INTELLIGENZA COME CAPACITA’ DI CAMBIARE
Una persona intelligente si riconosce non dai titoli di studio, né dalla professione, ma dalla capacità di aggiornarsi e di cambiare.
Lo spiega Oscar Wilde quando dice che la coerenza è l’ultimo rifugio delle menti poco creative.
Per coerenza si intende il mantenimento a priori delle proprie convinzioni e dei preconcetti a cui si resta fedeli per pigrizia mentale e assenza di spirito critico, evitando accuratamente di prendere in considerazione altre possibili realtà e verità.
Le persone intelligenti dicono: “Ah, non ci avevo pensato”, “Questo non lo sapevo”, oppure “Sì, ha senso, fammi riflettere”.
La maggior parte delle persone si impunta per difendere il proprio ego, cioè il proprio punto di vista , parziale o unilaterale, magari basato su conoscenze ed esperienze limitate, non verficate o accettate acriticamente.
Le persone intelligenti, invece, aggiornano le proprie convinzioni.
Sono curiose e non stanno sempre sulla difensiva, per conservare l’unica verità che conoscono che, magari, unica non è, ma è comoda, tradizionale, consuetudinaria, se non, addirittura, infondata o falsa.
Si chiedono: “C’è qualcosa che ancora non so?”, invece di cercare di averla vinta a tutti i costi.
Non legano la loro identità all’avere ragione e trattano l’errore come esperienza, non come fallimento.
Anche Albert Einstein l’aveva sostenuto, dicendo che la misura dell’intelligenza è la capacità di cambiare.
Ecco, allora, il vero vanto: saper dire, senza vergogna: “Ho cambiato idea”.
Ispirato a @stanzazen