\n<p class=\"has-drop-cap\">Il problema del tempo \u00e8 che erode ogni cosa: non c\u2019\u00e8 roccia, costruzione, elemento, essere umano o storia che possa resistere a quel tipo di eterno logorio. Il tempo scorre su tutto come acqua e non c\u2019\u00e8 modo di fermarlo: cancella i confini, appanna la realt\u00e0, smorza i sentimenti, la paura, il dolore, persino l\u2019amore. Il tempo \u00e8 come un velo bianco che alziamo su un viso senza vita per celare la realt\u00e0 ed \u00e8 il primo, vero, nemico della verit\u00e0.<\/p>\n<p>Sono passati 39 anni dal giorno della scomparsa di\u00a0<strong>Emanuela Orlandi<\/strong>. Suo padre,\u00a0<strong>Ercole<\/strong>, \u00e8 morto nel 2004:\u00a0<em>\u00absono stato tradito da chi ho servito<\/em>\u00bb sono state le sue ultime parole; anche\u00a0<strong>Papa Wojtyla<\/strong>\u00a0\u00e8 morto, l\u2019anno seguente. Sono scomparsi il boss mafioso\u00a0<strong>Enrico De Pedis<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Giulio Gangi<\/strong>, l\u2019ex agente del\u00a0<em>Sisde\u00a0<\/em>che per primo si occup\u00f2 delle indagini. Per ogni bocca che si chiude per sempre, una manciata di terra viene gettata sulla tomba vuota di\u00a0<strong>Emanuela<\/strong>, che oggi avrebbe circa 54 anni.\u00a0<strong>Emanuela<\/strong>, che il 22 giugno del 1983, in una giornata caldissima, usc\u00ec di casa diretta alla scuola di musica e scomparve per sempre. La giovane\u00a0<strong>Orlandi\u00a0<\/strong>era forse un\u2019adolescente comune ma non una ragazzina qualunque: cittadina vaticana, figlia del commesso della Prefettura della casa pontificia\u00a0<strong>Ercole Orlandi<\/strong>, aveva 15 anni e suonava il flauto. Quel pomeriggio entr\u00f2 in ritardo alla sua lezione: era stata fermata da un uomo con una\u00a0<em>Bmw\u00a0<\/em>verde che le aveva offerto un lavoro come rappresentante\u00a0<em>Avon<\/em>. Era un tragitto che faceva tutte le settimane, quello da casa sua alla scuola dove studiava musica, andata e ritorno; ma al ritorno quella sera non prese l\u2019autobus con le sue amiche: telefon\u00f2 a sua sorella per spiegarle il curioso incontro appena avuto e poi scomparve nel nulla, senza lasciare traccia.<\/p>\n<p>Le amiche di\u00a0<strong>Emanuela<\/strong>, che prendevano l\u2019autobus con lei ogni giorno, sono un\u2019entit\u00e0 quasi eterea in questa storia: nessuna di loro aveva visto o sentito niente, nessuna sapeva nulla. Chiunque ricordi la propria adolescenza o abbia semplicemente a che fare con un adolescente durante le sue giornate sa quanto questo appaia curioso: i ragazzi non si fidano di genitori o fratelli a 15 anni; non \u00e8 in casa che si raccontano i misteri pi\u00f9 profondi della propria giovinezza, non \u00e8 alla famiglia che si svelano gli arcani pi\u00f9 insondabili della propria mente non ancora perfettamente comprensibile. C\u2019\u00e8 sempre una persona speciale: qualcuno a cui non si ha vergogna di raccontare ci\u00f2 che non si oserebbe dire a nessun altro. Eppure nelle indagini sulla scomparsa di\u00a0<strong>Emanuela\u00a0<\/strong>quest\u2019amica \u201cdel cuore\u201d \u00e8 rimasta nell\u2019ombra, come se non esistesse, fino a pochissimo tempo fa quando, ancora spaventata e scegliendo la via dell\u2019anonimato, confess\u00f2 che\u00a0<strong>Emanuela\u00a0<\/strong>le aveva telefonato poco prima della scomparsa, dicendole che durante uno dei suoi giri nei giardini vaticani una persona molto vicina al Papa l\u2019aveva infastidita. E non erano attenzioni innocenti quelle che le aveva rivolto. Erano attenzioni perverse. Sessuali. Oggi le chiameremmo abusi.<\/p>\n<p>Quando sul Vaticano scese la notte in quella torrida giornata dell\u201983, i genitori di\u00a0<strong>Emanuela Orlandi<\/strong>, nel panico, si rivolsero alle forze dell\u2019ordine. Ma era troppo presto per sporgere denuncia, insomma, dissero, la ragazza \u201c<em>non era nemmeno cos\u00ec bella<\/em>\u201d da poter far pensare a un rapimento; si era sicuramente allontanata \u201c<em>volontariamente<\/em>\u201c. Non c\u2019era di che preoccuparsi, sarebbe tornata da sola, cos\u00ec come da sola era sparita. Nei giorni successivi arrivarono agli\u00a0<strong>Orlandi\u00a0<\/strong>due telefonate: due giovani uomini raccontarono di aver visto una ragazza che corrispondeva alla descrizione di\u00a0<strong>Emanuela\u00a0<\/strong>a Campo dei Fiori. Si faceva chiamare\u00a0<strong>Barbara\u00a0<\/strong>e vendeva cosmetici. Le indagini erano bloccate e la polizia non sembrava ancora persuasa a perseguire alcuna pista seria: per tutti quanti tranne per i suoi genitori,\u00a0<strong>Emanuela\u00a0<\/strong>si era allontanata per sua volont\u00e0, probabilmente per un moto di ribellione adolescenziale. Domenica 3 luglio 1983\u00a0<strong>Papa Giovanni Paolo II<\/strong>\u00a0durante l\u2019Angelus pronunci\u00f2 per la prima volta il nome della ragazza e rivolse un appello, un appello ai \u201c<em>responsabili della scomparsa di\u00a0<strong>Emanuela Orlandi<\/strong><\/em>\u201c. Fu cos\u00ec che venne ufficializzata l\u2019ipotesi di un sequestro, e venne fatto dal Vaticano. Le parole del Papa aprirono la porta sul corridoio oscuro che sarebbero state le indagini da quel momento in avanti, un buio perpetuo di negazioni, omissioni e incertezze che ancora oggi condiziona la famiglia di\u00a0<strong>Emanuela<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel corso del tempo, vennero seguiti tre filoni d\u2019indagine. La pista del terrorismo internazionale; quella della mafia e del Banco Ambrosiano; e infine quella legata al caso\u00a0<em>Vatileaks<\/em>.<\/p>\n<p>Dopo le parole di\u00a0<strong>Papa Giovanni Paolo II<\/strong>, che per primo parl\u00f2 di sequestro, alla sala stampa vaticana giunse una telefonata da parte di un uomo con un forte accento anglosassone che fu subito rinominato \u201c<em>l\u2019Americano<\/em>\u201c; quest\u2019uomo richiese l\u2019attivazione di una linea diretta con il Vaticano e dichiar\u00f2 che\u00a0<strong>Emanuela\u00a0<\/strong>era stata rapita dai\u00a0<em>Lupi Grigi\u00a0<\/em>e che sarebbe stata rilasciata solo in cambio della liberazione di\u00a0<strong>Mehmet Ali A\u011fca<\/strong>, l\u2019attentatore di\u00a0<strong>Papa Wojtyla<\/strong>. Aveva senso: i \u201cLupi Grigi\u201d erano un movimento turco ultranazionalista, responsabile di molti attacchi terroristici. Il 13 maggio 1981\u00a0<strong>A\u011fca\u00a0<\/strong>aveva sparato contro il Papa in Piazza San Pietro, colpendolo all\u2019addome. Nel caos che era seguito all\u2019attentato, il terrorista era quasi riuscito a scomparire in mezzo alla gente: era stata una suora a bloccarlo e a permettere alla polizia italiana di arrestarlo. L\u2019Americano fiss\u00f2 un ultimatum:\u00a0<strong>A\u011fca\u00a0<\/strong>doveva essere liberato entro il 20 luglio altrimenti\u00a0<strong>Emanuela\u00a0<\/strong>sarebbe morta. La famiglia chiese delle prove, che arrivarono, sempre a mezzo stampa, tramite pacchetti che i terroristi fecero trovare in giro per la citt\u00e0: venne rinvenuta una fotocopia della tessera di musica di\u00a0<strong>Emanuela<\/strong>, il pagamento di una retta, e un messaggio da parte della ragazza che recitava \u201c<em>con tanto affetto la vostra\u00a0<strong>Emanuela<\/strong><\/em>\u201c. Il contenuto di questo pacco provava che i rapinatori avevano accesso agli effetti personali della ragazza, non che la stessa fosse ancora viva. Un\u2019altra prova fu una cassetta audio: da una parte c\u2019era il messaggio dei rapinatori che chiedevano lo scambio, dall\u2019altra un terrificante messaggio di\u00a0<strong>Emanuela<\/strong>, in cui si sentiva una ragazza gemere e lamentarsi. Controlli successivi dimostrarono che quel nastro era stato preso da un film porno, non era la voce della giovane scomparsa. Il giorno della scadenza dell\u2019ultimatum arriv\u00f2 e se ne and\u00f2: si port\u00f2 via l\u2019ultimo comunicato dell\u2019Americano, che disse \u201c<em>ancora poche ore e uccideremo\u00a0<strong>Emanuela<\/strong><\/em>\u201c. Poi, il silenzio. Eppure,\u00a0<strong>A\u011fca\u00a0<\/strong>cominci\u00f2 a parlare con le autorit\u00e0 italiane ed emerse qualcosa di strano: il terrorista confess\u00f2 che non voleva uccidere il Papa su ordine dei\u00a0<em>Lupi Grigi\u00a0<\/em>ma perch\u00e9 era in contatto con i bulgari. Il\u00a0<em>KGB<\/em>, i servizi segreti dell\u2019Unione Sovietica. Un Papa polacco era visto come una sfida al blocco orientale in Polonia e, di conseguenza, a Mosca. La polizia pens\u00f2 che ora che\u00a0<strong>A\u011fca\u00a0<\/strong>aveva cominciato a rivelare chi c\u2019era dietro all\u2019operazione, l\u2019Unione Sovietica volesse liberarlo per farlo tacere per sempre. Ma dell\u2019Americano nessuno seppe pi\u00f9 nulla.<\/p>\n<p>Ci sono diverse zone d\u2019ombra in questa prima pista perseguita dalle forze dell\u2019ordine e dal\u00a0<em>Sisde<\/em>, domande a cui non \u00e8 possibile rispondere. La richiesta dei\u00a0<em>Lupi Grigi\u00a0<\/em>\u00e8 arrivata solo dopo che il Papa aveva parlato, non prima; inoltre, per la prima volta si era davanti a un caso di terrorismo internazionale e non si sapeva chi fosse il mandante. E per concludere, come sottoline\u00f2 una fonte segreta a\u00a0<strong>Andrea Purgatori<\/strong>, uno dei giornalisti che per primo e pi\u00f9 approfonditamente si occup\u00f2 del caso\u00a0<strong>Orlandi<\/strong>, i presunti \u201crapitori\u201d sembravano muoversi senza una strategia. A tutti gli effetti, la pista terroristica sembrava un diversivo.<\/p>\n<p>22 anni dopo la scomparsa, arriv\u00f2 inattesa una nuova fonte che rimase anonima ma dichiar\u00f2 alla trasmissione\u00a0<em>Chi l\u2019ha visto?<\/em>\u00a0che se si voleva risolvere il mistero di\u00a0<strong>Emanuela\u00a0<\/strong>bisognava scoprire chi fosse sepolto nella basilica di Sant\u2019Apollinare, a Roma. Un luogo dove nessuno pu\u00f2 ricevere sepoltura a meno che non abbia un permesso speciale o non abbia fatto un grosso favore al Vaticano. E a Sant\u2019Apollinare era sepolto<strong>\u00a0Enrico De Pedis<\/strong>, il criminale pi\u00f9 potente di Roma, il boss della\u00a0<em>banda della Magliana<\/em>. Fu cos\u00ec che si apr\u00ec la seconda pista, confermata nel 1997 dalla compagna di\u00a0<strong>De Pedis<\/strong>,\u00a0<strong>Sabrina Minardi<\/strong>, che svel\u00f2 alle forze dell\u2019ordine come\u00a0<strong>Emanuela\u00a0<\/strong>fosse stata segregata per alcuni giorni in un appartamento a Roma.\u00a0<strong>Minardi\u00a0<\/strong>disse che non sapeva nulla del caso ma fin\u00ec per riconoscere la ragazza per via dei manifesti affissi per la citt\u00e0. Secondo la donna,\u00a0<strong>Emanuela\u00a0<\/strong>rimase con loro per qualche giorno, venne spostata in due appartamenti diversi e poi fu riconsegnata a un uomo, dentro le mura vaticane, oltre quel cancello che si chiudeva \u2013 e ancor si chiude \u2013 ogni notte a mezzanotte: un uomo con un abito talare. Un prete, che venne a prenderla con un\u2019auto con una targa della citt\u00e0 del Vaticano. Perch\u00e9 la\u00a0<em>banda della Magliana<\/em>\u00a0era coinvolta con il Vaticano e nel rapimento\u00a0<strong>Orlandi<\/strong>? Qual era il favore che\u00a0<strong>De Pedis<\/strong>\u00a0stava facendo al papato e che gli sarebbe valso il permesso di essere sepolto a Sant\u2019Apollinare? La risposta arriv\u00f2 da un altro boss della\u00a0<em>Magliana<\/em>,\u00a0<strong>Maurizio Abbatino<\/strong>, che rivel\u00f2 qualche anno pi\u00f9 tardi che il motivo del rapimento era legato al denaro. I soldi della mafia arrivavano regolarmente nelle casse del Vaticano tramite il\u00a0<em>Banco Ambrosiano<\/em>\u00a0in un giro di riciclaggio, ma qualcosa in quel periodo era andato storto e questi soldi erano rimasti bloccati oltre le mura del papato. E la mafia li rivoleva indietro.<\/p>\n<p>Nel 2013 viene eletto P<strong>apa Francesco<\/strong>: si tratta di una nuova speranza per la famiglia\u00a0<strong>Orlandi\u00a0<\/strong>perch\u00e9\u00a0<strong>Bergoglio\u00a0<\/strong>viene visto come un grande riformatore, un uomo di Dio che desiderava trasparenza nella Chiesa. Due settimane dopo la sua elezione,\u00a0<strong>Francesco\u00a0<\/strong>incontra gli\u00a0<strong>Orlandi\u00a0<\/strong>e dice solo quattro parole: \u201c<strong><em>Emanuela<\/em><\/strong><em>\u00a0sta in cielo<\/em>\u201c. La delusione si mischia alla paura e alla rabbia: la ragazza, ormai una donna, non \u00e8 mai stata ritrovata. Come fa questo nuovo Papa a sapere che \u00e8 morta? Significa che dentro il Vaticano qualcuno sa qualcosa in pi\u00f9 su questa torbida vicenda, come i parenti di\u00a0<strong>Emanuela\u00a0<\/strong>hanno sempre sospettato. Eppure nulla emerge fino allo scandalo\u00a0<em>Vatileaks<\/em>: nel 2016 c\u2019\u00e8 un\u2019enorme fuga di dati, migliaia di documenti segreti su corruzione e cattiva gestione finanziaria del Vaticano vengono recuperati. E salta fuori un fascicolo, rimasto in cassaforte per pi\u00f9 di 30 anni: un dossier sulle \u201c<em>spese sostenute dallo Stato Vaticano per le attivit\u00e0 relative alla cittadina\u00a0<strong>Emanuela Orlandi<\/strong><\/em>\u201c. Nelle cinque pagine rese pubbliche si susseguono date e cifre: rette, spese mediche, vitto, alloggio, spese di trasferimenti tra il Vaticano e Londra. Viene fuori che\u00a0<strong>Emanuela\u00a0<\/strong>\u00e8 stata in Inghilterra dal 1983 al 1997, ricoverata al 176 di Clapham Road, in un ostello della giovent\u00f9 per ragazze di propriet\u00e0 dei Padri Scalabrini, una congregazione religiosa cattolica con un fortissimo legame con il Vaticano. L\u2019ultima voce recita \u201cdisbrigo pratiche finali\u201d e relativo trasferimento in Vaticano. Significa che\u00a0<strong>Emanuela\u00a0<\/strong>\u00e8 morta ed \u00e8 stata sepolta proprio qui, a casa sua, senza che la famiglia ne fosse mai informata? \u00c8 un interrogativo a cui \u00e8 impossibile rispondere con certezza, perch\u00e9 la certezza dipende da prove e testimonianze mai ottenute. Su una cosa, per\u00f2, non si possono avere dubbi: dentro il Vaticano qualcuno sa da sempre cosa \u00e8 successo a\u00a0<strong>Emanuela Orlandi<\/strong>. Forse il prete che, come denuncia l\u2019amica della vittima, aveva rivolto \u201cattenzioni discutibili\u201d a\u00a0<strong>Emanuela<\/strong>, o forse il Papa, che ha cercato di chiudere la storia confessando implicitamente alla famiglia che\u00a0<strong>Emanuela\u00a0<\/strong>fosse morta. Forse i banchieri dell\u2019<em>Ambrosiano<\/em>, forse la mafia che ha fatto da corollario a questa storia, o forse l\u2019intero sistema della Chiesa, una Chiesa corrotta, pericolosa, al centro di uno dei regni pi\u00f9 controversi della storia del mondo, che conserva i suoi segreti sotto la troneggiante, inquieta, immortale cupola di piazza San Pietro. Il Vaticano.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; U N\u00a0 \u00a0C A S O\u00a0 \u00a0C H E\u00a0 \u00a0S I\u00a0 \u00a0S T A\u00a0 \u00a0R I A P R E N D O\u00a0 \u00a012 Aprile 2023 &nbsp; da\u00a0 \u00a0 I L\u00a0 \u00a0M O N D O\u00a0 \u00a0Rivista Italiana Illustrata\u00a0 di Politica, Economia, Cultura, Societ\u00e0. 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