Si vive una volta sola,
ma, se lo fai bene,
una volta sola è abbastanza.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Si vive una volta sola,
ma, se lo fai bene,
una volta sola è abbastanza.
….vorrei dirti tanto altro,
ma chiudo dicendoti
che non c’è cosa più bella
che essere se stessi.
Ed io, con te, lo sono.
Dove non puoi amare, non soffermarti.
Tu sei molto di più di tutto questo.
Scappa, corri, non voltarti.
Cerca il tuo posto,
non restare dove
ribellarsi è un obbligo
e amare è un dovere.
Ma attenta a non accontentarti,
dove non puoi amare,
non soffermarti mai.
Un uomo è ricco
in proporzione alle cose
di cui può fare a meno.
La gentilezza è una forma di eleganza.
La migliore che io conosca.
E c’è ancora chi la confonde
con la debolezza.
Non c’è niente di più bello
che trovare una persona
con la quale parlare,
liberamente, senza fingere
di essere qualcun altro.
Sono un idealista,
senza illusioni.
Nihil satis, nisi optimum.
Niente è abbastanza, se non è il massimo.
Io vorrei vivere,
addormentato,
dentro il rumore
della vita.
Sono un idealista,
senza illusioni.
Ho fatto in modo che il passato
non fosse talmente presente
da impedirmi di vivere il futuro.
Io non voglio sperare in un futuro migliore,
voglio solo lasciarmi alle spalle
uno splendido passato.
Credo che la fantasia
sia più importante della conoscenza,
che i sogni siano più potenti dei fatti,
che la speranza trionfi sempre sull’esperienza,
che la risata sia l’unico rimedio al dolore
e che l’amore sia più forte della morte.
Testamento spirituale di Alberto.
Per tutta la vita, ho cercato di elevarmi socialmente.
Pensavo che in alto tutto fosse migliore.
Ma più in alto salivo e più il fetore aumentava.
Michael Corleone (dal film “Il Padrino III”).
Ai miei figli insegnerei a sognare,
piuttosto che a ricordare,
perché è più importante
quello che potrebbe succedere,
piuttosto che quello che è già successo.
Shimon Perez.
E’ nella natura il desiderio
di poter essere soddisfatti.
E la maggior parte degli uomini
vive per soddisfarlo.
Aristotele.
Non subordinarsi a niente, né ad un uomo, né ad un amore, né ad un’idea;
avere quella indipendenza distante che consiste nel diffidare della verità
e, ammesso che esista, della utilità della sua conoscenza.
Appartenere: ecco la banalità.
Fede, ideale, donna o professione: ecco la prigione e le catene.
Essere è essere libero.
Antonio Ferdinando Nogueira Pessoa.