{"id":6754,"date":"2020-10-26T20:43:46","date_gmt":"2020-10-26T19:43:46","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=6754"},"modified":"2020-10-26T20:43:46","modified_gmt":"2020-10-26T19:43:46","slug":"numero2090","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=6754","title":{"rendered":"Numero2090."},"content":{"rendered":"<p>Un&#8217;altra curiosit\u00e0 storica nella Serenissima Repubblica de Venessia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 class=\"avatar-article-heading\">Le Impiraresse: Chi erano, chi sono<\/h2>\n<p><strong><em>Impiraressa<\/em><\/strong>, letteralmente infilzaperle, deriva dal verbo veneziano\u00a0<em>impirar<\/em>, infilzare, e indica una particolare professione \u2013 esclusivamente femminile \u2013 nella produzione di collane e monili di perle. Il lavoro della\u00a0<em>impiraressa<\/em>\u00a0consiste nell\u2019infilare piccole perle di vetro, dette\u00a0<em>conterie<\/em>. A Venezia il termine\u00a0<em>conterie<\/em>\u00a0indica le perle, ma anche specificatamente indica lo spazio di Murano dove si producevano questi manufatti. Le fasi di lavorazione di queste perle erano complesse e molteplici, generalmente eseguite da manodopera maschile, ma l\u2019ultima fase, ovvero quella della filatura &#8211; pi\u00f9 delicata e pi\u00f9 adatta alla manualit\u00e0 femminile &#8211; erano di pertinenza esclusiva delle donne.<\/p>\n<p>Il termine veneziano\u00a0<em>impiraressa<\/em>\u00a0esiste dunque nella sua sola accezione al femminile. Altra particolarit\u00e0 di questo lavoro \u00e8 che si svolgeva a domicilio. Da una parte assicurando la fondamentale presenza della donna nell\u2019ambito domestico, dall\u2019altra esponendola a un massacrante carico di lavoro.<\/p>\n<p>Alla fine dell\u2019800, nell\u2019isola di Murano, apre la pi\u00f9 grande fabbrica di perle di vetro: la Societ\u00e0 Veneziana per le Industrie delle Conterie. Questa grande realt\u00e0 manifatturiera, nata dalla fusione di tante piccole ditte muranesi, produce enormi quantitativi di perle.<\/p>\n<p>A Venezia, soprattutto nei sestieri di Castello e Cannaregio ma anche nell\u2019isola della Giudecca le\u00a0<em>conterie<\/em>, attraverso una estesa rete di mediatori e la disponibilit\u00e0 di manodopera a domicilio e a bassissimo costo trovano uno sviluppo eccezionale. Le\u00a0<em>impiraresse<\/em>\u00a0sono pagate a cottimo. \u00c8 stato calcolato che con il loro impegno quotidiano di 8 ore, con il modesto guadagno, a malapena, riescono ad acquistare un chilo di pane. I mediatori ci speculano. \u00c8 pi\u00f9 corretto parlare per\u00f2 di mediatrici, perch\u00e9 la distribuzione delle perle alle lavoranti avviene nella totalit\u00e0 dei casi dalle\u00a0<em>mistre<\/em>\u00a0(nome veneziano per indicare le maestre), piccole imprenditrici che con le loro relazioni con i produttori riescono ad assicurare agli industriali un buon fatturato a un costo minimo. Le\u00a0<em>mistre<\/em>\u00a0ricevono le perle, le portano alle\u00a0<em>impiraresse<\/em>, registrandone il peso e ritirano quindi i\u00a0<em>mazzi<\/em>\u00a0infilati che poi vengono riconsegnati per la distribuzione commerciale. Le\u00a0<em>mistre<\/em>\u00a0dispongono di propri laboratori o\u00a0<em>scuole<\/em>, dove insegnano a bambine e ragazzine e dove spesso gestiscono anche piccole attivit\u00e0 di\u00a0<em>casse peote<\/em>, per l\u2019erogazione, all\u2019occasione, di piccoli prestiti o sovvenzioni.\u00a0 Le\u00a0<em>mistre<\/em>\u00a0&#8211; esempio di semi-imprenditorialit\u00e0 femminile &#8211; fungono da padroncine, ovvero pagano direttamente le operaie per il lavoro fatto e sempre loro ne ricavano per\u00f2 un guadagno spesso superiore a quello della\u00a0<em>impiraressa<\/em>\u00a0stessa.<\/p>\n<p>Per l\u2019economia della citt\u00e0, il lavoro delle\u00a0<em>impiraresse<\/em>\u00a0ha avuto un ruolo decisamente rilevante. Agli inizi del \u2018900 le donne che svolgevano questa attivit\u00e0 erano pi\u00f9 di 5000 e quindi voleva dire altrettante famiglie sostenute da queste donne che, lavorando in casa potevano anche continuare a badare alla famiglia ed ai figli. \u00c8 difficile parlare di emancipazione, perch\u00e9 la loro libert\u00e0 di lavoro mal si conciliava con altri diritti fondamentali. Le\u00a0<em>impiraresse<\/em>\u00a0aderiscono numerose a partire dalla fine dell\u2019800 agli scioperi di categoria, ma sempre con scarsissimi risultati per non dire spesso ridicolizzate anche dalla stampa maschilista dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>Caratteristica di questo lavoro \u00e8 che si svolge durante la bella stagione, con le donne sedute in\u00a0<em>calle<\/em>\u00a0(la tipica strada veneziana); ognuna con i propri strumenti di lavoro\u00a0<em>a fare bozzolo\u00a0<\/em>(col significato di cerchio, pannello) e chiacchierare (o pettegolare, come insinuano alcuni maliziosi). \u00c8 interessante la rappresentazione armoniosa del pittore John Singer Sargent (ora alla National Gallery di Dublino) del 1880, dove giovani donne sono dignitosamente impegnate con i loro strumenti di lavoro.<\/p>\n<p>Gli strumenti di lavoro dell\u2019impiraressa sono molto semplici: un vassoio in legno con il fondo leggermente curvo dove vengono messe le conterie, una\u00a0<em>palmetta<\/em>, ovvero 40\/80 aghi lunghi 18 cm tenuti in mano come un ventaglio e i fili lunghi circa 2 metri, generalmente di lino o cotone.<\/p>\n<p>Come accade in molti lavori, anche il mestiere delle\u00a0<em>impiraresse<\/em>\u00a0si \u00e8 ripartito in varie specializzazioni: ci sono le\u00a0<em>impiraresse da fin<\/em>\u00a0che sono\u00a0 abilissime nell\u2019infilatura delle perle pi\u00f9 piccole che viene eseguita con pi\u00f9 di 80 aghi sottilissimi e dalla cruna quasi invisibile; ci sono poi le\u00a0<em>impiraresse da fiori<\/em>, esperte nella infilatura eseguita senza aghi, fatta direttamente su fili di ferro\u00a0 che poi modellano e attorcigliano trasformandoli, quasi magicamente, in foglie e petali di varie forme, misure e colori;\u00a0 infine vi sono le\u00a0<em>impiraresse<\/em>\u00a0addette alla produzione delle frange che hanno un ampio utilizzo negli anni Venti del \u2018900: vengono infatti impegnate per arredare tende e lampadari nelle case ma anche moltissimi abiti nel classico stile\u00a0<em>charleston<\/em>.<\/p>\n<p>La fabbricazione delle frange in perle di vetro richiede due fasi diverse: la prima \u00e8 quella della infilatura delle<em>\u00a0conterie<\/em>\u00a0che avviene con una specie di pettine fatto\u00a0 di particolari aghi molto lunghi ma privi di cruna e con un uncino che serve ad agganciare i\u00a0 fili di cotone dove verranno trasferite le\u00a0<em>conterie<\/em>; la seconda fase \u00e8 quella della tessitura: con dei telai manovrati a pedale vengono praticamente tessuti i vari fili di perle che risulteranno infine bloccati da una fettuccia di cotone cos\u00ec da formare la frangia\u00a0 Questo tipo di lavorazione sta ormai scomparendo. A Venezia \u00e8 rimasta solo la ditta Gioia che, nella volont\u00e0 di conservare le tradizioni, ha recuperato dalla famosa ditta Costantini gli ultimi vecchi telai in legno che ancora oggi vengono utilizzati per la produzione delle frange di perle di vetro, articolo ormai di nicchia e pressoch\u00e9 introvabile altrove.<\/p>\n<p>Intorno al lavoro delle\u00a0<em>impiraresse<\/em>\u00a0c\u2019\u00e8 un mondo di termini dialettali creatisi via via negli anni e che essendosi tramandati solo attraverso il linguaggio popolare, spesso sono pronunciati in modi leggermente diversi anche da sestiere a sestiere di Venezia.<br \/>\nSi riporta qui di seguito un piccolo glossario.<\/p>\n<ol class=\"the-icons\">\n<li><em class=\"icon-article\">.<\/em><strong><em>AG\u00c0DA<\/em><\/strong>: il ventaglio di aghi riempito di conterie.<\/li>\n<li><em class=\"icon-article\">.<\/em><strong><em>BURATTINI<\/em><\/strong>: le perle di tanti colori diversi (spesso si facevano mescolando le poche conterie che inevitabilmente restavano sulla\u00a0<em>sessola\u00a0<\/em>alla fine di ogni lavoro).<\/li>\n<li><em class=\"icon-article\">.<\/em><strong><em>CREMETTE<\/em><\/strong>: tipo di perle dal taglio obliquo, vengono chiamate cos\u00ec per la somiglianza, nella forma simile ad una losanga, che ricorda un tipico dolce veneziano chiamato appunto\u00a0<em>crema<\/em>.<\/li>\n<li><em class=\"icon-article\">.<\/em><strong><em>GIARDINETTO<\/em><\/strong>: praticamente un\u00a0<em>mazzo<\/em>\u00a0variopinto ovvero composto da pi\u00f9<em>\u00a0marini<\/em>\u00a0di vari colori.<\/li>\n<li><em class=\"icon-article\">.<\/em><strong><em>MARIN<\/em><\/strong>: insieme di fili di perle corrispondente a due<em>\u00a0ag\u00e0de<\/em>.<\/li>\n<li><em class=\"icon-article\">.<\/em><strong><em>MAZZO<\/em><\/strong>: l\u2019unione di pi\u00f9 marini (generalmente 240 fili).<\/li>\n<li><em class=\"icon-article\">.<\/em><strong><em>PALMETTA<\/em><\/strong>: il ventaglio di aghi tenuto in mano dalla\u00a0<em>impiraressa<\/em>.<\/li>\n<li><em class=\"icon-article\">.<\/em><strong><em>ORBE<\/em><\/strong>: le perline con il foro tappato.<\/li>\n<li><em class=\"icon-article\">.<\/em><strong><em>S\u00c9SSOLA<\/em><\/strong>: una piccola pala di legno con fondo leggermente curvo, usato per contenere le perline di vetro da infilare. \u00c8 curioso sottolineare che in una citt\u00e0 d\u2019acqua come Venezia questo attrezzo \u00e8 spesso pi\u00f9 usato per\u00a0<em>secar<\/em>\u00a0la barca, togliere l\u2019acqua dal fondo della barca.<\/li>\n<li><em class=\"icon-article\">.<\/em><strong><em>SP\u00d2LVARO<\/em><\/strong>: la sabbia che poteva restare sul fondo della\u00a0<em>sessola<\/em>\u00a0(la sabbia veniva usata in alcune fasi della lavorazione delle\u00a0<em>conterie<\/em>: poteva restarne nei fori delle perle se queste non venivano setacciate bene).<\/li>\n<li><em class=\"icon-article\">.<\/em><strong><em>TAM\u00ccSO<\/em><\/strong>: setaccio usato sia per pulire le perle (da sabbia e crusca ) sia per dividerle per misura.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;altra curiosit\u00e0 storica nella Serenissima Repubblica de Venessia. &nbsp; Le Impiraresse: Chi erano, chi sono Impiraressa, letteralmente infilzaperle, deriva dal verbo veneziano\u00a0impirar, infilzare, e indica una particolare professione \u2013 esclusivamente femminile \u2013 nella produzione di collane e monili di perle. 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