{"id":9110,"date":"2022-04-07T15:39:57","date_gmt":"2022-04-07T13:39:57","guid":{"rendered":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=9110"},"modified":"2022-04-08T11:19:53","modified_gmt":"2022-04-08T09:19:53","slug":"numero2429","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/millemotti.alby.info\/?p=9110","title":{"rendered":"Numero2429."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Segnalata e letta da Jennifer, in una piccola cerchia di amici del Tennis Club Martignacco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando si parla della guerra, il pensiero corre subito alle armi a disposizione di una fazione e dell\u2019altra. Protagoniste assolute dei conflitti, le armi hanno spesso fatto la differenza per ottenere la vittoria di uno scontro armato. Oggi leggiamo una breve poesia di\u00a0Bertolt Brecht\u00a0che accosta alla forza di questi strumenti un altro tipo di forza, in grado di sopprimere anche la violenza delle guerre. Ecco \u201cGenerale, il tuo carro armato \u00e8 un\u2019arma potente\u201d, una poesia di Bertolt Brecht che costituisce un vero e proprio inno all\u2019umanit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Generale, il tuo carro armato \u00e8 una macchina potente<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Generale, il tuo carro armato \u00e8 una macchina potente<br \/>\nspiana un bosco e sfracella cento uomini.<br \/>\nMa ha un difetto:<br \/>\nha bisogno di un carrista.<\/p>\n<p>Generale, il tuo bombardiere \u00e8 potente.<br \/>\nVola pi\u00f9 rapido d\u2019una tempesta e porta pi\u00f9 di un elefante.<br \/>\nMa ha un difetto:<br \/>\nha bisogno di un meccanico.<\/p>\n<p>Generale, l\u2019uomo fa di tutto.<br \/>\nPu\u00f2 volare e pu\u00f2 uccidere.<br \/>\nMa ha un difetto:<br \/>\npu\u00f2 pensare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>N.d:R. : con tutto il rispetto per Bertolt Brecht e per il valore del suo pensiero\u00a0 lirico, che condivido ed apprezzo, nella seconda strofa io avrei scritto che il bombardiere ha bisogno di un pilota per volare. Un meccanico potrebbe anche non saperlo guidare; di solito fa le riparazioni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Il valore delle nostre scelte<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cGenerale, il tuo carro armato \u00e8 una macchina potente\u201d \u00e8 un breve componimento in cui Bertolt Brecht si avvicina al tema della guerra rivolgendosi in prima persona a un generale, oggetto dell\u2019anafora ripetuta in tutte e tre le strofe che compongono la poesia. Le tre quartine si configurano tutte come un dialogo in cui il generale \u00e8 il destinatario di una verit\u00e0 per lui scomoda: il carro armato della prima quartina, tanto quanto il \u201cbombardiere\u201d della seconda, sono armi potenti, capaci di distruggere tutto ci\u00f2 che si trova dinanzi ad essi. C\u2019\u00e8 un per\u00f2: entrambi hanno bisogno dell\u2019essere umano per essere manovrati e adoperati.<\/p>\n<p>N\u00e9 la quantit\u00e0 sillabica, n\u00e9 le rime, vengono attenzionate da Bertolt Brecht nella versione originale del componimento. Brecht si preoccupa soltanto di creare assonanze e armonia, senza rendere i versi troppo ridondanti o studiati. Il risultato \u00e8 una poesia che spiazza per la sua semplicit\u00e0 e per la scorrevolezza che la contraddistingue. Il messaggio si srotola come un gomitolo, che nell\u2019ultima quartina giunge alla meta finale: non importa quante armi distruttive possegga l\u2019uomo. La guerra non dipende da esse. Dipende dalla volont\u00e0 degli uomini, dalle loro scelte, perch\u00e9: \u201cGenerale, l\u2019uomo fa di tutto.\/Pu\u00f2 volare e pu\u00f2 uccidere.\/Ma ha un difetto:\/pu\u00f2 pensare\u201d. Una poesia che costituisce un autentico inno all\u2019umanit\u00e0, che ha il potere di decidere le sorti del mondo discernendo ci\u00f2 che \u00e8 giusto da ci\u00f2 che \u00e8 sbagliato.<\/p>\n<h2><\/h2>\n<h2><\/h2>\n<h2>Bertolt Brecht<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Eugen Bertolt Friedrich Brecht, conosciuto come Bertolt Brecht, nasce in Germania nel 1898 in una famiglia borghese. Cresce schivo e solitario; i frequenti problemi di salute gli impediscono di trascorrere un\u2019infanzia spensierata. Nel 1913 comincia a scrivere i suoi primi componimenti. Prosegue gli studi con scarso interesse, pi\u00f9 appassionato all\u2019arte, al cinema e alla letteratura.<\/p>\n<p>Quando nel 1920 muore la madre, Bertolt Brecht rompe tutti i legami con Augusta, la citt\u00e0 di origine, e si trasferisce a Monaco, citt\u00e0 culturalmente ricca e vivace. Qui, infatti, Brecht si entra a far parte della Lachkeller, la \u201cCantina delle risate\u201d, un gruppo diretto dal famoso cabarettista\u00a0Karl Valentin, che si esibisce in spettacoli comici e clowneschi.<\/p>\n<p>Questa esperienza influenza moltissimo il lavoro dell\u2019autore che, in questo periodo caratterizzato dalle espressioni dadaiste e futuriste, si interessa sempre di pi\u00f9 ai poeti ribelli, come i francesi Villon, Rimbaud e Verlaine e il drammaturgo tedesco B\u00fcchner.<\/p>\n<p>I componimenti di Brecht, che prima erano pi\u00f9 incentrati sul patriottismo e sulla grandezza della Germania, adesso si focalizzano sulla povert\u00e0 del popolo: la fame, la guerra, la miseria, l\u2019emarginazione e la povert\u00e0 sono tematiche che il poeta tratta facendo uso della pietas e riesumando la forma semplice e tradizionale della ballata.<\/p>\n<p>Bertolt Brecht diventa sempre pi\u00f9 famoso. Gira l\u2019Europa e conosce molti intellettuali dell\u2019epoca. Alcune delle sue opere teatrali causano tensioni con i governi dei paesi in cui esse vengono rappresentate, come avviene pi\u00f9 volte a Berlino Est. Il suo teatro, che ha fortemente influenzato l\u2019arte scenica del Novecento, lo rende celebre in tutto il mondo e lo fa entrare a pieno diritto nel canone artistico e letterario europeo. Muore nel 1956, a causa di un infarto cardiaco che \u00e8 solo il culmine di un lungo periodo di malattia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Segnalata e letta da Jennifer, in una piccola cerchia di amici del Tennis Club Martignacco. &nbsp; Quando si parla della guerra, il pensiero corre subito alle armi a disposizione di una fazione e dell\u2019altra. Protagoniste assolute dei conflitti, le armi hanno spesso fatto la differenza per ottenere la vittoria di uno scontro armato. 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