{"id":3544,"date":"2019-07-24T08:32:40","date_gmt":"2019-07-24T06:32:40","guid":{"rendered":"http:\/\/millemotti.mooo.com\/?p=3544"},"modified":"2019-07-28T09:42:16","modified_gmt":"2019-07-28T07:42:16","slug":"numero1455","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=3544","title":{"rendered":"Numero1455   (dal Numero1465 al Numero1455: la serie completa)."},"content":{"rendered":"<p><em>Ci sono due modi per cadere in un tranello:<\/em><\/p>\n<p><em>uno sta nel credere in ci\u00f2 che non \u00e8 vero,<\/em><\/p>\n<p><em>l&#8217;altro \u00e8 rifiutarsi di credere in ci\u00f2 che \u00e8 vero.<\/em><\/p>\n<p>Soeren Kirkegaard\u00a0 \u00a0(1813-1855)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"textCenter\">\n<h1 style=\"padding-top: 1.5em;\" align=\"center\">Il mistero Pelizza-Majorana<br \/>\nsvelato al mondo accademico<br \/>\nin un congresso scientifico<br \/>\ninternazionale in California<\/h1>\n<p class=\"sommario\">Gli studiosi Franco Alessandrini, ingegnere e docente universitario,<br \/>\ne Roberta Rio, storica austriaca, hanno partecipato<br \/>\nal convegno \u201cScienza e Coscienza\u201d dal 5 al 10 Giugno 2017<br \/>\na San Diego, con la relazione \u201cLa Fisica del Terzo Millennio,<br \/>\nIl ponte tra la scienza e l\u2019Oltre\u201d. Rivelati i segreti della macchina<br \/>\n\u201cche annichilisce la materia, produce energia, trasmuta i metalli<br \/>\ne trasferisce cose e esseri viventi in altre dimensioni\u201d<\/p>\n<p class=\"author\">di\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rinodistefano.com\/\">Rino Di Stefano<\/a><\/p>\n<p><iframe src=\"https:\/\/www.facebook.com\/plugins\/like.php?href=http:\/\/www.rinodistefano.com\/it\/articoli\/mistero-pelizza-majorana-mondo.php&amp;width=195&amp;layout=button_count&amp;action=like&amp;show_faces=true&amp;share=true&amp;height=21\" frameborder=\"0\" scrolling=\"no\" data-mce-fragment=\"1\"><\/iframe><\/p>\n<\/div>\n<p>(<a href=\"http:\/\/www.rinodistefano.com\/\"><em>RinoDiStefano.com<\/em><\/a>, Sabato 1 Luglio 2017)<\/p>\n<p>Il\u00a0 \u00a0mondo accademico internazionale comincia a porsi domande sull\u2019incredibile storia di Rolando Pelizza circa la vita e le scoperte scientifiche di Ettore Majorana, dopo la sua scomparsa nel 1938. A esporre pubblicamente quella che \u00e8 stata definita la\u00a0<a href=\"http:\/\/thirdmillenniumphysics.world\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Fisica del Terzo Millennio<\/a>, sono stati Francesco Alessandrini, ingegnere civile e docente di materie geotecniche presso l\u2019Universit\u00e0 di Udine, e Roberta Rio, storica austriaca di origini italiane, specializzata in Paleografia, Archivistica e Diplomatica, nonch\u00e9 membro dell\u2019Associazione degli Storici della Germania. La presentazione pubblica della storia Pelizza-Majorana \u00e8 avvenuta durante il convegno mondiale \u201c<a href=\"http:\/\/www.consciousness.arizona.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">The science of consciousness<\/a>\u201d (La scienza della coscienza), svoltosi a San Diego, in California, dal 5 al 10 giugno 2017. La relazione \u201cThird Millennium Physics \u2013 The bridge between science and the Beyond\u201d (La Fisica del terzo Millennio \u2013 Il ponte tra la scienza e l\u2019Oltre) \u00e8 stata presentata nel pomeriggio di gioved\u00ec 7 giugno nell\u2019ambito della sessione C15 \u201cConsciousness and Models of Reality\u201d (Coscienza e Modelli della Realt\u00e0) direttamente dall\u2019ingegner Alessandrini. In contemporanea con questo evento, in Italia e nel mondo usciva in autopubblicazione (Ilmiolibro self publishing) un volume in due versioni: \u201cLa macchina \u2013 Il ponte tra la scienza e l\u2019Oltre\u201d nell\u2019edizione italiana, e \u201cThe Machine \u2013 The bridge between science and the Beyond\u201d, nell\u2019edizione inglese, sempre degli autori Roberta Rio e Francesco Alessandrini.<br \/>\nMa cosa c\u2019\u00e8 di tanto inusuale nella presentazione della relazione al convegno scientifico mondiale di San Diego e nella pubblicazione di quel volume? La risposta \u00e8 semplice: per la prima volta due studiosi accademici italiani hanno parlato in un contesto internazionale della storia di Rolando Pelizza e della famosa macchina, attribuita a Ettore Majorana, in grado di annichilire la materia trasformandola in energia pura, e non solo. Tra l\u2019altro, questa relazione,\u00a0sempre in inglese, \u00e8 stata pubblicata sul sito scientifico mondiale\u00a0<a href=\"https:\/\/www.academia.edu\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">ACADEMIA.EDU<\/a>, che conta 53.084.680 accademici iscritti in tutto il mondo. Basterebbe questo numero per rendersi conto di quale sia stata la divulgazione della notizia a livello internazionale. L\u2019evento, inoltre, \u00e8 rilevante anche perch\u00e9 in Italia, nonostante la documentazione, le foto, le perizie e le prove inerenti l\u2019esistenza e l\u2019operativit\u00e0 della famosa macchina, la scienza ufficiale ignora volutamente la storia di Rolando Pelizza e non prende in alcuna considerazione l\u2019ipotesi che, effettivamente, Ettore Majorana potrebbe davvero essersi nascosto in un convento di clausura quel 27 marzo del lontano 1938, appena sbarcato nel porto di Napoli dal traghetto Tirrenia proveniente da Palermo. Cos\u00ec come, vent\u2019anni dopo, nel 1958, potrebbe aver conosciuto casualmente un giovane bresciano, rispondente al nome di Rolando Pelizza, e potrebbe averlo fatto diventare il suo discepolo insegnandogli le nozioni di una nuova e rivoluzionaria fisica. Quella stessa fisica che negli anni Settanta sarebbe poi diventata una macchina in grado di compiere operazioni che, alla luce di quanto sappiamo fino ad oggi, non pu\u00f2 che apparire assolutamente fantascientifica. Il condizionale \u00e8 d\u2019obbligo, ovviamente, non essendoci alcun atto ufficiale o giudiziario che certifichi tale presunta realt\u00e0. Ma \u00e8 pur vero che esiste una tale valanga di prove e indizi da far nascere il ragionevole dubbio che, se questa storia non \u00e8 stata ancora ufficialmente indagata, forse \u00e8 perch\u00e9 qualcuno non vuole che si conosca. Ma limitiamoci a prendere atto di quanto \u00e8 accaduto e vediamo che cosa c\u2019\u00e8 scritto nella relazione presentata a San Diego. Con una premessa: quel documento altro non \u00e8 che la sintesi di quanto c\u2019\u00e8 scritto nel libro del duo Rio-Alessandrini. Il volume, in pratica, costituisce un ulteriore approfondimento del messaggio che i due autori hanno voluto lanciare al mondo, cogliendo l\u2019occasione del convegno scientifico californiano.<br \/>\nGi\u00e0 dal titolo, La Fisica del Terzo Millennio, si capisce che la relazione presenta un contenuto alternativo rispetto alla realt\u00e0 attuale. E la premessa non \u00e8 sbagliata, visto che fin dalla sinossi, viene spiegato che\u00a0<em>\u201cLa mente illuminata di Ettore Majorana, dal silenzio di un convento in cui si \u00e8 volontariamente rinchiuso per decenni, ha prodotto una nuova matematica e una nuova fisica che alimentano un salto epocale nella conoscenza umana.<br \/>\nQui si richiamano la sua teoria e alcuni aspetti salienti della costruzione di una macchina, realizzata da Rolando Pelizza, che ha dimostrato quanto esatte e reali fossero le ipotesi di Ettore.<br \/>\nIl mondo ha ora nuove grandiose possibilit\u00e0: pu\u00f2 annichilire la materia, pu\u00f2 produrre energia infinita a costo zero, pu\u00f2 trasmutare la materia e pu\u00f2 spostarsi in altre dimensioni.<br \/>\nMa questa conoscenza, da noi definita la Fisica del Terzo Millennio, non sar\u00e0 subito disponibile all\u2019umanit\u00e0 \u2026 \u00e8 prima necessario un percorso di graduale presa di coscienza e di cambiamento degli atteggiamenti umani.\u201d<\/em>.<br \/>\nE\u2019 cos\u00ec, con questa presentazione che sposa in pieno la storia di Rolando Pelizza e il suo racconto su Ettore Majorana, che Rio e Alessandrini preparano il lettore a quanto di sconvolgente stanno per dire.<br \/>\nSecondo i due autori, la grande innovazione portata dalla scienza di Majorana consiste nell\u2019interpretazione delle leggi della materia attraverso un nuovo modo di concepirle.\u00a0<em>\u201cMa, soprattutto, \u00e8 una fisica che \u2018fa pace\u2019 tra Scienza e Spiritualit\u00e0, riuscendo a colmare quell\u2019enorme iato che l\u2019uomo moderno, piuttosto scioccamente, ha aperto fra i due principali modi di percepire la realt\u00e0. La Scienza ha finalmente accesso alla comprensione di ci\u00f2 che sta Oltre quel che \u00e8 avvezza a considerare come mondo fisico, per penetrare un ambito dove \u00e8 posizionato il vero \u2018centro decisionale e organizzatore\u2019 della vita nella Materia\u201d<\/em>.<br \/>\nQuesto posto, aggiungono gli autori, avrebbe poco a che fare con la dimensione fisica alla quale siamo abituati, in quanto sarebbe sempre stato nascosto al nostro mondo puramente razionale. Ma che cosa avrebbe scoperto, di preciso, Majorana?\u00a0<em>\u201cUna conoscenza grandiosa e nel contempo infinitamente semplice<\/em>\u00a0\u2013 risponde Pelizza \u2013\u00a0<em>Oggi stiamo spendendo somme enormi di denaro negli acceleratori di particelle e nelle ricerche sulla fusione nucleare, tutti tentativi che cercano di violentare l\u2019atomo per estrargli in modo estremamente forzato la grande energia che gli \u00e8 stata racchiusa dentro\u201d<\/em>.<br \/>\nA quanto pare, invece, la fisica di Majorana seguirebbe il cammino della comprensione e della non violenza, per dirla alla maniera di Gandhi.\u00a0<em>\u201cEttore \u00e8 entrato in contatto con \u2018l\u2019intimit\u00e0\u2019 della Materia<\/em>\u00a0\u2013 si legge nel documento \u2013\u00a0<em>e a questo livello di \u2018rapporto\u2019, la Materia, se adeguatamente e pacatamente assecondata, \u00e8 in grado di dare tutta s\u00e9 stessa\u201d<\/em>.<br \/>\nEntrando nel dettaglio scientifico, Rio e Alessandrini illustrano ci\u00f2 che, anche allo stato attuale delle cose, si conosce circa il pensiero del grande scienziato scomparso.\u00a0<em>\u201cLe conoscenze principali di Ettore<\/em>\u00a0\u2013 viene spiegato \u2013\u00a0<em>sono riconducibili alla \u2018Teoria Generale degli Esponenti\u2019 in cui si percepisce che \u2018tutte le leggi della natura sono simmetriche rispetto ai due versi del tempo e che tutti i fenomeni dell\u2019universo sono costituiti da onde sferiche le quali, per detta simmetria, possono essere non solo divergenti \u2013 fenomeni &#8216;entropici\u2019 \u2013 come quelle comunemente osservate, ma anche \u2018convergenti\u2019 \u2013 fenomeni \u2018sintropici\u2019. In pratica si riconosce che il mondo non funziona solamente in maniera entropica, ovvero solo con un accrescimento del disordine come asserito dal secondo principio della termodinamica, ma anche in maniera sintropica, ovvero con un accrescimento dell\u2019ordine. La sintropia viene introdotta non come ipotesi arbitraria, ma come conseguenza logica necessaria alla struttura quantistica (meccanica quantistica) e relativistica (relativit\u00e0 Einsteiniana) dell\u2019universo. A valle di questo, casualit\u00e0 e finalit\u00e0 vengono portate sullo stesso piano logico, \u2018come sono due le soluzioni di un\u2019equazione di secondo grado\u2019 \u201d<\/em>.<br \/>\nTutto questo, secondo l\u2019esposizione di Rio e Alessandrini, porterebbe ad un nuovo modo, completamente diverso rispetto a quello attuale, di vedere la scienza e la realt\u00e0.\u00a0<em>\u201cEttore<\/em>\u00a0\u2013 sostengono \u2013\u00a0<em>perviene alla formulazione di una teoria unitaria dove vengono riuniti i fenomeni fisici e biologici, introducendo nella scienza esatta il finalismo. Nella teoria assume un particolare rilievo un diverso approccio matematico rispetto a quelli classici. Si comprende che l\u2019ordine matematico naturale non \u00e8 quello sostenuto dalla base decimale elaborata dall\u2019uomo, ma sottost\u00e0 ad altre basi, come per esempio, in alcuni casi, a quella del funzionamento atomico a base otto<\/em>\u00a0(sistema numerico ottale)\u201d.<br \/>\nSenza voler andare troppo nello specifico, la relazione racconta che, sempre secondo il presunto pensiero di Majorana, subito dopo la creazione dell\u2019universo ci fossero undici dimensioni e nel momento del Big Bang sette dimensioni spaziali si sarebbero \u201carrotolate\u201d, lasciandone \u201cestese ed esplicite\u201d le quattro che conosciamo: tre spaziali e una temporale. Tuttavia,\u00a0<em>\u201cle sette dimensioni nascoste hanno un\u2019influenza assolutamente fondamentale sul funzionamento delle altre quattro distese. Se non si considerano e conoscono queste dimensioni nascoste, il funzionamento delle altre 4 diventa solo parzialmente e impropriamente conoscibile\u201d<\/em>.<br \/>\nInsomma, Majorana sarebbe riuscito a comprendere, per via matematica, la presenza di questa realt\u00e0 occultata alla nostra vista. Messa in altri termini:\u00a0<em>\u201cLa teoria di Ettore studia un sottoinsieme del Creato ed \u00e8 in grado di portare una conoscenza \u2018scientifica\u2019 completa su ci\u00f2 che presenta una qualche \u2018dimensione\u2019, ovvero ci\u00f2 che indichiamo come Materia + Oltre Materia (11 dimensioni)\u201d<\/em>.<br \/>\nLa conclusione dialettica \u00e8 che\u00a0<em>\u201cTutta questa conoscenza \u00e8 stata raggiunta, dunque, perch\u00e9 alla base del nostro Creato c\u2019\u00e8 una struttura geometrica e, dunque, matematica!\u201d<\/em>.<br \/>\nIl fatto eclatante \u00e8 che questa \u201cteoria fantastica\u201d assume incredibili connotazioni reali quando diventa \u201cteoria convalidata dalla sperimentazione\u201d, grazie alla famosa macchina che Rolando Pelizza avrebbe costruito sotto la guida dello stesso Majorana.<br \/>\nUna piccola parentesi prima di continuare nell\u2019esposizione della relazione scientifica che ormai ha fatto il giro del mondo: che la macchina di cui si parla sia stata un fatto reale e concreto tra gli anni Settanta e Ottanta, non c\u2019\u00e8 dubbio alcuno. Cos\u00ec come \u00e8 altrettanto certo che nella storia di questa apparecchiatura siano stati coinvolti, a pi\u00f9 riprese, i governi italiano, americano e belga. Esiste una tale documentazione a questo riguardo da non lasciare incertezze di sorta su come si svolsero effettivamente i fatti in quell\u2019epoca. Il problema riguarda il presente: nessuno, infatti, ha la pi\u00f9 pallida idea se quella macchina esista ancora, eventualmente dove sia nascosta e, nel caso, quali sarebbero gli eventuali interessi che girerebbero attorno ad essa. Detto questo, vediamo come funzionerebbe l\u2019incredibile macchina, anche perch\u00e9 questa \u00e8 la prima volta che una spiegazione completa viene proposta al mondo accademico e al grande pubblico. Cominciamo col dire che la macchina sarebbe in grado di operare su sei fasi diverse, ma fino ad oggi ne sarebbero state completate solo le prime quattro. La prima prevede l\u2019eliminazione controllata della materia:\u00a0<em>\u201cLa macchina di Rolando riesce a liberare in forma organizzata dell\u2019antimateria. Essa \u2018proietta\u2019 atomi uguali e contrari a quelli della materia in esame, \u2018cancellandola\u2019 ovvero annichilendola. Rolando riesce a provocare un\u2019annichilazione selettiva, e cio\u00e8 pu\u00f2 decidere quale materiale annullare, anche selezionandolo tra diversi adiacenti o sovrapposti. Inoltre le antiparticelle si possono mescolare, in modo da annichilire oggetti costituiti da materiali diversi\u201d<\/em>.<br \/>\nConsiderando che chi volesse pu\u00f2 trovare nel mio sito i link per vedere i video della macchina in funzione nel 1976, non ci vuole molta immaginazione per comprendere che un simile meccanismo, se fosse utilizzato per fini bellici, potrebbe essere definito l\u2019arma perfetta.<br \/>\nVediamo adesso la seconda fase, cio\u00e8 la produzione di energia.\u00a0<em>\u201cLa macchina di Rolando<\/em>\u00a0\u2013 \u00e8 spiegato \u2013\u00a0<em>in questa fase viene predisposta per rallentare lo spin delle particelle costituenti il materiale in esame. Tale rallentamento induce nella materia una sorta di attrito \u2018interno\u2019, un po\u2019 come succede quando il freno rallenta la ruota della vostra bicicletta, il cui effetto evidente \u00e8 un riscaldamento. Calibrando bene il rallentamento si pu\u00f2 portare la materia trattata a una temperatura inferiore a quella che la farebbe sciogliere, diciamo dell\u2019ordine del 40% di quella di fusione o di ebollizione. Questo in modo da stare sufficientemente lontani dalla fusione stessa che corrisponde, di fatto, alla sparizione della materia.<br \/>\nLa particolarit\u00e0 \u00e8 che si pu\u00f2 cos\u00ec disporre di un corpo caldo, sempre alla stessa temperatura \u2013 le oscillazioni misurate sono minime \u2013 che non si riscalda ulteriormente, anche se il calore non viene assorbito dall\u2019esterno.<br \/>\nSe il calore, viceversa, viene assorbito \u2013 per esempio con un sistema di circolazione d\u2019acqua attorno al materiale riscaldato \u2013, il corpo continua a rimanere alla stessa temperatura mentre si ha a disposizione dell\u2019acqua calda a qualche centinaio di gradi per produrre energia. Ve la immaginate un\u2019energia infinita, senza consumo di materia prima, a un costo praticamente zero!?\u201d<\/em>.<br \/>\nCi pensate a quanti potrebbero essere interessati a utilizzare questa fase? Ma siamo ancora lontani dal restare a bocca aperta per la sorpresa. Passiamo alla terza fase: la trasmutazione. In altre parole, trasformare un materiale in un altro, cambiandone il numero degli elettroni. Rio e Alessandrini sono molto chiari nella descrizione:\u00a0<em>\u201cIn questa fase, giunta a un livello di completa messa a punto gi\u00e0 nel 1992, si pu\u00f2 prendere un volume di materia, diciamo un blocco di polistirolo e trasformarlo in un blocco di oro, conservandone volume e forma. Qui lasciamo a voi immaginare cosa potrebbe rendere possibile questa fase; vi assicuriamo solo che questa possibilit\u00e0 pu\u00f2 portare alla soluzione di molti dei problemi in cui il mondo si sta dibattendo attualmente. Siccome sappiamo che quello che stiamo dicendo potrebbe suscitare una certa perplessit\u00e0, vi mostriamo nella figura 3 una sequenza di fotogrammi, ripresi da una telecamera, in cui si vede la trasmutazione di un blocco di gommapiuma in oro. Tutta la sequenza della trasmutazione che vi mostriamo si sviluppa in 25 centesimi di secondo\u201d<\/em>.<br \/>\nIn questo caso \u00e8 necessaria una spiegazione supplementare. I fotogrammi di cui parlano i due autori fanno parte di un filmato dell\u2019ottobre 1992 quando Rolando Pelizza, che si trovava in un garage nei pressi di Barcellona, fece una ripresa televisiva di se stesso mentre trasformava in oro decine di cubi di gommapiuma. Il filmato dura 103 minuti, comprende due giorni di riprese, e mostra l\u2019intraprendente bresciano con la sua riserva personale d\u2019oro: 125 cubi del peso di circa 65 chili l\u2019uno. E cio\u00e8 8 tonnellate e 125 chili di oro al 100%, una percentuale inesistente in natura. Tanto per avere un ordine di grandezza, nel 2007 l\u2019oro valeva circa 18,35 euro al grammo. Quindi parliamo di quasi 150 milioni di euro dell\u2019epoca. Oggi, invece, l\u2019oro viene valutato circa 35,45 euro al grammo, quindi pi\u00f9 o meno 288 milioni di euro. Pelizza avrebbe potuto essere l\u2019uomo pi\u00f9 ricco del mondo, con l\u2019andazzo di quella produzione. Ma c\u2019\u00e8 un per\u00f2: a quanto racconta egli stesso, pare che si fosse messo d\u2019accordo con\u00a0non meglio precisati \u201camericani\u201d per cedere quel tesoro, a un \u201cprezzo di favore\u201d: il 50% del valore effettivo. La consegna dei cubi avvenne alla fine del giugno 2007, alla presenza di un magistrato donna spagnolo, e venne redatto un verbale. Tutto regolare, quindi, ma quei soldi non vennero mai versati.<br \/>\nMa non \u00e8 finita qui. Quel video, da allora, \u00e8 finito in diverse mani. Si sa per certo che copie del filmato sono finite in Svizzera e in Russia. E chiss\u00e0 in quante altre parti del mondo. Insomma, sono in tanti ormai a sapere che cosa quella macchina sia in grado di fare.<br \/>\nAdesso una copia \u00e8 anche in mano di Roberto Giacobbo, il noto conduttore di\u00a0<a href=\"http:\/\/voyager.rai.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Voyager<\/a>\u00a0su\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rai.it\/rai2\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">RAI2<\/a>. Nell\u2019intervista a Pelizza mandata in onda il primo agosto 2016, ha mostrato molto velocemente il fotogramma finale della trasmutazione in oro di un cubo di gommapiuma. Pare che a breve ci sar\u00e0 un altro programma con una nuova intervista a Pelizza.<br \/>\nOra veniamo alla parte pi\u00f9 sconvolgente, e cio\u00e8 alla quarta fase: il trasferimento dimensionale.\u00a0<em>\u201cCon la macchina<\/em>\u00a0\u2013 infatti \u2013\u00a0<em>\u00e8 possibile trasferire persone e oggetti in altre dimensioni, nel tempo e nello spazio, e eventualmente ritornare al punto di partenza originale. Ci\u00f2 significa, ad esempio, far scomparire qualcosa dal mondo fisico e portarlo in una dimensione invisibile. Ma significa anche ringiovanire un corpo di dieci, venticinque, trenta o settant&#8217;anni, mantenendo intatti l&#8217;intero pacchetto di conoscenze e ricordi: in breve, una volta invecchiati, potremmo far tornare i nostri corpi giovanili, mantenendo tutti i ricordi delle nostre esperienze cos\u00ec come la conoscenza di un&#8217;intera vita\u201d<\/em>.<br \/>\nSpiegata con parole semplici, ci\u00f2 significa che una persona molto anziana potrebbe tornare agli anni della giovent\u00f9, mantenendo l\u2019aspetto e lo stato fisico totale del giovanotto di una volta. A questo proposito, leggete quanto c\u2019\u00e8 scritto nel libro di Rio e Alessandrini a pagina 91:\u00a0<em>\u201cNel monastero dove si trovava Ettore, venne eseguito un primo esperimento conclusivo. Si trattava di ringiovanire un cagnolino, ormai anziano e morente, molto caro ai frati del convento. Essi gli avevano insegnato nel corso della vita a saltare attraverso i cerchi, cosa assolutamente non innata nell\u2019animale. Usando la macchina, lo riportarono all\u2019et\u00e0 di circa un anno. La cosa eccezionale \u00e8 che, subito dopo l\u2019esperimento, il cagnolino si mise a saltare attraverso i cerchi. Questo fatto fece luce su uno dei dubbi ancora aperti che avevano, ovvero sul fatto se, nel ringiovanimento del corpo\u00a0fisico, si sarebbe conservata o meno la memoria e la personalit\u00e0 che l\u2019essere aveva prima dell\u2019esperimento. Il fatto di vedere saltare gioiosamente attraverso i cerchi fu la prova che li convinse che tutto era pronto e che si poteva fare il passo successivo. Rolando ricorda con gioia il momento in cui, dopo l\u2019esperimento, lui ed Ettore si misero a giocare con l\u2019animale giovane e vivace. Ma ricorda anche l\u2019efficacia della strumentazione spionistica americana: qualche tempo dopo, infatti, gli venne fatta vedere una foto satellitare in cui si vedevano, in maniera nitida, Ettore e Rolando giocare con il cagnolino ringiovanito\u201d<\/em>.<br \/>\nA questo punto \u00e8 ovvio domandarsi se l\u2019anziano Majorana abbia o meno usufruito della sua macchina per ringiovanirsi. Pelizza non si pronuncia a questo riguardo e, comunque, almeno per il momento, non \u00e8 disponibile alcuna documentazione in merito.<br \/>\nConcludendo la loro relazione per il pubblico mondiale, Rio e Alessandrini ammettono quanto sia difficile credere in tutto quello che hanno esposto.\u00a0<em>\u201cSiamo consapevoli che la storia che vi raccontiamo possa suscitare in voi un certo scetticismo: \u00e8 la naturale, potremmo dire biologica, reazione provocata dalla nostra mente razionale, che non pu\u00f2 accettare l\u2019esistenza di qualcosa che vada oltre l\u2019ordine costituito<\/em>\u00a0\u2013 dicono \u2013\u00a0<em>Anche noi all\u2019inizio eravamo decisamente scettici ma poi, gradualmente, l\u2019evidenza dei fatti ci ha costretti ad ammettere che tutto quello che vi abbiamo raccontato \u00e8 vero e realmente sperimentato. Siamo di fronte a un \u2018colossale\u2019 avanzamento delle conoscenze, un vero salto quantico, come si dice oggi, senza ben sapere cosa voglia dire \u2018quantico\u2019. Questa grandiosa scoperta ha per\u00f2 un altrettanto grande limite, come tutta la conoscenza discesa in ambito umano: essa pu\u00f2 essere usata per il bene dell\u2019umanit\u00e0 o per il suo male. Siamo di fronte a qualcosa che pu\u00f2 salvare un pianeta ormai sull\u2019orlo del collasso o, viceversa, distruggerlo in poche \u2018mosse\u2019. Dipende dall\u2019uso che ne facciamo. Ettore e Rolando si sono sempre strenuamente opposti a un uso nefasto della macchina, rendendo la propria vita certamente non semplice e in aperto contrasto con chi voleva farne un\u2019arma. Ci auguriamo che essa diventi di pubblico utilizzo al pi\u00f9 presto, operata esclusivamente da persone dedite solo al bene del mondo\u201d<\/em>.<br \/>\nE Pelizza? Oggi l\u2019anziano bresciano, ormai sulla strada dell\u2019ottantesimo compleanno, \u00e8 un uomo solo e senza mezzi, che sopravvive grazie all\u2019aiuto di alcuni amici. Non ha pi\u00f9 la macchina e non pu\u00f2 continuare i suoi amati esperimenti, ma continua a bussare alle porte dei suoi debitori per riscuotere quanto gli \u00e8 dovuto per quei 125 cubi d\u2019oro. Gli avrebbero fatto molte promesse dal 2007, ma continua a ripetere di non aver mai ricevuto un solo euro. L\u2019unica soddisfazione \u00e8 che la sua singolarissima storia ha suscitato l\u2019interesse di due grandi universit\u00e0 italiane che adesso sono in qualche modo coinvolte nello studio della misteriosa tecnologia. Non \u00e8 molto, ma \u00e8 pur sempre un buon inizio per fornire una spiegazione scientifica e razionale ad uno dei pi\u00f9 grandi enigmi del Novecento.<br \/>\nIntanto, avvilito per tutte le inesattezze che sono state dette su di lui, alla fine Pelizza ha deciso di uscire allo scoperto inserendo la sua verit\u00e0 (foto, documenti, filmati e perizie) in un sito web dove racconta le esperienze di una vita (<a href=\"https:\/\/www.majorana-pelizza.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Majorana-Pelizza.it<\/a>). Molti di questi contenuti sono assolutamente inediti, per esempio il filmato dove si vedono Pelizza e Majorana passeggiare nel parco. Oppure vari esperimenti effettuati con la macchina. Le lettere sono state periziate dalla dottoressa\u00a0<a href=\"http:\/\/www.grafologiapavia.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Chantal Sala<\/a>, grafologa specializzata in ambito forense; immagini e filmati sono stati periziati dall\u2019ingegner\u00a0<a href=\"http:\/\/www.michelevitiello.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Michele Vitiello<\/a>, titolare dello Studio Ingegneria Informatica Forense. Forse la cosa che colpisce di pi\u00f9 \u00e8 il titolo d\u2019apertura di questo materiale:\u00a0<em>\u201cCon grande amarezza pubblichiamo il contenuto di questo sito\u201d<\/em>. Infatti, Pelizza spiega che, nonostante tutti i suoi sforzi per far conoscere la nuova tecnologia e donarla allo Stato italiano per il benessere della nazione e del mondo, non c\u2019\u00e8 riuscito a causa degli intricatissimi giochi di potere in cui si \u00e8 trovato. Da qui la sua amarezza. Adesso, stanco di combattere, fa conoscere i suoi antichi segreti e si ritira in buon ordine, ammettendo la sconfitta. La verit\u00e0 \u00e8 che non basta voler cambiare il mondo, anche se ce ne sarebbe un gran bisogno. Qualcuno, e non \u00e8 difficile immaginare chi, desidera che tutto resti com\u2019\u00e8, macchina o non macchina. Con buona pace degli eventuali geni che, come Majorana, ogni tanto fanno capolino su questa piccola e tormentata terra.<\/p>\n<p><strong>\u00a9 RIPRODUZIONE RISERVATA \u2013 I siti web, blog, social media, giornali, riviste, trasmissioni televisive o radio, che desiderano servirsi dei contenuti di questo articolo per la diffusione pubblica, DEVONO CITARE IL SITO WEB\u00a0<a href=\"http:\/\/www.rinodistefano.com\/\">RINODISTEFANO.COM<\/a>\u00a0COME FONTE.<\/strong><\/p>\n<table class=\"center miniTable\">\n<tbody>\n<tr>\n<td height=\"130\">\n<p class=\"large1\">Articolo redatto da Francesco Alessandrini e Roberta Rio<br \/>\nper la presentazione a<br \/>\n<em>The Science of Consciousness<\/em>\u00a0(TSC) 2017<br \/>\na San Diego &#8211; CA<br \/>\nGiugno 2017<\/p>\n<p><strong>\u00a9 2017 Francesco Alessandrini e Roberta Rio<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rinodistefano.com\/images\/pdficon_small.gif\" alt=\"PDF Icon\" width=\"17\" height=\"17\" \/><strong><a href=\"https:\/\/www.rinodistefano.com\/docs\/Articolo-la-fisica-del-terzo-millennio.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">VERSIONE ITALIANA<\/a><br \/>\n<\/strong>[PDF \u2013 1,06 MB]<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rinodistefano.com\/images\/pdficon_small.gif\" alt=\"PDF Icon\" width=\"17\" height=\"17\" \/><strong><a href=\"https:\/\/www.rinodistefano.com\/docs\/Third_Millennium_Physics_The_bridge_betw.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">VERSIONE INGLESE<\/a><br \/>\n<\/strong>[PDF \u2013 1,12 MB]<\/p>\n<p><em>Per visualizzare i file PDF, si pu\u00f2 utilizzare\u00a0<a href=\"https:\/\/get.adobe.com\/reader\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Adobe\u00ae Reader\u00ae<\/a><\/em><br \/>\n<a href=\"https:\/\/get.adobe.com\/reader\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.rinodistefano.com\/images\/get_adobe_reader.gif\" alt=\"Get Adobe\u00ae Reader\u00ae\" width=\"112\" height=\"33\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono due modi per cadere in un tranello: uno sta nel credere in ci\u00f2 che non \u00e8 vero, l&#8217;altro \u00e8 rifiutarsi di credere in ci\u00f2 che \u00e8 vero. Soeren Kirkegaard\u00a0 \u00a0(1813-1855) &nbsp; Il mistero Pelizza-Majorana svelato al mondo accademico in un congresso scientifico internazionale in California Gli studiosi Franco Alessandrini, ingegnere e docente universitario, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3,2],"tags":[300,116,48,201],"class_list":["post-3544","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-citazioni","category-italiano","tag-fisica","tag-futuro","tag-scienza","tag-umanita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3544","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3544"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3544\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3654,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3544\/revisions\/3654"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}