Numero3283.

 

da  QUORA

 

Scrive Synesthesis, corrispondente di QUORA

 

P A R A D I S O

 

Nelle prime versioni della Bibbia non c’è un vero aldilà. Le ricompense di Dio vengono date in vita, tra le quali c’è appunto anche una vita lunga. Il più famoso di questi personaggi è Matusalemme, cui Dio diede 900 anni di vita, ma ce ne sono anche altri.

Per cui all’inizio, non c’era un aldilà.

finché tu ritorni nella terra donde fosti tratto; perché sei polvere, e in polvere ritornerai’.

Genesi, 3,19

Dopodiché quando nella cultura ebraica si parla di aldilà, si parla dello Sheol, che però è ben lontano dal concetto attuale di paradiso, e più a quello greco di Ade, degli inferi.

Lo Sheol, come l’Ade, è un luogo né per buoni né per cattivi, ma popolato da ombre, assolutamente non da preferire alla vita terrena. Era solo il luogo dove si riunivano le ombre dei defunti.

Esattamente come nella Grecia antica, quando Ulisse incontra l’ombra di Achille, e non lo trova in un luogo con connotazioni morali.

Poi col passare del tempo, e con l’evidenza che non sempre in vita i giusti vengono premiati e i malvagi punirti, anzi spesso è il contrario, si è iniziato a immaginare l’esistenza di destinazioni diverse, per le anime dei giusti e degli empi.

Ed ecco nascere i concetti di paradiso e inferno.

Ma questo non nasce all’interno della Bibbia, ma prende influenze esterne. Considera che quando la Bibbia parla di paradiso, normalmente si riferisce al giardino dell’Eden e non all’aldilà. Dunque da dove viene questo concetto?

In parte da influenze greco romane: sarà in questo ambito che nasce un importante concetto di aldilà positivo nei campi Elisi.

In parte, dalle influenze Zoroastriane subite durante l’esilio babilonese. Il zoroastrismo ha una influenza molto importante, introducendo il suo manicheismo, cioè il dualismo tra bene e male, che noi immaginiamo ad esempio quando pensiamo al conflitto tra dio e il diavolo, impensabile (e irrazionale oserei dire) nelle prime versioni della Bibbia, dove non solo Satana lavora per dio (come nella storia di Giobbe), ma comunque dove un angelo dovrebbe essere una forza paritetica rispetto a dio, non certo in grado di influenzare il mondo.

E assieme a questi concetti, si importò anche il concetto di inferno e paradiso.

Nota importante: Gesù Cristo non parlava di nessuno dei due. Gesù parlava della imminente resurrezione materiale dei corpi di tutti i morti alla fine dei tempi (sottolineo: fine dei tempi imminente secondo Gesù).

In verità vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non gusteranno la morte prima di aver visto il Figlio dell’uomo venire nel suo regno.

Matteo 16,28

Ed ecco che tecnicamente i cristiani credono in questo, nella resurrezione di tutti i morti qui sulla terra, non tanto nell’aldilà. Tant’è che fa anche parte del Credo, professione di fede che si recita in ogni messa

Aspetto la risurrezione dei morti
e la vita del mondo che verrà.
Amen.

Anzi, i cristiani dovrebbero credere in questo, perché poi invece ci mescolano (col loro grande amore per le contraddizioni) proprio concetti complessi come Paradiso, Inferno, Purgatorio e Limbo? Concetti che si appellano a dubbie frasi bibliche, ma che tecnicamente sono stati elaborati a posteriori, specie poi nel Medioevo in cui il purgatorio era un luogo fondamentale.

Poi aldilà e risurrezione si fondono dicendo che i vari luoghi dell’aldilà non sono definitivi, ma sono i luoghi dove si attende la risurrezione e il giudizio universale.

Tornando dunque alla domanda, fatta la doverosa premessa che per chi non crede la domanda è malposta, visto che tutta la Bibbia è una invenzione umana indipendentemente dai valori storico letterari della stessa, Paradiso e Inferno non nascono solo dalla paura della morte, quanto dal volere in qualche modo cercare una giustizia ultraterrena che risolva i problemi di un mondo terreno chiaramente ingiusto.

Numero3148.

 

L’ E D I T T O    D I    C O S T A N T I N O

 

“La donazione di Costantino”, documento falso, che attribuiva alla Chiesa il potere temporale, è mai stato riconosciuto falso dalla Chiesa Cattolica?

 

Il documento, recante la data del 30 marzo 315, afferma di riprodurre un editto emesso dall’imperatore romano Costantino I. Con esso l’imperatore avrebbe attribuito al papa Silvestro I e ai suoi successori le seguenti concessioni:

Il primato (principatum) del vescovo di Roma sulle chiese patriarcali orientali: Costantinopoli, Alessandria d’Egitto, Antiochia e Gerusalemme;

la sovranità del pontefice su tutti i sacerdoti del mondo;

la sovranità della Basilica del Laterano, in quanto “caput et vertex”, su tutte le chiese;

la superiorità del potere papale su quello imperiale.

Inoltre la Chiesa di Roma ottenne secondo il documento gli onori, le insegne e il diadema imperiale ai pontefici, ma soprattutto la giurisdizione civile sulla città di Roma, sull’Italia e sull’Impero romano d’Occidente.

L’editto confermerebbe inoltre la donazione alla Chiesa di Roma di proprietà immobiliari estese fino in Oriente. Ci sarebbe stata anche una donazione a papa Silvestro in persona del Palazzo del Laterano. l

La parte del documento su cui si basarono le rivendicazioni papali recita:

  • «In considerazione del fatto che il nostro potere imperiale è terreno, noi decretiamo che si debba venerare e onorare la nostra santissima Chiesa Romana e che il Sacro Vescovado del santo Pietro debba essere gloriosamente esaltato sopra il nostro Impero e trono terreno. Il vescovo di Roma deve regnare sopra le quattro principali sedi, Antiochia, Alessandria, Costantinopoli e Gerusalemme, e sopra tutte le chiese di Dio nel mondo… Finalmente noi diamo a Silvestro, Papa universale, il nostro palazzo e tutte le province, palazzi e distretti della città di Roma e dell’Italia e delle regioni occidentali.»
  •  Nel 1440, l’umanista Lorenzo Valla dimostrò, senza ombra di dubbio, la falsità del documento: era scritto in un latino medievale troppo diverso da quello usato ai tempi di Costantino ed era pieno di errori storici o anacronismi.
  • Valla era un esperto filologo, il latino utilizzato nel redigere il documento è inequivocabilmente di un epoca molto più recente di quella in cui era vissuto l’imperatore Costantino. Le lingue si modificano nel tempo: ad esempio l’italiano utilizzato ai tempi di Dante Alighieri è ben diverso rispetto a quello del Manzoni, quindi se volessimo attribuire i Promessi Sposi a Dante Alighieri sarebbe ben evidente che un fiorentino del trecento non avrebbe mai potuto scrivere in quel modo. La donazione di Costantino era scritta in una lingua che mai Costantino avrebbe potuto parlare!
  • È considerato tuttora “storico” dalla Chiesa.

Numero3145.

 

da  QUORA

 

L A    D O N N A    E    L E    R E L I G I O N I

 

Scrive Paola, corrispondente di QUORA.

 

Post piuttosto lungo, inforcate gli occhiali e godetevi la lettura!

 

“Quando vedi una donna pensa che sia un demonio, che sia una sorta di inferno.” – Papa Pio II°

“Le donne non dovrebbero essere illuminate o educate in nessun modo. Dovrebbero, in realtà, essere segregate poiché sono loro la causa di orrende ed involontarie erezioni di uomini santi.” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica

“Se gli uomini potessero vedere quel che si nasconde sotto la pelle, la vista delle donne causerebbe solo il vomito. Se rifiutiamo di toccare lo sterco anche con la punta delle dita, come possiamo desiderare di abbracciare una donna, creatura di sterco?” – Sant’Odone, abate di Cluny

“La donna è male sopra ogni altro male, serpe e veleno contro il quale nessuna medicina va bene. Le donne servono soprattutto a soddisfare la libidine degli uomini.” – San Giovanni Crisostomo, cui è particolarmente devoto Herr Joseph Alois Ratzinger, papa Benedetto XVI°

“La donna è un tempio costruito su una cloaca. Tu, donna, sei la porta del diavolo, tu hai circuìto quello stesso [maschio] che il diavolo non osava attaccare di fronte. È a causa tua che il figlio di Dio ha dovuto morire; tu dovrai fuggire per sempre in gramaglie e coperta di cenci.” – Tertulliano, teologo cristiano

“O credenti. Quando vi accingete alla preghiera lavatevi la faccia e le mani. Se avete toccato donne e non trovate acqua, cercate della polvere pulita e passatevela sulla faccia e sulle mani.” – Corano, Sura V, 6

Lo stupro (NON dei maschi!) benedetto da Dio e da una carogna di padre padrone: “Chiamarono Lot e gli dissero: «Dove sono quegli uomini che sono entrati da te questa notte? Falli uscire da noi, perché possiamo abusarne!». Lot uscì verso di loro sulla porta e, dopo aver chiuso il battente dietro di sé, disse: «No, fratelli miei, non fate del male! Sentite, io ho due figlie che non hanno ancora conosciuto uomo; lasciate che ve le porti fuori e fate loro quel che vi piace, purché non facciate nulla a questi uomini, perché sono entrati all’ombra del mio tetto».” – Bibbia, Genesi XIX, 5-8

“Il velo del cristianesimo paolino: «Di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio. Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza.» – San Paolo, Prima lettera ai Corinzi, XI

“Poiché il Sublime Corano e l’insegnamento del Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, sono vincolanti per la donna che creda nella provenienza divina del Corano e nella Missione apostolico-profetica di Muhàmmad, indossare il velo è, quindi, un dovere preciso e inderogabile. La donna musulmana che indossa il velo, esprime per mezzo di esso in forma tacita, la sua identità islamica ed è fuorviante dall’lslàm il pensiero, purtroppo diffuso, che possa chiamarsi musulmana, la donna che non porta il velo, giustificandosi col dire che l’importante è avere fede dentro! Non hanno presente che il Profeta, che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria, ha chiaramente disatteso questo pensiero quando ha detto: «La fede non è presente dentro se non ci sono i comportamenti islamici che ne segnalano la presenza interiore.»” – Al Turabi Hasan, Le donne nell’ordinamento islamico della società

Lapidazione: “Quando una fanciulla vergine è fidanzata, e un uomo, trovandola in città, pecca con lei, condurrete tutti e due alla porta di quella città e li lapiderete così che muoiano: la fanciulla, perché essendo in città non ha gridato, e l’uomo perché ha disonorato la donna del suo prossimo. Così toglierai il male da te.” – Bibbia, Deuteronomio XXII, 23

“Ogni donna impudica sarà calpestata come sterco nella via.” – Bibbia, Siracide IX, 10

“Flagellate la fornicatrice e il fornicatore, ciascuno con cento colpi di frusta e non vi impietosite [nell’applicazione] della Religione di Allàh, se credete in Lui e nell’Ultimo Giorno, e che un gruppo di credenti sia presente alla punizione.” – Corano, Sura XXIV, 2

“Se le vostre donne avranno commesso azioni infami, confinate quelle donne in una casa senz’acqua nè vitto finché non sopraggiunga la morte.” – Corano, Sura IV, 15

“I coniugi peccano non appena si abbandonano alla voluttà per cui, dopo, devono pregare: «Perdona, o Dio, la nostra colpa!»” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica

“Quanto maggiore il piacere, tanto più grave il peccato. Chi ama con troppo calore la moglie è un adultero!” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica

“L’atto coniugale è un peccato grave in nulla differente dall’adulterio e dalla dissolutezza nella misura in cui entra in ballo la passione dei sensi e l’odioso piacere, così che nessun dovere coniugale accade senza peccato e i coniugi non possono essere senza peccato.” – Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante

“Una madre, in quanto sposata, otterrà in cielo un posto inferiore a quello della figlia in quanto vergine.” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica

“La donna non è fatta a immagine e somiglianza di Dio. È nell’ordine della natura che le mogli servano i loro mariti ed i figli i loro genitori, e la giustizia di ciò risiede nel principio che gli inferiori servano i superiori… È la giustizia naturale che vuole che i meno capaci servano i più capaci. Questa giustizia diventa evidente nel rapporto tra gli schiavi ed i loro padroni, che eccellono in intelletto, ed eccellono in potere.” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica, Questioni sull’Eptateuco, Libro I, § 153.

“Non può esserci dubbio che è più consono all’ordine della natura che l’uomo domini sulla donna, piuttosto che la donna sull’uomo. Questo è il principio che emerge quando l’apostolo (Paolo) dice, «La testa della donna è l’uomo» e, «Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti». Anche l’apostolo Pietro scrive: «Sara obbediva ad Abramo, chiamandolo padrone»” – Sant’Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica, Sulla Concupiscenza, Libro I, cap. 10.

“Adamo è stato condotto al peccato da Eva, non Eva da Adamo. È giusto, quindi, che la donna accolga come padrone chi ha indotto a peccare.” – Sant’Ambrogio, padre della chiesa cristiana cattolica

“Vi sono tre ragioni per le quali diciamo che è l’uomo l’immagine di Dio e non la donna. Prima fra tutte: così come c’è un solo Dio e da lui tutte le cose sono nate, così un uomo è stato creato per primo e da lui sono stati nati tutti gli altri. Perciò è questa entità che è a somiglianza di Dio, vale a dire cioè che come tutte le cose procedono da Dio, così tutti gli altri uomini procedono da quest’uomo. In secondo luogo, così come dal corpo di Cristo mentre era addormentato nella morte sulla croce è derivata l’origine della chiesa cioè l’acqua ed il sangue attraverso i quali si esprimono i sacramenti con i quali vive la chiesa ed ha la sua origine e diviene sposa di Cristo, così dal fianco di Adamo mentre dormiva nel paradiso è stata formata la sua sposa quando le fu presa una costola, dalla quale Eva venne creata. In terzo luogo: così come Cristo è capo della Chiesa e governa la Chiesa, allo stesso modo il marito è capo della moglie e la regola e la governa. E’ per queste ragioni che solo l’uomo è ad immagine di Dio, e non la donna. E per queste ragioni l’uomo non deve avere come la donna un segno di soggezione, ma un segno di libertà e di preminenza.” – Uguccio, Summa, C. 33, q. 5, cap. 13.

“Ogni donna dovrebbe camminare come Eva nel lutto e nella penitenza, di modo che con la veste della penitenza essa possa espiare pienamente ciò che le deriva da Eva, l’ignominia, io dico, del primo peccato, e l’odio insito in lei, causa dell’umana perdizione.

Non sai che anche tu sei Eva? La condanna di Dio verso il tuo sesso permane ancora oggi; la tua colpa rimane ancora.

Tu sei la porta del Demonio!

Tu hai mangiato dell’albero proibito!

Tu per prima hai disobbedito alla legge divina!

Tu hai convinto Adamo, perchè il Demonio non era coraggioso abbastanza per attaccarlo!

Tu hai distrutto l’immagine di Dio, l’uomo!

A causa di ciò che hai fatto, il Figlio di Dio è dovuto morire!”

Tertulliano, teologo cristiano, De Cultu Feminarum, libro 1, cap 1.

“Non permetto alla donna di insegnare, né di comandare all’uomo, ma se ne stia silenziosa. Infatti Adamo fu plasmato per primo, poi Eva; e non fu sedotto Adamo prima, ma la donna essendo stata sedotta cadde nella trasgressione.” – San Paolo, Lettere a Timoteo

“Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea.” – San Paolo, Prima lettera ai Corinzi, XIV, 34-35

“Le donne siano soggette ai propri mariti come al Signore, perché il marito è il capo della donna come Cristo è il capo della Chiesa.” – San Paolo, Lettera agli Efesini

“L’Apostolo vuole che la donna sia manifestamente inferiore, in ordine che la Chiesa di Dio è pura.” – Ambrosiaster, Sulla prima lettera a Timoteo 3,11.

“In verità, le donne sono di razza debole, indegne di fiducia, di mediocre intelligenza.” – Epifanio, Panarion 79, §1.

“Entrambe, la natura e la legge, mettono la donna in condizione subordinata rispetto all’uomo.” – Sant’Ireneo, Frammento n° 32

“Dovere principale della moglie è provvedere al governo della casa in subordinazione al marito. All’uomo spetta l’ultima parola in tutte le questioni economiche e domestiche e la donna deve essere pronta all’obbedienza in tutte le cose: il suo posto è soprattutto in casa. Son da condannare gli sforzi di quelle femministe le cui pretese mirano ad un’ampia uguaglianza fra uomo e donna.” – Papa Paolo VI°

“Ai fini dell’educazione cristiana di una bambina, che non sappia a che servono flauti, lire e cetre: la musica è proibita. Non deve avere cameriere graziose e curate, ma una vecchia virago seriosa, pallida, sordida che esorti di notte alla preghiera e al canto dei salmi e di giorno alle preghiere nelle ore dovute. Non deve prendere bagni che feriscono il senso del pudore di una fanciulla, la quale non dovrebbe mai vedersi nuda. Verrà allevata nel chiostro sotto lo sguardo della nonna e non guarderà in faccia nessun uomo e nemmeno saprà che esiste un altro sesso.” – San Girolamo, padre e dottore della chiesa cattolica

“Se è un bene non toccare una donna, allora è un male toccarla: gli sposati vivono come le bestie, infatti nel coito con le donne gli uomini non si distinguono in nulla dai porci e dagli animali irragionevoli.” – San Girolamo, padre e dottore della chiesa cattolica

“Ammonite quelle [donne] di cui temete l’insubordinazione, lasciatele sole nei loro letti, picchiatele.” – Corano, Sura IV, 34

“All’uomo compete il governo, la donna deve piegarsi. L’uomo è più elevato e migliore, la donna una creatura dimidiata, una bestia idrofoba, il merito maggiore che possiede è quello di generare.” – Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante

“Fà il bambino con tutte le tue forze, se ci lasci la vita, muori pure, bene per te dal momento che muori compiendo un’opera nobile.” – Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante

“Anche se stanche e alla fine devono morire, non fa nulla, lasciale affrontare la morte, esse sono qui proprio per questo.” – Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante

“Se la moglie non vuole, venga la serva!” – Martin Lutero, padre della riforma cristiana protestante

“Verso il tuo uomo dovrà andare il tuo anelito ed egli sarà il tuo signore, così dunque discendi alla sua dipendenza, così sii una delle subordinate. Le donne sono destinate principalmente a soddisfare la lussuria degli uomini. Dove c’è la morte ivi c’è il matrimonio e dove non c’è matrimonio ivi non c’è morte.” – San Giovanni Crisostomo, cui è particolarmente devoto Herr Joseph Alois Ratzinger, papa Benedetto XVI°

“È opportuno il voto alle donne perché sono più conservatrici e più legate agli ambienti ecclesiastici, ma ciò non toglie valore alla loro necessaria ineguaglianza e inferiorità in quanto la Sacra Scrittura sottopone soprattutto alla nostra attenzione due dei maggiori pericoli: vino e donne.” – Papa Benedetto XV°

“Ti chiederanno dei mestrui. Di’: «Sono un’impurità.» Non accostatevi alle vostre spose durante i mestrui e non avvicinatele prima che si siano purificate.” – Corano, Sura II, 222

“Quando una donna abbia flusso di sangue, cioè il flusso nel suo corpo, la sua immondezza durerà sette giorni; chiunque la toccherà sarà immondo fino alla sera. Ogni giaciglio sul quale si sarà messa a dormire durante la sua immondezza sarà immondo; ogni mobile sul quale si sarà seduta sarà immondo. Chiunque toccherà il suo giaciglio, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell’acqua e sarà immondo fino alla sera. Chi toccherà qualunque mobile sul quale essa si sarà seduta, dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell’acqua e sarà immondo fino alla sera. Se l’uomo si trova sul giaciglio o sul mobile mentre essa vi siede, per tale contatto sarà immondo fino alla sera. Non ti accosterai a donna per scoprire la sua nudità durante l’immondezza mestruale. Se uno ha un rapporto con una donna durante la sua immondezza mestruale e ne scopre la nudità, quel tale ha scoperto la sorgente di lei ed essa ha scoperto la sorgente del proprio sangue; perciò tutti e due saranno eliminati dal loro popolo.” – Bibbia, Levitico

“Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole (n.d.r.: mestruazioni). L’ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatrè giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione. Ma, se partorisce una femmina sarà immonda due settimane come al tempo delle sue regole; resterà sessantasei giorni a purificarsi del suo sangue.” Bibbia, Levitico

“La donna è in rapporto con l’uomo come l’imperfetto ed il difettivo col perfetto. La donna è fisicamente e spiritualmente inferiore e la sua inferiorità risulta dall’elemento fisico, più precisamente dalla sua sovrabbondanza di umidità e dalla sua temperatura più bassa. Essa è addirittura un errore di natura, una sorta di maschio mutilato, sbagliato, mal riuscito.” – San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica

“In ogni caso la donna serve solo alla propagazione della specie. Tuttavia la donna trascina in basso l’anima dell’uomo dalla sua sublime altezza, portando il suo corpo in una schiavitù più amara di qualsiasi altra.” – San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica

“Cosicchè si vede come causata da una natura particolare (dell’azione del seme maschile), una donna non sia altro che una mancanza, o una caso negativo. Per il potere attivo dello sperma, esso cerca sempre di produrre qualcosa di completamente uguale a sè stesso, cioè un maschio. Se invece viene generata una donna, questo può accadere perchè il seme è debole, o perchè la materia (fornita dalla femmina) è inadeguata, oppure per l’azione di fattori esterni come l’azione dei venti meridionali che rendono umida l’aria.” – San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, 1, q. 92, art 1

“..sul conferimento degli Ordini (ad una donna), essa non potrà riceverli, perchè dal momento che un sacramento è un segno, non solo la cosa, ma anche la significazione della cosa è richiesta in tutte le azioni sacramentali; … Di conseguenza, poichè non è possibile nel sesso femminile significare una eminenza di grado, dato che la donna è in uno stato di soggezione, segue che una donna non può ricevere gli Ordini sacramentali.” – San Tommaso d’Aquino, Summa Teologica, Suppl., q. 39, art 1.

“Le donne non possono ricevere l’ordinazione, perchè l’ordinazione è riservata ai membri perfetti della chiesa, da quando ad altri uomini è stata affidata la distribuzione della grazia. Le donne non sono membri perfetti della chiesa, lo sono solo gli uomini. Aggiungi a questo che le donne non sono ad immagine di Dio, ma solo gli uomini”. – Guido de Baysio, Rosarium, c. 27, q. 1, cap. 23.

“È conveniente che le donne non posseggano il potere delle chiavi perchè esse non sono ad immagine di Dio, ma solo l’uomo è gloria ed immagine di Dio. Questo perchè la donna deve essere assoggettata all’uomo e servirlo come una schiava, e non può esserci altra strada.” – Antonio de Butrio, Commentaria, II, fol. 89r.

“Se «la testa della donna è l’uomo» ed è questo ad essere designato al sacerdozio, non sarebbe giusto abolire la creazione, ed abbandonare il capo per andare verso le estremità. Perchè la donna è il corpo dell’uomo, tratto dalla sua costola e sottomesso a lui, da cui è stata separata per la generazione dei figli. È lui, si è detto a lei, «che sarà il tuo padrone». È l’uomo la parte più importante della donna, essendo il suo capo. Se in base a queste premesse, non le permettiamo d’insegnare, come le si potrebbe accordare, a disprezzo della natura, di esercitare il sacerdozio? Giacchè è l’empia ignoranza dei greci che li ha spinti a ordinare sacerdotesse per divinità femminili. È escluso che questo avvenga nella legislazione di Cristo. Se fosse stato necessario essere battezzati da donne, il Signore sarebbe stato senza dubbio battezzato dalla propria madre e non da Giovanni. E quando ci ha inviati a battezzare, avrebbe mandato con noi delle donne a questo scopo. Ma in nessun luogo, nessuna disposizione nessuno scritto, ha deliberato qualcosa del genere; Egli conosceva bene ciò che è conforme alla natura perchè contemporaneamente egli era il creatore della natura e l’autore della legislazione.” – Costituzioni Apostoliche, III, n° 9.

L’aborto nella Bibbia: “Se uno avesse cento figli e vivesse molti anni e molti fossero i suoi giorni, se egli non gode dei suoi beni e non ha neppure una tomba, allora io dico: meglio di lui l’aborto, perché questi viene invano e se ne va nella tenebra e il suo nome è coperto dalla tenebra.” – Bibbia CEI, Qoelet (ex Ecclesiaste), VI, 3

Il cognato e la vedova del fratello: “Quando i fratelli abiteranno insieme e uno di loro morirà senza lasciare figli, la moglie del defunto non si mariterà fuori, con un forestiero; il suo cognato verrà da lei e se la prenderà in moglie, compiendo così verso di lei il dovere del cognato.” – Bibbia, Deuteronomio XXV, 5

“Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso.” – Bibbia CEI, Qoelet (ex Ecclesiaste) VII, 26

Guai a lesbiche, gay e trans: “La donna non si metterà un indumento da uomo né l’uomo indosserà una veste da donna; perché chiunque fa tali cose è in abominio al Signore tuo Dio.” – Bibbia, Deuteronomio XXII, 5

Guai alla donna che osa toccare il sacro fallo! “Se alcuni verranno a contesa fra di loro e la moglie dell’uno si avvicinerà per liberare il marito dalle mani di chi lo percuote e stenderà la mano per afferrare costui nelle parti vergognose, tu le taglierai la mano e l’occhio tuo non dovrà averne compassione.” – Bibbia, Deuteronomio, XXV, 11

La dispersione del sacro seme maschile (onanismo): “Er, primogenito di Giuda, si rese odioso al Signore e il Signore lo fece morire. Allora Giuda disse a Onan: «Unisciti alla moglie del fratello, compi verso di lei il dovere di cognato e assicura così una posterità per il fratello.» Ma Onan sapeva che la prole non sarebbe stata considerata come sua; ogni volta che si univa alla moglie del fratello, disperdeva per terra, per non dare una posterità al fratello. Ciò che egli faceva non fu gradito al Signore, il quale fece morire anche lui.” – Bibbia, Genesi XXXVIII, 7

“Alla donna disse: «Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà». All’uomo disse: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: “Non ne devi mangiare”, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre. Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perchè da essa sei stato tratto: tu sei polvere e polvere tornerai!» – Bibbia, Genesi III

Tutti a riposo tranne la moglie: “… ma il settimo giorno tu non farai alcun lavoro, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te.” – Bibbia, Esodo XX

E te pareva…: “Motivo di sdegno, di rimprovero e di grande disprezzo è una donna che mantiene il proprio marito.” – Bibbia, Siracide XXV, 20

“Se la figlia di un sacerdote si disonora prostituendosi, disonora suo padre; sarà arsa con il fuoco. Il sacerdote, quello che è il sommo tra i suoi fratelli, sul capo del quale è stato sparso l’olio dell’unzione e ha ricevuto l’investitura, indossando le vesti sacre, non dovrà scarmigliarsi i capelli né stracciarsi le vesti.” – Bibbia, Levitico, XXI

Fonte: Civiltà Laica

Numero3144.

 

da  QUORA

 

S A N    P A O L O    E    I L    C R I S T I A N E S I M O

 

Scrive Armando La Torre, corrispondente di QUORA

 

Paolo di Tarso, quel farabutto insopportabile con la sindrome del messia, ha praticamente preso la figura di Gesù e l’ha trasformata in un giocattolo per le sue allucinazioni personali.

Questo tipo, un tempo un persecutore degli stessi cristiani che poi avrebbe preteso di rappresentare, ha avuto la presunzione di fondare il cristianesimo come lo conosciamo oggi. Non era altro che un ebreo insoddisfatto, con un ego gonfiato, che aveva bisogno di una terapia, non di una nuova religione.

Sai cosa c’è di peggio di uno che non sa quello che vuole? Uno che lo inventa e poi costringe tutto il mondo a seguirlo.

Quando si dice che ha “incontrato” Gesù sulla via di Damasco, bisogna chiedersi: che tipo di droga si faceva all’epoca? Ha avuto una visione mistica, dice lui. Ma per come la vedo io, probabilmente si è schiantato con la testa su un sasso e ha deciso di buttare giù un manifesto di frustrazioni represse.

Ecco il trucco: Gesù, il rivoluzionario, parlava di amore, compassione, di rovesciare il potere dei potenti.

Paolo, con il suo passato da persecutore e il suo ego da profeta fallito, ha invece costruito un cristianesimo che servisse a disciplinare, a colpevolizzare, a controllare le masse.

Non aveva né l’umanità né la genialità di Gesù, ma doveva comunque infilarsi in quella narrazione, cambiando le regole a suo piacimento.

Perché è questo che ha fatto. Ha trasformato una ribellione contro l’oppressione in un sistema di oppressione spirituale.

Dimentica l’amore per il prossimo, dimentica l’accoglienza degli emarginati.

No, Paolo si è inventato regole sessuali, morali, dogmi insopportabili, ed era ossessionato dall’idea del peccato.

E non ti sorprenda che molti dei suoi discorsi siano venati di misoginia e repressione sessuale.

Un tizio che parla di come le donne dovrebbero stare zitte in chiesa, che invita a celebrare l’astinenza come se fosse il Santo Graal.

Forse Paolo aveva qualche problema irrisolto con il sesso, con il corpo, con la sua stessa identità.

Alla fine, ha costruito una religione che rifletteva non la parola di un Dio misericordioso, ma i suoi incubi personali.

Sai cosa c’è di ridicolo? Che questa versione del cristianesimo, costruita sulle psicosi di un ex persecutore, sia diventata la forma dominante di una religione che doveva liberare l’umanità.

Invece di un messaggio d’amore e di libertà, Paolo ha creato un sistema di colpa e vergogna.

Il suo “Vangelo” non è altro che una confessione pubblica di uno che non è mai riuscito a fare pace con se stesso.

Il cristianesimo di Paolo è l’espressione di un’anima tormentata, ossessionata dal controllo e dal potere, un sistema che in nome della libertà spirituale ha incatenato le coscienze.

Cristo parlava di liberazione, Paolo parlava di sottomissione. Avventizio o no, ha trasformato il sogno in incubo.

E la parte più disgustosa? La maggior parte dei cristiani che adorano le sue lettere non si rendono nemmeno conto di essere seguaci non tanto di Cristo, ma di un uomo che non ha mai superato i suoi traumi personali.

Una religione a misura di frustrazione e paura. Altro che salvezza!

Numero3143.

 

da QUORA

 

L’ A N T R O    D E L L’  I N Q U I S I Z I O N E

 

Scrive Davide Bozzolan, corrispondente di QUORA.

 

Nel cuore oscuro della storia, tra le pieghe più nere della persecuzione e della crudeltà, si nasconde un metodo di tortura tanto agghiacciante quanto poco conosciuto: l’Antro dell’Inquisizione.

Questo terribile strumento di tortura, utilizzato nel tardo Medioevo, rappresenta un capitolo da brividi nella storia dell’orrore umano.

L’Antro dell’Inquisizione non era un’invenzione singola ma piuttosto un metodo combinato di torture che sfruttava l’oscurità e la claustrofobia per massimizzare la sofferenza.

La vittima veniva rinchiusa in una cella sotterranea, una cavità buia e angusta, progettata appositamente per amplificare la paura e la disperazione.

All’interno di questo antro, le condizioni erano spaventose: l’aria era densa, l’umidità alta e la temperatura instabile, creando un ambiente in cui i sensi erano costantemente sollecitati.

Per intensificare la tortura, i carcerieri utilizzavano un metodo psicologico chiamato “la danza delle ombre”.

Utilizzando candele e torce, proiettavano ombre distorte sulle pareti, creando illusioni spettrali che sembravano prendere vita.

Questi giochi di luce e ombra erano accompagnati da suoni inquietanti, come il crepitio di rami e il rumore di passi fantasma, che inducevano un costante stato di terrore nella vittima.

Ma l’orrore non finiva qui. I torturatori avevano l’abitudine di rivelare che la cella conteneva insetti e parassiti, di cui non esisteva alcuna prova concreta, ma che venivano accuratamente descritti in dettaglio.

La paura della infestazione e l’idea di essere mangiati vivi da creature invisibili causavano una grande angoscia psicologica.

Un colpo di scena agghiacciante è che l’Antro dell’Inquisizione non è mai stato documentato in testi storici ufficiali; si parla di esso solo attraverso racconti orali e leggende locali.

I pochi documenti storici che menzionano questa forma di tortura sono stati trovati in archivi segreti, custoditi gelosamente dalle istituzioni religiose che temevano di svelare al mondo l’orrore che avevano perpetuato.

Le vittime di questo metodo subivano anche torture fisiche.

In alcuni casi, i torturatori utilizzavano strumenti appuntiti per infliggere dolore, mentre in altri, i prigionieri erano costretti a rimanere in posizioni scomode per ore, senza cibo né acqua.

L’effetto combinato delle tortura fisica e psicologica portava spesso alla follia e alla morte.

Il mistero e la crudeltà dell’Antro dell’Inquisizione rimangono un macabro promemoria della capacità dell’uomo di infliggere sofferenza. La mancanza di documentazione ufficiale ha solo accresciuto il fascino e il terrore che circondano questa pratica.

Numero3106.

 

V E R G I N I T A’

 

In Italia siamo andati avanti per 2000 anni con le traduzioni della Bibbia dal greco e con la “Vulgata” che, nel IV secolo D.C., è stata tradotta in latino da San Gerolamo.

Dal greco antico e dal latino si sono ricavate le traduzioni della Bibbia in lingua italiana.

Nessuno aveva mai tradotto in Italiano la Bibbia direttamente dall’aramaico e dall’ebraico che sono le due lingue con cui sono stati scritti i libri che compongono la Bibbia (Bibbia = Ta Biblìa, ovvero “i libri”).

3 anni fa, le Edizioni Einaudi hanno pubblicato la prima traduzione in Italiano dall’aramaico e dall’ebraico antico a cura di Ludwig Monti, il più grande biblista che abbiamo in Italia.

Ed è stata fatta una bella scoperta.

La Bibbia, nelle due lingue antiche originali, dice che Gesù è nato da una “betullah” che, in aramaico, vuol dire “giovane ragazza”.

Che problema c’è se fosse nato da una giovane ragazza?

Solo che “betullah” è stato tradotto in greco (e da lì in Italiano) con “parthénos” che vuol dire “vergine”.

È da lì che è partita la storia che la Madonna era vergine.

Ma in aramaico “vergine” si dice “almahà” e non ci sono altre parole per identificare il concetto o la condizione.

I bambini, quando vanno a catechismo per fare la Prima Comunione, non sentono le parole di Gesù, sentono i dogmi, i precetti e i comandamenti della Chiesa e le interpretazioni mistificatorie e manipolatorie che hanno fatto i sui divulgatori nel corso di venti secoli.

Ma le parole di Gesù non sono state proprio né percepite, né recepite  dalla Chiesa Cattolica e dal “suo” Cristianesimo.

Numero3103.

 

da  QUORA

 

Scrive Max Gioia, corrispondente di QUORA.

 

Il Cristianesimo ha fallito la sua missione?

 

Se con cristianesimo ci si riferisce a quello insegnato da Gesù nel vangelo ti posso dire che non ha fallito.

Se invece ti riferisci a quello insegnato da chi ama solleticare le orecchie, cioè quello insegnato da quasi 2.000 anni, quello di chi ama mettersi in mostra, allora ti devo dare ragione.

Quest’ultimo cristianesimo in realtà, gli apostoli lo preannunciarono che sarebbe arrivato poche generazioni dopo la loro morte.

Lo definirono l’anticristo o anticristianesimo.

Gesù invece lo descrisse con queste parole:

«Badate che nessuno vi inganni! Molti infatti verranno nel mio nome, dicendo: “Io sono il Cristo”, e trarranno molti in inganno.» (Matteo 24.4, 5). — per la cronaca, con la parola Cristo, qui Gesù si riferiva a suoi rappresentanti.

«Sorgeranno molti falsi profeti e inganneranno molti; per il dilagare dell’iniquità, si raffredderà l’amore di molti. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Questo vangelo del Regno sarà annunciato in tutto il mondo, perché ne sia data testimonianza a tutti i popoli; e allora verrà la fine.» (Matteo 24.11-14).

«Allora, se qualcuno vi dirà: “Ecco, il Cristo è qui”, oppure: “È là”, non credeteci; perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi segni e miracoli, così da ingannare, se possibile, anche gli eletti. Ecco, io ve l’ho predetto.» (Matteo 24.23-25).

Come vedi dunque tutto era già stato previsto sin dal principio, e molto ancora. Quindi come potrei credere che il vero cristianesimo ha fallito?

Gesù nelle varie parabole lo preannuncia, però forse non ci hai fatto caso.

Ad esempio la parabola del grano e del loglio o zizzania. «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania. Allora i servi andarono dal padrone di casa e gli dissero: “Signore, non hai seminato del buon seme nel tuo campo? Da dove viene la zizzania?”. Ed egli rispose loro: “Un nemico ha fatto questo! E i servi gli dissero: “Vuoi che andiamo a raccoglierla?”. “No, rispose, perché non succeda che, raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano. Lasciate che l’una e l’altro crescano insieme fino alla mietitura e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio””.» (Matteo 13.24-30).

Numero3102.

 

da  QUORA

 

Scrive Gioacchino Iapichino, corrispondente di QUORA

 

Il Cristianesimo è in via di estinzione?

 

I fenomeni di erosione riguardano tutte le religioni, che nascono per esigenze contingenti, fioriscono per circostanze favorevoli, ma sono basate sulla più evanescente delle prerogative umane: la fantasia.

Si crede spesso che sia stato il cristianesimo a segnare il tramonto del politeismo greco-romano, ma esisteva una corrente filosofica che ne aveva già minato l’essenza ed era lo stoicismo. Si trattava di una dottrina appannaggio delle classi intellettuali dominanti e per molti versi fu esso ad essere sconfitto dal cristianesimo, che aveva il vantaggio di offrire delle speranze che lo stoicismo non era assolutamente in grado di dare.

Attualmente le religioni secolarizzate stanno subendo l’attacco del neopositivismo e non riescono a risolvere il problema della assoluta mancanza di prove dei loro assunti fideistici. È verosimile che anche tra i mussulmani, così come tra gli ebrei, per parlare delle sole religioni monoteiste, il tasso di atei non confessi sia molto più elevato di quanto si creda.

Se le religioni monoteiste avessero posto l’accento sul messaggio probabilmente avrebbero avuto i mezzi per sopravvivere, ma senza la base di appoggio costituita dai fedeli che hanno bisogno della religione come viatico da una vita di cui altrimenti non si riesce a capire e vedere il senso, e che vengono fidelizzati attraverso la catechesi.

Attualmente è per tale motivo che il cristianesimo in generale si rivolge ai paesi dove maggiore è la miseria materiale ed è più probabile trovare adepti che abbiano bisogno di un messaggio salvifico e di speranza.

Oltretutto la società occidentale è una società decadente e pertanto ha difficoltà, vista la lunga durata della propria evoluzione, a non trovare i messaggi trasmessi dalla chiesa una trita ripetizione.

Probabilmente le fedi monoteiste finiranno a coda di sorcio. Gli adepti sono pronti ad affrontare lo scontro aperto con le fedi concorrenti, ma non hanno nulla contro cui ergersi, perché il loro nemico principale è l’indifferenza.

Numero3101.

 

da  QUORA

 

Scrive Luciano Ricci, corrispondente di QUORA

 

Il Cristianesimo è in declino?

 

Il Cristianesimo è in forte crescita anche se molti non se ne rendono conto e alcuni continuano a perseguitare, come nel 1° secolo, i suoi aderenti.

In declino c’è invece il cattolicesimo che ormai ha fatto il suo tempo ed è prossimo al giudizio di Dio a causa dei suoi peccati “che si sono accumulati fin al cielo”. (Rivelazione o Apocalisse 18:4, 5).

In quest’ultimo libro della Bibbia l’insieme delle false religioni, tra le quali le religioni cosiddette “cristiane”, sono tra le più riprovevoli in quanto si servono, e si sono servite indegnamente del nome di Dio e di Cristo, vengono paragonate a una simbolica donna e di costei viene detto: “Sulla sua fronte c’era scritto un nome, un mistero: ‘Babilonia la Grande, madre delle prostitute e delle cose ripugnanti della terra’”.

Nei capitoli 17 e 18 viene descritto il declino e la fine di tutte le religioni false, specie quelle che hanno causato biasimo sul nome di Dio e di Cristo Gesù.

Numero3100.

 

da  QUORA

 

Scrive Andrea Lenzi, corrispondente di QUORA

 

Quando sparirà il Cristianesimo?

 

Il cristianesimo non finirà mai, perché è la superstizione meglio organizzata e ricca del pianeta e perché continua ad investire in pubblicità e strategie per ottenere danaro e credenti:

Il crocefisso in classe e la presenza di “insegnanti” di religione a scuola sono pubblicità eccezionali, volte ad influenzare i bambini, i più influenzabili per definizione, di modo da condizionare la società fin dalle fondamenta, poiché i bambini di adesso saranno gli adulti che voteranno leggi “religiose”, come la vecchia legge 40 sulla procreazione assistita, l’ex divieto di cremazione, l’ex divieto di contraccezione, il delitto d’onore, l’istituzione della truffa dell’8×1000, l’esenzione fiscale vaticana et cetera).
Ed impediranno leggi sgradite al Vaticano, come accade oggi con il matrimonio gay, con l’eutanasia, con la ricerca sulle staminali embrionali, e molte altre.

I crocefissi, le statue e suore/preti in ospedale sono altrettanto eccezionali nello sfruttare il dolore e la paura, sia dei malati, sia dei loro cari.

La creazione di scuole/università cattoliche è un altro strumento di condizionamento della società, ed il Vaticano ha trovato il modo di farsele finanziare dallo stato italiano di modo da riuscire anche a guadagnare da queste attività.

La pubblicità “8×1000 alla chiesa cattolica” ha un costo annuo medio di 9 milioni di euro.

Radio Maria, tv 2000, e l’ufficio RAI Vaticano (la sua esistenza è poco nota volutamente) sono il nocciolo della strategia sui media usando i soldi dei fedeli e dello stato (invece di fare carità)

Da sempre i missionari vanno all’estero con lo scopo DICHIARATO di evangelizzare il prossimo, cioè sottrarre credenti e soldi alle superstizioni già presenti sul territorio nel quale si infiltrano: ecco spiegati gli scontri e le guerre di religione, nei quali i morti cristiani sono chiamati martiri, mentre erano semplici invasori, che in passato hanno inflitto morte e sofferenza a mezzo pianeta, quando le maniere “cattive” erano permesse in nome della divinità cattolica.

Nei tempi moderni le “cattiverie” non sono più tollerate e quindi “Madre” Teresa in India costringeva alla conversione al cristianesimo sia chi volesse essere curato, sia i familiari che volevano vedere il malato, mentre le suore negli anni ’20 in Cina offrivano danaro ai poverissimi contadini affinché gli affidassero “l’educazione” delle loro figlie.

Da sempre, ogni cattedrale ed opera d’arte cristiana è pura pubblicità volta a diffondere la mitologia cristiana ed a mostrarne la potenza; l’intento appare chiaro anche ai più ingenui se si considera che i soldi avrebbero dovuto essere spesi in carità ed invece hanno avuto questa destinazione;

Tale stratagemma funziona, visto che ancora oggi attraggono turismo, e soldi.

Inoltre, lo stato già si sobbarcava l’onere della manutenzione delle chiese monumentali ma, grazie al governo Berlusconi, la quota 8×1000 data allo stato è servita invece a restaurare le chiese moderne.

Ogni comune richiede il pagamento degli oneri di urbanizzazione secondaria a chiunque faccia dei lavori edili, per poi destinarli ancora una volta agli edifici di culto cattolico.

Il Vaticano è uno degli stati più ricchi del mondo, con un patrimonio immobiliare immenso (solamente in Italia detiene il 20% degli immobili) e circa il 30% dell’oro mondiale.

Tutto questo continuerà fino a che non si insegnerà ai bambini che si tratta di superstizione e che la superstizione religiosa porta divisioni e problemi alla società civile da 2000 anni.