{"id":6769,"date":"2020-11-03T22:35:03","date_gmt":"2020-11-03T21:35:03","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=6769"},"modified":"2020-11-17T11:54:21","modified_gmt":"2020-11-17T10:54:21","slug":"numero2094-bozza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=6769","title":{"rendered":"Numero2094."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ho qualcosa da dire sulla PANDEMIA DA CORONAVIRUS.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se ne sentono di tutti i colori e, purtroppo, ho la sensazione che siamo ancora molto impreparati e sprovveduti circa gli accorgimenti pratici da suggerire o imporre per il contrasto alla pandemia. Le tante analisi, diagnosi, prescrizioni precauzionali, presidi preventivi e terapeutici e via dicendo che sono stati adottati e che ci sforziamo tutti di applicare sono sicuramente adeguati allo scopo ma, credo, non sono sufficienti.<br \/>\n\u00c8 una mia fissa, da sempre, quella che vado qui ad esporre. Io dico e chiedo di puntare l&#8217;attenzione, la pi\u00f9 alta possibile, ai luoghi e ai veicoli chiusi che hanno i sistemi di riscaldamento, di raffrescamento e, comunque di ricambio d&#8217;aria a circolo continuo che prevedono la presenza di filtri. Ad esempio, i sistemi di condizionamento a pompa di calore o ad aria forzata con ventilazione e quant&#8217;altro. I sistemi di purificazione dell&#8217;aria sono molto delicati ed importanti e regolamentati da protocolli di manutenzione particolarmente rigidi. Ma, pur prestando la massima attenzione a questa specifica problematica, non sento che vi sia molto allarme o sollecitudine di vigilanza su questo argomento.<br \/>\nDico questo perch\u00e9 i sistemi di filtraggio dell&#8217;aria, in caso di mancata o scarsa manutenzione e pulizia, possono diventare un vero e proprio pericolo costante e incombente: infatti, anzich\u00e9 dei pres\u00ecdi di prevenzione e protezione, si trasformano in veri e propri diffusori di virus e batteri: untori diabolici in pianta stabile.<br \/>\nSuccede che tutta l&#8217;aria di un ambiente chiuso, anzich\u00e9 essere ricambiata con aria nuova proveniente dall&#8217;esterno, viene riciclata circolando all&#8217;interno e passando attraverso i filtri dei condizionatori. In questi filtri passano e si depositano continuamente, per tutto il tempo di funzionamento, microorganismi presenti nell&#8217;ambiente emessi dalla respirazione di migliaia di persone, fra le quali, statisticamente, sono presenti un certo numero di portatori dei virus. Questi, respirando, o tossendo, emettono virus in quantit\u00e0 che vengono veicolati e trasportati dalle correnti convettive dell&#8217;aria e intercettati dai filtri. In questi, a lungo andare, si formano colonie formidabili di virus e batteri con notevole carica virale e batterica e da l\u00ec gli agenti infettanti vengono ridiffusi nell&#8217;ambiente addirittura rinforzati. In un supermercato, in un cinema o teatro, in una classe scolastica, in una casa di riposo, in un vagone del treno o del metr\u00f2, in un autobus o in un tram o, peggio ancora in un aereo( aria pressurizzata), si respira continuamente aria malsana, se i filtri degli impianti termici non vengono puliti, igienizzati, sanificati con il massimo scrupolo e, soprattutto, continuamente.<br \/>\nVolete un esempio banale? Fate un viaggio abbastanza lungo, di almeno un&#8217;ora o due, chiusi con altre persone nell&#8217;abitacolo di un&#8217;automobile. Se una di queste ha un semplice raffreddore, in un ambiente cos\u00ec ristretto anche gli altri passeggeri a bordo respireranno i virus emessi dal contaminato che diventa contaminante. Nessuno ci far\u00e0 caso perch\u00e9 la contaminazione non \u00e8 immediata. Lasciate che passino alcuni giorni di incubazione del virus, minimo due o tre, e vedrete che sentirete i primi sintomi, mal di gola e naso chiuso, ma non vi ricorderete quando siete venuti in contatto con il virus. Darete la colpa all&#8217;umidit\u00e0, al balzo della temperatura e quant&#8217;altro. Questi sono fattori concause dell&#8217;installarsi del disturbo respiratorio, ma non la vera causa che \u00e8 sempre virale. Anche i filtri della circolazione d&#8217;aria del veicolo si possono intasare dei virus presenti in dose massiccia all&#8217;interno dell&#8217;abitacolo e possono a loro volta ridiffondere i microorganismi che l\u00ec stazionano e permangono in colonie virali vive e feconde.<br \/>\nAvete mai sentito dire dagli organi di informazione che sono state date disposizioni stringenti e tassative in tal senso? Io no.<br \/>\nPerch\u00e9 continuiamo a dire di metterci le mascherine, che sono un rimedio, ( e anche un business ) e non ci diamo da fare per eliminare le cause della diffusione? \u00c8 cos\u00ec che si fa la sanit\u00e0 in Italia. Ma non la salute.<br \/>\nPer questo, lancio qui un allarme a chi vuol rendersene conto e a chi vuole ascoltare: si prendano provvedimenti urgentemente, affinch\u00e9 questi strumenti di riscaldamento o raffreddamento, pur necessari, non diventino il pi\u00f9 grave pericolo per la popolazione. Molto di pi\u00f9 di altre restrizioni che limitano la libert\u00e0 personale e danneggiano l&#8217;economia. Non nascondiamoci dietro una mascherina.<\/p>\n<p>Riporto, qui di seguito, una notizia che ha fatto storia nella diagnostica sanitaria.<\/p>\n<p>La\u00a0<b>legionella<\/b>\u00a0\u00a0\u00e8 un\u00a0genere\u00a0di\u00a0batteri\u00a0gram-negativi\u00a0aerobi. La legionella deve il nome all&#8217;epidemia acuta che nell&#8217;estate del\u00a01976\u00a0colp\u00ec un gruppo di veterani della\u00a0American Legion\u00a0riuniti in un albergo di\u00a0Philadelphia\u00a0causando ben 34 morti su 221 contagiati (erano presenti oltre 4.000 veterani), con eziologia (studio delle cause) ignota a quel tempo; solo in seguito si scopr\u00ec che la malattia era stata causata da un batterio, denominato poi<em> legionella<\/em>, che fu isolato nel gennaio del\u00a01977\u00a0nell&#8217;impianto di condizionamento dell&#8217;hotel dove i veterani avevano soggiornato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Ho qualcosa da dire sulla PANDEMIA DA CORONAVIRUS. &nbsp; Se ne sentono di tutti i colori e, purtroppo, ho la sensazione che siamo ancora molto impreparati e sprovveduti circa gli accorgimenti pratici da suggerire o imporre per il contrasto alla pandemia. 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