{"id":15860,"date":"2026-09-29T14:17:45","date_gmt":"2026-09-29T12:17:45","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=15860"},"modified":"2026-09-29T14:54:20","modified_gmt":"2026-09-29T12:54:20","slug":"numero3842","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=15860","title":{"rendered":"Numero3842."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>L\u2019 ARCA\u00a0 DI\u00a0 NO\u00c8<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Conferenza di George Penrose, matematico, fisico e cosmologo britannico, premio Nobel per la fisica nel 2020.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il problema di No\u00e8: un calcolo semplice e una scoperta storica. Voglio fare un calcolo, non un calcolo complicato. Niente che richieda pi\u00f9 dell&#8217;aritmetica di base e la volont\u00e0 di seguire i numeri ovunque conducono. Il tipo di calcolo che un fisico fa quando incontra un&#8217;affermazione sul mondo fisico e vuole capire cosa richiederebbe davvero. L&#8217;affermazione \u00e8 una delle storie pi\u00f9 note della civilt\u00e0 occidentale. Un uomo di nome No\u00e8 costruisce una barca. Dio inonda l&#8217;intera terra. Ogni essere umano e animale terrestre del pianeta muore tranne gli occupanti della barca. Le acque si ritirano. La famiglia di No\u00e8 e gli animali che ha portato con s\u00e9 emergono e ripopolano il mondo. Circa 4 miliardi di persone al mondo oggi appartengono a tradizioni religiose cristiana, ebraica, islamica, che includono questa storia nelle loro scritture canoniche, pi\u00f9 della met\u00e0 delle persone viventi. La storia di No\u00e8 e del diluvio fa parte del fondamento culturale e religioso di pi\u00f9 della met\u00e0 dell&#8217;umanit\u00e0. E quando si applicano fisica di base, biologia di base, idrologia di base e geologia di base alle affermazioni specifiche fatte dalla storia, quando si fanno davvero i calcoli ci si imbatte in qualcosa di notevole. Non un solo problema, ma molti. E ciascuno singolarmente \u00e8 sufficiente a stabilire che la storia non pu\u00f2 essere letta come un resoconto letterale di un evento letterale. Ma c&#8217;\u00e8 una cosa che quasi nessuno nota. Il problema non \u00e8 soltanto scientifico, \u00e8 storico, perch\u00e9 la storia di No\u00e8 non \u00e8 la versione originale di questa storia, la storia di un diluvio globale, di un uomo giusto, comandato da un Dio di costruire una barca, di animali caricati a due a due, di acque che salgono e si ritirano, di un uccello inviato a cercare la terra. Quella storia esiste in testi che precedono il libro della Genesi di pi\u00f9 di 1000 anni, in una lingua diversa dall&#8217;ebraico, in una cultura che non era israelita. Oggi seguiremo entrambi questi fili, le impossibilit\u00e0 scientifiche e l&#8217;origine storica, perch\u00e9 insieme ci dicono qualcosa di importante, non solo sulla storia di No\u00e8, ma su come gli antichi popoli usavano la narrazione per dare senso al mondo in cui vivevano. E quel qualcosa \u00e8 pi\u00f9 interessante sia del letteralismo ingenuo che insiste che ogni dettaglio sia accaduto esattamente come scritto, sia dello scetticismo sprezzante che liquida la storia come semplicemente falsa.<\/p>\n<p>Regole di base. Prima di cominciare dall&#8217;arca, applicher\u00f2 gli stessi strumenti analitici alla storia di No\u00e8 che applico a qualsiasi altra affermazione sul mondo fisico: fisica, chimica, biologia, idrologia, geologia. Queste sono i mie strumenti. Le affermazioni della storia sono abbastanza specifiche da poter essere esaminate con questi strumenti. Sar\u00f2 anche preciso su ci\u00f2 che l&#8217;analisi pu\u00f2 e non pu\u00f2 stabilire. Pu\u00f2 stabilire se gli eventi fisici specifici descritti sono possibili entro le leggi note della natura. Non pu\u00f2 stabilire se Dio esiste, non pu\u00f2 stabilire se i miracoli siano possibili, non pu\u00f2 stabilire cosa significhi la storia dal punto di vista teologico o spirituale. Questa separazione conta. Una storia pu\u00f2 essere scientificamente impossibile come resoconto letterale e teologicamente profonda come narrazione. Non sono categorie mutuamente esclusive. Capire ci\u00f2 che la storia non pu\u00f2 essere come storia letterale \u00e8 l&#8217;inizio della comprensione di ci\u00f2 che potrebbe realmente essere. Attraverseremo nove livelli: l&#8217;arca, ingegneria strutturale di un vascello di legno con le dimensioni date; il problema dell&#8217;acqua, da dove vengono e dove vanno 4,5 miliardi di kilometri cubici d&#8217;acqua; il problema delle specie, quante tipologie di animali esistono e cosa richiederebbero due esemplari di ciascuna; il problema del cibo, nutrire i carnivori su una barca di legno per un anno; il problema della biogeografia, canguri sul Monte Ararat; il problema del collo di bottiglia genetico, cosa implica due di ogni animale per la vitalit\u00e0 delle specie? La documentazione geologica: cosa dovrebbe aver lasciato un diluvio globale e cosa troviamo davvero? La scoperta dell\u2019epopea di Gilgames, la storia che precede la genesi di oltre 1000 anni e infine la sintesi onesta. Cosa \u00e8 davvero la storia e perch\u00e9 ci\u00f2 la rende pi\u00f9 interessante?<\/p>\n<p>L&#8217;arca: Genesi 6:15 fornisce dimensioni specifiche per l&#8217;arca. \u201cEcco come devi costruirla. L&#8217;arca sar\u00e0 lunga 300 cubiti, larga 50 e alta 30\u201d. Un cubito \u00e8 la lunghezza dell&#8217;avambraccio, dal gomito alla punta delle dita. Le misure antiche del cubito variano tra circa 44 e 52 cm. Il valore pi\u00f9 comunemente usato per il cubito comune \u00e8 circa 44,5 cm, ossia 17,5 pollici. Calcoliamo le dimensioni. Lunghezza 300 cubiti X 0,445 m = 133,5 m, circa 437 piedi: quasi una volta e mezza la lunghezza di un campo di football americano. Larghezza 50 cubiti X 0, 445 m = 22,25 m, circa 73 piedi. Altezza 30 cubiti X 0,445 m = 13,4 m, circa 44 piedi: approssimativamente un edificio di quattro piani. Sono dimensioni notevoli e ci dicono qualcosa di importante. Le pi\u00f9 grandi navi a vela di legno mai costruite nell&#8217;era precedente alla costruzione navale in acciaio furono le grandi navi di legno del XVIII e XIX secolo. La USS Constitution, una delle pi\u00f9 grandi navi da guerra di legno della sua epoca, era lunga circa 62 m. Le pi\u00f9 grandi navi a vela di legno raggiunsero circa 90 m, comunque significativamente pi\u00f9 corte dei 133,5 m dell&#8217;arca. Ma la dimensione non \u00e8 l&#8217;unico problema. Il problema strutturale delle navi di legno molto grandi sono fenomeni chiamati <em>hogging e sagging<\/em>. Il legno, pur essendo forte in compressione e ragionevolmente resistente in trazione per la sua dimensione, non \u00e8 infinitamente rigido. Quando un vascello di legno \u00e8 molto lungo, le onde creano forze diseguali lungo la sua lunghezza. Il centro dello scafo pu\u00f2 essere sostenuto dalla cresta di un&#8217;onda, mentre prua e poppa restano senza sostegno, producendo una forza di flessione chiamata <em>sagging<\/em>. Oppure prua e poppa possono trovarsi sulle creste, mentre il centro \u00e8 in un avvallamento producendo <em>hogging<\/em>. Per le piccole navi di legno il legno \u00e8 abbastanza rigido da resistere a queste forze di flessione. Per le navi di legno molto grandi le forze diventano troppo grandi perch\u00e9 il legno possa resistervi. Lo scafo comincia a flettersi, le giunture si aprono, la nave fa acqua e alla fine cede strutturalmente. La nave del XX secolo Wyoming, una delle pi\u00f9 grandi navi a vela di legno mai costruite, lunga circa 100 m, era famosa per il suo <em>hogging<\/em>. Il suo scafo si fletteva cos\u00ec severamente nelle acque agitate che il capitano poteva vedere le tavole muoversi l&#8217;una contro l&#8217;altra e la nave richiedeva un pompaggio costante per gestire le infiltrazioni. Affond\u00f2 con tutto l&#8217;equipaggio nel 1924. L&#8217;arca a 133,5 m sarebbe significativamente pi\u00f9 lunga di qualsiasi vascello di legno mai costruito con successo. La sfida ingegneristica di uno scafo di legno di questa lunghezza, capace di sopravvivere alle condizioni di tempesta violente di un diluvio globale, supera i limiti di ci\u00f2 che la costruzione navale in legno abbia mai raggiunto. Lo storico di architettura navale John Morrison ha notato che le navi antiche di legno erano limitate in lunghezza effettiva a circa da 60 a 80 m dalle propriet\u00e0 strutturali del legno. Oltre questa lunghezza, lo scafo diventa strutturalmente inaffidabile. La Genesi ci dice che l&#8217;arca fu costruita in legno di Gofer, un legno non chiaramente identificato, ma presumibilmente un legno duro, resinoso. Nessuna specie di legno conosciuta possiede le propriet\u00e0 strutturali necessarie a superare il limite ingegneristico fondamentale degli scafi di legno molto lunghi. Le dimensioni dell&#8217;arca creano anche un problema di stabilit\u00e0. Il rapporto lunghezza \/ larghezza dell&#8217;arca, lunghezza divisa per larghezza, \u00e8 300 : 50 cubiti, cio\u00e8 6 a1. Gli architetti navali moderni considerano un rapporto lunghezza \/ larghezza di circa 6 a 1 come vicino al limite per la stabilit\u00e0 in condizioni difficili. Oltre questo, la nave diventa vulnerabile a rollio e capovolgimento. Un diluvio globale produrrebbe condizioni idrologiche straordinariamente violente, non acque calme, ma turbolenza massiccia, mentre precipitazioni su scala continentale generano correnti e onde. Un vascello di legno ai limiti strutturali e di stabilit\u00e0 della costruzione navale in legno, in queste condizioni, affronterebbe sfide straordinarie alla propria integrit\u00e0. L&#8217;arca, cos\u00ec come specificata, non avrebbe potuto essere costruita con successo con nessun legno conosciuto, usando nessuna tecnologia preindustriale, n\u00e9 avrebbe potuto operare in sicurezza nelle condizioni che un diluvio globale produrrebbe.<\/p>\n<p>Il problema dell&#8217;acqua (Genesi 7 da 19 a 20): \u201cLe acque crebbero grandemente sulla terra e tutti gli alti monti che sono sotto tutto il cielo furono coperti\u201d. Le acque salirono e coprirono i monti fino a un&#8217;altezza di pi\u00f9 di 15 cubiti. La montagna pi\u00f9 alta della Terra \u00e8 l&#8217;Everest, 8.848 m sul livello del mare. Perch\u00e9 il diluvio copra l&#8217;Everest, il livello dell&#8217;acqua deve salire di circa 8.848 m sopra l&#8217;attuale livello del mare. Calcoliamo quanta acqua \u00e8 necessaria. La superficie della Terra \u00e8 di circa 510 milioni di km\u00b2. Per alzare uniformemente il livello dell&#8217;acqua di 8.848 m, serve un volume d&#8217;acqua pari a 510 milioni di km\u00b2 X 8,848 m, cio\u00e8 circa 4,5 miliardi di km\u00b3 di acqua aggiuntiva. Per riferimento la quantit\u00e0 totale di acqua attualmente presente sulla Terra, oceani, calotte glaciali, ghiacciai, fiumi, laghi, falde acquifere e atmosfera \u00e8 di circa 1,4 miliardi di km cubici: il diluvio richiederebbe di aggiungere 4,5 miliardi di km\u00b3 a quelli gi\u00e0 esistenti. L&#8217;acqua totale sulla Terra durante il diluvio dovrebbe essere di circa 5,9 miliardi di km cubici, pi\u00f9 di quattro volte la quantit\u00e0 attuale. Da dove verrebbe quest&#8217;acqua? Genesi 7 11 indica le fonti. \u201cTutte le sorgenti del grande abisso eruppero e le cateratte del cielo si aprirono\u201d. Valutiamo ciascuna fonte. Le cateratte del cielo, acqua atmosferica. La massa totale d&#8217;acqua nell&#8217;atmosfera terrestre \u00e8 di circa 12.000 000 km\u00b3 : \u00e8 l&#8217;acqua presente simultaneamente in tutte le nuvole, la pioggia, la neve e il vapore acqueo. 12.000 000 km\u00b3 contro i 4,5 miliardi richiesti. L&#8217;atmosfera contiene circa lo 0,00003% dell&#8217;acqua necessaria per il diluvio. Anche se ogni molecola di vapore acqueo nell&#8217;atmosfera precipitasse simultaneamente come pioggia, impossibilit\u00e0 fisica, dato che esiste un limite alla velocit\u00e0 con cui l&#8217;acqua pu\u00f2 condensarsi e cadere, solleverebbe il livello del mare di circa 25 mm, poco pi\u00f9 di un pollice. Le sorgenti del grande abisso, acque sotterranee. Le acque sotterranee totali sulla Terra sono stimate in circa 23 milioni di km cubici. Una quantit\u00e0 enorme immagazzinata in falde, fratture e pori nella roccia lungo tutta la crosta. 23 milioni di km\u00b3 \u00e8 ancora solo lo 0,5% dei 4,5 miliardi richiesti. Anche combinando tutta l&#8217;acqua atmosferica e tutte le acque sotterranee rilasciate simultaneamente, il totale \u00e8 di circa 23 milioni di km\u00b3 contro i 4,5 miliardi necessari. circa un centesimo di ci\u00f2 che serve. Dove sarebbe andata l&#8217;acqua? Genesi 8:3: \u201c Le acque si ritirarono progressivamente dalla Terra. Alla fine dei 150 giorni l&#8217;acqua era diminuita\u201d. Genesi 8:1: \u201c Dio fece passare un vento sulla terra e le acque si ritirarono\u201d. Il vento non fa sparire l&#8217;acqua, il vento muove l&#8217;aria, il che pu\u00f2 aumentare l&#8217;evaporazione, ma l&#8217;acqua evaporata rimane nell&#8217;atmosfera. L&#8217;acqua non pu\u00f2 evaporare nel nulla. Se 4,5 miliardi di kilometri cubi d&#8217;acqua fossero apparsi e poi scomparsi, dovrebbero andare da qualche parte. E questo qualche parte non esiste nella fisica di un sistema chiuso. L&#8217;acqua della Terra \u00e8 in un sistema chiuso. L&#8217;acqua circola tra oceano, atmosfera e terra. Non appare dal nulla e non scompare nel nulla. La conservazione della materia vale sempre. L&#8217;acqua necessaria per un diluvio globale che copra l&#8217;Everest non esiste da nessuna parte nel sistema terrestre. Non avrebbe potuto apparire e se fosse apparsa non avrebbe potuto scomparire.<\/p>\n<p>Il problema delle specie. Genesi 6 da 19 a 20: \u201cFarai entrare nell&#8217;arca due di ogni essere vivente, maschio e femmina, per tenerli in vita con te. Due di ogni specie di uccelli, di ogni specie di animali e di ogni specie di ci\u00f2 che striscia sulla Terra verranno da te per essere tenuti in vita, due di ogni specie\u201d. Le stime scientifiche attuali collocano il numero di specie descritte, specie identificate e classificate, a circa 8,7 milioni di specie eucariotiche. Di queste circa 6,5 milioni sono specie terrestri, insetti, mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e invertebrati. Il numero di specie di insetti descritte da solo supera il milione. Soltanto l&#8217;ordine dei coleotteri conta circa 400.000 specie descritte. Il biologo Jade B. SS. Haldenin, interrogato su cosa la biologia potesse dirci sulla mente del creatore, rispose, secondo la tradizione che rivelava una smisurata predilezione per gli scarabei. Alcuni interpreti della Genesi sostengono che No\u00e8 avesse imbarcato tipi (\u201cmin\u201d in ebraico) e non specie, che il tipo biblico sia una categoria pi\u00f9 ampia della specie biologica e che a No\u00e8 servissero solo due rappresentanti di ogni grande tipo, da cui l&#8217;attuale diversit\u00e0 di specie sarebbe discesa tramite rapida speciazione post diluvio. In questa interpretazione di baraminologia (dall&#8217;ebraico bara = creare e min = tipo) il numero di tipi potrebbe ridursi a forse da 1000 a 16.000 a seconda di quanto ampiamente si definisca tipo. Prendiamo l&#8217;interpretazione pi\u00f9 generosa e diciamo che a No\u00e8 servissero circa 16.000 tipi, il numero talvolta indicato dai creazionisti della Terra giovane. Due di ogni tipo fanno 32.000 animali minimo. Il volume interno dell&#8217;arca a 133,5 m* 22,25 m* 13,4 m \u00e8 di circa 39.800 m\u00b3, diviso tra 32.000 animali, ossia circa 1,25 m\u00b3 per animale. Uno spazio di circa 2 \u00a0X 1,25 m per coppia. Ma la coppia media di animali non \u00e8 una coppia di topi. Si considerino due elefanti africani che richiedono circa 200 m\u00b3 di spazio ciascuno con altezze superiori a 3 m. Due giraffe alte 6 m non potrebbero stare in piedi nell&#8217;arca alta 13,4 m se non sul ponte pi\u00f9 basso. Due ippopotami, due rinoceronti, due coccodrilli del Nilo, due orsi polari, due formichieri giganti, due draghi di Comodo, due anaconda, tutti richiedenti spazio significativo. Gli animali acquatici che non possono sopravvivere all&#8217;aria aperta, pesci, mammiferi marini, tartarughe marine, non potrebbero essere tenuti sull&#8217;arca, ma presumibilmente sarebbero sopravvissuti nelle acque del diluvio. Anche con 32.000 animali, l&#8217;assegnazione di spazio \u00e8 impossibilmente ridotta, una volta considerata la variazione di dimensione nel regno animale. L&#8217;interpretazione dei tipi tenta tipicamente di ridurre i tipi di insetti a un numero gestibile, ma ci\u00f2 richiede di assumere che la diversit\u00e0 esplosiva degli insetti, la loro variet\u00e0 anatomica, la diversit\u00e0 comportamentale, la specializzazione ecologica si sia sviluppata da una manciata di tipi ancestrali negli scarsi millenni trascorsi dal diluvio. L&#8217;analisi genetica moderna mostra che la diversificazione degli insetti \u00e8 avvenuta nell&#8217;arco di centinaia di milioni di anni. non di migliaia. Le distanze evolutive tra gli ordini di insetti, coleotteri, ditteri, lepidotteri, formiche, sono troppo grandi per derivare da antenati comuni in qualsiasi arco temporale storico. E poi ci sono gli animali microscopici. I nematodi rappresentano circa 1 milione di specie. Gli acari, minuscoli aracnidi, rappresentano circa 50.000 specie descritte con stime che arrivano a milioni per il numero reale. Rotiferi, tardigradi, crostacei microscopici. Tutti questi sono animali. Erano tutti sull&#8217;arca? In quali contenitori? Il problema delle specie, anche con l&#8217;interpretazione pi\u00f9 generosa, produce numeri incompatibili con lo spazio fisico disponibile in un vascello di legno di 133,5 m.<\/p>\n<p>Il problema del cibo. Consideriamo un problema che non richiede alcuna formazione scientifica per essere riconosciuto, ma che quasi non viene mai discusso seriamente. L&#8217;arca di No\u00e8 avrebbe contenuto due esemplari di ogni tipo di animale, inclusi i carnivori: leoni, tigri, lupi, orsi, coccodrilli, draghi di Comodo, anaconda, iene, ghepardi, giaguari, leopardi. Questi animali mangiano carne, mangiano altri animali, non possono sopravvivere con le piante. Un leone richiede circa 8 kg di carne al giorno, una tigre del Bengala richiede circa da 5 a 6 kg. Un branco di lupi richiede diversi kilogrammi per lupo al giorno. Per un diluvio della durata di circa 370 giorni, (Genesi 7, 11 8 14), ogni coppia di carnivori richiederebbe 2 leoni per 8 kg al giorno per 370 giorni, uguale 2960 kg di carne, due tigri per 6 kg al giorno per 370 giorni uguale 2220 kg di carne. Da dove verrebbe questa carne? Deve provenire da altri animali. Ma gli altri animali sull&#8217;arca sono le coppie riproduttive delle loro specie, l&#8217;intera riserva genetica per il ripopolamento post diluvio. Se si nutrono i predatori con gli animali preda, si distruggono le coppie riproduttive delle specie preda. La soluzione tentata da alcuni commentatori \u00e8 che gli animali fossero in uno stato di ibernazione sospesa o che Dio avesse miracolosamente ridotto le loro necessit\u00e0 metaboliche o che si nutrissero diversamente durante l&#8217;anno del diluvio. Queste risposte sono possibili, invocano l&#8217;intervento divino per superare il problema fisico, ma rivelano anche la portata dell&#8217;intervento soprannaturale richiesto per far funzionare la storia come storia letterale. Non stiamo parlando di un solo miracolo, ma di una cascata continua di miracoli, provvista miracolosa di cibo, modificazione comportamentale miracolosa dei carnivori, rinforzo strutturale miracoloso dello scafo di legno. A un certo punto l&#8217;accumulo di miracoli richiesti solleva una domanda specifica. Se Dio sta compiendo tutti questi miracoli continui per rendere il diluvio fisicamente possibile, perch\u00e9 non preservare semplicemente gli animali con altri mezzi? Mentre parliamo degli occupanti dell&#8217;arca, vale la pena sollevare un problema quasi importante quanto quello dell&#8217;alimentazione. Da 40.000 a 50.000 animali, anche con le stime pi\u00f9 prudenti, producono enormi quantit\u00e0 di rifiuti. Un solo cavallo produce circa 25 kg di letame al giorno. Un solo elefante ne produce circa 150 kg. Per 370 giorni, con decine di migliaia di animali, la produzione di rifiuti sarebbe imponente. L&#8217;ammoniaca proveniente dall&#8217;urina, in particolare da grandi concentrazioni di animali in uno spazio chiuso, raggiungerebbe concentrazioni tossiche. L&#8217;accumulo fisico di feci riempirebbe rapidamente lo spazio disponibile. L&#8217;equipaggio di No\u00e8 contava otto persone. Otto persone per nutrire, abbeverare e pulire decine di migliaia di animali per 370 giorni senza assistenza meccanica sofisticata. I requisiti logistici per la gestione di base del bestiame a questa scala superano ci\u00f2 che otto persone potrebbero fisicamente realizzare.<\/p>\n<p>Il problema della biogeografia. Passiamo ora a quello che considero il pi\u00f9 elegante e illuminante tra i problemi scientifici della storia di No\u00e8, perch\u00e9 coinvolge la scienza della biogeografia, lo studio di come le specie sono distribuite sul globo e cosa quella distribuzione ci dice sulla storia della vita. Genesi 8 4 afferma che l&#8217;arca si pos\u00f2 sui monti dell&#8217;Ararat nella Turchia moderna vicino ai confini con Armenia e Iran. Dopo il diluvio, No\u00e8 libera gli animali che si disperdono dall\u2019Ararat e ripopolano il mondo. Consideriamo l&#8217;Australia. L&#8217;Australia ospita una fauna straordinaria e unica. Circa 250 specie di marsupiali mammiferi che portano i piccoli in un marsupio. Canguri, wallabee, koala, wombat, diavoli della Tasmania, Qual, Bandicut, Numbat. L&#8217;ornitorinco, non un marsupiale, ma altrettanto distintivo, depone uova. Questi animali si trovano essenzialmente solo in Australia, con l&#8217;eccezione di alcuni opossum in Sud e Nord America. Sono il prodotto di circa 80 milioni di anni di sviluppo evolutivo isolato da quando l&#8217;Australia si separ\u00f2 dagli altri continenti meridionali e divenne un continente isola. Ecco il problema specifico. Se tutti gli animali della Terra discendessero dalle coppie sull&#8217;arca di No\u00e8 e se l&#8217;arca fosse approdata sul monte Ararat, allora a un certo punto, dopo il diluvio, due canguri avrebbero dovuto camminare dall&#8217;Ararat all&#8217;Australia. La distanza tra il Monte Ararat e l&#8217;Australia \u00e8 di circa 13.000 km via Terra e Mare. Tra il Medio Oriente e l&#8217;Australia si estendono la vastit\u00e0 dell&#8217;Asia, le isole del sudest asiatico e un attraversamento oceanico. I canguri avrebbero dovuto percorrere l&#8217;intera distanza e lungo il percorso avrebbero lasciato popolazioni indietro. Ci si aspetterebbe di trovare popolazioni di canguri o quantomeno fossili di canguri in tutta l&#8217;Asia e il sudest asiatico, parenti dei canguri in Medio Oriente, resti di canguri nella documentazione stratigrafica del subcontinente indiano. Non ce ne sono. La documentazione fossile dei canguri li mostra esclusivamente in Australia. Non esiste alcuna prova fossile di canguri in Asia o in Medio Oriente. Non sono passati di l\u00ec, sono sempre stati dove sono. E non riguarda solo i canguri. La fauna specifica di ciascun continente ha una storia fossile e specifica che mostra animali evoluti e diversificati sul posto, non migrati da un punto di origine mediorientale circa 4.000 anni fa. I marsupiali dell&#8217;Australia includono non solo i canguri, ma centinaia di specie che occupano nicchie ecologiche analoghe a quelle dei mammiferi placentati altrove. I Wombat occupano il ruolo ecologico dei roditori, i diavoli della Tasmania occupano il ruolo degli spazzini. Il tilacino, ormai estinto, occupava il ruolo di un grande predatore. L&#8217;intera comunit\u00e0 ecologica australiana ha un carattere marsupiale, perch\u00e9 i marsupiali arrivarono in Australia prima dei placentati per poi evolversi in isolamento per decine di milioni di anni. Se tutti questi marsupiali discendessero da due antenati partiti dall&#8217;Ararat, avrebbero dovuto percorrere 13.000 km, attraversare un oceano, raggiungere l&#8217;Australia e poi diversificarsi in 250 specie in circa 4.000 anni. Gli studi genetici moderni mostrano che la speciazione dei marsupiali in Australia richiese decine di milioni di anni ed \u00e8 legata alla specifica storia geografica e climatica del continente. Il problema biogeografico non riguarda solo i canguri, comprende i lemuri del Madagascar che non si trovano altrove, i tapiri del Sud America con una specie separata nel sudest asiatico, spiegata da un&#8217;antica connessione continentale, gli orsi polari dell&#8217;Artico, i panda giganti della Cina, i gorilla e gli scimpanz\u00e9 dell&#8217;Africa, ciascuno con una distribuzione geografica specifica spiegata dalla biogeografia evolutiva e direttamente contraddetta dall&#8217;idea che tutte le specie discendano da un punto d&#8217;origine comune in Medio Oriente 4000 anni fa. La documentazione geologica, un diluvio globale della portata descritta nella Genesi che copre tutte le montagne, uccide tutti gli animali terrestri, ricopre la terra per un anno, lascerebbe una documentazione geologica specifica e distintiva. La geologia \u00e8 in gran parte la scienza della lettura della documentazione degli eventi negli strati terrestri e questa documentazione \u00e8 abbastanza dettagliata e i metodi per leggerla abbastanza precisi da poter dire cosa avrebbe dovuto lasciare un diluvio globale e se ce n\u2019 \u00e8 traccia. Un diluvio globale depositerebbe uno strato continuo di sedimenti alluvionali su scala planetaria, sabbia, limo, argilla su tutti i continenti simultaneamente. Questo strato sarebbe distintivo, conterrebbe una mescolanza di fossili provenienti da profondit\u00e0 diverse, animali normalmente vissuti in ambienti differenti sepolti insieme, sarebbe chimicamente distinguibile con acqua dolce e salata mescolate e sarebbe databile con metodi indipendenti multipli; produrrebbe inoltre pattern di erosione specifici. Il movimento violento dell&#8217;acqua su scala globale scolpirebbe caratteristiche distintive su ogni continente simultaneamente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; L\u2019 ARCA\u00a0 DI\u00a0 NO\u00c8 &nbsp; Conferenza di George Penrose, matematico, fisico e cosmologo britannico, premio Nobel per la fisica nel 2020. &nbsp; &nbsp; Il problema di No\u00e8: un calcolo semplice e una scoperta storica. Voglio fare un calcolo, non un calcolo complicato. 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