VERBI IN ROMANESCO
MAGNA’ avemo magnato
BEVE avemo bevuto
CANTA’ avemo cantato
SCOPA’ avemo … pulito.
da YouTube.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
VERBI IN ROMANESCO
MAGNA’ avemo magnato
BEVE avemo bevuto
CANTA’ avemo cantato
SCOPA’ avemo … pulito.
da YouTube.
A M I C H E V O L I C O N V E R S A Z I O N I
Il legame ideale fra due veri amici è quello basato sulla conversazione.
Un vero amico è qualcuno con cui non ti stanchi mai di parlare.
Ralph Waldo Emerson ha scritto:
“In fondo, il legame di ogni compagnia, che sia amore o amicizia, è la conversazione”.
Sai di avere un vero amico, quando puoi dirgli qualsiasi cosa, quando ti va di parlargli per il semplice piacere di sentirti compreso, quando ti senti al sicuro e quando non devi continuamente misurare e pesare i pensieri e le parole.
Seneca ha detto:
“L’amicizia è comprendere ed essere compresi”.
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C O S A V U O L D I R E
SANTO viene da “sanctus”, participio passato del verbo latino “sancire” che, come in italiano, vuol dire “certificare”, “attestare”, “stabilire”.
SACRO è una brutta parola. In latino vuol dire “proibito”. Indica una realtà che ispira timore ed attrazione coercitiva, legata al divino, all’interdetto, al separato. È riferito alla sfera divina, distinta e potente.
Il “sacrificium” era un tributo alla divinità. Si praticava sgozzando o bruciando degli animali.
A L C U N I A F O R I S M I
di due grandi filosofi tedeschi
Immanuel KANT
3 ingredienti per la felicità:
qualcosa da fare,
qualcuno da amare,
qualcosa in cui sperare.
Chi teme di morire
non si godrà
mai la vita.
Non siamo ricchi
per ciò che possediamo,
ma per ciò di cui
possiamo fare a meno.
Se un uomo
ti nasconde
il suo tradimento,
allora
ti ama ancora.
Arthur SHOPENHAUER
È difficile trovare
la felicità dentro di sé,
ma è impossibile
trovarla altrove.
È soprattutto la perdita
che ci insegna
il valore delle cose.
Rinunciamo a 3/4
di noi stessi per
essere come gli altri.
Non v’è rimedio
fra la nascita e
la morte, salvo
godersi l’intervallo.
S A G G E Z Z A E S C I O C C H E Z Z A
I saggi parlano
perché hanno
qualcosa da dire.
Gli sciocchi parlano
perché hanno
da dire qualcosa.
Platone
U N G R A N D E D E L L A L E T T E R A T U R A
Scese, evitando di
guardarla a lungo,
come si fa col sole.
Ma vedeva lei,
come si vede il sole,
anche senza guardare.
Lev Tolstoj.
CONSIGLI DI VITA DA UN ULTRAOTTANTENNE
Non aspettare di essere felice. Il momento perfetto non arriverà mai. Sfrutta al massimo quello che stai vivendo.
La salute è tutto. Te ne renderai conto solo quando inizierà a svanire.
Il tempo non torna indietro. Trascorrilo con persone che ti fanno sentire leggero/a nell’anima.
Chiama i tuoi genitori. Un giorno prenderai il telefono e …. vorrai poterlo fare.
Di’ “Ti voglio bene” più spesso. Non lasciare che l’ego trattenga ciò che il cuore vuole dire.
I ricordi e i valori. Nessuno ricorda l’auto che guidavi, ma tutti ricorderanno solo le risate che hai condiviso.
Lascia andare il rancore. Non stai punendo loro, stai solo facendo del male a te stesso.
Smetti di aspettare. Realizza quel sogno, fai quel viaggio, abbraccia quella persona. La vita non si ferma.
Le persone dimenticano la parole. Ma non dimenticano mai come le hai fatte sentire.
Non sei mai troppo vecchio/a.
#iulianalateaofficial
S C R I V E R E
La lucidità, la consapevolezza, la chiarezza
sono essenziali e quanto più chiaramente
ci esprimiamo, tanto più siamo poetici.
In fondo, c’è già abbastanza oscurità
e indicibilità e scrivere è, tra le altre cose,
un costante respingimento dell’oscurità.
Ingeborg Bachmann.
LEGGI DEL LINGUAGGIO SCOPERTE DALLA NEUROSCIENZA
Le preoccupazioni dette diventano reali.
Il cervello trasforma la paura verbalizzata in profezia.
Il tuo modo di parlare crea le tue relazioni.
I pattern linguistici determinano la qualità dei rapporti.
Cambia le parole e cambi i pensieri.
Il linguaggio modifica direttamente i processi mentali.
Le parole controllano il corpo.
Ogni organo risponde al linguaggio che usiamo.
Le abitudini linguistiche decidono la felicità.
Come parli determina quanto sarai felice nella vita.
@healingsoulmusic436.
C O M U N I C A Z I O N E
Le persone ricordano come le hai fatte sentire, non cosa hai detto.
Il silenzio, usato al momento giusto, è più potente di mille parole.
Non convincerai mai chi non vuole capire, e insistere ti farà sembrare disperato.
Parlare troppo ti fa perdere di credibilità, anche se dici cose intelligenti.
Le domande giuste aprono più porte delle risposte perfette.
Il tono di voce spesso conta più del contenuto stesso.
La maggior parte delle persone non ascolta per capire ma … per rispondere.
Dire meno, a volte, è l’arma più letale in una discussione.
Chi urla di più non sempre ha ragione, ma … spesso vuole farti credere il contrario.
da YouTube.
A N D A T A E R I T O R N O O V V E R O I L S E N S O D E L L E C O S E
Io non ti amo più,
e direi una bugia se ti dicessi
ho voglia di stare con te,
non significhi più niente,
e mai più dirò
Io ti amo.
PROVATE ADESSO A LEGGERE DALLA FINE VERSO L’ INIZIO.
Da Gianni Rodari (riveduto e corretto)
I L D I T T A T O R E (discorsi, parole, punteggiatura, tracotanza)
Un punto piccoletto,
ma superbo e iracondo,
“Dopo di me” – gridava –
“c’è la fine del mondo”.
Le parole stizzite:
“Ma che grilli ha in testa?
Si crede un punto e basta
e tutte ci calpesta”.
Solo, a mezza pagina,
lo piantarono in asso,
e il mondo continuò
una riga più in basso.
N.d.R.: A proposito di “Après moi le déluge” (Dopo di me il diluvio): Frase attribuita a Luigi XV, re di Francia, rivolta a Madame de Pompadour, la sua favorita, allo scopo di porre fine alle insistenti esortazioni di occuparsi attivamente degli affari dello Stato.
E di …. Donald Trump.
S C R I V E R E
Scrivere è
una vocazione
all’infelicità.
George Simenon.
N.d.R.: Non sono molto d’accordo.
Vocazione all’incompiutezza, alla fragilità di uno svelarsi pudico della propria intimità, forse sì.
A me scrivere piace, perché è un download di tanti file mentali che, altrimenti, resterebbero aggrovigliati e in completa anarchia. Scrivo perché mi dedico a riordinare un bagaglio caotico di pensieri e di interessi, che qualcuno potrebbe chiamare “eclettismo”. Si tratta, sempre e comunque, di interpretazioni personali di fatti e concetti delle vicende umane. Solo così, scrivendo, imparo a gestirle al meglio, articolandone e sviscerandone con la riflessione i contenuti, e le sento più mie e più vicine alla realtà, se non alla verità.
da QUORA
Scrive Rose Bazzoli, corrispondente di Quora
NON FUI, FUI, NON SUM, NON CURO. (iscrizione funeraria dell’antica Roma)
L’epitaffio è un compendio della vita, secondo la filosofia epicurea:
Gli epicurei non credevano in un al di là e quindi non temevano la morte, che sarebbe stata semplicemente la fine della vita, con tutte le sue preoccupazioni.
In realtà gli epicurei cercavano di raggiungere l’atarassia, cioè l’imperturbabilità, la liberazione da ogni turbamento e paura, ancora mentre erano in vita, evitando tutte le passioni (compreso l’amore) che possono far soffrire.
P E N S I E R I N I A C A S A C C I O
Le carezze esprimono ciò
che le parole non dicono.
L’amore non invecchia mai
nella mente e nel cuore
di due che si capiscono.
La bellezza di una relazione non sta
nella giovinezza del corpo
ma nella profondità dell’anima.
Lascia che la tua vita sia
un riflesso dei tuoi valori,
della tua serenità interiore
e del tuo appagamento.