Numero3740.

 

RELAZIONI

 

All’inizio di una relazione, tutto sembra naturale, spontaneo e carico di emozioni positive.

Con il tempo, però, queste sensazioni possono affievolirsi, se smetti di nutrirle consapevolmente.

Non è la relazione a cambiare improvvisamente, ma il livello di attenzione che le dedichi.

Dare per scontato ciò che prima ti faceva stare bene porta lentamente a perdere quella connessione iniziale.

Mantenere vive certe emozioni richiede presenza, piccoli gesti e cura quotidiana.

Non si tratta di ricreare qualcosa di impossibile, ma di scegliere di coltivarlo nel tempo.

La consapevolezza permette di riconoscere ciò che conta davvero..

L’attenzione trasforma i dettagli in momenti significativi.

Chi mantiene viva una relazione non si affida solo all’entusiasmo iniziale, ma lo alimenta con intenzione.

È questo che fa la differenza, nel lungo periodo.

 

@ilmegliodeilibri

 

Un detto turco dice che, quando ami davvero qualcuno, lo ami due volte.

La prima volta non è l’amore vero, è l’amore luminoso, quello delle farfalle nello stomaco.

Ami il modo in cui ride, le cose che fa, come ti parla: è l’amore semplice, spontaneo.

Poi passa il tempo, le difese si abbassano, le maschere cadono e inizi a vedere le parti più difficili.

Vedi le fragilità, le paure, le difficoltà a fidarsi..

È lì che molte relazioni finiscono.

Ma è proprio lì che comincia il secondo amore.

E questo secondo amore è quello adulto, quello profondo, quello che non idealizza, ma comprende e accoglie.

Il vero amore comincia quando hai visto le ombre, le difficoltà, e decidi di restare.

 

@stanzazen

 

Tua moglie è la tua compagna, non la tua serva.

Il matrimonio è collaborazione, non lotta di potere.

Non lasciarti guidare dall’ego: guida con rispetto.

Se accanto a te si sente sola, c’è qualcosa che non va.

La lealtà si conquista con il carattere, non con il controllo.

Proteggi il suo cuore come vorresti che lei proteggesse il tuo.

Un vero uomo costruisce sicurezza, non paura.

Se vuoi essere onorato in casa, onora prima tua moglie.

Il rispetto non si pretende: si merita e si dimostra ogni giorno.

 

@iulianalatea

 

Numero3724.

 

da  QUORA

Scrive Alex Leroy, corrispondente di Quora

 

DOVE  SBAGLIANO  GLI  UOMINI  CON  LE  DONNE ?

 

Come accompagnatore, assieme ad alcuni amici, sto lavorando ad un progetto che serve proprio agli uomini a recuperare strumenti che li rendano più self confident (fiduciosi in se stessi) nell’approcciare le donne.

Non c’è mai un approccio univoco e ogni storia è una storia a sè.

Col mio team rifuggiamo i concetti espressi dalla mascolinità tossica che ha generato fenomeni come la Manosfera, gli Incel o Redpill.

Cerchiamo piuttosto di prefigurare un approccio di Mascolinità positiva.

Per rispondere alla domanda, semplificando molto, possiamo dire che gli uomini sbagliano spesso con le donne non per cattiveria, ma perché seguono miti sbagliati, consigli tossici e un’idea distorta di quello che davvero attrae e mantiene l’interesse femminile.

Scarterò di proposito tutto gli atteggiamenti provenienti dalla mascolinità tossica perché la ritengo la risposta sbagliata ad una giusta domanda.

Mi concentrerò, invece, su atteggiamenti non tossici ma comunque sbagliati.

Il primo grande errore è credere che essere “troppo gentili” sia la strada giusta. Molti pensano che se si mostrano sempre disponibili, accondiscendenti e pronti a soddisfare ogni desiderio, la donna si innamorerà.

In realtà questo atteggiamento comunica spesso insicurezza e mancanza di spina dorsale.

Le donne sono attratte da un uomo che ha rispetto per se stesso, che ha una sua vita interessante e che non si annulla pur di piacere.

Essere gentili è bello, ma senza dignità diventa debolezza.

Un altro sbaglio classico è inseguire troppo.

Bombardare di messaggi, insistere quando l’interesse non è reciproco, regalare cene e complimenti nella speranza di “meritarsela”, tutto questo di solito produce l’effetto opposto: l’attrazione non si può negoziare né comprare.

Quando un uomo spinge troppo, la donna sente pressione e si allontana.

Molti commettono anche l’errore di idealizzarla troppo presto: metterla su un piedistallo, dirle che è perfetta, che non la meritano.

Questo crea squilibrio e toglie quella sana tensione che invece alimenta il desiderio.

Le donne vogliono sentirsi desiderate, non idolatrate.

Nella fase di frequentazione o di relazione, uno degli sbagli più gravi è non saper ascoltare davvero.

Molti uomini ascoltano per risolvere un problema, mentre spesso lei ha solo bisogno di sentirsi capita e validata emotivamente.

Allo stesso tempo, tanti faticano a esprimere le proprie emozioni, rimanendo chiusi per paura di apparire deboli: questo crea distanza.

Un altro errore frequente è abbassare l’impegno una volta che la relazione sembra avviata: all’inizio corteggiano con attenzione, poi i messaggi diminuiscono, le uscite diventano routine e il romanticismo svanisce.

Le donne percepiscono subito quando l’energia cala e lo interpretano come disinteresse.

Molti sbagliano anche perché proiettano insicurezze: diventano gelosi senza motivo, controllanti o, al contrario, emotivamente irraggiungibili.

E c’è chi pensa ancora che il sesso sia solo una questione fisica o meccanica, senza capire che per lei il desiderio nasce soprattutto da connessione emotiva, sicurezza e polarità tra maschile e femminile.

Alla base di molti di questi errori c’è un mito pericoloso: “le donne vogliono i bastardi” o “devi comprarla con soldi e regali”.

La verità è più semplice e più impegnativa: le donne sono attratte da un uomo autentico, sicuro di sé senza arroganza, che sa essere giocoso, rispettoso ma con confini chiari, che ha una vita propria e che non ha paura di essere se stesso.

In sintesi, gli uomini sbagliano quando si concentrano più su “cosa fare per piacerle” che su “diventare una versione migliore di se stessi”.

Quando smettono di recitare un ruolo e iniziano a coltivare fiducia, comunicativa e rispetto reciproco, le dinamiche cambiano radicalmente.

Le donne ovviamente sbagliano a loro volta, ma se un uomo lavora seriamente su questi punti, vedrà che molti problemi si risolvono da soli.

Numero3721.

 

U O M I N I    E    D O N N E :    U N    T E A T R I N O    D A    S C O P R I R E

 

Non solo nella danza del corteggiamento, ma anche e soprattutto, nella quotidianità della relazione stabile, c’è un solo connotato di comportamento che può rendere salda e di sicura durata la connessione di coppia: l’imprevedibilità.

A questa conclusione sono arrivato al termine di una carriera da compagno di vita di donne diverse, per numero e per qualità, la cui frequentazione mi ha insegnato molto, fino a diventare, lo posso ben dire, un “esperto” dell’argomento.

Devo ammettere candidamente che, all’inizio sbagliavo tutto di brutto e ripetutamente, perchè non riuscivo a realizzare che i piani e gli obiettivi di una relazione fra uomo e donna sono drammaticamente asimmetrici e problematici: è molto difficile trovare e stabilire una connessione su un livello di prossimità, e men che mai di coincidenza.

Semplicemente perché io consideravo la condotta “logico-pratica” universale e condivisibile, al punto da aspettarmi di incontrare la mia partner su questo criterio selettivo di comportamento.

E mi sbagliavo. Insistevo e sbagliavo ancora.

O ero ingenuo e impreparato io – cosa che, in seguito, ho scoperto essere vera – oppure il mondo femminile doveva essere approcciato con altre tecniche di cui non ero ancora al corrente.

A mie spese e, senza tema di smentite, direi sanguinosamente, ho imparato.

Al punto che, adesso, potrei anche, non dico istruire, ma consigliare sì, un mio collega di sesso più giovane.

Espongo qui, senza criterio logico, a spizzichi e bocconi, a macchia di leopardo, seguendo l’ordine cronologico del flusso dei pensieri, quello che mi viene in mente di dire sulla relazione fra un uomo e una donna che si avvicini il più possibile ad una situazione accettabile, condivisibile o, magari, soddisfacente, se non proprio ottimale.

 

Parto dalla premessa: il comportamento vincente nella relazione di successo, a mio avviso, è l’imprevedibilità.

È una dote, nell’uomo, per nulla facile da trovare, da mantenere, da applicare nella lunga durata di una relazione, tant’è che la stessa si inceppa e comincia a sgretolarsi proprio quando il rapporto comincia a diventare rutinario, monotono, a volte noioso, se non addirittura frustrante.

Esistono due tipi di imprevedibilità: l’imprevedibilità attraente e quella instabile.

Un uomo deve essere solido nella sua essenza, ma imprevedibile nella sua espressione.

L’imprevedibilità instabile viene da un uomo che non sa chi è.

Se dice di no a tutto, è solo un idiota ostinato.

Se dice di sì a tutto, è solo un codardo emotivo.

L’imprevedibilià diventa attraente quando può essere paradossale, quasi irrazionale, ma scaturisce da una profonda convinzione e da una rocciosa coerenza.

È una dote assai apprezzata dalle donne, nel proprio uomo, e molto invidiata dalle altre donne, nei loro feroci paragoni, quando non ne possono godere nella propria relazione.

Credo di non sbagliare se dico che le donne con una relazione stabile fantastichino che le altre donne desiderino i loro mariti o compagni, perchè in questi intuiscono una originalità ed una creatività nell’alimentare l’interesse attrattivo, che i loro partner magari avevano, ma hanno dimenticato e non hanno nessuna voglia di rinverdire.

 

Un altro paradigma del rapporto di coppia è la possessività, se non la gelosia.

Esistono due tipo di possessività: quella insicura e quella sicura.

La differenza è abissale.

La prima è: non puoi parlare ad altri uomini, perché ho paura che tu mi lasci.

La seconda vuol dire: tu sei mia e io sono tuo e c’è qualcosa di sacro in questo legame che io proteggerò.

La degenerazione della prima è la gelosia, un veleno letale.

L’evoluzione della seconda è un rinnovato impegno per essere all’altezza delle aspettative del partner, oltre il privilegio del diritto coniugale e il ricatto della sanzione sociale.

 

Forse non tutte le donne sono pronte a sottoscrivere e ad ammettere quello che dirò adesso, ma io sono persuaso che, nel loro inconscio, questa sensazione esiste e perdura.

La donna ha una fantasia costantemente presente: quella di essere la seconda priorità di un uomo.

Non l’ultima, non la prima, ma la seconda.

La prima, nel suo uomo, dovrebbe essere la sua missione, il suo contributo al mondo.

Quando lei vede di essere il centro esclusivo dell’interesse del suo uomo, capisce che lui non ha altri obiettivi nella vita e questo, lungi dall’essere appagante e rassicurante, la convince di avere uno scarso valore, che condivide col partner sullo stesso livello.

Quando lui è così concentrato su quello che vuole realizzare, che lei deve competere con le aspirazioni primarie di lui, lei si sente viva e invidiata e, in ultima analisi, orgogliosa della propria relazione.

La donna vuole sentire che stare con un uomo è un privilegio, non un diritto garantito, e questo incrementa la propria autostima, la considerazione di sè.

Lei vuole essere la regina di un re, non la totalità nella vita di un uomo senza scopo.

Così, paradossalmente, lei è più attratta e desiderosa dell’attenzione di lui, uomo di valore, fiera e compiaciuta di essere prescelta da qualcuno così focalizzato.

 

Fare sesso per abitudine: zero attenzione, zero polarità sessuale, zero corteggiamento, zero anticipazione, zero fantasia.

Come è diverso, invece, quando l’uomo la tocca mentre sta cucinando, o la seduce perchè non è appropriato, non è convenzionale ma è imprevisto, come se lui dovesse ancora conquistarla, come fosse un premio da vincere.

È il tipo di lusinga a cui una donna vorrebbe cedere ogni giorno, perché si sente desiderata, anche nei momenti più improbabili, perché la scintilla accende sempre la fiamma, perchè quella fiamma è il calore della vita insieme.

 

Ma è umano che l’uomo, talvolta, si senta fragile.

Ma non deve temere di mostrare la sua vulnerabilità: non sta trasformando la propria donna nella sua terapeuta, tenta solo di condividere qualcosa di gravoso, senza perdere la sua struttura e la solidità dei suoi principi ed obiettivi.

Le sta chiedendo di stare al suo fianco.

Si sta facendo guardare dentro la propria corazza: se lui è forte, lei lo vedrà e questo creerà una connessione emotiva profondissima.

 

La donna vuole un uomo che la sfidi ad evolversi, a non accettare una versione mediocre di se stessa.

Se non c’è nessuna pressione, nessuno standard da raggiungere o confermare, nessuna prospettiva di eccellenza, la donna capisce che si sta autosabotando e che il quieto vivere la fa morire dentro.

Se l’uomo ha standard così alti che lei deve crescere per essere alla sua altezza, allora la noia e la rassegnazione non saranno di casa in quella relazione.

L’uomo l’aiuterà e la inciterà, ma non accetterà che lei si accontenti, perché ha visto un potenziale in lei che lei stessa ha smesso di vedere: è essere il suo specchio in grandezza.

Lui non farà il tifo per la sua trascuratezza, non sarà la sua “claque” in mediocrità.

In questo l’uomo non è controllante, ma incentivante, stimolante.

Se lui accetta qualunque cosa da lei, significa che i loro standard sono bassi o si stanno abbassando per assenza di motivazione.

 

Le donne fantasticano di essere scelte e concupite ogni singolo giorno.

L’attrazione si adagia nella quotidianità, mentre la donna adora l’incertezza dell’improvvisazione, gode, magari in silenzio, dell’attesa di essere conquistata.

Quindi, non abitudine, ma scelta attiva e propositiva di intimità imprevedibili ed autentiche, prove di pulsioni, di urgenze non premeditate ma spontanee, quasi istintive e mai razionali e, men che mai, consuetudinarie.

Lei vuole la sicurezza dell’impegno, combinata con l’emozione della scelta continua, vuole sentire che il suo uomo l’ha conquistata ieri e la conquisterà domani.

Però questo richiede, non paradossalmente, che lei mantenga sempre alto il valore della conquista, che lei costituisca un premio non banale da vincere.

Un uomo di valore, che ha opzioni alternative, che potrebbe anche andarsene, sceglie di restare, solo se dove sta si trova bene.

E tutto ciò, insieme, è la formula vincente dell’armonia di coppia.

 

La differenza, nelle relazioni, tra uomini mediocri e uomini straordinari è semplice: i mediocri ignorano la psicologia femminile, perché li mette a disagio; gli straordinari la studiano, la capiscono e la usano per attivare connessioni profonde.

Le donne non comunicano con gli uomini, perché razionalità ed empatia non hanno convergenze parallele; questi non le capiscono e le relazioni muoiono o, tuttalpiù, sopravvivono per abitudine: e tutti soffrono in silenzio.

Non permettiamo mai che una relazione vada a parcheggiare su un binario morto.

 

 

 

 

 

Numero3713.

 

A L C H I M I A    D E L L ‘  A T T R A Z I O N E

 

La vera attrazione fra due persone risiede nel cervello?

 

da  QUORA

risponde Marco, corrispondente e commentatore.

 

Siamo ossessionati dalla perfezione estetica, dai fisici scolpiti e dai visi simmetrici, ma la verità cruda è questa: il corpo più bello del mondo diventa insopportabilmente noioso, dopo qualche mese, se in quel corpo non c’è una mente in grado di tenerti testa e corrisponderti validamente.

Quindi, sì. La vera attrazione risiede nel cervello.

Anzi, ti dirò di più: il cervello è il vero, e più potente, organo sessuale.

Qualche anno fa ho avuto l’occasione di frequentare una donna che sembrava uscita dalla copertina di una rivista. Fisicamente impeccabile, il tipo di presenza che fa zittire un’intera stanza quando entra. Per le prime settimane, lo ammetto, ero totalmente accecato dall’estetica.

Eppure, ricordo perfettamente il momento esatto in cui tutto è crollato.

Eravamo a cena. Lei parlava ininterrottamente, ma era una conversazione drammaticamente vuota. Non c’era scambio, non c’era curiosità per il mondo, non c’era quella scintilla di imprevedibilità o di ironia.

Guardavo il suo viso perfetto e, all’improvviso, ho provato la sensazione più letale in assoluto: la noia profonda. L’attrazione si era letteralmente polverizzata, evaporata tra un bicchiere di vino e un discorso superficiale.

Mesi dopo, la vita mi ha messo davanti a una situazione opposta.

Ho conosciuto una persona che non rispecchiava i canoni classici della modella irraggiungibile. Ma aveva un modo di osservare le cose che mi disarmava.

Una sera, dopo un evento, siamo finiti a parlare in macchina fino alle quattro del mattino. Abbiamo smontato le nostre paure, riso delle nostre ambizioni e discusso di come vediamo il mondo.

In quel momento ho sentito un “click” devastante, un magnetismo che non avevo mai provato. La sua intelligenza stava letteralmente spogliando la mia.

Lì ho compreso la differenza abissale tra desiderare semplicemente un corpo e desiderare ferocemente una persona.

L’attrazione fisica è il biglietto da visita. È l’istinto animale, il marketing che ti fa entrare nel negozio.

Ma l’attrazione mentale è la vera colla che ti fa decidere di restare. È la rara capacità di perdersi in una conversazione per ore. È il riuscire a capire l’umorismo tagliente dell’altro con un solo sguardo incrociato in mezzo alla folla. È trovare profondamente eccitante il modo in cui quella persona risolve un problema, difende le sue idee o ti sfida a non accontentarti.

La pelle invecchia, i muscoli cambiano, l’abitudine inevitabilmente subentra. Ma la complicità intellettuale non ha rughe.

Quando trovi qualcuno che stimola il tuo cervello, che ti capisce senza bisogno di spiegare ogni virgola e che ti spinge oltre i tuoi limiti, l’attrazione fisica non scompare: si trasforma e si amplifica a livelli che la pura estetica non potrà mai, in nessun caso, raggiungere.

Alla fine, la vera domanda da farti oggi è questa: la persona che hai accanto (o che stai cercando) ti fa solo venire voglia di toglierti i vestiti, o ti fa venire voglia di abbassare le tue difese e scoprire chi sei veramente?

 

N.d.R. : Esistono diverse forme di attrazione. Quella più esaltante, qualitativamente più accrescitiva e appagante, è la simbiosi con una persona che ci fa sentire capiti, che fa realizzare noi stessi attraverso la scoperta di aspetti in noi nascosti o accantonati, che ci fa essere, sentirci e apprezzarci come vorremmo sempre, che ci fa interpretare la nostra versione migliore.
È attraverso questa persona che noi ci amiamo e ci compiaciamo.

Ed è questo che noi chiamiamo amore: la forma più sofisticata e raffinata di egoismo.

Apparentemente, ufficialmente, è rivolto verso l’altro, mentre, in realtà, è amore per se stessi.

Ma nessuno vuole ammetterlo: sarebbe poco elegante.

È così che intende l’amore Friedrich Nietzsche, quando afferma, in un suo famoso, paradossale aforisma, che “Una madre non ama il figlio, ama se stessa attraverso il figlio”.
Intende dire che la madre, mettendo al mondo un figlio, crea il miracolo della vita, che lei sente come autorealizzazione sublime della propria natura: è autoaffermazione ed è, in realtà, un compiacimento egoistico autoreferenziale.

Senza essere così tranchant, ritengo che l’amore di una madre sia un amore doppio: quello per il figlio e quello per se stessa.

È per questo che l’amore materno è il più grande amore del mondo.

Nel Vangelo di Matteo (Matteo 3, 13-17), si legge questa frase: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”: è la solenne proclamazione di Dio, durante il Battesimo di Gesù e la Trasfigurazione.

Il Padre attesta l’identità di Gesù come Messia amato, confermando la sua missione, la sua natura divina e il compiacimento divino per la sua obbedienza.

Quindi, Dio manifesterebbe il suo amore per il mondo attraverso il figlio e le sue opere, realizzando se stesso, nella sua immanenza nel creato.

Mi ricorda molto lo scienziato-filosofo Federico Faggin che parla dell’ “Uno” olistico, che vuole conoscere se stesso attraverso il mondo materiale.

Non si capisce, tuttavia, quanto grande sia l’amore di Dio per il figlio, se lo manda a morire per redimerci dai peccati: forse amerebbe più noi uomini che suo figlio.

Ipse dixit. (Se l’ha detto lui).

Numero3705.

 

P S I C O L O G I A    D E L L A    C O P P I A

 

Tendi ad attirare partner che ricreano traumi vissuti nell’infanzia?

Se hai bisogno di rassicurazioni costanti, probabilmente hai uno stile di attaccamento ansioso.

Ignorarti è una strategia di potere. È pensata per attrarre attenzione.

Ci innamoriamo delle persone che possiedono le caratteristiche che ci mancano.

Ti sei adagiata su una disfunzione familiare mascherata d’amore?

 

Numero3677.

 

P E R D O N O

 

Se qualcuno torna

dopo averti lasciato,

vuol dire solo che ha

fallito nel sostituirti.

Impara a perdonare,

perché è liberatorio,

ma non far rientrare

nel tempio della tua

anima ferita colui,

che, una volta, vi ha

lasciato solo macerie.

Perdona ma, stavolta,

chiudi tu la porta.

E, come disse Einstein:

Le persone deboli si

vendicano, le persone

forti perdonano, le

persone intelligenti

semplicemente ignorano.

 

 

 

 

Interpretando @Psico-Ita

Numero3668.

 

U N    S A G G I O    M I    H A    D E T T O

 

Se lasci andare la persona giusta

solo perché il momento è sbagliato,

quando ci sarà il momento giusto,

troverai solo persone sbagliate.

 

N.d.R. : Ricordi, Rita? Nel momento

giusto della mia vita, purtroppo,

avevo trovato solo persone sbagliate,

ma nel momento che sembrava

sbagliato, per fortuna, ho trovato te

e non ti ho lasciato più andare.

Grazie.

Numero3555.

 

P E R C H È    T I    V O G L I O    B E N E

 

Ti voglio bene perché tu mi fai

sentire in pace in un mondo

che non si ferma mai.

Tu mi guardi in un modo

come nessuna ha mai fatto,

teneramente, completamente, anche

quando non mi sento amabile.

La tua voce calma le tempeste

dentro di me, e il tuo sorriso

porta la luce in luoghi che io

avrei creduto bui per sempre.

Non devo fingere con te e,

in qualche modo, essere me stesso

non è mai stato così facile.

Prima di te, io non sapevo

quanto profonda fosse la felicità.

È nelle piccole cose che condividiamo,

è nel modo con cui mi fai

sentire sempre amato e importante.

Con te io so che, qualunque cosa

succeda, sarò sempre felice.

Tu sei la mia sicurezza e stare

con te rende ogni cosa migliore.

Tu mi vuoi bene nel modo

più intenso, più quieto e più puro.

Ecco perché il mio cuore ti sceglie

ancora e ancora, senza un dubbio,

senza una pausa, sempre.

Numero3534.

 

L A    D O N N A    M I G L I O R E    D E L    M O N D O

 

È la donna che ti ama come una moglie … senza il matrimonio.

Che ti dà tutto … senza chiedere nulla in cambio.

Il suo amore non è scritto in un certificato di matrimonio.

È scritto nel modo con cui si prende cura di te.

Nel modo in cui ti sceglie … anche nei tuoi giorni peggiori.

Nel modo con cui ti contrasta con serenità … ma sta ancora sempre al tuo fianco … come se non ci fosse niente di sbagliato.

E la verità è …

che non ti ama per quello che può ottenere da te.

Ti ama semplicemente perché … sei tu.

E dovunque tu vada, non troverai mai un amore … più profondo del suo.

Come è possibile non ricambiarlo?

Numero3528.

 

C R E S C E R E

 

Crescere significa

anche lasciar andare

chi non cammina

più al tuo passo.

Non è freddezza,

ma è rispetto per

la tua evoluzione.

Quando impari a

scegliere chi ti fa bene,

la tua vita inizia

a respirare di nuovo.

Arriva un giorno

in cui capisci che

non puoi più essere

tutto ciò che eri.

Che per vivere davvero

devi lasciar cadere

pezzi di te, come fa

un albero che si libera

delle foglie secche.

Le persone, le abitudini,

le paure che ti hanno

accompagnato fin qui,

non tutte possono

venire ancora con te.

E, nel silenzio del tempo,

che passa inesorabile,

tra ciò che perdi e ciò

che ancora ti resta,

tu scopri che rinasci.

Più leggera, vera, tua.

 

da YouTube

Numero2493.

 

P E R    N O N    A V E R E    U N A    R E L A Z I O N E    T O S S I C A

 

Ti senti calmo/a, non euforico/a. È stabilità, non noia.

Ti ascolta anche quando non gli/le conviene. È rispetto.

Non ti fa sentire sbagliato per come sei. È accettazione.

Non ti punisce con il silenzio. È maturità.

Ti lascia spazio, non ti controlla. È fiducia.

Le parole coincidono con i fatti. È coerenza.

Ti senti libero/a, non in ansia. È sicurezza.

Non ti umilia mai, neanche per scherzo. È dignità.

Non ti consuma, ti fa crescere. È valore.

 

Se tutto questo avviene, allora hai una relazione sana.

 

Numero3492.

 

L’ A M O R E    V E R O

 

L’amore vero non è trovare

chi ti completa, ma chi non

ti spegne, ti rispetta.

Il vero amore non ti limita

ti amplifica, non toglie

spazio, lo espande, ti fa

crescere non implodere.

Chi ti ama non ti cambia,

ti accetta e ti sostiene.

Non devi spegnere la tua luce

per far brillare qualcuno.

Se per stare con qualcuno

devi rimpicciolirti, non è amore.

L’amore, quello giusto,

non ti fa sentire sbagliato.

 

 

Numero3451.

 

ERRORI  CHE  DISTRUGGONO  IN  SILENZIO  I  RAPPORTI  DI  COPPIA

 

Dare l’altro per scontato.

Non ascoltare davvero.

Usare il silenzio come arma.

Cercare sempre di vincere nella discussione.

Evitare i problemi, invece di affrontarli.

Mentire anche sulle piccole cose.

Non coltivare più momenti insieme.

Sminuire i sogni dell’altro.

Sostituire amore con abitudine.

Confrontare continuamente il partner con altri.

Spegnere la complicità con la routine.

Usare il telefono più dello sguardo.

Non esprimere più gratitudine.

 

@ProGix.