{"id":10958,"date":"2023-06-15T17:19:20","date_gmt":"2023-06-15T15:19:20","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=10958"},"modified":"2024-02-09T17:13:58","modified_gmt":"2024-02-09T16:13:58","slug":"numero2742","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=10958","title":{"rendered":"Numero2742."},"content":{"rendered":"<p>da Internet<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1 class=\"entry-title\">Michelangelo Florio Crollalanza, in arte William Shakespeare<\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La probabile origine messinese di William Shakespeare, nato nell\u2019aprile del 1564 e spentosi 52 anni dopo, il 23 aprile 1616, nasce da varie considerazioni che hanno come denominatore comune la citt\u00e0 dello Stretto, sia nella produzione letteraria del grande drammaturgo che nelle vicende della sua vita. Lo ricorda Nino Principiato su \u201cMessina ieri e oggi\u201d, facendo notare che la commedia \u201cMolto rumore per nulla\u201d (\u201cMuch ado about nothing\u201d), scritta da \u201cShakespeare\u201d tra il 1598 e il 1599, \u00e8 interamente ambientata a Messina e con personaggi tutti messinesi. Nel 1927 un giornalista romano, Santi Paladino, con un articolo sul quotidiano \u201cL\u2019Impero\u201d dal titolo \u201cIl grande tragico Shakespeare sarebbe italiano\u201d, afferm\u00f2 che il \u201cbardo di Stratford\u201d sarebbe stato il calvinista siciliano Michelangelo Florio (Michel Agnolo), figlio di Giovanni Florio e di Guglielmina Crollalanza. Paladino si bas\u00f2 sul ritrovamento di un volumetto del Florio che conteneva numerosi proverbi che si ritrovano tutti anche nell\u2019\u201cAmleto\u201d, tesi a cui dedic\u00f2 due libri, gi\u00e0 nel 1929 e poi nel 1955, \u201cUn italiano autore delle opere shakespeariane\u201d.<span id=\"more-47745\"><\/span><\/p>\n<p>La teoria dell\u2019origine messinese del grande drammaturgo, scrive Principiato, era stata avanzata anche in sede universitaria, nel 1950, dalla cattedra di\u00a0storia del diritto italiano dell\u2019ateneo di Palermo, dal professor Enrico Besta. Molto pi\u00f9 recentemente,\u00a0Martino Iuvara da Ispica (Ragusa), pubblic\u00f2 nel 2002 un volume intitolato \u201cShakespeare era italiano\u201d, in cui riprese le varie tesi esposte nel tempo, arricchendole con alcuni particolari inediti frutto di sue ricerche. \u00abIn particolare \u2013 precisa Principiato \u2013 avrebbe chiarito il mistero del nome italiano del Bardo che, secondo lo studioso ispicese, era Michelangelo Florio, figlio di un medico di origine ebraica e di religione calvinista e di una nobile siciliana, Guglielma Crollalanza, da cui la traduzione inglese di William Shakespeare\u00bb. La notizia fu \u00abuna ghiottoneria per tutti gli organi di stampa, non solo italiani\u00bb. Lo stesso \u201cTimes\u201d, in un articolo di Richard Owen, \u00abusc\u00ec sulla vicenda con toni sorprendentemente accondiscendenti verso la tesi di Iuvara\u00bb, secondo cui il vero Shakespeare, cio\u00e8 Michelangelo Florio, nacque a Messina il 23 aprile 1564 da Giovanni Florio, medico e pastore calvinista di origine palermitana, e dalla nobile Guglielma Crollalanza.<\/p>\n<p>Il piccolo Michelangelo, cio\u00e8 il futuro William, si rivel\u00f2 subito un bambino prodigio, dotato di grande genialit\u00e0 e appassionato della lettura. A 16 anni consegu\u00ec il diploma del Gimnasium in latino, greco e\u00a0storia. Giovanissimo, a conferma delle sue doti, scrisse una commedia in dialetto dal titolo \u201cTantu trafficu ppi nenti\u201d. \u00abA causa delle credenze religiose del padre, Michelangelo (o Shakespeare, se preferite), non pi\u00f9 al sicuro a causa dell\u2019Inquisizione, venne prima mandato in Valtellina e poi a Milano, Padova, Verona, Faenza e Venezia. Ebbe anche il tempo di tornare a Messina, ma la sua permanenza nella citt\u00e0 dello stretto dur\u00f2 poco\u00bb, continua Principiato. A 21 anni Michelangelo inizi\u00f2 il suo personale \u201cgiro del mondo\u201d: soggiorn\u00f2 prima ad Atene, dove fu insegnante, poi in Danimarca, Austria,\u00a0Francia\u00a0e\u00a0Spagna. \u00abTornato ancora una volta in\u00a0Italia, precisamente a Treviso, s\u2019innamor\u00f2 di una giovane di nome Giulietta\u00bb. Ma la\u00a0storia tra i due \u00abfin\u00ec in tragedia con il rapimento, per cause religiose, e la successiva morte di quest\u2019ultima\u00bb. Sconvolto per la morte dell\u2019amata, Michelangelo si trasfer\u00ec a Venezia ma, dopo che anche il padre per le\u00a0stesse ragioni fu trucidato, decise di mettersi in salvo trasferendosi a Londra. \u00ab\u00c8 qui che Michelangelo Florio cambia identit\u00e0 e diventa il famoso William Shakespeare\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abLasciatosi alle spalle tutte le paure e i dolori precedenti\u00bb, \u201cShakespeare\u201d ebbe finalmente modo di dedicarsi a scrivere per il teatro, continua Principiato. \u00abLe rappresentazioni dei suoi testi ebbero grande consenso tra il pubblico. Ma grande merito del successo andava al dotto e letterato cugino che lo aiut\u00f2 nelle traduzioni dall\u2019italiano all\u2019inglese e alla moglie, sposata quando il drammaturgo aveva 28 anni, e di 8 anni pi\u00f9 grande di lui\u00bb. Superate le iniziali difficolt\u00e0 legate al problema della lingua, \u201cShakespeare\u201d \u00absi impadron\u00ec perfettamente dell\u2019inglese, coniando addirittura migliaia di nuovi vocaboli e arricchendo in maniera straordinaria la propria produzione letteraria\u00bb. Divenne ricco e famoso, e le sue opere molto apprezzate. Mor\u00ec a Londra il 23 aprile 1616, sempre secondo lo Iuvara. Sicch\u00e9, \u201cMolto rumore per nulla\u201d sarebbe la versione italiana di \u201cTantu trafficu ppi nenti\u201d, che Michelangelo Florio di Crollalanza scrisse a Messina intorno al 1579 (manoscritto andato perduto). Ma sono davvero tante le argomentazioni sulla presunta messinesit\u00e0 di Shakespeare, a cominciare da \u201cAmleto\u201d, in cui compaiono i cognomi di due studenti danesi, Rosencrantz e Guildenstern, che frequentarono l\u2019universit\u00e0 di Padova e che Michelangelo Florio aveva conosciuto. Nella stessa opera si trovano poi molti proverbi, pubblicati da Florio, senza pseudonimi, nel volumetto \u201cI secondi frutti\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019origine italiana di Shakespeare, continua Principiato, forse pu\u00f2 spiegare i molti luoghi, presenti nelle sue opere, che caratterizzano l\u2019Italia\u00a0e i nomi italiani: \u201cRomeo e Giulietta\u201d, \u201cOtello\u201d, \u201cDue signori di Verona\u201d, \u201cSogno di una notte di mezza estate\u201d e \u201cIl mercante di Venezia\u201d, oltre a \u201cMolto rumore per nulla\u201d. Poi \u201cLa bisbetica domata\u201d, che \u00e8 di Padova. E ancora: \u201cMisura per misura\u201d, \u201cGiulio Cesare\u201d, \u201cIl racconto dell\u2019inverno\u201d e \u201cLa tempesta\u201d, che inizia a Milano. \u00abPi\u00f9 di un terzo (ben 15) dei suoi 37 drammi sono ambientati in\u00a0Italia\u00bb. \u00abNel \u201cMercante di Venezia\u201d il colore locale \u00e8 stupefacente: esatte espressioni marinaresche sono poste in bocca a Salanio e Salerio, si parla del traghetto che unisce Venezia alla terraferma,\u00a0 si d\u00e0 l\u2019esatta posizione di Belmont (cio\u00e8 Montebello, un sobborgo di Venezia) e di Padova, e si da notizia del tragitto che deve essere percorso da Porzia e Nerissa\u00bb. Proprio nel \u201cMercante\u201d, il Bardo \u00abrivela una approfondita conoscenza della legislazione veneziana del tempo, completamente diversa da quella vigente in Inghilterra e che nessun inglese del tempo conosce cos\u00ec bene\u00bb. E c\u2019\u00e8 di pi\u00f9: \u00abIl maestro Bellario, citato nel testo, adombra un personaggio realmente esistito e molto famoso nell\u2019ambiente giuridico padovano, il professor Ottonello Discalzio\u00bb. La gran parte delle opere firmate Shakespeare rivela una conoscenza diretta dei luoghi che Michelangelo Florio ha visitato durante la sua giovinezza girovaga. E \u201cGiulietta e Romeo\u201d appare chiaramente come una trasfigurazione artistica della\u00a0storia\u00a0d\u2019amore vissuta durante la giovinezza.<\/p>\n<p>Nei registri della scuola secondaria di Stratford, la \u201cGrammar School\u201d, non compare il nome di nessun William Shakespeare, annota Principiato. Si sa che l\u2019artista frequentasse a Londra un \u201cClub In\u201d. In quel club, per\u00f2, non risulta registrato fra i soci nessuno \u201cShakespeare\u201d, mentre vi risulta registrato Michelangelo Florio. \u00abE\u2019 noto che la sciattezza della biografia di Shakespeare, raffrontata alla grande mole della sua opera teatrale, ha fatto negare a molti studiosi l\u2019autenticit\u00e0 della sua esistenza, e ritenere essere egli il prestanome di personaggi pi\u00f9 famosi\u00bb. I drammi di Shakespeare, poi, \u00abrivelano una straordinaria esperienza secolare\u00bb. Aveva ad esempio una buona conoscenza della legge, e fece largo uso di termini e precedenti legali: nel 1860 John Bucknill scriveva di lui dicendo che conosceva a fondo la medicina. Lo stesso si pu\u00f2 dire delle sue nozioni di caccia, falconeria e altri sport, come pure dell\u2019etichetta di corte. Lo storico John Mitchell lo definisce \u00ablo scrittore che sapeva tutto\u00bb. Un uomo di lettere? Il padre di William, John, (quello inglese) era un guantaio, commerciava in lana e forse faceva il macellaio. Era proveniente da una famiglia di contadini e piccoli proprietari terrieri (yeomen) del Warwickshire: un suddito rispettato, ma illetterato.<\/p>\n<p>E\u2019 noto che \u201cShakespeare\u201d conoscesse bene anche la\u00a0storia\u00a0romana: sapeva anche che Pompeo aveva soggiornato a Messina, nel 36 a.C. Nella Commedia \u201cAntonio e Cleopatra\u201d, infatti, conoscendo questi fatti storici, parla della casa di Pompeo che \u00e8 a Messina e proprio l\u00ec ambienta l\u2019atto II, scena I: \u201cMessina. In casa di Pompeo. Entrano Pompeo, Menecrate e Menas, in assetto di guerra\u201d\u00bb. In \u201cMolto rumore per nulla\u201d, commedia degli equivoci, \u00absono riscontrabili modi di dire e doppi sensi propri della parlata messinese\u00bb, addirittura \u201cM\u00eczzeca, eccellenza!\u201d (Atto V scena I). Osserva Principiato: \u201ccrollare\u201d, in italiano antico, significava \u201cscrollare\u201d, dimenare qua e l\u00e0; quindi \u201ccrollalanza\u201d \u00e8 il traducente perfetto di \u201cshakespeare\u201d. \u00abL\u2019atto da cui deriva il cognome \u00a0risale alla \u201cGermania\u201d di Tacito: \u201cSi displicuit sententia, fremitu aspernantur; sin placuit, frameas concutiunt. Honoratissimum adsensus genus est armis laudare\u00bb, (capitolo 11). Traduzione: \u201cSe il parere non \u00e8 piaciuto, [I germanici in assemblea] lo respingono mormorando; se invece \u00e8 piaciuto [s]crollano le lance. \u00c8 il modo pi\u00f9 onorevole d\u2019approvazione, lodare con le armi\u201d. E la voce \u201ccrollare\u201d, nell\u2019autorevolissimo Tommaseo-Bellini, \u00abdimostra indubitabilmente l\u2019accezione antica di \u201ccrollare\u201d che equivale al \u201cconcutio\u201d tacitiano e all&#8217;inglese\u00a0 \u201cshake\u201d scespiriano\u00bb.<\/p>\n<p>I biografi, aggiunge Principiato, ipotizzano che Shakespeare abbia maturato la sua vasta conoscenza della legge e la sua accurata familiarit\u00e0 con i modi, il gergo e i costumi degli avvocati dopo essere stato lui stesso, per poco tempo, il cancelliere del tribunale di Stratford. Ipotesi ben poco credibile. E poi: chi conserv\u00f2 i manoscritti di Shakespeare? Attorno a Stratford non ve n\u2019era traccia. \u00abUn religioso del XVIII secolo controll\u00f2 tutte le biblioteche private nel raggio di 80 chilometri da Stratford-on-Avon senza trovare un solo volume che fosse appartenuto a Shakespeare\u00bb. E i manoscritti dei drammi, aggiunge Principiato, costituiscono un problema ancora maggiore: \u00abNon risulta che sia stato preservato nessuno degli originali. Trentasei drammi furono pubblicati nel primo in-folio del 1623, sette anni dopo la morte di Shakespeare. E\u2019 da ritenere che tutte le opere fossero in mano ai Florio, che non potevano ufficialmente giustificarne la provenienza\u00bb. Tutto questo, nonostante tenga ancora banco \u2013 ufficialmente \u2013 la vulgata della nazionalit\u00e0 britannica del grande artista.<\/p>\n<p>L\u2019opinione maggioritaria tra gli studiosi identifica infatti il drammaturgo con il William Shakespeare nato a Stratford-on-Avon nel 1564, trasferitosi a Londra e diventato attore e contitolare della compagnia teatrale chiamata \u201cLord Chamberlain\u2019s Men\u201d, proprietaria del Globe Theatre a Londra. Quest\u2019uomo divise la propria vita tra Londra e Stratford, dove si ritir\u00f2 nel 1613 e dove sarebbe poi morto nel 1616. Di lui possediamo la data di battesimo, il 26 aprile 1564. Oltre ad alcuni particolari sui genitori di Shakespeare, gli storici sono inoltre in possesso del certificato di matrimonio di William \u2013 datato 27 novembre 1582 \u2013 e dei certificati di battesimo dei suoi tre figli. \u00abLa visione scettica afferma invece che lo Shakespeare di Stratford fu semplicemente il prestanome di un altro drammaturgo non rivelatosi\u00bb. Argomenti a sostegno di questa tesi: \u00abLe ambiguit\u00e0 e le informazioni mancanti nella visione tradizionale e l\u2019affermazione che le opere teatrali di Shakespeare richiedevano un livello culturale (compresa la conoscenza per le lingue straniere) maggiore di quello che si suppone Shakespeare avesse\u00bb. In pi\u00f9, svariati indizi \u00absuggeriscono che l\u2019autore sia deceduto mentre lo Shakespeare di Stratford era ancora in vita: i dubbi sulla sua paternit\u00e0 espressi da suoi contemporanei\u00bb.<\/p>\n<p>Gli \u201cstratfordiani\u201d sostengono che Shakespeare avrebbe potuto frequentare la The King\u2019s School di Stratford fino all\u2019et\u00e0 di quattordici anni, dove avrebbe studiato i poeti latini e le opere teatrali di autori come Plauto e Ovidio. Ma si tratta di semplici congetture, obietta Principiato, perch\u00e9 \u00abnon esistono registri di ammissione o di frequenza che parlino di lui in alcuna scuola secondaria, college o universit\u00e0\u00bb. Molti \u201canti-stratfordiani\u201d, poi, si interrogano sul trattino che spesso appare nel nome, spezzandolo in due (\u201cShake-speare\u201d): secondo loro indica che si tratti di uno pseudonimo. Quel trattino, ad esempio, appare sul frontespizio dei \u201cSonetti\u201d del 1609. Uno studioso di Oxford come Charlton Ogburn fa notare che, fra le 32 edizioni delle opere di Shakespeare pubblicate prima del \u201cFirst Folio\u201d del 1623 in cui l\u2019autore veniva menzionato, il nome conteneva il trattino in ben 15 casi, quasi la met\u00e0. \u00abCi\u00f2 \u00e8 molto significativo, poich\u00e9 rafforza la tesi del cognome composto: scrolla = shake, lanza\/lancia=speare\u00bb. Altre stranezze, infine, sulla sua morte: nel 1700 Richard Davies scrisse che mor\u00ec da cattolico, \u00abfrase che forse potrebbe confermare la circostanza che egli fosse in precedenza calvinista, come Michelangelo Florio, per poi convertirsi al cattolicesimo\u00bb. Ma soprattutto: \u00abQuando muore, il 23 aprile 1616, nessuna commozione n\u00e9 lutto nazionale si registrano in Inghilterra, quasi fosse uno straniero\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>WILLIAM SHAKESPEARE<\/p>\n<p>ERA ITALIANO?<\/p>\n<p><strong>di C. Sangiglio<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"b b-text cf\">\n<div class=\"b-c b-text-c b-s b-s-t60 b-s-b60 b-cs cf\">\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_0\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"0\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">1.<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_1\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"1\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">Non \u00e8 affatto improbabile che sussista, al pari della &#8220;questione omerica&#8221; anche una &#8220;questione shakespeariana&#8221;!<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_2\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"2\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">Molte biografie sino ad oggi hanno visto la luce, moltissimi articoli e saggi sono stati pubblicati, diverse teorie sono state elaborate in relazione all&#8217;identit\u00e0 di questo poeta e drammaturgo, autore di 36 capolavori del teatro, un vero e proprio emblema e vanto della letteratura inglese.<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_3\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"3\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">Finalmente, per\u00f2, Shakespeare, chi era costui?, come direbbe qualcuno che conosciamo.<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_4\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"4\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">Dopo tutto, i soli elementi noti che possediamo e riguardano un William Shakespeare, tranne che fosse il figlio di John Shakespeare e di Mary Arden, di religione cattolica, sono:<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_5\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"5\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">a) la data di battesimo, il 26 aprile 1564, di un &#8220;Gulielmus Johannes Shakespeare [NB. Non esiste una data di nascita, s\u00ec che, come ci risulta,\u00a0<em>a posteriori<\/em>\u00a0\u00e8 stata &#8220;fissata&#8221; come data di nascita il 23 aprile 1564 senza che nessuno sappia chi ne \u00e8 l&#8217;ispiratore o l&#8217;autore e perch\u00e8 proprio il 23.4.: forse per analogia (!) con la data della sua morte &#8211; 23.4.1616 &#8211; o forse perch\u00e8 il 23 aprile \u00e8 la festa di San Giorgio, patrono dell&#8217;Inghilterra(!)];<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_6\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"6\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">b) la data del matrimonio, il 27 novembre 1582, &#8220;inter William Shaxpere et Hannam Whateley de Temple Grafton&#8221;, anche qui con la solita imprecisione in merito al nome, visto che in realt\u00e0 il nome della moglie di W.S. era Anne Hathaway;<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_7\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"7\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">c) questo risulta appunto il nome e cognome di quest&#8217;ultima quando decedette il 6 agosto 1623: quindi in contrasto con quello del matrimonio!;<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_8\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"8\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">d) la data di battesimo, il 26 maggio 1583, di Susan, prima figlia di W.S.;<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_9\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"9\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">e) la data di battesimo, il 2 febbraio 1585, dei gemelli &#8220;Hamnet and Judeth, son and daugther to W.S.&#8221;;<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_10\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"10\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">f) infine, un documento del 1589 (ignoro di quale valore giuridico o\/e amministrativo) nel quale William appare come erede di John e Mary Shakespeare ed alcuni altri documenti miscellanei privi di qualche valore indicativo e chiarificante.<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_11\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"11\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">Come \u00e8 evidente, dunque, si tratta di elementi che non rivelano, non dichiarano e non spiegano assolutamente nulla su chi in effetti fosse e non fosse W.S., quale insomma la sua presenza sulla terra.<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_12\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"12\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">E poi esiste un dato di fatto che a me pare assai interessante, per quanto in prosieguo verr\u00e0 esposto: gli stessi inglesi dicono, ammettono, che la madre di W.S. fosse cattolica.<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_13\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"13\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">Ma una cattolica (da sola? con una famiglia?: nessuna sa nulla) come era capitata in una cos\u00ec ristretta societ\u00e0 protestante come quella che doveva esservi a Stratford nella prima met\u00e0 del 1500?! In un paese dove i pochi o numerosi cittadini di altre nazionalit\u00e0 erano anch&#8217;essi protestanti rifugi\u00e0tisi l\u00ec per salvarsi dalla cattolica Inquisizione, una donna cattolica doveva essere come la mosca in un bicchiere di latte! Gi\u00e0 per\u00f2 questo elemento della &#8220;cattolicit\u00e0&#8221; della madre non appare alquanto sospetto?<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_14\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"14\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">Certo, con simili dati e solo con simili &#8220;tangibili&#8221; dati nessuno pu\u00f2 e ha il diritto di asserire che si tratti di William Shakespeare, il grande trageda del XVI secolo in Europa. D&#8217;altronde anche le biografie dell'&#8221;inglese&#8221; W.S. non offrono nulla o quasi nulla di sostanziale e assolutamente accertato e accertabile per ci\u00f2 che concerne chi esattamente fosse questo scrittore che &#8220;dicono&#8221; essere nato il 23.4.1564 a Stratford-upon-Avon, dove abbia vissuto, dove e se abbia studiato e cosa abbia studiato, quali siano state le, sia pure pochissime, condizioni e situazioni di vita che abbiano segnato la sua opera e le sue impareggiabili cognizioni.<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_15\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"15\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">La sua biografia &#8220;inglese&#8221;, tranne le molte &#8220;avventurose&#8221; circostanze, totalmente indimostrabili, episodi abbelliti o drammatizzati senza prova alcuna e congegnati solo per creare impressioni e ammirazione, viene a dirci in sostanza: &#8220;Tutto quello che conosciamo di William Shakespeare \u00e8 che \u00e8 nato nell&#8217;aprile 1564 a Stratford-upon-Avon, cittadina del Warwickshire, a nord-ovest di Londra, l\u00ec si \u00e8 sposato all&#8217;et\u00e0 di 18 anni, nel novembre 1582, con Anne Hathaway, ha avuto tre figli, Susan e i gemelli Hamnet e Judhit, \u00e8 andato a Londra dove ha lavorato come attore, ha scritto opere poetiche e teatrali, \u00e8 tornato a Stratford, ha redatto il proprio testamento, \u00e8 morto nel 1616 all&#8217;et\u00e0 di 52 anni e l\u00ec \u00e8 stato seppellito&#8221; &#8211; tutto ci\u00f2 infiorettato con molti elementi\u00a0<em>soi-disant<\/em>\u00a0&#8220;biografici&#8221; e varie &#8220;imbottiture&#8221; che per\u00f2 nessuno \u00e8 in grado di verificare e identificare, creando di conseguenza una cornice entro la quale la figura del Bardo permane sommamente fluida e inafferrabile.<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_16\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"16\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">Ove si voglia per\u00f2 essere pi\u00f9 chiari, allora occorre dire che in questa gi\u00e0 di per s\u00e8 &#8220;ombra di biografia&#8221; \u00e8 come se dal 1564 al 1582 non abbia vissuto nessun Shakespeare! Egli compare poi nel 1582 quando (dicono) si sposa ed &#8220;esiste&#8221; fino al 1585, ovvero negli anni (dicono) di battesimo (non di nascita!) dei suoi (dicono) tre figli. Di seguito, nuovamente non esiste nessun Shakespeare dal 1585 al 1592, quando ricompare ormai famoso attore e scrittore teatrale! A conti fatti, quindi, nessun W.S. esiste proprio negli anni della pi\u00f9 importante formazione scolastica e nei primi anni formativi della creazione letteraria! Molto strano, per essere una semplice coincidenza.<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_17\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"17\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">A questo punto non dimentichiamo il particolare di un Michelangelo Florio Crollalanza venuto a stabilirsi in Inghilterra nel 1588 e poco dopo divenuto William Shakespeare, come vedremo pi\u00f9 sotto.<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_18\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"18\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">Pertanto, non conosciamo quasi nulla per molti anni della sua (dicono) esistenza e parimenti nulla sussiste che colleghi la sua vita e in particolare la sua opera con il suo luogo natale, questo Stratford che, in quei tempi, non doveva essere null&#8217;altro che un insignificante borgo della campagna inglese. Questa inesistenza di rapporti non sembra quindi assai insolita, per non dire incomprensibile? E ci\u00f2 perch\u00e8 nella storia dell&#8217;arte e delle lettere non esiste autore che, in un modo e nell&#8217;altro, poco o molto, non abbia collegato la propria opera, o parte di essa, al luogo di nascita, e non ne abbia parlato, in bene o in male, o semplicemente se ne sia riferito sia pure a mo&#8217; di citazione. Presso Shakespeare invece una simile &#8220;connessione&#8221; \u00e8 provatamente irriscontrabile! E la cosa pi\u00f9 seria \u00e8 che non esiste n\u00e8 \u00e8 stata trovata alcuna logica spiegazione di tale &#8220;originalit\u00e0&#8221;!<\/p>\n<p id=\"wnd_TextBlock_38031_inner_19\" class=\"wnd-align-justify\" data-wnd_is_separable=\"1\" data-wnd_separable_index=\"19\" data-wnd_separable_id=\"wnd_TextBlock_38031\">Un riferimento indiretto, anch&#8217;esso negativo, a William Shakespeare scopriamo nel 1592 in un\u00a0<em>pamphlet<\/em>\u00a0di Robert Greene, importante prosatore dell&#8217;et\u00e0 elisabettiana, suo avversario o rivale, dal titolo\u00a0<em>A Groath&#8217;s Worth of Wit bought with a Million repentance<\/em>\u00a0(Una monetina di spirito comprata con un milione di pentimento), noto anche come\u00a0<em>A<\/em>\u00a0<em>Groathworth of With<\/em>, nel quale Greene con pesanti espressioni accusa Shakespeare di arrivismo: &#8220;Non sembra strano che voi ed io, ai quali finora tutti si sono inchinati, all&#8217;improvviso dobbiamo vederci cos\u00ec abbandonati? Un villano corvo, f\u00e0ttosi bello con le nostre penne, con il suo cuore di tigre rivestito con la pelle di un attore, crede di essere capace di dar voce a versi sciolti come fosse il migliore di voi e nulla di pi\u00f9 essendo che un\u00a0<em>Johannes factotum<\/em>\u00a0crede di essere l&#8217;unico\u00a0<em>scuoti-scena\u00a0<\/em>(&#8220;Shake-scene&#8221;) di tutto il paese&#8221;, dove chiaramente \u00e8 indicato Shakespeare (= Shake-scene) anche per la citazione di un verso (&#8220;Cuor di tigre&#8221;) dall&#8217;<em>Enrico VI<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"wnd_ImageBlock_40524\" class=\"b-img b-img-default b b-s cf wnd-orientation-landscape wnd-type-image img-s-n\">\n<div class=\"b-img-w\">\n<div class=\"b-img-c\"><picture><source srcset=\"https:\/\/61292ea986.cbaul-cdnwnd.com\/9b79e001a433c078fe2b827cbd30390d\/200003014-d4f2cd4f2e\/450\/sanc2.jpg?ph=61292ea986 450w, https:\/\/61292ea986.cbaul-cdnwnd.com\/9b79e001a433c078fe2b827cbd30390d\/200003014-d4f2cd4f2e\/700\/sanc2.jpg?ph=61292ea986 684w, https:\/\/61292ea986.cbaul-cdnwnd.com\/9b79e001a433c078fe2b827cbd30390d\/200003014-d4f2cd4f2e\/sanc2.jpg?ph=61292ea986 684w\" type=\"image\/jpeg\" sizes=\"100vw\" \/><\/picture><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"b b-text cf\">\n<div class=\"b-c b-text-c b-s b-s-t60 b-s-b60 b-cs cf\">\n<p class=\"wnd-align-justify\">2.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Accostiamoci adesso ad un&#8217;altra versione sul tema della reale esistenza del nominato William Shakespeare, anche in relazione alla sua opera.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Sin dal 1927 il giornalista Santo Paladino, a Roma, in un suo articolo al giornale\u00a0<em>L&#8217;Impero<\/em>\u00a0il 4 febbraio dal titolo &#8220;Il grande poeta tragico Shakespeare era forse italiano&#8221; scrive che Shakespeare era Michelangelo o Michel Agnolo Florio, figlio di Giovanni Florio e di Guglielmina Crollalanza, quello stesso Michelangelo Florio Crollalanza, di fede calvinista, un libro del quale, dal titolo\u00a0<em>I secondi frutti<\/em>, scritto verso la fine del XVI secolo, apparve in Italia, contenente proverbi della Sicilia e specialmente di Messina, molti dei quali si sono trovati pi\u00f9 tardi nell&#8217;<em>Amleto<\/em>\u00a0di Shakespeare!<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">La teoria dell'&#8221;italianit\u00e0&#8221; di Shakespeare ritorn\u00f2 sulla scena il 1950 ad opera di Enrico Besta, professore di Storia del Diritto Italiano alle Universit\u00e0 di Palermo, senza tuttavia alcun interessante seguito o esito, come pure avvenne con le proposte negli stessi anni &#8217;50 di Carlo Villa e, alcuni anni prima, di Paolo Vigan\u00f2 e Luigi Bellotti, che esprimevano, in maniera un po&#8217; paradossale, \u00e8 vero, logiche perplessit\u00e0 sulla nazionalit\u00e0 di Shakespeare e assicurazioni sulla realt\u00e0 del nome italiano.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Negli stessi anni &#8217;50, esattamente nel 1955, il medesimo Paladino nel libro\u00a0<em>Un italiano autore delle opere shakespeariane<\/em>\u00a0conferm\u00f2 l&#8217;idea di un Michelangelo Florio autore delle opere attribuite a William Shakespeare, precisando che tali opere scritte in italiano, erano tradotte in inglese in collaborazione con l&#8217;<em>attore William Shakespeare<\/em>, il quale divent\u00f2 cos\u00ec quasi prestanome o coautore.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">L&#8217;8 aprile 2000 nei\u00a0<em>The Times<\/em>\u00a0di Londra fu pubblicato un articolo di Eichard Owen il quale, in rapporto agli studi di un\u00a0<em>college<\/em>\u00a0inglese e del professore italiano Martino Iuvara, riferisce che William Shakespeare deve essere nato a Messina in Sicilia, citt\u00e0 che fu costretto ad abbandonare poi per stabilirsi in Inghilterra fuggendo alle ricerche della Sacra Inquisizione (in quell&#8217;epoca &#8211; 1530\/1600 &#8211; la Sicilia si trovava sotto occupazione spagnola) che minacciava la vita dei suoi genitori, convinti calvinisti. A Stratford-upon-Avon, dove si ferm\u00f2, cambi\u00f2 il proprio cognome da (Michelangerlo Florio) Crollalanza nell&#8217; inglese Shakespeare,1 mentre il nome lo deriv\u00f2 dal nome di un suo cugino (figlio di un fratello di sua madre da tempo stabilitosi in Inghilterra) morto prematuramente e chiamato William.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Una seconda versione considera che il nome di William altro non \u00e8 che la esatta traduzione inglese del nome della madre, appunto Guglielma. \u00c8 comunque cos\u00ec che \u00e8 &#8220;nato&#8221; William Shakespeare.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">L&#8217;articolo del\u00a0<em>The Times<\/em>\u00a0continua: &#8220;Il segreto del come e perch\u00e8 William Shakespeare conoscesse cos\u00ec bene l&#8217;Italia e &#8220;abbia messo&#8221; tanta Italia nelle sue opere lo ha risolto un accademico siciliano: il fatto \u00e8 che W.S. non \u00e8 per nulla Inglese, ma Italiano. Le biografie del Bardo convengono sul fatto che sussistono moltissimi vuoti (voragini) relativamente alla sua esistenza(&#8230;) Il professor Martino Iuvara sostiene che Shakespeare era Siciliano, nato a Messina come Michelangelo Florio Crollalanza, si rifugi\u00f2 a Londra a causa della Sacra Inquisizione essendo di fede calvinista e l\u00ec tramut\u00f2 il proprio nome nel perfetto corrispondente inglese&#8221;.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Peraltro, l&#8217;interpretazione di Iuvara esprime una versione assolutamente obbiettiva, di sicuro molto pi\u00f9 circostanziata e del tutto differente da quella, non poco romanzesca, delle versioni britanniche. La Sacra Inquisizione si trovava sulle tracce del medico Giovanni Florio e di sua moglie Guglielmina Crollalanza, figlia di una famiglia nobile di Messina, entrambi calvinisti, ossia &#8220;eretici&#8221; nell&#8217;intendimento delle inquirenti autorit\u00e0 ecclesiastiche spagnole. Cos\u00ec, insieme col figlio Michelangelo o Michel Agnolo abbandonarono Messina e si stabilirono a Treviso, non lontano da Venezia, dove acquistarono (o affittarono) la Casa Otello, costruita da un nobile veneziano di nome Otello, sul conto del quale circolavano voci secondo cui egli, accecato dalla gelosia, aveva ucciso la propria consorte.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">I\u00a0<em>The Times<\/em>: &#8220;Michelangelo studi\u00f2 a Venezia, a Padova e a Mantova e viaggi\u00f2 in Danimarca, Grecia, Spagna e Austria. Era amico del filosofo e monaco Giordano Bruno che nel 1600, condannato quale eretico dalla Sacra Inquisizione, mor\u00ec a Roma sul rogo. G. Bruno disponeva di cospicui collegamenti con l&#8217;Inghilterra, come William Herbert, conte di Pembroke, e il conte di Southampton. Il 1588, all&#8217;et\u00e0 di 24 anni, Michelangelo trova rifugio in Inghilterra dopo che sicari Spagnoli avevano assassinato i suoi genitori&#8221;. In Inghilterra Michelangelo gode della protezione dei due nobili, e addirittura pi\u00f9 tardi dedicher\u00e0 al conte di Southampton due opere poetiche,\u00a0<em>Venus and Adonis<\/em>\u00a0e\u00a0<em>The Rape of Lucrece<\/em>. Risiede nell&#8217;abitazione di un parente della madre Crollalanza il quale gi\u00e0 da tempo aveva mutato il proprio cognome in Shakespeare. Un figlio di costui, di nome William, era morto ancora neonato.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Questa \u00e8 la &#8220;versione Iuvara&#8221;. Nondimeno, non \u00e8 l&#8217;unica, giacch\u00e9 nella stessa Inghilterra e nel medesimo anno gli studenti del Port Arthur Collegiate Institute non hanno nessuna difficolt\u00e0 a discutere e in certo modo indirettamente avallare l&#8217;esistenza di un&#8217;idea che molto dista dalle ufficiali convinzioni e concezioni inglesi e che introduce un&#8217;interpretazione la quale totalmente annulla la maggiore &#8220;istituzione letteraria&#8221; inglese nella persona di William Shakespeare, forse perch\u00e9 la versione Iuvara, in connessione con la sostanziale inesistenza di &#8220;sostegni&#8221; inglesi assolutamente probanti, appare obbedire ad una logica assai convincente e verosimile, pi\u00f9 prossima a verit\u00e0.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Con il titolo: &#8220;Shakespeare was Italian? &#8211; To be believed or not?&#8221; il testo degli studenti si esprime come segue, in gran parte riflettendo la teoria Iuvara forse perch\u00e9 considera che la stessa non sia da rigettare:<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">&#8220;This question was asked of as students at Port Arthur Collegiate Institute as part of our English lessons.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Is Shakespeare, as a displanted Italian supposed to explain the many Italian plays, characters with Italian names, and references?<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">It has been suggested that he was actually born in Messina, Sicily, not too far from Simbario, Catanzaro, as Michelangelo Florio Crollalanza. His parents were not John Shakespeare and Mary Arden, but were Giovanni Florio, a doctor, and Guglielma Crollalanza, a Sicilian noble woman.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Does this perhaps begin to explain that many of the plays feature Italy and\/or Italian names, such as:<\/p>\n<p>Questa domanda \u00e8 stata posta agli studenti del Port Arthur Collegiate Institute come parte delle nostre lezioni di inglese. Shakespeare, in quanto italiano dispiantato, dovrebbe spiegare le molte commedie italiane, personaggi con nomi e riferimenti italiani? \u00c8 stato suggerito che fosse in realt\u00e0 nato a Messina, in Sicilia, non troppo lontano da Simbario, Catanzaro, come Michelangelo Florio Crollalanza.I suoi genitori non erano John Shakespeare e Mary Arden, ma erano Giovanni Florio, medico, e Guglielma Crollalanza, nobildonna siciliana. Certo, questo comincia a spiegare che molte delle commedie presentano l&#8217;Italia e\/o nomi italiani, come:<\/p>\n<p class=\"wnd-align-center\">Romeo and Juliet (Romeo e Giulietta)<\/p>\n<p class=\"wnd-align-center\">Othello (Otello)<\/p>\n<p class=\"wnd-align-center\">Two Gentlemen of Verona (Due Signori di Verona)<\/p>\n<p class=\"wnd-align-center\">A Midsummer Night&#8217;s Dream (Sogno di una notte di mezz&#8217;estate)<\/p>\n<p class=\"wnd-align-center\">The Merchant of Venice (Il Mercante di Venezia)<\/p>\n<p class=\"wnd-align-center\">Much Ado about Nothing (Molto rumore per nulla)<\/p>\n<p class=\"wnd-align-center\">The Taming of the Shrew (La bisbetica domata)<\/p>\n<p class=\"wnd-align-center\">All&#8217;s Well that Ends Well (Tutto \u00e8 bene ci\u00f2 che finisce bene)<\/p>\n<p class=\"wnd-align-center\">Measure for Measure (Misura per misura)<\/p>\n<p class=\"wnd-align-center\">Julius Caesar (Giulio Cesare)<\/p>\n<p class=\"wnd-align-center\">The Winter&#8217;s Tale (Racconto d&#8217;Inverno)<\/p>\n<p class=\"wnd-align-center\">The Tempest (La tempesta)<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">It is rather impressive that Italy and Italian names are so widespread in Shakespeare. It makes you wonder?<br \/>\n(\u00c8 puittosto impressionante che l&#8217;Italia e i nomi italiani siano cos\u00ec diffusi in Shakespeare. Vi meraviglia?)<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">A professor in Italy claims that Shakespeare was Italian from Messina Italy.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">The Times of London, April 8th, 2000, reported that Martino Iuvara, a retired literature teacher, believes Shakespeare was actually Michelangelo Florio Crollalanza, who escaped to England during the Inquisition.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Shakespeare is supposedly the literal translation of Crollalanza.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Some details of Crollalanza&#8217;s life are eerily close to the characters and places that occupy Shakespeare&#8217;s plays and might explain the predominance of Italian names and places in many of Shakespeare&#8217;s plays.<\/p>\n<p>Un professore in Italia afferma che Shakespeare era italiano di Messina, Italia. Il Times di Londra, l&#8217;8 aprile 2000, rifer\u00ec che Martino Iuvara, un insegnante di lettere in pensione, crede che Shakespeare fosse in realt\u00e0 Michelangelo Florio Crollalanza, fuggito in Inghilterra durante l&#8217;Inquisizione. Shakespeare \u00e8 presumibilmente la traduzione letterale di Crollalanza. Alcuni dettagli della vita di Crollalanza sono stranamente vicini ai personaggi e ai luoghi che occupano le opere di Shakespeare e potrebbero spiegare la predominanza di nomi e luoghi italiani in molte delle opere di Shakespeare.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">In another write up the author, Amanda Mabillard writes the following:<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">&#8220;Retired Sicilian professor Martino Iuvara claims that Shakespeare was, in fact, not English at all, but Italian. His conclusion is drawn from research carried out from 1925 to 1950 by two professors at Palermo University. Iuvara imposits that Shakespeare was born in Stratford in April 1564, as is commonly believed, but actually was born in Messina as Michelangelo Florio Crollalanza. His parents were not John Shakespeare and Mary Arden, but Giovanni Florio, a doctor, and Guglielma Crollalanza, a Sicilian noblewoman. The family supposedly fled Italy during the Holy Inquisition and moved to London. It was in London that Michelangelo Florio Crollalanza decided to change his name to its English equivalent. Crollalanza apparently translates literally as &#8220;Shakespeare&#8221;. Iuvara goes on to claim that Shakespeare studied abroad and was educated by Franciscan monks who taugt him Latin. Greek and History. He also claims that while Shakespeare (or young Crollalanza) was traveling through Europe he fell in love with a 16-year-old girl named Giulietta. But sadly, family members opposed the union, and Giulietta committed suicide&#8230;&#8221;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">She goes on to write, &#8220;Granted, the above similarities between Michelangelo Florio Crollalanza and Shakespeare are intriguing, but for now I remain unconvinced&#8221;.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">The question was posed to us as student at Port Arthur Collegiate Institute as part of our English exam questions, and it appears the internet will hopefully bring to light some of the details surrounding the origins of these plays.&#8221;<\/p>\n<p>In un altro scritto dell&#8217;autrice, Amanda Mabillard scrive quanto segue: &#8220;Il professore siciliano in pensione Martino Iuvara afferma che Shakespeare, in realt\u00e0, non era affatto inglese, ma italiano. La sua conclusione \u00e8 tratta da una ricerca condotta dal 1925 al 1950 da due professori all&#8217;Universit\u00e0 di Palermo. Iuvara ipotizza che Shakespeare sia nato a Stratford nell&#8217;aprile del 1564, come si crede comunemente, ma in realt\u00e0 sia nato a Messina come Michelangelo Florio Crollalanza. I suoi genitori non erano John Shakespeare e Mary Arden, ma Giovanni Florio, medico, e Guglielma Crollalanza, una nobildonna siciliana. La famiglia sarebbe fuggita dall&#8217;Italia durante la Santa Inquisizione e si sarebbe trasferita a Londra. Fu a Londra che Michelangelo Florio Crollalanza decise di cambiare il suo nome con l&#8217;equivalente inglese. Crollalanza si traduce letteralmente come &#8220;Shakespeare&#8221;. Iuvara continua ad affermare che Shakespeare ha studiato all&#8217;estero ed \u00e8 stato educato da monaci francescani che gli hanno insegnato il latino, il greco e la storia; afferma inoltre che mentre Shakespeare (o giovane Crollalanza) viaggiava per l&#8217;Europa si innamor\u00f2 di una ragazza di 16 anni di nome Giulietta. Ma purtroppo i membri della famiglia si sono opposti all&#8217;unione e Giulietta si \u00e8 suicidata&#8230;&#8221; Continua scrivendo: &#8220;Certo, le somiglianze di cui sopra tra Michelangelo Florio Crollalanza e Shakespeare sono intriganti, ma per ora rimango poco convinta&#8221;.<br \/>\nLa domanda \u00e8 stata posta a noi come studenti al Port Arthur Collegiate Institute come parte delle nostre domande d&#8217;esame di inglese, e sembra che Internet possa portare alla luce alcuni dei dettagli che circondano le origini di queste commedie&#8221;.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">D&#8217; altra parte il prof. Iuvara completa il proprio pensiero con molti altri elementi conoscitivi che danno impulso a logici nessi e riscontri di una corretta riflessione. Cos\u00ec egli si chiede: come pu\u00f2 il figlio di un guantaio, come la storia vuol farci credere, disporre di quelle amplissime cognizioni della letteratura classica che Shakespeare dimostr\u00f2 di possedere? Come avrebbe potuto un poeta inglese di quell&#8217;epoca descrivere cos\u00ec fedelmente luoghi, paesaggi e persone italiane come in effetti riscontriamo, n\u00e8 pi\u00f9 n\u00e8 meno, in ben 15 delle 36 opere dell&#8217;immenso Shakespeare? E perch\u00e9 la sua biblioteca personale non \u00e8 mai stata posta a disposizione dei suoi biografi e degli studiosi?<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Esistono documenti che dimostrano che Michelangelo Crollalanza era figlio di Giovanni Florio e di Guglielmina Crollalanza ed \u00e8 nato a Messina nel 1564. Ha imparato il latino, il greco antico e storia nella scuola dei Francescani. All&#8217;et\u00e0 di 15 anni fu costretto a partire insieme alla famiglia per andare nel Veneto, nell&#8217;Italia del nord, a causa della fede calvinista dei suoi genitori, che la Sacra Inquisizione aveva condannato al rogo perch\u00e9 suo padre aveva pubblicato delle accuse alla Chiesa Cattolica. Conobbe e s&#8217;innamor\u00f2 di una giovane di nome Giulietta, rapita dal Governatore e poi morta suicida. Quanto alla lingua, le sue prime opere, dopo che si era stabilito in Inghilterra, venivano tradotte in inglese prima di essere presentate sulla scena del teatro di legno &#8220;The Globe&#8221; (N.d.R. : a quel tempo le compagnie teatrali viaggiavano su un carro di legno che fungeva anche da scena). Successivamente, era sua moglie inglese che si occupava delle traduzioni, mentre i suoi stessi biografi dell&#8217;epoca riscontravano in Shakespeare una pronuncia chiaramente straniera.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">E il prof. Iuvara conclude: &#8220;Credo che nessuno mai in Inghilterra ha avuto il coraggio di rendere pubblica la biblioteca personale di Shakespeare. In essa potremmo conoscere la sua vera identit\u00e0. Certo, capisco la reazione degli Inglesi. \u00c8 come se all&#8217;improvviso qualcuno dicesse a noi, ad esempio, che Dante era in realt\u00e0 spagnolo!&#8221;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">La teoria del professor Iuvara fu pubblicata in Italia in volume col titolo &#8220;Shakespeare era italiano&#8221;.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">A queste riflessioni che invero non sembrano essere affatto peregrine, tra il XIX e il XX secolo diverse ipotesi furono avanzate circa una identit\u00e0 di persona tra William Shakespeare e John o Giovanni Florio. Cos\u00ec, a seguito di tali esegesi sembrerebbe essersi generata una combinazione o promiscuit\u00e0 tra Michelangelo Florio e Giovanni Florio, nella quale ovviamente si confonde anche l&#8217;elemento temporale trattandosi di due personaggi, comunque vengano collocati, vissuti in archi di tempo chiaramente diversi.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Entro queste linee direttive, in ogni modo, verso la fine del 1800 Thomas Spencer Baynes, curatore della IX edizione della\u00a0<em>Enciclopedia Britannica<\/em>\u00a0evidenzi\u00f2 in maniera esauriente i rapporti intercorsi tra un Shakespeare e un Giovanni Florio, linguista di origine italiana.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Il testo di Baynes &#8211; val la pena di rilevare &#8211; fu del tutto eliminato a partire dalla XI edizione dell&#8217;Enciclopedia! Strano?<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">A parte tutto, comunque, la presenza in Inghilterra di John Florio \u00e8 documentata dalle ricerche di John Harding sulle relazioni Florio-Shakespeare. A proposito, questo studioso affermava (e ne danno conferma la figlia Julie Harding e il prosatore Saul Gerevini, autore del saggio\u00a0<em>William Shakespeare, ovvero John Florio: un fiorentino alla conquista del mondo<\/em>) che intorno al 1584 Florio firmava con lo pseudonimo &#8220;John Soowthern&#8221;, ossia &#8220;Giovanni che viene dal sud&#8221;, piuttosto dal sud dell&#8217;Italia!<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Pi\u00f9 tardi (1921) la statunitense Clara Longworth de Chambrum e la britannica Frances Yates (1934) si soffermarono su questa ipotizzata ma mai chiarita &#8220;coesistenza&#8221; e perfino &#8220;identit\u00e0&#8221; tra un Shakespeare inglese e un Florio italiano.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">L&#8217;interconnessione tra Michelangelo e Giovanni Florio viene &#8220;rivisitata&#8221; nel 2010 dal docente presso l&#8217;Universit\u00e0 di Montreal, Lamberto Tassinari: &#8220;Semplicemente fanno finta di non vedere che John Florio \u00e8 l&#8217;autore delle opere di Shakespeare! Florio ha dato a Shakespeare cos\u00ec numerose parole, idee e conoscenze che debitore e creditore sono diventati uno&#8221; (intervista di L. Tassinari in www.bibliosofia.net\/MichaelMirolla_interviewInteressante \u00e8 anche www.shakespeareandflorio.net<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Lo stesso Tassinari comunque due anni prima (2008) aveva provveduto a rendere note nel migliore dei modi le sue ricerche pubblicando il libro\u00a0<em>Shakespeare? \u00c8 il nome d&#8217;arte di John Florio<\/em>. Vale la pena, credo, riportare alcune considerazioni espresse nel predetto volume: &#8221; Il &#8216;William Shakespeare&#8217;, gestore di una compagnia teatrale e uomo d&#8217;affari poco scrupoloso, dedito persino all&#8217;usura, nato in una famiglia di semianalfabeti e a sua volta genitore di figli incolti, vissuto in un ambiente ineducato e grezzo, e autore, questa volta accertato, di un testamento sgrammaticato, sarebbe, secondo gli scettici, un puro prestanome dietro il quale si celerebbe qualcuno dalla mente superiore e dalle esperienze culturali e di vita ben altrimenti pi\u00f9 ricche&#8221;.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">3.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Un altro scrittore e studioso italiano, Oreste Palomara,\u00a0proseguendo sul cammino di Martino Iuvara, formula altri elementi che integrano il\u00a0<em>puzzle<\/em>\u00a0della presenza del drammaturgo &#8220;italo-inglese&#8221;. Palomara esamina le posteriori costruzioni biografiche e apprende che egli era il terzo di otto figli di John Shakespeare. William Shakespeare per\u00f2 dappertutto in Inghilterra compare gi\u00e0 adulto, affermato poeta e scrittore drammatico, anche se egli stesso cerca, piuttosto ingiustificatamente a ben pensarci, di accentuare un alone di mistero intorno a s\u00e9, come se volesse nascondersi dietro di esso.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Un simile comportamento veniva forse tenuto per non farsi molto probabilmente individuare dai suoi persecutori i quali, gi\u00e0 alcuni anni prima, avevano eliminato suo padre Giovanni Florio e sua madre Guglielma Crollalanza in Italia e stavano cercando anche lui? A parte il fatto poi che non esiste da nessuna parte nessun ricordo o traccia degli altri (ben) sette fratelli: come se non fossero mai esistiti!<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Il mistero diventa pi\u00f9 denso con la presenza di alcuni altri particolari che non sembrano essere tanto insignificanti, e cio\u00e8:<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">a) nei registri della scuola secondaria a Stratford non esiste nessuno con il nome di Shakespeare;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">b) nel 1603 il nome di Shakespeare sparisce dai registri degli attori, forse per far perdere qualsiasi traccia che potrebbe aiutare i suoi persecutori della Sacra Inquisizione;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">c) sappiamo che William Shakespeare frequentava a Londra un\u00a0<em>Club In<\/em>. In questo Club In non risulta nessun membro con questo nome. Esiste per\u00f2 scritto il nome di Michelangelo Florio.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Ora, indipendentemente da tutti gli elementi sin qui esaminati, elementi che dimostrano situazioni personali ed obbiettivi criteri di conoscenza che nessuno pu\u00f2 disconoscere o rifiutare acriticamente, esistono altres\u00ec altri dati il riconoscimento dei quali non deve considerarsi per nulla n\u00e9 irrilevante n\u00e9 superfluo.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">I drammi di Shakespeare rivelano una eccezionale esperienza mondana. Il poeta conosceva molto bene la scienza giuridica e abbondantemente ha utilizzato termini legali e le corrispondenti procedure espressive. Peraltro, nel 1860 John Bucknill scrisse che Shakespeare conosceva a fondo la scienza medica (&#8220;Medical knowledge of Shakespeare&#8221;). Parimenti egli era in possesso di estese cognizioni venatorie, di addestramento degli avvoltoi, come pure di altri sport, ma anche delle regole del cerimoniale di Corte.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Lo storico John Mitchell riconosce che Shakespeare \u00e8 &#8220;lo scrittore che sapeva tutto&#8221;! Nelle sue opere, in cinque casi, parla di naufragi e il fatto che utilizzi una ben precisa terminologia nautica presuppone che abbia studiato l&#8217;arte marinara o sia stato egli stesso un esperto marinaio. Ha fors&#8217;anche partecipato alla battaglia navale nella quale fu distrutta l&#8217;\u00a0<em>Invincible Armada<\/em>\u00a0spagnola nel 1588?<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Tutto ci\u00f2 non compare nella vita del drammaturgo attraverso le biografie. Lo stesso accade anche con le sue cospicue conoscenze nelle questioni militari e nell&#8217;idioma linguistico dei fantaccini. Gli elementi biografici inglesi che disponiamo non rivelano l&#8217;esistenza di ampie e speciali cognizioni in questo Shakespeare &#8220;inglese&#8221;, peraltro gi\u00e0 di ignote disposizioni e successi scolastici.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Certo, nelle opere di Shakespeare non mancano altres\u00ec i riferimenti a passi biblici aventi un notevole peso specifico nei relativi racconti e trame: l'&#8221;italiano&#8221; Crollalanza-Shakespeare \u00e8 molto probabile che ne abbia avuto l&#8217;insegnamento da parte della madre, istruita, nel quadro della sua fede calvinista. Al contrario, nessuna prova esiste, n\u00e9 mai \u00e8 stata avanzata l&#8217;ipotesi che sua madre &#8220;inglese&#8221; fosse istruita e abbia potuto insegnare alcunch\u00e9 ai propri figli.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Quanto poi al padre &#8220;inglese&#8221; di Shakespeare, John era un guantaio, come pi\u00f9 sopra ricordato, forse pure macellaio e cuoiaio, ovvero un cittadino onesto e rispettabile quanto si voglia, ma ignorante (analfabeta?). Il padre &#8220;italiano&#8221;, Giovanni Florio (anche lui John\/Giovanni!), era invece un noto medico a Messina, mentre la madre discendeva da una nobile famiglia siciliana e di certo era istruita, come allora e sempre sono soliti essere le nobili casate.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Collegando quindi i predetti elementi, si pone la questione dell&#8217;istruzione e della cultura di Shakespeare. Viene naturale pensare che nel caso del Shakespeare &#8220;inglese&#8221;, considerata la generale istruzione (o, forse, non-istruzione?) familiare e le obbiettive condizioni e situazioni di vita sociale in un villaggio come Stratford nella prima met\u00e0 del 1500, le probabilit\u00e0 di una importante istruzione sono quasi nulle, come d&#8217;altronde se ne ha la conferma vista la parallela relativa inesistenza anche nelle esposizioni biografiche.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Al contrario, nel caso dell'&#8221;italiano&#8221; Crollalanza e tenuto conto della cultura dei suoi genitori e dell&#8217;elevato livello familiare oltre che degli studi compiuti dal giovane Michelangelo in Italia, le grandi, incredibili cognizioni manifestate dal successivo William Shakespeare, un nome che \u00e8 l&#8217;esatta traduzione letterale del corrispondente italiano, appaiono assolutamente giustificate e certificate.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">In tal modo quando Michel Agnolo-Michelangelo Florio Crollalanza divenne William Shakespeare in Inghilterra si riferiva a qualcuno che gi\u00e0 in Italia non era semplicemente istruito, ma totalmente in possesso di un&#8217;istruzione enciclopedica con profonde radici nella cultura, storia, tradizioni, realt\u00e0 italiane per non dire specialmente della nat\u00eca Messina in Sicilia, come palesemente testimoniano almeno due &#8220;circostanze&#8221; connesse con l&#8217;opera dello stesso Shakespeare, ossia:<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">a) la commedia\u00a0<em>Molto rumore per nulla<\/em>\u00a0(Much Ado about Nothing) altro non \u00e8 se non l&#8217;adattamento posteriore della commedia che Michelangelo Florio Crollalanza aveva scritto circa vent&#8217;anni prima, in giovanissima et\u00e0, in dialetto messinese e col titolo\u00a0<em>Troppo trafficu ppi nnenti<\/em>;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">b) nella stessa commedia Shakespeare utilizza molti doppi sensi ed espressioni caratteristiche che solo a Messina avrebbero potuto essere udite. In questo contesto, una tipica espressione \u00e8 anche la parola &#8220;mizzica&#8221;, che solo un siciliano potrebbe conoscere e dire!<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">c) Messina \u00e8 presente anche nel\u00a0<em>Racconto d&#8217;inverno<\/em>. E certo, parlando di Messina verso la met\u00e0 del Cinquecento, non si fa altro che ricordare una citt\u00e0 in quell&#8217;epoca pi\u00f9 grande di Londra, una delle capitali del Rinascimento con un fiorente commercio e costruzioni in muratura (e non in legno), acquedotto sotterraneo, Universit\u00e0 fondata da S. Ignazio di Loyola e una flotta di navi commerciali e &#8220;da corsa&#8221;.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">D&#8217;altro canto, e pi\u00f9 particolarmente, nell&#8217;atto terzo, scena seconda, Don Pedro dice una frase che per gli Inglesi \u00e8 un rebus: &#8220;The shell be buried with her face upwords&#8221;, ossia: &#8220;Dovrebbero seppellirla con la faccia in su&#8221;. Che strano! Tutti vengono seppelliti cos\u00ec. S\u00ec, per\u00f2 a Messina con l&#8217;espressione &#8220;ca nasca addrittu&#8221; (col naso in su) intendono indicare una persona arrogante, superba, o anche semplicemente fiera. E nel caso specifico significa appunto che Beatrice era rimasta fiera\/superba anche dopo morta!<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Ancora, nell&#8217;atto terzo, scena terza, si trova la frase &#8220;&#8230;next morning at the temple, and there, before the wole congregation shame her&#8230;&#8221;, cio\u00e8 &#8220;domani mattina nel tempio, e l\u00ec, davanti all&#8217;intera congregazione religiosa la svergognerai&#8230;&#8221;. Qui, il particolare sta nel fatto che non di una chiesa si tratta, ma di un antico tempio greco ceduto alla Congregazione dei Sacerdoti Catechisti. Un inglese che nel XVI secolo abitava in un paese lontano 3000 chilometri come avrebbe potuto conoscere una tanto &#8220;locale&#8221; particolarit\u00e0? Piuttosto improbabile.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Infine, nell&#8217;atto quarto, scena prima, Beatrice utilizza una tipica espressione del dialetto parlato a Messina: &#8220;ti manciu &#8216;u cori&#8221;(ti manger\u00f2 il cuore), &#8220;tradotta&#8221; in inglese in &#8220;I will eat you heart&#8221;. Ma nella comune parlata inglese ha forse un senso?<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Tutto questo ed altro ancora sparso nell&#8217;opera di Shakespeare, e poi una cos\u00ec profonda conoscenza della scena, della lingua, dell&#8217;arte teatrale italiana, come pure la sorprendente familiarit\u00e0 con paesaggi e citt\u00e0 italiane, costituisce sicuramente il pi\u00f9 logico e maggior segno distintivo pi\u00f9 di uno scrittore italiano che inglese!<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">4.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Il drammaturgo Ben(jamin) Jonson, amico di William, gli addebitava &#8220;una insufficiente conoscenza della lingua latina e ancor pi\u00f9 di quella greca&#8221;, volendo piuttosto descrivere la sua elementare istruzione, d&#8217;altronde confermata anche dagli inesistenti dati personali e scolastici presso gli istituti di istruzione primaria e secondaria di Stratford, di Londra e altrove in Inghilterra (eventualmente), mentre \u00e8 assodato che Shakespeare non ha studiato n\u00e9 a Cambridge n\u00e9 a Oxford n\u00e9 in altra Universit\u00e0 inglese o straniera.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Un parere come quello di Ben Jonson non si accorda certamente con la onniscienza di uno scrittore che conosceva alla perfezione i classici Latini e Greci, la letteratura e, con molta probabilit\u00e0, anche le lingue italiana, francese e spagnola.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Sappiamo che il giovane Michelangelo Florio Crollalanza aveva dimostrato sin da ragazzo speciali capacit\u00e0 nelle lettere (l&#8217;opera\u00a0<em>Molto rumore per nulla<\/em>\u00a0sembra che l&#8217;abbia scritta a 15 anni, poco prima di abbandonare Messina), ci\u00f2 che in nessun modo risulta ad un ragazzo inglese chiamato William Shakespeare, del quale sono &#8220;ignoti&#8221; proprio gli anni della carriera scolastica! Il suo vocabolario era sorprendentemente ricco. Quando un poeta come John Milton, nel XVIII secolo, utilizza circa 8000 parole nelle sue opere, cosa dire di Shakespeare che, come consta, ha utilizzato circa 24000 parole(e per altri, addirittura 29000)! E non deve sfuggire il fatto che Shakespeare ha altres\u00ec &#8220;inventato&#8221; moltissime parole ed espressioni arricchendo cos\u00ec la lingua inglese.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Non so se colui che \u00e8 riuscito a produrre tante &#8220;invenzioni verbali&#8221; \u00e8 l'&#8221;inglese&#8221; Shakespeare di cui nessun accenno sussiste nei registri delle scuole che &#8220;dicono&#8221; aver frequentato oppure l'&#8221;italiano&#8221; Michelangelo Crollalanza\/Shaskespeare i cui studi risultano in accertati dati di istruzione e testimonianze.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">5.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">A questo punto non sarebbe oziosa una integrazione argomentativa in base alla quale si suppone o si dimostra l&#8217;origine messinese di Shakespeare o, comunque, italiana.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">I dati comprovanti sono i seguenti:<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">A. Nell&#8217;\u00a0<em>Amleto<\/em>\u00a0compaiono i due studenti danesi, Rosenkrantz e Guildenstein, che furono compagni di studio di Michelangelo Florio Crollalanza all&#8217;Universit\u00e0 di Padova;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">B. Sempre nell&#8217;<em>Amleto<\/em>\u00a0vengono recitati molti proverbi che anni prima Michelangelo Florio aveva pubblicato in Italia in un libro dal titolo\u00a0<em>I secondi frutti<\/em>;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">C. Nel\u00a0<em>Mercante di Venezia<\/em>\u00a0il &#8220;colore&#8221; locale viene riprodotto in maniera stupefacente: perfette espressioni marinare si trovano in bocca a Salerio e Salanio &#8211; viene fatto riferimento al battello che collega Venezia alla terraferma &#8211; compare l&#8217;esatta traduzione in inglese, Belmont, del sobborgo veneziano di Montebello;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">D. Nel\u00a0<em>Romeo e Giulietta<\/em>\u00a0Shakespeare realizza una poetica rappresentazione della propria storia d&#8217;amore vissuta in giovent\u00f9 in Italia;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">E. Ancora nel\u00a0<em>Mercante di Venezia<\/em>\u00a0la conoscenza della legislazione veneziana \u00e8 perfetta, una legislazione del tutto diversa da quella allora vigente in Inghilterra &#8211; il maestro Bellario del testo teatrale corrisponde assolutamente ad un personaggio davvero esistente e molto noto negli ambienti giuridici di Padova, il professor Ottonello Discalzio;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">F. In molte opere, teatrali e poetiche, si riscontrano fonti chiaramente italiane (Boccaccio, Ariosto, Bandello, Castiglione, Giraldi Cinzio), come pure reminiscenze della Commedia dell&#8217;Arte;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">G. Shakespeare possedeva ugualmente una buona conoscenza della storia romana e sapeva che Pompeo una volta (nel 36 a.C.) era rimasto a Messina. Cos\u00ec, nell&#8217;opera\u00a0<em>Antonio e Cleopatra<\/em>\u00a0si riferisce alla casa di Pompeo a Messina ed \u00e8 esattamente in questa casa che si svolge la trama del secondo atto, scena prima: &#8220;Messina. nella casa di Pompeo. Entrano Pompeo, Menecrate e Mena in assetto di guerra&#8221;;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">H. Non mancano altres\u00ec rifacimenti di idee di Plauto, Seneca e Plutarco;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">I. \u00c8 evidente l&#8217;ispirazione italiana nelle opere\u00a0<em>Much Ado about Nothing<\/em>,\u00a0<em>Twelfth Night<\/em>\u00a0e\u00a0<em>All&#8217;s Well That Ends Well<\/em>. D&#8217; altra parte Shakespeare \u00e8 l&#8217;unico scrittore inglese che conosca alla perfezione tante cose dell&#8217;Italia malgrado che non esista da nessuna parte nessun indizio secondo cui egli si sia recato e sopra tutto\u00a0<em>vi abbia vissuto<\/em>, poco o a lungo, imparando tutto quello che sapeva;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">L. In merito alla morte di Shakespeare, Richard Davis nel 1700 ebbe a scrivere: &#8220;He died a papist&#8221;, cio\u00e8 &#8220;\u00e8 morto da cattolico&#8221;. \u00c8 una frase assai rivelatrice, nel senso che, mentre egli era calvinista (e Michelangelo Florio Crollalanza era calvinista), prima di morire divenne e mor\u00ec cattolico, un cambio di fede religiosa piuttosto molto pi\u00f9 difficile che accadesse, per evidenti motivi di vario genere, presso un inglese che non un italiano;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">M. &#8220;I biografi suppongono che Shakespeare abbia accumulato le sue enormi conoscenze e la sua accurata familiarit\u00e0 con le maniere, il gergo e gli usi della professione forense dopo essere stato egli stesso per un breve periodo impiegato al tribunale di Stratford. Adesso, a parte il fatto che una simile ipotesi inciampa nella assoluta inesistenza di corrispondenti elementi nei registri giudiziari della cittadina, appare anche inammissibilmente molto ingenua, giacch\u00e9 \u00e8 come se si dicesse che un giovanotto sveglio come me, cresciuto in un villaggetto sulle sponde del Mississippi, avrebbe potuto sviluppare una perfetta conoscenza della caccia alla balena nello stretto di Behring oppure imparare gli idiomatismi espressivi dei vecchi pescatori semplicemente pescando pesci-gatto qualche domenica(&#8230;).&#8221; (Mark Twain in\u00a0<em>Is Shakespeare really dead?<\/em>, 1909&#8243;);<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">N. D&#8217;altra parte, se ve ne fosse bisogno, il predetto storico John Mitchell citando appunto l&#8217;espressione usata da Mark Twain nel suo libro del 1909, dice, volendo con ci\u00f2 molto intendere: &#8220;I dati che sono noti sulla vita di Shakespeare possono riempire una sola facciata di un foglietto per appunti&#8221;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">O. Quando Shakespeare mor\u00ec il 23 aprile 1616, la sua morte non provoc\u00f2 nessuna commozione, n\u00e9 fu ordinato alcun lutto nazionale o locale in Inghilterra, come logicamente ci saremmo aspettati che accadesse per un letterato inglese tanto grande e illustre. L&#8217;avvenimento pass\u00f2 come se il drammaturgo fosse uno straniero!;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">P. La scuola o le scuole dove l'&#8221;inglese&#8221; Shakespeare dicono che abbia studiato, costituiscono oggetto di semplici indizi. Non esiste nessuna certezza e prova al riguardo;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Q. Vi sono molti studiosi che si pongono degli interrogativi in merito al trattino che spesso appare al nome di Shakespeare: Shake-speare &#8211; e non sono pochi coloro che credono che tale nome sia piuttosto uno pseudonimo, come appare sul frontespizio dei\u00a0<em>Sonetti<\/em>\u00a0nel 1609.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">A parte per\u00f2 questo, un aspetto peraltro secondario della generale &#8220;questione Shakespeare&#8221;, nelle 32 edizioni delle opere di Shakespeare realizzate prima del\u00a0<em>First Folio<\/em>\u00a0del 1633, le 15 hanno il nome col trattino. \u00c8 questa una importante indicazione, come ampiamente si ritiene, che riverbera la &#8220;versione&#8221; del cognome composto [crolla=shake, lanza(lancia)=speare] che il suo proprietario, traducendolo in inglese, ha particolarmente voluto evidenziare essendo egli straniero (un autoctono inglese non avrebbe avuto di certo nessuna ragione di dividere in due il proprio cognome per quanto stravagante potesse egli essere!);<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">R. Osservando i (pochi) ritratti di Shakespeare, non si pu\u00f2 non notare che il suo volto \u00e8 assai diverso da quello di un inglese medio. Sembra piuttosto essere il tipico viso di un abitante dell&#8217;Europa del sud. Gi\u00e0 un suo contemporaneo, di nome Harwei, accennava apertamente alla sua origine italiana.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">6.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Tutte le propriet\u00e0 di Shakespeare sono analiticamente inventariate nelle tre pagine del suo testamento, tutte tranne i suoi libri e i suoi manoscritti. Come se non esistessero n\u00e8 libri n\u00e8 manoscritti! Forse che i libri li ha presi la figlia maggiore Susan? Quand&#8217;anche per\u00f2 fosse cos\u00ec, non li avrebbero poi spartiti tra di loro tutti gli eredi? Ma anche questa eventualit\u00e0 non sembra che sia avvenuta.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Un sacerdote, un certo James Wilmot, a quanto pare, volle nel 1785 controllare tutte le biblioteche private entro un raggio di 80 chilometri intorno a Stratford-on-Avon: non vi trov\u00f2 nessun libro appartenente a Shakespeare! Ne ricav\u00f2, tra l&#8217;altro, forti dubbi sulla paternit\u00e0 di quest&#8217;ultimo in merito alle opere attribuitegli.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Quanto ai manoscritti, il problema \u00e8 ancora pi\u00f9 complicato e difficile. Secondo ci\u00f2 che risulta dalle ricerche sinora effettuate, non esiste nessun manoscritto originale delle 36 opere di Shakespeare! Sono tutte copie. Per il resto, per quanto si conosca, molte edizioni non autorizzate di sue opere avevano avuto luogo quando egli era ancora in vita, sotto il nome di Shakespeare, senza mai che lo stesso interessato si sia opposto in via giudiziaria per impedire o vietare le edizioni clandestine. E allora nulla vieta nutrire il parere secondo cui tale mancanza di reazione potesse anche nascondere o rivelasse la volont\u00e0 di apparire ed essere quindi sempre pi\u00f9 conosciuto con il cognome di Shakespeare (o Shake-speare, come visto pi\u00f9 sopra) al fine di &#8220;far sparire&#8221; il vero, rivelatore di presenza, cognome Crollalanza o Florio.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">D&#8217;altronde, la sparizione di tutti i libri e manoscritti di Shakespeare gi\u00e0 non molto dopo la sua morte e il parallelo, oggid\u00ec, rifiuto di rendere pubblica una biblioteca personale che sicuramente esisteva e che viene adesso con molta probabilit\u00e0 custodita in un luogo di competenza statale (fors&#8217;anche gi\u00e0 da allora, dal XVII secolo), non pu\u00f2 che apparire perlomeno strano, se non sospetto.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Al riguardo non \u00e8 senza interesse sapere che il professor Martino Iuvara nel maggio del 2000 aveva inviato una lettera alla regina Elisabetta nella quale, tra l&#8217;altro, scriveva: &#8220;La provata prova dell&#8217;identit\u00e0 del maggior drammaturgo di tutti i tempi pu\u00f2 trovarsi, quasi esclusivamente, nella sua biblioteca (&#8230;) la quale finora rimane nascosta a tutti (molto probabilmente per motivi nazionalistici), la quale per\u00f2 avrebbe dovuto, per amore verso la verit\u00e0 storica (ci\u00f2 che dovrebbe porsi al di sopra di ogni calcolo) essere messa, con coraggio e saggezza, almeno alla disposizione degli studiosi.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">E naturalmente auspicando che, durante questi quattro secoli che sono passati(1616-2000) alcuni malvagi supernazionalisti non abbiano voluto distruggere per sempre qualsiasi prova determinativa della non anglicit\u00e0 del grande Genio che comunque sia, inglese o meno, far\u00e0 sempre parte della universale eredit\u00e0 culturale&#8221;.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Va da s\u00e9 che non ha ricevuto nessuna risposta! Nel 2002 poi invi\u00f2 la medesima lettera all&#8217;allora Primo Ministro Tony Blair. E come era da aspettarsi, neanche questa volta ci fu una risposta! Per cui nessuno pu\u00f2 non considerare la possibilit\u00e0 che finalmente questa &#8220;biblioteca&#8221; nasconda pochi o molti &#8220;scheletri&#8221;.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">In ogni modo tutto questo silenzio, l&#8217;evidente volont\u00e0 e, perch\u00e9 no?, insistenza di tenere nell&#8217;oscurit\u00e0 una tematica le cui componenti vi sono ancora alcuni &#8211; che non devono essere pochi &#8211; che non sono pronti ad (o hanno paura di) affrontare qualunque sconvolgente sviluppo possano esse creare, mi domando fino a quando potr\u00e0 o deve continuare.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Se in effetti la mancanza di buona disposizione da parte degli inglesi per un chiarimento della &#8220;questione shakespeariana&#8221; significa che ha ragione il prof. Iuvara ed esistono veramente elementi che dimostrino che Michelangelo Crollalanza \u00e8 William Shakespeare oppure che la &#8220;storia&#8221; di Shakespeare tessuta da Iuvara \u00e8 sicuramente vera, allora \u00e8 comprensibile la posizione negativa di coloro i quali tutto hanno da perdere e nulla da guadagnare. Se invece le prove che cerca il prof. Iuvara non esistono o non esistono pi\u00f9 perch\u00e9, nel passato o recentemente, qualcuno o alcuni hanno provveduto a farli sparire eliminando in tal modo qualsiasi rischio di &#8220;nazionale, razziale disfatta letteraria&#8221; per gli inglesi e la Gran Bretagna, il rifiuto di rendere pubblica la biblioteca personale di Shakespeare (la quale, secondo quanto riferiscono gli studiosi, era composta da 340 volumi e forse vi si trovava anche una biografia\u00a0<em>vera<\/em>, lasciata poi a Lord Pembroke) appare senza dubbio incomprensibile, tranne che vi siano altri lati oscuri della questione che costituiscono una specie di &#8220;segreto statale&#8221;.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">In entrambi i casi l&#8217;occultamento non pu\u00f2 che essere interpretato come precisa, irrinunciabile intenzione di &#8220;seppellire&#8221; la &#8220;questione Shakespeare&#8221; perch\u00e9 esiste qualche interesse molto particolare, direi inconfessabile, addirittura &#8220;drammatico&#8221;, di mantenere simile comportamento.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Rimane pertanto a mezz&#8217;aria una ragionevole domanda: sussiste,\u00a0<em>mutatis mutandis<\/em>, una &#8220;questione shakespeariana&#8221; analoga alla &#8220;questione omerica&#8221;? Sembrerebbe di s\u00ec. Tra un Shakespeare &#8220;inglese&#8221; e un Shakespeare (Crollalanza) &#8220;italiano&#8221; si muovono molti altri personaggi e maschere con &#8220;diritto&#8221; di paternit\u00e0 sulle opere di uno &#8220;spettro&#8221; Shakespeare: Christofer Marlowe, il cardinale Wolsey, sir Walter Raleigh, Francis Bacon, Edward de Vere, 17o conte di Oxford, Roger Mannors, quinto conte di Ruthland, Robert Devereux, William Stanley, sesto conte di derby, perfino la regina Elisabetta!<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Per cui non \u00e8 pi\u00f9 di tanto assurdo che gli Inglesi interessati abbiano appositamente &#8220;inventato&#8221; e &#8220;diffuso&#8221; tutti questi &#8220;candidati Shakespeare&#8221;, tutti, guarda caso, diligentemente e strettamente inglesi, al fine di &#8220;coprire&#8221;, annullare, addirittura esorcizzare la fastidiosa per la nazione inglese incombenza di un creatore non inglese di tanti straordinari capolavori.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">\u00c8 quello che in sostanza ha detto anche lo scrittore Jonathan Bate alcuni anni fa: &#8220;Il rilievo che le opere di Shakespeare siano state scritte da Florio \u00e8 pi\u00f9 facile da confutare che non l&#8217;attribuzione di esse ad un qualunque aristocratico (inglese). E siccome Florio non era inglese, la sua candidatura non ha mai potuto avere molto successo. Tranne naturalmente che in Italia&#8230;&#8221;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">E la situazione diventa ancor pi\u00f9 complicata quando anche la nota World Book Encyclopedia osserva che il popolo &#8220;rifiutava di credere che l&#8217;attore di Stratford-on-Avon avrebbe potuto averli scritti lui&#8221;. &#8220;Le origini contadine di Shakespeare non corrispondevano alla figura del Genio che ha scritto i drammi&#8221;, perch\u00e9 &#8220;solo un uomo colto, raffinato, di elevata classe sociale avrebbe avuto la capacit\u00e0 di comporre i drammi&#8221;.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Viene allora spontaneo ricordarsi le parole di Borges: &#8220;\u00c8 strano, ma i paesi scelgono individui che non gli somigliano molto. Si pensi per esempio che l&#8217;Inghilterra ha scelto Shakespeare e che Shakespeare \u00e8, si pu\u00f2 dire, il meno inglese degli scrittori inglesi(&#8230;) e non ci sorprenderebbe che sia stato italiano o ebreo&#8221;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Di conseguenza avviene che si debba qui affrontare una delle pi\u00f9 difficili verit\u00e0: e quanto pi\u00f9 grande \u00e8 questa verit\u00e0, tanto pi\u00f9 difficilmente viene detta e facilmente viene nascosta perch\u00e9, ove uscita di bocca, il rumore provocato verrebbe ad essere, dolorosamente o gioiosamente (dipende dalle parti in causa) proprio assordante e variamente destrutturante.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Il\u00a0<em>quid<\/em>\u00a0dell&#8217;autore chiamato William Shakespeare non \u00e8 posto in discussione solo dagli Italiani, ma anche dagli stessi Inglesi, sia pure alla luce di una diversa ottica di sostanza.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Cos\u00ec, mentre gli Italiani mettono in dubbio l&#8217;esistenza e la nazionalit\u00e0 dello scrittore, gli Inglesi non tanto mettono in dubbio la sua esistenza, malgrado le palesi, enormi lacune, quanto la paternit\u00e0 delle sue opere. In questa negazione, nondimeno, si dimostrano &#8220;patriotticamente&#8221;\u00a0<em>sciovinisti<\/em>, visto che tutti i &#8220;candidati&#8221; alla incerta esistenza e alla paternit\u00e0 della sua produzione letteraria sono tutti inglesi e nessuno straniero.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Ecco quindi perch\u00e9 i &#8220;dubbi inglesi&#8221; per la &#8220;verit\u00e0&#8221; di un autore inglese sono, per gli stessi inglesi, enormemente pi\u00f9 &#8220;digeribili&#8221; e in sostanza anodini e senza ferite al contrario dei &#8220;dubbi italiani&#8221; che colpiscono invece il cruciale segno della\u00a0<em>nazionalit\u00e0<\/em>\u00a0annullando tutto il prestigio e rinomanza che a tale nazionalit\u00e0 ne sono derivati e ne derivano ancora. Cio\u00e8 una prospettiva assolutamente e in tutti i modi inaccettabile!<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">In ogni caso, a conferma dei sillogismi e delle prove contenute nella presente esposizione relativamente a Shakespeare, la sua vita e la sua opera, nella recentissima pubblicazione di Bill Bryson,\u00a0<em>Shakespeare. The World as Stage<\/em>, 2007, le risultanze delle indagini svolte dallo scrittore convergono alle stesse conclusioni sin qui espresse, ovvero, per sommi capi:<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">1) &#8220;Almeno 200 anni fa lo storico George Stevens osserv\u00f2 che tutto quello che conosciamo di W.S. si limita ad alcuni eventi sparsi&#8221;. Di conseguenza si deduce che essi sono del tutto inutili e inutilizzabili per una giusta valutazione dell'&#8221;ipotesi Shakespeare&#8221;;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">2) &#8220;Non siamo sicuri della corretta grafia del suo nome, ma, come pare, neanche egli stesso ne era sicuro perch\u00e9 nelle firme che di lui possediamo, il nome neanche due volte risulta scritto allo stesso modo&#8221;. Anche questa quindi un&#8217;indicazione del fatto che il Shakespeare &#8220;inglese&#8221; non doveva poi essere granch\u00e9 a conoscenza del suo stesso nome;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">3) &#8220;Solo per pochissimi giorni della sua vita possiamo dire con certezza dove si trovasse&#8221;. La torbidezza e inesistenza del paesaggio nello Shakespeare inglese rimane immutabile e per nulla reversibile;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">4) &#8220;Parecchi ricercatori ogni tanto sostengono che le opere di Shakespeare sono state scritte da qualcun altro&#8221;. E chi sarebbe? Uno dei tanti inglesi senza prove o l&#8217;unico italiano con assai plausibili elementi documentali e testimoniali?;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">5) &#8220;Ancor oggi Shakespeare resta una ostinazione accademica pi\u00f9 che un personaggio storico&#8221;.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Quest&#8217;ultima constatazione abolisce certamente qualsiasi conclusione e qualsiasi rappresentazione che i biografi inglesi avrebbero potuto inventare per rendere in carne ed ossa un loro compatriota che da ogni parte &#8220;sfugge&#8221; e piuttosto provoca l&#8217;invincibile sentimento di essere una vera e propria invenzione. E piuttosto altres\u00ec si tratta di un ben congegnato intrigo teso alla &#8220;creazione&#8221; quasi dal nulla di un super-scrittore inglese, un super-drammaturgo il quale in realt\u00e0 o non \u00e8 mai vissuto o nasconde la propria insufficienza dietro a qualcuno la cui esistenza sarebbe estremamente spregevole alla riputazione, orgoglio e arroganza etnica inglese.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">E ovviamente allora, in ultima analisi, nulla esclude &#8211; per quanto ci\u00f2 appaia irreale: ma quante volte la realt\u00e0 supera la pi\u00f9 sfrenata immaginazione?! &#8211; l&#8217;esistenza di una gigantesca diacronica macchinazione (imbroglio\/impostura) delle istituzioni inglesi, statali e non, ai fini della conservazione della fama di una cos\u00ec eccezionale produzione letteraria (inglese) che, altrimenti, se dovesse essere smentita, potrebbe fondatamente provocare incalcolabili contraccolpi non solo nella societ\u00e0 britannica, ma nella stessa sostanza dell&#8217;entit\u00e0 britannica, tanto esaltata dal possedere uno Shakespeare da non esitare a definirlo\u00a0<em>Our English Homer!<\/em>(Henry Stratford Caldecott).<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Alla fin fine, dunque, checch\u00e9 se ne dica, la pi\u00f9 obbiettiva constatazione non pu\u00f2 che fissare il seguente stato di cose:<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">a) la figura di W.S. che conosciamo \u00e8 sempre, e direi irrimediabilmente, avvolta in un alone di assoluta incertezza e ambiguit\u00e0. Val bene riferirsi qui, questa volta in relazione allo stesso Shakespeare, alla famosa esclamazione di Amleto:\u00a0<em>To be or not to be: that is the question<\/em>!;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">b) per parte italiana le ipotesi avanzate presentano molti aspetti positivi di verosimiglianza che potrebbero anche giungere fino alla soluzione di verit\u00e0;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">c) per parte inglese la collocazione del personaggio chiamato William Shakespeare \u00e8 posta su illazioni non provate e su flagranti assenze di fondamentali dati personali, che tutti ammettono e nessuno pu\u00f2 escludere;<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">d) s\u00ec che, concludendo, fino a quando non verranno alla luce (se mai esistono per venire alla luce) elementi di perfetto valore probativo a conferma della &#8220;realt\u00e0 inglese&#8221; del personaggio W.S., le attuali risultanze biografiche dello stesso, che perfino non pochi autori inglesi e non solo ritengono fallaci e inattendibili, in nessun modo possono far testo prolungando presso la collettivit\u00e0 letteraria internazionale l&#8217;illusoriet\u00e0 di uno scrittore completamente privo di convincenti contorni identificativi.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Ci si trova davanti alla vera assurdit\u00e0 di un complesso di 36 capolavori della letteratura il cui autore nessuno, ma nessuno pu\u00f2 provare che sia davvero mai esistito. Parafrasando, potremmo dire: &#8220;(Trenta)sei opere in cerca di autore&#8221;!<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Di conseguenza, gli esiti delle indagini teoriche e pratiche avanzate dagli studiosi italiani a favore della nazionalit\u00e0 italiana di William Shakespeare rimangono i soli validi a tutti gli effetti e possono sollevare i veli del dubbio che sinora hanno coperto il relativo &#8220;caso&#8221;. E allora credo io, non solo, ma tutti penso siano dello stesso parere, che le cose vadano dette con il loro vero nome.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">E certamente non concordo con le conclusioni assolutamente pilatesche e irragionevoli di Giuseppe Provenzale, riportate in sunto nel quotidiano messinese online\u00a0<em>Tempo Stretto<\/em>\u00a0del 5.11.2012, quando nega (No!) che, quanto riferito a Shakespeare\/Florio basti &#8220;per avvicinare i due personaggi e dimostrarne l&#8217;origine messinese&#8221; adducendo motivazioni davvero puerili e indegne di una citt\u00e0 storica come Messina.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">In realt\u00e0, di conclusioni se ne possono trarre persino troppe &#8211; per chi voglia trarne, per\u00f2! &#8211; tenuto conto, com&#8217;\u00e8 doveroso, della perfetta inconsistenza delle argomentazioni biografiche inglesi e del loro assordante silenzio probatorio!<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">PERCIO&#8217;, PER TUTTO QUANTO SIN QUI ARGOMENTATO ED ESPOSTO<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">\u00c8 ora che la smettano gli inglesi di mercanteggiare con le culture altrui, farsi belli con i prodotti delle civilt\u00e0 altrui. \u00c8 parimenti ora di farla finita con questa civilt\u00e0 britannica che si d\u00e0 arie abbellendosi con i beni rubati a civilt\u00e0 veramente eccelse (v. tutte le opere d&#8217;arte egizie; v. i famosi marmi del Partenone; v. le decine di migliaia di papiri di Ossirinco indebitamente tenuti nascosti; v. i capolavori assiri e mesopotamici; v. le opere d&#8217;arte cinesi e orientali; v. gli altri tesori messicani, islamici, romani, ecc., tutti rubati o presi con la forza o &#8220;comprati&#8221; con la frode o senza possibilit\u00e0 di replica dei legittimi possessori).<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Quanto al &#8220;caso&#8221; trattato in queste pagine, se questi stessi inglesi posseggono le inconfutabili prove che Shakespeare \u00e8 inglese, le esibiscano, le pongano all&#8217;esame dei competenti studiosi. E giustizia sar\u00e0 fatta (non certamente &#8220;all&#8217;inglese&#8221;).<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Ma se non hanno nulla di valido, la smettano di nascondersi dietro a fantasticherie, menzogne, dubbi, contraffazioni, illusioni, ruberie e sopra tutto puerili, stolte e insulse ironie. E se quello che posseggono (e finora nascondono) comprova che questo celeberrimo Shakespeare non \u00e8 per nulla inglese o \u00e8 un falso inglese a danno di un reale genio straniero &#8211; abbiano finalmente l&#8217;onest\u00e0 e il decoro di ammetterlo, rivelando la documentazione che lo attesta, e chiedano scusa per l&#8217;immoralit\u00e0 e il comportamento di delinquenza letteraria tenuto sino ad oggi e per aver ingannato spudoratamente il mondo intero.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Se sanno ancora cosa sia l&#8217;etica.<\/p>\n<p class=\"wnd-align-justify\">Crescenzio Sangiglio<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da Internet &nbsp; Michelangelo Florio Crollalanza, in arte William Shakespeare &nbsp; La probabile origine messinese di William Shakespeare, nato nell\u2019aprile del 1564 e spentosi 52 anni dopo, il 23 aprile 1616, nasce da varie considerazioni che hanno come denominatore comune la citt\u00e0 dello Stretto, sia nella produzione letteraria del grande drammaturgo che nelle vicende della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,2],"tags":[13,107,64,34,29,351],"class_list":["post-10958","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-aforismi-e-altro","category-italiano","tag-arte","tag-inatteso","tag-mistero","tag-poesia","tag-storia","tag-teatro"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10958","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=10958"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10958\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10964,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/10958\/revisions\/10964"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=10958"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=10958"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=10958"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}