{"id":6261,"date":"2020-05-26T08:25:48","date_gmt":"2020-05-26T06:25:48","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=6261"},"modified":"2020-05-26T15:08:32","modified_gmt":"2020-05-26T13:08:32","slug":"numero1999","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=6261","title":{"rendered":"Numero2000."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>S O N O\u00a0 \u00a0A R R I V A T O\u00a0 \u00a0A L\u00a0 \u00a0N U M E R O\u00a0 \u00a02 0 0 0<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con questo &#8220;Numero 2000&#8221;, ho doppiato e raddoppiato, in un colpo solo, il\u00a0 traguardo che mi ero prefissato, quando, un anno e mezzo fa, avevo cominciato a scrivere, in questo BLOG, i primi semplici e brevi aforismi. Pensavo, allora, che raggiungere il Numero 1000, sarebbe stato un risultato prestigioso, di cui andare fiero.<br \/>\nProva ne sia che l&#8217;indirizzo del BLOG era millemotti.mooo.com e tale \u00e8 rimasto.<br \/>\nDa poco \u00e8 diventato millemotti.alby.info.<br \/>\nIl neologismo &#8220;millemotti&#8221;, oltre che a parodiare la raccolta di novelle orientali &#8220;Mille e una notte&#8221;, voleva significare che mille parole o frasi o detti o aforismi o citazioni, avrebbero potuto bastare per illustrare ed esprimere quello che, nel sottotitolo, \u00e8 cos\u00ec enunciato: &#8220;Cosa ci insegna la vita&#8230;.testamento spirituale di un libero pensatore&#8221;.<br \/>\nMa cos\u00ec non \u00e8 stato. Arrivato al fatidico Numero1000, mi sono chiesto: &#8220;Mille, non pi\u00f9 mille&#8221;? Mi sono guardato dentro e&#8230;.non ho esitato neppure un<span style=\"font-size: 1rem;\">\u00a0attimo a decidere di andare oltre, di proseguire nell<\/span><span style=\"font-size: 1rem;\">a ricerca e nella stesura di altre cose da scrivere. L&#8217;impresa, per quanto ardua, mi ha preso la mano e, per mano, mi ha condotto fino qui, senza fatica e senza pentimento. Anzi, con entusiasmo.<br \/>\nEd \u00e8 cos\u00ec, che il titolo del BLOG \u00e8 diventato &#8220;Mille e pi\u00f9 motti&#8221;.<\/span><\/p>\n<p>Per\u00f2, giunto a questo punto, vi chiederete cosa mi ha spinto a intraprendere questo viaggio, cos\u00ec eclettico, caleidoscopico e multidisciplinare, dentro &#8220;il cammin di nostra vita&#8221;, andando a ripescare, a rinverdire, a riscoprire, ad attualizzare quelli che sono stati e sono gli interessi della mia esistenza di essere umano &#8220;curioso&#8221;.<br \/>\nQua e l\u00e0, fra i Numeri, vi potreste accorgere che diversi degli argomenti, dei consigli, degli ammonimenti, che vi sono contenuti, sono rivolti a mio figlio.<br \/>\nDir\u00f2 qui, e solo ora, con un certo pudore e patema d&#8217;animo, che mio figlio ed io abbiamo avuto un percorso di vita in comune travagliato, ostacolato e saltuario, nei primi suoi anni da bambino e, poi, da fanciullo. Non per nostra volont\u00e0, tutto sommato, ma cos\u00ec \u00e8 stato. Fino ai primi suoi anni delle elementari, non ci siamo visti: ci siamo mancati. Non so quanto io a lui, ma lui a me tanto. Ho perso il periodo pi\u00f9 bello del nostro rapporto, quando avrei potuto dargli, con l&#8217;esempio e la parola e con il quotidiano esercizio sentimentale, quel bagaglio paterno di &#8220;algoritmi&#8221; di vita, di affetto, di sensibilit\u00e0, di amore per la cultura che accompagnano, poi, il percorso del resto della vita.<\/p>\n<p>Per fortuna, negli anni che seguirono, abbiamo recuperato, e alla grande, quello che ci era mancato e, sempre pi\u00f9, il nostro rapporto si \u00e8 consolidato in una normalit\u00e0, non sembri un paradosso o un ossimoro, eccezionale.<br \/>\nMa, ho spesso avuto la sensazione di dovergli qualcosa di me, che non avevo avuto la possibilit\u00e0 e l&#8217;occasione di dargli, negli anni di mancata frequentazione e vicinanza.. Adesso, lui nel fiore della vita, a 35 anni, e io nella fase calante della mia parabola, ho pensato di dedicargli e di lasciargli questo BLOG, dove trover\u00e0, quando avr\u00e0 voglia di cercarlo, suo padre: i suoi pensieri, il suo modo di ragionare, il suo progetto per la vita, i suoi interessi intellettuali, culturali, i suoi valori affettivi, psicologici, umani.<br \/>\nDi cose materiali, non ho molto da lasciagli. Per la sua vita, sapr\u00e0 lui come fare.<br \/>\nMa ci tenevo proprio tanto a lasciargli di me, e dell&#8217;unica mia ricchezza, questo &#8220;testamento spirituale&#8221;, come risarcimento di quegli anni, all&#8217;inizio della sua giovane vita, quando non ho potuto essere, per lui, il suo pap\u00e0.<\/p>\n<p>Adesso, che viviamo ognuno la propria vita e siamo lontani, abbiamo un rapporto che ci fa sentire vicini, pi\u00f9 che mai. E cos\u00ec saremo, finch\u00e9&#8230;..<br \/>\nMa, dopo aver detto di quale sia stata la molla che mi ha spinto alla stesura di questo BLOG, devo affrontare, adesso, il tema di un eventuale progetto futuro.\u00a0 Mi sono, infatti, seriamente interrogato se avrei avuto la volont\u00e0 e la forza di pormi un altro traguardo e fino a dove.<br \/>\nDunque, dopo questo Numero 2000, tre sono le opzioni che mi si prospettavano:<\/p>\n<p>1 &#8211; Commiato e conclusione.<\/p>\n<p>2 &#8211; Aggiornamento e revisione.<\/p>\n<p>3 &#8211; Ripartenza e prosecuzione.<\/p>\n<p>Al punto 1: dovrei chiudere qui la pubblicazione e &#8220;accontentarmi&#8221; dell&#8217;esistente, che, per\u00f2, non \u00e8 poco. Potrebbe essere sufficiente.<\/p>\n<p>Al punto 2: potrei dedicarmi a perfezionare, rivedendolo, ampliandolo e correggendolo, tutto il contenuto. Sarebbe un bel lavoro, anche impegnativo.<\/p>\n<p>Al punto 3: sceglierei di proseguire, a partire da questo Numero 2000,\u00a0 senza prefissarmi il traguardo, troppo ambizioso, di raggiungere il Numero 3000.<\/p>\n<p>Indovinate quale \u00e8 stata, dopo un lungo esame di coscienza, la mia scelta?<\/p>\n<p>Ma, s\u00ec, vado avanti! Prendo l&#8217;opzione del punto 3. Dove arrivo, arrivo. Tanto, ormai, il pi\u00f9 \u00e8 fatto e, magari, mi resta di cercare ed affrontare, con spirito rinnovato e, forse, diverso nuovi rigurgiti, inediti stimoli, effetti collaterali inaspettati. Ultimamente, poi, mi avvalgo anche della collaborazione delle persone a me pi\u00f9 vicine e care, che mi suggeriscono cose che loro sanno interessanti per me. Io le passo al vaglio ed eventualmente le pubblico.<br \/>\nPotrebbe essere ancor pi\u00f9 &#8220;divertente&#8221;, parlare , a ruota libera come sempre, anche di ci\u00f2 che ci riserva il futuro. Di questo nulla sappiamo, ma potremo, insieme, farcene un&#8217;idea: almeno tenter\u00f2 di farlo io e la condivider\u00f2 con voi.<\/p>\n<p>Alexis, figlio mio unico e caro, scusami se mi rivolgo direttamente e pubblicamente a te, in prima persona. Ma \u00e8 solo per rendermi pi\u00f9 agevole la stesura del discorso che sto per rivolgerti. Voglio parlarti, adesso e prima che sia troppo tardi, ancora una volta, della vita. Non della mia, dalla quale traggo l&#8217;esperienza che mi fa parlare, ma della tua, quella che ti aspetta.<br \/>\nDopo aver disseminato, in questo Blog, numerosi Numeri che trattano questo argomento, magari in forma\u00a0 sintetica e spicciola<span style=\"font-size: 1rem;\">, ora sento il bisogno di andare pi\u00f9 in profondit\u00e0 su questo tema, anche allargando lo scenario.<\/span><\/p>\n<p>Ho immaginato e cercato di trovare un taglio e un approccio meno didascalici e un po&#8217; pi\u00f9 discorsivi, per evitare di essere un barboso o magniloquente dispensatore di sermoni, ed essere pi\u00f9 leggero e delicato possibile nella comunicazione.<br \/>\nTu sai che la forma migliore che si pu\u00f2 dare ad un messaggio, per trasmettere un qualsiasi contenuto, \u00e8 il simbolismo, o la metafora, o l&#8217;allegoria, o la similitudine, o la parafrasi, o il paradigma, o il paragone, o la parabola, o il parallelismo, o l&#8217;affabulazione (racconto di favole). Queste sono le formule che hanno avuto, sempre e dovunque, il massimo successo. Perch\u00e9?<br \/>\nPerch\u00e9, semplicemente, ricorrono all&#8217;astrazione, all&#8217;idealizzazione, alla metafisica, alla sublimazione, insomma, al mito: si spogliano del &#8220;qui e ora&#8221; e valgono per sempre e dovunque, acquisendo il carisma della smaterializzazione, della atemporaneit\u00e0, della trascendenza, diventando perenni e, quasi, immortali.<br \/>\nLe idee, i concetti, i principi morali, religiosi, politici, filosofici, estetici o, anche, le mode, persino le pi\u00f9 deteriori, volano per il mondo e nella storia sulle ali delle immagini, delle icone, delle pareidolie. Talvolta sono &#8220;fake&#8221; (false) o &#8220;kitch&#8221; (di cattivo gusto), e cos\u00ec riescono a trovare, comunque e purtroppo, ricezione: basta uno &#8220;slogan&#8221; azzeccato per istituzionalizzare il cosiddetto &#8220;Immaginario collettivo&#8221;.<br \/>\nEbbene, ho trovato una buona metafora per parlarti della vita, almeno credo.<br \/>\nE, provo ad esportela, cos\u00ec come l&#8217;ho immaginata.<\/p>\n<p>Hai presente le regate in barca a vela, tipo l'&#8221;America&#8217;s Cup&#8221;?<br \/>\nNon so quanto ti siano familiari, quei tipi di gare, e quanto tu ne sappia di marineria. Neanch&#8217;io ne sono un esperto, semplicemente le conosco. Prover\u00f2 a spiegartele, con quel poco che ne so, cammin facendo.<br \/>\nInnanzi tutto, intendo riferirmi alle competizioni &#8220;di flotta&#8221;, dove, cio\u00e8, gareggiano molte imbarcazioni, tutte assieme contemporaneamente, ciascuna contro tutte le altre, e non ai, cosiddetti, &#8220;match race&#8221;, dove si sfidano solo due barche, una contro l&#8217;altra.<br \/>\nIl percorso, sul campo di gara, \u00e8 a forma triangolare; si parte da una linea di partenza virtuale, compresa fra due barche ferme, e il primo lato del triangolo viene percorso sino a raggiungere la prima boa. Le barche girano attorno a questa boa per, poi, fare rotta verso un altro traguardo intermedio, una seconda boa.\u00a0 Doppiata anche questa boa, secondo vertice del triangolo, si torna alla linea di partenza, terzo vertice del triangolo, che \u00e8 anche il traguardo finale. Gli organizzatori della gara scelgono il braccio di mare, in cui\u00a0 si svolge la competizione, in un sito dove la direzione del vento non \u00e8 mai costante: tira, s\u00ec, prevalentemente verso una certa direzione, ma le correnti d&#8217;aria cambiano continuamente, anche in conseguenza di variazioni climatiche, di pressione, di temperatura, del moto ondoso, della copertura nuvolosa, eccetera.<br \/>\nLo Skipper, il conduttore o timoniere, che si avvale della consulenza costante di un &#8220;tattico di gara&#8221;, cio\u00e8 di colui che studia continuamente il vento e le sue variazioni, ha a che fare, per tutta la gara con molte, imprevedibili e casuali variabili, una indipendente dall&#8217;altra, che rendono la guida della barca un rebus continuo. L&#8217;abilit\u00e0 dello Skipper \u00e8 quella di adottare, con prontezza, pazienza, sagacia e grande intuizione, tutti gli accorgimenti per essere sempre nelle migliori condizioni di vento possibili e compatibili con la situazione. Solo cos\u00ec si vince la gara, o si ottiene un buon piazzamento.<\/p>\n<p>Man mano che ti descrivo lo svolgimento di questa gara, sicuramente hai cominciato ad intuire il parallelismo con l&#8217;andamento della nostra vita.<\/p>\n<p>Prima della partenza, tutte le imbarcazioni si trovano in un &#8220;recinto&#8221; dove si preparano allo &#8220;start&#8221; che viene dato\u00a0 con un colpo, sparato da un cannoncino, allo scadere di un tempo prefissato (mi pare 10 minuti). Durante questa fase preparatoria, tutti i concorrenti cercano di trovare la posizione migliore di partenza, restando sempre in movimento, cio\u00e8 &#8220;nel vento&#8221;, anche ostacolando o infastidendo i rivali concorrenti, un po&#8217; come avviene fra i canapi del &#8220;Palio di Siena&#8221;, prima del &#8220;via&#8221; del mossiere.<br \/>\nAl colpo del cannoncino tutti partono: chi esce a destra, chi esce a sinistra, chi al centro, a seconda della sensibilit\u00e0 e della strategia programmata di ogni team, tenendo conto anche delle caratteristiche, tutte diverse, di ciascuna imbarcazione. C&#8217;\u00e8 una barca che \u00e8 pesante, poderosa, che porta una velatura imponente, pi\u00f9 adatta, per dire, ad un vento forte; e c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra che, invece \u00e8 molto agile e manovrabile, con un volume velico pi\u00f9 ridotto, che pu\u00f2 sfruttare meglio le brezze leggere. Ogni barca si avvia, dirigendosi verso quella parte del campo di gara, dove ritiene di poter trovare le condizioni di vento migliori per le proprie caratteristiche. Il primo lato del triangolo o, meglio, la linea virtuale o ideale da seguire per raggiungere la prima boa, non \u00e8 quasi mai quella a favore di vento, che invece, spira obliquamente rispetto a questa linea. C&#8217;\u00e8, allora una ricerca continua, di approssimare, compensando, la linea da seguire con la migliore spinta possibile del vento a disposizione: bisogna sfruttare il vento, aggiustando e modificando continuamente la velatura, per mezzo dei verricelli azionati dall&#8217;equipaggio. (Consulta il Numero669).<\/p>\n<p>Ecco, Alexis, tu, coi tuoi 35 anni fra poco, stai per raggiungere la tua prima boa.<br \/>\nAlla luce di questa metafora velica, puoi dire di doppiarla in discreta, se non buona posizione, nel novero dei concorrenti. Sei dotato di una buona barca, hai acquisito esperienza e sicurezza, col tuo bagaglio di conoscenze tecniche e professionali, hai buona tenacia e buon carattere. Lavorare non ti spaventa.<br \/>\nAnche se, finora, e come tanti della tua et\u00e0, non hai ancora raggiunto traguardi soddisfacenti, tuttavia puoi credere in te stesso, per quello che hai impostato e preparato per un ottimo secondo lato del triangolo. Hai fatto dei tentativi, alcuni abortiti, altri pi\u00f9 felici e formativi, ma in ogni incarico ti sei speso al meglio dando a te stesso e agli altri una buona immagine di te.<br \/>\nAdesso viene il bello e, speriamo, il meglio.<br \/>\nMa, attenzione, il secondo lato del triangolo \u00e8 quello pi\u00f9 impegnativo.<br \/>\nLa direzione \u00e8 cambiata, cos\u00ec come il vento: adesso, il vento \u00e8 contrario.<br \/>\nMa lo \u00e8 per tutti. E allora come si fa? Bisogna procedere &#8220;di bolina&#8221;, vale a dire che, per andare avanti, bisogna &#8220;risalire il vento&#8221;, mantenendo, rispetto alla direzione dello stesso, un angolo compreso fra i 60 e i 37 gradi, a seconda del tipo di barca. Si deve creare una risultante vettoriale, limitata ma reale, che permette alla barca di avanzare ugualmente anche andando contro vento. Detto in soldoni.<br \/>\nE c&#8217;\u00e8 parecchio lavoro da fare, specialmente per l&#8217;equipaggio: per tutte le miglia della linea ideale di navigazione, bisogna continuamente modificare l&#8217;assetto delle vele, spostandole da un bordo all&#8217;altro (&#8220;strambare&#8221;, in gergo marinaresco) , agendo in perfetta sincronia con l&#8217;azione del timoniere.\u00a0 Per gli spettatori \u00e8 straordinario assistere a tutte queste spasmodiche operazioni: per gli uomini in manovra ai &#8220;winches&#8221; (verricelli), \u00e8 una faticaccia . Ci vuole un gran lavoro di squadra, affiatamento, coordinamento e&#8230;.sudore.<br \/>\nNel tuo secondo lato della vita, quello di &#8221; bolina&#8221; (bowlines = cavi di prua), sarai, tutto in uno, &#8220;tattico&#8221; e &#8220;Skipper&#8221;. Forse potrai delegare solo le mansioni di fatica, ma non ti dovranno mancare energia nervosa, lucidit\u00e0 mentale e grande intuizione. Qui si vince la gara: qui si fa la differenza.<br \/>\nNon ti spaventare, ma preparati.<br \/>\nAttenzione a non sbagliare i tempi: una manovra scoordinata potrebbe compromettere la gara. Guardati intorno assiduamente e attentamente, e cerca di prevedere e prevenire le conseguenze di colpi di vento anomali: sono sempre in agguato. Lascia perdere l&#8217;azzardo o la ricerca dell&#8217;occasione fortunata, non ti inventare nulla che sia al di fuori del tuo controllo. Fai con quello che hai: sar\u00e0 ben fatto. E, nella difficolt\u00e0, imponiti sempre di rimediare, di recuperare; non svenderti, non abdicare, non rinunciare, non mollare. Mai!<\/p>\n<p>Doppiata anche la seconda boa, non ti rimane che dirigerti verso il punto da cui sei partito: sar\u00e0 il traguardo. Si sale sul podio soltanto se la condotta in tutti i tratti di percorso della regata avr\u00e0 dato una sommatoria ottimale di performance.<br \/>\nAdesso la barca si allinea, dritto per dritto, nella direzione dell&#8217;arrivo e, stavolta e finalmente, col vento in poppa. Avrai issato lo &#8220;spinnaker&#8221;, la vela pi\u00f9 ampia, e raccoglierai tutta la potenza del vento. Non ci saranno le frenetiche manovre della &#8220;bolina&#8221;, ma ci sar\u00e0 da vigilare parecchio. Magari succeder\u00e0 che qualche tuo avversario,\u00a0 dotato di una barca pi\u00f9 potente della tua, ti si metta dietro ed impedisca al vento di gonfiare le tue vele, perch\u00e9 sar\u00e0 lui a sfruttarne il soffio. Allora, dovrai zigzagare alacremente e frequentemente (&#8220;strambate&#8221; di poppa), per evitare di essere &#8220;coperto&#8221; e\u00a0 riuscire a ricevere sempre abbondante aria ed energia di spinta. Come vedi, non c&#8217;\u00e8 mai pace in questa regata che si chiama vita. Proprio quando speri di tornare verso casa, tranquillo in buona classifica, godendo della tua posizione di privilegio che ti sei cos\u00ec faticosamente conquistata, ebbene, anche allora ci sar\u00e0 da lottare per difendere ci\u00f2 che ti sarai meritato.<\/p>\n<p>Il parallelismo, fra le fasi della vita e le fasi della regata velica, adesso, credo ti sia chiaro.<br \/>\nIl carosello, nel recinto, che precede la partenza \u00e8 la tua infanzia: la preparazione alla vita. Scaramucce, dispetti, giochi, finte, capricci e qualche scorrettezza, tanto per vedere come va a finire, con il salvacondotto della puerilit\u00e0.<br \/>\nIl primo lato del triangolo, verso la prima boa, \u00e8 la tua giovinezza: pieno di energia, ti spendi in tentativi, anche commettendo errori e perdendo tempo.<br \/>\nMa \u00e8 il periodo pi\u00f9 formativo e pi\u00f9 fecondo, quello che ti d\u00e0 la dote, di determinazione e di conoscenze, che ti permetter\u00e0 , pi\u00f9 avanti, di mettere a buon frutto il tuo impegno e i tuoi sacrifici.<br \/>\nIl secondo lato del triangolo, quello &#8220;di bolina&#8221; \u00e8 il pi\u00f9 importante e determinate per la tua vita. Per quanto impegnativa e stressante, \u00e8 la fase della tua vita che ti vedr\u00e0 protagonista, cosciente di esserlo: \u00e8 la tua maturit\u00e0.<br \/>\nAdesso ti si spalanca davanti un mondo tutto tuo, da conquistare, da perlustrare con confidenza e consapevolezza. Qui, potrai dare, anche la vita, anche ad altri da te, con tutto quello che sei e che vali, compiutamente.<br \/>\nE, infine, il lato &#8220;di poppa&#8221;, che chiude il perimetro triangolare della tua vita, e che ti porta al traguardo.<br \/>\nVedi di arrivarci sano e salvo, pur in presenza della ingravescente decadenza del corpo e del rattrappirsi dello spirito, prova a ritornare da dove sei partito per fare, davanti al tribunale della tua coscienza, un confronto onesto e sereno fra l&#8217;inesperto che eri e il saggio che diventerai. Quello che ti auguro \u00e8 di essere orgoglioso di quello che ti troverai ad essere, e che il bambino che eri sia contento dell&#8217;uomo che sarai diventato.<br \/>\nVincerai la tua regata e avrai vissuto la tua vita.<\/p>\n<p>Un abbraccio,<\/p>\n<p>tuo padre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; S O N O\u00a0 \u00a0A R R I V A T O\u00a0 \u00a0A L\u00a0 \u00a0N U M E R O\u00a0 \u00a02 0 0 0 &nbsp; &nbsp; Con questo &#8220;Numero 2000&#8221;, ho doppiato e raddoppiato, in un colpo solo, il\u00a0 traguardo che mi ero prefissato, quando, un anno e mezzo fa, avevo cominciato a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,2],"tags":[23,77,274],"class_list":["post-6261","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-aforismi-e-altro","category-italiano","tag-la-vita","tag-maturita","tag-padri-e-figli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6261","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6261"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6261\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6272,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6261\/revisions\/6272"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6261"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6261"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/millemotti.alby.info\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6261"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}