{"id":12322,"date":"2024-04-26T16:17:28","date_gmt":"2024-04-26T14:17:28","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=12322"},"modified":"2024-11-11T16:47:45","modified_gmt":"2024-11-11T15:47:45","slug":"numero2973-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=12322","title":{"rendered":"Numero2974."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"paywall term-paragraph1 MuiBox-root css-0\">\n<h1><\/h1>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<header>\n<p class=\"topic-title\">SALUTE MENTALE<\/p>\n<h1>Sindrome di Stoccolma<\/h1>\n<p class=\"date\"><time datetime=\"2021-05-05\">Pubblicato il 05.05.21\u00a0<\/time>di\u00a0Francesca Gianfrancesco\u00a0<time datetime=\"2021-05-03\">Aggiornato il 03.05.21<\/time><\/p>\n<aside class=\"toolbar\">\n<div class=\"toolbar-wrapper\"><\/div>\n<\/aside>\n<div class=\"toolbar-bg\"><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"article-content\">\n<p class=\"chapo\">La\u00a0<strong>sindrome di Stoccolma<\/strong>\u00a0\u00e8 una dimostrazione palese di un legame traumatico. L\u2019espressione \u201csindrome di Stoccolma\u201d, infatti, \u00e8 utilizzata per indicare una situazione paradossale in cui la vittima &#8211; di un sequestro, di un atteggiamento aggressivo o di altri tipi di violenza &#8211; avverte un sentimento di simpatia, empatia, fiducia, attaccamento e persino amore nei confronti dell\u2019aggressore o sequestratore che detiene una posizione di potere nei confronti della vittima stessa.<\/p>\n<h2>Che cos\u2019\u00e8 la sindrome di Stoccolma<\/h2>\n<figure class=\"opening\"><\/figure>\n<p>Gli esperti definiscono la\u00a0<strong>sindrome di Stoccolma<\/strong>\u00a0come un\u00a0<b>particolare stato di dipendenza psicologica\/affettiva<\/b>\u00a0in cui la vittima, durante i maltrattamenti subiti, prova un sentimento positivo nei confronti del suo aggressore, arrivando ad instaurare un legame forte e di totale sottomissione volontaria e addirittura una sorta di rapporto di alleanza e solidariet\u00e0 con il suo carnefice.<\/p>\n<p>Molto\u00a0<b>spesso la sindrome di Stoccolma pu\u00f2 essere ritrovata nelle situazioni di violenza sulle donne e negli abusi sui minori<\/b>. \u00c8 infatti statisticamente pi\u00f9 frequente nelle donne, nei bambini, nelle persone particolarmente devote ad un certo culto, nei prigionieri di guerra e nei prigionieri dei campi di concentramento. Circa l\u20198% dei casi di sequestro di persona \u00e8 caratterizzato dal fenomeno della sindrome di Stoccolma.<\/p>\n<p>Nonostante sia definita come una sindrome, in realt\u00e0 non \u00e8 considerata una patologia clinica e non rientra nelle malattie psichiatriche, poich\u00e9 secondo gli specialisti del settore non presenta i requisiti necessari per essere inserita nei manuali di psichiatria. Durante la stesura della V^ edizione del DSM (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) gli esperti hanno preso in considerazione l\u2019idea di inserire la sindrome di Stoccolma in una sezione specifica dell\u2019opera.<\/p>\n<p>Si \u00e8 optato poi per l\u2019esclusione per mancanza di studi scientifici validi e perch\u00e9 si \u00e8 considerato che, di fatto, sentimenti positivi come empatia, affetto, amore, ecc. non possono essere classificati sintomi specifici di un disturbo psichiatrico, nonostante essi siano rivolti ad un aggressore\/sequestratore.\u00a0<b>Non rientrando dunque tra le condizioni psichiatriche non ci sono criteri validati per poter formulare una diagnosi vera e propria e non richiede una terapia specifica<\/b>.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 si chiama sindrome di Stoccolma<\/h2>\n<p>23 agosto 1973, due detenuti evasi dal carcere di Stoccolma (Jan-Erik Olsson di 32 anni e Clark Olofsson, 26 anni) tentarono di rapinare la &#8220;Sveriges Kredit Bank&#8221; prendendo in ostaggio quattro impiegati (tre donne e un uomo). Ma qualcosa non and\u00f2 come dovuto e il fatto di cronaca conquist\u00f2 le prime pagine di tutti i giornali.<\/p>\n<p>Furono 5 giorni molto intensi durante i quali, mentre la polizia cercava di trattare il rilascio degli ostaggi, all\u2019interno della banca nasceva un rapporto di affetto reciproco tra sequestratori e vittime, uniti dalla volont\u00e0 di proteggersi a vicenda. Questa sorta di convivenza forzata termin\u00f2 poco prima di sei giorni, dopo i quali i malviventi si consegnarono alla polizia senza nessuna risposta di forza e le vittime furono rilasciate senza alcun atto di violenza da parte dei sequestratori.<\/p>\n<p>Fu il primo caso in cui le vittime vennero supportate anche a livello psicologico dopo il sequestro e dai colloqui emerse proprio questo enorme paradosso:\u00a0<b>le vittime temevano di pi\u00f9 l&#8217;azione della polizia che non i loro sequestratori<\/b>, nei confronti dei quali invece provavano un sentimento positivo, tanto grande da essersi recati successivamente nel carcere a fargli visita e addirittura una delle impiegate divorzi\u00f2 per potersi poi sposare con uno di loro. Durante i colloqui psicologici le vittime riferirono di essere in debito con i loro sequestratori poich\u00e9 non avevano fatto loro del male, pi\u00f9 di quanto avessero potuto e avevano \u201crestituito loro la vita\u201d.<\/p>\n<p>Il fatto di cronaca svilupp\u00f2 un grande interesse da parte del criminologo e psicologo Nils Bejerot, che coni\u00f2 il termine \u201c<strong>sindrome di Stoccolma<\/strong>\u201d per definire quella reazione paradossale emotiva al trauma sviluppata automaticamente a livello inconscio legata all\u2019essere \u201cvittima\u201d.<\/p>\n<div class=\"big-image\"><\/div>\n<h2>Come si manifesta la sindrome di Stoccolma<\/h2>\n<p>I comportamenti che manifesta\u00a0<strong>chi sviluppa la sindrome di Stoccolma<\/strong>\u00a0sono del tutto singolari.<\/p>\n<p><b>La vittima di sequestro o di un atteggiamento aggressivo o di altri tipi di violenza<\/b>:<\/p>\n<ul>\n<li>Dimostra sentimenti positivi come simpatia, empatia, affetto e talvolta innamoramento nei confronti del sequestratore\/carnefice<\/li>\n<li>Rinuncia alla fuga anche avendone la possibilit\u00e0<\/li>\n<li>Rifiuta di collaborare con la polizia o con le autorit\u00e0 nei confronti dei quali prova invece dei sentimenti avversi<\/li>\n<li>Prova a compiacere i rapinatori\/aggressori (comportamento frequente negli ostaggi\/vittime di sesso femminile)<\/li>\n<li>Legittima e discolpa i comportamenti e l\u2019operato del sequestratore<\/li>\n<li>Si sottomette volontariamente al volere del sequestratore<\/li>\n<li>Rifiuta di testimoniare<\/li>\n<\/ul>\n<p>La comparsa di tale sindrome \u00e8 direttamente dipendente dalla personalit\u00e0 del sequestrato: essa, infatti, insorge in personalit\u00e0 fragili, non ben strutturate, poco solide, mentre chi ha un carattere forte e dominante sar\u00e0 meno predisposto a manifestarla.<\/p>\n<p>Durante i rapimenti di soggetti delicati in genere il sequestratore effettua una sorta di lavaggio del cervello volta a depersonalizzare la vittima spingendola a credere che nessuno arriver\u00e0 a salvarla.<\/p>\n<p>Dunque una prima fase comune a tutti coloro che rientrano nella sindrome di Stoccolma \u00e8 un contatto \u201cpositivo\u201d (che si innesca inconsciamente) con coloro che s\u00ec, li privano della libert\u00e0, ma che potrebbero abusare o maltrattare ancora di pi\u00f9 le loro vittime ma non lo fanno.<\/p>\n<p>Tutto questo non deriva dall\u2019idea di esercitare un comportamento favorevole e vantaggioso nel \u201cfarsi amico\u201d il sequestratore, ma \u00e8 assolutamente una scelta non razionale che si innesca come meccanismo automatico legato all\u2019istinto di sopravvivenza.<\/p>\n<p>Insomma, per garantirsi la grazia del suo aguzzino\u00a0<b>la vittima elimina inconsapevolmente ma in modo conveniente dalla sua mente il rancore nei suoi confronti<\/b>.<\/p>\n<p>In questa condizione il rapitore avrebbe meno motivi per scatenare la sua violenza contro la vittima. In effetti, \u00e8 stato riscontrato che la sindrome di Stoccolma favorisce la sopravvivenza dei soggetti rapiti.<\/p>\n<p>Dopo un primo stato di confusione e di terrore, la vittima reagisce allo stress \u201cnegando\u201d. La negazione, infatti, \u00e8 un rifugio psicologico primitivo che la mente utilizza per poter sopravvivere:\u00a0<b>non sta succedendo<\/b>.<\/p>\n<p>Un\u2019altra possibile risposta \u00e8 la perdita dei sensi o il sonno immediato, indipendente dalla volont\u00e0 del soggetto. Quando la vittima inizia ad accettare e a temere realmente per la situazione che sta vivendo, la sua psiche trova un altro appiglio:\u00a0<b>verr\u00e0 qualcuno a salvarmi<\/b>.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un passaggio molto importante, poich\u00e9 crea nella vittima la certezza che siano le autorit\u00e0 ad intervenire e a portarla in salvo. Il tempo spesso viene percepito in modo errato e dunque pi\u00f9 il tempo passa pi\u00f9 nella vittima si innesca un sentimento automatico che tende a rinnegare le autorit\u00e0 e l\u2019aiuto che tarda ad arrivare e resta latente.<\/p>\n<p><q>Dunque quella idea di partenza che nessuno verr\u00e0 a cercarmi \u00e8 vera?<\/q>\u00a0La vittima inizia a sentire che la sua vita dipende direttamente dal rapitore sviluppando un attaccamento psicologico verso di lui. Inizia ad immedesimarsi, a giustificare a comprendere le motivazioni che lo spingono alla violenza.<\/p>\n<h2>Sintomi della sindrome di Stoccolma<\/h2>\n<p><b>A liberazione avvenuta<\/b>, molte delle\u00a0<strong>vittime che hanno sviluppato la sindrome di Stoccolma<\/strong>\u00a0hanno continuato ad avere sentimenti positivi nei confronti dei loro sequestratori nonostante l&#8217;episodio abbia provocato uno shock tale da avere delle conseguenze psicologiche onerose.<\/p>\n<p>I disturbi pi\u00f9 comuni riscontrati sono\u00a0<b>disturbi del sonno<\/b>,\u00a0<b>incubi ricorrenti<\/b>, fobie,\u00a0<b>depressione<\/b>,\u00a0<b>flashback in cui rivivono i fatti accaduti<\/b>.<\/p>\n<p>Anche la consapevolezza di questi disturbi psicologici non sempre corrisponde ad una diminuzione dell\u2019attaccamento positivo provato nei confronti del carnefice (ricordiamo che una delle impiegate della Kredit Bank ha addirittura sposato il suo rapitore).<\/p>\n<p>Alcune vittime, anche a distanza di tempo, hanno mantenuto un atteggiamento ostile nei confronti della polizia o delle autorit\u00e0 in generale. Altre hanno iniziato a raccogliere fondi per aiutare i loro ex carcerieri e la maggior parte delle vittime si \u00e8 rifiutata di testimoniare in tribunale contro di loro. Durante le interviste psicologiche \u00e8 stato rilevato nelle vittime il bisogno di far visita ai loro ex carcerieri per accertarsi del loro benessere mentre provavano sensi di colpa per la loro carcerazione.<\/p>\n<h2>Cause che innescano la sindrome di Stoccolma<\/h2>\n<p>Le\u00a0<strong>cause precise che determinano la sindrome di Stoccolma<\/strong>\u00a0<b>non sono ancora chiare<\/b>, tuttavia molti studi sull\u2019argomento hanno dimostrato come ci siano delle condizioni di base\/situazioni specifiche comuni, che sono determinanti allo sviluppo della sindrome.<\/p>\n<p>Queste situazioni sono 4:<\/p>\n<ol>\n<li><b>L\u2019ostaggio sviluppa dei sentimenti positivi come simpatia, affetto, riconoscenza e anche amore, nei confronti del suo sequestratore<\/b>. Da alcuni studi sul comportamento umano \u00e8 emerso che atti visti come di \u201cgentilezza\u201d o cortesia da parte dei sequestratori, che banalmente possono essere garantire il cibo o lasciare utilizzare i servizi igienici, hanno un impatto benevolo sulla psiche dell\u2019ostaggio tanto da far tralasciare la sua condizione di vittima e quasi da giustificare i comportamenti del suo sequestratore<\/li>\n<li><b>Non esiste nessun legame, rapporto e relazione precedente tra ostaggio e rapinatore<\/b>\u00a0La vittima inizia a sviluppare dei sentimenti negativi nei confronti della polizia o delle autorit\u00e0 in generale. Alla base di questi sentimenti c\u2019\u00e8 inizialmente la condivisione di un ambiente e di una situazione isolata, lontano dal resto del mondo tra il sequestratore e la vittima. Questo sentimento di condivisione scatena nell\u2019ostaggio avversione nei confronti di chi deve salvarlo che dapprima tarda ad arrivare ma poi \u201cinvade\u201d il luogo di condivisione, spingendo la vittima spesso ad aiutare in caso di bisogno il rapinatore.<\/li>\n<li>Secondo gli esperti, un&#8217;importante situazione favorente (ma non indispensabile) lo sviluppo della sindrome di Stoccolma sarebbe la\u00a0<b>durata prolungata del sequestro<\/b>. Un sequestro prolungato, infatti, farebbe s\u00ec che l&#8217;ostaggio conosca pi\u00f9 a fondo il suo sequestratore, entri in confidenza con quest&#8217;ultimo, fortifichi la simpatia e l&#8217;attaccamento nei suoi confronti, cominci a sentirsi dipendente da lui<\/li>\n<li><b>Sviluppo di senso di fiducia nell\u2019umanit\u00e0 di chi lo ha sequestrato<\/b>. L\u2019ostaggio inizia a credere nell\u2019umanit\u00e0 del rapinatore e pi\u00f9 passa il tempo pi\u00f9 il senso di attaccamento cresce. La vittima inizia ad avere paura non della sua condizione di ostaggio privo di libert\u00e0, ma inizia ad avere paura che qualcuno, intervenendo, possa fare del male al suo stesso carnefice. Questa fiducia nel senso di umanit\u00e0 del sequestratore non \u00e8 dato tanto dal comportamento di quest\u2019ultimo, ma \u00e8 da ricercarsi nel credere che non abbia commesso atti di violenza ancora pi\u00f9 gravi di quelli commessi:\u00a0<q>Avrebbe potuto riservarmi un trattamento ancora pi\u00f9 violento, ma non lo ha fatto\u2026<\/q><\/li>\n<\/ol>\n<h2>Esiste una cura per la sindrome di Stoccolma?<\/h2>\n<p>Non esiste alcun piano terapeutico specifico per chi soffre di sindrome di Stoccolma; \u00e8, infatti, il tempo a ristabilire la normalit\u00e0 nella psiche della vittima del sequestro.<\/p>\n<p>Per il superamento delle conseguenze correlate alla sindrome di Stoccolma, gli esperti del comportamento umano ritengono fondamentale il supporto e l&#8217;affetto della rete familiare e sociale.<\/p>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"q-text qu-display--block qu-wordBreak--break-word qu-textAlign--start\">LA SINDROME\u00a0DI\u00a0STOCCOLMA<\/p>\n<p class=\"q-text qu-display--block qu-wordBreak--break-word qu-textAlign--start\">INNAMORARSI DEL PROPRIO PERSECUTORE<\/p>\n<p class=\"q-text qu-display--block qu-wordBreak--break-word qu-textAlign--start\">\n<p class=\"q-text qu-display--block qu-wordBreak--break-word qu-textAlign--start\">E&#8217; difficile non vedere le forti analogie fra la sindrome\u00a0di\u00a0Stoccolma\u00a0e\u00a0la sindrome da dipendenza affettiva.<\/p>\n<p class=\"q-text qu-display--block qu-wordBreak--break-word qu-textAlign--start\">Il trait d&#8217;union fra le due sindromi consiste, da parte del dipendente, nel sentimento\u00a0di\u00a0ineluttabile prigionia\u00a0e\u00a0di\u00a0terrore, quindi nella conversione\u00a0di\u00a0questi sentimenti in ammirazione, devozione, amore;\u00a0e, nel dominante,\u00a0di\u00a0ambivalenza emotiva ed euforico sentimento\u00a0di\u00a0potere.<\/p>\n<p class=\"q-text qu-display--block qu-wordBreak--break-word qu-textAlign--start\">La persona maltrattata ridotta in una condizione\u00a0di\u00a0impotenza pu\u00f2 \u201csalvare\u201d l&#8217;equilibrio mentale raffigurandosi la propria soggezione come amore fra lei\u00a0e\u00a0il persecutore. Il terrore\u00a0di\u00a0essere violati fisicamente\u00a0e\u00a0moralmente potrebbe promuovere una reazione\u00a0di\u00a0rabbia; ma poich\u00e9 la rabbia viene avvertita come minacciosa per la propria sopravvivenza, viene rimossa. Al suo posto si riattivano allora le emozioni\u00a0di\u00a0dipendenza tipiche dell&#8217;et\u00e0 infantile: idealizzazione, ammirazione, devozione, amore per il potente (il genitore); a questi sentimenti arcaici, in et\u00e0 adulta si aggiunge sovente un intenso investimento erotico. Il persecutore appare allora non solo \u201cgiusto\u201d, ma anche \u201cattraente\u201d ed \u201ceccitante\u201d.<\/p>\n<p class=\"q-text qu-display--block qu-wordBreak--break-word qu-textAlign--start\">La sindrome\u00a0di\u00a0Stoccolma \u00e8, dunque, una sorta\u00a0di\u00a0alleanza tra vittima\u00a0e\u00a0carnefice. Una ostentazione\u00a0di\u00a0sentimenti positivi verso l&#8217;aggressore che pu\u00f2 portare coinvolgimenti affettivi, valoriali\u00a0e\u00a0sessuali. La vittima, per sfuggire al pericolo\u00a0e\u00a0sopravvivere, fa sue le ragioni del carnefice. Pertanto, interiorizza le ragioni dell&#8217;altro\u00a0e\u00a0lo giustifica, fino a innamorarsene\u00a0e\u00a0a rendersi deliberatamente suo schiavo.<\/p>\n<p class=\"q-text qu-display--block qu-wordBreak--break-word qu-textAlign--start\">In sintesi, la Sindrome\u00a0di\u00a0Stoccolma inverte il processo emotivo che ci consente\u00a0di\u00a0distinguere il nemico dall&#8217;amico, l&#8217;aggressore dalla vittima, colui che ci odia da colui che ci ama.\u00a0E&#8217; una situazione\u00a0di\u00a0grande interesse per capire\u00a0e\u00a0gestire nella pratica clinica i casi\u00a0di\u00a0angoscia infantile\u00a0e, negli adulti,\u00a0di\u00a0dipendenza affettiva, masochismo morale, collusione sadomasochista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; SALUTE MENTALE Sindrome di Stoccolma Pubblicato il 05.05.21\u00a0di\u00a0Francesca Gianfrancesco\u00a0Aggiornato il 03.05.21 La\u00a0sindrome di Stoccolma\u00a0\u00e8 una dimostrazione palese di un legame traumatico. 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