{"id":15864,"date":"2026-09-30T20:47:34","date_gmt":"2026-09-30T18:47:34","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=15864"},"modified":"2026-09-30T22:12:55","modified_gmt":"2026-09-30T20:12:55","slug":"numero3843","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=15864","title":{"rendered":"Numero3843."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>GLI\u00a0 DEI<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>George Penrose,<\/p>\n<p>matematico, fisico, cosmologo britannico,<\/p>\n<p>premio Nobel per la fisica nel 2020.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Perch\u00e9 gli umani hanno inventato gli dei?<\/p>\n<p>Voglio darti un numero, non un numero cosmico, non il numero di stelle nell&#8217;universo osservabile che \u00e8 circa 10 alla 24\u00aa potenza; un numero cos\u00ec grande che la mente umana non pu\u00f2 realmente comprenderlo, non il numero di atomi nel tuo corpo che \u00e8 circa 7 X 10 alla 27\u00aa potenza, non l&#8217;et\u00e0 dell&#8217;universo in anni, circa 13,8 miliardi. Un arco di tempo contro cui l&#8217;intera storia della civilt\u00e0 umana \u00e8 meno di una singola pagina in un libro di 10.000 pagine, un numero pi\u00f9 piccolo, molto pi\u00f9 piccolo, ma un numero che quando ti fermi a riflettere su cosa significhi davvero potrebbe essere pi\u00f9 inquietante di tutti quelli precedenti.<\/p>\n<p>Il numero \u00e8 compreso tra 3000 e 10.000.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la stima del numero di dei distinti che gli esseri umani hanno creato, adorato, per cui hanno costruito templi, organizzato calendari, combattuto guerre, sacrificato animali, sacrificato altri esseri umani, compiuto atti straordinari di devozione e atti straordinari di crudelt\u00e0 e attorno ai quali hanno strutturato l&#8217;intera comprensione della realt\u00e0: da 3000 a 10.000 dei. E voglio che tu senta il peso di questo prima che io dica qualsiasi altra cosa, perch\u00e9 nel discorso contemporaneo tendiamo a parlare della religione come se fosse sempre stata essenzialmente lo stesso progetto con piccole variazioni culturali, come se esistesse fondamentalmente il Dio di cui discutono credenti e scettici con un po&#8217; di folklore ai margini. Quel quadro non \u00e8 nemmeno lontanamente accurato. Lascia che ti porti in un tour. Zeus, Poseidone, Apollo, Afrodite, Ares, Efesto, Atena, Era, Ermes, Dioniso, Artemide, Demetra, Persefone, Estia e questi sono solo i 12 Olimpi. La tradizione religiosa greca riconosceva centinaia di divinit\u00e0 con nome proprio: dei fiumi, dei venti, di specifiche montagne, dei dell&#8217;oltretomba in molteplici categorie, divinit\u00e0 primordiali che precedettero gli Olimpi, divinit\u00e0 minori che governano mestieri ed emozioni specifiche e caratteristiche geografiche particolari. Il panteon egizio completo arriva a diverse centinaia di entit\u00e0 nominate: Ra, Osiride, Iside, Horus, Anubi, Tot, Set, Seet, Bastet, Hator, Sobek, Nut, Geb, Amon, Pta, Knum, Kight e altri ancora. Questi sono solo i pi\u00f9 importanti. La tradizione religiosa egizia durata 3000 anni riconobbe oltre 2000 divinit\u00e0 con nome nel corso della sua storia. 2000 pi\u00f9 dei in un&#8217;unica tradizione di quanti la maggior parte delle persone incontri in una vita di studi. Giove, Giunone, Marte, Venere, Mercurio, Nettuno, Plutone, Diana, Minerva, Vulcano, Cerere, Bacco, Giano, Saturno, i romani adottarono gran parte del panteon greco, lo ribattezzarono, aggiunsero le proprie divinit\u00e0 e incorporarono gli dei di ogni popolo che conquistarono. La religione romana, al suo apice, era un&#8217;enorme impresa assorbente e sincretica che conteneva moltitudini di dei. Odino, Thor, Freya, Loky, Tier, Balder, Frig, Heimdal, le tradizioni norrene e germaniche, ciascuna cultura scandinava e germanica con le proprie varianti regionali. Le tradizioni celtiche d&#8217;Irlanda, Britannia e Gallia avevano i propri panteon estesi, molti dei i cui nomi sono conservati solo parzialmente perch\u00e9 le tradizioni orali furono interrotte prima di poter essere messe per iscritto. Brahma, Vishnu, Shiva, Sarasvati, Laksmi, Kali, Ganesha, Hanuman, Indra, Varuna, Agni. La tradizione ind\u00f9 \u00e8 per certi versi la pi\u00f9 vasta e complessa mai sviluppata. I testi sanscriti fanno riferimento a 33 deva principali, mentre la tradizione popolare riconosce 330 milioni di manifestazioni del divino. 330 milioni non \u00e8 un conteggio letterale di divinit\u00e0 distinte con un nome. \u00c8 un&#8217;affermazione teologica sull&#8217;inesauribilit\u00e0 della manifestazione divina, ma comunica qualcosa di importante sulla scala del progetto. Marduk, Enlil, Enchi, Inanna, Istar, Ninursag, i grandi dei dell&#8217;antica Mesopotamia, le cui tradizioni ci hanno dato alcuni dei pi\u00f9 antichi testi religiosi scritti della storia umana, inclusi i racconti della creazione (Epopea di Gilgamesh) che precedono la Genesi di oltre un millennio. Paciamama, Viracocia, Supai, la tradizione incaica, Witzilopctli, il dio azteco del sole e della guerra a cui furono sacrificate migliaia di persone alla dedicazione del grande tempio di Tenok Titlan, Ketzalkoatl, il serpente piumato, Tlalok, il dio della pioggia a cui venivano offerti sacrifici infantili. Il Panteon Maya, ricostruito in modo imperfetto dai testi sopravvissuti dopo la distruzione della maggior parte della tradizione scritta; gli dei costruttori di tumuli del Mississippi, gli dei delle popolazioni del Pacifico, le cui tradizioni si diffusero attraverso l&#8217;oceano pi\u00f9 vasto della Terra, gli dei degli aborigeni australiani, la cui tradizione del tempo del sogno potrebbe rappresentare la pi\u00f9 antica tradizione religiosa continuativa del pianeta risalente forse a 60 o 70.000 anni fa. E poi le tradizioni ancora vive, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e Giacobbe, il Dio che parl\u00f2 dal roveto ardente, che apr\u00ec il Mar Rosso e diede la legge sul Sinai, oggi venerato da circa 3,8 miliardi di persone attraverso ebraismo, cristianesimo e Islam nelle loro varie forme, le tradizioni viventi dell&#8217;induismo, del buddismo nelle sue molteplici scuole, dello scintoismo, delle tradizioni indigene di ogni continente, tutti questi dei, tutti questi templi, moschee, chiese, santuari e boschi sacri; tutte queste preghiere, rituali, sacrifici, pellegrinaggi, giorni sacri, digiuni, festivit\u00e0, testi sacri, controversie teologiche, scismi, eresie, crociate, riforme, inquisizioni, martiri ed esperienze mistiche generati da un&#8217;unica specie su un piccolo pianeta in un sistema solare qualunque ai margini di una galassia ordinaria fra 2000 miliardi di galassie.<\/p>\n<p>La domanda che questo impone non \u00e8 quale di questi dei sia reale. Una domanda genuinamente importante, ma dibattuta per millenni senza produrre un consenso. Non intendo darti il mio verdetto qui, non perch\u00e9 non abbia opinioni, ma perch\u00e9 non \u00e8 l\u00ec che si trova il territorio pi\u00f9 interessante. La domanda che mi interessa \u00e8 pi\u00f9 specifica, pi\u00f9 empirica e alla fine pi\u00f9 utile. Cosa ha prodotto tutti quegli dei? Non quale sia quello vero? Qual \u00e8 il motore o l&#8217;insieme di motori che genera dei con una produttivit\u00e0 cos\u00ec sbalorditiva in ogni cultura umana, in ogni epoca storica, sotto ogni tipo di condizioni ambientali e sociali? Perch\u00e9 un motore esiste, in realt\u00e0 ce ne sono diversi e non sono ci\u00f2 che ti aspetteresti. La risposta comoda dice: &#8220;Gli umani hanno inventato gli dei perch\u00e9 erano ignoranti e spaventati\u201d. Perch\u00e9 non capivano il tuono hanno inventato Zeus. Perch\u00e9 non capivano la malattia hanno inventato dei della peste. Perch\u00e9 non riuscivano ad affrontare l&#8217;assenza di significato dell&#8217;esistenza, hanno inventato l&#8217;aldil\u00e0. La storia della scienza \u00e8 la progressiva spiegazione di ci\u00f2 che la religione aveva spiegato per prima e man mano che ogni spiegazione viene fornita, gli dei si ritirano in spazi sempre pi\u00f9 piccoli. Questo racconto \u00e8 parzialmente vero, ma non \u00e8 tutta la verit\u00e0 e le parti che tralascia sono quelle che contano di pi\u00f9. La risposta brutale \u00e8 pi\u00f9 complessa, pi\u00f9 sorprendente e alla fine pi\u00f9 rispettosa sia della scienza sia della religione a confronto con la versione semplice.<\/p>\n<p>Esistono otto motori della produzione degli dei, otto caratteristiche specifiche dell&#8217;architettura cognitiva umana che indipendentemente e in combinazione generano la credenza negli dei con la stessa affidabilit\u00e0 e universalit\u00e0 con cui generano il linguaggio, la musica, la matematica e la scienza. E quando dico otto motori cognitivi, intendo otto, non uno solo, non il semplice motore della paura e dell&#8217;ignoranza. Otto processi cognitivi distinti, sovrapposti che si rinforzano a vicenda. Ciascuno con la propria storia evolutiva e la propria logica funzionale. Ciascuno produce dei come output necessario del proprio funzionamento. Ti parler\u00f2 di tre di questi, i pi\u00f9 importanti: capirai qualcosa che ritengo genuinamente importante. Gli dei non sono la prova della stupidit\u00e0 umana, sono la prova dell&#8217;intelligenza umana. La stessa intelligenza che ha prodotto la quantistica teoria dell&#8217;evoluzione, la doppia elica del DNA e il telescopio spaziale Hubble. Stessa mente, metodologia diversa, stessa spinta fondamentale. Questa \u00e8 la risposta brutale e inizia qui.<\/p>\n<p>Il primo motore, \u00e8 il riconoscimento di schemi. Il cervello umano \u00e8 il sistema di riconoscimento di schemi pi\u00f9 sofisticato dell&#8217;universo conosciuto. Voglio essere preciso su cosa intendo, perch\u00e9 l&#8217;affermazione pu\u00f2 essere fraintesa. Non sto dicendo che il cervello umano sia il processore di informazioni pi\u00f9 veloce. Una moderna GPU pu\u00f2 eseguire pi\u00f9 operazioni in virgola mobile al secondo dell&#8217;intero cervello umano. Non sto dicendo che il cervello umano abbia la maggiore capacit\u00e0 di archiviazione. La nostra memoria \u00e8 sorprendentemente limitata sotto certi aspetti e un normale disco rigido pu\u00f2 contenere pi\u00f9 dati grezzi di quanti il cervello possa accedere in modo affidabile. Ci\u00f2 che affermo \u00e8 diverso. Il cervello umano trova schemi significativi in dati incompleti, rumorosi, ambigui, con una creativit\u00e0 e un&#8217;affidabilit\u00e0 a cui nessun sistema artificiale attuale si avvicina. Non ha bisogno di input puliti per generare segnale. Trova segnale nel rumore. Costruisce schemi da ci\u00f2 che per un sistema meno sofisticato apparirebbe casualit\u00e0. Questa capacit\u00e0 ha un nome quando funziona: \u201criconoscimento di schemi\u201d. Ha un nome quando produce falsi\u00a0 positivi:\u201capofenia\u201d.<\/p>\n<p>(apofenia = tendenza del cervello vedere schemi, connessioni o significati in dati, eventi od oggetti che sono in realt\u00e0 casuali e non collegati tra loro).<\/p>\n<p>Non sono due fenomeni diversi, sono lo stesso processo sottostante che produce Identificazioni corrette in un caso e scorrette nell&#8217;altro. Hai sperimentato l&#8217;apofenia, tutti l&#8217;hanno sperimentata. Vedi un volto nelle nuvole, trovi una forma riconoscibile nella grana casuale di un pavimento in legno. Senti chiamare il tuo nome in una folla quando nessuno l&#8217;ha fatto. Ascolti il sibilo di una ventola o il rumore della pioggia e inizi a sentire musica, parole o un ritmo. Questo \u00e8 il sistema di riconoscimento di schemi che fa esattamente ci\u00f2 per cui \u00e8 stato progettato, applicandolo occasionalmente a input che non contengono realmente ci\u00f2 che trova. La forma pi\u00f9 comune e pi\u00f9 studiata di apofenia \u00e8 il riconoscimento facciale. Il cervello umano possiede hardware neurale dedicato al rilevamento dei volti. L&#8217;area fusiforme del volto, una regione del lobo temporale destro, risponde specificamente agli stimoli facciali con un attivazione molto maggiore rispetto ad altri schemi visivi. Questo sistema \u00e8 cos\u00ec sensibile con una soglia cos\u00ec bassa che rileva volti in schemi casuali con alta frequenza, si chiama \u201cpareidolia\u201d ed \u00e8 dilagante. Il volto di Ges\u00f9 appare nella bruciatura di una fetta di pane tostato negli Stati Uniti e l&#8217;oggetto viene venduto su EBAY per 28.000 dollari. La Vergine Maria appare in una macchia d&#8217;umidit\u00e0 sotto un sottopasso a Chicago e migliaia di pellegrini vengono a pregare davanti ad essa. Un&#8217;immagine della Vergine Maria appare nelle venature di una formazione di arenaria naturale in Colorado. Il volto di una figura religiosa appare nella bruciatura di una tortiglia, nel riflesso di una finestra d&#8217;ospedale, nella brina su un parabrezza. Non sono casi isolati, accadono con regolarit\u00e0 in tutte le culture, tra persone di ogni livello educativo, perch\u00e9 il sistema di rilevamento dei volti \u00e8 cos\u00ec sensibile con una soglia cos\u00ec bassa, cos\u00ec incline ai falsi positivi da trovare volti ovunque, anche in schemi che non ne contengono. Ora voglio farti capire la logica evolutiva di tutto questo, perch\u00e9 \u00e8 la parte che trasforma l&#8217;osservazione da curiosit\u00e0 psicologica in qualcosa dalle implicazioni profonde.<\/p>\n<p>I tuoi antenati che vivevano nella savana africana circa 200.000 anni fa affrontavano un problema specifico e persistente. L&#8217;ambiente era pieno di agenti, creature con intenzioni, desideri e obiettivi criticamente rilevanti per la sopravvivenza. Predatori che volevano mangiarli, prede che loro volevano mangiare, rivali umani in competizione per risorse e partner, potenziali alleati da reclutare per la cooperazione. Tutte queste entit\u00e0 contavano, tutte richiedevano rilevamento. Il compito di rilevamento aveva una specifica struttura di costi. Se non riuscivi a rilevare un predatore realmente presente, il costo poteva essere la morte. Se rilevavi un predatore che non era realmente presente. Il costo era qualche secondo di stress inutile e una breve interruzione di ci\u00f2 che stavi facendo. La simmetria tra i costi dei falsi negativi e dei falsi positivi \u00e8 enorme.<\/p>\n<p>Perdere un predatore reale pu\u00f2 ucciderti. Rilevarne uno immaginario ti procura solo un piccolo inconveniente.<\/p>\n<p>La selezione naturale, operando su questa struttura di costi ha prodotto un cervello sistematicamente sbilanciato verso i falsi positivi, un cervello calibrato per rilevare anche quando il rilevamento non \u00e8 giustificato. La stessa logica si applica a tutte le forme di riconoscimento di schemi rilevanti per la sopravvivenza sociale ed ecologica. Meglio vedere il serpente pericoloso in ogni bastone, che perdere il serpente pericoloso nascosto tra i bastoni. Meglio sentire un predatore in ogni fruscio d&#8217;erba che non sentire il predatore realmente presente nell&#8217;erba. Meglio rilevare un volto in ogni schema ambiguo che perdere il volto di un rivale o di un predatore in condizioni ambigue. Questa pressione evolutiva ha prodotto un cervello che dal punto di vista dell&#8217;accuratezza \u00e8 sistematicamente incline a trovare schemi, agenzialit\u00e0, volti, cio\u00e8 un cervello che sovrarileva. Ora, cosa accade quando si applica un cervello calibrato per sovrarilevare schemi, volti e agenti agli ambienti che pi\u00f9 contavano per la sopravvivenza degli umani primitivi? Il temporale, il terremoto, l&#8217;alluvione, la siccit\u00e0, l&#8217;eclissi, l&#8217;epidemia, i movimenti del sole, della luna e delle stelle. Il sistema di riconoscimento di schemi, funzionando a pieno regime, fa ci\u00f2 che fa sempre. Trova schemi, trova volti, trova intenzione, trova la gente dietro il fenomeno. Nella tempesta il sistema di riconoscimento di schemi trova uno schema di potere diretto verso di s\u00e9. Nel terremoto trova prove di una forza applicata con intenzione. Nell&#8217;eclisse rileva un evento talmente ordinato, apparentemente intenzionale, con una tempistica cos\u00ec drammaticamente precisa che l&#8217;ipotesi dell\u2019agente diventa quasi irresistibile. Il volto della tempesta, l&#8217;intenzione del terremoto, la volont\u00e0 dell&#8217;alluvione non sono le superstizioni di menti primitive, sono gli output del sistema di riconoscimento di schemi pi\u00f9 sofisticato mai evoluto, funzionante a sensibilit\u00e0 massima sui dati disponibili.<\/p>\n<p>E cos&#8217;\u00e8 un agente con un volto, un&#8217;intenzione e il potere di creare tempeste, terremoti e alluvioni? Quello \u00e8 un Dio.<\/p>\n<p>Il motore del riconoscimento di schemi \u00e8 il pezzo fondamentale del macchinario di produzione degli dei. Non perch\u00e9 sbagli sempre, non perch\u00e9 sia difettoso, ma perch\u00e9 \u00e8 finalizzato e calibrato per un ambiente in cui il sovrarilevamento era preferibile al sottorilevamento e produce i suoi output in modo affidabile, indipendentemente dal fatto che gli input contengano realmente ci\u00f2 che trova.<\/p>\n<p>Il secondo motore: il rilevamento iperattivo dell&#8217;agenzialit\u00e0. Ma il riconoscimento di schemi da solo non basta a spiegare gli dei, perch\u00e9 gli dei non sono solo schemi, sono menti, esseri con intenzioni, desideri, relazioni e reazioni. Serve qualcosa di pi\u00f9 specifico del riconoscimento di schemi per generare questo. Quel qualcosa \u00e8 il secondo motore. Nei primi anni 2000 lo scienziato cognitivo Justin Barrett dell&#8217;Universit\u00e0 di Oxford coni\u00f2 un termine che da allora \u00e8 diventato uno dei concetti pi\u00f9 importanti nella scienza cognitiva della religione: il dispositivo iperattivo di rilevamento dell&#8217;agenzialit\u00e0 HADD (Hyperactive Agency Detection Device). L&#8217;HADD non \u00e8 una regione cerebrale specifica, \u00e8 una descrizione funzionale di un insieme di processi cognitivi dedicati alla rilevazione di agenti nell&#8217;ambiente. Gli agenti, in questo senso tecnico, sono entit\u00e0 con intenzioni, desideri e obiettivi che agiscono al servizio di quegli obiettivi e il cui comportamento non pu\u00f2 essere pienamente previsto dalle semplici leggi fisiche. Una pietra che rotola gi\u00f9 da una collina non \u00e8 un agente. Il suo movimento pu\u00f2 essere descritto interamente dalla gravit\u00e0 e dall&#8217;attrito. Un leone che insegue una preda \u00e8 un agente. Il suo movimento \u00e8 organizzato dall&#8217;intenzione, dal desiderio, dalla finalit\u00e0 in un modo che non pu\u00f2 essere ridotto a semplici leggi fisiche. Il sistema cognitivo dedicato al rilevamento degli agenti \u00e8 distinto dal sistema generale di riconoscimento di schemi, non si limita a trovare regolarit\u00e0.<\/p>\n<p>Chiede specificamente, c&#8217;\u00e8 una mente dietro a questo? C&#8217;\u00e8 un essere con intenzioni che agisce sul mondo?<\/p>\n<p>Questo sistema ha esattamente la stessa logica evolutiva del sistema generale di riconoscimento di schemi, ma ancora pi\u00f9 specificamente focalizzata. Le entit\u00e0 pi\u00f9 importanti nell&#8217;ambiente sociale ed ecologico degli umani primitivi erano tutte agenti, predatori, prede, rivali, alleati, potenziali partner. Ognuna di queste entit\u00e0 aveva intenzioni, obiettivi e desideri. Ognuna richiedeva un tipo di elaborazione cognitiva diverso rispetto a entit\u00e0 non agenti come rocce e pioggia. Scambiare un agente per un non agente poteva essere fatale. Scambiare un non agente per un agente era solo uno spreco di qualche secondo. Quindi l&#8217;HADD, proprio come il riconoscimento generale di schemi, era calibrato verso i falsi positivi. Era calibrato per generare l&#8217;ipotesi dell\u2019agente in modo liberale, anche quando le prove erano ambigue. E cosa cruciale, l&#8217;HADD \u00e8 iperattivo, non \u00e8 semplicemente attivo, \u00e8 calibrato per generare l&#8217;ipotesi dell\u2019agente, anche in condizioni di prove minime. Non attende segnali chiari di comportamento intenzionale, genera l&#8217;ipotesi dell&#8217;agente da indizi minimi e lascia che l&#8217;elaborazione successiva determini se l&#8217;ipotesi sia giustificata. Ora applica la HADD ai fenomeni naturali che pi\u00f9 intensamente influenzavano la vita umana primitiva. Il tuono, un suono di straordinaria potenza, non localizzato in una fonte visibile che arriva senza preavviso, associato a un fulmine che pu\u00f2 colpire e uccidere in modo apparentemente casuale. L&#8217;HADD dice: il rumore forte, la potenza improvvisa, l&#8217;apparente casualit\u00e0 che pu\u00f2 essere interpretata come selettivit\u00e0. Tutto questo innesca l&#8217;ipotesi dell\u2019agente. C&#8217;\u00e8 qualcosa l\u00e0 fuori, qualcosa con potere, qualcosa che agisce. Il vento, il movimento di qualcosa di invisibile che pu\u00f2 abbattere alberi, trasportare oggetti, produrre suoni che assomigliano al respiro e al sussurro. L&#8217;HADD dice: agente, qualcosa di invisibile che respira e parla. La malattia, una forza che colpisce le persone senza causa visibile, che si diffonde da persona a persona in modi che possono sembrare un movimento intenzionale che uccide alcuni e risparmia altri secondo schemi che possono apparire selettivi. L&#8217;HADD dice: agente, qualcosa ci sta facendo questo, qualcosa sta scegliendo la morte. Il momento in cui un essere vivente, una persona con intenzioni, desideri e una storia di comportamento orientato a obiettivi diventa improvvisamente inerte. Qualcosa \u00e8 stato rimosso, l\u2019agente \u00e8 scomparso. La HADD chiede: dov&#8217;\u00e8 andata l&#8217;agenzialit\u00e0? Deve essere andata da qualche parte. L&#8217;agenzialit\u00e0 non scompare semplicemente. La forza vitale, l&#8217;intenzione animatrice deve essere partita verso un altrove. Ogni classe principale di fenomeno naturale che influiva in modo cruciale sulla sopravvivenza umana veniva elaborata attraverso l&#8217;HADD e l&#8217;HADD calibrato per sovrarilevare restituiva costantemente la stessa risposta: agente. Ma che tipo di agente? Gli agenti che la HADD si era evoluto per rilevare erano nell&#8217;ambiente di adattamento evolutivo altri organismi, animali, altri umani. Il modello di agenzialit\u00e0 della HADD \u00e8 costruito attorno a ci\u00f2 che i filosofi chiamano \u201cpostura intenzionale\u201d, la struttura interpretativa che attribuisce stati mentali, credenze, desideri e intenzioni a un sistema per prevederne il comportamento. Quando l&#8217;HADD rileva un agente in una tempesta, non rileva un processo meccanico, rileva qualcosa che ha credenze, desideri, intenzioni, qualcosa che vuole cose, qualcosa con cui ci si pu\u00f2 relazionare, a cui ci si pu\u00f2 appellare, che si pu\u00f2 avvertire, avvicinare o evitare, nello stesso modo in cui ti relazioneresti a un altro essere potente, potenzialmente pericoloso, potenzialmente benefico. HADD non genera il concetto di forza impersonale, genera il concetto di persona, una persona molto potente, con poteri ben oltre quelli umani, ma una persona un essere con una mente, un Dio.<\/p>\n<p>Ogni grande religione naturale nella storia umana ha caratterizzato le proprie divinit\u00e0 come persone, non come forze, non come princ\u00ecpi, non come astrazioni, ma come esseri con menti, personalit\u00e0, preferenze, umori, relazioni. Zeus non si limita a creare tempeste, le crea perch\u00e9 \u00e8 arrabbiato o perch\u00e9 vuole dimostrare potere o perch\u00e9 \u00e8 coinvolto in una disputa con altri dei. Poseidone non fa semplicemente muovere il mare, ha intenzioni, pu\u00f2 essere offeso, pu\u00f2 essere placato, risponde al culto e all&#8217;insulto. Questa personificazione degli dei non \u00e8 una scelta filosofica, \u00e8 l&#8217;output diretto della HADD che \u00e8 stato costruito per rilevare esseri con intenzioni e non ha alcun modello di agenzialit\u00e0 potente che non sia simile a una persona. Ecco la parte che la ricerca di Barret ha chiarito e che trovo pi\u00f9 significativa. L&#8217;HADD non si spegne. Puoi sapere con precisione scientifica assoluta come si forma un temporale. Puoi conoscere le celle convettive, le correnti ascensionali e discendenti, la separazione elettrostatica di carica che avviene quando cristalli di ghiaccio e goccioline d&#8217;acqua nell&#8217;alta atmosfera si scontrano. Puoi capire la fisica, puoi spiegarla ai tuoi studenti, puoi derivare le equazioni pertinenti e tuttavia quando un fulmine colpisce abbastanza vicino da farti sentire la scarica elettromagnetica nell&#8217;aria, quando il tuono segue cos\u00ec immediatamente che il suono ti scuote le ossa, quando la potenza si sente fisicamente nel petto, l&#8217;HADD si attiva per una frazione di secondo prima che la corteccia prefrontale possa far intervenire la meteorologia. Qualcosa nel tuo sistema nervoso dice: potere diretto, qui qualcosa sta agendo. Non \u00e8 un fallimento dell&#8217;educazione scientifica, \u00e8 una caratteristica dell&#8217;architettura neurale che milioni di anni di evoluzione hanno prodotto e che qualche centinaio d&#8217;anni di educazione fisica non pu\u00f2 cancellare del tutto. Lo sappiamo perch\u00e9 \u00e8 stato misurato. La ricerca psicologica ha costantemente mostrato che anche individui altamente istruiti e scientificamente alfabetizzati mantengono rappresentazioni intuitive di agenti per i fenomeni naturali, pur possedendo simultaneamente spiegazioni scientifiche accurate. Le due rappresentazioni coesistono. L&#8217;ipotesi dell\u2019agente generata dall&#8217;HADD non viene sostituita dalla spiegazione scientifica, viene affiancata da essa, soppressa nei momenti riflessivi, ma presente in funzione sotto traccia. Questa \u00e8 parte della risposta brutale. Non che le persone primitive non sapessero meglio, ma che il sistema cognitivo che genera gli dei \u00e8 radicato cos\u00ec profondamente nell&#8217;architettura neurale umana che sapere meglio non lo disattiva. Gli dei non sono un residuo culturale in attesa di essere ripulito dall&#8217;educazione. Sono output di un hardware che l&#8217;educazione pu\u00f2 integrare ma non sostituire. Questo \u00e8 il secondo motore e il terzo motore \u00e8 quello che conferisce agli dei la loro caratteristica pi\u00f9 ricca e duratura.<\/p>\n<p>Il terzo motore, \u00e8 la macchina narrativa. Raccontami un mito, uno qualsiasi, di qualsiasi tradizione. Scegline uno. Senza sapere quale hai scelto, posso predire quanto segue a personaggi con nomi. Quei personaggi hanno intenzioni, desideri, relazioni e storie. Gli eventi nel mito accadono perch\u00e9 i personaggi prendono decisioni, perseguono obiettivi, hanno successo, falliscono, entrano in conflitto e cooperano. Il mito ha un inizio, una parte centrale e una fine o quantomeno un arco narrativo con un senso di progressione, fa un&#8217;affermazione sul perch\u00e9 qualcosa nel mondo \u00e8 come \u00e8 o su come \u00e8 venuto a essere. In altre parole \u00e8 una storia. Ogni mito di ogni tradizione in ogni cultura, ha queste caratteristiche. Non la maggior parte dei miti, tutti. I miti della creazione dell&#8217;antica Mesopotamia sono storie. Le cosmogonie della tradizione ind\u00f9 sono storie. Il racconto norreno dell&#8217;origine del mondo dal corpo del gigante Imir \u00e8 una storia. Il racconto della Genesi \u00e8 una storia e gli dei, in ognuna di queste storie sono personaggi. Non forze, non principi, non astrazioni matematiche, personaggi con nomi, storie, personalit\u00e0, motivazioni e vite emotive. Questo non \u00e8 un caso, \u00e8 l&#8217;espressione diretta del terzo motore cognitivo, la macchina narrativa. La ricerca sulla memoria degli ultimi quattro decenni ha stabilito qualcosa sulla mente umana che \u00e8 sorprendente, fondamentale e ancora non pienamente assorbito nel discorso pubblico. La memoria umana non \u00e8 un dispositivo di registrazione, non funziona come una videocamera che cattura l&#8217;esperienza, come un registro temporale continuo che pu\u00f2 essere riprodotto accuratamente. La memoria umana \u00e8 un processo ricostruttivo, \u00e8 costruzione narrativa. Quando ricordi un&#8217;esperienza, non recuperi una registrazione archiviata, la ricostruisci da frammenti, immagini, marcatori emotivi, memorie semantiche, informazioni sociali su chi era presente e come si \u00e8 comportato. La ricostruzione \u00e8 attiva, creativa e organizzata da una struttura narrativa. Crea una storia, una sequenza causale di eventi con connessioni significative tra loro, coinvolgendo personaggi con motivazioni. non \u00e8 un difetto del sistema di memoria, \u00e8 una caratteristica. L&#8217;organizzazione narrativa \u00e8 una delle strutture pi\u00f9 efficienti per codificare e recuperare informazioni complesse. Un elenco di fatti non correlati \u00e8 difficile da ricordare. La stessa informazione incorporata in una storia \u00e8 molto pi\u00f9 facile da ricordare perch\u00e9 la storia fornisce una ricca struttura di connessioni, motivazioni e cause che danno a ogni elemento molteplici indizi di recupero.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; GLI\u00a0 DEI &nbsp; George Penrose, matematico, fisico, cosmologo britannico, premio Nobel per la fisica nel 2020. &nbsp; Perch\u00e9 gli umani hanno inventato gli dei? 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