{"id":11449,"date":"2023-12-15T11:02:12","date_gmt":"2023-12-15T10:02:12","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=11449"},"modified":"2023-12-15T20:47:54","modified_gmt":"2023-12-15T19:47:54","slug":"numero2859","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=11449","title":{"rendered":"Numero2859."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<h1>Comportamenti tipici di chi si trascina un vissuto difficile<\/h1>\n<p><span class=\"author vcard\"><span class=\"author-name\">Ana Maria Sepe\u00a0 \u00a0\u00a0Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi.<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Crediamo di essere indegni di felicit\u00e0, di piacere, d\u2019amore o della realizzazione. Tutti abbiamo una \u201cferita centrale\u201d nel profondo che varia in base alle nostre circostanze ed esperienze. Questa profonda e fondamentale ferita \u00e8 il risultato delle credenze che ci hanno insegnato fin dalla nascita, contribuendo alla difettosa immagine di noi stessi che continuiamo a portarci dietro fino ad oggi. Le nostre ferite fondamentali sono i nostri dolori pi\u00f9 profondi nella vita. Sono i nostri amici pi\u00f9 vecchi e pi\u00f9 miserabili. Per la maggior parte di noi, queste ferite interiori sono governate dalle seguenti due convinzioni errate:<\/p>\n<div id=\"psico-91f607c77aace9178dbd38582c8f5da0\" class=\"psico-91f607c77aace9178dbd38582c8f5da0 psico-contenuto_8\"><\/div>\n<ul>\n<li>\u201cSono imperfetto e quindi una persona cattiva.\u201d<\/li>\n<li>\u201cDevo cambiare o sistemare qualcosa di me per essere accettabile.\u201d<\/li>\n<\/ul>\n<h4>Riconoscere di avere una ferita interiore<\/h4>\n<p>Pu\u00f2 essere molto difficile riconoscere di avere una ferita interiore legata agli errori (spesso involontari o inconsapevoli) compiuti dalla figura di accudimento, quella che pi\u00f9 di tutte avrebbe dovuto proteggerci, accudirci, accoglierci e insegnarci a diventare sicuri e forti.<\/p>\n<p>Da bambini infatti, assorbiamo tutto ci\u00f2 che ci viene detto su di noi come se fosse una \u201cverit\u00e0 incontrovertibile\u201d un dato di fatto solido e assodato che non potr\u00e0 cambiare mai: \u201csei pigro\u201d, oppure \u201csei un bambino cattivo\u201d o altro, sono espressioni che il bambino assorbe e fa proprie senza avere la capacit\u00e0 di poterle mettere in discussione, n\u00e9 di comprendere che spesso si tratta di affermazioni imprecise e parziali. In tal modo cresce diventando un adulto che \u00e8 ancora \u2013 spesso inconsapevolmente \u2013 profondamente convinto di essere pigro o cattivo, e si comporta di conseguenza, dando per scontato che si tratti di una verit\u00e0 assoluta e immodificabile.<\/p>\n<div id=\"psico-faf6ab2bb9d285cc3843072eba13d351\" class=\"psico-faf6ab2bb9d285cc3843072eba13d351 psico-contenuto_6\"><\/div>\n<p>Un\u2019altra ragione che rende difficile comprendere di aver avuto relazioni di accudimento disfunzionali, \u00e8 legata al fatto che ogni bambino tende a credere che ci\u00f2 che accade in casa sia \u201cnormale\u201d, che accada allo stesso modo in tutte le altre famiglie: penser\u00e0 che suo pap\u00e0 alza le mani perch\u00e9 \u201c\u00e8 stanco\u201d oppure \u201cperch\u00e9 mi comporto male\u201d, o che la mamma \u00e8 arrabbiata o infastidita perch\u00e9 \u201csono un cattivo bambino che d\u00e0 fastidio\u201d.<\/p>\n<div id=\"psico-e1e1f5c105cb22ca4923329cf4c64ff2\" class=\"psico-e1e1f5c105cb22ca4923329cf4c64ff2 psico-contenuto\"><\/div>\n<p>Non \u00e8 infrequente comprendere che qualcosa non va nella propria famiglia, in seguito all\u2019aver sperimentato cosa accade in altre famiglie, dove magari le figure di accudimento sono pi\u00f9 gentili, amorevoli e disponibili. E\u2019 difficile accettare l\u2019idea che il dolore che abbiamo dentro, le difficolt\u00e0 che viviamo nelle relazioni con le altre persone \u2013 specialmente con il\/la partner \u2013 originano dal modo in cui proprio nostra madre ci ha trattati da bambini (se lei \u00e8 stata la figura di accudimento principale).<\/p>\n<p>Si tende cos\u00ec a normalizzare, giustificare, negare certi comportamenti, senza che vi sia una vera e profonda comprensione di come sono andate le cose, e delle motivazioni che le hanno prodotte, unica via questa per poter passare dalla comprensione all\u2019accoglimento del passato per ci\u00f2 che \u00e8 stato e, infine, al perdono.<\/p>\n<div id=\"psico-c7058c36a83662bb85c834aac4c2a8b2\" class=\"psico-c7058c36a83662bb85c834aac4c2a8b2 psico-contenuto_4\"><\/div>\n<h3><strong>Cosa ha interiorizzato chi ha avuto un vissuto difficile<\/strong><\/h3>\n<p>Per procedere dal percorso di comprensione e accettazione di ci\u00f2 che \u00e8 stato alla costruzione di uno stile relazionale pi\u00f9 sano e gratificante, possiamo partire dal mettere in discussione alcuni falsi miti sui quali spesso poggiano convinzioni, atteggiamenti e comportamenti che automaticamente si esprimono nelle relazioni con gli altri:<\/p>\n<h4>1. L\u2019amore va guadagnato<\/h4>\n<p>Probabilmente, a causa del modo controllante, giudicante o carico di aspettative in cui siamo stati cresciuti, abbiamo imparato che l\u2019amore non \u00e8 mai gratuito, ma deve essere meritato e guadagnato dandosi da fare per gli altri, accondiscendendo alle loro richieste oppure cercando di \u201cnon dare fastidio\u201d con bisogni e richieste.<\/p>\n<h4>2. Bisogna nascondere i propri sentimenti<\/h4>\n<p>La lezione si impara quando i genitori si arrabbiano o prendono in giro un figlio a causa della sua sensibilit\u00e0, chiamandolo\u00a0 \u201cpiagnucolone\u201d o accusandolo di essere esagerato o troppo sensibile. I bambini in genere rispondono a questo comportamento, costruendosi una sorta di \u201cbarriera\u201d dietro alla quale nascondere i loro sentimenti e le loro emozioni, prendendo le distanze e proteggendosi da queste. Cos\u00ec facendo per\u00f2, perdono anche l\u2019opportunit\u00e0 di sviluppare adeguate abilit\u00e0 di gestione delle emozioni stesse.<\/p>\n<div id=\"psico-323386c6f680d71c9b1274cd9c066f20\" class=\"psico-323386c6f680d71c9b1274cd9c066f20 psico-contenuto_3\"><\/div>\n<h4>3. La cosa pi\u00f9 importante sono le apparenze<\/h4>\n<p>Questo si apprende da un genitore particolarmente votato a curare le apparenze, che tratta i propri figli come \u201cestensioni di s\u00e9\u201d, pretendendo da questi di fargli\/le fare sempre bella figura quando sono in pubblico. Il bambino dunque impara che ci\u00f2 che conta veramente, per essere \u201camati\u201d dal genitore, non \u00e8 tanto esprimere il proprio s\u00e9, quanto piuttosto dimostrare le apparenze esteriori e le aspettative che contano..<\/p>\n<div id=\"psico-1439648110\" class=\"psico-contenuto_10\" data-cfptl=\"1\" data-cfpa=\"29145\" data-cfpw=\"29145\"><\/div>\n<h4>4. E\u2019 meglio non mostrarsi per ci\u00f2 che si \u00e8<\/h4>\n<p>La critica e la svalutazione costanti subite dalle figure di accudimento portano il bambino ad assumere comportamenti finalizzati a soddisfare e accontentare i genitori, a fare qualsiasi cosa per sentirsi approvati e apprezzati da questi. Questo processo pu\u00f2 portare alla costruzione di un \u201cs\u00e9 falso\u201d, finalizzato a piacere al genitore, e a imparare a nascondere e non mostrare ci\u00f2 che si \u00e8 veramente, fino a perdere quasi il contatto con ci\u00f2 che si ama davvero e che rende davvero felici.<\/p>\n<p>(N.d.R.: questo tipo di bambino\/a, durante tutta la sua vita, andr\u00e0 sempre alla ricerca di un partner che lo accetti per quello che \u00e8: sarebbe quello l&#8217;amore che non ha avuto da piccolo\/a, perch\u00e9 le figure genitoriali (una o entrambe) lo &#8220;condizionavano&#8221;. Invece di ricevere affetto senza contropartite, aveva ottenuto l&#8217;accudimento solo a patto di obbedienza e rispetto: un pesante ricatto psicologico che adoperava una leva formidabile come quella inculcata dal senso di colpa, che si instaurava, in un lancinante stillicidio, con la sottolineatura dei difetti e mai dei pregi del bambino\/a).<\/p>\n<div id=\"psico-4611b4150a55a50c8b256105afa802d6\" class=\"psico-4611b4150a55a50c8b256105afa802d6 psico-contenuto_2\"><\/div>\n<h4>5. Occorre controllare il proprio ruolo nella relazione<\/h4>\n<p>Quando si \u00e8 sperimentato un legame di attaccamento con un genitore non amorevole, la relazione non \u00e8 mai veramente reciproca, perch\u00e9 i comportamenti del genitore nei confronti del bambino gli insegnano che in una relazione c\u2019\u00e8 sempre un elemento forte e uno debole e che occorre, per proteggersi, mantenere il controllo, cercando di non essere o diventare l\u2019elemento debole.<\/p>\n<h4>6. Non sei abbastanza<\/h4>\n<p>Svalutazione, giudizio costante, atteggiamento ipercritico delle figure genitoriali, uniti alla mancanza di validazione e supporto sono responsabili dell\u2019origine di questa convinzione di fondo, che opera silenziosamente e in modo dannoso nella costruzione delle future relazioni.<\/p>\n<h4>7. Hai meritato di essere trattato male<\/h4>\n<p>In presenza di genitori maltrattanti \u00e8 molto pi\u00f9 facile per il bambino giungere alla conclusione di meritare i maltrattamenti, piuttosto che prendersela con chi dovrebbe accudirli e proteggerli amorevolmente. Prendersela con se stessi del resto, serve a molti scopi, non ultimo quello di mantenere in vita \u2013 una volta adulti \u2013 una relazione abusante.<\/p>\n<p>(N.d.R.: La relazione abusante diventer\u00e0 normale in tutta la vita. Inconsciamente il bambino\/a, diventato adulto\/a, non crede che ci sia un altro tipo di rapporto psicologicamente e affettivamente pi\u00f9 appagante di questa &#8220;comfort zone&#8221;, alla quale si \u00e8 allenato\/a ed adagiato\/a. Anzi, se lo terr\u00e0 ben stretto perch\u00e9 costituir\u00e0 l&#8217;unica certezza garantita, anche a costo di vessazioni, angherie e rinunce alle proprie libert\u00e0 ed espressioni personali).<\/p>\n<div id=\"psico-1596345517\" class=\"psico-contenuto_13\" data-cfptl=\"1\" data-cfpa=\"29257\" data-cfpw=\"29257\"><\/div>\n<h4>8. Devi piacere e accontentare gli altri<\/h4>\n<p>Pur di andare d\u2019accordo con l\u2019altro \u2013 per averlo accanto, per sentirsi apprezzati o non sentirsi in colpa \u2013 ci si limita, si rinuncia a far valere la propria voce e ad esprimere se stessi, fino ad annullarsi.<\/p>\n<h4>9. L\u2019intimit\u00e0 \u00e8 pericolosa<\/h4>\n<p>Tipica posizione di coloro che hanno sviluppato uno stile di attaccamento evitante e logica conclusione delle relazioni avute con le figure di attaccamento \u2013 verosimilmente fredde e indisponibili \u2013 dell\u2019infanzia.<\/p>\n<h3><strong>Il primo passo per risanare le nostre ferite interiori<\/strong><\/h3>\n<p>Mettere in discussione queste posizioni ed affermazioni \u2013 pi\u00f9 o meno consapevoli \u2013 apprese durante l\u2019infanzia attraverso le relazioni di attaccamento, \u00e8 un passo importante verso un maggior benessere e relazioni interpersonali e sentimentali gratificanti. Ma prima ancora di poterle mettere in discussione, occorre imparare a individuarle dentro di noi: possiamo farlo portando l\u2019attenzione consapevolmente su certi nostri comportamenti che tendono a ripetersi, e sul nostro dialogo interno nelle situazioni interpersonali.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 essere utile iniziare a chiedere a noi stessi cosa pensiamo automaticamente di noi e dell\u2019altro, nelle situazioni in cui magari ci sentiamo pi\u00f9 vulnerabili o bisognosi: sentiamo di meritare le cure e le attenzioni dell\u2019altro? Riusciamo a chiedere ci\u00f2 di cui abbiamo bisogno o desiderio? Ci aspettiamo che l\u2019altro possa venirci incontro? Ci fidiamo?<\/p>\n<div id=\"psico-3ef3ce897dfe8e16664286b1d4174a95\" class=\"psico-3ef3ce897dfe8e16664286b1d4174a95 psico-contenuto_14\"><\/div>\n<h3><strong>Puoi farcela \u2026 A darti quel permesso!!!<\/strong><\/h3>\n<p>Il permesso \u00e8 quella scelta che fai e che \u00e8 diversa dalle solite scelte che ripeti da una vita. Esempi. Posso mostrarmi in difficolt\u00e0\u2026 Mi permetto di dire no\u2026 Scelgo di riposarmi\u2026 Oppure:<\/p>\n<ul>\n<li>Solitamente tieni duro\u2026 Ti permetti di mollare!<\/li>\n<li>Solitamente fai da solo\u2026 Ti permetti di chiedere aiuto!<\/li>\n<li>Solitamente trattieni le tue emozioni\u2026 Ti permetti di esprimerle!<\/li>\n<li>Solitamente reagisci d\u2019impulso\u2026 Ti permetti di riflettere un po\u2019 meglio prima di agire!<\/li>\n<li>Solitamente non esprimi il tuo pensiero per paura del giudizio\u2026 Ti permetti di dire la tua!<\/li>\n<li>Solitamente accondiscendi alle richieste altrui anche quando sono eccessive\u2026 Ti permetti di dire no e s\u00ec in base ad una tua valutazione specifica della situazione!<\/li>\n<\/ul>\n<h3><strong>TROVA IL TUO SOLITO \u2026 E DATTI IL TUO PERMESSO!<\/strong><\/h3>\n<p>\u201cFinalmente ce la fai\u2026\u201d perch\u00e9 \u00e8 veramente la fatica di una vita quella di cambiare ci\u00f2 che da una vita siamo abituati a fare!!!<br \/>\nTrova l\u2019abitudine di una vita\u2026 E prova il permesso per iniziare oggi una nuova vita!<br \/>\nProvando a cambiare ci\u00f2 che hai sempre fatto, avrai modo di capire perch\u00e9 per te \u00e8 difficile, perch\u00e9 tendi a ripetere gli stessi schemi da una vita, perch\u00e9 hai paura di cambiare, perch\u00e9 \u00e8 fondamentale iniziare a fare qualcosa di diverso al fine di migliorare la qualit\u00e0 della tua vita, delle tue scelte, delle tue relazioni.<\/p>\n<div id=\"psico-0cbd15e554b3cc0d44cf0344616bec45\" class=\"psico-0cbd15e554b3cc0d44cf0344616bec45 psico-contenuto_15\"><\/div>\n<p>\u00c8 proprio necessario cambiare? \u00c8 proprio necessario darsi questi permessi? Certo che no. \u00c8 sempre una scelta\u2026 Del resto, alcuni modi di essere, pensare e agire che ci portiamo da una vita ancora oggi orientano in modo utile le scelte che facciamo. Quando, allora, \u00e8 l\u2019ora di nuovi permessi? Quando arriva la sofferenza, quando la vita ci chiede flessibilit\u00e0, quando le circostanze esterne cambiano in modo significativo, quando stiamo trascurando i nostri bisogni, quando cominciamo ad avere problemi interpersonali importanti, quando siamo confusi, quando arrivano sintomi e malesseri fisici e psicologici ad invitarci a rivisitare il rapporto tra \u201cci\u00f2 che devo\u201d, \u201cci\u00f2 che non devo\u201d, \u201cci\u00f2 che posso\u201d.<\/p>\n<h3>La voglia di riscattarsi e\u2026 rinascere!<\/h3>\n<p>C\u2019\u00e8 una cosa che hanno in comune tutte le persone che hanno vissuto un\u2019infanzia difficile:\u00a0<strong>hanno voglia di riscattarsi!\u00a0<\/strong>Il dolore, i torti, annichiliscono ma al contempo alimentano rabbia e frustrazione. \u00c8 nella rabbia dell\u2019ingiustizia subita che si pu\u00f2 trovare il\u00a0<em>seme della reattivit\u00e0<\/em>, il motore che pu\u00f2 innescare un processo trasformativo utilissimo. Ogni giorno siamo artefici della nostra stessa evoluzione, siamo responsabili delle maschere che indossiamo, delle parole che diciamo\u2026 anche se non ne siamo consapevoli.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, esistono due modalit\u00e0 di vita: la prima ci pone come individui\u00a0<em>passivi-reattivi<\/em>, cio\u00e8 ci fa limitare a reagire alle cose che ci capitano nella vita. Ci fa vivere, quindi, in funzione del comportamento degli altri. Una modalit\u00e0 di vita molto pi\u00f9 sudata (perch\u00e9 richiede esercizio, una buona dose di distacco, regolazione delle emozioni e tanta tanta\u00a0riflessione) \u00e8 la modalit\u00e0\u00a0<em>attivo-reattivo.\u00a0<\/em>In questo caso, le persone non si limitano a\u00a0<em>reagire\u00a0<\/em>a ci\u00f2 che capita ma sono pienamente artefici della propria vita, riescono a gestire le proprie maschere, a ridimensionarle o a distruggerle<\/p>\n<p>(N.d.R.: Ironia linguistica: La parola &#8220;maschera&#8221;, in latino , che \u00e8 la lingua da cui deriva l&#8217;Italiano, \u00e8 tradotta dal termine &#8220;persona&#8221;. I personaggi delle rappresentazioni teatrali antiche cos\u00ec si chiamavano perch\u00e9 indossavano le &#8220;maschere&#8221;, che erano dei\u00a0 grossi faccioni di cartapesta o altri materiali, e che avevano due funzioni: la prima era quella di caricaturare gli attori, esagerando le caratteristiche tragiche o comiche degli stessi; la seconda era quella di fungere da amplificatori sonori (il verbo latino <em>personare<\/em> = suonare attraverso). Non vi erano, infatti, microfoni e, per quanto l&#8217;acustica delle cavee degli anfiteatri fosse eccezionale, la voce doveva essere sentita fino agli ultimi posti\u00a0 delle scalee. Nella &#8220;recita&#8221; delle nostre vite, noi &#8220;persone&#8221; siamo veramente delle &#8220;maschere&#8221;: interpretiamo e recitiamo la parte che gli altri (genitori, coniuge, figli, datore di lavoro, societ\u00e0 e via dicendo) ci hanno assegnato. Quando toccher\u00e0 a noi interpretare noi stessi e il ruolo che ci sentiamo ritagliato, proprio da noi e per noi? Ecco perch\u00e9 un numero sempre pi\u00f9 grande di esseri umani, oggi e con la vita di oggi, aspira sempre pi\u00f9 ardentemente ad una &#8220;second life&#8221;, una seconda vita che a loro appartenga compiutamente, e permetta a loro di essere veramente &#8220;persone&#8221; interpretando se stessi).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Comportamenti tipici di chi si trascina un vissuto difficile Ana Maria Sepe\u00a0 \u00a0\u00a0Dottoressa in psicologia, esperta e ricercatrice in psicoanalisi. &nbsp; Crediamo di essere indegni di felicit\u00e0, di piacere, d\u2019amore o della realizzazione. Tutti abbiamo una \u201cferita centrale\u201d nel profondo che varia in base alle nostre circostanze ed esperienze. 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