{"id":7327,"date":"2021-07-02T16:29:11","date_gmt":"2021-07-02T14:29:11","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=7327"},"modified":"2021-07-03T09:05:18","modified_gmt":"2021-07-03T07:05:18","slug":"numero2219","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=7327","title":{"rendered":"Numero2219."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>UNA\u00a0 LEZIONE\u00a0 DI\u00a0 VITA\u00a0 DA\u00a0 CONDIVIDERE<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un cammelliere che sta per morire. Decide di fare testamento. Ha tre figli e scrive nel testamento: al primo lascio 1\/2 (un mezzo), al secondo lascio 1\/4 (un quarto) e al terzo lascio 1\/6 (un sesto) dei miei averi. Avr\u00e0 avuto le sue ragioni per fare questo e muore.<br \/>\nI figli aprono il testamento, leggono la ripartizione voluta dal padre e constatano che l&#8217;asse ereditario consiste in 11 cammelli: tutto quello che il genitore \u00e8 riuscito ad accumulare e conservare in vita. E iniziano a litigare, perch\u00e9 11 non \u00e8 divisibile per due, farebbe 5 e 1\/2 e il primo figlio dice: allora datemene 6. E gli altri due figli dicono: come? Hai avuto la fortuna di averne pi\u00f9 di noi, accontentati di 5. Niente da fare e, come succede nelle migliori famiglie, si passa dalle parole alle mani. Dalle mani si passa al pugnale e le cose sarebbero precipitate se, per puro caso, di l\u00e0 non fosse passato un altro cammelliere, che non conosceva la bella famiglia, e andava in un&#8217;altra direzione. Questi si fa raccontare l&#8217;accaduto e, ad un certo punto, dice di voler donare ai tre figli uno dei suoi cammelli. Allora l&#8217;asse ereditario diventa 11 + 1 = 12 cammelli. In questo modo:<\/p>\n<p>12 : 2 = 6<br \/>\n12 : 4 = 3<br \/>\n12 : 6 = 2<\/p>\n<p>Totale: 11.<\/p>\n<p>A quel punto, il cammelliere si riprende il cammello prestato e prosegue per la sua strada.<\/p>\n<p>La storiella ci lascia due messaggi. Il primo ci dice che chi pratica un dono non si impoverisce mai. Il cammelliere che aveva donato il proprio cammello, non c&#8217;ha perso, anzi, c&#8217;ha guadagnato, perch\u00e9 ha ottenuto la riconoscenza dei tre fratelli. Questi, ammettendo che con quel dono essi si erano risparmiati la vita, avranno\u00a0 certamente gratificato il cammelliere.<br \/>\nIl secondo messaggio \u00e8 ancora pi\u00f9 interessante ed \u00e8 questo: le regole della giustizia (cio\u00e8 la ripartizione secondo la volont\u00e0 del padre morto), da sole, non bastano a conservare la pace: i tre fratelli si sarebbero scannati.<\/p>\n<p>Nel mondo, quante guerre si sono combattute nel nome della giustizia? Tantissime. Perci\u00f2, attenzione ad agire solo secondo giustizia!<br \/>\nCi vuole ma non basta. Ma quando la giustizia si sposa con il dono, come nel caso della storiella, ecco allora che le cose vanno meglio e si risolvono: il risultato \u00e8 ottenuto.<br \/>\nLe regole della giustizia, nel raccontino la volont\u00e0 del padre, sono state rispettate, ma non si sarebbe evitato il conflitto cruento.<br \/>\nLa giustizia deve essere benevolente. Non basta applicarne le norme cos\u00ec come sono, ma bisogna ottenere il bene: questo \u00e8 il fine della giustizia. Se la giustizia non \u00e8 finalizzata al bene, diventa &#8220;giustizialismo&#8221;. Questo vuol dire tagliare le teste, come dopo la Rivoluzione Francese, Ecco perch\u00e9 oggi, la vera sfida sul piano sociale, culturale, pedagogico ed anche politico \u00e8 che non basta dire: giusto, giusto!<br \/>\nInfatti, voi potete avere una societ\u00e0 giusta dove la gente si ammazza, oppure viene ammazzata. I casi della storia sono tantissimi.<br \/>\nNoi dobbiamo puntare ad una giustizia benevolente, che opera, cio\u00e8, di pari passo con il principio del bene.<\/p>\n<p>N.d.R. : a proposito di riforma della giustizia e di referendum sulla giustizia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; UNA\u00a0 LEZIONE\u00a0 DI\u00a0 VITA\u00a0 DA\u00a0 CONDIVIDERE &nbsp; C&#8217;\u00e8 un cammelliere che sta per morire. Decide di fare testamento. Ha tre figli e scrive nel testamento: al primo lascio 1\/2 (un mezzo), al secondo lascio 1\/4 (un quarto) e al terzo lascio 1\/6 (un sesto) dei miei averi. 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