{"id":3571,"date":"2019-07-26T09:57:25","date_gmt":"2019-07-26T07:57:25","guid":{"rendered":"http:\/\/millemotti.mooo.com\/?p=3571"},"modified":"2019-07-28T09:48:18","modified_gmt":"2019-07-28T07:48:18","slug":"numero1462","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=3571","title":{"rendered":"Numero1462   (dal Numero1465 al Numero1455. la serie completa)."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<header class=\"entry-header\">\n<h1 class=\"entry-title\">LA MACCHINA<\/h1>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p><strong>La \u201c<em>Macchina<\/em>\u201d: le origini nella sintesi dell\u2019unica realt\u00e0 storica.<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019anno 1972, dopo tanto lavoro personale e notevolissimo impegno finanziario (ben 228 prototipi di macchine andarono distrutte nelle numerose prove), Rolando Pelizza ebbe finalmente la conferma del funzionamento della sua \u201c<em>macchina<\/em>\u201d, che aveva realizzato applicando concretamente quei principi di fisica elaborati da Ettore Majorana, il quale ne aveva costantemente supervisionato gli sviluppi.<\/p>\n<p>Il primo esperimento pratico al di fuori del suo laboratorio venne eseguito da Rolando in gran segreto ed in piena solitudine, in montagna, dove nel raggio di molti chilometri non era presente alcun essere umano, ed il fascio che usc\u00ec dalla\u00a0<em>macchina<\/em>, nel punto dove era stato diretto, provoc\u00f2 una fiammata di notevole intensit\u00e0 ed un grande foro nella roccia: dopo qualche secondo, tutto era gradatamente tornato alla normalit\u00e0, ma l\u2019impressione e lo sgomento furono fortissimi, tanto che Egli si rese conto che la\u00a0<em>macchina<\/em>\u00a0necessitava ancora di laboriosi interventi di regolazione e messa a punto.<\/p>\n<p>Successivamente, in occasione di una singolare ed assurda vicenda anche giudiziaria nella quale era stato incolpevolmente coinvolto, dalla quale usc\u00ec comunque indenne, Rolando ebbe la percezione che qualcuno avesse scoperto il risultato del suo primo esperimento segreto, e quindi di essere stato controllato e poi \u201cincastrato\u201d.<\/p>\n<p>Nel 1976, il funzionamento della\u00a0<em>macchina\u00a0<\/em>per la prima fase era ormai a punto, Rolando decide di riunire le persone che riteneva a Lui pi\u00f9 vicine: Pietro Panetta, Antonio Taini, Mario Calvi e Massimo Pugliese, con l\u2019intento di renderli partecipi alla sua scoperta e segnalare le sue sensazioni in merito a quanto a lui accaduto.<\/p>\n<p>Comunica loro l\u2019esistenza della sua\u00a0<em>macchina<\/em>\u00a0e cosa in quel momento era in grado di fare, precisando tuttavia che non era disposto ad alcun accordo per il suo sfruttamento, fino al momento in cui fosse riuscito ad evolvere i poteri della\u00a0<em>macchina<\/em>\u00a0da distruttivi alla sola generazione di energia. In altre parole, essa non doveva essere utilizzata come arma. Imponeva quindi ai partecipanti di impegnarsi a questo fine, ed a non prendere nessuna iniziativa, senza aver preventivamente concordato una strategia operativa.<\/p>\n<p>La riunione fu sciolta con stupore innanzitutto, unito ad una entusiastica soddisfazione, ma comunque con l\u2019impegno di tutti alla massima riservatezza.<\/p>\n<p>Tutti rispettarono l\u2019impegno assunto, ad eccezione di Massimo Pugliese, il quale, si venne a sapere poi solo molto tempo dopo, era segretamente assegnato ai Servizi Segreti Italiani, all\u2019epoca comandati dal gen. Santovito ed asserviti a quelli americani. Tale divieto per lui equivalse a dire: \u201c<em>parti come un missile e vai all\u2019Ambasciata Americana<\/em>\u201d. La conferma dell\u2019operato di Pugliese viene dimostrata dai documenti segreti che provano il coinvolgimento degli USA in questa vicenda, ormai diffusi dal \u00a0sito\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wikileaks.org\/\">WikiLeaks<\/a>\u00a0di Julian Assange, laddove si rinvengono tre documenti con oggetto \u201cPossibile generatore ad alta energia\u201d (<a href=\"https:\/\/www.majorana-pelizza.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/WikiLeaks.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Vedi allegati<\/a>).<\/p>\n<p>Subito dopo Rolando Pelizza, ignaro della duplice veste di spia dell\u2019amico Pugliese, si faceva convincere a fornire la prova delle capacit\u00e0 della\u00a0<em>macchina<\/em>, tanto che venivano concordati ed eseguiti i seguenti esperimenti:<\/p>\n<ol>\n<li>Il 16 giugno 1976 viene tele tramesso sul canale CH, dal monte Baremone, un esperimento su di una lastra di ferro di oltre un centimetro di spessore, di circa 90 Kg, il cui effetto \u00e8 stato quello di produrre un foro delle dimensioni di pi\u00f9 di 10 cm. La trasmissione fu vista a distanza a Brescia da due postazioni: in una erano presenti Antonio Taini, Mario Calvi e l\u2019allora Sindaco di Brescia Guido Boni; nell\u2019altra Piero Panetta, Massimo Pugliese e il collega d\u2019arma Guido Giuliani. Non sono state eseguite registrazioni audio e neppure video.<\/li>\n<li>Il 18 agosto 1976 viene eseguito un secondo esperimento \u2013 vedi allegato (<a href=\"https:\/\/www.majorana-pelizza.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/film_01_01h264.mp4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Film_01_01h264.mp4<\/a>), che finisce nelle mani di John Louis Manniello, consulente per gli affari scientifici e tecnologici dell\u2019ambasciata Usa a Roma. I dettagli sono documentati sul sito\u00a0<a href=\"http:\/\/www.wikileaks.org\/\">WikiLeaks<\/a>\u00a0(<a href=\"https:\/\/www.majorana-pelizza.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/WikiLeaks.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Vedi i documenti<\/a>).<\/li>\n<li>Il 26 novembre 1976 si eseguono le prove indicate dal Prof. Ezio Clementel, allora Presidente del CNEN vedi allegato (<a href=\"https:\/\/www.majorana-pelizza.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/film_02_01h264.mp4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Film_02_01h264.mp4<\/a>). Quanto al loro esito vedi (<a href=\"https:\/\/www.majorana-pelizza.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Esito-Clementel.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Esito-Clementel<\/a>).<\/li>\n<\/ol>\n<p>Infatti, tra agosto e novembre, Pugliese cerca in tutti i modi di rientrare in scena dopo gli insuccessi con gli americani. Si fa accreditare dall\u2019On. Flaminio Piccoli che lo indirizza al Presidente del CNEN (Comitato Nazionale per l&#8217;Energia) Ezio Clementel. A dare manforte viene interessato anche l\u2019Onorevole Loris Fortuna. Inizia cos\u00ec l\u2019interessamento del Governo Italiano, Tramite il Ministro Plenipotenziario Antonio Mancini incaricato di seguire gli sviluppi.<\/p>\n<p>Contestualmente, propone ad un imprenditore sardo, Giuseppe Piras, di investire in questa ricerca prospettandogli che con qualche centinaio di milioni (di vecchie lire) avrebbe acquisito una partecipazione che gli avrebbe fruttato svariati miliardi (sempre di vecchie lire): Piras, per poter finanziare l\u2019operazione, ricorre a suoi conoscenti in Belgio.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 un\u2019estrema e quindi frammentaria sintesi dei fatti fino al 1976, ormai inutili ai nostri attuali fini, ma utile per comprendere il susseguirsi della vicenda fino ai giorni nostri. Per coloro che volessero approfondire possono consultare il libro \u201c<a href=\"https:\/\/www.majorana-pelizza.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/Il-Dito-di-Dio.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Il Dito di Dio<\/em><\/a>\u201d di Alfredo Ravelli.<\/p>\n<p>Il successivo e quarto esperimento, documentato e filmato alla presenza di un Notaio, si tenne il 29\/30 aprile 1977, nel laboratorio di Rolando in Chiari, e consisteva nel riscaldare una lastrina di rame e portare ad ebollizione l\u2019acqua contenuta in un vaso. Il 29 aprile, in tarda serata, il notaio Leroy, Pelizza e Panetta, mostravano la macchina alimentata da una batteria ed i materiali che si sarebbero utilizzati (vedi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.majorana-pelizza.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/film_03_01h264.mp4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Film_03_01h264.mp4<\/a>\u00a0a un minuto e 35). Il giorno successivo, la prova vera e propria avvenne in presenza di Roger Goeders, delegato in sostituzione del notaio Leroy, Giuseppe Piras, Pierluigi Bossoni, Pietro Panetta, Antonio Taini e Rolando Pelizza che operava sulla macchina. La prima prova and\u00f2 bene, nel senso che la\u00a0<em>macchina<\/em>\u00a0port\u00f2 ad immediato riscaldamento la lastrina di rame, mentre la seconda prova sull\u2019acqua, per un errore di Piras che dette l\u2019impulso in ritardo, fu inevitabile l\u2019implosione. (Si consiglia di vedere i filmati ripresi da due prospettive diverse: la prima andata a buon fine (<a href=\"https:\/\/www.majorana-pelizza.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/film_03_01h264.mp4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Film_03_01h264.mp4<\/a>\u00a0a minuti 2:40), e la seconda che ha causato l\u2019implosione della macchina (<a href=\"https:\/\/www.majorana-pelizza.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/film_04_01h264.mp4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Film_04_01h264<\/a>.mp4). La nota importante di questo episodio consiste nella conferma del funzionamento della fase \u201c<em>DUE<\/em>\u201d, ossia il riscaldamento della materia senza usura e\/o radiazioni.<\/p>\n<p>Contemporaneamente erano state avviate le trattative con emissari del Governo belga.\u00a0 Il 9 giugno 1977, sul monte Baremone, in un vecchio e abbandonato forte alpino ebbe luogo un esperimento che consisteva nell\u2019indirizzare il fascio distruttivo su un grosso pezzo di cemento armato a considerevole distanza. La prova ebbe esito positivo alla presenza di Piras, Taini, Bossoni, Panetta e l\u2019emissario belga, tecnico di raggi laser, Colonnello Jack Leclerc, che con cura posizionava le bombolette di vernice spray a meno di un metro ai lati del masso di cemento. Finita la prova le bombolette sono rimaste al loro posto senza subire nessun spostamento d\u2019aria. A quel punto Leclerc comment\u00f2: \u201c<em>dir\u00f2 a Bastogne di buttar via i carri armati<\/em>\u201d. Il filmato ripreso e realizzato da Leclerc fu consegnato alle Autorit\u00e0 belghe.<\/p>\n<p>Si arriva all\u2019accordo col Governo del Belgio del 5 agosto 1977, che fu sottoscritto dall\u2019allora presidente Tindemans, da Rolando Pelizza, dall\u2019Avvocato dello Stato Belga Jean Ronse, e da Pierluigi Bossone, per conto della \u201cExclusive\u201d, societ\u00e0 fiduciaria di Rolando costituita per l\u2019occasione.<\/p>\n<p>Il contratto prevedeva la costituzione di una nuova societ\u00e0 mista tra Belgio ed Exclusive, dove, in sintesi, il Belgio avrebbe conferito la somma di cinque miliardi di franchi belgi, oltre all\u2019impegno di finanziare la necessaria ricerca per il perfezionamento della\u00a0<em>macchina<\/em>, acquisendo cos\u00ec il 50% di partecipazione: il tutto condizionato all\u2019esito positivo di una serie di esperimenti da eseguirsi in Belgio entro maggio 1978.<\/p>\n<p>Fin dai primi accordi veniva chiaramente precisato che\u00a0<em>la macchina<\/em>\u00a0non avrebbe potuto essere in alcun modo utilizzata ai fini bellici, e ulteriore impegno, da parte dello stato, a non applicare la clausola di confisca per pubblica utilit\u00e0.<\/p>\n<p>Veniva quindi dato corso al deposito dei documenti descrittivi della costruzione della macchina presso una cassetta di sicurezza nella Banque General del Belgio, con due chiavi per accedere ed una password di 4 cifre, di cui due a conoscenza di Pelizza.<\/p>\n<p>Riesaminando attentamente il contratto, stilato in lingua francese, ci si rendeva tuttavia conto che con una clausola piuttosto \u201cambigua\u201d, lo Stato Belga non rinunciava alla facolt\u00e0 di confisca per pubblica utilit\u00e0, ma veniva pattuito come \u201cimpegno tra gentiluomini\u201d con i Ministri firmatari. Lasciando cos\u00ec aperta la possibilit\u00e0 di una potenziale utilizzazione per quei fini che Rolando voleva fermamente escludere.<\/p>\n<p>Ne nasce un contenzioso \u201cinformale\u201d, in conseguenza del quale, dopo vari incontri tra Piero Panetta che deteneva il 95% delle quote della Exclusive, ed il prof. Avv. Jean Ronse, si giungeva alla conclusione che non essendo possibile per motivi \u201cpolitici\u201d ritrattare e modificare il contratto firmato, si sarebbe dato egualmente corso alla sua esecuzione, ma laddove l\u2019esperimento non avesse avuto esito positivo questo sarebbe stato \u201cannullato\u201d.<\/p>\n<p>Il giorno della prova erano presenti: Pelizza, il ministro Mancini, Adonnino, Bossoni e Panetta da una parte, e Piras, Loroy, Leclerc dall\u2019altra, unitamente ad altri osservatori da parte belga ed italiana, compreso il Prof. Ezio Clementel. Dopo alcune prove, che dettero esito positivo, nell\u2019eseguire il programmato protocollo la macchina implose, generando un gran fumo bianco nel bunker dove era stata posta. Subito dopo arrivava il Prof. Avv. Jean Ronse, con la lettera in mano \u201cgi\u00e0 pronta\u201d che annullava il contratto e qualsiasi trattativa. Nella consueta stretta di mano di commiato, Egli, rivolgendosi in disparte a Pelizza e Panetta, aggiungeva \u201c<em>per voi la porta \u00e8 sempre aperta<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Si chiuse cos\u00ec questa vicenda, con la grande delusione di chi gi\u00e0 pregustava lauti incassi, e certamente con un certo rammarico anche da parte di Rolando per essere stato oggetto di un tentato \u201craggiro\u201d, ma con la soddisfazione di aver evitato il peggio!<\/p>\n<p>Alcuni anni dopo, il 21 marzo 1981, con Mancini, Adonnino e Panetta, Rolando sperimentava positivamente la seconda fase di riscaldamento nel laboratorio di Chiari, portando in ebollizione l\u2019acqua in circolo in tubi di PVC. Il Ministro Mancini, entusiasta, scriveva sulla\u00a0<em>macchina<\/em>: \u201c<em>Inizio nuova era<\/em>\u201d controfirmato da tutti i presenti. Egli, fervido sostenitore del progetto, comunicava ai suoi \u201c<em>capi<\/em>\u201d l\u2019esito positivo di quanto era stato testimone oculare con Adonnino. Tuttavia, dall\u2019alto, gli consigliavano di riportare le funzioni della\u00a0<em>macchina<\/em>\u00a0allo stato distruttivo per impieghi pi\u00f9 \u201cimmediati\u201d. Seppur contrariato, riportava il messaggio a Rolando e questi costruisce la macchina visibile nell\u2019allegato filmato (<a href=\"https:\/\/www.majorana-pelizza.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/film_05_01h264.mp4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Film_05_01h264.mp4<\/a>), la quale, portata in montagna per l\u2019ennesima prova, viene puntata sul monte opposto con l\u2019effetto di provocare un visibile bagliore e un foro di circa due metri di lato. Tutto ci\u00f2 alla presenza di Mancini che verificava gli effetti con un binocolo e di Panetta. Tornati poi in sede, il mattino seguente Rolando consegnava a Mancini la mannaia da egli fornita ed il mattone usato per la prova di laboratorio: entrambi erano stati \u201cbucati\u201d (vedi\u00a0<a href=\"https:\/\/www.majorana-pelizza.it\/wp-content\/uploads\/2017\/06\/mattone_mannaia.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Mattone e Mannaia<\/a>). Questa era la risposta e l\u2019avvertimento di Rolando al messaggio pervenuto dai \u201ccapi\u201d di Mancini, ovvero la conferma che la\u00a0<em>macchina<\/em>\u00a0poteva tornare in ogni momento ad essere distruttiva come richiesto, ma sarebbe stata a sua volta distrutta dopo le prove.<\/p>\n<p>Sempre nel 1981 seguirono altre prove in montagna alla presenza del Dott. Carlo Rocchi (CIA) e del suo collaboratore Daniele Brunella, ma i filmati e le fotografie sono rimaste in loro possesso.<\/p>\n<hr \/>\n<p>P.S.: Il\u00a0<a href=\"https:\/\/youtu.be\/lf8Cvohra1g\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Film_dvd_stanley_productions<\/a>, citato nella perizia per esigenze di server \u00e8 stato posto su YouTube. Ripropone i filmati gi\u00e0 trattati sopra, ma pi\u00f9 completi. Precisiamo che tutti i filmati sono stati adattati alla migliore visione sul WEB.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; LA MACCHINA La \u201cMacchina\u201d: le origini nella sintesi dell\u2019unica realt\u00e0 storica. 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