I L B E L P A E S E
analfabetismo diffuso,
maleducazione generale,
disprezzo delle regole civili,
illegalità tollerata,
superstizioni antiscientifiche
elevate a legitttime opinioni,
ignoranza genitoriale,
violenza giovanile pubblicamente
e impunemente vantata,
mafia, camorra e ‘drangheta,
contaminanti la società popolare,
ammirate e imitate perfino
a livello interpersonale,
corruzioni a tutti i livelli
anche nei rapporti privati,
il dio denaro che sostituisce
quello di una fede stanca,
sempre più percepita come falsa,
privilegi di troppe caste
imprenditoriali, religiose e politiche,
dignità sentimentale e assistenza
trascurate e sempre più vilipese:
dove sono di casa tutte queste
esecrabili abitudini di vita?
Ce ne sarebbero altre da citare,
ma bastano queste per identificare
quello che, un tempo, era
e avrebbe potuto essere
il più bel paese del mondo?