PROSSENETISMO
Azione o comportamento da ruffiano.
Prosseneta = mediatore, sensale, mezzano, lenone.
Pro – xenos = a favore – straniero
Proxenein = ospitare, accogliere, proteggere.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
PROSSENETISMO
Azione o comportamento da ruffiano.
Prosseneta = mediatore, sensale, mezzano, lenone.
Pro – xenos = a favore – straniero
Proxenein = ospitare, accogliere, proteggere.
SINCRETISMO
Fusione di teorie filosofiche o dottrine religiose diverse.
Plutarco : Coalizione Cretese. I Cretesi misero da parte le loro differenze, per coalizzarsi, in vista di pericoli esterni.
Erasmo da Rotterdam : Sincretismus = fusione, mescolanza,tendenze eclettiche e conciliatrici tra scuole di pensiero diverse.
Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
prese costui della bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense”.
Queste parole da loro ci fur porte. (Paolo e Francesca) InfernoV
Per più fiate li occhi ci sospinse
quella lettura e scolorocci il viso;
ma solo un punto fu quel che ci vinse.
Quando leggemmo il disiato riso
esser basciato da cotanto amante,
questi, che mai da me non fia diviso,
la bocca mi basciò tutto tremante.
Galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse:
quel giorno più non vi leggemmo avante.
Mentre che l’uno spirto questo disse,
l’altro piangea; sì che di pietade
io venni men così com’io morisse.
E caddi come corpo morto cade. (Paolo e Francesca) Inferno V
E quella a me: “Nessun maggior dolore
che ricordarsi del tempo felice
ne la miseria; e ciò sa il tuo dottore.
Ma s’a conoscer la prima radice
del nostro amor tu hai cotanto affetto,
dirò, come colui che piange e dice.
Noi leggiavamo un giorno per diletto
di Lancialotto come amor lo strinse.
Soli eravamo e sanza alcun sospetto”. (Paolo e Francesca) Inferno V
Poscia ch’io ebbi il mio dottore udito
nomar le donne antiche e ‘ cavalieri,
pietà mi giunse, e fui quasi smarrito.
I’ cominciai; “Poeta, volentieri
parlerei a quei due che insieme vanno
e paion sì al vento esser leggieri”. (Paolo e Francesca) Inferno V
E ‘l Duca a lui: “Caron, non ti crucciare,
vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole e più non dimandare. Inferno III
Ed ecco verso noi venir per nave
un vecchio bianco per antico pelo
gridando: “Guai a voi, anime prave!
Non isperate mai veder lo cielo.
Io vegno per menarvi all’altra riva
nelle tenebre etterne, in caldo e in gelo. (Caronte) Inferno III
Poscia ch’io ebbi rotta la persona
di due punte mortali, io mi rendei,
piangendo, a quei che volentier perdona.
Orribil furon li peccati miei
ma la bontà infinita ha sì gran braccia
che prende ciò che si rivolge a lei. (Manfredi di Svevia) Purgatorio IV
Per me si va nella città dolente,
per me si va nell’etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
Giustizia mosse il mio alto fattore,
fecemi la divina potestate,
la somma sapienza e ‘l primo amore.
Dinanzi a me non fur cose create,
se non etterne e io etterno duro.
Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate. Inferno III
Le leggi son, ma chi pon mano ad esse? Purgatorio XVI
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
Ahi, quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinnova la paura.
Tant’è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch’io vi trovai,
dirò dell’altre cose ch’i’ v’ho scorte. Inferno I
Godi, Fiorenza, poiche se’ sì grande
che,per mare e per terra,batti l’ali
e per lo ‘nferno tuo nome si spande. Inferno XXVI
Considerate la vostra semenza,
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e conoscenza. (Ulisse) Inferno XXVI
Era già l’ora che volge al desio
e a’ naviganti intenerisce il core,
lo dì ch’han detto ai dolci amici addio,
e che lo novo peregrin d’amore
punge, se ode squilla di lontano,
che paia il giorno pianger che si muore. Purgatorio VIII