{"id":5050,"date":"2019-12-02T10:58:52","date_gmt":"2019-12-02T09:58:52","guid":{"rendered":"http:\/\/millemotti.mooo.com\/?p=5050"},"modified":"2020-01-03T15:40:50","modified_gmt":"2020-01-03T14:40:50","slug":"numero1812","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=5050","title":{"rendered":"Numero1812."},"content":{"rendered":"<p>IL\u00a0 CERVELLO\u00a0 \u00c8\u00a0 PI\u00d9\u00a0 GRANDE DEL\u00a0 CIELO<\/p>\n<p>La coscienza<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;La coscienza \u00e8 la forma della conoscenza, l&#8217;unica forma veramente reale, intessuta nell&#8217;unico linguaggio che possediamo, quello del cervello e del suo\u00a0 telaio incantato&#8221; scrive il neuroscienziato Giulio Tononi.<br \/>\nLa coscienza costituisce una delle caratteristiche pi\u00f9 peculiari e complesse dell&#8217;essere\u00a0 umano. Addentrarsi nei suoi misteri fa un po&#8217; paura, perch\u00e9, anche se sulla coscienza sono stati scritti interi libri, poche sono le certezze che abbiamo su cosa sia, perch\u00e9 ci sia, da quale parte del cervello derivi.<br \/>\nLa coscienza nasce con il cervello, sboccia quando il cervello sviluppa reti rigogliose e le consolida, e poi invecchia con esso. Quando il cervello muore, anch&#8217;essa muore. &#8220;E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia&#8221; dice Roy Batty nell&#8217;indimenticabile monologo di <em>Blade<\/em>\u00a0<em style=\"font-size: 1rem;\">Runner.<br \/>\n<\/em><span style=\"font-size: 1rem;\">Senza la coscienza non esisterebbe nulla. L&#8217;unico modo con il quale &#8220;sentiamo&#8221; il nostro corpo, le nostre emozioni, le persone, gli alberi, le stelle, la musica, e attraverso le nostre esperienze, i nostri pensieri e i nostri ricordi soggettivi.<br \/>\nOgni giorno agiamo, amiamo e odiamo, ricordiamo il passato e immaginiamo il futuro, ma, in buona sostanza, il rapporto con il mondo, in tutte le sue manifestazioni, lo stabiliamo esclusivamente con la coscienza. E quando questa viene a mancare, scompare pure il mondo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1rem;\">Ma qui sta il punto. La natura del rapporto tra il sistema nervoso e la coscienza rimane elusiva e, tuttora, al centro di accesi e interminabili dibattiti. Anche se la coscienza \u00e8 ben diversa dalla materia, sicuramente della materia ha bisogno. Da un lato c&#8217;\u00e8 il cervello, l&#8217;oggetto pi\u00f9 complesso dell&#8217;universo conosciuto, un&#8217;entit\u00e0 materiale soggetta alle leggi della fisica; dall&#8217;altro, il mondo della consapevolezza, delle immagini e dei suoni della vita, della paura, della rabbia, del desiderio e dell&#8217;amore, della noia. Questi due mondi sono in stretta relazione, come dimostra drammaticamente un&#8217;emorragia che, scompaginando la struttura del cervello, all&#8217;istante si porta via la nostra mente. A meno di non essere profondamente addormentati o in coma, siamo sempre coscienti di qualcosa: la coscienza \u00e8 il fatto centrale della nostra vita. Comincia al mattino quando ci svegliamo e continua per l&#8217;intera giornata, fino a quando cadiamo in un mondo senza sogni.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 1rem;\">Eppure la coscienza la diamo per scontata, perch\u00e9 ci accompagna da sempre e non richiede sforzi. Allo stesso modo pensiamo, e questo ci permette di fare le cose meravigliose che facciamo, ma non ci siamo mai dovuti interrogare sulla natura del pensiero o del suo funzionamento.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1rem;\">Quando si parla di coscienza, sono pi\u00f9 le domande che ci vengono alla mente che non le certezze che abbiamo. Perch\u00e9, fino ad un certo punto dell&#8217;evoluzione, le operazioni automatiche e silenti del cervello erano sufficienti per la vita, e solo pi\u00f9 tardi \u00e8 balzata prepotentemente fuori la coscienza e, con essa, il concetto di libero arbitrio? Anche se non abbiamo una chiara idea degli eventi biologici che ne hanno reso possibile il manifestarsi, la coscienza \u00e8 probabilmente la pi\u00f9 alta forma di complessit\u00e0 conosciuta nell&#8217;universo, e anche la pi\u00f9 rara: \u00e8 stata definita &#8220;il pi\u00f9 profondo di tutti i misteri scientifici&#8221;. In effetti, possiamo considerare la coscienza il vero grande mistero della nostra conoscenza.<br \/>\nPur cos\u00ec complessa, la coscienza \u00e8 alquanto fragile e variabile, perch\u00e9 basta subire un&#8217;anestesia per farla scomparire, perch\u00e9 ogni volta che ci addormentiamo, ogni sera, si spegne progressivamente e, dentro di noi, l&#8217;intero universo scompare, vanno via i suoni, i colori, i pensieri ed \u00e8 come se non esistessimo pi\u00f9 neanche noi stessi. Ma basta svegliarci, perch\u00e9 tutto ritorni esattamente come prima, come se nulla fosse successo. Come per miracolo, cos\u00ec, senza sforzo, ogni mattino la coscienza si attiva da sola, <\/span><span style=\"font-size: 1rem;\">milioni di persone si riaffacciano alla vita, ridiventando consapevoli della loro esistenza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1rem;\">Come da quella macchina, il cervello, che ci sembra di conoscere cos\u00ec bene, possa sprigionarsi l&#8217;esperienza soggettiva, il colore del cielo, la serenit\u00e0 di un tramonto, come dall&#8217;attivarsi di un pugno di neuroni nasca la coscienza, sembra davvero un miracolo inspiegabile. Il filosofo David Chalmers lo ha chiamato &#8220;<em>the hard problem<\/em>&#8221; (il problema difficile), perch\u00e9 sembra impossibile anche solo immaginarne una soluzione.<br \/>\nLa coscienza \u00e8 l&#8217;espressione massima dell&#8217;attivit\u00e0 del nostro cervello e d\u00e0 il senso alla nostra vita.<br \/>\nMa che cos&#8217;\u00e8 esattamente la coscienza? Su questo quesito, scienziati e filosofi dibattono da tempo, pur sapendo che essa \u00e8 la cosa pi\u00f9 difficile da definire, la caratteristica pi\u00f9 misteriosa dell&#8217;uomo.<br \/>\nSu di essa possiamo dire tante cose: \u00e8 la capacit\u00e0 di ognuno di noi di percepire\u00a0 e di sperimentare il mondo che ci circonda e di sentircene parte, \u00e8 la soggettivit\u00e0, il libero arbitrio, il centro di comando della mente, \u00e8 l&#8217;esigenza profonda di capire noi stessi, \u00e8 la maturazione della consapevolezza di s\u00e9, con l&#8217;insieme di tutto il bagaglio di cose accumulate nel tempo, diversa dal bambino, all&#8217;adolescente, all&#8217;uomo adulto. Alla coscienza \u00e8 legata la visione morale del mondo. La coscienza \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 della mente e implica il pensiero; se non pensi, non sei cosciente. Ma ci\u00f2 non comporta che pensiero e coscienza si identifichino, perch\u00e9 non sempre il pensiero \u00e8 cosciente.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1rem;\">Il termine <em>mente<\/em>\u00a0\u00e8 comunemente usato per descrivere l&#8217;insieme delle funzioni cognitive del cervello, quali il pensiero, l&#8217;intuizione, la ragione, la memoria, la volont\u00e0 e tante altre. Anche il termine<em> psiche<\/em>\u00a0fa riferimento alla mente nel suo complesso.<br \/>\nIl <em>pensiero<\/em>\u00a0\u00e8 l&#8217;attivit\u00e0 della mente, in un certo senso, \u00e8 la mente operativa, un processo che si esplica nella formazione delle idee, dei concetti, della coscienza, dell&#8217;immaginazione, dei desideri, della critica, del giudizio e di ogni raffigurazione del mondo. Non sempre il pensiero \u00e8 cosciente, potendo agire anche in modo inconscio.<br \/>\n<em>Coscienza <\/em>\u00e8 lo stato di consapevolezza raggiunto dall&#8217;attivit\u00e0 della mente, cio\u00e8 quel momento di presenza alla mente della realt\u00e0 oggettiva, di percezione di unit\u00e0 di ci\u00f2 che \u00e8 nell&#8217;intelletto.<br \/>\nLa coscienza \u00e8 il processo di continua formazione di un modello del mondo e di noi stessi nel mondo, al fine di simulare il futuro e realizzare un obiettivo, la capacit\u00e0 di immaginare situazioni che non esistono nel mondo reale e di elaborare un progetto per il futuro che vada oltre i bisogni dettati dall&#8217;istinto e dalla sopravvivenza. Il cervello \u00e8 una macchina anticipatrice e creare il futuro \u00e8 la sua funzione pi\u00f9 importante.<br \/>\nGrazie alla coscienza riusciamo a sostenere un ragionamento, anche complicato, pronunciamo una frase o leggiamo la pagina di un libro. E possiamo dire parole come: penso, credo, voglio. Poich\u00e9 abbiamo la capacit\u00e0 di parlare, \u00e8 in particolare attraverso la parola che possiamo affermare di essere coscienti, raccontando tantissime cose di noi e della nostra interiorit\u00e0.<br \/>\nLa coscienza \u00e8 il meccanismo di controllo e di verifica della mente, ci\u00f2 che fa s\u00ec che l&#8217;azione della mente avvenga rispettando le finalit\u00e0 della nostra esistenza, in parte scritte nel genoma ma, soprattutto, fissate dall&#8217;ambiente culturale e\u00a0 sociale che l&#8217;uomo ha costruito nel corso dei millenni. Per questo, nel linguaggio comune, coscienza indica anche una valutazione morale del proprio agire, spesso intesa come criterio supremo della moralit\u00e0, e ci eleva alla trascendenza, alle bellezze astratte ed etiche.<br \/>\nIl meccanismo della nostra mente \u00e8 complesso. Qualcuno ha detto che, se la nostra mente fosse cos\u00ec semplice da essere compresa, noi non saremmo abbastanza intelligenti per comprenderla.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1rem;\">Pur essendo la coscienza il pianificatore a lungo termine della nostra vita, in realt\u00e0 essa controlla solo una piccola parte del lavorio del cervello. Buona parte delle operazioni del cervello sono condotte da tanti meccanismi a cui essa non ha accesso, perch\u00e9 molte cose funzionano sotto il suo livello, anche se molte hanno avuto un momento cosciente, hanno necessitato di un apprendimento e hanno un posto nella memoria.<br \/>\nMa perch\u00e9, quando dormiamo, la luce della coscienza si spegne e, con essa, tutto il nostro universo privato, se miliardi di neuroni continuano ad inviare impulsi nervosi come quando si \u00e8 svegli? Ci\u00f2 vuol dire che dal nostro cervello scaturisce o meno coscienza a seconda della modalit\u00e0 in cui i suoi neuroni si attivano ed interagiscono fra di loro? Ma allora, \u00e8 il modo di funzionare dei neuroni o, in alternativa, lo stato di attivazione o meno di specifiche aree cerebrali a determinare se siamo coscienti oppure no? E, se \u00e8 cos\u00ec, che cosa c&#8217;\u00e8 di tanto speciale in queste aree perch\u00e9 possano generare la coscienza?<br \/>\nSecondo una brillante teoria di Giulio Tononi, la coscienza \u00e8 il risultato dell&#8217;azione integrata di tante aree cerebrali. \u00c8 <em>la teoria dell&#8217;informazione<\/em> <em>integrata,<\/em>\u00a0secondo cui le esperienze consce derivano dall&#8217;integrazione di grandi quantit\u00e0 di informazioni da parte di molte aree del cervello. Pi\u00f9 una specie vivente \u00e8 capace di integrare informazioni, pi\u00f9 il suo grado di coscienza \u00e8 elevato. Ma tutte le aree cerebrali sono coinvolte nel meccanismo della coscienza? Negli ultimi decenni le neuroscienze sono letteralmente esplose, il sapere e le conoscenze sul cervello sono cresciute a dismisura e noi abbiamo capito cose che prima neanche immaginavamo.<br \/>\nOggi che le tecniche di <em>imaging cerebrale\u00a0<\/em>ci permettono di visualizzare in modo sistematico e affidabile il cervello in azione, lo studio delle basi biologiche della coscienza \u00e8 diventata una delle sfide scientifiche pi\u00f9 affascinanti. Purtroppo, non riusciamo ancora a riconoscere le aree del cervello che si attivano quando si esprime la coscienza, cos\u00ec come riusciamo invece a fare per individuare le aree motorie o quelle del linguaggio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1rem;\">Certamente, per essere coscienti, non abbiamo bisogno del midollo spinale e una lesione di quest&#8217;area non modifica minimamente la nostra coscienza.<br \/>\nUn&#8217;altra osservazione interessante e, per certi versi, sorprendente \u00e8 che una lesione che danneggi il cervelletto, per quanto estesa possa essere e, per quanto possa essere causa di menomazioni neurologiche, non compromette la ricchezza e l&#8217;intensit\u00e0 delle elaborazioni della coscienza. La cosa che stupisce \u00e8 che il cervelletto, bench\u00e9 piccolo,<\/span><span style=\"font-size: 1rem;\">\u00a0contiene pi\u00f9 di 60 miliardi di cellule nervose, un numero molto superiore a quello della corteccia cerebrale.<\/span><span style=\"font-size: 1rem;\">Tuttavia, se un tumore o un ictus colpiscono il cervelletto, a venire compromessi sono il nostro equilibrio e la nostra coordinazione: la nostra andatura \u00e8 maldestra e a gambe divaricate, trascinando i piedi, i movimenti oculari sono irregolari e, pi\u00f9 che parlare, farfugliamo. Inoltre, quei movimenti regolari e precisi che, solitamente, diamo per scontati, diventano a scatti e richiedono una particolare attenzione.<br \/>\nEppure, la nostra consapevolezza delle percezioni e dei ricordi cambia di poco: la nostra coscienza rimane quella di prima.<br \/>\nAnche una grave lesione del tronco encefalico e del talamo pu\u00f2 causare disturbi o addirittura perdita della coscienza. Danni della <em>neocortex<\/em><\/span><span style=\"font-size: 1rem;\"><em>\u00a0<\/em>\u00a0possono modificare profondamente il nostro livello di coscienza. Questo ci dice che l&#8217;attivit\u00e0 di quasi 30 miliardi di cellule nervose della corteccia cerebrale \u00e8 rilevante, per la coscienza, a differenza dei 60 miliardi di cellule nervose del cervelletto che non lo sono. Lo sviluppo della corteccia, soprattutto di quella prefrontale, ha determinato la comparsa di funzioni che sempre hanno avuto a che fare con la conoscenza, la consapevolezza, la programmazione; ha portato ad un utilizzo sempre pi\u00f9 complesso del cervello. Si sono moltiplicate le connessioni tra le aree e l&#8217;uomo ha cominciato a sviluppare un senso morale, a utilizzare le connessioni per sviluppare idee, creativit\u00e0, progetti. Sicuramente, nell&#8217;emergere della coscienza, la corteccia prefrontale gioca un ruolo essenziale. \u00c8 l\u00ec che hanno sede le funzioni intellettive superiori, come il <em>problem solving (<\/em>capacit\u00e0 di risolvere i problemi<em>), <\/em>il ragionamento e la presa delle decisioni.\u00a0 <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1rem;\">Con la coscienza, l&#8217;uomo ha avuto il privilegio straordinario di elevare la propria mente.<br \/>\nCi\u00f2 vuol dire che era, quindi, necessario che, nella sua lunga evoluzione, il cervello raggiungesse una capacit\u00e0 di elaborazione di dati tale da cominciare a riflettere su se stesso? Che, ad un certo punto, dell&#8217;evoluzione dell&#8217;uomo, una coscienza era necessaria? E tutto ci\u00f2 \u00e8 avvenuto semplicemente perch\u00e9 la complessit\u00e0 dei meccanismi della mente comportava la comparsa di una funzione pi\u00f9 alta che esercitasse un controllo sul resto, o non piuttosto, perch\u00e9 era previsto da un disegno superiore?<br \/>\nForse mai l&#8217;uomo arriver\u00e0 a rispondere a questi quesiti, mai arriver\u00e0 a trovarne il segno, l\u00e0 dove nascono i significati.<br \/>\nPersonalmente, mi piace pensare che non sia soltanto la complessit\u00e0 anatomica e funzionale cui era arrivato il cervello umano ad aver fatto emergere la coscienza. Preferisco ritenere che la funzione pi\u00f9 straordinaria dell&#8217;universo non sia nata per caso, come conseguenza passiva di uno sviluppo eccezionale delle facolt\u00e0 mentali, ma che, invertendo i termini del problema, la complessit\u00e0 del nostro cervello si sia realizzata per il fine di sviluppare la coscienza, che questa fosse, quindi, gi\u00e0 nel progetto iniziale, e che lo sviluppo delle funzioni del cervello fosse l&#8217;elemento evoluzionistico principale perch\u00e9, ad un certo punto, l&#8217;uomo delle caverne si trasformasse nell&#8217;essere pi\u00f9 evoluto dell&#8217;universo, perch\u00e9 da un insieme di atomi e molecole si sprigionasse la scintilla dell&#8217;anima.<br \/>\nMi piace pensare che, fin dall&#8217;inizio, il progetto fosse &#8220;l&#8217;uomo cosciente&#8221;, e la coscienza era l&#8217;elemento ultimo perch\u00e9 l&#8217;uomo raggiungesse<em> la conoscenza<\/em>.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1rem;\">Quando si parla di coscienza non si pu\u00f2 non parlare di<em> libero arbitrio.<br \/>\n<\/em>Se la coscienza \u00e8 capacit\u00e0 di riflettere su se stessi e sul nostro passato per progettare il futuro, essere coscienti presuppone anche la libert\u00e0 di scelta in queste azioni, l&#8217;esistenza per l&#8217;uomo del libero arbitrio, il sentirsi soggetti che agiscono in base a volont\u00e0 e con una molteplicit\u00e0 di opzioni possibili davanti.<br \/>\nSiamo liberi quando decidiamo internamente di agire, quando abbiamo consapevolezza delle nostre scelte, quando non c&#8217;\u00e8 costrizione.<br \/>\nNon lo siamo pi\u00f9, quando qualcuno sceglie al posto nostro.<br \/>\nNelle nostre azioni quotidiane, abbiamo la sensazione di poter scegliere consciamente tra linee di azione alternative, nella consapevolezza che optare per l&#8217;una o per l&#8217;altra dipenda da noi. In generale, non abbiamo la sensazione che la nostra mente agisca in balia del caso o delle circostanze, anzi la vita di ogni giorno ci appare come una sequenza di libere scelte.<br \/>\nSecondo molti filosofi e scienziati, questa grande libert\u00e0 , in realt\u00e0, \u00e8 un&#8217;illusione: il libero arbitrio, semplicemente, non esisterebbe.<br \/>\n\u00c8 stato dimostrato che, nel perseguimento di un compito, certe regioni del cervello si attivano parecchie centinaia di frazioni di secondo prima che quella decisione diventi cosciente: circa 535 millisecondi prima di muovere un dito, prima ancora che il soggetto abbia consapevolezza di quell&#8217;azione, il cervello \u00e8 gi\u00e0 attivo. Se \u00e8 cos\u00ec, dicono alcuni, le nostre decisioni non scaturiscono dal ragionamento. Ci limiteremmo a rispondere a segnali provenienti dall&#8217;ambiente nel fluire continuo della nostra attivit\u00e0 cerebrale e lo faremmo in modo automatico. Per molti \u00e8 la riprova che gli atti volontari e le decisioni cominciano oltre la soglia della coscienza e che per il libero arbitrio non ci sia pi\u00f9 spazio. La coscienza sarebbe molto ridimensionata, come se dentro la nostra testa ci fosse qualcuno che ci dice cosa fare prima che ne possiamo essere consapevoli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1rem;\">Ma, se cos\u00ec fosse, cosa resterebbe della vita morale, del concetto di responsabilit\u00e0 che \u00e8 alla base di tutti i codici civili e penali del mondo?<br \/>\nSe le nostre esistenze si iscrivessero in una trama gi\u00e0 imbastita, di che margine di movimento disporremmo? Saremmo schiavi di un percorso gi\u00e0 stabilito?<br \/>\nIl pensiero non sempre giunge a livello di consapevolezza, ma molto spesso, d\u00e0 risposte immediate basandole sulle tante cose ed esperienze sedimentate nella memoria e ora attive, anche senza che ne siamo coscienti. Il cervello si \u00e8 evoluto in un certo modo, e non in un altro, perch\u00e9 questo era il miglior modo per sopravvivere. Per questo ha ritenuto che alcune informazioni non fossero essenziali per la sua sopravvivenza e le ha rese automatiche.<br \/>\nCi\u00f2 non significa che non siamo liberi solo perch\u00e9 non siamo consapevoli di tutto!<br \/>\nL&#8217;io cosciente rappresenta solo una piccola parte dell&#8217;attivit\u00e0 del nostro cervello. Le nostre azioni, i nostri convincimenti, i nostri pregiudizi, sono tutti guidati da reti cerebrali alle quali non abbiamo un accesso cosciente, ma che fanno parte della nostra mente e attingono ai nostri ricordi, alle nostre esperienze e alle nostre valutazioni passate.<br \/>\nCome Sigmund Freud aveva gi\u00e0 capito, buona parte della nostra vita mentale \u00e8 inaccessibile alla coscienza: \u00e8 l&#8217;inconscio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1rem;\">Infine, e questo \u00e8 il quesito che pu\u00f2 angosciare o dare un senso alla vita, quando moriamo, la nostra coscienza, o la nostra anima, muore con noi o, semplicemente, si distacca dal corpo?<br \/>\nForse, di tutti i misteri dell&#8217;universo, questo \u00e8 quello che nessuno riuscir\u00e0 a risolvere con i soli mezzi che la scienza ci mette a disposizione.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL\u00a0 CERVELLO\u00a0 \u00c8\u00a0 PI\u00d9\u00a0 GRANDE DEL\u00a0 CIELO La coscienza &nbsp; &#8220;La coscienza \u00e8 la forma della conoscenza, l&#8217;unica forma veramente reale, intessuta nell&#8217;unico linguaggio che possediamo, quello del cervello e del suo\u00a0 telaio incantato&#8221; scrive il neuroscienziato Giulio Tononi. 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