{"id":3384,"date":"2019-06-23T13:40:21","date_gmt":"2019-06-23T11:40:21","guid":{"rendered":"http:\/\/millemotti.mooo.com\/?p=3384"},"modified":"2020-03-05T13:26:05","modified_gmt":"2020-03-05T12:26:05","slug":"numero1423-testo-completo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=3384","title":{"rendered":"Numero1423   (Testo completo dal 1426 al 1421)."},"content":{"rendered":"<p>Nell\u2019anno 1492, muore, a Firenze, Lorenzo il Magnifico. Da Clarice Orsini ha 10 figli: 3 morti, 4 figlie e 3 maschi: Piero (detto il Fatuo) \u00e8 il primogenito, che sar\u00e0 cacciato da Firenze, dove viene instaurata la Repubblica, e morir\u00e0 in giovane et\u00e0; Giovanni, che \u00e8 Cardinale, dall\u2019et\u00e0 di 17 anni, e si trova a Roma: diventer\u00e0 Papa Leone X; Giuliano, il pi\u00f9 giovane, duca di Nemours (1479-1516), \u00e8 un bambino \u201cvivolino e frescolino com\u2019una rosa, gentile, pulito e nettolino come uno specchio, lieto e tutto contemplativo, con quegl\u2019occhi\u201d. Crescendo, sviluppa una fine cultura letteraria. Anche lui, bandito dalla Firenze repubblicana e costretto all\u2019esilio, nel 1505 riceve da Elisabetta Gonzaga, moglie di Francesco Maria Della Rovere, nipote di Papa Giulio II, l\u2019invito alla sua corte nel castello dei Montefeltro ad Urbino. L\u00ec risiedono anche Pietro Bembo, Baldassarre Castiglione e altri letterati ed artisti dell\u2019epoca.<br \/>\nGiuliano \u00e8 un libertino e, anche alla corte urbinate, \u00e8 sempre a caccia di fanciulle con le quali potersi intrattenere. Fra le sue relazioni, una pi\u00f9 delle altre, gli sconvolge il cuore. Lei si chiama Pacifica Brandani, figlia naturale, poi legalizzata, di Giovanni Antonio Brandani, un uomo ricco e influente, molto vicino alla casata dei Montefeltro; dunque non \u00e8 una popolana, ma una benestante, intelligente, sensibile, sposata ma, probabilmente, vedova. I due diventano amanti e Pacifica rimane incinta. Corre l\u2019anno 1511, viene il tempo del parto e Giuliano \u00e8 altrove, a Roma. Lui non \u00e8 sicuro di essere il padre della creatura concepita, pensando potesse essere \u201cfigliuolo di un misser Federico Ventura, suo concorrente nella pratica della gentildonna\u201d. Subito dopo il parto, Pacifica Brandani muore. Un attimo prima di spirare, per\u00f2, afferma che il bambino \u00e8 figlio di Giuliano. In punto di morte, l&#8217;attendibilit\u00e0 \u00e8 fuori discussione. Il fatto giunge alle orecchie di Giuliano.<br \/>\nAl pargolo viene dato il nome di Pasqualino e, il 19 Aprile 1511, viene esposto, ancora in fasce, davanti alla chiesa di Santa Chiara de\u2019 Cortili, sede di culto molto legata alla corte. Secondo la ricostruzione storica di Roberto Zapperi, \u201cil piccolo aveva addosso un panno bianco e una fascia con una moneta, come segno di riconoscimento\u2026.\u201d. Tre giorni dopo che era stato esposto, fu affidato a tale Bartolomeo di Giorgio.<br \/>\nIl notaio pi\u00f9 importante della citt\u00e0, Lorenzo Spaccioli, interviene nella faccenda e, senza sentir ragioni, impugna l\u2019affidamento gi\u00e0 stabilito, dichiarando di voler provvedere alle spese di mantenimento per i successivi quattro anni. Ma, appena qualche mese pi\u00f9 tardi, Giuliano de\u2019 Medici bussa alla sua porta e riconosce il bambino come suo figlio naturale. Detto per inciso, sar\u00e0 il suo unico figlio. Gi\u00e0 che c\u2019\u00e8, sceglie per lui un altro nome: Ippolito. Preso con s\u00e9 il piccolo, riparte per Roma,\u00a0 in Vaticano, da suo fratello maggiore, il futuro Papa Leone X.<br \/>\nA Roma, Ippolito cresce, ma piange e si lamenta, gli manca la mamma. Chiede di lei, ma nessuno sa consolarlo. Siamo nel 1515, il bimbo ha quattro anni. Giuliano ha, allora, un\u2019idea: chiama Leonardo da Vinci, che in quei tempi risiede in Vaticano, al Palazzo del Belvedere, dove lavora alle dipendenze di Giuliano, pagato mensilmente. Lavora a progetti urbanistici e alla bonifica delle Paludi Pontine ma, notoriamente, \u00e8 grande artista anche come pittore. Giuliano chiede a Leonardo di realizzare un dipinto da dare al bimbo, con le fattezze di una mamma. Leonardo non aveva mai visto Pacifica Brandani e, tutto quello che sapeva era ci\u00f2 che, in qualche modo, risultava dalla descrizione che Giuliano gli faceva della donna. Ma poco importava se non c\u2019era somiglianza somatica, credibile o plausibile. Quello che contava era che il bimbo sentisse il \u201cfeeling\u201d materno, da una figura rassicurante e dolce: quella che, per lui, sarebbe stata la sua mamma. Se di ritratto si tratta, fu un ritratto inventato o, tutt\u2019al pi\u00f9, raccontato.<br \/>\nLeone X entra in conflitto con la Francia. Manda Il fratello Giuliano, a capo degli armati, nella pianura Padana. Questi, male in salute, da tempo, per via della tubercolosi, nelle vicinanze di Firenze, si ammala e, improvvisamente, muore. Il dipinto non \u00e8 finito, il committente \u00e8 deceduto, il destinatario, cio\u00e8 il bimbo Ippolito, non lo vedr\u00e0 mai. Leonardo non rimane a Roma, anche perch\u00e9 l\u00e0, nell&#8217;ambiente artistico, va per la maggiore un certo Raffaello Sanzio, da Urbino, esclusivista delle committenze papali. Porta il dipinto con s\u00e8, in Francia, dove sar\u00e0 accolto da un suo grande estimatore: il re Francesco I. Papa Leone X e Giuliano sono ritratti da Raffaello. Anche Ippolito (1511-1535), che da adulto sar\u00e0 Cardinale e uomo d\u2019armi, viene ritratto da Raffaello, da bambino, in un affresco delle Stanze del Vaticano, (l&#8217;Incoronazione di Carlo Magno),\u00a0 e pi\u00f9 tardi, da uomo, in un ritratto ad olio su tela, anche da Tiziano Vecellio. Morir\u00e0, a soli 24 anni, avvelenato dal proprio siniscalco, Giovanni Andrea de\u2019 Franceschi di Borgo San Sepolcro. Questi fu processato, ammise il veneficio ma, ciononostante, fu liberato, forse perch\u00e9 aveva confessato che i mandanti erano Papa Paolo III e il Duca di Firenze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019anno 1492, muore, a Firenze, Lorenzo il Magnifico. 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