{"id":6220,"date":"2020-05-26T08:40:53","date_gmt":"2020-05-26T06:40:53","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=6220"},"modified":"2020-07-27T21:49:12","modified_gmt":"2020-07-27T19:49:12","slug":"numeropolitica-bozza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=6220","title":{"rendered":"Numero2001."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>D A\u00a0 \u00a0Q U I\u00a0 \u00a0 I N I Z I A\u00a0 \u00a0I L\u00a0 \u00a0 T E R Z O\u00a0 \u00a0M I L L E N N I O<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>N.d.R.\u00a0 \u00a0Dopo aver dedicato a mio figlio il Numero2000. di questa raccolta, a titolo del tutto personale, ho preparato, per inaugurare il &#8220;terzo millennio&#8221; della raccolta stessa, una pubblica edizione dei miei pensieri e sentimenti riguardo al nostro paese.<\/p>\n<p>Quello che leggerete, qui di seguito, potrebbe apparire come la bozza del manifesto di un movimento o di un soggetto politico. Niente di tutto questo. No, no, e poi no. Questo \u00e8, e vuole essere, invece, solo una esternazione personale, uno sfogo autoconsolatorio, insomma, coma fa un bambino quando si succhia un dito. Mi parlo addosso, pi\u00f9 che altro, e non ho secondi fini. Per parlare forbito, questo \u00e8 un &#8220;anacol\u00f9to&#8221;, una figura retorica che vuol dire &#8220;senza seguito&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>STAVOLTA\u00a0 SCRIVO\u00a0 DI\u00a0 POLITICA\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0(Una esercitazione di buon senso).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho sempre nutrito una certa idiosincrasia per il mondo della politica, ma, quotidianamente, come tutti, sono tampinato, bombardato dai telegiornali, dai talk show, dai dibattiti da salotto e non posso evitare di essere coinvolto nel\u00a0 brusio del cicalare vuoto e fumoso di questo rituale pecoreccio.<br \/>\nPur schivandole con risolutezza, ho, tuttavia, sempre seguito, da lontano, le vicende politiche di questo dopoguerra, perch\u00e9 \u00e8 normale che ti interessi dei tuoi interessi: le scelte di campo, gli accadimenti storici, i mutamenti sociali, le ricadute economiche e gli adeguamenti alle vicende della vita richiedono una presenza conoscitiva costante e aggiornata, se non vuoi essere relegato a gestire, semplicemente da succube, l\u2019inevitabile.<br \/>\nDopo gli anni della giovinezza, quando gli interessi erano, magari, altri e diversi, dal periodo della maturit\u00e0 e della piena consapevolezza in poi, io mi sono identificato e collocato, anche e soprattutto attraverso il voto, nel \u201cpartito\u201d che, da solo, senza coalizioni, \u00e8 risultato sempre al primo o al secondo posto in tutte le elezioni degli ultimi 20 anni: quello dei \u201cnon votanti\u201d. Semplicemente perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 nessun partito, in Italia, nel quale io potrei riconoscermi. N\u00e9 per i valori, n\u00e9 per i programmi, n\u00e9 tanto meno, per gli uomini. Lo ribadisco, nessuno.<\/p>\n<p>Attualmente, stando alle statistiche delle ultime elezioni Europee del 2019, al netto di una fisiologica percentuale di \u201cimpossibilitati\u201d al voto, per cause di salute, di assenza per lavoro ecc., il \u201craggruppamento\u201d, per non chiamarlo \u201cpartito\u201d, di coloro che non esprimono il voto o, che lo esprimono votando scheda bianca oppure scheda da annullare, \u00e8, manifestamente e incontestabilmente, il primo in Italia.<\/p>\n<p>Invito tutti coloro che, leggendo questo Numero, non si saranno annoiati, a leggere anche un corollario molto interessante di quanto appena scritto, al Numero1999. Vi si parla di schede bianche e di dissenso. Segnalo anche il Numero2023 che parla di astensionismo e disamore per la politica.<\/p>\n<p>Posso anche azzardarmi a dare delle indicazioni numeriche:<br \/>\nAlle Europee del 2019, ha votato il 56% degli Italiani.<\/p>\n<p>I primi 3 partiti hanno ottenuto queste percentuali di voti:<br \/>\nLega\u00a0 \u00a0 \u00a034,3%<br \/>\nPD\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 22,7%<br \/>\nM5S\u00a0 \u00a0 \u00a017,1%.<\/p>\n<p>Dal 44% che non hanno espresso il voto, togliamo, per arrotondare, il 4% degli impossibilitati a votare (gli statistici dicono che \u00e8 fisiologico un 3 \u2013 5%). Pertanto, il \u201craggruppamento\u201d di coloro che non hanno dato il loro voto raggiunge il 40%. A questa percentuale va aggiunto un 2 % abbondante di schede bianche e un 1% abbondante di schede annullate per precisa intenzione del votante. Ed \u00e8, di gran lunga, il primo partito.<\/p>\n<p>Stando ai sondaggi pubblicati ieri, 14 Maggio 2020, le intenzioni di voto degli Italiani interpellati, sono queste:<br \/>\nLega\u00a0 \u00a0 \u00a0 26,6%<br \/>\nPD\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a021,0%<br \/>\nM5S\u00a0 \u00a0 \u00a0 16,0%.<br \/>\nF.d. I.\u00a0 \u00a0 \u00a014,2%<br \/>\nF.I.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a06,7%<br \/>\nAltri\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a015,5%<\/p>\n<p>E non credo che la percentuale di coloro che andrebbero a votare, alle prossime elezioni, sarebbe pi\u00f9 alta del 56% delle ultime Europee. Comunque, se anche fosse un 60-65%, e sono generoso, non cambierebbe nulla.<br \/>\nIn linea di massima, anche in questo caso, e senza ombra di dubbio, il primo partito sarebbe quello dei \u201cnon votanti\u201d.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qualcuno che tiene conto di questo tipo di espressione della volont\u00e0 elettorale? E della sua valenza politica?<br \/>\nNo, nessuno. \u201cGli assenti hanno sempre torto\u201d: \u00e8 un ritornello che ripetete da sempre, voi, Signori dei Partiti.<br \/>\nMa, ne siete proprio sicuri?<br \/>\nSiete sicuri che l\u2019anomalia \u00e8 il 40% che non vi vuole, che non vota nessuno di voi o, invece, non siete voi, Partiti Italiani, la vera anomalia? Tutti insieme, nessuno escluso?<br \/>\nTanto per dire, con riferimento al sondaggio di cui sopra, se faccio la sommatoria delle percentuali di tutti i partiti dello schieramento politico Italiano al 14 Maggio 2020 (tutti lo possono verificare), viene fuori questo dato:<br \/>\nSchieramento di Governo (cosiddetto delle 4 sinistre) : 43%.<br \/>\nSchieramento di Centro-Destra : 48,7%.<br \/>\nSiete sicuri che l\u2019anomalia non siete voi?<br \/>\nQuello che governa l\u2019Italia, in questo momento politico, sociale ed economico cos\u00ec delicato e difficile, \u00e8 un Governo di minoranza, con il benestare delle opposizioni e dei Signori della Comunit\u00e0 Europea. Governo guidato, per di pi\u00f9, da un Premier nominato, cooptato ma non eletto. Zero voti.<br \/>\nE rappresenterebbe l\u2019attuale volont\u00e0 della maggioranza democratica Italiana?<br \/>\nAlla faccia della Democrazia!<\/p>\n<p>Dove sta l\u2019anomalia?<br \/>\nL\u2019anomalia \u00e8 che il \u201cPartito\u201d nel quale si riconoscono, o potrebbero riconoscersi, circa il 40% degli Italiani, non esiste!<br \/>\nE, vivaddio, dovrebbe esistere. Perch\u00e9 questo pastrocchio, che \u00e8 l\u2019attuale mondo della politica Italiana, ci sta portando alla rovina.<br \/>\nCome me, c\u2019\u00e8 un 40% di Italiani che non approva e non vota nessun partito fra quelli esistenti, oggi, nell\u2019arco costituzionale. Siamo una \u201cMaggioranza Silenziosa\u201d di scontenti, che potrebbero e dovrebbero farsi sentire.<br \/>\nMa questo non \u00e8 un proclama: \u00e8 una denuncia e un \u201cgrido di dolore\u201d, quasi risorgimentale.<br \/>\nPurtroppo, lascer\u00e0 il tempo che trova.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma, solo per assurdo, se questo \u201cPartito Fantasma\u201d del 40% potesse esistere, come dovrebbe essere, quali programmi, valori e principi fondanti dovrebbe rappresentare, quali caratteri potrebbero qualificarlo come nuovo e diverso dai partiti gi\u00e0 esistenti? E, soprattutto, ci pu\u00f2 mai essere qualcosa che abbia un carisma di novit\u00e0, un connotato fortemente distintivo, un profilo coinvolgente e credibile, nel novero dei partiti politici Italiani?<br \/>\nNon basta, certo, essere e dichiararsi insoddisfatti di quello che hanno fatto e stanno facendo i gestori attuali della politica Italiana, per dare a milioni di persone la garanzia di essere interpreti qualificati di una diversa stagione, di una primavera dopo un buio inverno. Disegnare, a bei colori armoniosi e gradevoli, uno spettro cos\u00ec variegato, come quello del ventaglio di problemi civili, sociali, culturali, economici ecc. di una nazione non \u00e8 facile, n\u00e9 si pu\u00f2 improvvisare.<br \/>\nA ci\u00f2 si aggiunga il momento drammatico che sta vivendo l\u2019Italia e il futuro a tinte fosche che si sta prospettando davanti a noi. Lo dico pensando, in particolare, ai nostri figli: quale orribile eredit\u00e0 stiamo propinando loro, di sacrifici e rinunce! La vergogna ricada su di noi, complici, tutti, di un misfatto storico senza precedenti e senza attenuanti, da additare all\u2019anatema e al ludibrio delle generazioni future!<\/p>\n<p>Lo ripeto ancora, per puro, assurdo esercizio accademico, cosa dovrebbe incarnare e incardinare questo, non \u201cpartito\u201d, ma \u201cParto di Fantasia\u201d del 40%?<br \/>\nCercher\u00f2 di snocciolare ed articolare un algoritmo teorico\/applicativo, il pi\u00f9 possibile semplice ed essenziale, seguendo le 5 famose \u201cW\u201d della lingua Inglese:<br \/>\nWHY = Perch\u00e9,<br \/>\nWHO = Chi<br \/>\nWHERE = Dove,<br \/>\nWHEN = Quando<br \/>\nWHAT = Cosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>WHY = Perch\u00e9.<\/p>\n<p>Lo ripeto, questo \u201cOggetto Misterioso\u201ddovrebbe esistere perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 e, purtroppo, non c\u2019\u00e8 mai stato.<br \/>\nMa che cosa? Un \u201cPartito\u201d? Non mi piace, gi\u00e0, la parola stessa. \u201cPartito\u201d richiama e rappresenta una parte. Di che?\u00a0 \u00a0Del popolo pi\u00f9 litigioso al mondo, degli Italiani.<br \/>\nSiamo veramente il popolo pi\u00f9 litigioso al mondo. Per chi non lo sapesse, dico per certo che, a tutt&#8217;oggi, giacciono inevase, circa sei milioni e mezzo di denunce per liti condominiali, nei Tribunali Italiani. Senza contare le altre. Abbiamo un numero di avvocati e di legali rappresentanti, che si occupano dei nostri contenziosi, che non ha uguali al mondo.<br \/>\nSiamo tutti di parte, partigiani o di noi stessi (siamo individualisti fino al midollo) o di piccoli, o meno piccoli, gruppi di interesse, economico, ideologico, religioso, politico e, chi pi\u00f9 ne ha, pi\u00f9 ne metta.<br \/>\nNel corso della nostra storia, gi\u00e0 e ancora, nelle citt\u00e0 medioevali esistevano le consorterie, le confraternite, le corporazioni. Il tessuto connettivo cittadino era lacerato da rivalit\u00e0 di borgata , di arti e mestieri, di appartenenze e sudditanze ad altri gruppi, a scalare o a salire, nella lotta per un proprio spazio vitale di interessi. Il rituale folkloristico e truculento del Palio di Siena \u00e8, a ben comprendere, una perpetuazione della contesa contradaiola, una celebrazione delle conflittualit\u00e0 di borgata, che perdura a tutt\u2019oggi.<br \/>\nLa faziosit\u00e0 era considerato un connotato positivo. Pensate che padre Dante, nel V\u00b0 canto dell\u2019Inferno, colloca \u201cgli ignavi\u201d, dei quali dice che si tratta di \u201ccoloro, che visser sanza infamia e sanza lodo\u201d.<br \/>\nDa qui si pu\u00f2 capire come la &#8220;non appartenenza&#8221;, il non schierarsi (ad esempio coi Guelfi per il Papa, o coi Ghibellini per l\u2019Imperatore) era considerato di per s\u00e9, una colpa e, perci\u00f2, un peccato.<br \/>\nCome non mi piace la parola peccato, cos\u00ec non mi \u201cgarba\u201d, direbbero i Toscani, la parola \u201cpartito\u201d.<br \/>\nMa, non si pu\u00f2 partire (\u00e8 un involontario gioco di parole), vivaddio, da qualcosa di pi\u00f9 alto, di pi\u00f9 trascendente delle piccinerie di parte, dei meschini conflitti d\u2019interesse, delle spicciole beghe di cortile?<br \/>\nQual \u00e8 il concetto pi\u00f9 elevato, la categoria pi\u00f9 imprescindibile, a cui lo spirito umano dovrebbe ispirarsi ed aspirare?<br \/>\nNon so voi, ma io, consapevolmente o inconsapevolmente, ho sempre \u201cintuito\u201d trattarsi della \u201cLibert\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Questa categoria mentale, la \u201cLibert\u00e0\u201d, \u00e8 onnicomprensiva, pregnante, coinvolgente: in qualche modo, assoluta.<br \/>\nPotrebbe essere alla base, oltre che del mio pensiero, anche della comunione d\u2019intenti di tanti uomini veri e consapevoli, ma, soprattutto, autori del proprio destino.<br \/>\nDella parola \u201cLibert\u00e0\u201d esiste un TAG in questo BLOG: vi invito a cercare quello che grandi menti hanno scritto in merito: \u00e8 veramente interessante.<br \/>\nRaccomando, in particolare i seguenti numeri:<\/p>\n<p>Numero1975\u00a0 \u00a0a firma di Piero Calamandrei<br \/>\nNumero1974\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Massimo Recalcati<br \/>\nNumero1640\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0George Bernard Shaw<br \/>\nNumero1511\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Platone<br \/>\nNumero1227\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Ludwig Boerne<br \/>\nNumero1226\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Tucidide<br \/>\nNumero757\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Georg Wilhelm Friedrick Hegel<br \/>\nNumero573\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Cicerone<br \/>\nNumero436\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Anonimo<br \/>\nNumero211\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Definizione di Liberismo<br \/>\nNumero183\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Lenin (Vladimir Ilic Ulianov)<br \/>\nNumero182\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Albert Camus<br \/>\nNumero130\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Simone Weil<br \/>\nNumero105\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Fernando Antonio Nigueira\u00a0 Pessoa<br \/>\nNumero7\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Aung San Su Kyi.<\/p>\n<p>Se volete leggere una mia personalissima esternazione, che, per\u00f2, non \u00e8 in chiave politica, leggete il Numero285.<\/p>\n<p>Dopo aver scorso queste straordinarie enunciazioni sulla \u201cLibert\u00e0\u201d, potrebbe rimanere ben poco di sensato da aggiungere. Io provo, senza squilli di trombe e rulli di tamburi, a suggerire il mio pensiero.<\/p>\n<p>Partirei dall\u2019aforisma di Lenin che, per me, \u00e8 di un sincretismo strabiliante, oltre che un geniale ossimoro storico e ideologico, ancor pi\u00f9 perch\u00e9 espresso da un tale personaggio della storia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>La libert\u00e0 \u00e8 un bene cos\u00ec prezioso,<\/em><\/p>\n<p><em>cos\u00ec prezioso, che bisogna razionarlo.<\/em><\/p>\n<p>Lenin<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dice Lenin che, in chiave di comune sentire, la \u201cLibert\u00e0\u201d potrebbe essere giusta quando \u00e8 \u201ccondizionata\u201d. Non \u00e8 una formula\u00a0 giudiziaria ma, in chiave politica e sociale, potrebbe rappresentare, invece, le fondamenta di un sentire universale che altri, in maniera pi\u00f9 spicciola, hanno cos\u00ec definito: \u201cLa mia libert\u00e0 comincia dove finisce la tua. E la tua libert\u00e0 comincia dove finisce la mia\u201d.<br \/>\nSulla \u201cLibert\u00e0\u201d e sul diritto ad essa, ci sono pochi dubbi. Sul modo di razionarla, affinch\u00e9 se ne possa distribuire a tutti una quantit\u00e0 e una qualit\u00e0 sufficiente e ragionevole, qui nasce il \u201cbusillis\u201d.<br \/>\nPerch\u00e9, a fronte di un diritto, imprescindibile ed inalienabile, la \u201cLibert\u00e0\u201d appunto, si devono enunciare i doveri e gli impegni per mantenerla, conservarla e, se possibile, migliorarla.<br \/>\nE qui, mi viene spontanea una ironica parodia delle parole di un personaggio della storia Italiana, del quale non avrei mai pensato di occuparmi, se non come irriverente \u201cstorpiatore\u201d: \u201cLa parola d\u2019ordine \u00e8 una sola, categorica e impegnativa per tutti: Responsabilit\u00e0.\u201d<br \/>\nDella \u201cLibert\u00e0\u201d, l\u2019altra faccia della stessa moneta \u00e8 la \u201cResponsabilit\u00e0\u201d.<br \/>\nSu questa parola e sui suoi contenuti, ideali e concreti, io rivolgerei il \u201cfocus\u201d del programma di fattibilit\u00e0.<br \/>\nAnzi, dir\u00f2 di pi\u00f9: darei questo nome, \u201cResponsabilit\u00e0\u201d, alla creatura politica (ipotetica) che potrebbe identificare l\u2019oggetto delle mie elucubrazioni. Nominando questa parola, si potrebbe sottintendere, automaticamente, il concetto correlato e conseguente, della \u201cLibert\u00e0\u201d. Con questa differenza: dicendo \u201cLibert\u00e0\u201d si pensa sempre e solo ai diritti, mentre, dicendo \u201cResponsabilit\u00e0\u201d, si deve pensare, soprattutto, ai doveri. E non al sesso degli angeli.<br \/>\nEh, gi\u00e0! Lo so bene che dal punto di vista propagandistico, sarebbe di non facile attechimento: uno studio pubblicitario lo sconsiglierebbe.<br \/>\nSe tu parli di \u201cLibert\u00e0\u201d, ti riempi la bocca di quanto vi \u00e8 di pi\u00f9 appetibile nell\u2019immaginario collettivo ed individuale delle persone, ma se parli di \u201cResponsabilit\u00e0\u201d, fai venire in mente impegni, sacrifici, rinunce, alienazione di spazio civile, sociale, economico, e via dicendo, che possono spaventare l\u2019uditorio.<br \/>\nSignori, miei, cominciamo a ribaltare, gi\u00e0 da qui, le solite ovviet\u00e0, le discrezionalit\u00e0 e i distinguo, accettando consapevolmente questo fardello. Perch\u00e9 la situazione Italiana sta per diventare insostenibile, ingestibile, irrimediabile, se non ci carichiamo sulle spalle il peso, schiacciante, dei problemi accumulati, fino ad oggi, dai nostri sprovveduti conduttori politici, tutti compresi.<br \/>\nPer godere ancora di un barlume di \u201cLibert\u00e0\u201d, noi qui, in Italia, adesso, dobbiamo, al pi\u00f9 presto, assumere una gravosissima, inevitabile \u201cResponsabilit\u00e0\u201d, proprio perch\u00e9 la bilancia \u00e8 sbilanciata. Gravemente sbilanciata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Muovendo da qui, parlerei, ora, del<\/p>\n<p>WHO = Chi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ebbene s\u00ec, lo dico subito, a scanso di equivoci: io sto pensando a voi, donne e uomini Italiani, che potreste costituire le fila di questa formazione di \u201cResponsabili\u201d.<br \/>\nNon \u00e8 questo, pi\u00f9, il momento di alzare le spalle, di voltarsi dall\u2019altra parte, di dire \u201cMe ne frego!\u201d ( a proposito di parodie, e non di apologie). La barca sta per affondare. Tocca a voi uscire allo scoperto, se volete salvare capra e cavoli, senza abbandonare la nave, sempre per continuare con le metafore.<br \/>\n\u201cSe sei un uomo di \u201cLibert\u00e0\u201d, perch\u00e9 non ti ci metti pure tu? Non \u00e8 il tuo un <em>Armiamoci e partite<\/em>?&#8221; mi direte.<br \/>\nSe fossi pi\u00f9 giovane lo farei, ma la mia stagione \u00e8 passata. Non faccio come un certo personaggio politico, che ha interpretato, cucendoselo addosso, il ruolo di condottiero della Liberal Democrazia in Italia, ma ha finito per autosqualificarsi, con un comportamento personale censurabile e sgradevole.<br \/>\nEcco, \u00e8 questo un caso in cui alla \u201cLibert\u00e0\u201d non ha corrisposto un adeguato e corrispondente tasso di \u201cResponsabilit\u00e0\u201d. Ora, costui, bolso narciso della politica, sta ancora recitando un ruolo di comprimario, nonostante e per colpa dell\u2019et\u00e0.<br \/>\nNon vuole mettersi da parte, ma fa un danno all\u2019Italia, senza che lui se ne renda conto, perch\u00e9 occupa un posto dove i consensi di molti Italiani avrebbero potuto collocarsi. Non lo votano pi\u00f9, proprio in quanto spoetizzati, schifati e delusi dai suoi personalismi autocelebrativi. E quello spazio resta vuoto.<br \/>\nEcco, per cominciare a dire \u201cchi\u201d, sono partito da un \u201cchi non\u201d.<br \/>\nChi volesse arruolarsi in questa \u201cnave dei sogni\u201d, potrebbe avere in questo personaggio un esempio in negativo.<br \/>\nInfatti la corrispondenza fra le due facce della moneta \u00e8 spietata e stringente: chi sbandiera \u201cLibert\u00e0\u201d deve dimostrare, a tutti i costi, \u201cResponsabilit\u00e0\u201d. Sempre e comunque.<br \/>\nMettendo cos\u00ec le condizioni di arruolamento ed appartenenza, forse in tanti potrebbero barcollare nell\u2019incertezza.<br \/>\nL\u2019atavica propensione alla ricerca dei vantaggi personali, del conflitto d\u2019interessi, del tornaconto derivante dall\u2019impunit\u00e0, confligge, in modo stridente, con i ruoli di pubblica \u201cResponsabilit\u00e0\u201d. Chi progetta tali esecrabili comportamenti si tenga lontano da questa affiliazione: non ha titolo per essere un uomo \u201clibero\u201d.<br \/>\nTutti gli altri uomini, di buona volont\u00e0, sono i benvenuti a bordo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 brevemente, dir\u00f2 qualcosa su<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>WHEN\u00a0 e\u00a0 WHERE = Quando\u00a0 e\u00a0 Dove.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per dire di \u201cQuando\u201d, tutti lo capiscono che la risposta \u00e8: subito.<br \/>\nNon c\u2019\u00e8 altro tempo da perdere, se n\u2019\u00e8 perso anche troppo. La situazione dell\u2019Italia \u00e8 drammatica. La barca va raddrizzata e il timone impugnato saldamente, perch\u00e9 il mare \u00e8 molto grosso.<\/p>\n<p>Ahi, serva Italia, di dolore ostello,<br \/>\nnave sanza nocchiere in gran tempesta,<br \/>\nnon donna di provincie, ma bordello.<\/p>\n<p>Dante Alighieri\u00a0 \u00a0 \u00a0canto VI del Purgatorio.<\/p>\n<p>Dove donna sta per \u201cdomina\u201d, cio\u00e8 signora, padrona. Cos\u00ec recitava Padre Dante nell\u2019anno 1300. Vi pare che sia cambiato qualcosa? A me s\u00ec, ma in peggio.<\/p>\n<p>Per parlare del \u201cDove\u201d, devo ammettere che la risposta potrebbe essere scontata: in tutta Italia, senza distinzioni.<br \/>\nMa ritengo doveroso anticipare la mia convinzione che la dislocazione geografica potrebbe essere discriminante, quanto a provvedimenti attuativi. L\u2019Italia non \u00e8 tutta uguale in ogni suo territorio. I rimedi generalizzati, per un egualitarismo di scuola e di presunta convenienza politica, possono avere effetti collaterali inaspettati e controproducenti.<br \/>\nSarebbe auspicabile un atteggiamento, che gi\u00e0 si potrebbe definire \u201cliberale\u201d, di flessibilit\u00e0 e buon senso, tenendo conto delle particolarit\u00e0 regionali, o di macroaree, senza invocare le sclerotiche rigidit\u00e0 del centralismo burocratico.<br \/>\nIl godimento dei diritti deve essere rapportato all\u2019osservanza dei doveri: questa, secondo me, dovrebbe essere la \u201cbarra a dritta\u201d della rotta. Ognuno capisca quello che vuol capire, ma la \u201cLibert\u00e0\u201d non pu\u00f2 essere assoluta e la \u201cResponsabilit\u00e0\u201d relativa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tocca, infine, affrontare il tema del<\/p>\n<p>WHAT = Cosa.<\/p>\n<p>Cosa deve essere questa \u201cCosa\u201d? Quali i suoi principi ispiratori, quali i suoi contenuti, quali i programmi di cui aspira ad essere portabandiera?<br \/>\nRiparto dalla \u201cLibert\u00e0\u201d, per dire che chi si professa propugnatore di questo archetipo mentale, si \u00e8 sempre considerato con le mani legate. Infatti, non appena uno si azzardi a prendere provvedimenti contro gli abusi, le trasgressioni, i reati contro la \u201cLibert\u00e0\u201d, viene immediatamente additato perch\u00e9, lui a sua volta, sarebbe un prevaricatore della \u201cLibert\u00e0\u201d altrui. La \u201cLibert\u00e0\u201d, signori, non \u00e8 anarchia, non \u00e8 mancanza di norme, assenza di regole, lassismo e superficiale buonismo.<br \/>\nDice Cicerone (Numero573.): Legum servi sumus, ut liberi esse possumus, che vuol dire &#8220;Siamo schiavi delle leggi, per poter essere liberi&#8221;. Una contraddizione in termini? Macch\u00e9, \u00e8 il paradigma del pensiero qui espresso.<br \/>\nLa \u201cLibert\u00e0\u201d che intendo io deve mantenere una gelosa custodia della assoluta e serena coesistenza di tutti, applicando una strettissima vigilanza contro qualunque attentato a tale vitale condizione.<br \/>\nMa i metodi che si possono e si devono adottare per la difesa della \u201cLibert\u00e0\u201d collettiva, questa volta e, sia chiaro, una volta per tutte, devono essere improntati alla massima intransigenza possibile, al pi\u00f9 inequivocabile rigore, al controllo pi\u00f9 stringente, addirittura, se necessario, ad una feroce severit\u00e0. S\u00ec, tutti gli attentatori, a vario titolo, di questo bene cos\u00ec prezioso, devono essere perseguiti senza remissione, devono essere bloccati, resi inoffensivi e sanzionati con metodi, che altri possono considerare di polizia o di militarizzazione e lo diranno starnazzando come le oche del Campidoglio. Lo stato di diritto, libero e felice, \u00e8 un bene collettivo che va difeso a tutti i costi e con qualunque mezzo. A costo, anche, di essere illiberali. La &#8220;libert\u00e0&#8221; che difende se stessa non mai \u00e8 illiberale.<br \/>\nNiente ricorso a sistemi dittatoriali, ma l\u2019impegno di questa \u201cResponsabilit\u00e0\u201d deve essere questo: forte, anzi, fortissimo con i prepotenti e indulgente, generoso e umanitario con i deboli, i bisognosi, gli emarginati. Togliere a quelli, per dare a quest\u2019ultimi, come Robin Hood.<br \/>\nChi sarebbero, allora, i prepotenti, i nemici da combattere, da tenere lontani, impedendo loro di nuocere?<br \/>\nInnanzitutto le Mafie, di tutte le specie, di tutte le organizzazioni e non solo. Anche la mentalit\u00e0 mafiosa, fatta di corruzione, di connivenze, di collusioni, di omert\u00e0, di sudditanza complice. \u00c8 questo un cancro che si sta allargando con una metastasi sociale senza confini, erodendo spazio di libert\u00e0, di sicurezza, di serena convivenza. Il malaffare sta diventando il pi\u00f9 proficuo e pericoloso investimento economico in Italia. Bisogna saperlo affrontare con la massima determinazione. E, a mali estremi, estremi rimedi, bisogna poter ricorre a misure e metodi eccezionali, senza remore, esitazioni, incertezze.<br \/>\nLe regioni che, atavicamente ed anche a tutt\u2019oggi, sono state e sono pervase da questo \u201csistema\u201d sociale malavitoso, con ogni singolo cittadino onesto, capace, volenteroso devono partecipare a questo riscatto e alla riconversione alla legalit\u00e0 delle loro terre. Lo stato, con i suoi responsabili Dirigenti, deve far sentire il fiato sul collo ai malviventi, deve far percepire la sua presenza e il suo sostegno alla popolazione, e la propria determinata presenza deve essere incessante, puntuale, efficace nel perseguire rigorosamente ogni manifestazione malavitosa.<br \/>\nE, come segnale e monito esemplare e risarcitorio, i mafiosi condannati e imprigionati, a spese della collettivit\u00e0, vengano messi al lavoro per costruire altre carceri che ospiteranno loro e i loro simili, con un regime carcerario di eccezionale severit\u00e0, senza sconti, senza abbuoni di pena, senza remissione. Perch\u00e9 doppio \u00e8 il danno procurato ai cittadini onesti che pagano le tasse: prima con le azioni mafiose, che hanno sottratto, a loro, pace e denaro, poi con il mantenimento in carcere, dove c\u2019\u00e8 un ulteriore esborso di denaro pubblico. I regimi attuali di carcerazione sono uno spreco di denaro che una nazione come l\u2019Italia, nelle condizioni in cui si trova, non pu\u00f2 permettersi.<br \/>\n\u00c8 necessario instaurare la logica della prevenzione, anzich\u00e9 organizzare sempre costosi rimedi e riparazioni sanzionatorie.<\/p>\n<p>La coda del ragionamento precedente si aggancia, inevitabilmente, alle altre forme di spreco che l\u2019Italia, come paese civile, non pu\u00f2 permettersi. Intendo riferirmi a tutte le forme di parassitismo.<br \/>\nTanto per cominciare con un argomento forte, dico che nei connotati della \u201cResponsabilit\u00e0\u201d ci deve essere la sua \u201claicit\u00e0\u201d.<br \/>\nL\u2019Italia deve diventare, finalmente, uno stato laico a tutti gli effetti. Deve essere denunciato quel papocchio che va sotto il nome di Concordato. Anche a costo di modificare la Costituzione. Devono essere cancellate tutte le forme di privilegi che, fino ad oggi, hanno favorito il Clero, i Vescovi, lo Stato Vaticano. Le Istituzione Ecclesiastiche siano tenute a pagare le tasse come tutti gli altri cittadini e la loro esistenza e sopravvivenza sia a carico delle donazioni, a titolo personale e volontario, dei fedeli che vogliono mantenerle. Trovino loro le formule pi\u00f9 convincenti per raccogliere fondi. Ora come ora, tutti i cittadini Italiani, credenti o no, osservanti o meno, devono pagare le tasse per mantenere la Casta religiosa. \u00c8 questo un altro lusso che gli Italiani non possono pi\u00f9 permettersi: sono forme di parassitismo di Casta di un altro secolo.<\/p>\n<p>Altra abitudine consolidata in Italia \u00e8 l \u2018erogazione di vitalizi, pensioni, reversibilit\u00e0 di Ex Deputati, Ex Senatori, Ex Dirigenti Statali, Grand commis, Generali, Ammiragli eccetera, che se ne vanno in pensione con emolumenti spropositati. Compreso quel sottobosco di amministratori periferici di tutte le regioni. Tutti i cosiddetti \u201cservitori dello Stato\u201d che vanno in pensione non devono superare una ragionevole cifra, che permetta loro, di campare dignitosamente, ma che, attualmente invece, rappresenta una inspiegabile ed inaccettabile elargizione di denaro pubblico, a nessun titolo.<\/p>\n<p>Ho qualcosa da dire anche sulle Forze Armate. A me pare che siano diventate, anch\u2019esse, un pozzo senza fondo di sprechi. Rendiamoci conto che la difesa dei confini nazionali \u00e8 un compito fasullo: non ce n\u2019\u00e8 bisogno.<br \/>\nE, prima che questa ovviet\u00e0 emergesse agli occhi di tutti, i Governi e gli organi dirigenti delle Forze Armate si sono inventati un altro compito e impegno di spesa, che francamente, non \u00e8 per nulla necessario, ma \u00e8, invece, estremamente oneroso. Tanto per mantenere in piedi il carrozzone del Grande Circo dello Spreco. Parlo delle missioni all\u2019estero, di istruzione, di \u201cPeace keeping\u201d( mantenimento della pace), e quant\u2019altro, che noi, nelle nostre condizioni di indebitamento, non possiamo pi\u00f9 supportare e sopportare finanziariamente. Ci vuole un drastico ridimensionamento dell\u2019organico dell\u2019Esercito Italiano: deve essere ridotto al minimo indispensabile e i pensionamenti degli alti graduati devono rispettare le nuove regole e i nuovi livelli che questo povero paese deve adottare. Perch\u00e9 siamo pieni di debiti: non possiamo continuare a sprecare per mantenere un prestigio fantomatico. Inoltre ritengo doveroso che le Forze Armate, anzich\u00e9 sprecare denaro pubblico all\u2019estero, vengano impiegate molto pi\u00f9 spesso in interventi di esigenze civili, paesaggistiche, di manutenzione del suolo pubblico e via dicendo.<br \/>\nGli esuberi, che dall\u2019Esercito verranno eliminati, potranno essere riconvertiti in Forze dell\u2019ordine, e fra le pi\u00f9 qualificate. Sono ben addestrati nell\u2019uso delle armi, sono tenuti in forma da addestramenti specifici. Potranno costituire un sistema di contrasto alle forme di criminalit\u00e0 pi\u00f9 pericolose per la popolazione, specialmente per la delinquenza comune pi\u00f9 violenta e odiosa, che tiene in apprensione le gente persino nelle proprie case.<br \/>\nNon ha senso esercitarsi nell\u2019uso di armi che non serviranno mai. Tanto le guerre, oggi si fanno con ben altre armi: quelle economiche, quelle finanziarie, quelle commerciali, con gli incendi, con l\u2019inquinamento delle acque e dell\u2019aria, con i virus\u2026..<br \/>\nI nemici sono i terroristi, gli anarchici, i fondamentalisti religiosi o ideologici. Si faccia la guerra a questi, ma la si faccia sul serio. Aggiorniamo l\u2019Esercito alle moderne forme di guerra e guerriglia che provocano danni spaventosi alla comunit\u00e0, formando degli specialisti e non teniamo in piedi un militarismo novecentesco di facciata e da\u2026.parata. Costoso e inutile.<\/p>\n<p>Tocca parlare, adesso dell\u2019immigrazione.<br \/>\nCon una apposita legge dello Stato, da approvare di anno in anno, venga stabilito dal Governo un numero preciso di persone straniere che possano venire e rimanere nel nostro paese per lavorare. Questo numero sar\u00e0 segnalato da una Commissione che valuter\u00e0 tutti i parametri compatibili con le nostre esigenze d\u2019impiego lavorativo, e non altro, per non suscitare polemiche e rimostranze. Verr\u00e0 stabilito un elenco delle professionalit\u00e0 di cui il nostro paese ha bisogno (forse molte, magari nessuna) e saranno accolti, nel nostro paese, solo coloro che vanno ad esaurire questa lista. Non uno di pi\u00f9. Alle navi che salvano i migranti in mare e agli stessi migranti, diciamo che \u00e8 giusto salvare le vite in pericolo, ma questa non \u00e8 una ragione sufficiente per garantire una ospitalit\u00e0 che un paese povero come il nostro non pu\u00f2 permettersi. Il nostro paese sar\u00e0 pure un porto sicuro, ma sapete che c&#8217;\u00e8 di nuovo? C&#8217;\u00e8 che \u00e8 diventato un paese povero. Pertanto, dopo avere accolto un emigrante che stava per annegare, gli faremo sapere di trovarsi un\u2019altra destinazione fuori dai confini Italiani. Anche a coloro che sono profughi di guerre nei loro paesi, perch\u00e9 una legge dello Stato li considera clandestini comunque. Anche noi siamo in guerra. Con i debiti, con il malgoverno, con la burocrazia, con la miseria dilagante, con le Mafie, con la mancanza di lavoro. La nostra umanit\u00e0 si ferma all\u2019accoglienza in stato di necessit\u00e0, non \u00e8 disponibile a presenze non necessarie, perci\u00f2 indesiderate. Non possiamo accogliere persone indigenti da ospitare e, contemporaneamente, lasciare emigrare giovani laureati o diplomati volenterosi, solo perch\u00e9 da noi non trovano lavoro. Ma secondo quale logica?<br \/>\n\u00c8 un altro dei lussi che non ci possiamo pi\u00f9 permettere.<\/p>\n<p>L\u2019ho appena nominata e mi tocca di parlarne, purtroppo, diffusamente. La burocrazia.<br \/>\nLo avrete ormai capito, il filo conduttore di questo ipotetico \u201cProgramma\u201d di \u201cResponsabilit\u00e0\u201d, \u00e8 la lotta agli sprechi e la seriet\u00e0 rigorosa. Questi sprechi, nella Pubblica Amministrazione (P.A.) Italiana di oggi, sono, da tempo, una prassi deprecabile e insostenibile.<br \/>\nSi sono detti e fatti molti tentativi, si sono scritti volumi e stilati programmi di riforma della P.A. ad ogni pi\u00e8 sospinto, ad ogni insediamento di Governo. Non c\u2019\u00e8 nulla da fare. Il cancro dell\u2019inefficienza ha pervaso, con la sua metastasi, tutto il tessuto connettivo delle ramificazioni amministrative, raggiungendo anche isole felici di gente seria, ben motivata, capace ed efficiente.<br \/>\nAttraverso la ragnatela vessatoria, attraverso la pece vischiosa, attraverso i muri di gomma, attraverso i cavilli, i lacci e lacciuoli, attraverso la scarsissima applicazione, attraverso un attaccamento pervicace alla prestazione sotto il minimo livello tollerabile, attraverso le assenze dal posto di lavoro nello stesso giorno, e attraverso un assenteismo di comodo altissimo nell\u2019arco di un anno, sta in piedi, dal dopoguerra fino ad oggi, un elefantiaco carrozzone, un mostro di incapacit\u00e0 a risolvere i problemi degli Italiani che lavorano e vivono da cittadini.<br \/>\nI tempi di lavoro e il \u201cproblem solving\u201d (capacit\u00e0 di risolvere i problemi) degli Italiani, imprenditori, professionisti, lavoratori in proprio, e anche dei singoli cittadini alle prese con le normali attivit\u00e0 quotidiane, sono molto pi\u00f9 pressanti, urgenti e stressanti di quelli di questa categoria che, senza ombra di dubbio, si pu\u00f2 considerare la pi\u00f9 parassitaria di tutte. Lavora, quasi esclusivamente, per mantenere se stessa. \u00c8 autoreferenziale.<br \/>\nNon valgono le innovazioni tecnologiche, l\u2019eliminazione della circolazione dei documenti cartacei e delle archiviazioni in faldoni fatiscenti. Produrre un documento, in un ufficio pubblico, oggi potrebbe richiedere due o tre click ed una stampata. Invece, in proporzione a quando si lavorava a mano, i tempi sono addirittura aumentati. Le code in attesa si sono allungate, tutto \u00e8 farraginoso, lumacoso, indisponente. L\u2019insoddisfazione degli utenti \u00e8 palese, indispettita, isterica. Non se ne pu\u00f2 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Eh, bravo, sfondo porte aperte; faccio anch\u2019io come i Ministri, che si limitano ad elencare le cose che non vanno, dimenticandosi che loro sono l\u00ec, appositamente, per evitare che ci\u00f2 accada.<br \/>\nS\u00ec, signori Ministri, il vostro compito non \u00e8 snocciolare le statistiche di ci\u00f2 che \u00e8 accaduto fino ad oggi, dovete darvi da fare affinch\u00e9 gli errori non si facciano pi\u00f9.<br \/>\nVoi non dovete limitarvi ad elencare i problemi, voi dovete risolverli.<\/p>\n<p>La P.A. non pu\u00f2 cambiare mai, se non si d\u00e0 una scossa violenta all\u2019interno, ad abitudini inveterate, a comportamenti dilatori, a mentalit\u00e0 del tipo &#8220;fin che la pende, la rende&#8221;, anzich\u00e9 del tipo &#8220;fare presto e bene&#8221;.<br \/>\nBisogna introdurre i tempi e i metodi delle aziende produttive, commerciali e dei servizi che sono sul mercato, stimolate, pressate continuamente dalla concorrenza, consapevoli che se la loro efficienza non \u00e8 sempre al top, il loro destino sul mercato, anche del lavoro, ha ben poco futuro. E il licenziamento non \u00e8 un optional, \u00e8 sicuro.<br \/>\nPerch\u00e9, nella P.A. non si sono mai applicate le regole della prestazione lavorativa privata? Perch\u00e9 le ore lavorative non sono 8, come tutti gli altri, bens\u00ec 6? Perch\u00e9, nonostante il rendimento produttivo bassissimo, il trattamento economico \u00e8 addirittura superiore? Perch\u00e9, infine, nella P.A., i giorni di ferie sono 36 in un anno, mentre, ad esempio, nel turismo e nei pubblici esercizi, le ferie sono 26 giorni all\u2019anno; nel settore commercio, sono 176 ore\u00a0 (176 : 8 = 22 giorni) e, nel settore produttivo, sono 4 settimane + 2 giorni?<br \/>\nE, soprattutto, perch\u00e9 nella P.A. non si licenzia? Mai, o quasi mai?<br \/>\nQuesto \u00e8 un lusso, uno spreco mastodontico che non si pu\u00f2 pi\u00f9 sostenere. Qui stiamo veramente spendendo troppo per avere troppo poco. Pensate davvero che possiamo andare avanti cos\u00ec, perch\u00e9 cos\u00ec si \u00e8 sempre fatto?<br \/>\nIl nostro paese si \u00e8 impoverito a vista d\u2019occhio, si \u00e8 indebitato in maniera irrecuperabile, vogliamo, lo stesso, tenere in vita una macchina mangiasoldi ed inefficiente come l\u2019attuale P.A.?<br \/>\nSe qualcuno vuole rodersi il fegato per la rabbia, consulti il Numero2006, dove riporto i trattamenti economici dei dipendenti di Camera e Senato. E nessuno dice e fa niente. Si difendono dicendo che sono diritti acquisiti.<br \/>\nSenza guardare in faccia nessuno, tutte queste regole, ancestrali e consolidate, vanno cambiate. A costo dell\u2019impopolarit\u00e0, degli scioperi, delle imprecazioni. Il licenziamento per i nullafacenti, per i furbetti del cartellino, per gli stakanovisti dell&#8217;ostruzionismo e cos\u00ec via, va introdotto e soprattutto applicato, per giustizia sociale e per parit\u00e0 costituzionale; le equiparazioni di stipendio e di orario devono essere operativi per decreto, altrimenti fra poco, le piazze saranno piene di tanti, troppi dimostranti che protesteranno contro questi privilegi di casta. A protestare saranno quei lavoratori che sono stati licenziati, perch\u00e9 le loro fabbriche, le loro attivit\u00e0 sono fallite, anche per l\u2019inefficienza della P.A.<br \/>\nNella P.A. i prossimi assunti, se ce ne saranno, dovranno essere di provata capacit\u00e0 e buona volont\u00e0, non cooptati con raccomandazioni o con concorsi e valutazioni, che dovrebbero essere apparentemente obiettive, mentre sono manipolate per sotto o con punteggi fasulli e lauree comprate, oppure valutate scandalosamente ai fini concorsuali. Basta con le pratiche che portano personaggi impreparati, incapaci, senza voglia di lavorare, a fornire un servizio scadente, lento, ostruttivo, a decine di milioni di cittadini volenterosi di sgobbare per farsi un futuro.\u00a0 Non si scherza con i programmi di vita e i sogni della gente.<br \/>\nLa P.A. \u00e8, e deve essere, al servizio dei cittadini. E non ci devono essere cittadini in coda ad aspettare le comodit\u00e0 degli addetti ai lavori. Basta con questa vergogna! E mi scuso solamente con quei bravi dipendenti statali, e ce ne sono, che hanno sempre fatto al meglio il loro lavoro. Mi scuso, mi complimento con loro, ma non li ringrazio.<br \/>\nPerch\u00e9 hanno fatto il loro dovere.<br \/>\nDevo, per\u00f2, spendere una parola riguardo all&#8217;attuale situazione politico-sociale, adoperando i termini che si riferiscono all&#8217;esistente, anche se mi ripugna farlo.<br \/>\nTutte le teorie politiche e sociali sono belle e buone a dirsi e molto meno a farsi. La loro applicazione ha a che fare con gli uomini e questi non sono tutti uguali, anche se la teoria o l&#8217;ideologia lo vorrebbe. Ora, tutte le stagioni di governo di questo paese, di destra o di sinistra, per adoperare definizioni che io aborro, non sono mai riuscite a far funzionare la macchina della amministrazione statale. I Governi di sinistra, per eccessiva condiscendenza, per prostituzione elettoralistica, o per generale lassismo; i Governi di destra perch\u00e9 hanno suscitato le reazioni conservative, l&#8217;ostruzionismo, addirittura, il voluto peggioramento delle prestazioni, a causa di un controllo pi\u00f9 stringente.<br \/>\nNon mi interessa, se rischio di sollevare, contestazioni e polemiche, ma voglio dirlo fuori dai denti, per onest\u00e0 intellettuale e civile, come evidenza obiettivamente riscontrabile. Il centralismo, lo statalismo, tanto caro alle teorie di sinistra, messo in opera, con le prestazioni delle categorie di persone addette ai lavori, che ci troviamo in organico, e che vengono avvicendate da altre della stessa provenienza e specie, costituiscono una camicia di forza asfissiante per l&#8217;intero paese. Tutta l&#8217;energia imprenditoriale, la buona volont\u00e0, la fantasia di un popolo che vuole fare e darsi da fare viene frenata, ostacolata, vilipesa da questa palude stagnante, da questo vischio levantino di una casta, il cui operato non \u00e8 assolutamente in linea con il desiderio, anzi, il bisogno di intraprendere del resto dell&#8217;Italia. Loro vanno a 10 km all&#8217;ora, il resto dell&#8217;Italia che lavora va a 70 Km all&#8217;ora, ma potrebbe e dovrebbe andare a 100 km all&#8217;ora, per stare al passo dell&#8217;efficienza, dei costi, della rapidit\u00e0\u00a0 produttiva, espansiva nei mercati, di tanti altri paesi concorrenti. L&#8217;Italia \u00e8 come una Ferrari: esteticamente bella, dicono tutti che \u00e8 il pi\u00f9 bel paese al mondo, dotata di un motore potente, brillante, scattante, ma con il freno a mano tirato. Questo freno a mano \u00e8 la burocrazia statale centralistica, inefficiente, per nulla produttiva, autoreferenziale e molto costosa.<br \/>\nIl centralismo sinistrorso, applicato e messo in pratica con l&#8217;inefficienza e lo scarsissimo rendimento di addetti ai lavori di ben nota provenienza, costituisce una miscela esplosiva distruttiva, i cui effetti si perpetuano da pi\u00f9 di settant&#8217;anni.<br \/>\nQuesto andazzo di cose deve finire, e al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p>Ma di quanti altri problemi, ancora, potrei parlare? Di cose che non vanno, in questo martoriato paese?<br \/>\nVoglio dire qualcosa su un argomento che mi sta molto a cuore e, proprio per questo, mi fa particolarmente male.<br \/>\nLa scuola e la cultura, in Italia, stanno arrivando alla catastrofe.<br \/>\nGli studenti Italiani, se non sono ultimi, poco ci manca nella classifica Europea della preparazione scolastica: nella comprensione di un testo \u00e8 un disastro; nelle conoscenze tecnico scientifiche ancora peggio, nelle scienze matematiche \u00e8 una Caporetto. Ma dove \u00e8 finito il genio Italiano? I Fermi, i Marconi, i Majorana, i Segre, i Dulbecco, i Natta, i Rubbia, le Levi Montalcini; e i grandi poeti e scrittori del \u2018900:\u00a0 Pirandello, Montale, Quasimodo, e loro epigoni?<br \/>\nMa dove sono finiti quei milioni d\u2019Italiani che sapevano parlare, scrivere ed esprimersi correttamente? Erano la norma.<br \/>\nRaccontano dei dirigenti del personale di grosse aziende Italiane, che si presentano da loro, nei colloqui di assunzione, dei laureati che non sanno n\u00e9 leggere n\u00e9 scrivere, non sanno le lingue. Insomma sono sprovveduti di tutto quel bagaglio di comune cultura scolastica che, una volta, era normale per capirsi, per comunicare. Si capiva che il tuo interlocutore ti capiva. Adesso? Boh! Mi sembra che quando dici una parola strana, ti guardano con atteggiamento interrogativo, quasi inquisitorio: \u201cMa cosa sta dicendo?\u201d, vorrebbero dirti. Non ci capiamo pi\u00f9.<br \/>\nMi chiedo se \u00e8 colpa nostra o loro.<br \/>\nQui c\u2019\u00e8 molto da fare, ma deve passare una generazione di stenti. Devono capire i nostri giovani, che noi, ai nostri tempi, invece di andare alla \u201cmovida\u201d, studiavamo come matti per conquistare un posto al sole. Questo, loro, non lo stanno facendo. Si accorgeranno, ben presto, che avranno perso il treno. E che non c&#8217;\u00e8 nessuna laurea in &#8220;Happy Hour&#8221; e in &#8220;Aperitivo&#8221;.<br \/>\nDeve passare il messaggio che, chi non \u00e8 preparato, chi non sa, chi non ha cultura non andr\u00e0 da nessuna parte.<br \/>\nOggi, chi si applica, sgomita, passa le nottate a studiare, chi vuole informarsi per formarsi, \u00e8 guardato male, non \u00e8 oggetto, come un tempo, di invidia, di ammirazione. Al contrario, raccoglie sberleffi e compatimento.<br \/>\nMa non ci saranno aiuti per gli incapaci, per gli svogliati, per gli scansafatiche. Se un giovane non ha l\u2019orgoglio di aspirare e accedere ad un posto di lavoro che gli permetta di vivere decorosamente, non potr\u00e0 sperare nell\u2019assistenzialismo.\u00a0 E tu, Stato, come un buon padre di famiglia, non regalare a tuo figlio il pesce, regalagli la canna da pesca. Un paese povero non pu\u00f2 darglielo. Ma dobbiamo farlo capire noi, padri e nonni. \u00c8 questo il buonsenso.<br \/>\nE devono farlo capire anche gli insegnanti che, ahim\u00e8, sono essi stessi, impreparati e carenti di quel carisma didattico che pu\u00f2 far innamorare un giovane della cultura. Ci sono alcuni insegnanti, ma molto pochi, che la cultura l\u2019hanno nel sangue ed hanno anche amore per la loro missione, ma la grande maggioranza ha una preparazione largamente sotto la media: sono impreparati, inadeguati e i risultati si vedono. Sono quelli che ho esposto qui sopra.<br \/>\nQuindi, il target di questo comparto della sfera sociale Italiana \u00e8: riappropriarsi della cultura, complessivamente, e in particolare, di quella tecnico scientifica. Abbiamo buone eccezioni, le abbiamo sempre avute, ma non devono rimanere tali. Abbiamo bisogno di cultura diffusa anche per la sensibilit\u00e0 e la creativit\u00e0 artistica che mai ci \u00e8 mancata. Un popolo colto vive meglio, ciascuno per s\u00e9 e anche per gli altri. Rendiamoci la vita migliore, ma con il nostro impegno personale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Qualcosa vorrei dire anche a proposito di giustizia.<br \/>\nAnche questo \u00e8 un tasto dolente, anzi lacerante, del Servizio Pubblico Italiano. Tutti sappiamo cosa vuol dire varcare la soglia di un Tribunale, magari qualcuno non l\u2019ha mai fatto e non ne ha idea, ma i tempi biblici dei processi sono noti a tutti e non \u00e8 una situazione allegra. Anzi, vivere con il patema d\u2019animo di un processo da subire, da celebrare, di una sentenza da emettere, con quel che avviene prima e dopo, ebbene ti segna la vita.<br \/>\nMa, voglio essere chiaro su un punto: il buonismo, il perdonismo, gli sconti di pena, gli aggiustamenti, le abbreviazioni di comodo, le riduzioni di pena, i mercanteggiamenti, le prescrizioni, sono palliativi e annacquamenti di basso livello in un paese civile. Sono procedure da legulei, da azzeccagarbugli che io non condivido. Il mio non \u00e8 giustizialismo, perch\u00e9 preferisco la giustizia e che la legge sia uguale per tutti e ben applicata. In particolare per una categoria di reati che attiene alle corruzioni, alle concussioni, ai peculati, agli abusi di potere, alle malversazioni e altre malefatte di questo tipo, perpetrate nell\u2019esercizio della funzione pubblica, approfittando di coperture, reticenze, omert\u00e0 della casta giudiziaria. Guai a loro. Mi batterei per raddoppiare le pene previste per questo genere di reati, che sono tra i pi\u00f9 odiosi. E inasprirei, senza nessun ripensamento ed esitazione, tutte le pene previste per i reati di Mafia.<br \/>\nPer quanto riguardo la velocit\u00e0 dei processi e i tempi di applicazione della pena. una cosa mi sta, soprattutto, a cuore, oltre al tema della separazione delle carriere. Il tempo della stesura delle motivazioni, dopo la sentenza definitiva di un processo. Bisogna drasticamente contingentarli, abbreviarli sensibilmente nell\u2019arco temporale e nel numero di pagine da scrivere. Questo \u00e8 un rituale, un corollario, pur doveroso, che non deve essere lasciato alla discrezionalit\u00e0 di un giudice che, magari si vuole mettere in luce, cercando di \u201cfare letteratura\u201d, o &#8220;fare giurisprudenza&#8221; su un \u201ccaso di scuola\u201d. Via i personalismi. Non \u00e8 il caso giudiziario che deve servire a te, giudice, ma sei tu, giudice, che devi servire al caso e a quanti stanno aspettando giustizia. \u00c8 di un paio di giorni fa la notizia che una decina di condannati per malavita organizzata sono stati liberati perch\u00e9 il giudice non aveva ancora scritto le motivazioni della sentenza, ma dopo due anni dalla chiusura del processo. E non \u00e8 la prima volta. Sono sicuro che riceverei un applauso se dicessi che manderei in galera il giudice al posto dei condannati. Queste abnormit\u00e0 sono da eliminare al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Last, but not least. Ultima, ma non meno importante: la Sanit\u00e0 Pubblica.<br \/>\nSiamo ancora scioccati dagli oltre due mesi di quarantena in casa e abbiamo seguito le vicende del decorso inatteso e impressionante del Contagio da Coronavirus. Chi ci ha fatto una gran bella figura sono stati i medici e gli infermieri in particolare quelli degli ospedali del Nord. Spirito di sacrificio ed abnegazione, attaccamento al dovere e seriet\u00e0 professionale hanno diffuso un segnale confortante nella popolazione, che li ha chiamati \u201ceroi\u201d. Bene, questo s\u00ec \u00e8 andato bene. Quello che non va bene \u00e8 quello che resta, da adesso in poi, cio\u00e8 che, come prima, per una visita ambulatoriale in ambito ospedaliero, con prenotazione obbligatoria, c\u2019\u00e8 un\u2019eternit\u00e0 da aspettare. A tale andazzo di cose serve un rimedio, anche qui drastico e repentino, che ribalti il tavolo. I medici devono scegliere il proprio campo di esercizio della professione. O in ospedale o fuori, in proprio,. Non ci sono possibili compromessi o alternative. O conflitto d&#8217;interessi. Decine di milioni di cittadini vengono prima degli interessi professionali dei medici.<br \/>\nInoltre vorrei puntare l\u2019attenzione sul significato dei termini \u201cSanit\u00e0\u201d e \u201cSalute\u201d, che, spesso, vengono usati riferendosi allo stesso concetto,\u00a0 si interscambiano confondendosi l\u2019uno con l\u2019altro. Io intendo per \u201cSanit\u00e0\u201d il complesso di Istituzioni che lavorano per garantire il recupero della \u201cSalute\u201d di un cittadino. Ma chi si occupa della salute di un cittadino?<br \/>\nIn Italia, da sempre, siamo abituati a subire i problemi per, poi, porvi rimedio: un cittadino che si ammala deve essere curato. Per questo ci sono i medici e il grande carrozzone degli ospedali e di tutti i satelliti che vi girano intorno. Ma chi si occupa della salute dei cittadini? Non certo i medici curanti: loro curano e basta. E allora?<br \/>\nEcco la mia proposta: Istituire una speciale branchia della scienza medica che si occupi seriamente di dare istruzioni formative su come gestire al meglio la propria salute. A cominciare dall&#8217; alimentazione, per finire all\u2019infortunistica sul lavoro e ai comportamenti di ogni giorno per quanto riguarda la prevenzione, parola pochissimo usata, dei guai della salute. Si ha un bel dire che prevenire \u00e8 meglio che curare. ma nessuno lo fa. I medici se ne astengono, accuratamente. Se i cittadini si ammalano di meno, hanno pochi infortuni, conducono una vita sana e controllata, per i medici c\u2019\u00e8 molto meno lavoro, e molti meno affari ci saranno per le industrie farmaceutiche. La loro funzione, che viene considerata indispensabile, potrebbe essere messa in discussione. \u201cA patient cured is a customer lost\u201d dicono gli Inglesi: \u201cUn paziente curato \u00e8 un cliente perso\u201d. Gi\u00e0 si stanno studiando e applicando dei sistemi automatizzati di controllo, attraverso \u201cdevices\u201d (strumenti) digitalizzati, per seguire accuratamente l\u2019andamento della salute di ciascun individuo. E sarebbe lui a diventare il medico di se stesso. Spendiamo di pi\u00f9 per istruire i cittadini a stare bene, piuttosto che curarli quando stanno male. Insomma, pi\u00f9 \u201cSalute\u201d e meno \u201cSanit\u00e0\u201d. Sarebbe un risparmio enorme, oltre che una migliore qualit\u00e0 della vita.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 arrivato il momento di concludere questo &#8220;libricino dei sogni&#8221;.<br \/>\nCammin facendo, sgranando il rosario delle criticit\u00e0 Italiane che sono un&#8217;enormit\u00e0, e riconoscendo, anche, che molte altre le ho tralasciate, mi rendo conto, e credo anche voi, che la situazione del nostro paese \u00e8 estremamente seria.<br \/>\nQuello che potrebbe apparire un sogno, una &#8220;task force&#8221; d&#8217;intervento, rischia di diventare un incubo. La gravit\u00e0 delle attuali condizioni dell&#8217;Italia \u00e8 talmente elevata che qualunque provvedimento si possa predisporre e mettere in atto, potrebbe, addirittura, peggiorare tali condizioni, anzich\u00e9 giovare, come rimedio. Non user\u00f2 anch&#8217;io una frase, usata e abusata, nel politichese attuale, per dire che &#8220;serve discontinuit\u00e0&#8221;. Dir\u00f2 ben di peggio: serve un ribaltone.<br \/>\nI Signori dei Partiti, ed anche l&#8217;uomo della strada, il cittadino qualunque, potrebbero intervenire disquisendo:<br \/>\n&#8220;Ma questo soggetto politico, che dovrebbe irrompere sullo scenario (sempre ipoteticamente) della politica Italiana, dove si collocherebbe? A destra, a sinistra, al centro?&#8221;.<br \/>\nRisposta: da nessuna parte. Queste categorie di dislocazione, queste targhette o etichette che avete la foia di appiccicare sempre e comunque, per catalogare, aprioristicamente, i contenuti ideologici, le simpatie e le fobie di schieramento, per identificare e prendere le misure di un gruppo politico, Signori dei Partiti, sono scadute. Non valgono pi\u00f9. Sono retaggio di un altro secolo, che, se non ve ne siete accorti, \u00e8 passato da vent&#8217;anni.<br \/>\nDestra, sinistra, centro, conservazione, riformismo, laico, confessionale, resistenza, antifascismo, fascismo, giorni della memoria e del ricordo: &#8220;delete&#8221;, cancella. Tutto viene resettato, per ricominciare con altri impegni e sistemi operativi, ritagliati sullo stringente stato di necessit\u00e0 del momento e del futuro. La politica, da adesso in poi, non ha pi\u00f9 un fondamento, n\u00e9 ideale, n\u00e9 ideologico, n\u00e9 di appartenenza; non \u00e8 pi\u00f9 rappresentanza di interessi di questa o quella parte, ma deve diventare pura e semplice &#8220;operativit\u00e0&#8221; al servizio della nazione e dei cittadini. Con un programma.<br \/>\nPer questo, anche il profilo dei candidati alla rappresentanza degli Italiani, non deve essere pi\u00f9 quello di esponente del territorio, delle corporazioni del mondo del lavoro, delle classi sociali, cos\u00ec come si intendeva una volta. Adesso le qualit\u00e0 di un candidato saranno vagliate secondo la capacit\u00e0 di operare, in settori specifici o in raggruppamenti di competenze. Non si possono certo eliminare i partiti tradizionali, ma i Signori di questi partiti comincino a riconsiderarli dalle fondamenta, secondo criteri e principi del tutto innovativi. La vecchia politica ha fatto il suo tempo. Deve lasciare il posto a menti capaci, veloci, volenterose, oneste, &#8220;Responsabili&#8221;, ansiose di raddrizzare questa barca che sta per affondare.<br \/>\nSul pennone di questa barca, cominciamo ad issare una bandiera con la scritta &#8220;Responsabilit\u00e0&#8221;.<br \/>\nQualcuno dir\u00e0 che i toni che echeggiano nelle righe di questo &#8220;manifesto&#8221;, sono eccessivamente catastrofistici, che vi aleggiano sentori di giustizialismo forcaiolo e manettaro, che sono troppo perentori, tampinanti, ossessivi. Dir\u00e0 anche che promettono lacrime e sangue.<br \/>\nPensatelo e ditelo pure, Signori dei Partiti, ma bisogna che qualcuno alzi la voce, anche per screditare e squalificare proprio voi, che ci avete portati sull&#8217;orlo del vortice che potrebbe inghiottirci tutti.<br \/>\nChi vuole remare in direzione opposta, si arruoli in questo ideale &#8220;equipaggio&#8221;, per evitare di sprofondare nel mare in tempesta e per orientare le vele verso una nuova terra di speranza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>26\u00a0 Maggio\u00a0 2020<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ricordando Roberto Gervaso<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L&#8217;Italia sta in piedi<\/p>\n<p>perch\u00e9 non sa<\/p>\n<p>da che parte cadere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La politica \u00e8 l&#8217;arte<\/p>\n<p>di maneggiare il letame<\/p>\n<p>senza sporcarsi le mani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; D A\u00a0 \u00a0Q U I\u00a0 \u00a0 I N I Z I A\u00a0 \u00a0I L\u00a0 \u00a0 T E R Z O\u00a0 \u00a0M I L L E N N I O &nbsp; N.d.R.\u00a0 \u00a0Dopo aver dedicato a mio figlio il Numero2000. di questa raccolta, a titolo del tutto personale, ho preparato, per inaugurare il &#8220;terzo millennio&#8221; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,2],"tags":[116,288,24,66,124,74,101],"class_list":["post-6220","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-aforismi-e-altro","category-italiano","tag-futuro","tag-italia","tag-liberta","tag-opinioni","tag-pensiero","tag-politica","tag-responsabilita"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6220","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6220"}],"version-history":[{"count":29,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6220\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6401,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6220\/revisions\/6401"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6220"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6220"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6220"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}