{"id":5044,"date":"2019-12-01T09:48:51","date_gmt":"2019-12-01T08:48:51","guid":{"rendered":"http:\/\/millemotti.mooo.com\/?p=5044"},"modified":"2020-01-12T20:41:54","modified_gmt":"2020-01-12T19:41:54","slug":"numero1811","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=5044","title":{"rendered":"Numero1811."},"content":{"rendered":"<p>IL\u00a0 CERVELLO\u00a0 \u00c8\u00a0 PI\u00d9\u00a0 GRANDE\u00a0 DEL\u00a0 CIELO\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0(Ultimo numero della serie)<\/p>\n<p>Con quest&#8217;ultimo Numero si conclude la sintesi di un argomento straordinariamente importante; ma, il capitolo conclusivo di\u00a0 questa sintesi non pu\u00f2 essere &#8220;sintetizzato&#8221; perch\u00e9 \u00e8 di una importanza ancor pi\u00f9 straordinaria.<br \/>\nPerci\u00f2, mi scuso fin d&#8217;ora se sar\u00e0 molto lungo, ma non me la sono sentita di tagliare nemmeno una parola: l&#8217;interesse eccezionale, almeno per me, del contenuto lo richiede. (N.d.R.).<\/p>\n<p>Intelligenza Artificiale: fantascienza o realt\u00e0?<\/p>\n<p>1-Intelligenza artificiale, intelligenza limitata, intelligenza generale, computer superintelligente, superintelligenza, singolarit\u00e0 tecnologica, cyborg&#8230;..<br \/>\nOrmai non vi \u00e8 giornale o rete televisiva che non dedichi ampi spazi a questi temi. Il numero di libri scientifici o di fantascienza dedicati al futuro dell&#8217;intelligenza \u00e8 in continua crescita. L&#8217;intelligenza artificiale sembra essere tra i primi argomenti nell&#8217;interesse della gente.<br \/>\nMa veramente la fantascienza sta diventando realt\u00e0?<\/p>\n<p>2-Nel corso di questo libro, abbiamo potuto apprezzare le qualit\u00e0 del nostro cervello e abbiamo cercato di capire come alcune funzioni, che consideriamo uniche e caratteristiche del solo cervello umano, possano scaturire dall&#8217;azione integrata di milioni di miliardi di piccoli elementi che abbiamo imparato a conoscere, i neuroni. Abbiamo considerato, soprattutto, come il funzionamento del cervello ci porti, in un modo per tanti versi ancora incomprensibile, dal materiale all&#8217;immateriale, dagli atomi all&#8217;intelligenza.<br \/>\nE siamo rimasti colpiti dalla grandiosit\u00e0 di tutto ci\u00f2.<\/p>\n<p>3-Appare, dunque, straordinario che alcuni scienziati abbastanza visionari abbiano immaginato che potesse essere possibile creare macchine capaci di realizzare cose ancora oggi ritenute prerogativa della sola mente umana, come produrre idee, comunicare, risolvere problemi, apprendere, o capaci addirittura di superare quest&#8217;ultima, di diventare <em>superintelligenti<\/em>.<br \/>\nNel formulare questa ipotesi, essi si sono, innanzitutto, basati sugli straordinari progressi preconizzati nell&#8217;ambito delle conoscenze scientifiche e delle tecnologie.<\/p>\n<p>4-Secondo la legge di Moore, la potenza di calcolo dei computer raddoppia, grosso modo, ogni 18 mesi e, secondo questo calcolo, nell&#8217;anno 2025, un computer, come quelli che tutti abbiamo in casa, disporr\u00e0 della stessa capacit\u00e0 di calcolo di un cervello umano e, nel 2045, se si confermer\u00e0 lo stesso ritmo di crescita, avr\u00e0 la stessa capacit\u00e0 di calcolo di tutta l&#8217;umanit\u00e0 messa insieme.<br \/>\nE ci saranno milioni di computer come questi in tutto il mondo.<br \/>\nOrmai, qualcuno sostiene che sia solo una questione di tempo, prima che le macchine acquisiscano una consapevolezza di s\u00e9 in grado di rivaleggiare con l&#8217;intelligenza umana.<\/p>\n<p>5-Tutto sommato, il motivo principale della posizione dominante dell&#8217;umanit\u00e0 sulla terra \u00e8 dovuta al fatto che il nostro cervello ha un insieme leggermente pi\u00f9 ampio di facolt\u00e0 in confronto agli altri animali, cosa che ci ha consentito di trasmettere la cultura in modo pi\u00f9 efficiente. La crescita continua delle conoscenze, di generazione in generazione, ci ha permesso, di conseguenza, di consolidare il nostro vantaggio. Ma se arrivassero entit\u00e0 capaci di accumulare conoscenze molto pi\u00f9 velocemente di noi e di inventare nuove tecnologie in tempi molto pi\u00f9 brevi, potrebbero anch&#8217;esse usare l&#8217;intelligenza per elaborare strategie ancora pi\u00f9 efficienti, assumendo un controllo diretto sulle tecnologie, e poi sui processi politici, sui mercati finanziari, e sui flussi d&#8217;informazioni.<\/p>\n<p>6-Ma la legge di Moore pu\u00f2 avere validit\u00e0 eterna?<br \/>\nStiamo gi\u00e0 assistendo ad un suo rallentamento e il ritmo potrebbe interrompersi del tutto alla fine di questo o del prossimo decennio. Il motivo \u00e8 semplice: oggi \u00e8 possibile inserire centinaia di milioni di transistor in silicio su un microscopico chip, ma c&#8217;\u00e8 un limite a quanto vi si pu\u00f2 stipare. Tuttavia, mentre l&#8217;era del silicio volge al termine, i fisici gi\u00e0 sperimentano una grande variet\u00e0 di alternative, forse ancora pi\u00f9 efficienti. Probabilmente, anzi sicuramente, fra poco avremo computer quantistici, computer molecolari, nanocomputer, computer a DNA, computer ottici eccetera.<\/p>\n<p>7-L&#8217;idea che sta dietro la prospettiva di un&#8217;intelligenza artificiale scaturisce dal modo in cui abbiamo visto evolvere e funzionare il nostro cervello.<br \/>\nLa configurazione cerebrale \u00e8 frutto di una evoluzione lunga milioni di anni.<br \/>\nAlla nascita, la sua struttura \u00e8 gi\u00e0 decisa dai geni, dal DNA che abbiamo ricevuto in eredit\u00e0. Lo sviluppo di gran parte dell&#8217;intelligenza e l&#8217;accumulo della maggior parte delle nostre conoscenze avviene per\u00f2 successivamente, grazie alla capacit\u00e0 di elaborare tutte le informazioni che vengono dai nostri sensi. Se vogliamo descrivere tutto questo in un linguaggio da computer, seguendo Max Tegmark, professore di fisica al MIT e autore del libro\u00a0\u00a0<em>Vita 3.0:\u00a0<\/em>\u00a0<em style=\"font-size: 1rem;\">esseri umani nell&#8217;era dell&#8217;intelligenza artificiale,\u00a0<\/em>possiamo dire che il nostro hardware (l&#8217;insieme delle informazioni del nostro DNA che costituiscono la struttura base del cervello e ci forniscono le modalit\u00e0 d&#8217;uso) \u00e8 frutto dell&#8217;evoluzione, lo troviamo gi\u00e0 quasi pronto alla nascita, fisso e soggetto a piccole modificazioni iniziali legate alla sua crescita fino al volume definitivo, con un DNA praticamente stabile negli ultimi 50.000 anni e con una scarsa capacit\u00e0 di immagazzinamento delle informazioni.<br \/>\nPer questo noi umani, alla nascita, non sappiamo un granch\u00e9.<\/p>\n<p>8-Al contrario, il nostro software (l&#8217;insieme delle reti neurali che si svilupperanno nel corso della vita e che ci permetteranno di acquisire le informazioni che provengono dal mondo che ci circonda e di costituire quello che sar\u00e0 l&#8217;insieme delle nostre conoscenze, del nostro modo di ragionare, di emozionarci e prendere decisioni, ci\u00f2 che ci far\u00e0 essere quello che ci caratterizzer\u00e0 per la vita) viene, in gran parte, continuamente programmato in un secondo momento, attraverso il processo di apprendimento che, senza soluzione di continuit\u00e0, trasforma il nostro cervello lungo tutta l&#8217;esistenza. \u00c8 questo che ci fa avere un&#8217;intelligenza molto superiore a quella che pu\u00f2 venirci trasmessa attraverso il DNA all&#8217;atto del concepimento. Ed \u00e8 a questo che dobbiamo una caratteristica straordinaria del nostro cervello, cio\u00e8 la flessibilit\u00e0, la sua capacit\u00e0 di modificarsi continuamente, di imparare sempre, di avere quello che finora abbiamo chiamato la sua &#8220;plasticit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>9-Per chi usa termini tecnologici, possiamo dire che il nostro DNA contiene circa soltanto un gigabyte di informazioni, s\u00ec e no sufficiente a scaricare e memorizzare un singolo film, mentre l&#8217;insieme finale delle nostre sinapsi immagazzina tutto quello che conosciamo e tutte le abilit\u00e0 apprese , sotto forma di circa 100 terabyte (in ordine di grandezza: terabyte = 1000 miliardi di byte) di informazioni.<br \/>\nNella nostra biologia, possiamo agire poco sul nostro hardware, impiantando, per esempio, qualcosa di artificiale, ma nulla che ci permetta di acquisire un cervello pi\u00f9 grande. Ma, e questa \u00e8 la sfida che si pongono gli scienziati, se riusciamo a costruire un cervello che, oltre ad avere un software duttile, avesse anche un hardware implementabile a piacere, avremmo una macchina immensamente pi\u00f9 potente e capace, in pochi decenni, di un&#8217;evoluzione che, per la biologia, richiederebbe migliaia di anni.<\/p>\n<p>10-Ha\u00a0 impiegato circa 13,8 miliardi anni, dal momento del BIG BANG, una materia inerte ed incosciente a diventare intelligente. Uno sviluppo ulteriore certamente richieder\u00e0 un enorme numero di anni. Secondo chi si occupa di IA (Intelligenza Artificiale), perch\u00e9 ci possa essere il grande salto, \u00e8 necessario che la vita si liberi dei vincoli della propria evoluzione e riesca a progettare e modificare il proprio hardware. Sarebbe un modo estremamente pi\u00f9 rapido di costruire macchine intelligenti rispetto alla soluzione escogitata dalla evoluzione. Probabilmente, la macchina che si otterr\u00e0 consumer\u00e0 molto pi\u00f9 dei 15 watt di energia che usa il nostro cervello, ma ben presto, si progetteranno altre macchine intelligenti capaci di usare energia in modo anche pi\u00f9 efficiente.<\/p>\n<p>11-Gli scienziati, in altri termini, immaginarono di poter creare ci\u00f2 che oggi chiamiamo un&#8217; <em>Intelligenza Artificiale<\/em>, con l&#8217;obiettivo ultimo di simulare, e possibilmente superare, il funzionamento del cervello umano.<br \/>\nMolti sono pieni di entusiasmo per questo salto nel futuro e lo considerano una delle pi\u00f9 grandi sfide dell&#8217;umanit\u00e0, probabilmente il pi\u00f9 grande evento della storia dell&#8217;uomo. Del resto, dicono, se un processo cieco e lento come l&#8217;evoluzione \u00e8 stato capace di produrre l&#8217;IU, l&#8217; <em>Intelligenza Umana<\/em>, un processo adeguatamente ottimizzato, grazie alla scienza, non dovrebbe farlo in modo pi\u00f9 rapido e forse pi\u00f9 efficace?<br \/>\nSpinti dal mito dell&#8217;IA, dopo decenni passati a puntare tutto sull&#8217;esplorazione dello spazio e sui misteri della Fisica, da qualche decennio, gli scienziati, non solo biologi, ma anche matematici, fisici, astrofisici eccetera si occupano di capire come opera il nostro organo pi\u00f9 complesso e, oggi, istituzioni e governi di tutto il mondo lanciano grandi progetti per andare alla conquista della mente.<\/p>\n<p>12-Nel 2008, con il sostegno di Google e della NASA, \u00e8 stata fondata in California la Singularity University per lo sviluppo di biotecnologie finalizzate all&#8217;evoluzione di un&#8217;IA. La via verso l&#8217;IA sta seguendo sostanzialmente due concezioni scientifiche del tutto differenti.<br \/>\nSecondo alcuni, la mente \u00e8 simile ad una macchina, il cui comportamento pu\u00f2 essere studiato e replicato in un computer. Per altri, l&#8217;intelligenza \u00e8 una propriet\u00e0 funzionale del cervello biologico e, per simularla, dobbiamo cercare di riprodurre la struttura di quest&#8217;ultimo, ispirandoci al funzionamento del sistema nervoso e sviluppando concetti come quelli delle reti neurali.<br \/>\nNel 2013, l&#8217;Unione Europea ha lanciato lo<em> Human Brain Project (Progetto Cervello Umano)<\/em>, che mira, mediante un supercomputer, a realizzare la simulazione informatica completa del funzionamento del cervello umano. Con le tecnologie attuali, per realizzare questo progetto ci vorranno macchine imponenti, il consumo di energia di un simile mostro di silicio sar\u00e0 cos\u00ec elevato da richiedere, per la sua alimentazione, una centrale nucleare da 1000 megawatt e saranno necessari strumenti di raffreddamento eccezionali per evitare che i suoi circuiti fondano. E pensare che tutto ci\u00f2 servir\u00e0 soltanto a cercare di simulare una piccola parte del corpo umano che pesa meno di un chilo e mezzo e sta tutto dentro la nostra testa, che, al massimo del suo lavoro, fa salire la temperatura corporea solo di pochissimi gradi, usa meno di 20 watt\/ora di potenza e ha bisogno solo di un gradevole pasto per tirare avanti. Senza considerare che, per realizzarla, \u00e8 sufficiente far congiungere due cellule con un atto naturale, e anche piacevole, e restare in attesa per nove mesi.<\/p>\n<p>13-Sempre nel 2013, Barack Obama ha lanciato il progetto BRAIN (Cervello), per mappare l&#8217;intera attivit\u00e0 cerebrale, per decifrare in che modo le reti neurali operano per produrre il pensiero e prendere decisioni. Tracciare una mappa completa dei percorsi neurali del cervello umano potrebbe permettere di capire meglio come funziona la nostra mente e cosa si inceppa quando si sviluppa una malattia mentale, come la schizofrenia, l&#8217;Alzheimer, l&#8217;epilessia, l&#8217;autismo, la depressione eccetera. Ma il funzionamento del nostro cervello \u00e8 ancora, in buona parte misterioso, e la nostra scarsa conoscenza sulla struttura neurale di quest&#8217;organo pu\u00f2 essere un grosso ostacolo alla ricerca sull&#8217;IA. Gli studi sull&#8217;IA sono ritenuti cos\u00ec importanti per il futuro del genere umano e per la rilevanza strategica che potranno avere sull&#8217;equilibrio tra le nazioni, che la corsa per diventarne leader \u00e8 gi\u00e0 cominciata.<\/p>\n<p>14-Oltre all&#8217;Agenzia del Dipartimento della Difesa di Washington che sviluppa tecnologie militari (DARPA), anche la Cina sta investendo cifre ancora pi\u00f9 ingenti. Sempre negli USA e in Cina operano due grandi gruppi multinazionali GAFAM: Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft.<br \/>\nBATX: Baidu, Alibaba, Tencent, Xiaomi.<br \/>\nEntrambi i gruppi hanno destinato decina di miliardi di dollari allo sviluppo di questo settore.<br \/>\nNello sviluppo del futuro, avranno un ruolo importante anche le interfacce neurali, sistemi che permettono lo scambio di informazioni tra una macchina\u00a0 (un computer o una protesi robotica) e il sistema nervoso, per potenziare l&#8217;intelligenza e altre funzioni in individui sani. In alcuni laboratori, si lavora per sviluppare piccoli chip da impiantare nel cervello, disegnati per acquisire, interpretare e modificare i segnali elettrici generati durante l&#8217;attivit\u00e0 cerebrale e consentire quindi una comunicazione diretta con un computer (interfaccia neurale). \u00c8 l&#8217;obiettivo che vogliono raggiungere i ricercatori della Silicon Valley, l&#8217;idea degli uomini<em> Cyborg<\/em>, superintelligenti, ricettivi.<\/p>\n<p>15-Nel futuro, potremmo anche avere un robot controllato a distanza dal cervello umano con cui si interfaccia attraverso un computer, oppure un androide con cervello artificiale nel quale viene trasferita la personalit\u00e0 di un essere umano, un ologramma in grado di esprimersi, in tutto e per tutto, come una persona.<br \/>\nLa fantascienza ha gi\u00e0 previsto tutto questo ed ha immaginato un futuro in cui la mente potr\u00e0 essere trasferita in un computer. Ma non si tratta solo di un film, il concetto di<em> mind uploading, <\/em>di trasferimento della mente, non \u00e8 pura utopia.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 chi \u00e8 convinto che, nelle prossime decadi, i robot diventeranno il guscio dentro il quale sar\u00e0 racchiusa la mente degli uomini: corpi meccanici con cervello umano.<\/p>\n<p>16-A questo punto, penso che fornire alcune definizioni riguardanti il mondo dell&#8217;IA possa aiutarci a capire meglio.<br \/>\nCominciamo con la definizione di <em>intelligenza<\/em>.<br \/>\nTradizionalmente, si definiva intelligente una persona con una buona formazione e con un buon livello culturale. In realt\u00e0, l&#8217;intelligenza ha molte pi\u00f9 sfumature e possiamo darne varie definizioni quali &#8220;la capacit\u00e0 di risolvere problemi nuovi e adattarsi all&#8217;ambiente&#8221;, oppure, &#8220;la capacit\u00e0 di progettare e realizzare fini complessi&#8221;.<br \/>\nIl termine IA, invece, indica la capacit\u00e0 di una macchina (un computer, un robot, un androide) di avere comportamenti simili a quelli umani.<br \/>\nNell&#8217;ambito dell&#8217;intelligenza, possiamo poi distinguere fra <em>intelligenza ristretta e intelligenza generale;<\/em> la prima \u00e8 la capacit\u00e0 di raggiungere un numero limitato di fini. Oggi l&#8217;IA \u00e8, in genere, ristretta; ogni sistema, per quanto complesso, \u00e8 in grado di realizzare fini molto specifici. Un formidabile computer come <em>Deep Blue<\/em> (Blu profondo), in grado di battere un campione mondiale di scacchi, \u00e8 capace di svolgere l&#8217;attivit\u00e0 molto ristretta di giocare a scacchi. La maggior parte delle IA specializzate \u00e8 capace di assolvere alla perfezione compiti precisi,mostrando, invece, una stupidit\u00e0 assoluta non appena si sconfina in qualche campo a loro sconosciuto.<br \/>\nL&#8217;intelligenza umana (IU) \u00e8 invece di un&#8217;ampiezza unica, in grado di padroneggiare una gamma straordinaria di abilit\u00e0; \u00e8, cio\u00e8, un&#8217;intelligenza generale, capace di raggiungere praticamente qualsiasi fine, compreso l&#8217;apprendimento. Qualunque bambino, con un tempo di addestramento sufficiente, pu\u00f2 diventare bravo non solo in qualsiasi gioco, ma anche in qualsiasi lingua, attivit\u00e0 sportiva o lavoro. Ci\u00f2 vuol dire che, se le macchine ci battono in un numero sempre crescente di campi ristretti, noi umani vinciamo facilmente per generalit\u00e0.<\/p>\n<p>17-Il sogno della ricerca sull&#8217;IA \u00e8 la costruzione di una macchina con un&#8217;intelligenza della massima ampiezza, in grado di realizzare praticamente\u00a0 qualunque fine, altrettanto bene di un essere umano. Possiamo definirla un&#8217;<em>Intelligenza Artificiale Generale<\/em> (IAG). In fin dei conti, chi si occupa di ci\u00f2 pensa che la materia inerte possa essere configurata in modo che, obbedendo alle leggi della Fisica,, ricordi, computi e apprenda, anche se non \u00e8 materia biologica. Una tale intelligenza, se realizzata, potrebbe innescare un cambiamento radicale per l&#8217;umanit\u00e0, un punto di svolta conosciuto come <em>singolarit\u00e0 tecnologica<\/em>, un futuro dominato da macchine intelligenti nel quale il nostro destino diventerebbe imprevedibile. Il termine <em>singolarit\u00e0<\/em> viene usato dagli scienziati per definire questa esplosione di intelligenza artificiale.<br \/>\nSi ritiene che, nel momento in cui un&#8217;IA superer\u00e0 la soglia dell&#8217;IU, potr\u00e0 subire un&#8217;accelerazione che la porterebbe in poco tempo alla <em>superintelligenza<\/em>, cio\u00e8 ad una intelligenza che supera di molto le prestazioni cognitive degli esseri umani in quasi tutti i domini di interesse, compreso quello dell&#8217;apprendimento.<br \/>\n\u00c8 assai probabile che, a quel punto, questi computer intelligenti creeranno macchine pi\u00f9 intelligenti degli esseri umani. E queste macchine, a loro volta, saranno in grado di progettare altre macchine ancora pi\u00f9 intelligenti, lasciando l&#8217;intelligenza dell&#8217;uomo molto indietro. C&#8217;\u00e8 la paura che la prima macchina ultraintelligente possa essere anche l&#8217;ultima invenzione che sar\u00e0 permesso all&#8217;uomo di realizzare.<\/p>\n<p>18-L&#8217;impiego di IA specializzate gi\u00e0 oggi \u00e8 molto diffuso e molte macchine, in un sempre maggior numero di compiti specifici, superano di gran lunga le capacit\u00e0 del cervello umano. Gli algoritmi che le guidano, cio\u00e8 quegli strumenti informatici che ci permettono di programmare una macchina, stanno migliorando esponenzialmente, allo scopo di fare ancora meglio molto di ci\u00f2 che l&#8217;IU \u00e8 in grado di fare. Anche se il mondo dell&#8217;IA \u00e8 in continua evoluzione, ci\u00f2 che oggi conosciamo ci consente di fare un confronto, anche se non definitivo, fra le due intelligenze.<br \/>\nLa prima differenza \u00e8 relativa alla velocit\u00e0 dei cambiamenti di ognuna: l&#8217;evoluzione biologica umana \u00e8 troppo lenta rispetto alla progressione dell&#8217;IA.<br \/>\nL&#8217;IA, inoltre, supera nettamente l&#8217;IU in tutto ci\u00f2 che comporta velocit\u00e0 di operazione. Se consideriamo la velocit\u00e0 degli elementi computazionali, ci accorgiamo che i neuroni biologici funzionano ad una velocit\u00e0 molto inferiore a quella di un microprocessore moderno.<br \/>\nPer quel che riguarda la comunicazione interna, gli assoni trasmettono potenziali d&#8217;azione a velocit\u00e0 di 120 metri\/secondo, mentre i processori elettronici possono comunicare, per via ottica, alla velocit\u00e0 della luce (circa 300 milioni di metri \/secondo).<br \/>\nNel numero degli elementi computazionali siamo indietro: il cervello biologico possiede, all&#8217;incirca, 86 mila miliardi di neuroni e questo numero \u00e8 condizionato dalle sue dimensioni non modificabili; i supercomputer possono essere grandi come un hangar, con la possibilit\u00e0 di aggiungere tutti i cavi ad alta velocit\u00e0 che si vuole.<\/p>\n<p>19-Nella velocit\u00e0 di diffusione delle conoscenze, il cervello appare molto lento, anche se il lavoro fatto dalla nostra mente non \u00e8 disprezzabile. Se il nostro DNA non si \u00e8 evoluto sensibilmente negli ultimi 50.000 anni, le informazioni conservate collettivamente nei nostri cervelli, nelle biblioteche e, adesso, nei computer hanno conosciuto, negli ultimi anni, una straordinaria esplosione culturale (usando un termine da IA potremmo definirla una <em>singolarit\u00e0<\/em>\u00a0<em style=\"font-size: 1rem;\">biologica<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\">). Nel corso del tempo (circa 45.000 anni fa) l&#8217;uomo ha sviluppato meccanismi che gli hanno permesso di comunicare per mezzo di un linguaggio parlato raffinato e, in questo modo, trasmettere le informazioni pi\u00f9 utili da un cervello ad un altro.<br \/>\nLo sviluppo della capacit\u00e0 di leggere e scrivere (intorno al 4000 a.C. in Mesopotamia) e, successivamente (quasi 5500 anni dopo, a Magonza), l&#8217;invenzione della stampa, hanno permesso di immagazzinare e condividere quantit\u00e0 di informazioni molto maggiori di quelle che una singola persona avrebbe potuto custodire, realizzando biblioteche di cultura. Utilizzando la nostra intelligenza e il nostro ingegno, abbiamo prodotto tecnologie informatiche che hanno reso possibile a tutti gli esseri umani l&#8217;accesso a buona parte delle informazioni del mondo. Con i computer abbiamo potuto costruire strumenti straordinari, dagli smartphone a Internet a computer ancora pi\u00f9 capaci. Cos\u00ec, l&#8217;insieme delle conoscenze dell&#8217;umanit\u00e0 ha continuato a crescere ad un ritmo sempre pi\u00f9 accelerato, permettendo lo straordinario progresso che \u00e8 sotto gli occhi di tutti e raggiungendo velocit\u00e0 non confrontabili con la lentezza della nostra storia biologica.<br \/>\nMa, per quanto questo risultato possa sembrarci eccezionale, i meccanismi di condivisione nell&#8217;ambito della IA sono infinitamente pi\u00f9 veloci. Miliardi di macchine possono conoscere, in pochi attimi, tutto ci\u00f2 che ognuna di loro ha imparato nell&#8217;ora antecedente, con una straordinaria diffusione delle conoscenze.<\/span><\/p>\n<p>20-In quanto ad affidabilit\u00e0 nel tempo, noi umani lo siamo relativamente poco; gran parte della struttura del nostro cervello \u00e8 determinata alla nascita e va incontro ad un deterioramento fisiologico, mentre un computer pu\u00f2 essere implementato e potenziato continuamente. Di una macchina, o di un programma algoritmico, si possono creare numeri arbitrari di copie, mentre i cervelli biologici possono essere riprodotti soltanto molto lentamente. Ogni nuovo esemplare, inoltre, all&#8217;inizio \u00e8 in uno stato di impotenza funzionale, non ricordando nulla di ci\u00f2 che i genitori hanno imparato nel corso della vita.<br \/>\nUn computer, come Watson dell&#8217;IBM, \u00e8 in grado di analizzare l&#8217;insieme completo di conoscenze che compongono <em>Wikipedia<\/em>, ma se si rimuove un singolo transistor da un processore, il computer si blocca immediatamente, mentre il cervello umano pu\u00f2 funzionare abbastanza bene anche privato di una sua buona met\u00e0.<br \/>\nUn computer ha un&#8217;architettura rigida, un cervello umano \u00e8 costituito da una sofisticatissima rete neurale che si riconnette di continuo e si rafforza dopo aver appreso una nuova attivit\u00e0; le sue reti lavorano massicciamente in parallelo, con un centinaio di miliardi di neuroni che si attivano in contemporanea al fine di raggiungere l&#8217;obiettivo di imparare.<br \/>\nIl confronto fra il consumo energetico del campione di scaccchi\u00a0 Garry Kasparov (circa 20 watt\/ora) e quello di <em>Deep Blue<\/em> mostr\u00f2 che quest&#8217;ultimo di watt ne consum\u00f2 migliaia. Durante tutta la partita, Kasparov ebbe sempre una temperatura corporea normale, mentre <em>Deep Blue <\/em>era cos\u00ec incandescente che si dovettero impiegare diversi ventilatori per dissiparne il calore. Ma probabilmente, gi\u00e0 oggi sono stati progettati nuovi computer con una maggiore efficienza energetica; e, se non oggi, forse succeder\u00e0 in futuro.<\/p>\n<p>21-Dietro ogni ricerca di Google si nasconde un&#8217;IA che, in un istante, pesca il risultato ritenuto migliore da uno sterminato oceano di dati. Ci sono IA che analizzano dati finanziari o forniscono diagnosi mediche con una probabilit\u00e0 di errore di gran lunga inferiore a quella degli esseri umani, rappresentando gi\u00e0 un enorme potenziale di miglioramento dell&#8217;assistenza sanitaria. Vantaggi straordinari si otterranno con l&#8217;analisi dei BIG DATA, cio\u00e8 con l&#8217;elaborazione di sconfinati volumi di informazioni in campi diversi, grazie ad algoritmi e computer sofisticati, addestrati ad estrarre da essi valore e conoscenza per ottenere benefici nel campo, oltre che sanitario, anche aziendale, economico, finanziario, sociale eccetera. \u00c8 altamente probabile che, durante tutta la nostra vita, molte delle pi\u00f9 importanti decisioni circa la nostra salute saranno prese da algoritmi informatici.<br \/>\nQualcuno dice che ai medici rimarranno solamente quei compiti che richiedono grande creativit\u00e0.<br \/>\nA mio parere, l&#8217;IU rimarr\u00e0 essenziale nella valutazione clinica finale di un paziente, perch\u00e9 questa, anche se basata su analisi accurate e veloci fornite da una macchina in grado di valutare milioni di dati, richieder\u00e0 sempre qualcosa che nessun computer avr\u00e0 mai e che si chiama &#8220;buon senso&#8221;, cio\u00e8 l&#8217;insieme di tutti i BIG DATA cognitivi ed emozionali che ogni singolo medico ha incamerato nel corso della sua vita professionale e che possiamo chiamare &#8220;esperienza&#8221;.<\/p>\n<p>22-Relativamente alla capacit\u00e0 di memoria, sembra che quella di un cervello adulto sia abbastanza inferiore a quella di uno smartphone di fascia bassa, ma vi \u00e8 una significativa differenza tra una macchina e un cervello umano nei meccanismi che ne sono alla base. Il meccanismo che ci permette di conservare tanti ricordi della nostra vita senza intasare la mente \u00e8 peculiare. Sappiamo che vi \u00e8 un processo di selezione: fissiamo solo ci\u00f2 che ha fatto vibrare le corde delle nostre emozioni e trascuriamo tutto il resto. Ci\u00f2 che ci rimane dentro, che sia un libro o un avvenimento o una persona, \u00e8 l\u00ec perch\u00e9, nella gerarchia emotiva della nostra mente, valeva la pena di mantenerlo. E poi, interviene il sonno, durante il quale il cervello fa un ulteriore lavoro di rimozione delle cose non importanti e di evidenziazione dei ricordi pi\u00f9 rilevanti.<br \/>\nUn computer non ha meccanismi di selezione o di cancellazione razionale. Inoltre, fissa i ricordi in tanti cassetti senza un nesso fra loro, senza un meccanismo di interpretazione del loro significato. Le fotografie di familiari o amici che salviamo non sono connesse le une alle altre; il computer non capisce che in esse si dipana la storia di amicizie e di amori lungo un ampio arco temporale. Noi cogliamo il senso e il significato di quelle immagini perch\u00e9 la nostra mente intreccia per noi i ricordi e d\u00e0 loro un senso, perch\u00e9 guardarle ci regala un batticuore e il ricordo delle emozioni che ogni avvenimento di ogni fotografia, un tempo, ci ha regalato. Tutto questo, per un&#8217;IA almeno oggi, e chiss\u00e0 per quanto tempo ancora, non \u00e8 possibile.<\/p>\n<p>23-I ricercatori dell&#8217;IA hanno cominciato a rendersi conto che le emozioni potrebbero essere una chiave di accesso per la coscienza. Essi sanno che le emozioni sono essenziali per esprimere giudizi di valore e per orientarsi nel prendere decisioni, poich\u00e9 racchiudono milioni di anni di saggezza pratica; per milioni e milioni di anni, i sentimenti sono stati i pi\u00f9 efficaci algoritmi del mondo. Senza l&#8217;aiuto delle emozioni e del senso morale, una macchina avr\u00e0 difficolt\u00e0 a determinare ci\u00f2 che \u00e8 importante e ci\u00f2 che non lo \u00e8, ci\u00f2 che \u00e8 giusto e ci\u00f2 che non lo \u00e8. Alcuni ricercatori stanno cominciando a realizzare robot in grado di riconoscere le emozioni nelle espressioni del viso, analizzando i pi\u00f9 impercettibili movimenti di sopracciglia, palpebre, labbra, guance. Altri robot cominciano a mostrare emozioni come felicit\u00e0, tristezza, paura.<br \/>\nGli scienziati stanno progettando freneticamente nuove macchine capaci di emulare le nostre capacit\u00e0 cognitive. Eppure, anche se domani un calcolatore sar\u00e0 in grado di replicare perfettamente tutte le funzioni mentali di una persona cosciente, sar\u00e0 solo una macchina che recita una parte, e agisce solo attivando degli algoritmi e non un pensiero. Watson, il computer della IBM, capace di battere due concorrenti umani nel quiz televisivo <em>Jeopardy<\/em>, era in grado di elaborare dati alla velocit\u00e0 di 500 gigabyte al secondo, l&#8217;equivalente di un milione di libri al secondo, con 16.000 miliardi di byte di memoria RAM.<br \/>\nMa non era possibile andare da lui a congratularsi per la sua vittoria, come non si pu\u00f2 andare da una Ferrari di Formula 1 a congratularsi per una <em>pole position<\/em>.<\/p>\n<p>24-L&#8217;IA si evolver\u00e0 mai fino a raggiungere una consapevolezza di s\u00e9?<br \/>\nQualcuno sostiene che sia solo una questione di tempo. Ma come facciamo a creare in una macchina qualcosa che ancora non riusciamo a spiegare nell&#8217;uomo? Non \u00e8 solo un problema di tecnologia, \u00e8 un problema di filosofia, forse. Se poi consideriamo che molto del pensiero umano \u00e8 costituito dal subconscio e che la parte cosciente dei nostri pensieri\u00a0 rappresenta la fetta pi\u00f9 piccola delle elaborazioni di cui abbiamo contezza, ci rendiamo conto di quanto sia difficile\u00a0 replicare il pensiero umano in una macchina.<br \/>\nUna delle differenze che vengono ritenute sostanziali \u00e8 la creativit\u00e0.<br \/>\nNel corso di questo libro, il tema della creativit\u00e0 \u00e8 stato affrontato pi\u00f9 volte, ritenendolo tra le espressioni pi\u00f9 specifiche dell&#8217;uomo.<br \/>\nLa creativit\u00e0, con l&#8217;immaginazione, rappresenta il segreto del nostro successo.<br \/>\nAlcuni scienziati sostengono che i computer, una volta diventati abbastanza potenti, potranno mostrare lo stesso tipo di intelligenza creativa generalmente attribuita alle persone, conferendo loro abilit\u00e0 quali la formulazione di nuove idee. Se immaginiamo la creativit\u00e0 come espressione di una libera associazione di idee, pensieri ed emozioni, un computer guidato da algoritmi rigidi non potr\u00e0 mai esprimerla. e se la capacit\u00e0 di creare cose nuove sar\u00e0 guidata da programmi oggi, per noi, ancora non concepibili, sar\u00e0 ancora creativit\u00e0 o dovremo darle un altro nome? Un computer programmato a comporre brani nello stile di Bach, come gi\u00e0 succede, dimostra creativit\u00e0, cio\u00e8 un&#8217;idea frutto di una libera associazione di pensieri, oppure solamente una meccanica combinazione di note, senza alcuna emozione e senza alcuna consapevolezza? E, anche se il risultato apparir\u00e0 buono, sar\u00e0 sempre una replica di ci\u00f2 che l&#8217;IU ha gi\u00e0 immaginato.<\/p>\n<p>25-Una delle differenze pi\u00f9 importanti tra IA e IU riguarda il loro destino finale. Gi\u00e0 pochi istanti dopo che la macchina umana \u00e8 arrivata a fine esercizio, l&#8217;intero contenuto della sua mente viene cancellato e nessuno pu\u00f2 pi\u00f9 ripescarlo.<br \/>\nPer questo, quando muoiono certi uomini, \u00e8 come se un\u00a0 intero archivio di conoscenza e di cultura venisse bruciato e tutti ci sentiamo culturalmente pi\u00f9 poveri. In un computer, tutta la conoscenza pu\u00f2 essere trasferita su una memoria esterna e duplicata quanto si vuole. E , in fine, c&#8217;\u00e8 la cultura.<br \/>\nQuella accumulata dall&#8217;IU \u00e8 stata frutto di un processo di evoluzione di conoscenze elaborate dal cervello stesso. Le conoscenze diffuse dai programmi di un computer da chi sono prodotte, se non dalla mente umana?<br \/>\nQuando i computer saranno capaci di generare cultura?<br \/>\nAvranno mai le macchine consapevolezza di cos&#8217;\u00e8 cultura?<\/p>\n<p>26-Marvin Minsky, nel 1970, aveva detto: &#8220;Al massimo, entro otto anni avremo una macchina con una intelligenza simile a quella umana&#8221;.<br \/>\nOggi, si ritiene che lo sviluppo di una IAG di livello umano potr\u00e0 avvenire, con una probabilit\u00e0 del 10% entro il 2030, con una probabilit\u00e0 del 50% entro il 2050 ed entro il 2100 con una probabilit\u00e0 del 90%. \u00c8 anche possibile che non accada mai, com&#8217;\u00e8 possibile, invece, che avvenga nel corso della nostra vita.<br \/>\nMa \u00e8 corretto parlare sempre di IA, tutte le volte che addestriamo una macchina a svolgere operazioni prima di pertinenza solamente dell&#8217;uomo?<br \/>\nSe per intelligenza s&#8217;intende la capacit\u00e0 di progettare e realizzare fini complessi, tutte le volte che oggi ci riferiamo all&#8217;IA parliamo di software progettati dall&#8217;uomo per risolvere determinati problemi particolari.<br \/>\nPenso che, in questi casi, abbiamo a che fare con supertecnologie che aiutano l&#8217;uomo a fare quello che gi\u00e0 fa, anche se in modo molto pi\u00f9 veloce ed efficiente. Il termina IA, ormai entrato nell&#8217;uso collettivo, dovrebbe essere riservato a ci\u00f2 che ancora non c&#8217;\u00e8 e che forse non ci sar\u00e0 mai, e cio\u00e8 a una macchina capace di un&#8217;intelligenza generale di livello pari o superiore a quello umano. Ed \u00e8 proprio intorno alla possibilit\u00e0 di creare una superintelligenza, ovvero una macchina la cui intelligenza sia talmente superiore alla nostra da renderci incapaci non solo di migliorarla ma addirittura di comprenderla, che sorgono domande cruciali.<br \/>\n\u00c8 possibile che una macchina particolarmente complessa possa pervenire alla coscienza in senso umano e che la coscienza possa sorgere spontaneamente? Alcuni scienziati affermano che il cervello umano \u00e8 semplicemente un&#8217;entit\u00e0 con maggiori scambi con neuroni, dendriti e sinapsi, rispetto ai bit disponibili in un cervello artificiale, e che quindi, raggiunto un certo grado di complessit\u00e0, anche il cervello artificiale potr\u00e0 esercitare le stesse funzioni di quello umano.<br \/>\nMa un substrato costituito di rame, silicio e tungsteno potr\u00e0 spontaneamente sviluppare le stesse caratteristiche supportate dalla materia biologica di un corpo vivente? Anche se la scienza ci ha spesso dimostrato che anche l&#8217;impossibile pu\u00f2 realizzarsi, certamente \u00e8 molto difficile.<\/p>\n<p>27-La coscienza \u00e8 una caratteristica cos\u00ec complessa, implica cos\u00ec tante cose come consapevolezza di s\u00e9 e della realt\u00e0 che ci circonda, visione morale del mondo, pensiero e capacit\u00e0 di riflettere sui propri pensieri e, su questo, elaborare un progetto, e talmente tante altre ancora, che appare difficile che una materia grezza, solo per aver raggiunto un livello di elevata complessit\u00e0 computazionale, possa farle emergere.<br \/>\nCoscienza \u00e8 anche capacit\u00e0 di capire l&#8217;armonia di un brano musicale ed emozionarci davanti ad un tramonto. Una macchina cercher\u00e0 mai un tramonto o si emozioner\u00e0 mai ascoltando un <em>Notturno<\/em> di Chopin?<br \/>\nE se quindi un computer difficilmente svilupper\u00e0 una consapevolezza di se stesso, come potr\u00e0 essere definito superintelligente? Per fare di una macchina artificiale un&#8217;intelligenza bisognerebbe donarle una conoscenza universale del mondo, compreso quel tipo di saggezza che non c&#8217;\u00e8 modo di condensare in algoritmi. Per quanto straordinariamente complessi possano essere gli algoritmi, potranno mai imparare una cosa inafferrabile come i sentimenti? O i valori? O l&#8217;etica?<br \/>\nCertamente sono domande per il futuro, perch\u00e9 oggi il sistema di IA pi\u00f9 avanzato, secondo qualsiasi criterio di misura ragionevole, \u00e8 di molto al di sotto delle capacit\u00e0 intellettuali generali dell&#8217;uomo. Ma \u00e8 bene che il genere umano si attrezzi per trovare le risposte perch\u00e9, come si pu\u00f2 facilmente capire, questa \u00e8 una storia che rischia di assumere dimensioni oggi impensabili, poich\u00e9 potrebbe riguardare addirittura il futuro ultimo della nostra vita nell&#8217;universo. Ed \u00e8 una storia che sar\u00e0 l&#8217;uomo a scrivere. E, siccome saremo noi a progettare simili macchine, \u00e8 bene che ci chiediamo: quale futuro vogliamo? Solo dopo aver riflettuto molto sul tipo di futuro che vogliamo, saremo in grado di indirizzare la rotta verso un futuro desiderabile.<\/p>\n<p>28-Lo sviluppo dell&#8217;IA ci pone di fronte ad una riflessione, fino a poco tempo fa, ritenuta bizzarra. Finora, un&#8217;intelligenza brillante \u00e8 stata sempre caratteristica di una coscienza evoluta. Soltanto gli esseri consapevoli potevano portare a termine compiti come giocare a scacchi, guidare automobili, diagnosticare malattie. Oggi si stanno sviluppando macchine capaci di svolgere tali compiti in modo assai pi\u00f9 efficace degli uomini, basandosi su pattern e e algoritmi che prescindono dalla presenza di una consapevolezza e che, nel loro obiettivo specifico, possono superare l&#8217;IU. Tutto questo ci porta a considerare che sia possibile sviluppare nuovi tipi efficienti di &#8220;intelligenza&#8221; a prescindere dalla coscienza e che ci\u00f2 che conta, in quest&#8217;ambito, \u00e8 il raggiugimento del fine, non la presenza di una consapevolezza di ci\u00f2 che si sta per fare. Guidare una macchina non comporta, di necessit\u00e0, emozionarsi di fronte ad uno spicchio di mare che appare all&#8217;improvviso tra gli alberi. Anche senza l&#8217;emozione, l&#8217;auto a guida autonoma, sar\u00e0 presto in grado di fare meglio di un conducente umano, anche se, durante il viaggio, non potr\u00e0 godere della musica che la sua radio diffonde o fare considerazioni sulla meraviglia dell&#8217;esistenza.<br \/>\nMa, se tutto ci\u00f2 che ci serve \u00e8 che venga svolto un particolare compito programmato dall&#8217;uomo, per quanto complesso possa essere, \u00e8 cos\u00ec importante che venga realizzato con consapevolezza e creativit\u00e0 invece che sulla base di un programma algoritmico predeterminato?<\/p>\n<p>29-Se un robot decifra e utilizza, in un dato contesto, le parole cinesi molto meglio di un qualunque essere umano, \u00e8 veramente importante stabilire se capisce il cinese, dal momento che, in tutte le applicazioni pratiche, vi riuscir\u00e0 meglio di qualunque essere umano? In altri termini, la parola &#8220;capire&#8221; avr\u00e0 ancora senso se riferita ad una macchina? Sulla base di quanto detto fin qui, possiamo attribuire ad un computer la parola &#8220;pensare&#8221;? E siamo sicuri che si possano chiamare &#8220;intelligenti&#8221; macchine incapaci di costruire una rappresentazione del mondo o di dare vita a processi creativi? Il sospetto che sorge \u00e8 che questi complessi sistemi di calcolo, invece di essere in grado di operare come la mente umana, di fatto si limitino a calcolare i dati in modo pi\u00f9 sofisticato e veloce, cio\u00e8 che siano solamente delle supertecnologie.<br \/>\nLa saggezza, l&#8217;intelligenza non sono semplicemente un accumulo di informazioni, per quanto numerose queste possano essere, ma la capacit\u00e0, partendo da una mole di dati, di rielaborarli e riuscire a pensare una prospettiva pi\u00f9 ampia sulle cose.<\/p>\n<p>30-Il progetto IA \u00e8 in continua evoluzione e gli scienziati, oltre che su una maggiore memoria e velocit\u00e0, vogliono adesso puntare ad una macchina che apprenda. Per fare questo, si sta cercando di simulare le reti neurali umane, cio\u00e8 un insieme di gruppi di neuroni interconnessi, realizzando un esempio di tecnica di intelligenza artificiale ispirata al cervello. Si sta cercando di realizzare quello che si chiama<em> machine learning, <\/em>cio\u00e8 l&#8217;apprendimento autonomo da parte di macchine autodidatte, che non hanno bisogno di un maestro per progredire nella loro conoscenza, evolversi e migliorare.<br \/>\nIl <em>machine learning, <\/em>grazie all&#8217;aumento delle capacit\u00e0 di calcolo e di memoria dei nostri computer, rappresenta un grande passo avanti. <em>Deep Blue,<\/em> della IBM, ha imparato da solo a giocare a 40 giochi; <em>Alpha Go<\/em>, di Google, ha fatto lo stesso con <em>Go<\/em>, un antico gioco diffuso in Cina, assai pi\u00f9 complesso degli scacchi.<br \/>\nLe<em> machine learning <\/em>sono\u00a0computer che imparano ad estrarre deduzioni dalla massa di dati che assorbono, anzich\u00e9 aspettare che sia un uomo a dar loro istruzioni sul da farsi: formulano ipotesi, le confrontano con i dati raccolti nel mondo esterno, le aggiustano. La loro superiorit\u00e0 sta nel fatto che queste funzioni, proprie della mente umana, loro possono realizzarle ad una velocit\u00e0 un milione di volte superiore. Google, Amazon, Netflix oggi usano questi computer imparanti.<br \/>\nTutto ci\u00f2 avvicina le macchine alla IA vera, quella che vuole simulare l&#8217;IU. Per certi versi, questa prospettiva appare molto intrigante. Tutto ci\u00f2 che amiamo della civilt\u00e0 \u00e8 il prodotto dell&#8217;IU; ampliandolo con l&#8217;IA, potenzialmente potremmo rendere la nostra vita ancora migliore, prevenire le calamit\u00e0 naturali, curare le malattie, vivere pi\u00f9 a lungo..<\/p>\n<p>31-Ma \u00e8 necessario fare una riflessione sul tipo di futuro che vogliamo e che noi, come specie, potremmo creare: l&#8217;idea stessa di un&#8217;IA cos\u00ec avanzata solleva problemi non solo tecnologici e filosofici, ma anche di sicurezza per il genere umano. Gli scienziati e i governanti devono chiedersi cosa si possa fare per aumentare le probabilit\u00e0 di raccogliere i frutti della futura IA ed evitarne i rischi. Questo \u00e8 il dibattito pi\u00f9 importante del nostro tempo.<br \/>\nPoich\u00e9 un&#8217;IA avanzata sarebbe, per definizione, molto abile nel raggiungere i suoi fini, quali che siano, dobbiamo assicurarci che questi siano in linea con i nostri, perch\u00e9, altrimenti, abbiamo di che preoccuparci. Ma, a quel punto, saremo in grado di cambiare i fini di un&#8217;IA pi\u00f9 intelligente di noi? E come ci assicureremo che quei fini saranno mantenuti? Cosa sar\u00e0 della nostra vita, quando l&#8217;uomo svilupper\u00e0 algoritmi non coscienti, ma dotati di grande intelligenza? Siamo sicuri che un software intelligente si limiter\u00e0 a fare solamente ci\u00f2 che noi lo programmiamo a fare?<\/p>\n<p>32-Non sappiamo dove ci porter\u00e0 l&#8217;IA, e, ancora meno, quello che accadr\u00e0 con una superintelligenza, quali opportunit\u00e0 e quali sfide ci presenter\u00e0 un furturo cos\u00ec fatto. Potremmo trovarci di fronte a qualcosa di completamente nuovo, qualcosa che, secondo i modelli matematici, potrebbe diventare milioni di volte pi\u00f9 intelligente di noi. Probabilmente siamo all&#8217;inizio di una storia ancora da scrivere, ma che si prospetta straordinaria. Il livello di investimenti, combinato con i progressi nei BIG DATA, nelle scienze dei materiali e nella tecnologia, stanno ponendo le basi per una svolta decisiva.<br \/>\nMalgrado gli straordinari entusiasmi di molti, alcuni scienziati, come lo svedese Nick Bostrom, direttore del<em> Future of Humanity Institute\u00a0 <\/em>presso l&#8217;Universit\u00e0 di Oxford, trovano ragioni per essere prudenti, fino al punto di affermare che una superintelligenza artificiale potrebbe comportare, per l&#8217;essere umano, un pericolo maggiore di qualsiasi altra invenzione della storia umana.<br \/>\nNumerose personalit\u00e0 della scienza e della tecnologia, come Stephen Hawking, il premio Nobel per la Fisica Frank Wilczek, Bill Gates, Elon Musk, cos\u00ec come molti altri, hanno espresso cautele come Bostrom.<br \/>\nPensata come ausiliaria delle capacit\u00e0 cognitive del cervello umano, l&#8217;IA potrebbe dimostrarsi in grado di prendere decisioni autonome e, in seguito, rendere l&#8217;uomo schiavo della sua stessa tecnologia. La paura che l&#8217;umanit\u00e0 possa creare cose che non \u00e8 in grado di controllare ci porta a storie lontane, al mito di Prometeo, condannato ad una punizione eterna per aver donato il fuoco ai mortali, o a quello di Icaro, le cui ali si sono sciolte al sole per aver osato volare troppo in alto; i libri e i film di fantascienza ci rappresentano mondi in cui l&#8217;uomo appare incapace e succube di intelligenze aliene. La paura \u00e8 che una superintelligenza ostile o poco amichevole, possa impedirci di controllarla o di modificarne i fini, e che questo possa segnare il nostro destino.<\/p>\n<p>33-La scommessa \u00e8 che la scienza ci dia gli strumenti per gestire il processo nel modo giusto, calcolando anche i rischi apparentemente inverosimili e prevedendo opportuni accorgimenti. Certamente, ci troviamo di fronte ad una sfida complessa che consiste anche nell&#8217;evitare di perdere la nostra umanit\u00e0 e mantenere il nostro buon senso. Ma in tutta questa storia, sicuramente un vantaggio l&#8217;abbiamo: saremo noi a progettare la superintelligenza e potremo costruirla in modo che protegga i valori umani; siamo noi, al momento, mentre l&#8217;IA prende forma, ad avere in mano il futuro della nostra vita. Gli scienziati, i filosofi, i politici devono capire bene cosa possiamo fare oggi per determinare le condizioni iniziali di un&#8217;IAG, in modo da selezionare delle motivazioni che ci garantiscono la sopravvivenza e che siano benefiche. Se riusciamo a fare tutto questo, allora una superintelligenza potrebbe rivelarsi una delle trovate pi\u00f9 geniali nella storia dell&#8217;umanit\u00e0. Intanto, il 18 Dicembre 2018, un gruppo di esperti nominato dalla Commissione Europea ha tracciato le prime linee guida etiche in tema di IA. Il documento punta principalmente sulla centralit\u00e0 dell&#8217;essere umano: prima degli algoritmi, devono venire la dignit\u00e0 e la libert\u00e0 dell&#8217;uomo. Il primo punto indicato \u00e8 l&#8217;affidabilit\u00e0,, sia tecnica che etica. La prima discende dalla capacit\u00e0 degli scienziati e dall&#8217;utilizzo delle migliori tecnologie oggi disponibili. Le questioni etiche, potenzialmente rilevanti e forse pi\u00f9 complesse, vanno dalla possibilit\u00e0 di manipolare il proprio corpo, allo sviluppo ed uso di armi completamente autonome, che prescindono dal controllo diretto dell&#8217;essere umano nella decisione di uccidere, alla possibilit\u00e0 di analizzare dati complessi di un individuo, riferibili alle sue abitudini, preferenze, idee politiche e religiose, al fine di definirne il profilo e predire o, addirittura, manipolare il suo comportamento; e, ancora, determinare come una macchina debba agire di fronte ad una scelta tragica, come quella di sacrificare una vita per salvarne un&#8217;altra. Il documento fissa alcuni principi fondamentali: l&#8217;IA deve promuovere il benessere degli individui e della societ\u00e0, favorendo sviluppo economico, equit\u00e0 sociale e tutela dell&#8217;ambiente; non deve nuocere agli uomini, evitando discriminazioni, manipolazioni del singolo o o dell&#8217;opinione pubblica (vedi i recenti scandali di<em> Cambridge Analytica<\/em>, relativi a certi usi di algoritmi e social media per conoscere ed influenzare decisioni politiche);\u00a0 deve essere assicurata la libert\u00e0 degli esseri umani dalla subordinazione o coercizione da sistemi di IA; l&#8217;utilizzo\u00a0 deve essere improntato a principi di equit\u00e0, garantendo eguali opportunit\u00e0; vi deve essere trasparenza della tecnologia e del modello di business; ogni forma di inganno deve essere esclusa e l&#8217;uomo deve essere informato della vera natura della macchina.\u00a0 \u00a0 \u00a0<span style=\"font-size: 1rem;\">L&#8217;IA, in pratica, deve avanzare in maniera protetta, benevola, disponibile a tutti e benefica.<\/span><\/p>\n<p>34-Cosa possiamo dedurre da tutto questo?<br \/>\nIsaac Newton, secoli fa, pubblicando i <em>Principi matematici della filosofia<\/em> <em>naturale,\u00a0<\/em>intu\u00ec come il libro della natura fosse scritto nel linguaggio della matematica. Ci sono voluti secoli perch\u00e9 la scienza usasse estesamente la matematica e, grazie ad uno sviluppo avanzato di questa, l&#8217;umanit\u00e0 \u00e8 giunta alla IA. L&#8217;IA rappresenta certamente una sfida tecnologica importantissima. Nuove macchine, sulla base di regole predefinite, saranno capaci di prendere decisioni o di aiutarci a farlo e, nel bene o nel male, la loro esistenza influenzer\u00e0 fortemente la nostra vita.<br \/>\nUno degli aspetti pi\u00f9 interessanti degli studi sull&#8217;IA \u00e8 che queste ricerche potranno avere un impatto diretto sul futuro della mente: potremo capire meglio i meccanismi del funzionamento del cervello, potenziare la nostra intelligenza, trovare la cura di molte malattie neurologiche, creare interfacce cervello- computer e, in un futuro quasi da fantascienza, fare copie di backup dei nostri pensieri.<br \/>\nMa come cambier\u00e0 il nostro rapporto con le macchine, se un giorno l&#8217;uomo riuscir\u00e0 a realizzare un&#8217;IA avanzata, che sia di tipo umano e generale?<br \/>\nSe la scienza riuscir\u00e0 in ci\u00f2, il risultato che si raggiunger\u00e0 sar\u00e0 eccezionale.<br \/>\nMa, in quel momento, dovremo avere le leggi per governarlo con quella saggezza che le macchine probabilmente non avranno, perch\u00e9 l&#8217;IAG ci presenter\u00e0 meravigliose opportunit\u00e0, ma anche difficilissime sfide.<br \/>\nLa pi\u00f9 difficile di questa sar\u00e0 fare in modo che le macchine si inseriscano nella nostra vita senza stravolgerla, ma preservando l&#8217;equilibrio complessivo del mondo e la dignit\u00e0 e la libert\u00e0 dell&#8217;uomo. Pensare che potremmo essere la prima generazione a vivere questa opportunit\u00e0 \u00e8 preoccupante, ma, allo stesso tempo, esaltante e bellissimo.<br \/>\nIL mondo, come lo abbiamo immaginato finora, sta letteralmente cambiando e l&#8217;impatto economico, sociale e lavorativo che ne conseguir\u00e0, sar\u00e0 rilevante gi\u00e0 in un futuro prossimo. Accanto ad effetti positivi ed esaltanti, dobbiamo mettere in conto anche conseguenze negative. per questo dovremo decidere come modernizzare le nostre leggi e quali consigli dare ai nostri figli in modo che evitino lavori destinati a essere presto svolti in modo migliore dalle macchine. Dobbiamo aggiornare i nostri sistemi educativi e ripensare il nostro panorama lavorativo. Il problema cruciale, gi\u00e0 oggi, \u00e8 creare nuovi mestieri che gli uomini riescano a fare meglio degli algoritmi.<\/p>\n<p>35-Per finire, mi sono posto queste domande: dobbiamo veramente preoccuparci del progresso futuro dell&#8217;IA e del possibile raggiungimento del punto di singolarit\u00e0 tecnologica? Pensiamo che debba essere fermato?<br \/>\nSe penso come in un romanzo di fantascienza, s\u00ec. Ma se penso in modo razionale, no. Per tre motivi.<br \/>\nInnanzitutto, \u00e8 difficile immaginare che l&#8217;uomo possa creare una vera IAG e possa dotarla di una coscienza, senza la quale le scelte tra ci\u00f2 che \u00e8 giusto e ci\u00f2 che \u00e8 sbagliato non potranno esserci, se non ha ancora capito cosa sia la coscienza umana e quale sia stata l&#8217;incredibile sequenza di eventi biologici che si sono dovuti realizzare perch\u00e9 fosse possibile.<br \/>\nSecondariamente, perch\u00e9 ho fiducia nella scienza e nell&#8217;uomo che la governa In fondo l&#8217;uomo, gi\u00e0 altre volte, ha sviluppato tecnologie che avrebbero potuto trasformarsi in armi micidiali, capaci di distruggere l&#8217;umanit\u00e0 e, finora, per saggezza o per paura o per spirito di autoconservazione, \u00e8 riuscito a controllarle e a volgerle in un utilizzo sicuro. La cosa certa \u00e8 che la scienza si \u00e8 mossa sempre con affidabilit\u00e0, con verifiche continue di ogni progressione e con la condivisione nell&#8217;ambito del mondo scientifico. Non esistono i laboratori di uomini malvagi che portano avanti scoperte inenarrabili per arrivare al controllo del mondo. Lasciamo tutto ci\u00f2 alla fantascienza e fidiamoci degli approcci metodologici che guidano gli scienziati e della loro razionalit\u00e0.<br \/>\nInfine, e questo \u00e8 il terzo motivo, perch\u00e9 penso che non non si possa arretrare la spinta ad andare oltre che caratterizza la nostra mente e che ha permesso, da sempre, i progressi del genere umano. Non possiamo fermare il progresso e l&#8217;IA di questo progresso \u00e8 parte fondamentale, cos\u00ec come la ricerca per raggiungere la cura dei tumori o per allungare la vita preservandoci in salute.<br \/>\n\u00c8 proprio in questo anelito continuo al miglioramento che sta la bellezza della vita, non immobile e statica, ma sempre con una tensione verso il nuovo.<\/p>\n<p>36-Ma, mentre da uomo di scienza, guardo con entusiasmo ad un futuro di straordinario progresso scientifico, da semplice essere umano mi chiedo: la vita \u00e8 davvero soltanto elaborazione di dati, e quindi condizionabile da algoritmi, oppure la coscienza di noi stessi, la capacit\u00e0 di indagarci dentro, di chiederci da dove veniamo e dove andremo ci rende esseri differenti e mai raggiungibili da una macchina?<br \/>\nPer quanto l&#8217;intelligenza sia straordinariamente importante,\u00a0 l&#8217;uomo non \u00e8 solo intelligenza. \u00c8\u00a0 anche emozioni, inserimento in un mondo fatto anche di altre cose in cui l&#8217;uomo ha un ruolo, ma non sempre determinante o rilevante.<br \/>\nCome far\u00e0 una macchina, pur con tutti i suoi complessi algoritmi, ad inserirsi\u00a0 \u00a0in una realt\u00e0 cos\u00ec stupefacente come la natura terrestre?<br \/>\n\u00c8 probabile che l&#8217;uomo non sia essenziale e che possa essere tranquillamente sostituito da una macchina e dalle sue formule. Certamente i fiori, gli alberi e gli uccelli non se ne accorgeranno. Ma che fine far\u00e0 poi il genere umano? Che fine far\u00e0 un&#8217;esperienza di milioni di anni che ha saputo sviluppare la coscienza e un pensiero intelligente?\u00a0 La coscienza \u00e8 la pi\u00f9 alta forma di complessit\u00e0 conosciuta nell&#8217;universo e, probabilmente, anche la pi\u00f9 rara. Siamo certi di voler rinunciare a tutto questo e che tutto quello che potr\u00e0 venire dopo sia migliore?<br \/>\nO non dovremo, piuttosto, considerare l&#8217;IA semplicemente come una straordinaria opportunit\u00e0 tecnologica capace di aiutarci a costruire un mondo migliore, senza malattie, senza povert\u00e0, senza discriminazioni, con una pi\u00f9 equa distribuzione delle risorse, magari con la possibilit\u00e0 di accrescere le nostre capacit\u00e0 emotive e cognitive, ma senza voler necessariamente raggiungere una superintelligenza pari o superiore all&#8217;IU?<br \/>\nNon dimentichiamoci mai che siamo esseri piccolissimi al limite della vastit\u00e0 dell&#8217;universo e che dobbiamo considerare la vita e la nostra intelligenza umana miracoli preziosi.<br \/>\nSperiamo che questo limiti il nostro desiderio di onnipotenza e non ci spinga a cercare al di fuori di noi stessi coscienze artificiali, surrogati di una realt\u00e0 gi\u00e0 bellissima, e che l&#8217;umanit\u00e0, affidandosi alla filosofia della sua lunga vita, mantenga sempre il controllo sulle tecnologie.<br \/>\nChiuderei facendo mie le parole del neuroscienziato David Eagleman: &#8221; Che sconcertante capolavoro \u00e8 il cervello, e come siamo fortunati ad appartenere ad una generazione che ha la tecnica e la volont\u00e0 di studiarlo. \u00c8 la cosa di gran lunga pi\u00f9 bella che abbiamo scoperto nell&#8217;universo, e quella cosa bellissima siamo noi&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL\u00a0 CERVELLO\u00a0 \u00c8\u00a0 PI\u00d9\u00a0 GRANDE\u00a0 DEL\u00a0 CIELO\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0(Ultimo numero della serie) Con quest&#8217;ultimo Numero si conclude la sintesi di un argomento straordinariamente importante; ma, il capitolo conclusivo di\u00a0 questa sintesi non pu\u00f2 essere &#8220;sintetizzato&#8221; perch\u00e9 \u00e8 di una importanza ancor pi\u00f9 straordinaria. 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