{"id":6381,"date":"2020-10-21T23:02:51","date_gmt":"2020-10-21T21:02:51","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=6381"},"modified":"2021-05-04T21:20:22","modified_gmt":"2021-05-04T19:20:22","slug":"numero2086","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=6381","title":{"rendered":"Numero2086."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A R T U R O\u00a0 \u00a0O V V E R O\u00a0 \u00a0L&#8217; E L O G I O\u00a0 \u00a0D E L L A\u00a0 \u00a0P E N S I O N E.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i><b>Gastone<\/b><\/i>\u00a0\u00e8 una\u00a0commedia musicale\u00a0teatrale\u00a0di\u00a0Ettore Petrolini, rappresentata per la prima volta nel\u00a01924\u00a0al teatro\u00a0Arena del Sole\u00a0di\u00a0Bologna. Si tratta di una\u00a0satira, ironica ed amara, della societ\u00e0 dello\u00a0spettacolo\u00a0degli\u00a0anni venti, e dei personaggi meschini, avidi, invidiosi e gretti che vi fanno parte. Esemplare rappresentante di questo mondo di presunti artisti \u00e8 il protagonista, appunto Gastone, istrionico e carismatico attore di\u00a0variet\u00e0\u00a0di infima categoria, dalla affabulante parlantina\u00a0romanesca, squattrinato, demod\u00e8, dedito a mille vizi, corteggiatore di tutte le\u00a0soubrette\u00a0e\u00a0ballerine, dai modi esagerati e teatrali ma fondamentalmente malinconico e solo.<\/p>\n<p>Il personaggio di Gastone trae origine da una delle numerose macchiette create, negli anni &#8217;10, dalla fantasia surreale, crepuscolare e demenziale di Ettore Petrolini :\u00a0<strong><i>Il bell&#8217;Arturo<\/i><\/strong>, parodia del giovane affettato, svenevole e un po&#8217; stolido.<\/p>\n<p>Il personaggio di Gastone \u00e8 divenuto uno\u00a0stereotipo\u00a0comico, per il suo\u00a0atteggiamento istrionico e per la sua presenza scenica caricaturale, ed \u00e8 stato portato sul palcoscenico e sul grande schermo da alcuni grandi attori\u00a0romani: al cinema, ne fu interprete\u00a0Alberto Sordi\u00a0nel\u00a0film\u00a0di\u00a0Mario Bonnard\u00a0nel\u00a01960; a teatro ne hanno invece vestito i panni interpreti come\u00a0Fiorenzo Fiorentini,\u00a0Mario Scaccia e, il pi\u00f9 bravo di tutti, Gigi Proietti.<\/p>\n<p>Ricordandomi di questo, ho attinto l&#8217;ispirazione per adottare ed adattare l&#8217;aria musicale di &#8220;Gastone le beau&#8221;, modificandone il testo, poich\u00e9 l&#8217;ho trovata, fra tante, particolarmente adeguata allo scopo.<br \/>\nSicuramente alcuni di voi la ricorderanno, ma, siccome\u00a0 non a tutti pu\u00f2 essere presente, ne far\u00f2 una breve rievocazione.<\/p>\n<p>Gastone\/Petrolini si presenta sulla scena vestito con il frac, scarpe nere di vernice, camicia, sparato, panciotto, papillon tutto in bianco. In testa ha il tubo a cilindro, nella mano destra ha calzato un guanto, color bianco latte, a cui \u00e8 attaccato, a penzolone, il guanto sinistro e impugna un bastone da passeggio di faggio laccato nero con pomello in finto avorio. Fra le dita della mano sinistra, tiene una sigaretta appena accesa, da cui aspira, con ricercata volutt\u00e0, una profonda boccata di fumo, che trattiene nella bocca aperta, per poi lasciarla fuoruscire molto lentamente.<br \/>\nCos\u00ec, cattura su di s\u00e9 l&#8217;attenzione generale del pubblico.<br \/>\nLa canzonetta, \u00e8 presentata e seguita da un breve parlato, che non va assolutamente trascurato perch\u00e9 parte integrante del testo. Ne esistono varie versioni, ognuna leggermente diversa dalle altre, perch\u00e9 Petrolini un po&#8217; improvvisava dal vivo. Io ne ho fatto una sintesi, cercando di coglierne le sfumature pi\u00f9 &#8220;saporite&#8221;.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gastone, \u00e8 la satira efferrata (efferata) del bell&#8217;artista cinematografico, fotogenico al cento per cento, pallido di cipria e di vizio, numero di centro del &#8220;variet\u00e8&#8221;, &#8220;danseur&#8221;, &#8220;diseur&#8221;, frequentatore dei &#8220;Bal &#8211; tabarins&#8221;, conquistatore di donne a getto continuo, il tre ore di buonumore, il ridere, ridere, ridere. Autore, interpetre (interprete) del suo repertorio, creatore. Creare significa mettere al mondo qualcosa che prima non c&#8217;era. Gastone, uomo incredibilmente stanco di tutto, affranto, compunto, vuoto, senza orrore di se stesso, uomo che emana fascino, uomo rovinato dalla guerra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gastone,<\/p>\n<p>sei del cinema il padrone,,<\/p>\n<p>Gastone, Gastone,<\/p>\n<p>Gastone,<\/p>\n<p>ho le donne a profusione,<\/p>\n<p>e ne faccio collezione,<\/p>\n<p>Gastone, Gastone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sono sempre ricercato<\/p>\n<p>per le filme pi\u00f9 bislacche,<\/p>\n<p>perch\u00e9 sono ben calzato,<\/p>\n<p>perch\u00e9 porto bene il fracche,<\/p>\n<p>con la riga al pantalone,<\/p>\n<p>Gastone, Gastone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tante,<\/p>\n<p>mi ripeton &#8220;Sei elegante!&#8221;.<\/p>\n<p>Bello,<\/p>\n<p>non ho niente nel cervello!<\/p>\n<p>Raro,<\/p>\n<p>io mi faccio pagar caro,<\/p>\n<p>specialmente alla pensione,<\/p>\n<p>Gastone, Gastone.\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 ( N.B.\u00a0 \u00a0Non sono riportate le tre strofe della seconda parte )<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(Gastone\/Petrolini attraversa il proscenio con un passo di danza, che accompagna il &#8220;refrain&#8221; della canzone).<br \/>\nQuesta camminata l&#8217;ho inventata io.<br \/>\n(Mostra il guanto bianco a penzolone, attaccato all&#8217;altro, che \u00e8 calzato).<br \/>\nAnche questa \u00e8 una cosuccia mia.<br \/>\n\u00c8 una cosuccia senza pretensioni (pretese), ma \u00e8 mia. Non l&#8217;ho fatta neanche registrare. \u00c8 di pubblico dominio. Altri (qualcun altro) avrebbe precisato: &#8220;Made in Gastone&#8221;. \u00c8 una mia trovata e me la scimmiottano tutti i comiciattoli del variet\u00e0.<br \/>\nI miei guanti bianco latte, elegantissimi: guardateli!<br \/>\nPer\u00f2, il guanto bianco latte \u00e8 pericoloso&#8230;.Una volta, sorbendo una tazza di latte, distrattamente, &#8230;..mi son bevuto un guanto.<br \/>\nMa io non ci tengo, n\u00e9 ci tesi mai.<\/p>\n<p>Quante invenzioni ho fatto io! Discendo da una schiatta di inventori, di creatori.<\/p>\n<p>Mia sorella, si chiama Lina, \u00e8 una creatrice: tutti lo sanno, la chiamano &#8230;..Creolina.<\/p>\n<p>Mio padre ha inventato la macchina per tagliare il burro: una cosuccia da nulla, un pezzettino di legno ricurvo e, teso e legato alle estremit\u00e0, un fil di ferro . Et voil\u00e0.<\/p>\n<p>Mia madre, anche lei\u00a0 era una grande inventrice, innanzitutto ha inventato me. Mia madre studiava economia, aveva il senso del calcolo e del risparmio sviluppato fino alla genialit\u00e0.<br \/>\nFiguratevi, io mi chiamo Gastone, lei mi chiamava Tone,&#8230;.Tone, per risparmiare il Gas.<br \/>\nInfatti, il mio diminutivo \u00e8 Tone&#8230;.tutti mi chiamano Tone&#8230;.quante donne si contenterebbero di mangiare pan e&#8230; Tone.<br \/>\nMa io non ci tengo, n\u00e9 ci tesi mai.<\/p>\n<p>A me mi ha rovinato la guerra. Se non era per la guerra, a quest&#8217;ora stavo a Londra. I londrini (londinesi), per me, vanno pazzi.<br \/>\nDovevo andare a Londra come musicista: dovevo musicare l&#8217;orario delle Ferrovie.<br \/>\nMa io non ci tengo, n\u00e9 ci tesi mai.<\/p>\n<p>Io sono molto ricercato: ricercato nel parlare, ricercato nel vestire, ricercato dalla Questura.<br \/>\nIo sono molto ricercato, anche perch\u00e9 porto molto bene il fracche: ovunque io vado, porto quell&#8217;onda di signorilit\u00e0 che manca agli altri comici del variet\u00e0.<br \/>\nIo sono nato con il fracche. Anzi, quando sono nato, mia madre mica mi ha messo le fasce, macch\u00e9! Un fracchettino. Camminavo per casa che sembravo una cornacchia (o un pinguino).<br \/>\nMa io non ci tengo, n\u00e9 ci tesi mai.<\/p>\n<p>E poi, sono il cantante aristocratico, sono grande nella dizione, sono il &#8220;fine dicitore&#8221;.<\/p>\n<p>Adesso vi faccio sentire tutto il succo del mio ingegno, con un saggio della mia dizione.<br \/>\nIo sono, come vi ho detto, il &#8220;fine dicitore&#8221; e tutto ci\u00f2 che dico \u00e8 veramente profondo.<br \/>\nIo non ci tengo, n\u00e9 ci tesi mai, per\u00f2 fate attenzione a questo mio soliloquio cos\u00ec denso di pensiero.<br \/>\nNon fermatevi alla superficie, ascoltate bene quello che c&#8217;\u00e8 dentro, quello che c&#8217;\u00e8 sotto. \u00c8 il mio motto: &#8220;Sempre pi\u00f9 dentro, sempre pi\u00f9 sotto&#8221;.<\/p>\n<p><strong>Se l&#8217;ipotiposi del sentimento personale, prostergando i prolegomeni della subcoscienza, fosse capace di reintegrare il proprio subiettivismo alla genesi delle concomitanze, allora io rappresenterei l&#8217;autofrasi della sintomatica contemporanea, che non sarebbe altro che la trasmificazione esopolomaniaca.<\/strong><\/p>\n<p>Che ve ne pare? Che bel talento eh?<\/p>\n<p>Ma io non ci tengo, n\u00e9 ci tesi mai!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la parodia di Petrolini.<\/p>\n<p>E quella che segue \u00e8 la parodia della parodia, di Alberto per il suo amico Arturo, dal titolo:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A R T U R O\u00a0 \u00a0O V V E R O\u00a0 \u00a0L\u2019 E L O G I O\u00a0 \u00a0D E L L A\u00a0 \u00a0P E N S I O N E.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Arturo,<\/p>\n<p>ti sorrider\u00e0 il futuro,<\/p>\n<p>Arturo, Arturo,<\/p>\n<p>Arturo,<\/p>\n<p>s\u00ec, nel tempo tuo venturo,<\/p>\n<p>sar\u00e0 tutto meno duro,<\/p>\n<p>Arturo, Arturo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Senza andare al lavoro,<\/p>\n<p>non avrai molto da fare<\/p>\n<p>e, senza alcun deploro,<\/p>\n<p>farai quello che ti pare :<\/p>\n<p>sar\u00e0 l\u2019 ozio di Epicuro,<\/p>\n<p>Arturo, Arturo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tanti<\/p>\n<p>I momenti rilassanti,<\/p>\n<p>bello<\/p>\n<p>riposare il cervello.<\/p>\n<p>Raro?<\/p>\n<p>Per te non sar\u00e0 avaro<\/p>\n<p>Il tuo tempo, di sicuro,<\/p>\n<p>Arturo, Arturo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Arturo,<\/p>\n<p>oramai tu sei maturo,<\/p>\n<p>Arturo,Arturo,<\/p>\n<p>Arturo<\/p>\n<p>fai con calma, ti scongiuro,<\/p>\n<p>mai a ritmo di tamburo,<\/p>\n<p>Arturo, Arturo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se qualcuno ti ha cercato,<\/p>\n<p>tu farai l&#8217;indifferente,<\/p>\n<p>sarai troppo occupato<\/p>\n<p>a non fare quasi niente:<\/p>\n<p>il riposo \u00e8 duraturo,<\/p>\n<p>Arturo, Arturo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Si dice<\/p>\n<p>che ti senti gi\u00e0 felice,<\/p>\n<p>la flemma<\/p>\n<p>ti risolver\u00e0 il dilemma.<\/p>\n<p>Domattina,<\/p>\n<p>ti farai una dormitina<\/p>\n<p>e dirai &#8220;non me ne curo&#8221;,<\/p>\n<p>Arturo, Arturo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Caro Arturo,<\/p>\n<p>il tempo della pensione \u00e8 tutto ci\u00f2 che ti resta della tua vita. Utilizzalo nel modo migliore, affinch\u00e9 diventi il periodo pi\u00f9 bello. Non dipende dagli altri. Finalmente, dipender\u00e0 solo da te.<br \/>\nAuguri!<\/p>\n<p>Alberto.\u00a0 \u00a0 \u00a0Con gli amici del Tennis Club Martignacco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Martignacco,\u00a0 22 Ottobre 2020.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; A R T U R O\u00a0 \u00a0O V V E R O\u00a0 \u00a0L&#8217; E L O G I O\u00a0 \u00a0D E L L A\u00a0 \u00a0P E N S I O N E. &nbsp; Gastone\u00a0\u00e8 una\u00a0commedia musicale\u00a0teatrale\u00a0di\u00a0Ettore Petrolini, rappresentata per la prima volta nel\u00a01924\u00a0al teatro\u00a0Arena del Sole\u00a0di\u00a0Bologna. 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