{"id":2679,"date":"2019-04-21T11:23:09","date_gmt":"2019-04-21T09:23:09","guid":{"rendered":"http:\/\/millemotti.mooo.com\/?p=2679"},"modified":"2021-12-03T20:39:17","modified_gmt":"2021-12-03T19:39:17","slug":"numero1159","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=2679","title":{"rendered":"Numero1159."},"content":{"rendered":"<p>.<br \/>\nPi\u00f9 di sessant&#8217;anni fa, frequentavo la quinta classe del Ginnasio al Liceo Classico Jacopo Stellini di Udine. Per un breve periodo, avemmo, come supplente della professoressa d&#8217;Italiano, una giovane insegnante, laureata di fresco. Stavamo studiando il Leopardi, e lei stava spiegando, infervorata e con una certa teatralit\u00e0, la famosa ode &#8220;La quiete dopo la tempesta&#8221;. Ci si accorgeva che era inesperta, che un po&#8217; recitava, forse per darsi un tono, o uno stile, che ancora non aveva. Dopo averla seguita con pazienza nel suo sproloquio didascalico, io mi alzai e\u00a0buttai l\u00ec la mia polpetta avvelenata: sostenni di aver trovato, in una vecchia antologia della Letteratura Italiana, il testo di un&#8217;ode intitolata &#8220;Temporale estivo&#8221;, presumibilmente del Leopardi, che costituiva l&#8217;antefatto, in sequenza cronologica, di cui &#8220;La quiete dopo la tempesta&#8221; sarebbe stata la prosecuzione. La giovane professoressa mi chiam\u00f2 alla cattedra per essere interrogato e mi chiese di parlare di questa poesia, che, in realt\u00e0, non risultava scritta da nessuna parte, e che esisteva solo nella mia immaginazione e nella mia memoria. L&#8217;avevo inventata io di sana pianta, in perfetto e credibile stile leopardiano, come potrete leggere. Cos\u00ec gliela recitai, dalla prima all&#8217;ultima parola. Lei volle che gliela mettessi per iscritto, mi diede un bel voto e cominci\u00f2 una zuccherosa recensione dell&#8217;ode truffaldina, senza metterne minimamente in dubbio la provenienza e l&#8217;attribuzione. Tutta presa nella sua esposizione oratoria, non si accorgeva delle sghignazzate in silenzio e degli ammiccamenti furtivi dei miei compagni di classe, che si erano accorti della burla, anche perch\u00e9 mi conoscevano bene e sapevano che ero in grado di creare un &#8220;falso d&#8217;autore&#8221; di un tale livello.<br \/>\nIl giorno dopo, all&#8217;ora d&#8217;Italiano, la giovane insegnante ci inform\u00f2 che aveva cercato dappertutto il testo che le avevo consegnato, ma che non era riuscita a trovarlo. Allora, io mi alzai, chiesi scusa della gherminella, e confessai che la poesia, effettivamente, l&#8217;avevo scritta io. I miei compagni erano sotto i banchi per le risate. Ma lei si arrabbi\u00f2 di brutto, prese il foglio con il testo e and\u00f2 dal preside. Al suo ritorno, un bidello mi disse che dovevo presentarmi in Presidenza. Il preside era un tipo un po&#8217; particolare, noi lo chiamavamo, familiarmente, &#8220;Bagigio&#8221;. Non ricordo neanche perch\u00e9. Questi mi fece una lavata di testa, mi richiam\u00f2 al rispetto degli insegnanti, che non dovevano essere fatti bersaglio di scherzi. Per\u00f2, poi, volle sincerarsi, con la poesia in mano, che fossi proprio io l&#8217;autore e me la fece, prima scrivere e poi recitare, seduta stante. Cosa che feci, disinvoltamente. Lui si ferm\u00f2 a pensare un po&#8217;, in silenzio, poi, boffonchiando qualcosa fra s\u00e9, si lasci\u00f2 sfuggire una frase che assomigliava a qualcosa come: &#8220;Accidenti, ci sarei cascato anch&#8217;io!&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qui, di seguito, il testo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>TEMPORALE\u00a0 ESTIVO<\/p>\n<p>Di piombo \u00e8 il cielo<br \/>\ne scuro di cupi nembi;<br \/>\nscende sulla natura<br \/>\nun velo opaco di morte.<br \/>\nApronsi le porte ai venti.<br \/>\nScendon dall&#8217;alto irati<br \/>\ncome falchi dal nido<br \/>\nsull&#8217;umile preda,<br \/>\nimperversan sui prati,<br \/>\nper l&#8217;aie, negli orti,<br \/>\npiegan gli intorti<br \/>\nrami sibilando.<br \/>\nE, con loro,<br \/>\nl&#8217;arida polve<br \/>\ns&#8217;alza sconvolta<br \/>\ndal turbo fuggente<br \/>\nche tutto involve.<br \/>\nL&#8217;alta arbore tronfia,<br \/>\npiegata da cotal possanza,<br \/>\nchina l&#8217;agile chioma<br \/>\ne piange, sull&#8217;erba del prato,<br \/>\nle infiacchite foglie<br \/>\nche il vento raccoglie<br \/>\ne guida in frenetica danza.<\/p>\n<p>Scende la pioggia,<br \/>\nviolenta sui tetti,<br \/>\ndi striscio sui muri,<br \/>\npicchietta argentina<br \/>\nsugli otri, sui vasi,<br \/>\nsui ferrei portali,<br \/>\nbevanda divina<br \/>\nsull&#8217;aride zolle<br \/>\nda tanto satolle<br \/>\nd&#8217;estiva calura.<br \/>\nSull&#8217;uscio di casa,<br \/>\nil pio colono<br \/>\nalza il guardo pregando:<br \/>\n&#8220;O Dio del cielo,<br \/>\npersa non sia<br \/>\nla mia fatica<br \/>\nda ria furia inimica:<br \/>\nil raccolto m&#8217;\u00e8 vita!&#8221;<br \/>\nCos\u00ec sperando dice<br \/>\ne il cielo acconsente;<br \/>\nomai lontan si sente<br \/>\nquell&#8217;irato tuonar.<br \/>\nSbadiglia una finestra<br \/>\ndisserrando le imposte,<br \/>\nspiove la gronda,<br \/>\nscola la fronda antica<br \/>\nla quercia dell&#8217;orto,<br \/>\nsi ripopola l&#8217;aia,<br \/>\ns&#8217;ode vivace e gaia<br \/>\nla sinfonia consueta.<\/p>\n<p>Da qui, a seguire, si poteva recitare &#8220;La quiete dopo la tempesta&#8221; in un &#8220;continuum&#8221;\u00a0 di sacrilega impostura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>. 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