UNA INTERPRETAZIONE TESTUALE
OVVERO STORIA DI UNA CANZONE
Da più di 50 anni, fra milioni di canzoni, ce n’è una che non tramonterà mai, perchè appartiene al genere classico evergreen:
Si tratta di MY WAY.
Questa è la sua storia.
La melodia originale fu composta in Francia da Francois Revaux a metà degli anni 60, con il titolo inglese “For me”, ma fu rifiutata.
Il cantante francese Claude Francois la riadattò con il titolo “Comme d’habitude”, incentrando il significato del testo sulla storia di un amore finito.
Il brano uscì in Francia nel 1967 ed ebbe un discreto successo.
Durante una vacanza in Francia, Paul Anka ascoltò la versione di Claude Francois e ne acquistò i diritti..
Anka riscrisse completamente il testo in inglese, cucendolo addosso all’amico Frank Sinatra che, in quel periodo, meditava il ritiro dalle scene.
Il testo di Anka trasforma la canzone in un bilancio fiero e commovente di una vita vissuta interamente alle proprie condizioni.
Incisa da Sinatra nel 1969, “My way” divenne il suo cavallo di battaglia definitivo e uno dei brani più celebri della storia della musica pop.
La canzone è stata in seguito reinterpretata da migliaia di artisti, tra cui Elvis Presley.
In Italia, nel 1971, Fred Bongusto scriveva un testo e lo interpretava in italiano (La mia via), ma il suo significato era riferito al rimpianto di un amore perduto.
In seguito, sempre in Italia, ci sono state le interpretazioni di cantanti di primo livello come Zucchero, Pavarotti, Bocelli, Patty Pravo che cantavano un testo che nulla aveva a che fare con il significato di quello originale che è suggestivo proprio perché tratta del bilancio di una vita.
Nessuno ha provato a riscrivere in Italiano il testo inglese di questa canzone, tenendosi aderente al senso e al significato originali, rispettando, il più possibile, la traduzione.
Io qui ho cercato di farlo.
SEMPRE A MODO MIO (MY WAY)
E ormai, siamo alla fine,
tutto il mio tempo è già passato:
un album di cartoline
ed i ricordi di ciò che è stato.
Ho visto tramonti ed albe,
luci ed ombre, sole e tempeste,
ma mai giornate scialbe,
lavoro e poche feste.
Rimorsi ne ho avuti pochi,
ho preso botte, ma le ho anche date.
Ma dopo tutti i miei giochi,
sempre ho pagato le mie cazzate.
E tutto, lo posso dire,
giusto o sbagliato, l’ho fatto io,
però, non puoi smentire,
sempre a modo mio.
Ricordo i tempi ormai lontani,
avevo il mondo nelle mie mani.
Ho esagerato con donne e amori
ed ho provato gioie e dolori.
Però ho fatto, lo sa anche Dio,
sempre a modo mio.
Ho amato, ho riso e pianto,
con la mia sorte, ho perso e vinto,
non resta alcun rimpianto,
ho fatto tutto secondo istinto.
Nel gioco, mai ho barato,
ho vinto sempre onestamente,
e tutto ciò che ho sprecato
era quasi niente.
Che cos’è un uomo, che cosa vale,
se non conosce il bene e il male?
Cosa ha imparato dalla sua vita,
prima che sfugga tra le sue dita?
L’ho imparato purtroppo io,
vivendo a modo mio.