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METACOGNIZIONE

 

 

La forma più alta d’intelligenza non è il quoziente intellettivo, non è la logica, non è la memoria, né la velocità di ragionamento oppure l’intuizione.

Secondo le neuroscienze, l’intelligenza più rara e importante è qualcosa di completamente diverso.

La maggior parte delle persone non la sviluppa mai, e chi ci riesce finisce silenziosamente per superare tutti gli altri.

La forma più alta d’intelligenza è la “metacognizione”, cioé la capacità di pensare i propri pensieri.

Non reagire ciecamente, non vivere con il pilota automatico inserito, ma osservare la propria mente in tempo reale.

Significa accorgersi dei propri pensieri, mettere in discussione la propria reazione, interrompere i propri riflessi emotivi e aggiornare le proprie convinzioni, invece di difenderle.

Ogni volta che dici: “Aspetta, in che modo sto reagendo?”, il tuo cervello inizia a cambiare.

I neuroscienziati hanno scoperto che, quando tu osservi i tuoi stessi pensieri, si attiva una regione del cervello chiamata “corteccia prefrontale anteriore”.

Questa regione non serve all’azione, non serve all’emozione, serve all’auto-osservazione: il tuo cervello letteralmente rivolge la sua attenzione verso l’nterno.

E la maggior parte delle persone manda avanti automaticamente il proprio software mentale.

La metacognizione, invece, è diversa: è come un computer che riesce a modificare i propri programmi e processi mentre è ancora in funzione.

Ed è per questo che le persone consapevoli evolvono molto più velocemente degli altri.

Non è qualche assurda malattia motivazionale da “mindset”, è un rimodellamento neuroelettrico.

La consapevolezza modifica il sistema e la maggior parte delle persone non sviluppa mai questa capacità.

Perché la “metacognizione” è estremamente scomoda, richiede di fermarsi, inece di reagire, mettersi in discussione, invece difendersi e di guardarsi fallire con onestà.

L’ego odia tutto questo, la crescita lo richiede.

 

 

da YouTube

 

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