DIFESE DELLA FEDE.
Certe difese della fede spesso cominciano promettendo di usare la ragione e finiscono, abbastanza sorprendentemente, per chiederti di accettare, come premessa, proprio quello che avrebbero dovuto dimostrare.
“Credo quia absurdum” diceva Tertulliano: “Credo perché è assurdo”.
È un spiegazione razionale? Non lo è.
“Fides qaerens intellectum” diceva Sant’Anselmo d’Aosta: “La fede che cerca la comprensione”.
È una giustificazione plausibile? Non lo è.
Dire che una fede è razionale non è una dimostrazione, è una dichiarazione.
Ogni religione afferma che la propria visione è quella giusta.
Perché proprio noi, cristiani, avremmo azzeccata quella vera?
La risposta della Chiesa è: “Perché l’uomo ha un desiderio di assoluto”. E quindi è un animale divino.
Perché?
Perché, se io desidero qualcosa, quella cosa deve esistere necessariamente?
Se io desidero essere immortale, ne consegue che io sarei immortale?
Desidero un mondo senza ingiustizie, ma questo non rende il mondo giusto.
Il desiderio non è una prova dell’esistenza dell’oggetto desiderato.
Allora ecco che compare “Homo capax dei”, “l’uomo è capace di Dio” cioè lo contiene.
Ma questa affermazione non dimostra che Dio esiste.
E, comunque, “Homo capax dei” è una categoria teologica e non può diventare una prova indipendente ed obiettiva dell’esistenza di Dio, solo perché la teologia la considera vera.
Perché esiste Dio?
Risposta: Perché l’uomo è fatto per Dio.
E come lo sappiamo?
Perché Dio esiste.
Il serpente si morde la coda.
“Perché dovrei pensare che il Cristianesimo sia vero?” si chiede l’uomo obiettivo.
Risposta: “Perché Dio si è incarnato nel Cristianesimo”.
E come faccio a sapere che Dio sia incarnato?
Silenzio.
Perchè questo è esattamente ciò che bisogna dimostrare e che il Cristianesimo non dimostra. Lo afferma, ma non lo dimostra.
Non puoi utilizzare come prova la stessa proposizione che l’interlocutore ti sta chiedendo di dimostrare.
“Il Cristianesimo è vero perché Gesù è Dio”.
“E perché Gesù è Dio?”.
Perché il Cristianesimo è vero.
Questo non è un argomento, né una dimostrazione: è un girotondo.
In logica (una branca della filosofia e del pensiero) è una “petizione di principio”.
È la conclusione che si traveste da premessa.
Gesù è storicamente esistito. Bene.
Ma dire che Gesù si è incarnato è una proposizione teologica. Dire che è risorto è una proposizione teologica fondata su interpretazione di eventi descritti e riportati da chi non ne è stato testimone diretto.
Dire che è una rivelazione di Dio è una proposizione teologica.
L’interpretazione cristiana di Gesù non viene dimostrata dal fatto che sia esistito.
I criteri della dimostrazione non devono essere interni alla religione che stiamo cercando di fondare o solo dimostrare come vera.
Poi arriva la crocefissione.
“Gesù muore per mostrarci che l’onnipotenza di Dio coincide con l’amore”.
È un bellissima interpretazione teologica, ma resta una interpretazione.
Il fatto che Gesù sia morto crocifisso non contiene automaticamente il messaggio: “Dio è amore”.
Quella è l’interpretazione cristiana dell’evento e perché dovremmo accettarla è tutto da dimostrare.
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