{"id":11241,"date":"2023-10-24T19:11:01","date_gmt":"2023-10-24T17:11:01","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=11241"},"modified":"2023-10-24T19:11:01","modified_gmt":"2023-10-24T17:11:01","slug":"numero2796","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=11241","title":{"rendered":"Numero2796."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1 class=\"mb-4 text-3xl font-semibold leading-7 text-gray-900 lg:leading-9 lg:text-4xl font-karla\">L\u2019eccelso Leopardi, il pessimo Giacomo<\/h1>\n<div class=\"flex flex-wrap items-center justify-between text-lg text-navbar\">\n<div class=\"flex mb-4 entry-author md:flex md:justify-between md:items-center \">\n<div class=\"flex flex-col\"><span class=\"overflow-hidden entry-meta-label font-lora\">di\u00a0<span class=\"font-medium\">Marcello Veneziani\u00a0\u00a0<\/span><\/span><time class=\"overflow-hidden font-medium font-lora underline-blue-left\" datetime=\"2023-10-23T09:23:04+01:00\">23 Ottobre 2023<\/time><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div id=\"post-featured-image-wrapper\"><img decoding=\"async\" class=\"w-full mb-4 lg:mb-8  wp-post-image\" src=\"https:\/\/www.marcelloveneziani.com\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/WhatsApp-Image-2023-10-23-at-09.24.42-620x350.jpeg\" alt=\"\" \/><\/div>\n<div class=\"lg:px-10\">\n<p>Giacomo Leopardi \u00e8 il solo grande poeta e letterato del passato remoto che ancora vive nel nostro presente smemorato. Non Manzoni, non Foscolo, non Tasso, che lo stesso Leopardi pur considerava pi\u00f9 grande di Dante n\u00e9 gli altri classici. A Leopardi si dedicano film, saggi, si celebrano perfino gli anniversari della sue poesie, come l\u2019Infinito.<br \/>\n<strong>Eppure fu maltrattato nel suo tempo<\/strong>, come egli stesso scrisse: \u00absto qui, deriso, sputacchiato, preso a calci da tutti, menando l\u2019intera vita in una stanza\u2026\u00bb, confid\u00f2 a Pietro Brighenti nel 1821. Trattato come un deforme, un \u201csaccentuzzo\u201d maleodorante, \u201cun gobbo fottuto\u201d, un nano maledetto, alto appena un metro e 41, un fisico che ricorda quello di Antonio Gramsci; deriso non solo a Recanati ma anche a Napoli, definito un \u201cranavuottolo\u201d e uno \u201cscartellato\u201d. Questo spiega la totale scissione del poeta favoloso dall\u2019uomo risentito contro il mondo, le donne, l\u2019umanit\u00e0. Per lui \u201cl\u2019odio \u00e8 di gran lunga il pi\u00f9 durevole fra i piaceri: gli uomini amano in fretta, ma detestano a tutto loro agio e a lungo\u201d. E comunque preferiva l\u2019odio all\u2019indifferenza. Poi il suo elogio del delitto che \u00e8 a suo dire \u201cun atto eroico\u201d.<br \/>\nDel Leopardi oscuro, \u201cintellettuale livido e livoroso\u201d, tratta la \u201cbiografia non autorizzata\u201d di Raffaele Ascheri, da poco edita da Cantagalli; una ricostruzione attenta e assai \u201cscorretta\u201d del grandissimo poeta.<br \/>\nPenoso \u00e8 il capitolo della sua fame di denaro e delle sue umilianti richieste di aiuti a famigliari, prelati e potenti. Si faceva ipocrita e \u201cuntuoso\u201d, pur di ottenere qualcosa. E per convincere i suoi genitori a sostenerlo economicamente, minacciava loro di tornare a casa, cos\u00ec gravando con i suoi esigenti consumi ed essendo \u201cdi grandissimo incomodo coi miei metodi strani di vita e colla mia malinconia\u201d. Detestava insegnare, perch\u00e9 reputava gli studenti \u201cinsolenti\u201d e lui troppo timido per insegnare; preferiva dare lezioni private di latino e greco. Imbarazzante \u00e8 il capitolo dedicato a lui come \u201craccomandato vaticano\u201d, e un altro sull\u2019\u201dateo papalino\u201d, pronto ad abdicare penosamente alla sua coerenza con una \u201cservile e zelante abiura\u201d e \u201calla sua dignit\u00e0 personale ed intellettuale\u201d pur di strappare una sinecura ben pagata, \u201call\u2019ombra del potere teocratico vaticano\u201d. Mostr\u00f2 insincera umilt\u00e0 e piaggeria verso i potenti, arrivando a deprecare \u201cla malintesa libert\u00e0 di pensare\u201d; e si disse felicissimo di servire il Papa Re.\u00a0<strong>In questo appare pi\u00f9 leale il cattolico fervente Monaldo che gli sconsigli\u00f2 di travestirsi da clericale<\/strong>, perch\u00e9 \u201cil galantuomo deve procedere in coerenza dei suoi principii, e non conviene ricevere stipendio da un Principe, vergognandosi di portare la sua divisa\u201d. Giacomo non volle per\u00f2 trasferirsi a Roma, adottando tutte le scuse possibili, perfino \u201cuna stitichezza eccessiva\u201d e la sofferenza della carrozza per il trasferimento. Voleva un incarico a Bologna, dove si trovava bene, con una \u201cben piccola fatica e piccolo tempo\u201d; cos\u00ec sfum\u00f2 la sua pretesa.<br \/>\nLeopardi fu ipocrita anche con suo padre: quando gli attribuirono la paternit\u00e0 dei Dialoghetti di Monaldo, al di l\u00e0 dei suoi cerimoniosi carteggi col padre, in cui diceva che non voleva \u201cfarsi bello degli altrui meriti\u201d, defin\u00ec altrove quel libro paterno \u201cinfamissimo, scelleratissimo\u201d, con dialoghi \u201csozzi e fanatici\u201d.<br \/>\nPraticando la dissimulazione, adottava anche nella corrispondenza la doppia faccia e la doppia morale. Adulava i prelati, chiedendo favori, ma in privato o in altre corrispondenze li disprezzava, fino a definirli \u201ccoglioni\u201d (es. l\u2019abate Cancellieri).<br \/>\nE un odio verso l\u2019umanit\u00e0 e molte citt\u00e0, come Firenze \u201cfetidissima\u201d, e verso i romani e i napoletani; un disprezzo delle donne, soprattutto quelle che non ricambiavano il suo amore, fino a definirle \u201cputtane\u201d (come Teresa Malvezzi). Naturalmente in tutto questo pesavano le sue malattie, la sua cecit\u00e0 progressiva e la sua pessima alimentazione, la sua golosit\u00e0 di dolci che gli fu fatale; l\u2019ultima fu la scorpacciata di confetti canellini di Sulmona che gli procur\u00f2 amorosamente Paolina, la sorella di Antonio Ranieri, verso cui fu ingrato nonostante le tante premure ricevute. Refrattario alle abluzioni quotidiane, sciatto e malvestito, esaltava bacco e tabacco non potendo godersi Venere.<br \/>\nAscheri smentisce la diceria di Leopardi omosessuale, che Giacomo defin\u00ec \u201cun vizio antinaturale\u201d, \u201cuna snaturalezza infame\u201d. Il biografo passa in rassegna i suoi infelici amori non ricambiati.<br \/>\nIl suo pessimo carattere, unito all\u2019invidia per il suo genio, gli procur\u00f2 inimicizie e odii; come quello di Niccol\u00f2 Tommaseo che lo oltraggi\u00f2 in versi: \u201cNatura con un pugno lo sgobb\u00f2: \u201cCanta, gli disse irata\u201d; ed ei cant\u00f2\u00bb. Ma anche con Manzoni si conobbero ma non si presero. Il deforme e cagionevole Leopardi esaltava la forza e il vigore fisico; Adriano Tilgher notava che \u201cnessun moralista ha tanto esaltato la salute, il vigore e l\u2019allegrezza quanto il pessimista e malato Leopardi\u201d. In questo, trov\u00f2 nel tempo un fratello, Nietzsche. E come lui esalt\u00f2 lo spirito guerriero, la giovinezza e la salute, necessaria \u201ca mantenere il vigore dell\u2019animo e il coraggio che non saranno mai in un corpo debole\u201d. Il superuomo ante litteram.<br \/>\nPoi vennero gli studi di Cesare Lombroso e di Giuseppe Sergi su di lui, a considerarlo uno psicopatico e un genio epilettico. Ascheri affronta il suo contraddittorio \u201cnazionalismo\u201d risorgimentale, i tentativi postumi di fascistizzarlo durante il regime o di arruolarlo come \u201cprogressista\u201d e \u201cmaterialista\u201d da parte degli studiosi marxisti. Il responso finale \u00e8 che fu \u201cun cattivo maestro\u201d. Ma fu un genio incomparabile. Grandezza della poesia, miseria della vita; nano in pi\u00f9 sensi, gigante nella letteratura. Giacomo passa, Leopardi resta.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; L\u2019eccelso Leopardi, il pessimo Giacomo di\u00a0Marcello Veneziani\u00a0\u00a023 Ottobre 2023 Giacomo Leopardi \u00e8 il solo grande poeta e letterato del passato remoto che ancora vive nel nostro presente smemorato. Non Manzoni, non Foscolo, non Tasso, che lo stesso Leopardi pur considerava pi\u00f9 grande di Dante n\u00e9 gli altri classici. 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