{"id":6651,"date":"2020-09-30T13:40:26","date_gmt":"2020-09-30T11:40:26","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=6651"},"modified":"2020-10-04T21:00:00","modified_gmt":"2020-10-04T19:00:00","slug":"numero2070","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=6651","title":{"rendered":"Numero2070."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mi manda una cara amica:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>SCHEI\u00a0 A\u00a0 VENESSIA.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><i><b>Sch\u00e8i<\/b><\/i>\u00a0\u00e8 un termine\u00a0veneto\u00a0con il quale viene indicato in generale il\u00a0denaro.<\/p>\n<p>La probabile etimologia del termine \u00e8 piuttosto singolare. Ai tempi del\u00a0regno Lombardo-Veneto\u00a0(1815-1866), quando il\u00a0Veneto\u00a0si trovava sotto l&#8217;egemonia\u00a0austriaca, erano in circolazione alcune monete su cui era riportata la scritta\u00a0<i>scheide m\u00fcnze<\/i>, cio\u00e8 &#8220;moneta spicciola&#8221;. Questa veniva pronunciata popolarmente come\u00a0<i>schei<\/i>, leggendo come in italiano la parola (la vera pronuncia in tedesco sarebbe &#8220;sciaide m\u00fcnze&#8221;), da cui poi deriv\u00f2 anche il singolare\u00a0<i>scheo<\/i>\u00a0per indicare la singola moneta.<\/p>\n<p>Il termine \u00e8 sopravvissuto sino all&#8217;epoca contemporanea. Il singolare, inoltre, indica per estensione qualcosa di piccole dimensioni, analogo all&#8217;italiano &#8220;soldo di cacio&#8221; (<i>pico\u0142o fa un scheo<\/i>, &#8220;piccolo come un soldo di cacio&#8221;), o anche una breve lunghezza, come un centimetro (<i>sp\u00f2ste\u0142o de vinti schei<\/i>, &#8220;spostalo di 20 cm&#8221;). Si usa il gergale\u00a0<i>esar sensa schei<\/i>\u00a0per l'&#8221;essere senza soldi&#8221;, mentre\u00a0<i>averghe quatro schei<\/i>\u00a0(avere &#8220;quattro soldi&#8221; &#8211; cio\u00e8 non averne &#8211; in\u00a0italiano) nel Veneto significa, con un eufemismo ed in senso ironico, averne molti.<\/p>\n<p>La parola\u00a0<i>franco<\/i>\u00a0\u00e8 stata usata per indicare una somma di denaro, associata pi\u00f9 alle vecchie lire che all&#8217;euro, ma ancora in uso. Per cui\u00a0<i>trenta franchi<\/i>\u00a0erano trenta lire;\u00a0<i>&#8216;na carta da m\u00ec\u0142e (franchi)<\/i>\u00a0era una banconota da mille lire, ma rimane che\u00a0<i>averghe un franco<\/i>\u00a0significa ancora oggi &#8220;avere dei soldi&#8221;. Il termine deriva da un&#8217;altra moneta austriaca, che riportava l&#8217;abbreviazione\u00a0<i>Franc.<\/i>, indicante il nome dell&#8217;imperatore\u00a0Francesco Giuseppe.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>N.d.R.\u00a0 \u00a0Durante la dominazione austriaca a Venezia, la moneta corrente era la Krone (corona), i cui spiccioli erano i Pfenning.: sul bordo circolare del Pfenning, c&#8217;era la scritta SCHEIDE M\u00dcNZE. Se consultate un vocabolario tedesco, trovate il verbo <em>scheiden<\/em> che significa &#8220;separare, dividere&#8221; ad indicare che la Krone era divisa in Pfenning. Ma trovate anche\u00a0<em>scheide che\u00a0<\/em>significa fodero e, in anatomia, vagina. Mentre <em>m\u00fcnze<\/em> significa moneta.<br \/>\nHo il sospetto che sia questa la vera spiegazione del detto popolare, veneziano e veneto, &#8220;5 schei de mona&#8221;.<br \/>\nIn Veneto, la mona \u00e8, gergalmente, l&#8217;organo sessuale femminile; il mona \u00e8 invece l&#8217;equivalente di sciocco, stupido.<br \/>\nLa mona (sheide) non avrebbe niente a che fare con la moneta (m\u00fcnze), come invece sostiene qualcuno, mentre si tratterebbe di una traduzione in dialetto Veneto del significato del termine<em> scheide<\/em>. Infatti le due parole sono distinte nella medesima locuzione.<br \/>\nLa legge austriaca, all&#8217;epoca, imponeva che chi avesse in tasca meno di 5<em> scheidem\u00fcnzen<\/em>, venisse arrestato per vagabondaggio. Ecco allora che nacque un famoso modo di dire Veneziano: &#8220;Ghe vol sempre 5 schei de mona in scarsea&#8221; ( Ci vogliono sempre 5 schei de mona (scheidem\u00fcnze) in tasca), per non essere arrestati. Ma mi chiedo: non sarebbe pi\u00f9 azzeccato, nel contesto specifico, dire: 5 schei del mona = 5 soldi dello sciocco? Un bel pasticcio! Qui pro quo!<br \/>\nLa frase \u00e8 ancora oggi usatissima, per indicare che, quando necessario, per evitare problemi, \u00e8 meglio, tutto sommato, passare un po&#8217; per stupidi, che in Veneziano si dice &#8220;Pasar un fi\u00e0 par mona&#8221;. Oppure, magari, in una importante trattativa, conviene, a volte, fingere di non capire, quale espediente strategico, per ottenere invece il risultato sperato. Ecco perch\u00e9, nella vita, &#8220;ghe vol sempre 5 schei de mona in scarsea&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Mi manda una cara amica: &nbsp; SCHEI\u00a0 A\u00a0 VENESSIA. &nbsp; Sch\u00e8i\u00a0\u00e8 un termine\u00a0veneto\u00a0con il quale viene indicato in generale il\u00a0denaro. La probabile etimologia del termine \u00e8 piuttosto singolare. 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