{"id":11795,"date":"2024-02-26T12:16:40","date_gmt":"2024-02-26T11:16:40","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=11795"},"modified":"2024-02-26T13:36:39","modified_gmt":"2024-02-26T12:36:39","slug":"numero2925","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=11795","title":{"rendered":"Numero2925."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I N\u00a0 \u00a0 M O R T E\u00a0 \u00a0 D I\u00a0 \u00a0 U N\u00a0 \u00a0 E X\u00a0 \u00a0 C O M P A G N O\u00a0 \u00a0 D I\u00a0 \u00a0 C L A S S E\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0(TRENO O EPICEDIO)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Caro Pierluigi, vecchio compagno di scuola al Liceo Classico Stellini di Udine, nella seconda met\u00e0 degli anni &#8217;60, mentre io sto scrivendo, si stanno svolgendo le meste esequie per l&#8217;estremo saluto a te, morto da alcuni giorni, dopo lunga malattia per un male incurabile.<br \/>\nCasualmente, circa un mese fa, la cara Giuliana, amica mia da oltre quarant&#8217;anni, nomin\u00f2, con nome e cognome, te, suo amico e sodale nella pratica della fede, e subito le ho chiesto se si trattava di quella persona che avrebbe potuto essere il mio ex compagno di classe, ai tempi del Liceo Classico.<br \/>\nAbbiamo appurato che si trattava veramente di te e, senza esitazione, le ho chiesto di darmi il tuo numero di telefono perch\u00e9 intendevo chiamarti per ripristinare un contatto, dopo oltre 65 anni. Me l&#8217;ha dato insieme ad alcune notizie, per sommi capi, sulla tua situazione e sulle tue condizioni di salute.<br \/>\nMa tu stesso, per primo, avendo avuto da Giuliana il mio numero, mi hai preceduto con un messaggio WhatsApp. Eccolo:<\/p>\n<p>Caro Alberto.<br \/>\nSono molto contento di averti rintracciato grazie alla Giuliana Belotti.<br \/>\nMi dicono che giochi a tennis e questo dimostra che stai bene.<br \/>\nAbbiamo passato anni insieme&#8230;. ma io di te sapevo solo che eri il pi\u00f9 dotato della classe.<br \/>\nSpero tu sia sereno.<br \/>\nTi auguro ogni bene.<br \/>\nIo sono ammalato di cancro non operabile,<br \/>\nma sono ben curato.<br \/>\nLa mia vita \u00e8 stata piena di soddisfazioni a tutti i livelli.<br \/>\nAnche oggi sono contornato da mille attenzioni delle tre figlie; il figlio Roberto invece \u00e8 morto a 32 anni per tumore allo stomaco nel 2006. Mia moglie Mimi mi ha lasciato per un tumore al cervello nel 2015.<br \/>\nRicordo le tue sonore risate.<br \/>\nUn abbraccio.<br \/>\nPierluigi<\/p>\n<p>Ti ho risposto cos\u00ec:\u00a0Ciao, Pierluigi, sono contento di poter ripristinare un contatto con te. Nel pomeriggio, ti chiamo. Mandi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ti ho chiamato, infatti, e abbiamo parlato, in una lunga telefonata, tu di te e io di me ricordando tante cose e tanti compagni di classe dei nostri bei tempi. A differenza di te, io non ho mai tenuto i contatti con i nostri compagni del Liceo. Tu, invece, anche perch\u00e9 a Udine li avevi vicini, sapevi un po&#8217; tutto di loro. Di alcuni mi hai parlato, ma ti sei ripromesso, dopo una ricognizione nella tua memoria, di richiamarmi per farmi una relazione aggiornata e pi\u00f9 accurata su tutta la classe: mi avrebbe fatto piacere.<br \/>\nSono passate ben pi\u00f9 di due settimane, ma da te nessuna chiamata e nessuna notizia. Ci siamo visti con Giuliana ad un pranzo in trattoria, una domenica fa. Mi ha chiesto se avevo proseguito nel contatto con te e le ho detto che da un po&#8217; non ti sentivo e che stavo ancora aspettando che tu mi chiamassi. Lei mi ha raccomandato di essere io a chiamarti, se tu non ti facevi sentire. Tre giorni dopo da Giuliana mi \u00e8 arrivato questo messaggio:<\/p>\n<p>Albert oggi \u00e8 morto Pierluigi Presacco&#8230;purtroppo&#8230;<\/p>\n<p>La mia risposta:<\/p>\n<p>Avevo avuto un presentimento. Non capivo perch\u00e9 non chiamava pi\u00f9. Purtroppo&#8230;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E cos\u00ec ci hai lasciati.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giuliana mi ha fatto sapere quando ci sarebbe il tuo funerale e mi ha chiesto se volevo essere presente anch&#8217;io:\u00a0 sarebbe passata a prendermi per venirci insieme.<br \/>\nLe ho risposto: &#8220;No, non ci sar\u00f2. Io non sono l&#8217;uomo dei funerali. Non vorrei partecipare neanche al mio, di funerale&#8221;. Lei si \u00e8 messa a ridere, ma mi conosce e mi perdona. Perdonami anche tu. Ma, invece che una presenza pubblica, ho preferito dedicarti il ricordo di un episodio che ci ha visti insieme, in altri e migliori tempi.<br \/>\nMentre in chiesa ci saranno i rituali funebri, io sto scrivendo alla tastiera, pensando a te.<\/p>\n<p>Ieri, abbiamo fatto un pranzo a casa di Rita, sia perch\u00e9 era rientrato dall&#8217;Ospedale suo fratello, reduce da un intervento chirurgico, sia perch\u00e9 oggi \u00e8 il compleanno di Rita e abbiamo avuto una piccola riunione di famiglia.<br \/>\nSono venuti a trovarci anche mio figlio Ale e la sua compagna e con loro, fra le altre cose, ho parlato anche di te, di come ci siamo ritrovati e subito ripersi.<br \/>\nHo letto loro il tuo messaggio e hanno voluto sapere di pi\u00f9. E ho raccontato &#8230;.<br \/>\nNel messaggio tu scrivi: &#8220;Ricordo le tue sonore risate&#8221;.<br \/>\nEcco, questa frase mi ha fatto ripensare ad un aspetto del mio carattere che quasi avevo cancellato nei miei ricordi.<br \/>\nDa giovane studente, io ero s\u00ec, un gran secchione, ma non ero un tetro, barboso, introverso cultore di libri e vocabolari, bens\u00ec un monello un po&#8217; &#8220;Giamburrasca&#8221;, un creativo animatore, un organizzatore di scherzi, anche ai danni di insegnanti. Mi prestavo anche a passare compiti, esercizi, traduzioni, versioni in classe ai compagni che me li chiedevano.<br \/>\nRicordo che a casa tua ci sono stato pi\u00f9 di qualche volta. Ho perfino dormito da te, perch\u00e9 tu mi avevi chiesto di studiare insieme, in qualche weekend.<br \/>\nPoi, mi \u00e8 saltato in mente che, una volta, a casa tua, una bella casa grande, con bei mobili e tanta luce, c&#8217;\u00e8 stato un &#8220;festino&#8221;, di quelli che si organizzavano al sabato, per festeggiare un compleanno. Tutta la classe era invitata.<\/p>\n<p>Ebbene, verso la fine della festa, sono arrivati due uomini, uno dei quali era tuo padre e l&#8217;altro non ricordo bene chi fosse, forse un tuo parente o un suo amico oppure il padre di una nostra compagna di classe che era venuto a prendere la figlia.<br \/>\nSi sono intrattenuti un po&#8217; con noi, parlando del pi\u00f9 e del meno, e quest&#8217;ultimo signore, distinto e con una certa cultura, ad un certo punto si \u00e8 rivolto a noi dicendo pi\u00f9 o meno questo:<\/p>\n<p>&#8220;Voi, giovani studenti di latino, che ormai masticate da quasi 8 anni, vediamo chi riesce a interpretare e tradurre il significato di una frase latina che adesso vi dico. Guardate che molti illustri latinisti ci hanno provato, ma di soluzioni attendibili poco o niente&#8230;.<br \/>\nNel corso di scavi nel sito archeologico del Foro a Roma, \u00e8 venuta alla luce una lastra di pietra che su una facciata, quella in vista, era liscia e vuota, ma sul retro portava una scritta, che nessuno aveva notato prima perch\u00e9 nascosta.<br \/>\nLa scritta era scolpita in caratteri latini e ben leggibile. Eccola:<\/p>\n<p>OLIM<\/p>\n<p>ORTA<\/p>\n<p>OCCISVA<\/p>\n<p>AEDISTI<\/p>\n<p>FIDEM<\/p>\n<p>IGNOTA.<\/p>\n<p>Chi mi sa dire cosa significa?<\/p>\n<p>Punti nell&#8217;orgoglio per la sfida, tutti noi ci siamo messi a pensare per trovare la soluzione del rebus che non appariva per niente semplice.<br \/>\nSono spuntati fuori, fogli di carta, penne, matite, vocabolari e grammatiche latine. Non si sentiva volare una mosca.<\/p>\n<p>Per orientarci, scrivo qui alcuni significati delle 6 parole latine scritte sopra.<\/p>\n<p>OLIM = un tempo, in passato, anticamente.<\/p>\n<p>ORTA = participio passato femminile del verbo &#8220;orior&#8221; che vuol dire sorgere, alzarsi, spuntare, nascere, cominciare.<\/p>\n<p>OCCISVA = dal verbo &#8220;occido&#8221; che significa morire, estinguersi, tramontare, svanire, sparire, essere distrutto, cadere, crollare. Bisognava tenere presente l&#8217;anomalia della V che si doveva leggere U e che complicava ulteriormente le cose. Cominci\u00f2 a girare fra i partecipanti al test, la voce che doveva trattarsi di &#8220;voce tardo latina&#8221;.<\/p>\n<p>AEDISTI = qui il termine era controverso: sembrava il passato remoto di un verbo non conosciuto che aveva la radice di = casa, abitazione, costruzione, &#8220;edificio&#8221; e simili.<\/p>\n<p>FIDEM = Accusativo singolare femminile del termine fides- ei = fede, fiducia, credenza, lealt\u00e0, fedelt\u00e0, credulit\u00e0 ecc.<\/p>\n<p>IGNOTA = aggettivo\/participio al nominativo (o vocativo, o ablativo) singolare femminile, forse concordabile con ORTA = ignota, sconosciuta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era passata mezz&#8217;ora e nessuno era riuscito a cavare un ragno dal buco.<\/p>\n<p>Io me ne stavo in disparte, un po&#8217; lontano dai miei compagni, che sapevo mi avrebbero avvicinato per chiedermi sicuramente chiarimenti o le miei interpretazioni. Mi sarei deconcentrato se davo retta a loro.<br \/>\nDopo un po&#8217; arrivai alla conclusione che questo doveva essere uno scherzo, perch\u00e9 la frase non aveva un senso compiuto con i significati di quelle parole.<\/p>\n<p>Mi \u00e8 venuta l&#8217;ispirazione di scrivere le parole tutte in orizzontale e vicine fra loro, le une di seguito alle altre. Cos\u00ec:<\/p>\n<p>OLIMORTAOCCISVAAEDISTIFIDEMIGNOTA:<\/p>\n<p>Allora ho capito che, dopo aver applicato le crasi o elisioni di certe vocali di inizio e fine parola, cosa assai comune nei versi della metrica poetica latina, si poteva scandire la frase in questo modo:<\/p>\n<p>O \/ LI \/ MORTACCI \/ SUA \/ E \/ DI \/ STI \/ FI \/ DE \/ MIGNOTA<\/p>\n<p>Ecco svelato l&#8217;arcano!<br \/>\nSi trattava di una frase comune e popolare del vernacolo romanesco, burino e caciottaro, che qualcuno si era divertito a trascrivere con truffaldina maestria su una pietra, per prendere per il culo i lettori.<\/p>\n<p>Le risate e i complimenti tennero banco per il resto della serata.<\/p>\n<p>Te lo ricordi questo episodio?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Caro Pierluigi, antico compagno di classe, perduto, ritrovato e, adesso, di nuovo, ma questa volta per sempre, riperduto, mi perdonerai se ho rievocato un po&#8217; spensieratamente questo episodio della nostra bella giovent\u00f9.<br \/>\nOggi, nel giorno del tuo funerale, io, come allora, goliardico burlone e clown un po&#8217; sfrontato, ho voluto ricordarti e ricordarci insieme, come ai bei tempi, con la rievocazione di questo aneddoto di vita studentesca.<\/p>\n<p>Dall&#8217;alto di quel cielo celeste, che hai tanto e sempre cercato e adesso raggiunto, per la\u00a0 tua specchiata rettitudine morale e per la tua profonda devozione religiosa, ridi anche tu con me, a questo ricordo.<br \/>\nForse, in quel cielo dove il tempo e lo spazio non ci sono pi\u00f9, dove le anime si possono trovare liberamente, magari ci rincontreremo, come non siamo riusciti a fare qui sulla terra. E rideremo insieme. E mi racconterai di quello di cui non sei riuscito a ragguagliarmi. come mi avevi promesso.<\/p>\n<p>E, a proposito di &#8220;latinorum&#8221;, simpaticamente, come in una &#8220;lectio non magistralis&#8221;, ti saluto con la locuzione &#8220;In manu Dei&#8221; (nella mano del Signore) che viene compendiata magnificamente, con una sintetica commistione etimologica, nella pi\u00f9 bella parola della nostra lingua friulana: MANDI!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; I N\u00a0 \u00a0 M O R T E\u00a0 \u00a0 D I\u00a0 \u00a0 U N\u00a0 \u00a0 E X\u00a0 \u00a0 C O M P A G N O\u00a0 \u00a0 D I\u00a0 \u00a0 C L A S S E\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0(TRENO O EPICEDIO) &nbsp; Caro Pierluigi, vecchio compagno di scuola al Liceo Classico Stellini [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,2],"tags":[176,49,53,124,56,347],"class_list":["post-11795","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-aforismi-e-altro","category-italiano","tag-amicizia","tag-fede","tag-morte","tag-pensiero","tag-religione","tag-scuola"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11795","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11795"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11795\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11798,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/11795\/revisions\/11798"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11795"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=11795"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=11795"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}