Numero3705.

 

P S I C O L O G I A    D E L L A    C O P P I A

 

Tendi ad attirare partner che ricreano traumi vissuti nell’infanzia?

Se hai bisogno di rassicurazioni costanti, probabilmente hai uno stile di attaccamento ansioso.

Ignorarti è una strategia di potere. È pensata per attrarre attenzione.

Ci innamoriamo delle persone che possiedono le caratteristiche che ci mancano.

Ti sei adagiata su una disfunzione familiare mascherata d’amore?

 

Numero3699.

 

P A R L A N D O    A    M E    D I    M E

 

Io non voglio cancellare il mio passato

perché, nel bene e nel male,

mi ha reso quello che sono oggi.

Anzi, ringrazio chi mi ha fatto

scoprire l’amore e il dolore,

chi mi ha amato e usato, chi mi

ha detto “Ti voglio bene” credendoci,

e chi, invece, lo ha dissimulato,

solo per i suoi sporchi comodi.

E poi ringrazio me stesso per

aver trovato sempre la forza di

rialzarmi e andare avanti, sempre.

Numero3697.

 

A N C H E    S E    N O N    È   A N C O R A

A R R I V A T A    L A    M I A    O R A

 

TESTIMONIANZA   SPIRITUALE

DI   ALBERTO

AUTORE   DI   QUESTO   BLOG

 

Meditazione interiore sul vivere, pensare e morire

Vivere non è accumulare anni, eventi, traguardi. È abitare la propria coscienza giorno per giorno, riconoscere il proprio limite, e restarvi fedeli senza rimpianti.

Vivere è camminare nel tempo sapendo di non possederlo, lasciare che ogni gesto, ogni parola, ogni silenzio abbia il peso giusto e la leggerezza dell’essenziale.

Io non ho cercato il rumore, ma la verità sobria delle cose, l’armonia discreta tra il pensiero e l’azione, la bellezza muta di chi fa senza pretendere, di chi dona senza chiedere nulla in cambio.

Vivere, per me, è stare, con onestà e coerenza, nella porzione di mondo che mi è stata data. E renderla un po’ più chiara, anche solo con un pensiero limpido.

 

Ho pensato non per possedere il mondo, ma per non lasciarmi possedere da illusioni.

Il pensiero è stato il mio strumento di verità, la mia difesa contro il facile, il vuoto, il già detto.

Non ho mai usato il pensiero per costruire torri, ma per discendere in me stesso, e trovare lì non certezze assolute, ma coerenza interiore.

Pensare, per me, è stato un atto di rispetto verso l’essere, un modo per rendere onore a ciò che esiste senza pretendere spiegazioni.

E nella solitudine del pensiero, ho trovato compagnia: quella di chi, nel passato e nel futuro, condivide il mio stesso bisogno di luce.

 

Morire non è spegnersi, ma restituirsi. Non è un’ingiustizia, ma un atto naturale della coscienza che si ritira, non per fuggire, ma per ricongiungersi.

Non mi interessa sopravvivere nei nomi, nelle immagini, nei ricordi. Mi basta sapere che ciò che ho compreso non va perduto, ma si riversa, come linfa, nel campo più vasto dell’umano.

La morte non è fine, ma dissoluzione dell’individuo nel Tutto da cui proviene. Non c’è nulla da temere in ciò che è necessario, e nulla da rimpiangere quando si è stati coscienti fino in fondo.

Morire è congedarsi in silenzio, come si fa quando si è detto tutto senza gridare. E il mio congedo sarà discreto, ma pieno di verità.

Epílogo

Ho vissuto. Ho pensato. Ho amato il mondo non per ciò che mi ha dato, ma per ciò che mi ha insegnato.

E quando sarà ora, semplicemente, mi ritirerò, con la stessa sobria dignità con cui sono venuto.

Grazie.

Numero3678.

 

L’  A R T E    D I    V I V E R E

 

Viviamo immersi in un flusso continuo: parole, immagini, notizie, opinioni.

Modelli di vita.

Tutto entra, quasi nulla viene trattenuto.

Ci hanno insegnato ad assorbire, non a trasformare, a raccogliere, non a costruire.

Ma l’animo non cresce per accumulo.

Anche il corpo, se mangia senza digerire, non si fortifica, si appesantisce, si intossica, si indebolisce.

Lo stesso accade allo spirito: ciò che non viene elaborato non diventa tuo, resta estraneo, resta in superficie e col tempo smette di servirti e comincia a guidarti.

Per questo, molti parlano e non pensano, ripetono ma non comprendono, sanno citare ma non sanno stare.

Manca lo spazio, manca il silenzio, manca il tempo necessario affinché ciò che entra possa diventare forma e contenuto interiore.

La vita non ha la velocità dei messaggi, né il ritmo delle notizie.

Ha tempi lenti, tempi organici, tempi che non si possono forzare.

Chi vive solo per accumulare, finisce per vivere fuori da sé.

Chi misura tutto in termini di avere, perde il contatto con l’essere.

E quando l’animo non ha un centro proprio, si sposta sugli altri.

Confronta, imita, invidia.

Non perché gli altri siano migliori, ma perché dentro non si è ancora formata una voce stabile.

L’invidia nasce da qui: dal non aver rinsaldato la propria mente.

Il saggio non rifiuta ciò che viene dall’esterno, ma non lo inghiotte: lo trattiene, lo osserva, lo lavora.

Prende ciò che incontra e lo rende coerente con sé.

Non copia, non colleziona, trasforma.

Ciò che trasformi ti appartiene, ciò che non trasformi ti governa.

Per questo non basta assorbire, occorre digerire, non basta sapere, occorre diventare.

E diventare richiede lentezza, attenzione, fedeltà a se stessi.

Non limitarti a stare, non vivere di riflesso.

Non lasciare che il tuo animo diventi un luogo di passaggio.

Assorbi, elabora e poi crea.

 

Seneca.

Numero3667.

 

A M A R E    V E R I T A’

 

Se non controlli la tua mente, sarà la tua mente a controllarti.
E non sceglie mai la pace.

La maggior parte delle persone non è stanca per il lavoro, ma per portare pensieri che non hanno importanza.

Il silenzio non è vuoto. Il silenzio è il luogo dove finalmente ascolti la verità da cui continui a scappare.

Il tuo nemico più grande vive nella tua testa, mascherato da paure, pregiudizi e pensieri ossessivi.

La ragione per cui non dormi è che il tuo cuore conosce ciò che la tua mente rifiuta di accettare.

Soffri più per le storie che racconti a te stessa che per la realtà che affronti.

Quando il tuo cuore è calmo, anche i problemi sembrano più piccoli. Quando la tua mente è chiassosa, anche le benedizioni sembrano pesanti.

Non puoi essere libera se sei controllato da ciò che gli altri pensano di te.

Se vuoi pace, smetti di discutere con la vita.
Non cambia nulla – ti spezza solo.

Non guarisci facendo di più. Guarisci facendo meno e ascoltando dentro di te.

Più insegui la felicità, più ti sfugge.
La pace arriva quando smetti di inseguirla.

Continuerai a rivivere lo stesso dolore finché non imparerai finalmente la lezione che è venuto ad insegnarti.

Le persone non ti deludono. Lo fanno le aspettative.

Se sei sempre di fretta, la vita passerà senza che tu te ne accorga.

Una vita tranquilla non è una vita piccola.
È una vita potente, senza nulla da dimostrare.

 

@DianaUrsu

Numero3660.

 

C O S A    P R E F E R I S C E    I L    C E R V E L L O.

 

Il cervello cerca sicurezza, non correttezza.

Ciò che conosci sembra più sicuro di ciò che funziona meglio.

L’abitudine viene scambiata per verità.

Il conosciuto riduce l’ansia immediata.

Il giusto richiede esposizione.

Il cervello resiste al cambiamento utile.

La familiarità non garantisce benessere.

 

 

@ilmegliodeilibri

Numero3625.

 

 

D I C E    U N    M O N A C O

 

Niente, nella tua vita,

ti appartiene veramente,

né le persone, né le cose,

nemmeno i tuoi pensieri.

 

Il dolore è un insegnante

travestito da nemico:

inchinati davanti a lui

e ti svelerà la sua lezione.

 

Lo scopo della meditazione

non è evadere dalla vita,

ma concentrarti su di te

per vederla chiaramente.

 

da YouTube

Numero3569.

 

D I S C O T E C A

 

Se un giorno ti manca la motivazione, vai in discoteca, resta lucido, non bere nulla.

Osserverai uomini che fingono sicurezza, spendono senza senso, atteggiandosi a bulli, fingendosi criminali.

Vedrai le ragazze e le donne che competono tra di loro per apparire e sentirai intorno a te un’illusione collettiva di felicità forzata.

Capirai che tu sei nato per essere diverso, che nessuno può decifrare la tua storia come fai tu, che in quel posto tu ti senti un pesce fuor d’acqua.

Se ti trovi in discoteca, senza bere, ti renderai conto che viviamo nell’era della mediocrità, dove ci sono persone che dicono di voler costruire il loro futuro, ma lo fanno sprecando il loro presente, scappando dai loro problemi, dalla loro realtà e dalla loro vita, perché attualmente fa schifo e preferiscono non viverla.

Per distinguerti, basta fare ciò che fa una persona intelligente: allontanati da tutto ciò che non è allineato con il tuo obiettivo.

 

da YouTube

Numero3558.

 

O R G O G L I O S O    D I    T E    S T E S S O

 

Non hai bisogno di provare niente,

sei già valido/a così come sei.

Anche con i tuoi difetti tu risplendi,

il tuo cuore è pieno di bontà

e tu stai facendo del tuo meglio:

questo è più che abbastanza.

Sii orgoglioso di te, oggi,

tu conti più di quello che pensi.

 

da YouTube

Numero3553.

 

C U R I O S I T A’    S U L    C E R V E L L O

 

Il cervello funziona meglio con le pause. Riposare non è pigrizia.

Elabora le immagini 60.000 volte più velocemente delle parole.

Usiamo solo circa il 10% del cervello? È un mito: lui è sempre attivo.

Pensare costantemente a qualcosa di doloroso fa sentire il cervello, quasi fisicamente, dolorante.

Crea falsi ricordi. A volte “ricordi” cose che non sono mai accadute. (Forse perchè volevi o temevi che accadessero).

Lo stress cronico riduce alcune aree cerebrali, ma l’apprendimento e la meditazione possono espanderle.

Il cervello ama i modelli, anche se non esistono. Ecco perché le superstizioni sono comuni.

Il cervello rilascia dopamina solo anticipando il piacere. Il futuro influenza il presente.

Il sonno scarso distrugge i ricordi recenti, ma rafforza i ricordi vecchi.

Ogni decisione che prendi modifica fisicamente le connessioni neurali. Ti trasformi, letteralmente, agendo.

 

@CodiciMentali

Numero3545.

 

A M A R E,   A M A R S I    E D    E S S E R E    A M A T I

 

Le persone che donano più amore

sono spesso quelle che non si sono

mai sentite amate davvero.

Così finiscono per prendersi cura

degli altri più che di se stesse,

sperando di ricevere in cambio

lo stesso affetto. Ma non accade mai.

Nascondono sempre il loro dolore,

raccontando solo metà della storia

e tengono tutto nascosto, perché

non vogliono  mai essere un peso.

 

@stanzazen

Numero3530.

 

A N S I A

 

C’è un punto della tua vita

in cui capisci che l’ansia

non è un marchio ma

soltanto un passaggio,

un tratto della tua strada

che non durerà per sempre.

Tu non sei ciò che ti fa

paura, sei ciò che continua

nonostante la paura,

sei ciò che attraversa

il buio e non smette di

cercare la propria luce.

Un giorno ti volterai

e questo capitolo sarà

solo un ricordo sbiadito.

 

@lifeisinthewords

Numero3526.

 

I L    S E G R E T O    D E L L A    V E R A    C R E S C I T A

 

La crescita fa male. Ecco perché pochi, molto pochi, la scelgono.

Tu puoi disfarti delle persone, delle abitudini, anche del tuo passato.

La crescita reale è silenziosa, invisibile.

Non riguarda il cambiamento degli altri, ma il tuo.

Ogni nuova versione di te stesso richiede un sacrificio.

Non temere l’evoluzione. È la prova della vita.

Il traguardo non è diventare migliore degli altri, ma migliore di quello che sei stato fino a ieri.

 

da YouTube

Numero3525.

 

È    T A R D I ?

N O,    È    I L    M O M E N T O    G I U S T O

 

Quando pensi che

sia troppo tardi,

ricordati che il sole

non sorge mai

in anticipo.

Ogni cosa ha

il suo tempo.

Anche il tuo risveglio.

Non sei in ritardo.

Stai arrivando proprio

dove devi essere.

E se oggi ti senti

dietro a tutto,

guardati dentro:

forse, stai solo

tornando a casa.

 

@healingsoulmusic436