{"id":5743,"date":"2020-04-01T17:21:09","date_gmt":"2020-04-01T15:21:09","guid":{"rendered":"http:\/\/millemotti.mooo.com\/?p=5743"},"modified":"2020-04-01T17:21:09","modified_gmt":"2020-04-01T15:21:09","slug":"numero1944","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=5743","title":{"rendered":"Numero1944."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CIAO<\/p>\n<p>La parola\u00a0<b>ciao<\/b>\u00a0\u00a0\u00e8 la pi\u00f9 comune forma di saluto amichevole e informale della\u00a0<a title=\"Lingua italiana\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lingua_italiana\">lingua italiana<\/a>. Essa \u00e8 utilizzata sia nell&#8217;incontrarsi, sia nell&#8217;accomiatarsi, rivolgendosi a una o pi\u00f9 persone a cui si d\u00e0 del tu. Un tempo diffusa soprattutto nell&#8217;Italia settentrionale, \u00e8 divenuta anche di uso internazionale.<sup id=\"cite_ref-Tr_1-0\" class=\"reference\"><\/sup><\/p>\n<p>In riferimento ai bambini, &#8220;fare ciao&#8221; indica un gesto di saluto ottenuto aprendo e chiudendo la mano o\u00a0agitando la mano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Come nacque\u00a0<em>ciao<\/em>? Questo saluto semplice che si va sempre pi\u00f9 diffondendo, ed \u00e8 la prima parola alla quale chi non sa ancora l\u2019italiano si aggrappa per stabilire un contatto, il nostro\u00a0<em>ciao<\/em>\u00a0nasce da un saluto cerimonioso e affettato in lingua veneta: \u201c<em>sciao<\/em>\u201d (pronunciando\u00a0<em>s<\/em>\u00a0e\u00a0<em>c<\/em>\u00a0separate, come in\u00a0<em>scentrare<\/em>) cio\u00e8\u00a0<em>schiavo (sciao\u00a0 era scritto sciavo, e viene dal latino sclavus)<\/em>: come dire\u00a0<em>schiavo vostro<\/em>,\u00a0<em>servo vostro<\/em>: lo troviamo comunemente usato nel teatro di Carlo Goldoni. Passando in Lombardia, terra meno cerimoniosa e pi\u00f9 sbrigativa, lo\u00a0<em>sciao<\/em>\u00a0perse la\u00a0<em>s<\/em>\u00a0e divenne\u00a0<em>ciao<\/em>. E dalla Lombardia si diffuse in tutta Italia: ma questo avvenne solo all\u2019inizio del Novecento. Oggi\u00a0<em>ciao<\/em>\u00a0viaggia per il mondo.<\/p>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma oggi, molti l\u2019hanno gi\u00e0 osservato, il vecchio, glorioso monosillabo che ha varcato gli oceani e le montagne portando dovunque un po\u2019 d\u2019italianit\u00e0 \u00e8 sempre pi\u00f9 insidiato da un\u00a0<em>ciao ciao ciao<\/em>, pronunciato frettolosamente, spesso sottovoce, in un\u2019unica emissione di fiato. Il triplice\u00a0<em>ciao<\/em>\u00a0\u00e8 certamente di origine telefonica: occupa lo spazio di tempo che occorre per deporre il ricevitore, va dunque bruciato velocemente. Si adatta anche al telefono cellulare e qui sta la sua possibilit\u00e0 di durare a lungo.<\/p>\n<p>N.d.R.\u00a0 \u00a0 Ma \u00e8 mai possibile che il saluto pi\u00f9 diffuso, nella nostra lingua e conosciuto in tutto il mondo, abbia a che fare con la schiavit\u00f9, il servilismo, la deferenza ad una classe sociale superiore, che mi ricorda il saluto siciliano &#8220;Baciamo le mani, a bossia&#8221;. (a bossia = a vossia, cio\u00e8 a vostra signoria) ?<br \/>\nEppure \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nA dire il vero, se incontrate, anche oggi, un Austriaco vi sentirete salutare con un &#8220;Servus!&#8221;, un loro antico saluto.<\/p>\n<p>Infatti,<\/p>\n<p><i><b>Servus<\/b><\/i>\u00a0\u00e8 un saluto informale diffuso in gran parte dell&#8217;Europa centrale. Deriva dal\u00a0<a title=\"Lingua latina\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Lingua_latina\">latino<\/a>\u00a0<i>servus<\/i>\u00a0(servo, schiavo) e pu\u00f2 essere considerato la forma breve dell&#8217;espressione &#8220;sono vostro servo&#8221; o &#8220;sono al vostro servizio&#8221;.<\/p>\n<p>\u00c8 comune in\u00a0<a title=\"Baviera\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Baviera\">Baviera<\/a>,\u00a0<a title=\"Franconia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Franconia\">Franconia<\/a>,\u00a0<a title=\"Austria\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Austria\">Austria<\/a>,\u00a0<a title=\"\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Provincia_autonoma_di_Bolzano\">Alto Adige<\/a>\u00a0(anche nella forma\u00a0<i>servas<\/i>),\u00a0<a title=\"Slovenia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Slovenia\">Slovenia<\/a>,\u00a0<a title=\"Croazia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Croazia\">Croazia<\/a>\u00a0(<i>servus<\/i>\u00a0o\u00a0<i>serbus<\/i>),\u00a0<a title=\"Ungheria\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Ungheria\">Ungheria<\/a>\u00a0(<i>szervusz<\/i>\u00a0\/\u00a0<i>szervusztok<\/i>,\u00a0<i>szia<\/i>\u00a0\/\u00a0<i>sziasztok<\/i>),\u00a0<a title=\"Slovacchia\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Slovacchia\">Slovacchia<\/a>,\u00a0<a title=\"Transilvania\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Transilvania\">Transilvania<\/a>\u00a0e nord-ovest della\u00a0<a title=\"Romania\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Romania\">Romania<\/a>\u00a0(<i>servus<\/i>\u00a0\/\u00a0<i>serus<\/i>. L&#8217;area di diffusione fuori dalla\u00a0<a title=\"Germania\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Germania\">Germania<\/a>\u00a0ricalca i territori dell&#8217;ex\u00a0<a class=\"mw-redirect\" title=\"Impero Austroungarico\" href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Impero_Austroungarico\">Impero Austroungarico<\/a>.<\/p>\n<p>In molte parti della Germania meridionale, in Austria, in Alto Adige e nella Romania di nord ovest\u00a0<i>servus<\/i>\u00a0\u00e8 uno dei saluti pi\u00f9 comuni utilizzati dai giovani.<\/p>\n<p>A me non piacciono queste forme di saluto: servilismo, sottomissione, che sanzionano o, soltanto, evocano le differenze sociali o di classe, non devono appartenere alla dignit\u00e0 umana e dei popoli.<br \/>\nPropongo, provocatoriamente, di sostituire, almeno in Italia, il &#8220;ciao&#8221; con il saluto pi\u00f9 bello che io conosco. E non lo dico solo perch\u00e9 \u00e8 il saluto della lingua friulana, la mia. Ma perch\u00e9 ha un suono e un significato meravigliosi: MANDI.<\/p>\n<p>Anzi, sono due le etimologie pi\u00f9 accreditate per questa parola che deriva, chiaramente, dal latino: scegliete voi quella che pi\u00f9 vi suggestiona.<\/p>\n<p>Mandi = in manu Dei, cio\u00e8 &#8220;(stai) nelle mani del Signore&#8221;, &#8220;che il Signore sia con te&#8221;. Oppure,<br \/>\nMandi = mane diu, cio\u00e8 &#8220;rimani a lungo&#8221;, &#8220;vivi a lungo&#8221;: augurio di lunga vita.<\/p>\n<p>Sono entrambi espressione ed interpretazione del carattere riservato, schietto e profondo della nostra gente, che ha mantenuto la sua nobilt\u00e0 d&#8217;animo ed affabilit\u00e0, nonostante si tratti della popolazione che pi\u00f9 di ogni altra, in Italia, ha subito invasioni barbariche e militari della peggior specie.<br \/>\nFriulani, siamo orgogliosi di questa parola di saluto: \u00e8 il nostro emblema e blasone.<br \/>\nBuoni con tutti, servi di nessuno. Mandi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; CIAO La parola\u00a0ciao\u00a0\u00a0\u00e8 la pi\u00f9 comune forma di saluto amichevole e informale della\u00a0lingua italiana. Essa \u00e8 utilizzata sia nell&#8217;incontrarsi, sia nell&#8217;accomiatarsi, rivolgendosi a una o pi\u00f9 persone a cui si d\u00e0 del tu. Un tempo diffusa soprattutto nell&#8217;Italia settentrionale, \u00e8 divenuta anche di uso internazionale. 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