{"id":4822,"date":"2019-10-10T20:26:32","date_gmt":"2019-10-10T18:26:32","guid":{"rendered":"http:\/\/millemotti.mooo.com\/?p=4822"},"modified":"2019-10-18T21:54:23","modified_gmt":"2019-10-18T19:54:23","slug":"numero1768","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=4822","title":{"rendered":"Numero1768."},"content":{"rendered":"<p>LETTERA\u00a0 SULLA\u00a0 FELICIT\u00c0<\/p>\n<p>Non si \u00e8 mai troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicit\u00e0. A qualsiasi eta, \u00e8 bello occuparsi del benessere dell&#8217;anima. Chi sostiene che non \u00e8 ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai \u00e8 troppo tardi, \u00e8 come se andasse dicendo che non \u00e8 ancora il momento di essere felice, o che ormai \u00e8 passata l&#8217;et\u00e0. Da giovani come da vecchi, \u00e8 giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicit\u00e0. Per sentirci sempre giovani, quando saremo in avanti con gli anni, in nome del grato ricordo della felicit\u00e0 avuta in passato, e, da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l&#8217;avvenire. Cerchiamo allora di conoscere le cose che fanno la felicit\u00e0, perch\u00e9, quando essa c&#8217;\u00e8, tutto abbiamo; altrimenti, tutto facciamo per averla.<\/p>\n<p>Pratica e medita le cose che ti ho sempre raccomandato : sono fondamentali per una vita felice. Prima di tutto, considera l&#8217;essenza del divino, materia eterna e felice, come rettamente suggerisce la nozione di divinit\u00e0 che ci \u00e8 innata. Non attribuire alla divinit\u00e0 niente che sia diverso dal sempre vivente o contrario a tutto ci\u00f2 che \u00e8 felice, vedi sempre, in essa, lo stato eterno congiunto con la felicit\u00e0. Gli dei esistono, \u00e8 evidente a tutti, ma non sono come crede la gente comune, la quale \u00e8 portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha. Perci\u00f2, non \u00e8 irreligioso chi rifiuta la religione popolare, ma colui che i giudizi del popolo attribuisce alla divinit\u00e0.<\/p>\n<p>Tali giudizi, che non ascoltano le nozioni ancestrali, innate, sono opinioni false.<br \/>\nA seconda di come si pensa che gli dei siano, possono venire da loro le pi\u00f9 gradi sofferenze, come i beni pi\u00f9 splendidi. Ma noi sappiamo che essi sono perfettamente felici, riconoscono i loro simili, e chi non \u00e8 tale, lo considerano estraneo. Poi, ab\u00ectuati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non \u00e8 che la sua assenza. L&#8217;esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi, rende godibile la mortalit\u00e0 della vita, togliendo l&#8217;ingannevole desiderio dell&#8217;immortalit\u00e0.<\/p>\n<p>Non esiste nulla di terribile, nella vita, per chi davvero sappia che nulla c&#8217;\u00e8 da temere nel non vivere pi\u00f9. Perci\u00f2 \u00e8 sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perch\u00e9 il suo arrivo lo far\u00e0 soffrire, ma in quanto l&#8217;affligge la sua continua attesa.. Ci\u00f2 che, una volta presente, non ci turba, stoltamente atteso, ci fa impazzire. La morte, il pi\u00f9 atroce, dunque, di tutti i mali, non esiste per noi. Quando noi viviamo, la morte non c&#8217;\u00e8; quando c&#8217;\u00e8 lei, non ci siamo noi. Non \u00e8 nulla, n\u00e9 per i vivi, n\u00e9 per i morti. Per i vivi, non c&#8217;\u00e8, i morti non ci sono pi\u00f9.<br \/>\nInvece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive.<\/p>\n<p>Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, cos\u00ec non teme di non vivere pi\u00f9.<br \/>\nLa vita, per lui, non \u00e8 un male, n\u00e9 un male il non vivere. Ma, come dei cibi sceglie i migliori, non la quantit\u00e0, cos\u00ec non il tempo pi\u00f9 lungo si gode, ma il pi\u00f9 dolce. Chi ammonisce, poi, il giovane a vivere bene e il vecchio a ben morire \u00e8 stolto, non solo per la dolcezza che c&#8217;\u00e8 sempre nella vita, anche da vecchi, ma perch\u00e9 una sola \u00e8 l&#8217;arte del ben vivere e del ben morire. Ancora peggio, chi va dicendo : bello non essere mai nato, ma, nato, al pi\u00f9 presto, varcare la soglia dell&#8217;Ade (Regno dei morti N.d.R.).<\/p>\n<p>Se \u00e8 cos\u00ec convinto, perch\u00e9 non se ne va da questo mondo? Nessuno glielo vieta, se \u00e8 veramente il suo desiderio. Invece, se lo dice cos\u00ec per dire, fa meglio a cambiare argomento. Ricordiamoci, poi, che il futuro non \u00e8 del tutto nostro, ma neanche, del tutto, non nostro. Solo cos\u00ec, possiamo non aspettarci che assolutamente si avveri, n\u00e9, allo stesso modo, disperare del contrario. Cos\u00ec pure, teniamo presente che, per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali, altri sono inutili e, fra i naturali, solo alcuni quelli proprio necessari, altri naturali soltanto. Ma, fra i necessari, certi sono fondamentali per la felicit\u00e0, altri per il benessere fisico, altri per la stessa vita.<\/p>\n<p>Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenit\u00e0 dell&#8217;animo, perch\u00e9 questo \u00e8 il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall&#8217;ansia. Una volta raggiunto questo stato, ogni bufera interna cessa, perch\u00e9 il nostro organismo vitale non \u00e8 pi\u00f9 bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell&#8217;animo e del corpo. Infatti, proviamo bisogno del piacere, quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando, invece, non soffriamo, non ne abbiamo bisogno.<\/p>\n<p>Per questo noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perch\u00e9 lo abbiamo riconosciuto bene primo e a noi congenito. Ad esso ci ispiriamo per ogni atto di scelta o di rifiuto, e scegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore. \u00c8 bene primario e naturale per noi, per questo non scegliamo ogni piacere. Talvolta conviene tralasciarne alcuni, da cui pu\u00f2 venirci pi\u00f9 male che bene, e giudicare alcune sofferenze preferibili ai piaceri stessi, se un piacere pi\u00f9 grande possiamo provare, dopo averle sopportate a lungo. Ogni piacere, dunque, \u00e8 bene per sua intima natura, ma noi non li scegliamo tutti. Allo stesso modo, ogni dolore \u00e8 male, ma non tutti sono sempre da fuggire.<\/p>\n<p>Bisogna giudicare gli uni e gli altri, in base alla considerazione degli utili e dei danni. Certe volte sperimentiamo che il bene si rivela, per noi, un male, invece, il male un bene. Consideriamo, inoltre, una gran cosa l&#8217;indipendenza dai bisogni, non perch\u00e9 sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di questo poco, se ci capita di non avere molto, convinti, come siamo, che l&#8217;abbondanza si gode con pi\u00f9 dolcezza, se meno da essa dipendiamo. In fondo, ci\u00f2 che veramente serve non \u00e8 difficile a trovarsi, l&#8217;inutile \u00e8 difficile.<\/p>\n<p>I sapori semplici danno lo stesso piacere dei pi\u00f9 raffinati : l&#8217;acqua e un pezzo di pane fanno il piacere pi\u00f9 pieno a chi ne manca. Saper vivere di poco, non solo porta salute e ci fa privi di apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando, ad intervalli, ci capita di menare un&#8217;esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e rimanere indifferenti verso gli scherzi della sorte. Quando, dunque, diciamo che il bene \u00e8 il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l&#8217;animo a essere sereno.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non sono per se stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto pu\u00f2 offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza di una vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti, che sono, per l&#8217;animo, causa di immensa sofferenza. Di tutto questo, principio e bene supremo \u00e8 la saggezza, perci\u00f2 questa \u00e8 anche pi\u00f9 apprezzabile della stessa filosofia, \u00e8 madre di tutte le virt\u00f9. Essa ci aiuta a comprendere che non si d\u00e0 vita felice, senza che sia saggia, bella e giusta, n\u00e9 vita saggia bella e giusta \u00e8 priva di felicit\u00e0, perch\u00e9 le virt\u00f9 sono connaturate alla felicit\u00e0 e da questa inseparabili.<\/p>\n<p>Chi suscita pi\u00f9 ammirazione di colui che ha un&#8217;opinione corretta e reverente riguardo agli dei, nessun timore della morte, chiara coscienza del senso della natura, che tutti i beni che realmente servono sono facilmente procacciabili, che i mali, se affliggono duramente, affliggono per poco, altrimenti, se lo fanno a lungo, vuol dire che si possono sopportare? Questo genere d&#8217;uomo sa anche che \u00e8 vana opinione credere il fato padrone di tutto, come fanno alcuni, perch\u00e9 le cose accadono o per necessit\u00e0, o per arbitrio della fortuna, o per arbitrio nostro. La necessit\u00e0 \u00e8 irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio \u00e8 libero : per questo pu\u00f2 meritarsi biasimo o lode.<\/p>\n<p>Piuttosto che essere schiavi del destino dei fisici, era meglio, allora, credere ai racconti degli dei, che almeno offrono la speranza di placarli con le preghiere, invece dell&#8217;atroce, inflessibile necessit\u00e0. La fortuna, per il saggio, non \u00e8 una divinit\u00e0, come per la massa &#8211; la divinit\u00e0 non fa nulla a caso &#8211; e neppure qualcosa priva di consistenza. Non crede che essa dia agli uomini alcun bene o male determinante per la vita felice, ma sa che pu\u00f2 offrire l&#8217;avvio a grandi beni o mali.<\/p>\n<p>Per\u00f2, \u00e8 meglio essere senza fortuna ma saggi, che fortunati e stolti, e nella pratica, \u00e8 preferibile che un bel progetto non vada in porto, piuttosto che abbia successo un progetto dissennato. Medita, giorno e notte, tutte queste cose ed altre congeneri, con te stesso e con chi ti \u00e8 simile, e mai sarai preda dell&#8217;ansia.<br \/>\nVivrai, invece, come un dio fra gli uomini. Non sembra pi\u00f9 nemmeno mortale l&#8217;uomo che vive fra beni immortali.<\/p>\n<p>Lettera a Meneceo\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Epicuro\u00a0 \u00a0(341 &#8211; 270\u00a0 avanti Cristo)<\/p>\n<p>\u1f18\u03c0\u03af\u03ba\u03bf\u03c5\u03c1\u03bf\u03c2, Ep\u00edkouros, &#8220;alleato&#8221; o &#8220;compagno, soccorritore&#8221;.<br \/>\nFondatore della corrente filosofica ellenistica dell&#8217; Epicureismo.<br \/>\nDi questa &#8220;Weltanshaung&#8221;, o visione del mondo, desidero qui riportare i principi della sua branca pi\u00f9 importante :<\/p>\n<p><span id=\"Etica\" class=\"mw-headline\">l&#8217;Etica<\/span><\/p>\n<p>Nell&#8217;etica Epicuro riprende concettualmente l&#8217;<a title=\"Edonismo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Edonismo\">edonismo<\/a>\u00a0dei\u00a0<a title=\"Scuola cirenaica\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Scuola_cirenaica\">Cirenaici<\/a>, ma mentre per questi il piacere \u00e8 dinamicamente inteso come continua ricerca del piacere, sempre goduto effimeramente, per Epicuro \u00e8 statico, assicurato cio\u00e8 dalla eliminazione del dolore, avvenuta una volta per tutte, procurando cos\u00ec la salute dell&#8217;anima non pi\u00f9 costretta ad un&#8217;affannosa ricerca del piacere. Un&#8217;anima che \u00ab\u00e8 una sostanza corporea composta di sottili particelle\u00bb\u00a0cio\u00e8 di atomi molto mobili. Grazie a questa concezione egli libera l&#8217;uomo dalla paura della\u00a0<a title=\"Morte\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Morte\">morte<\/a>\u00a0poich\u00e9 quando questa si verifica il corpo, e con esso l&#8217;anima, ha gi\u00e0 cessato di esistere e quindi cessa anche di provare sensazioni. Per questo motivo sarebbe stolto temere la morte come causa di sofferenza in quanto la morte \u00e8 privazione di sensazioni.<\/p>\n<h4><span id=\"Il_male_e_gli_dei\" class=\"mw-headline\">Il male e gli dei<\/span><\/h4>\n<p>Inoltre egli affronta anche la questione degli dei che, secondo Epicuro, non si occupano dell&#8217;uomo in quanto vivono negli\u00a0<i><a title=\"Intermundia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Intermundia\">intermundia<\/a><\/i>, cio\u00e8 in spazi situati fra gli infiniti mondi reali, e del tutto separati da questi; essi perci\u00f2 non hanno esperienza dell&#8217;uomo. Affronta quindi la questione del male rispetto agli dei e procede per gradi:<\/p>\n<ul>\n<li>Gli dei non vogliono il male, ma non possono evitarlo (gli dei risulterebbero buoni ma impotenti, non \u00e8 possibile).<\/li>\n<li>Gli dei possono evitare il male, ma non vogliono (gli dei risulterebbero cattivi, non \u00e8 possibile).<\/li>\n<li>Gli dei non possono e non vogliono evitare il male (gli dei sarebbero cattivi e impotenti, non \u00e8 possibile).<\/li>\n<li>Gli dei possono e vogliono; ma poich\u00e9 il male esiste allora gli dei esistono ma non si interessano dell&#8217;uomo. Questa \u00e8 la conclusione che Epicuro considera vera: gli d\u00e8i sono indifferenti alle vicende umane e si chiudono nella loro perfezione.<sup id=\"cite_ref-41\" class=\"reference\"><\/sup><\/li>\n<\/ul>\n<p>Tali considerazioni di tipo fisico, cosmologico e teologico spingono Epicuro a considerare la felicit\u00e0 come coincidente con l&#8217;assenza di\u00a0<a title=\"Paura\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Paura\">paure<\/a>\u00a0e timori che condizionano l&#8217;esistenza in modo negativo. Ritiene inoltre che il male derivi dai desideri che, se non appagati, generano insoddisfazione e quindi dolore. Questi possono essere artificiali e naturali (necessari e non necessari).<\/p>\n<p>\u00c8 inoltre doveroso aggiungere che il motivo per cui Epicuro afferma che gli dei si disinteressino dell&#8217;uomo \u00e8 che essi, nella loro beatitudine e perfezione, non hanno bisogno di occuparsi degli uomini. Affermare che per gli dei sia necessario occuparsi di qualcosa, in questo caso degli uomini, significherebbe dare un limite al potere immenso degli dei, che, invece, non hanno bisogno di interessarsi della vita terrena.<\/p>\n<h4><span id=\"Il_.C2.ABtetrafarmaco_o_quadruplice_rimedio.C2.BB\"><\/span><span id=\"Il_\u00abtetrafarmaco_o_quadruplice_rimedio\u00bb\" class=\"mw-headline\">Il \u00abtetrafarmaco o quadruplice rimedio\u00bb<\/span><\/h4>\n<p>Epicuro ritiene che la\u00a0<a title=\"Filosofia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Filosofia\">filosofia<\/a>\u00a0debba diventare lo strumento, il mezzo, teorico e pratico, per raggiungere la\u00a0<a title=\"Felicit\u00e0\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Felicit%C3%A0\">felicit\u00e0<\/a>\u00a0liberandosi da ogni passione irrequieta.<\/p>\n<table class=\"citazione-table\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00abSe non fossimo turbati dal pensiero delle cose celesti e della morte e dal non conoscere i limiti dei dolori e dei desideri, non avremmo bisogno della scienza della natura<sup id=\"cite_ref-42\" class=\"reference\"><a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Epicuro#cite_note-42\">]<\/a><\/sup>\u00bb<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Propone quindi un &#8220;quadrifarmaco&#8221;\u00a0<span style=\"font-size: 1rem;\">capace di liberare l&#8217;uomo dalle sue quattro paure fondamentali:<\/span><\/p>\n<table>\n<caption><b>TETRAFARMACO<\/b><\/caption>\n<tbody>\n<tr>\n<th width=\"30%\">Mali<\/th>\n<th width=\"70%\">Terapia<\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>1) Paura degli\u00a0<a title=\"Dio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dio\">dei<\/a>\u00a0e della vita dopo la morte<\/td>\n<td>Gli dei sono perfetti quindi, per non contaminare la loro natura divina, non si interessano delle faccende degli uomini mortali e non impartiscono loro premi o castighi.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>2) Paura della\u00a0<a title=\"Morte\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Morte\">morte<\/a><\/td>\n<td>Quando noi ci siamo ella non c&#8217;\u00e8, quando lei c&#8217;\u00e8 noi non ci siamo pi\u00f9.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>3) Mancanza del\u00a0<a title=\"Piacere\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piacere\">piacere<\/a><\/td>\n<td>Esso \u00e8 facilmente raggiungibile seguendo il calcolo epicureo dei bisogni da soddisfare, che saranno quelli fondamentali, e non quelli superflui.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>4)\u00a0<a title=\"Dolore\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dolore\">Dolore<\/a>\u00a0fisico<\/td>\n<td>Se il male \u00e8 lieve, il dolore fisico \u00e8 sopportabile, e non \u00e8 mai tale da offuscare la gioia dell&#8217;animo; se \u00e8 acuto, passa presto; se \u00e8 acutissimo, conduce presto alla morte, la quale non \u00e8 che assoluta insensibilit\u00e0. Per quanto riguarda i mali dell&#8217;anima Epicuro afferma che essi sono prodotti dalle opinioni fallaci e dagli errori della mente, contro i quali ci sono la filosofia e la saggezza.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h4><span id=\"Il_piacere\" class=\"mw-headline\">Il piacere<\/span><\/h4>\n<p>Parte fondamentale dell&#8217;etica epicurea, comunque, \u00e8 l&#8217;edonismo:<\/p>\n<table class=\"citazione-table\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00abNon si \u00e8 mai troppo vecchi o troppo giovani per essere felici.<br \/>\nUomo o donna, ricco o povero, ognuno pu\u00f2 essere felice.<sup id=\"cite_ref-45\" class=\"reference\"><\/sup>\u00bb<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Epicuro ritiene che il sommo bene sia il\u00a0<a title=\"Piacere\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Piacere\">piacere<\/a>\u00a0(\u1f21\u03b4\u03bf\u03bd\u03ae,\u00a0<i>edon\u00e8<\/i>). \u00c8 necessario comprendere a fondo questo termine; Epicuro distingue due fondamentali tipologie di piacere:<\/p>\n<ul>\n<li>Il\u00a0<a title=\"Edonismo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Edonismo#Piacere_catestematico\">piacere catastematico<\/a>\u00a0(statico).<\/li>\n<li>Il piacere cinetico (dinamico).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per piacere cinetico si intende il piacere transeunte, che dura per un istante e lascia poi l&#8217;uomo pi\u00f9 insoddisfatto di prima. Sono piaceri cinetici quelli legati al corpo, alla soddisfazione dei sensi.<\/p>\n<p>Il piacere catastematico \u00e8 invece durevole, e consta della capacit\u00e0 di sapersi accontentare della propria vita, di godersi ogni momento come se fosse l&#8217;ultimo, senza preoccupazioni per l&#8217;avvenire. La condotta, quindi, deve essere improntata verso una grande moderazione: meno si possiede, meno si teme di perdere.<\/p>\n<table class=\"citazione-table\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00abDei desideri alcuni sono naturali e necessari, altri naturali e non necessari, altri n\u00e9 naturali n\u00e9 necessari, ma nati solo da vana opinione.\u00bb<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Epicuro elabora una specie di catalogazione dei bisogni che se soddisfatti procurano\u00a0<i>eudemonia<\/i>\u00a0(letteralmente &#8220;star insieme a un buon demone&#8221;, &#8220;serenit\u00e0&#8221;):\u00a0 \u00a0 \u00a0(Un\u00a0<b>d\u00e8mone<\/b>; dal\u00a0<a class=\"mw-redirect\" title=\"Greco antico\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Greco_antico\">greco antico<\/a>\u00a0<span class=\"polytonic\" dir=\"ltr\" lang=\"grc\">\u03b4\u03b1\u03af\u03bc\u03c9\u03bd<\/span>,<span style=\"font-size: 13.3333px;\">\u00a0<\/span><a title=\"Traslitterazione\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Traslitterazione\">trasl.<\/a>\u00a0<i>d\u00e1im\u014dn<\/i>, \u00abessere divino\u00bb\u00a0\u00e8, nella\u00a0<a class=\"mw-redirect\" title=\"Religione greca\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Religione_greca\">cultura religiosa<\/a>\u00a0e nella\u00a0<a title=\"Filosofia greca\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Filosofia_greca\">filosofia greca<\/a>, un essere che si pone a met\u00e0 strada fra ci\u00f2 che \u00e8\u00a0<a class=\"mw-redirect\" title=\"Divinit\u00e0\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Divinit%C3%A0\">divino<\/a>\u00a0e ci\u00f2 che \u00e8 umano, con la funzione di intermediario tra queste due dimensioni.\u00a0<span style=\"font-size: 1rem;\">Nel linguaggio poetico e letterario, il termine\u00a0<\/span><i style=\"font-size: 1rem;\">demone<\/i><span style=\"font-size: 1rem;\">\u00a0\u00e8 usato talvolta col significato di &#8220;<\/span><a style=\"font-size: 1rem;\" title=\"Diavolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Diavolo\">diavolo, demonio<\/a><span style=\"font-size: 1rem;\">&#8220;.)<\/span><\/p>\n<ul>\n<li>Bisogni naturali e necessari, come ad esempio bere acqua per dissetarsi: questi soddisfano interamente poich\u00e9 essendo limitati possono essere completamente colmati.<\/li>\n<li>Bisogni naturali ma non necessari: come ad esempio per dissetarsi bere vino, certo non avr\u00f2 pi\u00f9 sete ma desiderer\u00f2 bere vini sempre pi\u00f9 raffinati e quindi il bisogno rimarr\u00e0 in parte insoddisfatto.<\/li>\n<li>Bisogni n\u00e9 naturali n\u00e9 necessari, come ad esempio il desiderio di gloria e di ricchezze: questi non sono naturali, non hanno limite e quindi non potranno mai essere soddisfatti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Da qui nacque l&#8217;accusa dei padri della Chiesa cristiani che Epicuro suggerisse uno stile di vita rozzo e materiale indegno dell&#8217;uomo. In realt\u00e0 Epicuro non indica quali debbano essere i bisogni naturali e necessari da soddisfare poich\u00e9 \u00e8 demandato alla ragione dell&#8217;uomo stabilire quali per lui siano i bisogni essenziali, naturali da soddisfare. Come \u00e8 stato commentato, per\u00a0<a class=\"mw-redirect\" title=\"Cesare\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cesare\">Cesare<\/a>, ad esempio, poteva essere ininfluente il bisogno di mangiare e bere mentre per lui era veramente naturale e necessario soddisfare il suo ineliminabile desiderio di gloria.<\/p>\n<p>Epicuro paragona la vita ad un banchetto, dal quale si pu\u00f2 essere scacciati all&#8217;improvviso. Il convitato saggio non si abbuffa, non attende le portate pi\u00f9 raffinate, ma sa accontentarsi di quello che ha avuto ed \u00e8 pronto ad andarsene appena sar\u00e0 il momento, senza alcun rimorso. Il piacere catastematico \u00e8 profondamente legato ai concetti di\u00a0<a title=\"Atarassia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Atarassia\">atarassia<\/a>\u00a0(\u1f00\u03c4\u03b1\u03c1\u03b1\u03be\u03af\u03b1) e\u00a0<a title=\"Aponia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Aponia\">aponia<\/a>\u00a0(\u1f00\u03c0\u03bf\u03bd\u03af\u03b1).<\/p>\n<h4><span id=\"L'amicizia_sostituta_della_politica\" class=\"mw-headline\">L&#8217;amicizia sostituta della politica<\/span><\/h4>\n<div class=\"thumb tleft\">\n<div class=\"thumbinner\">\n<div><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<table class=\"citazione-table\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00abOgni amicizia \u00e8 desiderabile di per s\u00e9 anche se ha avuto il suo inizio dall&#8217;utilit\u00e0.<sup id=\"cite_ref-49\" class=\"reference\"><\/sup>\u00bb<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Importante \u00e8 quindi l&#8217;<a title=\"Amicizia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Amicizia\">amicizia<\/a>, intesa come reciproca\u00a0<a title=\"Solidariet\u00e0\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Solidariet%C3%A0\">solidariet\u00e0<\/a>\u00a0tra coloro che cercano insieme la serena\u00a0<a title=\"Felicit\u00e0\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Felicit%C3%A0\">felicit\u00e0<\/a>.<\/p>\n<table class=\"citazione-table\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00abDi tutte le cose che la sapienza procura in vista della vita felice, il bene pi\u00f9 grande \u00e8 l&#8217;acquisto dell&#8217;amicizia\u00bb.<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<table class=\"citazione-table\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00abL&#8217;amicizia trascorre per la terra annunziando a tutti noi di destarci per darci gioia l&#8217;un con l&#8217;altro.\u00bb<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>L&#8217;amicizia sostituisce in un certo modo i rapporti sociali poich\u00e9 Epicuro contesta l&#8217;identificazione dell&#8217;uomo con il cittadino anche se riconosce l&#8217;utilit\u00e0 per la societ\u00e0 delle\u00a0<a title=\"Legge\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Legge\">leggi<\/a>, che vanno rispettate poich\u00e9 calpestandole non si pu\u00f2 avere la certezza dell&#8217;impunit\u00e0 e quindi rimarrebbe il timore di un castigo che turberebbe la serenit\u00e0 per sempre.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1rem;\">La politica \u00e8 \u00abun inutile affanno\u00bb e l&#8217;uomo dovr\u00e0 invece essere contento del vivere appartato secondo la concezione epicurea del &#8220;vivere nascostamente&#8221; (&#8220;vivi nascosto&#8221;, in\u00a0<\/span><a class=\"mw-redirect\" style=\"font-size: 1rem;\" title=\"Greco antico\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Greco_antico\">greco antico<\/a><span style=\"font-size: 1rem;\">\u00a0\u03bb\u03ac\u03b8\u03b5 \u03b2\u03b9\u03ce\u03c3\u03b1\u03c2,\u00a0<\/span><i style=\"font-size: 1rem;\">lathe bi\u00f2sas).<\/i><sup id=\"cite_ref-53\" class=\"reference\"><\/sup><\/p>\n<p>Il disimpegno degli epicurei, che teorizzano una vita serena e ritirata, congiunto ad una interpretazione superficiale del concetto epicureo di &#8220;piacere&#8221;, ha portato nei secoli ad una visione distorta dell&#8217;epicureismo, spesso associato all&#8217;<a title=\"Edonismo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Edonismo\">edonismo<\/a>\u00a0egoistico o a quello dei\u00a0<a class=\"mw-redirect\" title=\"Cirenaici\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cirenaici\">cirenaici<\/a>, con cui nulla ha a che fare. La filosofia epicurea si distingue al contrario per una notevole carica &#8220;<a title=\"Illuminismo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Illuminismo\">illuministica<\/a>&#8221; e\u00a0<a title=\"Morale\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Morale\">morale<\/a>: insegna a rifiutare ogni\u00a0<a title=\"Superstizione\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Superstizione\">superstizione<\/a>\u00a0o\u00a0<a title=\"Pregiudizio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pregiudizio\">pregiudizio<\/a>\u00a0in una serena accettazione dei propri limiti e delle proprie potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;etica epicurea quindi, come l&#8217;<a title=\"Utilitarismo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Utilitarismo\">utilitarismo<\/a>, \u00e8 stata anche definita\u00a0<a title=\"Consequenzialismo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Consequenzialismo\">consequenzialista<\/a>\u00a0poich\u00e9 identificherebbe il bene a seconda degli effetti dei propri comportamenti. Questa interpretazione \u00e8 stata contestata poich\u00e9 si fonderebbe su una singola frase della\u00a0<i>Lettera a Meneceo<\/i>\u00a0non ripresa negli altri testi epicurei.<\/p>\n<p>Epicuro non prescrisse il\u00a0<a title=\"Vegetarianismo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vegetarianismo\">vegetarianismo<\/a>, tuttavia, almeno secondo la testimonianza del platonico\u00a0<a class=\"mw-redirect\" title=\"Porfirio di Tiro\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Porfirio_di_Tiro\">Porfirio di Tiro<\/a>, egli era personalmente vegetariano e spinse i discepoli al rispetto per gli\u00a0<a class=\"mw-redirect\" title=\"Animali\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Animali\">animali<\/a>\u00a0e ad una dieta priva di carni.<sup id=\"cite_ref-60\" class=\"reference\"><\/sup>\u00a0Nei frammenti a noi pervenuti delle sue opere, Epicuro raccomanda pi\u00f9 volte di cibarsi frugalmente, preferibilmente di pane, formaggio e acqua, come faceva lui stesso.<\/p>\n<p>Nell&#8217;antichit\u00e0, la figura di Epicuro fu considerata &#8220;sacra&#8221;. Questa\u00a0<a title=\"Divinizzazione filosofica\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Divinizzazione_filosofica\">sacralit\u00e0<\/a>\u00a0del personaggio si ritrova nelle espressioni di\u00a0<a title=\"Tito Lucrezio Caro\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tito_Lucrezio_Caro\">Tito Lucrezio Caro<\/a>\u00a0che chiamava Epicuro \u00abun Dio\u00bb\u00a0e nel\u00a0<a class=\"mw-redirect\" title=\"II secolo d.C.\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/II_secolo_d.C.\">II secolo d.C.<\/a>\u00a0<a title=\"Luciano di Samosata\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Luciano_di_Samosata\">Luciano di Samosata<\/a>,\u00a0<a class=\"mw-redirect\" title=\"Sofista\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sofista\">sofista<\/a>\u00a0simpatizzante dell&#8217;epicureismo, si riferiva al maestro come \u00abdivino sacerdote della verit\u00e0\u00bb e \u00abliberatore di coloro che ne seguono le dottrine\u00bb.\u00a0Lo stesso Lucrezio, difatti, nel poema\u00a0<i><a title=\"De rerum natura\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/De_rerum_natura\">De rerum natura<\/a><\/i>, scrive tre &#8220;inni ad Epicuro&#8221; (detti anche &#8220;elogi&#8221; o &#8220;trionfi di Epicuro&#8221;).<\/p>\n<p>Epicuro venne screditato dalle scuole rivali,\u00a0<i>in primis<\/i>\u00a0dai platonici, e poi dai cristiani, a causa del suo materialismo e della teoria del piacere. Nel\u00a0<a title=\"Medioevo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Medioevo\">Medioevo<\/a>\u00a0la parola &#8220;epicureo&#8221; era sinonimo di &#8220;<a class=\"mw-redirect\" title=\"Ateo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ateo\">ateo<\/a>, irreligioso ed\u00a0<a class=\"mw-redirect\" title=\"Eretico\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Eretico\">eretico<\/a>&#8220;, in tal senso \u00e8 usato da\u00a0<a title=\"Dante Alighieri\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Dante_Alighieri\">Dante Alighieri<\/a>\u00a0che condanna come epicurei\u00a0<a title=\"Cavalcante dei Cavalcanti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cavalcante_dei_Cavalcanti\">Cavalcante dei Cavalcanti<\/a>\u00a0(padre del suo collega\u00a0<a title=\"\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Guido_Cavalcanti\">Guido Cavalcanti<\/a>), l&#8217;imperatore\u00a0<a title=\"Federico II di Svevia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Federico_II_di_Svevia\">Federico II<\/a>\u00a0e\u00a0<a title=\"Farinata degli Uberti\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Farinata_degli_Uberti\">Farinata degli Uberti<\/a>, tutti e tre personaggi per cui prova stima umana e politica, ma che condanna dal punto di vista ideologico.<sup id=\"cite_ref-66\" class=\"reference\"><\/sup><\/p>\n<p>Saranno il\u00a0<a title=\"Rinascimento\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Rinascimento\">Rinascimento<\/a>\u00a0<a title=\"Umanesimo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Umanesimo\">umanistico<\/a>, tranne le correnti neoplatoniche, e l&#8217;abate\u00a0<a title=\"Pierre Gassendi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Pierre_Gassendi\">Pierre Gassendi<\/a>\u00a0nel\u00a0<a title=\"XVII secolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/XVII_secolo\">XVII secolo<\/a>, a rivalutare il suo pensiero. In particolare Gassendi nel\u00a0<i>Syntagma philosophiae Epicuri<\/i>\u00a0del\u00a0<a title=\"1649\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/1649\">1649<\/a>\u00a0(&#8220;Compendio della filosofia di Epicuro&#8221;), interpretava la filosofia epicurea in senso\u00a0<a title=\"Cristianesimo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cristianesimo\">cristiano<\/a>\u00a0e se ne serviva per respingere l&#8217;astratta\u00a0<a title=\"Metafisica\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Metafisica\">metafisica<\/a>\u00a0<a title=\"Cartesio\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cartesio\">cartesiana<\/a>. Proponendolo come maestro di vita e di\u00a0<a title=\"Morale\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Morale\">morale<\/a>, attingeva al suo pensiero nella polemica anti-<a title=\"Scolastica (filosofia)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Scolastica_(filosofia)\">scolastica<\/a>\u00a0e anti-<a title=\"Platonismo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Platonismo\">platonica<\/a>. Nelle discussioni circa la nuova\u00a0<a title=\"Metodo scientifico\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Metodo_scientifico\">visione scientifica<\/a>\u00a0dell&#8217;universo affermava che l&#8217;<a title=\"Atomismo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Atomismo\">atomismo<\/a>\u00a0epicureo, ponendo il\u00a0<i><a title=\"Vuoto (filosofia)\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Vuoto_(filosofia)\">vuoto<\/a><\/i>, fosse l&#8217;unica filosofia compatibile con la realt\u00e0\u00a0<a title=\"Scienza\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Scienza\">scientifica<\/a>\u00a0che si andava allora delineando.<sup id=\"cite_ref-69\" class=\"reference\"><\/sup>\u00a0Epicuro \u00e8 stato considerato come uno dei precursori anche dall&#8217;<a title=\"Utilitarismo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Utilitarismo\">utilitarismo<\/a>.<\/p>\n<p>L&#8217;epicureismo fu, poi, stimato anche da vari intellettuali dell&#8217;illuminismo, come il\u00a0<a class=\"mw-redirect\" title=\"Barone d'Holbach\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Barone_d%27Holbach\">barone d&#8217;Holbach<\/a><sup id=\"cite_ref-70\" class=\"reference\"><\/sup>, e in epoca successiva da\u00a0<a title=\"Ugo Foscolo\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ugo_Foscolo\">Ugo Foscolo<\/a>,\u00a0<a title=\"Giacomo Leopardi\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Giacomo_Leopardi\">Giacomo Leopardi<\/a>,\u00a0<a title=\"Percy Bysshe Shelley\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Percy_Bysshe_Shelley\">Percy Bysshe Shelley<\/a><sup id=\"cite_ref-72\" class=\"reference\"><\/sup>,\u00a0<a title=\"Karl Marx\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Karl_Marx\">Karl Marx<\/a>,\u00a0<a title=\"Arthur Schopenhauer\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Arthur_Schopenhauer\">Arthur Schopenhauer<\/a>,\u00a0<a title=\"Friedrich Nietzsche\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Friedrich_Nietzsche\">Friedrich Nietzsche.<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LETTERA\u00a0 SULLA\u00a0 FELICIT\u00c0 Non si \u00e8 mai troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicit\u00e0. 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