{"id":5717,"date":"2020-03-31T14:54:00","date_gmt":"2020-03-31T12:54:00","guid":{"rendered":"http:\/\/millemotti.mooo.com\/?p=5717"},"modified":"2020-06-22T21:54:09","modified_gmt":"2020-06-22T19:54:09","slug":"numero1938","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=5717","title":{"rendered":"Numero1938."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CURIOSITA\u00a0 STORICHE<\/p>\n<p>Cos&#8217;erano le CARAMPANE?<\/p>\n<p>Mi pare intrigante ed istruttivo riportare una verit\u00e0 storica non molto conosciuta, se non per vago &#8220;sentito dire&#8221;, che riguarda abitudini di vita reale di non tanti secoli fa e non molto distanti da qui. A Venezia.<\/p>\n<p>Trascrivo le notizie, raccogliendo e vagliando dal WEB (Wikipedia e altro).<\/p>\n<p>Dalla ricerca sugli &#8220;usi e costumi&#8221; eterosessuali, si sconfina, inevitabilmente, nel campo omosessuale, per completare il quadro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Venezia nel XIV secolo era all\u2019apice della propria fortuna commerciale e delle arti che vi si svolgevano in un coacervo di navi in arrivo in porto, di merci di tutti i tipi scaricate sulle banchine, di marinai e commercianti di tutte le nazionalit\u00e0 che si muovevano alla ricerca di nuove e vecchie sensazioni.<\/p>\n<p>Nella citt\u00e0 giungevano ogni giorno nuovi abitanti attirati dalla facilit\u00e0 di guadagno, ma soprattutto perch\u00e9 vivere nella capitale diventava una concreta possibilit\u00e0 di sopravvivenza, in relazione alla scarsa disponibilit\u00e0 di viveri delle regioni confinanti.<\/p>\n<p>In questa citt\u00e0 sempre pi\u00f9 caotica dove si concentravano commercianti di varie e lontane regioni per portare le mercanzie delle proprie terre, dove i marinai di tutte le navi si trovavano a terra chi perch\u00e9 appena sbarcato, chi per imbarcarsi per un nuovo viaggio, era naturale che si concentrasse pure un numero notevole di cortigiane che si concedevano a pagamento.<\/p>\n<div class=\"floatright\"><\/div>\n<p>Il Senato della Repubblica di\u00a0<a title=\"Venezia\" href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Venezia\">Venezia<\/a>\u00a0ha sempre cercato di arginare il diffondersi delle case da meretricio, imponendo, fin dal 1360, che le prostitute si ubicassero nelle vicinanze del grande mercato di\u00a0<a title=\"Rialto\" href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Rialto\">Rialto<\/a>, nel posto definito delle &#8220;Carampane&#8221;.<\/p>\n<div class=\"fb-like fb_iframe_widget\" data-href=\"https:\/\/venezia.italiani.it\/carampane\/\" data-layout=\"button_count\" data-action=\"like\" data-size=\"large\" data-show-faces=\"true\" data-share=\"true\"><span style=\"font-size: 1rem;\">Non troppo lontano da Sant\u2019Aponal c\u2019\u00e8 tutta una zona detta\u00a0<\/span><strong style=\"font-size: 1rem;\">de le Carampane<\/strong><span style=\"font-size: 1rem;\">, corruzione (o fusione o crasi) di Ca\u2019 (casa) Rampani, dal nome di una famiglia nobile che aveva l\u00ec la casa patrizia. Poco lontano da qui, nel 1360, fu istituito\u00a0<\/span><strong style=\"font-size: 1rem;\">il Castelletto<\/strong><span style=\"font-size: 1rem;\">, un gruppo di case dove la Serenissima impose alle prostitute di radunarsi e di esercitare il mestiere. Il Castelletto era chiamato cos\u00ec perch\u00e9 custodito da sei guardiani, e governato con ordini adatti a una fortezza.<\/span><\/div>\n<p>A quell\u2019epoca,\u00a0<a href=\"https:\/\/venezia.italiani.it\/le-cortigiane-veneziane-forma-emancipazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">le meretrici veneziane<\/a>\u00a0non godevano di molte libert\u00e0, tanto sociali quanto religiose. Non potevano portare gioielli, dovevano vestire in maniera da poter essere riconosciute per strada, non potevano uscire la notte, avevano anche seri vincoli rispetto all\u2019esercizio della loro \u201cprofessione\u201d. A dispetto delle disposizioni, comunque, molte prostitute si stabilirono\u00a0<strong>in diverse zone della citt\u00e0<\/strong>, ma specialmente alle Carampane. Una specie di \u201cquartiere a luci rosse\u201d, nel tempo, visto che la Dominante \u2013 allo scopo di distogliere gli uomini dal \u201cvizio\u201d della sodomia \u2013 prescrisse che le meretrici potessero stare davanti alle porte o alle finestre, scoperte in maniera lasciva e illuminate, di sera, da delle lucerne. In pratica, l\u2019antesignano degli odierni\u00a0<strong>peep-show (esibizione erotica visibile attraverso uno spioncino, o, anche, il locale dove questo avviene).\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Non a caso, in questa zona del Sestiere, esistono anche\u00a0<strong>ponte e fondamenta de le Tette<\/strong>, che prendono il nome dall\u2019interessante consuetudine. A tale proposito pi\u00f9 tardi, il 27 marzo 1511, le meretrici presentarono una istanza nientemeno che al Patriarca Antonio Contarini, affinch\u00e9 venisse in loro aiuto non potendo esse pi\u00f9 vivere: \u201cniun va li lhoro\u201d. Nessuno va con loro, a causa dei cosiddetti peccati \u201ccontro natura\u201d. Qualche anno prima, alcune avevano provato ad invogliare i clienti con una acconciatura particolare, detta &#8220;al fungo&#8221; (consistente nel raccogliere i capelli sulla fronte in modo da formare un ciuffo), che le faceva sembrare\u00a0<strong>pi\u00f9 simili a ragazzi<\/strong>. Una novit\u00e0 che non piacque al Consiglio dei Dieci, che la proib\u00ec con una legge il 14 marzo 1470.<\/p>\n<h3>Carampane ieri e oggi<\/h3>\n<p>Tra le curiosit\u00e0, fino a pochissimi anni fa a Venezia con carampane si intendevano\u00a0<strong>donne di malcostume<\/strong>, o \u2013 sempre spregiativamente \u2013 vecchie cui si volesse dare delle ruffiane. Ancora oggi con tale termine si fa riferimento \u2013 pi\u00f9 genericamente \u2013 a donne che, ben oltre la mezza et\u00e0, si danno arie da ragazze, nel trucco, nell\u2019abbigliamento o negli atteggiamenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1rem;\">Questo delle &#8220;Carampane&#8221; era proprio una specie di quartiere a luci rosse, dal quale le prostitute non sarebbero potute uscire per non diffondere, con il loro fare lascivo, un cattivo esempio per le cittadine per bene. Nella zona della Carampane c\u2019\u00e8 il famoso\u00a0<\/span><a style=\"font-size: 1rem;\" title=\"Ponte delle Tette\" href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Ponte_delle_Tette\">Ponte delle Tette<\/a><span style=\"font-size: 1rem;\">\u00a0e l\u2019adiacente fondamenta omonima dove appunto le donne potevano mostrare la propria mercanzia anche sedute sul davanzale delle finestre decisamente poco vestite.<\/span><\/p>\n<p>Gli edifici loro adibiti diventarono insufficienti per il numero cospicuo delle donne che vi abitavano, quindi si diffusero in citt\u00e0 in diversi luoghi, alle Carampane, a San Salvador, e specialmente a San Samuele.<\/p>\n<p>Erano per\u00f2 molto numerosi in citt\u00e0, proprio per la presenza di molti uomini non accompagnati dalle famiglie, gli stupri o addirittura i rapimenti di ragazze, come viene ricordato dalla famosa festa veneziana che attualmente viene rivissuta in prossimit\u00e0 del Carnevale di Venezia, la\u00a0<a title=\"Festa delle Marie\" href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Festa_delle_Marie\">Festa delle Marie<\/a>. I Magistrati veneziani erano abbastanza accondiscendenti con le puttane di mestiere e solo in caso di particolari atti gravi, intervenivano contro le signore di strada, spesso solo con sanzioni pecuniarie o corporali. Lo erano molto meno con gli stupratori tanto che \u201cse alcun desverzener\u00e0 per forza alcuna zovene, over haver\u00e0 violentemente da far con Donna maritata, o con femmina corrotta\u2026., tutti doi li occhi perda\u201d.<\/p>\n<p>Venivano pure puniti gli sfruttatori del meretricio, tanto che i papponi subivano sanzioni corporali, ammende e pure la reclusione. Non venivano assolutamente tollerati gli omosessuali e coloro che si prestavano ad atti di sodomia; la punizione, per coloro che fossero risultati colpevoli dei reati loro ascritti, era la decapitazione in\u00a0<a title=\"Piazza San Marco\" href=\"https:\/\/venicewiki.org\/wiki\/Piazza_San_Marco\">Piazza San Marco<\/a>\u00a0tra le colonne del Marco e del Todaro ed il loro corpo veniva successivamente bruciato.<\/p>\n<p>Nel \u2018500 Venezia manteneva una floridezza che le altre citt\u00e0 del mondo non potevano permettersi. Il numero degli abitanti prima della peste del 1575 superava le 175 mila unit\u00e0, che diventano cospicue se confrontate alle 55 mila di Roma del 1526.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>OMOSESSUALITA&#8217;\u00a0 A\u00a0 VENEZIA.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La parola omosessualit\u00e0 e stata creata fondendo il termine greco omoios, che vuol dire \u201csimile\u201d, e il termine latino sexus, che vuol dire \u201csesso\u201d, e\u00a0<strong>si riferisce ad \u201cuna disposizione all\u2019esperienza sessuale, affettiva o di romantica attrazione verso le persone dello stesso sesso\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per l\u2019uomo la penetrazione rettale \u00e8 il modo pi\u00f9 efficace per stimolare la radice del suo membro e la prostata, zona altamente\u00a0erogena. Qualcuno raggiunge l\u2019orgasmo solo cos\u00ec, mentre altri lo raggiungono affiancando contemporaneamente la\u00a0<a class=\"af_edito_souligne_txt\" href=\"http:\/\/www.alfemminile.com\/sesso-sessualita\/la-masturbazione-femminile-s759556.html\">masturbazione<\/a>. L\u2019omosessualit\u00e0 si riscontra in molte specie animali. La diffusione dell\u2019omosessualit\u00e0 nella specie umana \u00e8 difficile da determinare accuratamente, bench\u00e9 in molte antiche culture le relazioni omosessuali fossero altamente diffuse.<\/p>\n<div id=\"content_middle_banner\" class=\"avadvslot banner_google_336X280\" data-avadv-config=\"{&quot;lazy&quot;:true,&quot;hostChannels&quot;:[&quot;6342516414&quot;],&quot;type&quot;:&quot;adsense&quot;,&quot;unit&quot;:&quot;5334125656&quot;,&quot;client&quot;:&quot;ca-pub-6843090026026684&quot;}\"><\/div>\n<p><strong>La storia dell\u2019omosessualit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>\u00e8 anche una storia degli atteggiamenti sociali possibili verso un comportamento percepito\u00a0come \u201cdeviante\u201d.\u00a0<strong>L\u2019atteggiamento sociale verso i comportamenti omosessuali ha conosciuto momenti di relativa tolleranza,<\/strong>\u00a0<strong>durante i quali la societ\u00e0 ammetteva un certo grado di discussione ed esibizione pubblica del tema, anche attraverso l\u2019arte\u00a0e le produzioni culturali<\/strong>\u00a0(come \u00e8 avvenuto per esempio nell\u2019Atene classica, nella Toscana del Rinascimento, o a Berlino e a Parigi nell\u2019anteguerra), alternandoli per\u00f2 a momenti di repressione durissima.<br \/>\nCon la nascita del movimento gay, si pu\u00f2 finalmente guardare a questo mondo come a una \u201ccomunit\u00e0&#8217;\u201d strutturata secondo valori e rituali propri.<\/p>\n<p><strong>Ma come era vista in passato la\u00a0omosessualit\u00e0 ?<\/strong><\/p>\n<p><strong>In antichit\u00e0 , il maschio era educato per essere padrone e dominatore nel rapporto erotico e di coppia, e tale esigeva di essere anche nel rapporto omosessuale.\u00a0\u00a0<\/strong>Nella Roma antica, sodomizzare uno schiavo era legale, ed era il segno di potenza del \u00a0padrone.<\/p>\n<p>Quando si parla di omosessualit\u00e0\u00a0in quest\u2019epoca si parla infatti, quasi \u00a0automaticamente,\u00a0<strong>di un rapporto fra un adulto e un ragazzo d\u2019eta\u2019 compresa tra i quattordici e diciott\u2019anni<\/strong>\u00a0(si ricordi che la pubert\u00e0, all\u2019epoca, arrivava pi\u00f9 tardi).<br \/>\nUno dei motivi, che era accettato tacitamente anche da parte dei genitori , era \u201d di essere\u00a0iniziato alla sessualit\u00e0, seppure in un modo sentito come \u201csurrogato\u201d e non certo soddisfacente\u201d. Il secondo motivo , anche questo abbastanza importante, era il denaro (determinante in una societ\u00e0 povera come quella ). I soldi che un ragazzo poteva aggiungere al bilancio familiare prostituendosi non erano malvisti da tutte le famiglie e non tutti i genitori avevano voglia di chiedersi da dove venissero. Infine, il terzo motivo era quello di attirare l\u2019attenzione di\u00a0un adulto (altro aspetto importante quando la condizione di giovane non era invidiata e \u201ccentrale\u201d come nella cultura attuale).<br \/>\n<strong>Era buon uso che un nobile accettasse di prendere in casa un \u201cfiglio\u201d per garzone.\u00a0 in cambio avrebbe potuto portarselo a letto senza problemi.\u00a0<\/strong>Nascono, cosi, i cosiddetti \u201cboccia da cullo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Non doveva essere facile<\/strong>\u00a0per i sodomiti\u00a0<strong>vivere sereni<\/strong>\u00a0e senza sensi di colpa.\u00a0<strong>In un mondo dominato dalla Chiesa<\/strong>\u00a0il\u00a0peccato era punito non solo da Dio, ma anche dagli uomini.<br \/>\nLa Serenissima Repubblica emette leggi, che puniscono aspramente i comportamenti \u201ccontro la natura\u201dumana cio\u00e8 la omosessualit\u00e0.\u00a0<strong>Gli omosessuali venivano impiccati<\/strong>\u00a0nelle due colonne della piazzetta di S. Marco e\u00a0<strong>poi bruciati<\/strong>\u00a0fin che fossero ridotti in cenere. Un colpo davvero grosso misero in scena nel 1407 i magistrati della Repubblica di Venezia: trentacinque sodomiti (non si sa, per la mancanza di documenti, se ad uno ad uno o tutti assieme) furono scoperti e processati. L\u2019avvenimento, al di l\u00e0 delle gravi complicazioni politiche che causo\u2019 (quattordici imputati erano nobili) diventa per noi di grande interesse, perch\u00e9 costituisce una delle prime tracce di una rete di frequentazioni fra sodomiti nelle citt\u00e0 italiane del medio evo.<\/p>\n<div id=\"attachment_2343\" class=\"wp-caption alignright\">\n<p id=\"caption-attachment-2343\" class=\"wp-caption-text\"><span style=\"color: #333333; font-size: 1rem;\">\u00a0Gli arresti in massa continuano a costellare per secoli le carte processuali veneziane. Ne troviamo, ad esempio, un altro gi\u00e0 nel 1422: diciannove le persone coinvolte, fra cui tre\u00a0<\/span><strong style=\"color: #333333; font-size: 1rem;\">barbieri<\/strong><span style=\"color: #333333; font-size: 1rem;\">\u00a0e parecchi\u00a0<\/span><strong style=\"color: #333333; font-size: 1rem;\">minorenni;<\/strong><span style=\"color: #333333; font-size: 1rem;\">\u00a0 poi nel 1464 vengono incriminate quattordici persone (fra cui cinque\u00a0<\/span><strong style=\"color: #333333; font-size: 1rem;\">nobili<\/strong><span style=\"color: #333333; font-size: 1rem;\">), molte delle quali pero fuggono prima della cattura. Nel 1474 abbiamo ancora sei sodomiti (due dei quali nobili) coimputati. La vicenda assume le tinte di un thriller quando\u00a0l\u2019accusatore viene misteriosamente assassinato. Ma di questa presenza strutturata\u00a0ci parlano anche le leggi stesse di Venezia . Una di esse, nel 1450, menziona<\/span><strong style=\"color: #333333; font-size: 1rem;\">\u00a0i portici vicini a Rialto e quello della chiesa di S. Martino come luoghi d\u2019incontro di sodomiti<\/strong><span style=\"color: #333333; font-size: 1rem;\">. Inoltre i supervisori dell\u2019Arsenale (presso cui si trova la chiesa di S. Martino, ) decidono\u00a0che &#8220;a spese del nostro Tesoro, sia fatto chiudere con grosse assi il predetto portico di san Martino, facendo fare quattro porte ai quattro lati delle colonne, che stiano aperte e chiuse secondo gli orari delle porte della chiesa\u201d . Cinque anni dopo questo decreto, nel 1455, viene deciso di pattugliare certe zone di Venezia, per impedire ai sodomiti di usarle come luoghi di incontro.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p>Nel 1488 un editto impone di chiudere con assi di legno anche il portico della chiesa di Santa Maria Mater Domini, per i motivi per cui si era gi\u00e0 chiuso quello di S. Martino\u201d. Un\u2019ulteriore lista di luoghi da sorvegliare viene stilata in un decreto del 1496, che elenca \u201cmagazzini, bastie, scuole, tutti i portici, le case degli scaleteri, taverne, postriboli, case delle prostitute; coloro che (le pattuglie) avranno trovato nei luoghi sospetti,\u00a0 li dovranno arrestare\u201d.<br \/>\nAlcuni decreti del Consiglio dei X, promulgati nel medesimo secolo, annunciano che, per estirpare \u00ababhominabile vitium sodomiae\u00bb (l&#8217;abominevole vizio della sodomia), si erano eletti due nobili per contrada.\u00a0<strong>Ogni venerd\u00ec si doveva raccogliere il collegio dei deputati ad inquisire sopra i sodomiti.<\/strong>\u00a0<strong>I medici e i barbieri, chiamati a curare qualche uomo o anche qualche femmina, avevano tre giorni per denunciare all\u2019amministrazione le loro\u201dconfidenze amorose\u201d<\/strong>. &#8220;Gli membri delle pattuglie saranno tenuti\u00a0a interrogare e investigare se qualcuno gestisca luoghi pubblici o case che vengono chiamate \u201cbastie\u201d (taverne), nelle quali\u00a0solitamente vengono commessi molti atti illeciti e disonesti, oppure se esistano frequentazioni di eta\u2019 non conveniente, vale a dire adulti che conversano insieme a ragazzi&#8221;.<br \/>\nUn nuovo decreto, questa volta per sottoporre a sorveglianza anche gli scaleteri (<strong>pasticceri<\/strong>), \u201cpoich\u00e9 siamo stati avvertiti del fatto che nella casa di molti scaleteri di questa nostra citt\u00e0 molti giovani, ed altri di diverse et\u00e0 e condizioni, si\u00a0ritrovano di giorno e di notte, e qui giocano e tengono taverna, e commettono molti atti disonesti. Ci sono stati famosi processi contro omosessuali o per violenza \u201ccontro natura\u201d, come quelli contro un tale Francesco Cercato, che fu impiccato per sodomia tra le colonne della Piazzetta San Marco nel 1480, e tale Francesco Fabrizio, prete e\u00a0<strong>poeta<\/strong>, che fu decapitato e bruciato nel 1545 per il \u201cvizio inenarrabile\u201d. La controriforma, cio\u00e8 la risposta alla riforma di Martin Lutero (stabilita dal concilio di Trento 1570) aveva come scopo quello di \u201cimprontare una morale pi\u00f9 severa e di spirito cristiano\u201d. Il problema principale di Venezia , un paese di crocevia di gente che andava e veniva per tutto il Mediterraneo, la sodomia (<strong>la pratica pi\u00f9 diffusa in Venezia<\/strong>) fu condannata nel concilio di Trento.\u00a0<strong>In seguito a questa riforma il Senato deliber\u00f2 che, in certi posti della citt\u00e0, fosse concesso alle Meretrici di mettere in mostra\u00a0le proprie virt\u00f9 per \u201cattirare un pubblico di uomini sempre pi\u00f9 numeroso e mantenere cos\u00ec ben saldi gli usi di una cultura eterosessuale\u201d<\/strong>. La zona delle &#8220;Carampane&#8221;, vicino a Rialto, era una delle aree di Venezia nella quale le prostitute di Venezia erano\u00a0obbligate a concentrarsi fin dal XV secolo per disposizione delle leggi sull\u2019ordine pubblico.<\/p>\n<p>Nel 1509 a Venezia vi erano 11.654 cortigiane censite (su una popolazione di 150.000 abitanti\u2026),<\/p>\n<p>Nonostante questo, l\u2019omosessualit\u00e0\u00a0continuava a persistere, e soprattutto si presentava nei confronti dei giovani, potendo comportare difficolt\u00e0 di socializzazione e gravi conseguenze per l\u2019individuo, tra le quali il suicidio. Per non parlare di problematicit\u00e0 demografiche.<\/p>\n<p>La Serenissima disapprovava l\u2019omosessualit\u00e0 molto di pi\u00f9 della prostituzione, tanto che una legge del 1482 stabiliva che chi veniva riconosciuto colpevole del peccato \u00a0di sodomia doveva essere giustiziato e poi bruciato in mezzo alle colonne della piazzetta di San Marco. Un \u2018 ordinanza stabil\u00ec che le prostitute \u00a0che lavoravano nella zona di San Cassiano\u00a0<strong>\u00a0(PONTE DELLE TETTE )\u00a0<\/strong>\u00a0dovessero affacciarsi alle finestre \u00a0o stare sulle porte a seno nudo per incoraggiare i clienti e soprattutto per esortare i numerosi omosessuali del tempo all\u2019eterosessualit\u00e0. Le leggi che riguardano l\u2019omosessualita\u2019 \u00a0erano \u00a0severissime : abominandum vitium\u2026eradicetur de civitate ( abominevole vizio&#8230;.sia sradicato dalla nostra citt\u00e0)\u00a0 tuonavano i DIECI che obbligavano i medici a denunciare chi, maschio o femmina , si \u00a0facesse curare per essere &#8220;in<em>\u00a0parte posteriore confractum&#8221; (lacerato nella parte posteriore).<\/em><\/p>\n<p>La Serenissima incoraggiava l\u2019esibizionismo delle prostitute per combattere l\u2019omosessualit\u00e0 alquanto diffusa a Venezia tra il XV e il XVI secolo, fino a diventare un problema di stato. Le influenze di sodomia conseguenti al sempre crescente arrivo di mercanti proveniente dal Medio Oriente, al vivace miscuglio di popoli e, con essi, delle rispettive abitudini culturali, provoc\u00f2 una sorta di campagna della Repubblica mirata alla conservazione degli usi e costumi propri di una cultura eterosessuale.<br \/>\nIl mestiere pi\u00f9 antico del mondo era, quindi, non solo tollerato, ma quasi, addirittura, favorito.<\/p>\n<p>N.d.R. : Ma, per doverosa e rigorosa integrazione, non posso esimermi dal ricordare che, sulle gloriose navi, mercantili e da guerra, della &#8220;Serenissima&#8221; esisteva, come mansione istituzionale, la figura del &#8220;mozzo da cul&#8221;.<br \/>\nNei lunghi mesi di navigazione, come &#8220;facevano i marinai&#8221; (se lo chiedeva anche Lucio Dalla), a &#8220;soddisfare le proprie voglie&#8221; (questo, invece, se lo chiedeva Faber De Andr\u00e8)?<br \/>\nRiporto quanto segue:<\/p>\n<p class=\"titlepar\">Essere un &#8220;Recia&#8221; (orecchio)\u00a0 \u00a0 (In altro dialetto: &#8220;ricchione&#8221;)<\/p>\n<p>Ci si riferisce all&#8217;usanza di contrassegnare con un orecchino il &#8220;mozzo da culo&#8221;, giovane con tendenze omosessuali imbarcato come mozzo, al solo scopo di soddisfare le voglie dell&#8217;equipaggio&#8230;<\/p>\n<hr \/>\n<p class=\"titlepar\">Un qualsiasi oggetto \u00e8 detto &#8220;da culo&#8221; quando&#8230;<\/p>\n<p>&#8230;per la scarsa qualit\u00e0, non risponde alla funzione alla quale \u00e8 preposto, nello stesso modo in cui il &#8220;mozzo da culo&#8221; tutto era fuorch\u00e9 un vero mozzo&#8230;\u00a0 Altri dicono significhi &#8220;di nessun valore&#8221;, con riferimento alle &#8220;pezze da culo&#8221; (quelle che venivano usate, prima della carta igienica).<br \/>\nA proposito di carta igienica, segnalo anche, per inciso, e per restare in tema marinaresco, questa altra chicca:<\/p>\n<p class=\"titlepar\">Essere un &#8220;C\u00e1o da brodo&#8221;.<\/p>\n<p>Essere definiti &#8220;Cao da brodo&#8221; non \u00e8 proprio esaltante&#8230;<br \/>\nCi si riferisce ad una corda (c\u00e1o, cio\u00e8 cavo) che veniva fatta scendere dalla poppa della nave e lasciata perennemente immersa nell&#8217;acqua.\u00a0 Il riferimento al brodo? &#8230; la parte sfilacciata immersa veniva utilizzata come carta igienica dall&#8217;equipaggio.<\/p>\n<p>Alla luce di quanto sopra, non pu\u00f2 destare meraviglia se la pi\u00f9 bella giovent\u00f9 maschile di Venezia, arruolata sulle Galeazze, sui Brigantini, sui Vascelli, sulle Fregate, sulle Galandrie, costretta a feroci astinenze sessuali, si dedicasse a praticare esborsi fisiologici, contro natura, con l&#8217;unico personaggio &#8220;disponibile&#8221; a bordo. Giovani che poi, ben si capisce, si assuefacevano facilmente a questo tipo di rapporti che, una volta a terra, come sulla nave, diventavano pratica abituale. I marinai erano moltissimi e il &#8220;malcostume&#8221; si diffondeva a macchia d&#8217;olio.<br \/>\nL&#8217;ipocrisia non comanda alla natura.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; CURIOSITA\u00a0 STORICHE Cos&#8217;erano le CARAMPANE? Mi pare intrigante ed istruttivo riportare una verit\u00e0 storica non molto conosciuta, se non per vago &#8220;sentito dire&#8221;, che riguarda abitudini di vita reale di non tanti secoli fa e non molto distanti da qui. A Venezia. Trascrivo le notizie, raccogliendo e vagliando dal WEB (Wikipedia e altro). Dalla [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,2],"tags":[236,10,29],"class_list":["post-5717","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-aforismi-e-altro","category-italiano","tag-abitudini","tag-stile-di-vita","tag-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5717","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=5717"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5717\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6317,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/5717\/revisions\/6317"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=5717"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=5717"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=5717"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}