Com’è bella la cicatrice
che mi ricorda
quando ero felice.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Com’è bella la cicatrice
che mi ricorda
quando ero felice.
C’è una crepa in ogni cosa:
è da lì che entra la luce.
Le persone dolci non sono ingenue, né stupide,
né, tanto meno, indifese o sprovvedute.
Anzi, sono così forti da potersi permettere
di non indossare alcuna maschera.
Libere di essere vulnerabili, di provare emozioni,
di correre il rischio di essere felici.
E’ un caso di vittoria
del pensiero sulla materia:
se non ci pensi,
non esiste.
Più divento vecchio
e più odio aver ragione.
Non mi piace lasciare le cose
in mano al destino.
Claire Underwood.
Il matrimonio
è la prima causa
di divorzio.
Obbligatorietà dell’azione penale.
Cos’è?
E’ un’istigazione a delinquere?
O è l’incentivo ad un atto sessuale?
Un uomo di successo è colui il quale
guadagna più di quanto sua moglie
sia in grado di spendere.
Una donna di successo è quella
che trova quest’uomo.
Tu dammi quel che vuoi.
Io ti do quel che posso.
Meglio un giorno da “Squacquerone”
che cento da “Galbanino”.
Accontentarsi equivale
a morire in vita.
Il tempo,
alla fine,
si mostra
per quello
che è:
un’illusione.
E pensare com’era bella
questa notte tanti anni fa,
alla luce di un’altra stella,
alla luce di un’altra età.
L’unico posto che spero
di continuare ad occupare
sta nel cuore di una donna.
Spero che quella donna aspiri
alla stessa cosa.
E che sia su questa terra,
dove siamo nati per starci,
e che non è nell’aldilà.