{"id":5515,"date":"2020-03-14T10:52:02","date_gmt":"2020-03-14T09:52:02","guid":{"rendered":"http:\/\/millemotti.mooo.com\/?p=5515"},"modified":"2020-03-14T10:52:02","modified_gmt":"2020-03-14T09:52:02","slug":"numero1905","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=5515","title":{"rendered":"Numero1905."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<h1 class=\"entry-title\">Coronavirus: c\u2019\u00e8 chi aveva previsto tutto.<\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Venerd\u00ec 18 ottobre 2019, tra le 8,45 e 12,30, ebbe luogo nell\u2019hotel Pierre di New York una intrigante sceneggiata: la simulazione di una pandemia da coronavirus. Erano circa due mesi prima dello scoppio dell\u2019epidemia a Wuhan in Cina.<br \/>\nIl\u00a0<em>Johns Hopkins Center for Health Security<\/em>, il\u00a0<em>World Economic Forum<\/em>\u00a0e la\u00a0<em>Bill &amp; Melinda Gates Foundation<\/em>\u00a0organizzarono un dibattito tra 15 opinion leader mondiali per discutere della risposta politica da dare a una ipotetica epidemia mondiale da coronavirus, denominata Evento 201.<br \/>\nSolo 130 invitati avevano potuto partecipare al dibattito in diretta ma un live streaming \u00e8 stato reso disponibile a tutti (<a href=\"http:\/\/www.centerforhealthsecurity.org\/event201\/videos.html\">qui<\/a>).<br \/>\nLo scopo dell\u2019evento era di aiutare i responsabili politici mondiali a comprendere meglio gli effetti di un evento sanitario epidemico a livello mondiale che non solo causer\u00e0 grandi malattie e perdite di vite umane, ma innescher\u00e0 anche importanti conseguenze economiche e sociali a cascata.<br \/>\nQual era lo scenario di riferimento della Johns Hopkins e Bill Gates?<br \/>\nUsando le loro parole ufficiali:<br \/>\n<em>\u2018L\u2019evento 201 simula lo scoppio di un nuovo coronavirus zoonotico trasmesso da pipistrelli e maiali a persone che alla fine diventa efficacemente trasmissibile da persona a persona, portando a una grave pandemia. L\u2019agente patogeno e la malattia che causa sono in gran parte modellati sulla SARS, ma \u00e8 pi\u00f9 infettivo soprattutto perch\u00e9 trasmissibile tramite persone con sintomi lievi\u2019<\/em>.<\/p>\n<p>La capacit\u00e0 previsiva lascia senza fiato: quando si ebbero le prime notizie del dramma cinese (il 31 dicembre 2019, pi\u00f9 di due mesi dopo) l\u2019organizzazione mondiale della sanit\u00e0 us\u00f2 praticamente le stesse parole per descrivere il nuovo virus.<br \/>\nLa genesi della malattia era stata per\u00f2 prevista in modo leggermente diverso, forse per non allarmare il governo cinese prima del tempo:<br \/>\n<em>\u2018La malattia inizia negli allevamenti di suini in Brasile, inizialmente in silenzio e lentamente, ma poi inizia a diffondersi pi\u00f9 rapidamente negli ambienti sanitari. Quando inizia a diffondersi efficacemente da persona a persona nei quartieri a basso reddito e densamente affollati di alcune delle megalopoli del Sud America, l\u2019epidemia esplode. Viene prima esportato per via aerea in Portogallo, negli Stati Uniti e in Cina e poi in molti altri paesi\u2019<\/em>.<br \/>\nSulla capacit\u00e0 di diffusione sull\u2019esito dei controlli non sappiamo ancora se gli \u2018esperti\u2019 abbiano o no avuto ragione:<br \/>\n<em>\u2018Sebbene all\u2019inizio alcuni paesi siano in grado di controllarlo, continua a diffondersi e a essere reintrodotto, e alla fine nessun paese pu\u00f2 mantenere il controllo\u2019.<\/em><br \/>\n<em>Non \u00e8 possibile che un vaccino sia reso disponibile nel primo anno. Potrebbero esistere farmaci antivirali in grado di aiutare i singoli malati ma non in grado di limitare in modo significativo la diffusione della malattia<\/em>.<br \/>\n<em>Poich\u00e9 l\u2019intera popolazione umana \u00e8 sensibile, durante i primi mesi della pandemia, il numero cumulativo di casi aumenta esponenzialmente, raddoppiando ogni settimana. E man mano che i casi e le morti si accumulano, le conseguenze economiche e sociali diventano sempre pi\u00f9 gravi\u2019<\/em>.<\/p>\n<p>Certo anche qui si resta senza fiato per la chiaroveggenza degli esperti: i contagi raddoppiano ogni settimana! \u00c8 descritto esattamente quello che sta accadendo in questi giorni, a circa due mesi dall\u2019esplosione della malattia.<\/p>\n<p>Ma ecco le previsioni su come andr\u00e0 a finire:<br \/>\n<em>\u2018Lo scenario termina dopo 18 mesi, con 65 milioni di morti. La pandemia inizia a rallentare a causa della diminuzione del numero di persone sensibili ma continuer\u00e0, in una certa misura, fino a quando non vi sar\u00e0 un vaccino efficace o fino a quando l\u201980-90% della popolazione mondiale non sar\u00e0 stata immunizzato. Da quel momento in poi, \u00e8 probabile che si trasformi in una malattia endemica dell\u2019infanzia\u2019<\/em>.<\/p>\n<p>E, dato che si trattava di un forum politico, il meeting si conclude con \u2018raccomandazioni\u2019 su come le autorit\u00e0 devono gestire l\u2019epidemia, che peraltro non sono particolarmente originali.<br \/>\nPer minimizzare i danni \u00e8 necessaria una \u2018<em>collaborazione senza precedenti tra i governi, le organizzazioni internazionali e il settore privato<\/em>\u2019. Il che significa che i governi debbono pagare e investire ma lasciare il comando ai privati. \u00c8 quindi auspicabile una gestione mondiale del problema, in mani private, che provveder\u00e0 a destinare le risorse verso la produzione dei vaccini e la loro equa distribuzione.<br \/>\n<em>Paesi, organizzazioni internazionali e societ\u00e0 di trasporto globali dovrebbero collaborare per evitare la chiusura delle frontiere durante gravi pandemie. I viaggi e il commercio sono essenziali per l\u2019economia globale, nonch\u00e9 per le economie nazionali e persino locali, e dovrebbero essere mantenuti anche di fronte a una pandemia.<\/em><br \/>\n<em>Una grave pandemia interferirebbe notevolmente con la salute della forza lavoro, le operazioni commerciali e la circolazione di beni e servizi. Un focolaio di livello catastrofico pu\u00f2 anche avere effetti profondi e duraturi su interi settori, economia e societ\u00e0 in cui opera. Mentre i governi e le autorit\u00e0 sanitarie pubbliche fungono da prima linea di difesa contro i focolai in rapida evoluzione, i loro sforzi sono cronicamente sottofinanziati e mancano di sostegno duraturo. I leader aziendali globali dovrebbero svolgere un ruolo molto pi\u00f9 dinamico in quanto sostenitori che partecipano a una maggiore preparazione alla pandemia.<\/em><br \/>\n<em>Molti settori della societ\u00e0 potrebbero aver bisogno di un sostegno finanziario durante o dopo una grave pandemia, tra cui istituti sanitari, imprese essenziali e governi nazionali.<\/em><br \/>\n<em>I governi e il settore privato dovrebbero assegnare una priorit\u00e0 maggiore allo sviluppo di metodi per combattere la mis- e disinformazione prima della prossima risposta alla pandemia. I governi dovranno collaborare con le societ\u00e0 tradizionali e dei social media per ricercare e sviluppare agili approcci per contrastare la disinformazione. Da parte loro, le aziende dei media dovrebbero impegnarsi a garantire che i messaggi autorevoli siano prioritari e che i falsi messaggi vengano eliminati anche attraverso l\u2019uso della tecnologia.<\/em><\/p>\n<p>Certo stupisce che gli \u2018esperti\u2019 mondiali, dopo aver cos\u00ec accuratamente previsto la pandemia da coronavirus, non risultino altrettanto convincenti nelle \u2018raccomandazioni\u2019 che si limitano alla stanca riproposizione di vecchie ricette: assalto alle casse degli stati, soldi verso i vaccini, anche se non esistono, promozione di un governo mondiale in mani private e ripristino della censura, per evitare che il pubblico sia informato di quello che accade realmente.<br \/>\nDavvero poco originale.<\/p>\n<p>Sorgono quindi spontanee alcune considerazioni.<\/p>\n<p>Come facevano gli \u2018esperti\u2019 a sapere che una pandemia da coronavirus si sarebbe sviluppata da l\u00ec a poco?<br \/>\nForse erano stati informati che erano pronte le scorte di laboratorio per poter liberare il virus? O forse avevamo direttamente collaborato alla sua creazione?<br \/>\nAltrettanto incognito \u00e8 come facessero a conoscere cos\u00ec bene le caratteristiche del nuovo virus, che produce meno morti della SARS ma che \u00e8 pi\u00f9 infettivo. Chi mai glielo poteva avere detto?<br \/>\nE come facevamo a sapere che il virus proveniva dai pipistrelli? Non rileva che l\u2019epidemia sia supposta nascere in Brasile per poi diffondersi in Cina. In Brasile non mangiano pipistrelli ma in Cina s\u00ec.<\/p>\n<p>Se Johns e Bill conoscevano tutto ci\u00f2 forse bisogna dare loro credito anche su come la pandemia si evolver\u00e0 in futuro.<br \/>\nI 65 milioni di morti in 18 mesi sono una possibilit\u00e0 reale?<\/p>\n<p>Certo \u00e8 che, se le loro raccomandazioni saranno seguite alla lettera, se si lasceranno aperte le frontiere, i viaggi e i commerci, se si investiranno le risorse in vaccini che non esistono, i 65 milioni di morti sembrano pi\u00f9 che realistici. In pratica gli \u2018esperti\u2019 propongono che l\u2019epidemia faccia il suo corso per minimizzare i danni all\u2019economia.<\/p>\n<p>Per\u00f2 finora le cose non sono andate secondo le loro raccomandazioni. La Cina ha chiuso le frontiere, anche quelle interne (e anche l\u2019Italia, in sfregio ai diktat dei globalisti).<br \/>\nIl danno economico \u00e8 stato e sar\u00e0 in futuro enorme ma ci\u00f2 riuscir\u00e0 a fermare la pandemia?<\/p>\n<p>Se la Cina ci riuscisse in questo modo, cio\u00e8 facendo l\u2019esatto contrario di quanto consigliato da esperti cos\u00ec bene informati, la dovremmo proprio ringraziare.<\/p>\n<p>Ma dovremmo anche approfondire accuratamente il perch\u00e9 tali \u2018esperti\u2019 sapessero, con pi\u00f9 due mesi di anticipo, cos\u00ec tante cose.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Coronavirus: c\u2019\u00e8 chi aveva previsto tutto. &nbsp; Venerd\u00ec 18 ottobre 2019, tra le 8,45 e 12,30, ebbe luogo nell\u2019hotel Pierre di New York una intrigante sceneggiata: la simulazione di una pandemia da coronavirus. Erano circa due mesi prima dello scoppio dell\u2019epidemia a Wuhan in Cina. 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