Numero3743.

 

INTELLIGENZA  COME  CAPACITA’  DI  CAMBIARE 

 

Una persona intelligente si riconosce non dai titoli di studio, né dalla professione, ma dalla capacità di aggiornarsi e di cambiare.

Lo spiega Oscar Wilde quando dice che la coerenza è l’ultimo rifugio delle menti poco creative.

Per coerenza si intende il mantenimento a priori delle proprie convinzioni e dei preconcetti a cui si resta fedeli per pigrizia mentale e assenza di spirito critico, evitando accuratamente di prendere in considerazione altre possibili realtà e verità.

Le persone intelligenti dicono: “Ah, non ci avevo pensato”, “Questo non lo sapevo”, oppure “Sì, ha senso, fammi riflettere”.

La maggior parte delle persone si impunta per difendere il proprio ego, cioè il proprio punto di vista , parziale o unilaterale, magari basato su conoscenze ed esperienze limitate, non verficate o accettate acriticamente.

Le persone intelligenti, invece, aggiornano le proprie convinzioni.

Sono curiose e non stanno sempre sulla difensiva, per conservare l’unica verità che conoscono che, magari, unica non è, ma è comoda, tradizionale, consuetudinaria, se non, addirittura, infondata o falsa.

Si chiedono: “C’è qualcosa che ancora non so?”, invece di cercare di averla vinta a tutti i costi.

Non legano la loro identità all’avere ragione e trattano l’errore come esperienza, non come fallimento.

Anche Albert Einstein l’aveva sostenuto, dicendo che la misura dell’intelligenza è la capacità di cambiare.

Ecco, allora, il vero vanto: saper dire, senza vergogna: “Ho cambiato idea”.

 

Ispirato a @stanzazen

Numero3713.

 

A L C H I M I A    D E L L ‘  A T T R A Z I O N E

 

La vera attrazione fra due persone risiede nel cervello?

 

da  QUORA

risponde Marco, corrispondente e commentatore.

 

Siamo ossessionati dalla perfezione estetica, dai fisici scolpiti e dai visi simmetrici, ma la verità cruda è questa: il corpo più bello del mondo diventa insopportabilmente noioso, dopo qualche mese, se in quel corpo non c’è una mente in grado di tenerti testa e corrisponderti validamente.

Quindi, sì. La vera attrazione risiede nel cervello.

Anzi, ti dirò di più: il cervello è il vero, e più potente, organo sessuale.

Qualche anno fa ho avuto l’occasione di frequentare una donna che sembrava uscita dalla copertina di una rivista. Fisicamente impeccabile, il tipo di presenza che fa zittire un’intera stanza quando entra. Per le prime settimane, lo ammetto, ero totalmente accecato dall’estetica.

Eppure, ricordo perfettamente il momento esatto in cui tutto è crollato.

Eravamo a cena. Lei parlava ininterrottamente, ma era una conversazione drammaticamente vuota. Non c’era scambio, non c’era curiosità per il mondo, non c’era quella scintilla di imprevedibilità o di ironia.

Guardavo il suo viso perfetto e, all’improvviso, ho provato la sensazione più letale in assoluto: la noia profonda. L’attrazione si era letteralmente polverizzata, evaporata tra un bicchiere di vino e un discorso superficiale.

Mesi dopo, la vita mi ha messo davanti a una situazione opposta.

Ho conosciuto una persona che non rispecchiava i canoni classici della modella irraggiungibile. Ma aveva un modo di osservare le cose che mi disarmava.

Una sera, dopo un evento, siamo finiti a parlare in macchina fino alle quattro del mattino. Abbiamo smontato le nostre paure, riso delle nostre ambizioni e discusso di come vediamo il mondo.

In quel momento ho sentito un “click” devastante, un magnetismo che non avevo mai provato. La sua intelligenza stava letteralmente spogliando la mia.

Lì ho compreso la differenza abissale tra desiderare semplicemente un corpo e desiderare ferocemente una persona.

L’attrazione fisica è il biglietto da visita. È l’istinto animale, il marketing che ti fa entrare nel negozio.

Ma l’attrazione mentale è la vera colla che ti fa decidere di restare. È la rara capacità di perdersi in una conversazione per ore. È il riuscire a capire l’umorismo tagliente dell’altro con un solo sguardo incrociato in mezzo alla folla. È trovare profondamente eccitante il modo in cui quella persona risolve un problema, difende le sue idee o ti sfida a non accontentarti.

La pelle invecchia, i muscoli cambiano, l’abitudine inevitabilmente subentra. Ma la complicità intellettuale non ha rughe.

Quando trovi qualcuno che stimola il tuo cervello, che ti capisce senza bisogno di spiegare ogni virgola e che ti spinge oltre i tuoi limiti, l’attrazione fisica non scompare: si trasforma e si amplifica a livelli che la pura estetica non potrà mai, in nessun caso, raggiungere.

Alla fine, la vera domanda da farti oggi è questa: la persona che hai accanto (o che stai cercando) ti fa solo venire voglia di toglierti i vestiti, o ti fa venire voglia di abbassare le tue difese e scoprire chi sei veramente?

 

N.d.R. : Esistono diverse forme di attrazione. Quella più esaltante, qualitativamente più accrescitiva e appagante, è la simbiosi con una persona che ci fa sentire capiti, che fa realizzare noi stessi attraverso la scoperta di aspetti in noi nascosti o accantonati, che ci fa essere, sentirci e apprezzarci come vorremmo sempre, che ci fa interpretare la nostra versione migliore.
È attraverso questa persona che noi ci amiamo e ci compiaciamo.

Ed è questo che noi chiamiamo amore: la forma più sofisticata e raffinata di egoismo.

Apparentemente, ufficialmente, è rivolto verso l’altro, mentre, in realtà, è amore per se stessi.

Ma nessuno vuole ammetterlo: sarebbe poco elegante.

È così che intende l’amore Friedrich Nietzsche, quando afferma, in un suo famoso, paradossale aforisma, che “Una madre non ama il figlio, ama se stessa attraverso il figlio”.
Intende dire che la madre, mettendo al mondo un figlio, crea il miracolo della vita, che lei sente come autorealizzazione sublime della propria natura: è autoaffermazione ed è, in realtà, un compiacimento egoistico autoreferenziale.

Senza essere così tranchant, ritengo che l’amore di una madre sia un amore doppio: quello per il figlio e quello per se stessa.

È per questo che l’amore materno è il più grande amore del mondo.

Nel Vangelo di Matteo (Matteo 3, 13-17), si legge questa frase: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”: è la solenne proclamazione di Dio, durante il Battesimo di Gesù e la Trasfigurazione.

Il Padre attesta l’identità di Gesù come Messia amato, confermando la sua missione, la sua natura divina e il compiacimento divino per la sua obbedienza.

Quindi, Dio manifesterebbe il suo amore per il mondo attraverso il figlio e le sue opere, realizzando se stesso, nella sua immanenza nel creato.

Mi ricorda molto lo scienziato-filosofo Federico Faggin che parla dell’ “Uno” olistico, che vuole conoscere se stesso attraverso il mondo materiale.

Non si capisce, tuttavia, quanto grande sia l’amore di Dio per il figlio, se lo manda a morire per redimerci dai peccati: forse amerebbe più noi uomini che suo figlio.

Ipse dixit. (Se l’ha detto lui).

Numero3710.

 

S T U P I D I T A’

 

Socrate disse:

“Le persone intelligenti imparano tutto da tutti.
Le persone nella media imparano dalle proprie esperienze.
Le persone stupide pensano di avere già tutte le risposte”.

Il fatto è che le persone più stupide che conosco non smettono mai di parlare, mentre le persone intelligenti che conosco non smettono mai di farsi domande.

Ricorda: non esistono domande stupide, esistono solo stupidi che non fanno domande.

 

da YouTube

Numero3643.

 

Le persone che preferiscono stare a casa la sera hanno un tipo di intelligenza che la scienza sta appena iniziando a capire

By Wendie Jo Sperber , on January 3, 2026 , updated on January 4, 2026 , 7 comments – 7 minutes to read

Li chiamano asociali, noiosi, vecchi dentro. Ma chi preferisce il divano alla discoteca potrebbe possedere una forma di intelligenza che i ricercatori stanno solo ora riconoscendo. E cambia tutto quello che pensavamo sulla vita sociale.

Il pregiudizio che ti porti addosso

Venerdì sera. Gli amici ti scrivono: “Esci? “

E tu senti quella cosa. Quel desiderio profondo di rispondere “No, resto a casa” — seguito immediatamente dal senso di colpa. Dalla vocina che dice: “Sei noioso. Sei strano. Ti stai perdendo qualcosa.”

Così a volte esci. Non perché lo vuoi, ma perché pensi di doverlo fare. Perché la società ti ha insegnato che chi resta a casa il venerdì sera ha qualcosa che non va.

E se fosse il contrario?

La scoperta che ribalta tutto

Uno studio della London School of Economics ha analizzato i dati di oltre 15.000 persone, incrociando frequenza di socializzazione, livello di intelligenza e felicità percepita.

Il risultato ha sorpreso i ricercatori stessi.

Per la maggior parte delle persone, più socializzazione = più felicità. È quello che ci aspetteremmo. Ma per le persone con intelligenza elevata, la correlazione si inverte.

Le persone più intelligenti mostravano livelli di felicità più bassi quando socializzavano frequentemente — e più alti quando passavano tempo da sole.

Non era un effetto marginale. Era statisticamente significativo. E ha aperto un campo di ricerca completamente nuovo.

L’intelligenza che non conoscevi

La spiegazione sta in un tipo di intelligenza che la psicologia tradizionale ha sempre sottovalutato: l’intelligenza intrapersonale.

Howard Gardner, lo psicologo di Harvard che ha rivoluzionato il concetto di intelligenza con la teoria delle “intelligenze multiple”, l’ha definita così:

“La capacità di comprendere sé stessi — i propri sentimenti, paure, motivazioni. Di usare questa comprensione per regolare la propria vita in modo efficace.”

Chi possiede un’intelligenza intrapersonale elevata non ha bisogno di stimoli esterni per elaborare, crescere, capire. Ha un mondo interiore così ricco che la solitudine non è vuoto — è pienezza.

Perché la socializzazione può essere “costosa”

Ecco quello che nessuno ti dice.

Per alcune persone, socializzare non è riposo. È lavoro.

Non perché siano timide o ansiose. Ma perché il loro cervello elabora le interazioni sociali in modo più profondo e dispendioso.

Mentre altri chiacchierano in automatico, loro stanno: — Analizzando il sottotesto di ogni frase — Leggendo le microespressioni facciali — Processando le dinamiche di gruppo — Formulando risposte ponderate invece che automatiche

È come la differenza tra guidare con il pilota automatico e guidare in una città sconosciuta: stesse azioni esterne, consumo energetico completamente diverso.

Il risultato:

Dopo una serata sociale, molte persone si sentono cariche. Altri si sentono svuotate — non perché non si siano divertite, ma perché il loro cervello ha lavorato intensamente.

Chi preferisce restare a casa la sera spesso sta semplicemente rispettando i propri limiti energetici. È intelligenza applicata, non difetto sociale.

La teoria della savana

I ricercatori Satoshi Kanazawa e Norman Li hanno proposto una spiegazione evolutiva chiamata “Savanna Theory of Happiness”.

Il cervello umano si è evoluto nella savana africana, in gruppi di 50-150 individui. In quel contesto, la socializzazione era sopravvivenza — più connessioni = più risorse = più sicurezza.

Ma l’ambiente moderno è radicalmente diverso. Città affollate, stimoli costanti, centinaia di “connessioni” superficiali. Il cervello ancestrale non è progettato per questo.

Ecco il punto: le persone con intelligenza più alta sembrano più capaci di adattarsi a questo nuovo ambiente. Il loro cervello capisce, a livello profondo, che le regole sono cambiate.

Non hanno bisogno di seguire l’impulso ancestrale di socializzare costantemente. Riescono a scegliere quando e come connettersi — basandosi sui bisogni reali, non sugli istinti primitivi.

Chi preferisce restare a casa non sta malfunzionando. Sta funzionando in modo evolutivamente avanzato.

I 5 segnali di questa intelligenza

Come riconoscere se possiedi questo tipo di intelligenza? Ecco i tratti che emergono dalla ricerca:

1. La solitudine ti ricarica (non ti svuota)

Dopo una giornata intensa, non senti il bisogno di “uscire a sfogarti”. Senti il bisogno di silenzio, spazio, tempo con te stesso. E dopo quel tempo, ti senti meglio — non peggio.

2. Preferisci conversazioni profonde

Le chiacchiere leggere ti annoiano o ti stancano. Ma puoi parlare per ore di idee, emozioni, significati. La qualità della connessione conta più della quantità.

3. Hai un mondo interiore ricco

La tua mente è costantemente attiva — anche quando non fai nulla di visibile. Pensi, analizzi, immagini, colleghi. La noia è rara perché sei tu la tua stessa compagnia.

4. Senti i “costi” sociali che altri non percepiscono

Dopo un evento sociale, noti la stanchezza che altri non sembrano provare. Non è timidezza — è consapevolezza del proprio consumo energetico.

5. Scegli le relazioni con attenzione

Non hai bisogno di molti amici. Ne preferisci pochi ma profondi. Investi in relazioni significative piuttosto che accumulare contatti superficiali.

Se ti riconosci in almeno 3 di questi punti, probabilmente possiedi un’intelligenza intrapersonale sopra la media.

Il paradosso della connessione moderna

Viviamo nell’era più “connessa” della storia. Social media, messaggistica istantanea, videochiamate. Siamo raggiungibili sempre, ovunque.

Eppure i livelli di solitudine percepita sono ai massimi storici.

Come è possibile?

Perché la connessione superficiale non soddisfa il bisogno umano di intimità. Anzi, lo distorce. Cento like non valgono una conversazione vera. Mille follower non valgono un amico reale.

Chi preferisce restare a casa la sera spesso ha capito questa verità prima degli altri. Non sta rifiutando la connessione — sta rifiutando la simulazione della connessione.

Sceglie meno interazioni, ma più autentiche. Meno rumore, ma più significato. È una forma di intelligenza sociale avanzata — non di deficit sociale.

Lo studio che ha confermato tutto

Nel 2016, il British Journal of Psychology ha pubblicato una ricerca che ha fatto rumore.

Analizzando i dati di oltre 15.000 adulti tra i 18 e i 28 anni, i ricercatori hanno trovato che:

— Per la popolazione generale, più interazioni sociali = più soddisfazione — Per le persone con QI elevato, più interazioni sociali = meno soddisfazione — Le persone intelligenti che socializzavano molto erano meno felici di quelle che socializzavano poco

La conclusione degli autori: le persone con alta intelligenza hanno obiettivi e priorità diverse. La socializzazione frequente può interferire con progetti personali, riflessione, crescita — cose che per loro sono più importanti del divertimento collettivo.

Il dono nascosto

Chi preferisce restare a casa la sera possiede qualcosa che la società non riconosce ancora abbastanza:

La capacità di stare bene con sé stesso.

In un mondo che ti bombarda di stimoli, che ti dice che devi sempre fare, andare, vedere, condividere — saper dire “No grazie, sto bene qui” è una forma di libertà rara.

Non hai bisogno di validazione esterna costante. Non hai bisogno di riempire il silenzio. Non hai bisogno che qualcun altro ti intrattenga.

Sei completo anche da solo. E questa completezza non è isolamento — è autosufficienza emotiva.

Il messaggio per chi si sente “sbagliato”

Se ogni venerdì sera senti quella vocina — quella che ti dice che dovresti uscire, che sei noioso, che ti stai perdendo qualcosa — voglio che tu sappia una cosa.

Quella vocina non è la tua. È la voce di una società che confonde estroversione con salute e introversione con problema.

La verità è diversa.

Preferire la propria compagnia è un segnale di forza, non di debolezza. È il segno di una mente che sa intrattenersi, che non dipende dagli altri per sentirsi viva, che ha costruito un mondo interiore abbastanza ricco da non aver bisogno di fuggirlo.

Non sei asociale. Non sei rotto. Non ti stai perdendo nulla.

Stai semplicemente vivendo in un modo che la scienza sta appena iniziando a capire.

E quel modo potrebbe essere più intelligente di quanto chiunque abbia mai ammesso.


La prossima volta che resti a casa

Non sentirti in colpa. Non giustificarti. Non inventare scuse .

Mettiti comodo. Goditi il silenzio. Lascia che la mente vaghi.

Stai facendo esattamente quello che il tuo cervello ti sta chiedendo di fare.

E il tuo cervello, a quanto pare, sa quello che fa.

Numero3597.

 

N O N    L O    S O

 

Contrariamente a quello che

accade nelle scuole, dove dire

“Non lo so” equivale a prendersi

un brutto voto, nella scala della

evoluzione mentale è il punto

massimo a cui possiamo arrivare.

Il “Non lo so” ti mette in una

posizione d’intelligenza, il punto

più alto d’intelligenza raggiungibile

da una mente. Leopardi diceva

che la verità sta nel dubbio.

 

da YouTube

Numero3569.

 

D I S C O T E C A

 

Se un giorno ti manca la motivazione, vai in discoteca, resta lucido, non bere nulla.

Osserverai uomini che fingono sicurezza, spendono senza senso, atteggiandosi a bulli, fingendosi criminali.

Vedrai le ragazze e le donne che competono tra di loro per apparire e sentirai intorno a te un’illusione collettiva di felicità forzata.

Capirai che tu sei nato per essere diverso, che nessuno può decifrare la tua storia come fai tu, che in quel posto tu ti senti un pesce fuor d’acqua.

Se ti trovi in discoteca, senza bere, ti renderai conto che viviamo nell’era della mediocrità, dove ci sono persone che dicono di voler costruire il loro futuro, ma lo fanno sprecando il loro presente, scappando dai loro problemi, dalla loro realtà e dalla loro vita, perché attualmente fa schifo e preferiscono non viverla.

Per distinguerti, basta fare ciò che fa una persona intelligente: allontanati da tutto ciò che non è allineato con il tuo obiettivo.

 

da YouTube

Numero3514.

 

L A    M E N T E    C H E    O S S E R V A

D O M I N A

L A    M E N T E    C H E    R E A G I S C E

 

L’osservatore è sempre più potente del reattivo.

Reagire è istinto, osservare è potere.

Chi osserva capisce, chi reagisce si rivela.

La calma è la strategia dei saggi.

Quando osservi scegli la direzione invece di subirla.

L’osservazione trasforma il caos in chiarezza.

La mente lucida non si lascia trascinare.

Vedere senza reagire è dominio puro.

 

da YouTube    Il meglio dei libri.

Numero3420.

 

U N A    P E R S O N A    I N T R O V E R S A

 

Si ricarica stando da sola, non è isolamento, è ricarica.

Ama le conversazioni profonde, detesta la superficialità.

Osserva prima di agire, preferisce capire prima di esporsi.

Ha un mondo interiore ricchissimo, ma non lo mostra a tutti.

Parla poco in gruppo, ma ascolta con attenzione.

Preferisce scrivere, pittosto che parlare di getto.

Seleziona poche persone, a cui tiene profondamente.

Ha bisogno di tempo per aprirsi, non è timidezza, è selettività.

Si sente scarica dopo troppa socialità.

Riflette molto, a volte anche troppo, prima di prendere una decisione.

 

@AnimaOltreilimiti80.

Numero3378.

 

L’ A B I T O    N O N    F A    I L    M O N A C O

 

Una donna stupida,

con un bel vestito,

rimane una donna stupida.

Una donna intelligente,

con un brutto vestito,

al momento può allontanarti.

Poi, quando scopri

che è intelligente,

il vestito non conta più.

 

Giorgio Armani.

 

Lo scrivo in poesia

alla maniera mia:

 

Quando una stupida donna

si mette una bella gonna,

il meglio fra le sottane,

sempre stupida rimane.

 

Se una donna intelligente

veste una cosa da niente,

non conta ciò che s’è messa,

perché lei resta se stessa.

Numero3332.

 

Scrive Priscilla Colangelo

 

T R A T T I    D’ I N T E L L I G E N Z A

 

La vera intelligenza non si limita alle capacità cognitive tradizionali. Secondo gli esperti in psicologia, si manifesta attraverso nove segni essenziali che rivelano una comprensione più profonda di sé e degli altri.

Tratti come la curiosità intellettuale, l’intelligenza emotiva e il pensiero critico giocano un ruolo determinante nella nostra capacità di navigare in un mondo complesso.

Queste caratteristiche, tra le altre, indicano una adattabilità e una resilienza di fronte alle sfide.

 

Essenziale delle informazioni

  • La curiosità intellettuale e l’intelligenza emotiva sono indicatori chiave dell’intelligenza autentica.
  • L’adattabilità e l’apertura mentale sono essenziali per navigare in condizioni mutevoli.
  • La consapevolezza di sé e l’empatia rafforzano le relazioni interpersonali e la comprensione delle emozioni.
  • La resilienza e l’umiltà sono necessarie per continuare a imparare e a svilupparsi intellettualmente.

La Curiosità Intellettuale

La curiosità intellettuale è un indicatore chiave della veritiera intelligenza.

Questa qualità spinge gli individui a esplorare, a porre domande e a cercare conoscenze oltre le informazioni superficiali.

Un individuo curioso non si accontenta delle risposte facili; cerca di comprendere le ragioni sottostanti e i meccanismi che governano il mondo.

Questo approccio inquisitivo è essenziale per sviluppare un pensiero critico e per impegnarsi in un apprendimento continuo per tutta la vita.

L’Intelligenza Emotiva

L’intelligenza emotiva (EQ) è la capacità di gestire le proprie emozioni e quelle degli altri.

Gioca un ruolo centrale nelle interazioni sociali e professionali.

Le persone con un EQ elevato sono spesso in grado di mantenere relazioni armoniose, risolvere conflitti e navigare in situazioni emotive complesse.

Questa competenza consente anche di comprendere meglio le motivazioni e i sentimenti degli altri, favorendo così una comunicazione efficace ed empatica.

L’Adattabilità

L’adattabilità riflette l’intelligenza consentendo di adeguarsi a nuove condizioni.

In un mondo in rapida evoluzione, essere in grado di cambiare rotta di fronte alle sfide è cruciale.

Gli individui adattabili sono spesso più capaci di cogliere le opportunità e di superare gli ostacoli.

Sono anche aperti all’innovazione e al cambiamento, il che li aiuta a prosperare in ambienti dinamici.

L’Apertura Mentale

L’apertura mentale implica la volontà di esplorare diverse prospettive.

Le persone aperte sono ricettive alle nuove idee e alle opinioni divergenti, il che consente loro di comprendere meglio contesti vari.

Ciò favorisce non solo l’arricchimento personale, ma anche una collaborazione efficace all’interno di team dove si incontrano diversi punti di vista.

Questa capacità di considerare alternative è un prezioso vantaggio nella risoluzione di problemi complessi.

La Consapevolezza di Sé

La consapevolezza di sé è essenziale per comprendere le proprie emozioni e il loro impatto sugli altri.

Gli individui consapevoli di sé sono in grado di riconoscere le proprie forze e debolezze, il che consente loro di migliorarsi continuamente.

Essendo attenti alle proprie emozioni, possono anche gestire meglio le reazioni degli altri, creando così interazioni più autentiche e costruttive.

 

L’Empatia

L’empatia, che significa comprendere e condividere i sentimenti degli altri, manifesta un’intelligenza profonda.

È indispensabile per stabilire relazioni solide e per sostenere gli altri nei momenti difficili.

Gli individui empatici possono creare un ambiente di fiducia e rispetto, il che favorisce la crescita personale e collettiva.

L’empatia va oltre la semplice simpatia; implica una reale comprensione delle emozioni di coloro che ci circondano.

La Resilienza

La resilienza, o la capacità di rialzarsi dopo delle sconfitte, indica una forza intellettuale.

Questo tratto consente agli individui di affrontare le avversità senza lasciarsi abbattere.

Le persone resilienti vedono i fallimenti non come delle fini, ma come delle occasioni di apprendimento.

Comprendono che ogni sfida superata rinforza la loro capacità di gestire future difficoltà, e spesso sono un modello di forza per coloro che li circondano.

L’Umiltà

L’umiltà dimostra il riconoscimento che c’è sempre da imparare.

In un mondo in cui l’informazione è in continua evoluzione, essere umili permette di rimanere aperti agli insegnamenti degli altri, qualunque sia la loro origine.

Le persone umili sono spesso rispettate e apprezzate, poiché non sono arroganti e riconoscono i contributi degli altri. Questa disposizione favorisce un clima di apprendimento reciproco e di crescita collaborativa.

Il Pensiero Critico

Il pensiero critico è cruciale; consente di analizzare oggettivamente le informazioni e di formulare giudizi ragionevoli.

In un’epoca in cui le fake news e la disinformazione sono diffuse, sviluppare la capacità di valutare e mettere in discussione le fonti di informazione è fondamentale.

I pensatori critici sono capaci di distinguere il vero dal falso, di identificare i pregiudizi e di prendere decisioni informate, il che è essenziale nel mondo moderno.

Numero3323.

 

da QUORA

 

Scrive Lorenzo Melilli traducendo Younas Khan

 

P E R    C A M B I A R E    T E    S T E S S O

 

  1. Basta usare i social. Inizia a leggere libri.
  2. Basta sognare. Agisci.
  3. Basta scuse. Inizia a prendere le tue responsabilità.
  4. Basta essere duro con te stesso. Inizia a trattarti con gentilezza.
  5. Basta essere senza speranze. Inizia ad essere ottimista.
  6. Basta confrontarti a chiunque altro. Inizia a confrontare te stesso a chi eri ieri, una settimana o un mese fa.
  7. Basta giudicare. Inizia a compatire.
  8. Basta tenere rancore. Inizia a perdonare.
  9. Basta aspettarti qualcosa da altri. Inizia a dare agli altri.
  10. Basta sentirti in diritto. Guadagnati il tuo posto nella società.
  11. Basta essere in dubbio su quello che pensi sia giusto. Inizia a difendere il tuo punto di vista.
  12. Basta dire si a tutto. Inizia a dire no se vuoi, ma non puoi per qualche ragione.
  13. Basta essere troppo serio. Inizia ad esplorare il lato divertente della vita.
  14. Basta mangiare cibo spazzatura. Inizia a mangiare cibo sano, frutta e verdura.
  15. Basta bere bibite gassate. Inizia a bere più acqua.
  16. Basta prendere le cose sul personale. Inizia ad avere una visione più ampia.
  17. Basta vivere una vita noiosa. Inizia a vivere una vita ambiziosa.
  18. Basta pensare troppo. Inizia a pensare alle cose che puoi migliorare con i tuoi pensieri.
  19. Basta essere sempre di fretta. Inizia ad essere paziente.
  20. Basta basarti su altri. Inizia a basarti su te stesso.
  21. Basta mentire a te stesso. Inizia a guardare la realtà.
  22. Basta pensare di migliorarti in un giorno, in una settimana o un mese. Inizia a fare le piccole cose ogni giorno e sarai una persona migliore.
  23. Basta inseguire le persone. Inizia un viaggio nel trovare te stesso.
  24. Basta sprecare le tue energie e il tuo tempo per le cose che alla fine non sono importanti. Inizia a investire sviluppando le tue capacità.
  25. Basta pensare con le emozioni. Pensa razionalmente.
  26. Basta impressionare gli altri. Inizia a impressionare te stesso.
  27. Basta essere scortese. Inizia ad essere educato.
  28. Basta piangere per il tuo passato. Inizia a sorridere al futuro.
  29. Basta credere ad ogni cosa che i media dicono. Inizia a fare le tue ricerche.
  30. Basta credere negli stereotipi. Inizia a esplorare la verità.
  31. Basta inseguire quello che soddisfa solo le tue esigenze fisiche. Ascolta anche cosa chiede la tua anima.
  32. Basta essere materialista. Inizia il tuo viaggio spirituale.

Numero3198.

 

Scovata e segnalata da Rita che me la passa, scompisciandosi dalle risate.

 

VACANZE  DI  NATALE  A  CORTINA

 

Il motociclista e scrittore Roberto Parodi, noto sui social per prendere in giro alcuni costumi e inclinazioni della società moderna, si trova in vacanza a Cortina. Apriti cielo. Su Il Corriere della Sera ha tracciato un ritratto di quanto ha visto e sta vedendo in queste ore: “Cortina resta uno dei luoghi più eleganti e di classe dell’arco alpino ma non posso esimermi dal notare alcune tipologie piuttosto bizzarre. Partiamo dalle coatte italiane: piccolotte e rotondette. Sono arrivate da Ladispoli su una Dacia Sandero stracarica, con due metri cubi di valigie con outfit per ogni evenienza, sono venute a Cortina per colpa dei video di TikTok e delle canzoni del Pagante”.

 

Look decisamente bocciato: “Pelliccione nero palesemente comprato su Shein, capello mesciato, due dita di trucco, labbroni appena revisionati dal chirurgo amico della cugina, unghie da tre centimetri smaltate fuxia fatte dalla cinese sotto casa, leggings aderenti neri lucidi, in testa semi colbacco di pelliccia sintetica, ma quello solo con la fascia per risparmiare, stivaletti da città con suola di cuoio scivolosissimi e camminano una attaccata all’altra tenendosi una all’altra e barcollando per non cadere e ridacchiando scompostamente. Le vedi allo struscio sul corso o all’una del pomeriggio in baita sulle piste a prendere il sole, dove sono arrivate con la funivia perché non sanno sciare. Obiettivo: cercare disperatamente di farsi invitare a qualche festa”. E non è tutto.

“Poi ci sono escort dell’Europa dell’Est: alte, fisicate, aria antipatica, carnagione cadaverica, ciglia finte talmente lunghe che servono anche da ventaglio e fanno ombra. – ha continuato – Outfit: total white, pantaloni aderenti bianchi, maglione bianco, colbacco bianco, guantoni bianchi, moon boot pelosi bianchi, borsa Kelly o Birkin a seconda delle possibilità economiche degli accompagnatori, insomma sembrano la figlia un po’ mignotta di Babbo Natale. Tutto il look è stato comprato nel quadrilatero della moda a Milano, con l’American Express di imprenditore bresciano con la pancetta e la Lamborghini, la cui moglie – all’oscuro di tutto – si trova a Foppolo con i bambini e le amiche del burraco”.

 

E gli uomini? Sempre peggio secondo Parodi: “Una fauna di maranza e tamarri sta invadendo i locali più da giovani e tra molti gentiluomini, risaltano rumorosamente gruppi di tamarri. Tipo quelli che arrivano dalla cintura di Milano e Brianza. (…) Tutti in maglietta nera con mega scritte Balmain e Balenciaga, occhio un po’ pallato per la bamba, braccia in alto, pagano tutto in cash (di provenienza ignota). Ovviamente nessuno sa sciare e sono arrivati in baita con un Hummer o una Mercedes Classe G metallizzata che non sanno guidare e si è impantanata in 10 cm di neve a duecento metri dalla baita. L’hanno lasciata con le luci accese e le porte aperte”. Non c’è speranza.

Numero3188.

 

ABITUDINI  CHE  RIVELANO  UN’ELEVATA  INTELLIGENZA

 

Di Annibale Parisi

 

In sintesi

  • 📚 La lettura intensa favorisce una conoscenza profonda.
  • 🌍 Gli individui intelligenti esplorano diversi generi letterari.
  • 💭 La solitudine stimola il pensiero profondo e la creatività.
  • 🔄 L’apertura mentale promuove umiltà e apprendimento continuo.

Secondo esperti in psicologia, l’intelligenza si manifesta attraverso una serie di abitudini distintive.

La lettura intensa si rivela una ricerca di conoscenza profonda, mentre l’interesse verso diversi generi letterari denota una ricchezza intellettuale.

Inoltre, la solitudine può stimolare il pensiero profondo e la creatività, mentre l’apertura mentale favorisce l’apprendimento continuo.

Questi elementi, uniti a un alto livello di auto-critica e adattabilità, creano un profilo di eccellenza intellettuale.

La lettura intensa come ricerca di conoscenza profonda

L’atto di leggere intenzionalmente è una pratica fondamentale per chiunque cerchi di approfondire la propria comprensione del mondo.

La lettura non è solo un mezzo per acquisire informazioni, ma diventa un viaggio interiore che stimola la mente a riflettere su temi complessi e articolati.

Chi investe tempo nella lettura di testi impegnativi, infatti, sviluppa una sensibilità critica e la capacità di cogliere sfumature che arricchiscono il proprio bagaglio culturale.

Gli individui intelligenti esplorano diversi generi letterari

La vera intelligenza si manifesta attraverso la curiosità.

Coloro che eccellono nel loro percorso intellettuale non si limitano a un singolo genere, ma abbracciano la varietà.

Questo approccio consente di attingere a diverse prospettive e di comprendere le differenze culturali, storiche e sociologiche che caratterizzano le opere letterarie.

La diversificazione nella scelta dei testi è un segno evidente di un apprendimento dinamico e di un’apertura mentale.

La solitudine favorisce pensiero profondo e creatività

In un’epoca di distrazioni incessanti, la solitudine assume un valore inestimabile.

Essa offre lo spazio necessario per una riflessione profonda e per l’emergere di idee originali.

Gli individui che riescono a trovare questo silenzio interno sviluppano una creatività avvincente, capace di darle vita attraverso l’arte, la scrittura o la ricerca scientifica.

La solitudine non è quindi un segno di isolamento, ma di un’intensa attività cognitiva.

L’apertura mentale promuove umiltà e apprendimento continuo

Una mente aperta è una delle qualità imprescindibili per la crescita personale.

Gli individui che riconoscono l’importanza dell’apprendimento continuo si mostrano maggiormente disposti ad accettare le critiche e a considerare punti di vista alternativi.

Questa umiltà intellettuale non solo stimola il dialogo, ma rappresenta anche un passo cruciale verso il miglioramento di sé e l’acquisizione di nuove competenze.

L’adattabilità è essenziale per la crescita intellettuale

La capacità di adattarsi a nuove sfide e circostanze è un indicatore fondamentale dell’intelligenza. I

n un mondo in continua evoluzione, gli individui che si rivelano flessibili e pronti a cambiare rotta affrontano le incertezze con maggiore resilienza.

Questa adattabilità non è solo utile per risolvere problemi, ma è anche rimarchevole per chi desidera prosperare in situazioni complesse e variabili.

La curiosità insaziabile spinge all’esplorazione e al problem solving

La curiosità è un motore potente che alimenta l’esprit d’initiative.

Gli individui con una curiosità insaziabile non si accontentano delle risposte facili.

Essi pongono domande, esplorano nuove idee e si dedicano alla ricerca di soluzioni innovative.

Questa passione per l’esplorazione stimola una continua evoluzione personale e favorisce un’analisi profonda dei fenomeni che li circondano.

Interessi diversificati segnalano una ricchezza intellettuale

Una vasta gamma di interessi è un chiaro segnale di una mente vivace e in continuo movimento.

Gli individui che coltivano passioni per discipline diverse, dall’arte alla scienza, creano connessioni uniche e contributi originali.

Questa ricchezza intellettuale permette loro di affrontare le sfide con una maggiore varietà di strumenti e approcci.

 

La critica di sé facilita l’auto-miglioramento e l’eccellenza

Il processo di autovalutazione è cruciale per il miglioramento personale.

Gli individui che si sottopongono a un rigoroso esame delle proprie azioni e delle proprie capacità possono identificare aree di crescita e lavorare per migliorarsi.

Questa critica di sé è essenziale per raggiungere l’eccellenza e per sviluppare competenze sempre più avanzate.

L’impegno verso standard elevati incoraggia riflessione e apprendimento

Impegnarsi in attività che richiedono standard elevati consente agli individui di sviluppare una disciplina robusta.

Questo impegno si traduce in un ciclo virtuoso di riflessione e apprendimento, dove gli errori vengono visti non come fallimenti, ma come opportunità di crescita e miglioramento.

Aspirare all’eccellenza diventa così un principio guida che arricchisce ogni aspetto della vita intellettuale.

Queste abitudini formano un quadro complesso e profondo dell’intelligenza

In sintesi, l’adozione di queste abitudini non solo segna l’elevata intelligenza di un individuo, ma contribuisce anche a costruire una vita ricca di significato e realizzazione personale.

La fusione di lettura, curiosità, adattamento e riflessione forma un complesso quadro dove l’intelligenza non è solo un attributo, ma un percorso in continua evoluzione verso la conoscenza e l’auto-miglioramento.

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COMPORTAMENTI  TIPICI  DELLE  PERSONE  CON  UNA  INTELLIGENZA  SOPRA  LA  MEDIA

 

di Ana Maria Sepe, psicologa.

 

Avere una mente reattiva e ricettiva, avere una visione fuori dagli schemi, impostare ragionamenti non convenzionali, sono doti molto apprezzate e ricercate. il potenziale della mente umana è molto più ampio di quanto comunemente immaginiamo.

La genialità non è un dono innato.

È piuttosto, una capacità che possiamo coltivare e sviluppare per tutta la vita.

La creatività gioca un ruolo fondamentale in questo processo.

Poiché ci permette di pensare in modo innovativo e di superare gli schemi convenzionali.

La personalità e il QI sono spesso visti come domini distinti del funzionamento umano ma non è esattamente così

Da qualche decennio, la ricerca suggerisce che l’intelligenza potrebbe essere un fattore intrinseco della personalità.

Nel testo pubblicato dai ricercatori dell’Università di Cambridge, «The Cambridge Handbook of Intelligence» (Cambridge University Press), i neuroscienziati sottolineano che molti tratti delle personalità coinvolgono, in modo diretto, processi e abilità cognitive.

Cosa significa? Che per “funzionare” e regolare i comportamenti, in modo indiretto, usiamo l’intelligenza.

Il QI è tradizionalmente misurato con “test di abilità”, mentre la personalità e classicamente misurata con questionari.

Ma questo riflette più una lacuna nel mondo scientifico che non una reale differenza nel dominio del funzionamento umano.

I ricercatori della Cambridge University hanno dimostrato che è possibile misurare l’intelligenza proprio attraverso la personalità.

Insomma, l’intelligenza ha bisogno di un nuovo volto perché è quella che potrebbe guidare la gran parte di elaborazioni cognitive e, di conseguenza, il comportamento.

È sbagliata l’idea di base che l’emotività debba essere scissa dall’intelligenza perché le nostre emozioni dipendono dalla nostra capacità di riflettere, di relazionarci e appagarci… siamo abbastanza intelligenti da riuscirci?

Vediamo alcune implicazioni pratiche.

Il QI come “tratto di personalità”

Sulla base delle loro osservazioni, i neuroscienziati della Cambridge University hanno proposto di iniziare a vedere il QI come un tratto di personalità e non come un’abilità a parte.

Perché facendo intrinsecamente parte dell’uomo, ne condiziona ogni aspetto della vita: comportamento compreso.

Comportamenti tipici delle persone con un buon QI

Correlazione tra QI e altri tratti di personalità.

Il team della Cambridge University non si è limitato a queste premesse teoriche, è passato all’azione somministrando classici test per il QI a un campione di circa 500 persone -che coprivano diversi livelli di istruzione- e poi ha correlato i risultati con la personalità (anch’essa misurata con questionari classici).

Cosa è venuto fuori? Vediamolo subito.

1. Si sa organizzare

La programmazione, la pianificazione a lungo termine, sono abilità correlate alla memoria di lavoro, un aspetto che studi precedenti hanno collegato in modo diretto all’intelligenza e alla rapidità mentale.

Chi ha un elevato QI è abbastanza lungimirante, riesce a prevenire gli imprevisti e sa scandire bene le sue giornate.

2. È disordinato

Nonostante le capacità organizzative non manchino, un elevato QI è negativamente correlato all’ordine.

Probabilmente chi ha un elevato QI non ha bisogno di grandi punti di riferimento, quindi sottovaluta aspetti come la disposizione.

3. Non è socievolissimo

Le abilità sociali non sono compromesse, tuttavia, chi ha un elevato QI, non sembrerebbe essere molto socievole, nonostante abbia buone capacità di leadership.

4.  Un leader naturale

Un buon leader tende a essere un ottimo ascoltatore: è capace di porre le giuste domande, di ascoltare con attenzione gli altri e comprenderne subito i bisogni.

Riesce a esprimere il proprio punto di vista senza aggressività, ma con ferma decisione: capacità che vedremo anche più avanti!

5. È tenace

La tenacia è il motore psicologico che ci spinge all’azione e ci toglie dall’empasse quando la vita ci colpisce con inevitabili battute d’arresto.

Insomma, chi ha un’elevata intelligenza non si arrende: sa che con la giusta dose di calma e usando il ragionamento, una soluzione si trova!

Impegnarsi nel raggiungimento dei propri obiettivi, sfidando le difficoltà, non è da tutti!

6. Sa farsi capire

Hanno un’elevata intelligenza verbale, questo li rende potenzialmente buoni comunicatori. Avere una buona intelligenza verbale, però, non necessariamente significa che chi ha un QI elevato sa esprimere i propri bisogni e farli rispettare, perché queste sono abilità che si apprendono.

6. Stabilità emotiva

La stabilità emotiva regala una certa immunità alla manipolazione e non solo.

Chi ha un elevato QI è capace di regolare i propri stati emotivi senza riversarli sugli altri.

Non ha paura di rimanere solo, né di essere abbandonato.

Non sente che “deve essere salvato”, né tenta di “salvare” o cambiare gli altri.

Chi ha una buona stabilità emotiva sa di essere responsabile della sua vita e soprattutto, è in grado di prendere decisioni in linea con i suoi bisogni.

Non vive la vita passivamente incolpando il destino delle sue frustrazioni, non ha una reattività che può mettere a rischio il suo benessere o le sue relazioni… piuttosto è proattiva: è orientata al cambiamento, al miglioramento e all’autoaffermazione.

7. Si sa autocontrollare

Le gratificazione a breve termine sono una tentazione per tutti ma… sembra che chi ha uno spiccato QI può “resistere” più facilmente.

L’autocontrollo, inoltre, è correlato a una buona qualità della vita.

Grazie a questa capacità e la pianificazione a lungo termine: chi è intelligente sa adoperarsi per costruirsi al meglio il suo futuro.

Qui, però, mi sento di fare una precisazione.

I test del QI e della personalità, sono una misura del funzionamento interno della persona e non dell’ambiente in cui queste vivono.

Se, da un lato, essere intelligenti ti dà buone premesse, dall’altro, l’ambiente sociale in cui viviamo, dovrebbe darti modo di usare al meglio le tue caratteristiche (che siano legate alla personalità o al QI!).

Insomma, puoi avere tantissimi dardi alla tua cerbottana naturale, ma se l’ambiente in cui vivi ti rema contro, dovrai comunque faticare parecchio per raggiungere i tuoi obiettivi!

Analogamente, potrai avere anche un QI elevato, ma se alle tue spalle ci sono traumi e vissuti difficili, quell’intelligenza non te li cancellerà di un colpo, ti aiuterà solo a… non lasciarti sopraffare!

8. È intellettualmente impegnato

Tra tutte le caratteristiche viste fin ora, questa è la più intuibile.

Chi è intelligente ha fame di conoscenza.

Ma non quella superficiale da scrolling dei social.

Chi ha un elevato QI sembra essere naturalmente portato ad alimentarlo: le nuove conoscenze consentono di acquisire nuove abilità da mettere al servizio di se stesso e, con le nozioni giuste, da mettere al servizio della propria soddisfazione personale o del proprio sviluppo professionale.

La lettura di libri e la capacità di fare riflessioni profonde su se stesso e sul mondo, sono ottimi alleati.

9. È dotato di rapidità mentale

La Velocità di Elaborazione indica il tempo in cui riusciamo a svolgere un determinato compito cognitivo.

Questa abilità è strettamente collegata alla capacità di elaborare informazioni (verbali, visive, spaziali) in modo veloce, automatico ed efficiente.

10. E’ creativo

Le menti brillanti sanno liberare il potenziale creativo proprio perché sono in grado di concedersi delle pause quando ne hanno bisogno.

E’ proprio nei momenti di pausa e di sospensione delle attività quotidiane e della concentrazione che la nostra mente creativa entra in funzione e sopraggiungono intuizioni che possono aiutarci a risolvere.

Usare il proprio QI per assicurarsi appagamento nella vita e nella coppia

Allenare la mente non richiede uno sforzo straordinario.

È una sfida accessibile e affascinante che può portare a risultati sorprendenti.

Il segreto sta nell’essere consapevoli delle nostre capacità, nella coltivazione della creatività!

Possiamo avere la macchina migliore ma senza le condizioni giuste, potrebbe essere uno spreco.

Molto spesso, anche chi è dotato di un elevato QI non riesce a sfruttare il proprio potenziale perché non sa come farlo.

In effetti, se ci pensi, fin da bambini ci insegnano a contare, fare calcoli, a studiare dai libri… ma nessuno ci spiega come poter usare quel potenziale al servizio del nostro benessere.

Eppure, sfruttando al meglio le proprie abilità cognitive -la propria intelligenza- è possibile garantirsi una vita appagante.

Esiste questo pregiudizio che l’emozione e la cognizione siano due mondi scissi, separati alla nascita, ma non è affatto così.

Lo studio di Cambridge ha dimostrato come il nostro intelletto è fortemente correlato ad alcuni tratti di personalità ma è intuibile: è chiaro che la nostra intelligenza ci può guidare nel mondo, nelle modalità in cui stringiamo legami e nell’apprendere dai nostri errori.

Questo, però, non avviene in modo automatico perché -come premesso- nessuno ci dice come fare.

Eppure costruirsi una vita appagante è possibile, proprio sfruttando le nostre capacità cognitive.

Ci pensi se riuscissi a fare di più per te stesso?

Da un lato, potresti dipendere meno dagli altri, potresti costruire una sana autonomia.

Dall’altro, saresti in grado di stringere legami reciproci e gratificanti.

È difficile usare le proprie capacità organizzative, di programmazione e di intelligenza verbale nella coppia perché in questi ambiti ci facciamo guidare dagli apprendimenti del passato.

Quelli che noi chiamiamo “impulsi”, “propensioni” o “gusti”, non sono altro che nozioni apprese e iscritte nella nostra memoria fin dall’infanzia.

Correlazione tra intelligenza e vissuto difficile

E’ possibile diventare più intelligenti?

Lavora sui vecchi condizionamenti! 

L’utilizzo dell’intelligenza ha molto a che fare con quello che pensiamo di noi stessi: siamo convinti di valere e di poter contare sulle nostre facoltà mentali, o la nostra tendenza è di arrenderci in partenza di fronte  a ciò che esula dalle nostre abitudini perché ci raccontiamo che noi non siamo capaci?

A proposito di questa seconda tipologia, posso assicurarvi che nel passato di queste persone si trova di solito un’infanzia ricca di insuccessi scolastici e rapporti traumatici con insegnanti e genitori.

Se sono presenti vecchi condizionamenti relativi all’apprendimento, o alla fiducia in sè questo limiterà fortemente l’accesso alle proprie capacità intellettive.

La buona notizia è che, elaborando i vecchi traumi relativi all’apprendimento o a un passato difficile, le proprie potenzialità tornano disponibili per una nuova visione di se stessi, per un utilizzo più pieno della propria intelligenza.