Numero3780.

 

LE  5  PORTE  ATTRAVERSO  LE QUALI

LA  MISERIA  ENTRA IN CASA TUA.

 

E no, la miseria non entra sempre e solo perché mancano i soldi.

A volte, entra in silenzio, dalla porta principale e nessuno se ne accorge.

La prima porta è il disordine: quando una casa vive nel caos, anche la mente si confonde. Non trovi le cose, dimentichi gli impegni, rimandi tutto e, senza accorgertene, perdi energia ogni giorno.

La seconda porta è la pigrizia: i piatti restano lì, la spazzatura aspetta, le cose da fare si accumulano e, piano piano, “lo faccio dopo” diventa uno stile di vita. Prima riguarda la casa, poi riguarda tutto il resto.

La terza porta è l’irresponsabilità: quando nessuno si prende cura di nulla, tutti pagano il prezzo. Una casa dove ognuno pensa solo a se stesso diventa fragile, perché una famiglia cresce quando ciascuno fa la sua parte.

La quarta porta è lo spreco: non solo spreco di denaro, spreco di cibo, di tempo, di occasioni, di energia. Chi non sa custodire il poco, difficilmente saprà gestire il tanto.

La quinta porta è la lamentela costante: ci sono case dove si parla sempre di problemi, mai di soluzioni, sempre di colpe, mai di responsabilità, sempre di ciò che manca e mai di ciò che si può costruire.

Chiudi queste 5 porte e qualcosa cambierà, perché la prosperità non arriva sempre come denaro, a volte arriva come pace, ordine, disciplina, rispetto, unione.

E quando queste cose abitano una casa, la miseria non trova più spazio per restare.

 

da YouTube

 

 

Numero3778.

 

AMORE  VERO

 

Chi ama davvero non

cerca la perfezione,

ama la persona,

non l’immagine che

se ne è creata.

Accetta i difetti,

comprende la fragilità

e resta anche

nei momenti difficili.

Perché l’amore sincero

non nasce quando

tutto è perfetto, ma

quando si sceglie

di restare nonostante

le imperfezioni.

 

@veritàeriflessioni

Numero3773.

 

SOGNI  E  PROGETTI  DI  VITA

 

Sognare, credere e ottenere risultati sono

tre passi importanti verso il tuo successo.

I sogni ti danno la visione di ciò che vuoi

diventare nella vita; credere in te stesso

ti dà la fiducia e il coraggio di perseguire

quei sogni, nonostante sfide e fallimenti.

Quando combini i tuoi sogni con il duro

lavoro, con la determinazione e il positivo

atteggiamento, il risultato diventa possibile.

Ogni persona di successo comincia con

un sogno e con la convinzione che lo potrà

trasformare in realtà. Ostacoli possono

presentarsi lungo il cammino, ma la tenacia

aiuterà a superarli. Perciò, sogna in grande,

credi nelle tue capacità e lavora sodo per

raggiungere il tuo risultato e creerai così

un luminoso e stabile futuro di successo.

 

@DailyReminderr1

Numero3772.

 

BUONA  O  CATTIVA  SORTE

 

Se hai perso l’autobus, forse hai evitato un incidente.

Se sei stato respinto, forse ti sei salvato da una situazione sbagliata.

Se qualcuno se ne è andato, forse ha lasciato un posto libero nella tua stanza.

Quante volte hai pensato di aver perso qualcosa di importante per te?

Una persona, un lavoro, un’occasione. Ma, forse, non era davvero destinato a te.

Perché ciò che è scritto per te non ti passerà accanto.

Ogni porta che si chiude ti allontana da ciò che non era il tuo cammino.

E ciò che ti appartiene arriverà al momento giusto.

L’universo ti protegge in modi che, a tutta prima, sembrano cattiva sorte.

Non c’è contrarietà che non sia anche un vantaggio o un’opportunità.

Numero3771.

 

STARE  SOLI

 

Ho creduto per anni che

la cosa peggiore fosse restare soli.

Mi sbagliavo: la solitudine fa male,

sì, però, almeno è onesta.

La cosa peggiore è stare con persone

che ti fanno sentire invisibile.

Condividere i giorni, ma sentirti solo

lo stesso: quella è la solitudine

alienante che nessuno vede.

Scegli meglio con chi stai.

Stare soli è mille volte più leggero

che stare con le persone sbagliate.

 

@healingsoulmusic-it

Numero3767.

 

A   MIO   FIGLIO   VOGLIO   DIRE

 

A mio figlio voglio dire:

ti guardo crescere e vorrei

tanto fermare il tempo.

Tu, per me, sarai sempre

il mio bambino, tu hai dato

un senso alla mia vita.

Un giorno, quando il mio

lavoro con te sarà finito,

ti parlerò dei miei sacrifici,

e non perché voglio che tu

ti senta in debito, ma perché

voglio farti capire che, in ogni

scelta che ho preso, c’ho messo

tutto l’amore che avevo.

Ogni rinuncia che ho fatto, ogni

lunga nottata, ogni sacrificio

era un modo per dirti che ti

voglio bene, figlio mio, e farei

tutto altre mille volte senza

pensarci, perché vederti felice,

sapere che tu stai bene è la

ricompensa più grande che

la vita potesse mai darmi.

Tu sei tutto per me, figlio mio,

continuerò a vivere per te.

Numero3765.

 

CERTEZZA   E   VERITA’

 

Accetta sempre la verità da chi te la dice,

francamente, senza la volontà di ferirti,

ma non rinuncia, comunque, a dirtela,

perché la verità non è un’arma ma, anche

se scomoda, è una mano tesa da un amico.

 

Quante volte ti sei fermato alla comodità

della sicurezza, senza verificare mai se

fosse anche verità: quanto più essa è facile

da accettare, tanto più tenti di farla passare

per vera, a priori, senza alcun filtro critico.

 

E se, un bel giorno, ti accorgi che ciò che

ti sembrava certo non è più vero, che fai?

La certezza ti fa dormire sonni tranquilli,

per pigrizia mentale, per rassegnazione.

Essa supera sempre il bisogno di verità.

Numero3764.

 

MALICIDIO

 

Malicidio (malicidium, in latino) è un termine introdotto da Bernardo di Chiaravalle per indicare l’omicidio di un non cristiano in guerra, quando non vi sia altro mezzo per impedire il male che commette.

La teoria

Bernardo, riprendendo il concetto di «guerra giusta» introdotto da Agostino d’Ippona, teorizza che l’uccisione di un infedele, di un eretico o di un pagano – giudicati come “nemici della fede” – non deve essere considerata come un omicidio (vietato dal V Comandamento), ma come un «malicidio», ovvero come l’estirpazione di un male.

Il pagano da sopprimere doveva essere eliminato in quanto portatore di un Male assoluto e irredimibile, ma restava degno di amore per la sua umanità.

Uccidere un infedele diventava dunque, nella concezione di Bernardo, un servizio meritevole reso alla causa divina.

Citando lo stesso Bernardo:

«Il Cavaliere di Cristo uccide in piena coscienza e muore tranquillo: morendo si salva, uccidendo lavora per il Cristo».

E ancora: «Egli» [il soldato di Cristo, ndr] «è strumento di Dio per la punizione dei malfattori e per la difesa dei giusti. Invero, quando egli uccide un malfattore, non commette omicidi, ma malicidio, e può essere considerato il carnefice autorizzato di Cristo contro i malvagi».

Tuttavia, secondo Bernardo, non è lecito uccidere il male nell’infedele (e l’infedele stesso) se prima non si è «ucciso» il male in sé stessi.

In questo modo, la crociata diviene, nella concezione cattolica medievale, un momento ascetico e penitenziale del guerriero stesso.

Bernardo si dichiara in ogni caso contrario alla coercizione per forzare la conversione degli infedeli, e giustifica la violenza come mezzo di difesa della fede, dichiarando che «Non si dovrebbero uccidere neppure i pagani qualora ci fosse una maniera diversa per impedir loro di opprimere i fedeli.».

Questa teoria fu elaborata da Bernardo in base ad una specifica questione postagli dai Cavalieri Templari per dare una qualche risposta alla difficoltà per un cristiano di conciliare la guerra non difensiva con la parola di Dio.

Bernardo riprende e sviluppa in diverse altre occasioni gli argomenti alla base della nozione di malicidio.

Nel 1146, nella lettera 363 il santo esorta il clero ed i fedeli della Francia orientale a prendere le armi per difendere la Chiesa d’Oriente contro il pericolo degli infedeli, ed afferma che «La morte inflitta o ricevuta nel nome di Cristo da un canto non ha nulla di criminale, dall’altro merita una gran gloria».

I fondamenti della teoria

Tale teoria poteva trovare una base nell’interpretazione di diversi scritti dell’Antico Testamento ed in alcune lettere paoline del Nuovo Testamento.

Nel Deuteronomio, Dio comunica a Mosè i Dieci Comandamenti. Fra essi, il quinto (Deut. 5, 17) comanda «Tu non ucciderai». Nello stesso testo, (Deut. 7, 1-2) tale comando appare tuttavia inteso come limitato al popolo eletto, quando Dio ordina di sterminare tutte le popolazioni straniere che occupano la terra promessa.

La lettura dell’Antico Testamento mostra in diverse altre occasioni la rilevanza degli aspetti militari dell’alleanza tra Jahvé e gli Ebrei. In diversi libri dell’Antico Testamento (Deuteronomio, Numeri, Giosuè, Geremia) compare anche il concetto di herem, di «sterminio” del nemico, ovvero di votare a Dio tutte le prede di guerra».

Un ruolo importante nella teologia cristiana ricopre sant’Agostino nella giustificazione dell’uccisione degli infedeli, ossia della guerra santa. A questo proposito, scrive lo studioso francese Minois: «Per Agostino l’uso della violenza per il bene altrui si giustifica con l’attitudine naturale del padre che castiga il figlio per educarlo.»

Sant’Agostino concepisce la guerra come una tragica necessità per ristabilire l’ordine e la pace. La violenza è lecita solo se usata come extrema ratio dall’autorità legittima, con l’obiettivo di difendere i deboli, punire l’ingiustizia e non per cupidigia. Il fine ultimo rimane sempre e solo il raggiungimento di una pace stabile e giusta.
Il pensiero agostiniano (espresso principalmente nel De Civitate Dei) delinea dei requisiti cardine del bellum iustum:
    • Autorità legittima: La guerra può essere dichiarata solo da chi detiene il potere sovrano, non dai privati.
    • Giusta causa: La violenza è giustificata esclusivamente per rispondere a un’aggressione ingiusta o per riparare a un torto subito.
  • Retta intenzione: La guerra non deve essere guidata da odio, crudeltà o sete di potere. Essa deve essere combattuta con spirito di carità, per amore della pace e per riportare i malvagi sulla retta via.
La riflessione di Agostino parte dalla consapevolezza che, in un mondo terreno segnato dal peccato, la pace perfetta (tranquillitas ordinis) non esiste.
Pertanto, l’uso della forza diventa uno strumento morale se impiegato per arginare il male e garantire la sopravvivenza della giustizia. 
Questi principi hanno gettato le basi per tutta la successiva tradizione teologica e giuridica occidentale sulla gestione dei conflitti, con sviluppi storici ampiamente documentati nella “Dottrina della guerra giusta” e discussi nella riflessione contemporanea sull’uso della forza per la “Difesa dei diritti umani”.

 

da Wikipedia

Numero3763.

 

DURE   VERITA’

 

Connessione ravvicinata non significa lealtà: alcune persone sono leali solo al loro bisogno di te.

Se tu devi ridimensionare il tuo valore o nascondere la tua intelligenza, in una stanza, esci subito da lì.

La solitudine distruggerà i tuoi standards, se tu non stai bene con te stesso.

La fiducia sta anni per costruirsi, secondi per distruggersi, una vita per ripristinarsi.
Trattala come fosse oro.

Le persone che ti dicono ciò che tu vuoi ascoltare sono pericolose; quelle che ti dicono ciò che tu hai bisogno di sentire sono la tua giusta cerchia.

Perdonare qualcuno non significa invitarlo di nuovo a casa tua. Tu puoi guarire a distanza.

 

@DailyReminder1

Numero3762.

 

AMA   TE   STESSO

 

Prenditi cura sempre di te stesso

con la stessa gentilezza e pazienza

che tu liberamente dedichi agli altri.

Riposa quando ne avverti il bisogno.

Proteggi la tua pace senza sentirti

in colpa per questo. Il modo in cui

ami te stesso definisce il tono di

amore che tu diffondi nella tua vita.

Quando tu ti tratti con attenzione,

tu mostri agli altri che il tuo cuore

è qualcosa di valore che deve essere

apprezzato, non preso per scontato.

 

@DailyReminder1

Numero3761.

 

FELICITA’   INTANTO

 

Vedi, la vita è troppo corta

per aspettare che tutto sia

al posto giusto, prima che

tu ti permetta di goderne.

La vita avrà sempre qualche

casino, qualche imperfezione,

e qualche giorno più duro.

Allora, non continuare a

trascurare la tua felicità.

Fatti sorridere nel bel mezzo

delle tue disavventure.

Talvolta, la gioia non si trova

dopo la tempesta, ma proprio

mentre la stai attraversando.

 

@dailyreminderr1

Numero3760.

 

IL  POTERE  DI  DECIDERE

 

Ogni mattina, stringi tra le mani l’unico potere

che ti è dato di gestire: quello di scegliere.

Puoi consumare le tue giornate a covare

un sordo rancore o decidere di voltare pagina.

Puoi scegliere se farti soffocare dal rimpianto,

o respirare l’aria libera di un nuovo inizio.

Tra il peso di un passato che non puoi cambiare

e la bellezza di un presente ancora da scrivere,

ricordati che il tempo non torna mai indietro.

Non sprecarlo a guardare le ombre: accendi

la tua luce, prenditi il tuo spazio e concediti,

finalmente, a cuor leggero, il lusso di essere felice.

 

@healingsoulmusic-it