{"id":5080,"date":"2019-12-17T19:00:19","date_gmt":"2019-12-17T18:00:19","guid":{"rendered":"http:\/\/millemotti.mooo.com\/?p=5080"},"modified":"2020-01-08T08:27:03","modified_gmt":"2020-01-08T07:27:03","slug":"numero1817","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=5080","title":{"rendered":"Numero1817       (Serie dal 1817 al 1811)."},"content":{"rendered":"<p>IL\u00a0 CERVELLO\u00a0 \u00c8\u00a0 PI\u00d9\u00a0 GRANDE\u00a0 DEL\u00a0 CIELO<\/p>\n<p>Sto leggendo il libro che ha questo titolo, scritto in stile niente affatto accademico o strettamente scientifico, dal Prof. Giulio Maira, un luminare di fama internazionale, uno dei pi\u00f9 insigni neurochirurghi Italiani.<\/p>\n<p>Ne riporto alcuni brani, semplici ed istruttivi, sperando di trovare qualche lettore interessato come me a questo affascinante mistero che \u00e8 il cervello umano.<\/p>\n<p>Diamo i numeri.<\/p>\n<p>Il cervello umano \u00e8 l&#8217;organo pi\u00f9 meraviglioso e misterioso dell&#8217;universo; \u00e8 la struttura pi\u00f9 complessa dell&#8217;intero sistema solare conosciuto.<br \/>\nPer descrivere la composizione di quest&#8217;organo, dobbiamo usare cifre da capogiro. Consta di quasi 100 miliardi di<em> neuroni<\/em> (per la precisione, 86 miliardi, dicono gli esperti che li hanno contati) : \u00e8 la cosiddetta <em>sostanza grigia, <\/em>capace di realizzare milioni di miliardi di connessioni<em>.\u00a0Il\u00a0<b>neurone<\/b>\u00a0\u00e8 l&#8217;unit\u00e0\u00a0<a title=\"Cellula\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Cellula\">cellulare<\/a>\u00a0che costituisce il\u00a0<a title=\"Tessuto nervoso\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Tessuto_nervoso\">tessuto nervoso<\/a>, il quale concorre alla formazione del\u00a0<a title=\"Sistema nervoso\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sistema_nervoso\">sistema nervoso<\/a>, insieme alle Cellule della neuroglia e al tessuto vascolare. Grazie alle sue peculiari propriet\u00e0 fisiologiche e chimiche \u00e8 in grado di ricevere, elaborare e trasmettere impulsi nervosi sia eccitatori che inibitori, nonch\u00e9 di produrre sostanze denominate neurosecreti.<br \/>\n<\/em>In un cervello umano adulto, vi sono pi\u00f9 di 150 mila miliardi di <em>sinapsi (Le\u00a0sinapsi\u00a0sono i punti di contatto tra due cellule nervose e servono per propagare gli impulsi nervosi).<\/em><br \/>\nGli\u00a0<em>assoni<\/em>, le lunghe fibre di connessione tra le cellule, le superstrade del cervello, costituiscono la <em>sostanza bianca: <\/em>coprono una lunghezza totale di circa 160.000 Km, pi\u00f9 di un terzo della distanza dalla Terra alla Luna, quattro volte la circonferenza della Terra all&#8217;Equatore.<br \/>\nSi pensa che il cervello possa eseguire fino a 38 miliardi di operazioni al secondo!<br \/>\nTutto questo con un consumo di 15 watt l&#8217;ora, meno del consumo di una vecchia lampadina a incandescenza. Nessun computer al mondo, almeno finora, \u00e8 in grado di batterci.<br \/>\nLa quantit\u00e0 di <em>sinapsi<\/em> che sono dentro la nostra testa \u00e8 incredibile.<br \/>\nSe il numero di <em>neuroni<\/em> \u00e8 10 elevato alla 11, quello delle <em>sinapsi<\/em> \u00e8 di 10 elevato alla 16. In ogni istante, in ogni cervello umano, milioni di impulsi elettrici sfrecciano lungo gli\u00a0<em>assoni<\/em>\u00a0fino a 480 Km orari, mentre quantit\u00e0 innumerevoli di sostanze chimiche, i <em>neurotrasmettitori<\/em>(*), saltano da una cellula all&#8217;altra mandando informazioni.<br \/>\nOgni notte, durante il sonno, le migliaia di miliardi di sinapsi della nostra corteccia si riducono di circa il 20%. Si tratta di una operazione solo apparentemente dissennata: il taglio \u00e8 indispensabile per evitare che il cervello raggiunga un ingolfamento informativo. Cos\u00ec, invece, la mattina dopo, rimosso quel che \u00e8 stato ritenuto meno importante, si \u00e8 pronti a far tesoro di nuove esperienze e ad imparare tante cose nuove.<br \/>\nCome da tutto questo incredibile, apparente caos, come da tuta questa materia grezza possa scaturire un pensiero intelligente, \u00e8 uno dei misteri pi\u00f9 grandi dell&#8217;universo.<\/p>\n<p>(*) I neurotrasmettitori presenti nel nostro sistema nervoso e collegati ai circuiti neuronali sono tanti. Ne sono stati scoperti, finora, pi\u00f9 di un centinaio.<br \/>\nNe segnalo solo alcuni:<br \/>\nla <em>dopamina: <\/em>agisce nella regolazione del movimento e nei meccanismi del piacere;<br \/>\n<em>l&#8217;adrenalina (o epinefrina): <\/em>svolge un&#8217; azione eccitatoria, con effetti sul risveglio e sull&#8217;attenzione;<br \/>\nla<em> serotonina:<\/em> importante per la regolazione dell&#8217;umore, dell&#8217;impulsivit\u00e0 e dei meccanismi del sonno;<em><br \/>\n<\/em><em>l&#8217;acetilcolina: <\/em>il neurotrasmettitore pi\u00f9 abbondante nel cervello umano, \u00e8 mediatore di vie nervose implicate nella trasmissione di segnali motori verso i muscoli scheletrici, nell&#8217;attivazione cerebrale e agisce su movimento, memoria, motivazione e sonno;<br \/>\n<em>le endorfine:<\/em> utili per la sopportazione del dolore, vengono rilasciate durante un esercizio fisico, un&#8217;attivit\u00e0 sessuale, o quando si prova dolore;<br \/>\n<em>l&#8217;ossitocina: <\/em>oltre ad avere un ruolo importante nel momento del travaglio e dell&#8217;allattamento, \u00e8 considerata l&#8217;ormone della fedelt\u00e0 e dell&#8217;amore, importante per la costruzione di legami sentimentali.<br \/>\n<em>Essendo in grado di modulare le informazioni che viaggiano attraverso i miliardi di percorsi cerebrali, queste molecole esercitano un potente\u00a0 effetto sull&#8217;umore, le emozioni, i pensieri e gli stati mentali.<br \/>\nQuesto dato permette di fare un aggancio con un argomento di estrema importanza, cio\u00e8 quello dell&#8217;effetto che le droghe e l&#8217;alcol hanno sul cervello.<br \/>\nSe consideriamo, infatti, che le droghe, essendo sostanze chimiche, agiscono proprio legandosi ai recettori dei neurotrasmettitori e alterando il corretto funzionamento della trasmissione delle informazioni, che di conseguenza vengono distorte, capiamo quanto il loro uso possa modificare il normale funzionamento del cervello.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel corso della sua lunga evoluzione, il cervello umano ha sviluppato una capacit\u00e0 straordinaria ed affascinante, quella di &#8220;inglobare la sua storia&#8221;, di custodire, quasi fosse un museo, i resti di tutte le fasi di una evoluzione avvenuta nel corso di milioni di anni e che, come ultimo atto, ha visto lo sviluppo della corteccia cerebrale che ha avvolto, anteriormente ed all&#8217;esterno, le strutture nervose preesistenti.<\/p>\n<p>Questo percorso evolutivo ha plasmato un organo che, invece di trasformarsi in qualcosa di differente da quello che era, si \u00e8 ampliato sviluppando nuove e pi\u00f9 complesse funzioni, senza perdere quelle di cui gi\u00e0 disponeva.<br \/>\nNella configurazione attuale del nostro cervello possiamo quindi riconoscere sia le strutture pi\u00f9 antiche, altamente specializzate in funzioni vitali e nell&#8217;elaborazione di emozioni, sia quelle pi\u00f9 recenti, capaci di complesse operazioni intellettive.<\/p>\n<p>La cosa affascinante \u00e8 che, nello sviluppo del cervello di ognuno di noi, dall&#8217;embrione all&#8217;et\u00e0 adulta, grosso modo viene seguito lo stesso percorso: il cervello si sviluppa allargandosi e proiettandosi in avanti, ripercorrendo, in un brevissimo tempo, gli stadi succedutisi in millenni di lenti e continui cambiamenti. Anche dopo la nascita, il lento completamento del cervello inizia da quello pi\u00f9 antico e, solo alla fine, la corteccia, il cervello pi\u00f9 recente, raggiunge la sua maturit\u00e0.<\/p>\n<p>Ripercorrendo le diverse tappe dell&#8217;evoluzione, possiamo schematicamente dividere il cervello in tre parti.<br \/>\nLa prima, risalente a circa 500 milioni di anni fa, \u00e8 costituita dalle strutture pi\u00f9 antiche ed \u00e8, in pratica, identica a quella dei <em>rettili<\/em>.<br \/>\nSi trova nella parte posteriore e centrale del cervello e comprende il tronco dell&#8217;encefalo, il cervelletto e i nuclei della base. In essa troviamo le strutture che permettono al cuore di batter e ci consentono di respirare, quelle che regolano i nostri stati di veglia e di sonno, che percepiscono gli sbalzi di temperatura e il senso della fame, che ci permettono di muoverci in modo coordinato.<\/p>\n<p>In altri termini, queste strutture antiche controllano funzioni necessarie per la sopravvivenza e lo fanno senza mai fermarsi, ma in modalit\u00e0 completamente automatica; nessuno di noi si pone il problema di dover respirare o di modificare il battito del proprio cuore. Nel progredire dell&#8217;evoluzione da<em> rettili<\/em> a <em>mammiferi<\/em>, il cervello \u00e8 diventato pi\u00f9 complesso ed ha sviluppato strutture completamente nuove, quali il <em>sistema limbico<\/em>, sviluppatosi tra 200 e 300 milioni di anni fa al centro del cervello e sopra le strutture pi\u00f9 antiche, quasi ad avvolgerle. Questa parte del cervello contiene le aree deputate all&#8217;elaborazione delle emozioni e al controllo dei comportamenti. Per gli animali che vivono in gruppi sociali, come le scimmie, svolge un ruolo importantissimo.<\/p>\n<p>Le aree pi\u00f9 importanti che lo costituiscono sono:<br \/>\nl&#8217;i<em><span style=\"font-size: 1rem;\">ppocampo, <\/span><\/em><span style=\"font-size: 1rem;\">porta d&#8217;ingresso della memoria;<br \/>\nl&#8217;<em>amigdala<\/em>, il luogo in cui nascono le emozioni;<br \/>\nil <em>talamo,\u00a0<\/em>una sorta di stazione di ritrasmissione, che raccoglie i segnali degli organi dei sensi e li spedisce alle varie regioni della corteccia;<br \/>\nl&#8217;<em>ipotalamo<\/em>, regolatore della temperatura corporea, del ritmo sonno-veglia, della fame, della sete e di alcuni aspetti della riproduzione e del piacere.<br \/>\nTutte queste strutture costituiscono il <em>cervello emotivo<\/em> e si attivano per evitare situazioni sgradevoli (minacce, pericoli,eventi che ci incutono paura) o per cercare e perseguire emozioni piacevoli (nutrirsi, stare con persone che ci fanno sentire sicuri, che ci dimostrano affetto, che ci piacciono).<\/span><\/p>\n<p>La terza e pi\u00f9 recente regione del cervello umano, quella<em> razionale<\/em> che controlla i comportamenti pi\u00f9 evoluti \u00e8 la corteccia cerebrale, la <em>neocortex<\/em>, lo strato pi\u00f9 esterno dell&#8217;encefalo, comparso circa 100.000 anni fa.<br \/>\nL&#8217;area pi\u00f9 coinvolta in questa evoluzione \u00e8 la <em>corteccia prefrontale<\/em>, la parte pi\u00f9 razionale del nostro cervello. Negli uomini, la <em>neocortex,\u00a0<\/em>nonostante sia sottile quanto un fazzoletto, \u00e8 particolarmente sviluppata: corrisponde all&#8217;80 per cento circa della massa cerebrale ed \u00e8 assai convoluta e ripiegata su se stessa.<br \/>\nQueste pieghe rappresentano la soluzione ad un problema evolutivo: come disporre all&#8217;interno della scatola cranica, in modo poco ingombrante, i quasi 2 metri quadrati che misura la corteccia una volta spiegata. Piegandola e ripiegandola, creando i solchi e le fessure, che a loro volta costituiscono le circonvoluzioni e i lobi, la natura ha fatto s\u00ec che il cranio potesse contenerla.<\/p>\n<p>In questo modo, la natura, nel corso di una lunga e lenta evoluzione, ha salvato le strutture antiche ed ha acquisito nuovi dispositivi senza sconvolgere quelli precedenti. Ha, innanzitutto, assicurato la sopravvivenza dell&#8217;individuo, difficile nel suo habitat primordiale; ha poi sviluppato le emozioni per dare una connotazione positiva ad azioni essenziali per la sopravvivenza, quali soddisfare la fame, la sete, la riproduzione sessuale; alla fine, e al vertice del processo di evoluzione e maturazione, ha creato le funzioni razionali superiori, quelle che distinguono gli esseri umani dagli altri animali e ci permettono di avere coscienza di noi stessi, di comunicare, di ragionare, di metterci nei panni degli altri o di prendere decisioni basate sul pensiero pi\u00f9 logico o intuitivo.<\/p>\n<p>Pur essendo tutte e tre queste parti strettamente collegate da un&#8217;intricata rete di autostrade neuronali, vi sono differenze importanti nel loro modo di interagire. La parte di cervello pi\u00f9 antico, quella del cervelletto e del tronco cerebrale, nel suo funzionamento \u00e8 autonoma e, bench\u00e9 le sue funzioni siano vitali, solitamente non si ha consapevolezza del suo operare. Le altre due parti, quella emotiva e quella razionale, invece, interagiscono continuamente in un modo di rilevante importanza per l&#8217;evoluzione della specie umana.<br \/>\nViene da domandarsi se quello che vediamo adesso sia il risultato finale, definitivo, dell&#8217;encefalo, o se, anche noi, non rappresentiamo che una tappa intermedia nell&#8217;evoluzione del genere umano, alla quale seguir\u00e0 un&#8217;ulteriore evoluzione del cervello con l&#8217;acquisizione di capacit\u00e0 oggi impensabili, tali da permetterci di entrare in quel mondo misterioso che oggi non conosciamo, di fare luce\u00a0 in quella oscurit\u00e0 che avvolge ci\u00f2 che ancora non sappiamo.<br \/>\nCertamente il cervello si evolve ed \u00e8 logico pensare che si evolver\u00e0 ancora.<br \/>\nTuttavia, come sar\u00e0 il cervello dei secoli futuri, oggi non ci \u00e8 dato saperlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL\u00a0 CERVELLO\u00a0 \u00c8\u00a0 PI\u00d9\u00a0 GRANDE\u00a0 DEL\u00a0 CIELO Sto leggendo il libro che ha questo titolo, scritto in stile niente affatto accademico o strettamente scientifico, dal Prof. Giulio Maira, un luminare di fama internazionale, uno dei pi\u00f9 insigni neurochirurghi Italiani. 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