Numero3838.

 

CHE  COS’ È  LA  DIGNITA’

 

È il rispetto che devi avere per te stesso.

È il valore che riconosci a te stesso come persona.

Questo valore impedisce che gli altri possano,

in molte circostanze, usarti, mentirti, manipolarti.

Avere dignità ti insegna che nessuno può  umiliarti,

ferirti o abusare di te a proprio piacimento.

Numero3833.

 

NEMICO

 

Con gli altri cambia faccia.
Da solo diventa freddo e cattivo.

Era solo uno scherzo.
Ma lo rifà, anche dopo che chiedi basta.

Dopo il tuo no, insiste di più.
Vuole spiegazioni e non accetta il no.

Tace ostinatamente finché non cedi.
Si arrabbia e ti ignora finché cedi.

Colpisce dove fa più male.
Nella lite, usa ciò che gli hai confidato.

Ti ferisce, ma hai torto tu.
Alla fine, sei tu a doverti giustificare.

Con lui sei sempre in allerta.
Pesi le parole per non farlo arrabbiare.

Hai a che fare con un NEMICO?

 

da YouTube.

Numero3831.

 

PERSONE  SPECIALI

 

Ho sempre pensato che le qualità

che rendono una persona speciale

non siano la supremazia intellettuale,

la forza o la sicurezza.

Penso piuttosto che le persone

straordinarie siano coloro che

riescono a vivere la vita

con sensibilità d’animo e

la amano per ciò che

ogni giorno sa regalare.

 

Rita Levi Montalcini.

Numero3826.

 

UNA  INTERPRETAZIONE  TESTUALE

OVVERO STORIA DI UNA CANZONE

 

Da più di 50 anni, fra milioni di canzoni, ce n’è una che non tramonterà mai, perchè appartiene al genere classico evergreen:

Si tratta di MY WAY.

Questa è la sua storia.

La melodia originale fu composta in Francia da Francois Revaux a metà degli anni 60, con il titolo inglese “For me”, ma fu rifiutata.

Il cantante francese Claude Francois la riadattò con il titolo “Comme d’habitude”, incentrando il significato del testo sulla storia di un amore finito.

Il brano uscì in Francia nel 1967 ed ebbe un discreto successo.

Durante una vacanza in Francia, Paul Anka ascoltò la versione di Claude Francois e ne acquistò i diritti.

Anka riscrisse completamente il testo in inglese, cucendolo addosso all’amico Frank Sinatra che, in quel periodo, meditava il ritiro dalle scene.

Il testo di Anka trasforma la canzone in un bilancio fiero e commovente di una vita vissuta interamente alle proprie condizioni.

Incisa da Sinatra nel 1969, “My way” divenne il suo cavallo di battaglia definitivo e uno dei brani più celebri della storia della musica pop.

La canzone è stata in seguito reinterpretata da migliaia di artisti, tra cui Elvis Presley.

In Italia, nel 1971, Fred Bongusto scriveva un testo e lo interpretava in italiano (La mia via), ma il suo significato, anche questo, era riferito al rimpianto di un amore perduto.

In seguito, sempre in Italia, ci sono state le interpretazioni di cantanti di primo livello come Zucchero, Pavarotti, Bocelli, Patty Pravo che cantavano un testo che nulla aveva a che fare con il significato di quello originale che è suggestivo proprio perché tratta del bilancio di una vita.

Nessuno ha provato a trascrivere in Italiano il testo inglese di questa canzone, tenendosi aderente al senso e al significato originali, rispettando, il più possibile, la traduzione.

Ricordo che è impossibile fare la traduzione letterale di un testo, rispettando la scansione metrica delle battute musicali e le rime in italiano.

Si può fare solo una interpretazione “ad sensum”, cioè conservare il significato generale del testo, adottando strofe, versi e rima in Italiano che si possono cantare sulla melodia originale.

Io qui ho cercato di farlo.

 

SEMPRE  A  MODO  MIO          (MY  WAY)

 

E ormai, siamo alla fine,

tutto il mio tempo è già passato:

un album di cartoline

ed i ricordi di ciò che è stato.

 

Ho visto albe e tramonti,

luci ed ombre, sole e tempeste,

ed ora chiudo i miei conti,

ma senza feste.

 

Rimpianti ne ho avuti pochi,

ho preso botte, ma le ho anche date.

Per fare tutti i miei giochi,

sempre ho pagato le mie puntate.

 

E tutto, lo posso dire,

giusto o sbagliato, l’ho fatto io,

ma sempre, non puoi smentire,

a modo mio.

 

Ricordo i tempi ormai lontani,

avevo il mondo nelle mie mani.

Ho esagerato con donne e amori

ed ho provato gioie e dolori.

Ma ho fatto sempre, lo sa anche Dio,

a modo mio.

 

Ho amato, ho riso e pianto,

con la mia sorte, ho perso e vinto,

non sono mai stato un santo,

ho fatto tutto secondo istinto.

 

Nel gioco, mai ho barato,

ho vinto sempre onestamente,

e tutto ciò che ho sprecato

è poco o niente.

 

Che cos’è un uomo, che cosa vale,

se non conosce il bene e il male?

Cosa ha imparato dalla sua vita,

prima che sfugga tra le sue dita?

Questo ho imparato purtroppo io,

a modo mio.

Numero3825.

 

I O

 

Io ho due anime:

una è desta nella tenebra,

l’altra dorme nella luce.

Io non sono ciò

che mi è accaduto,

sono ciò che ho

scelto di diventare.

 

QUESTA  DEFINIZIONE  DEL  MIO  IO

È RIBADITA  DA  OSCAR WILDE :

 

Solo io posso giudicarmi,

io so il mio passato,

io so il motivo delle mie scelte,

io so quello che ho dentro,

io so quanto ho sofferto,

io so quanto posso essere forte e fragile,

io e nessun altro.

Numero3824.

 

COSE  CHE  NON  DOVRESTI  PIU’  FARE  ALLA  TUA  ETA’

 

A questa età non si arriva per continuare a portare tutto, ma per iniziare a lasciar andare.

Primo: non vivere più per i problemi dei figli: non sono più bambini, hanno la loro strada. Puoi esserci, ma non caricare tutto sulle tue spalle.

Secondo: non lavorare come se avessi ancora 30 anni. Il corpo cambia e le energie anche. Adesso viene prima il tuo benessere.

Terzo: non crescere i nipoti come fossero figli tuoi. Amarli è bellissimo, ma educarli non è più il tuo compito.

Quarto: non restare in silenzio per evitare discussioni. Se qualcosa ti pesa, si dice. Se qualcosa non ti va, si ferma. Non devi più chiedere il permesso per riposarti, uscire o fare quello che ti fa bene.

Quinto: molte persone arrivano alla tua età avendo dato sempre tutto a tutti, ma dimenticano una cosa: è il momento di dare anche a se stessi. Dopo tutto quello che hai dato, un po’ di serenità non è un lusso, è il minimo che puoi regalare a te stessa.

Numero3823.

 

NON  CAMBIARE  IL  MONDO, CAMBIA  IL  TUO  FILTRO.

 

La tua felicità non è un luogo o un traguardo da raggiungere, ma è lo sguardo con cui tu scegli di abitare il presente.

Il mondo là fuori non cambierà su comando, ma puoi cambiare tu il filtro attraverso cui lo guardi.

Quando smetti di lottare contro ogni singola ombra e impari a trovare la luce dentro le piccole cose, tutto si ridimensiona.

La tua pace non dipende da ciò che accade fuori, ma da come tu decidi di custodirla dentro di te.

 

da YouTube

Numero3822.

 

da  QUORA

 

Scrive Gianni Demb, corrispondente di Quora

 

NIETZSCHE  È  DIVENTATO  PAZZO  MA  RAGIONAVA  BENISSIMO

 

Nietzsche aveva capito una cosa parecchio scomoda:

  • il gregge non ha bisogno di essere comandato.

Gli basta sapere cosa deve pensare per sentirsi al sicuro.

Il gregge non cerca la verità, cerca consenso.

Non vuole capire, vuole avere ragione insieme agli altri.

Ripete, giudica, si indigna, applaude.

E soprattutto si sente libero mentre fa esattamente quello che fanno tutti.

Il ressentiment fa il resto perche’ invece di chiedersi

  • “come posso diventare di più?”

si chiede

  • “perché quello deve avere più di me?”.

E allora è più facile abbassare gli altri che alzare se stessi.

È questo l’uomo del gregge di Nietzsche.

Non necessariamente ignorante, non necessariamente stupido.

Semplicemente incapace di stare in piedi senza il branco intorno.

E qui arriva la parte che dà fastidio davvero:

  • il gregge non sono “gli altri”.

Siamo noi, ogni volta che preferiamo essere approvati invece di pensare.

Ogni volta che prendiamo in prestito un’opinione e la spacciamo per nostra.

Ogni volta che abbiamo più paura di essere esclusi che di avere torto.

“Diventa ciò che sei” non significa fare quello che ti pare.

Significa avere il coraggio di scoprire quanto di te è davvero tuo.

Perché andare controcorrente è facile.

La cosa difficile è capire se stai andando contro il gregge o se hai semplicemente cambiato gregge.

Numero3816.

 

da  QUORA

 

Scrive Gaetano Antonio Riotto, corrispondente di QUORA

 

L’ AQUILA

 

“L’aquila è l’unico uccello che arriva ai 70 anni. Ma perché ciò accada, intorno ai 40, deve prendere una decisione seria e difficile.

A quest’età i suoi artigli sono lunghi e flessibili e non riescono più ad afferrare le prede di cui si nutre. Il suo becco, allungato ed appuntito, si incurva. Le ali, invecchiate ed appesantite dalle penne ingrossate, puntano contro il petto.

Volare è ormai difficile.

In questo momento cruciale della sua vita, l’aquila ha due alternative: non fare niente e morire oppure affrontare un doloroso processo di rinnovamento che durerà circa 150 giorni.

La nostra aquila ha deciso di affrontare la sfida: vola verso la cima della montagna e si rifugia in un nido vicino ad un dirupo, da dove non avrà bisogno di volare.

Lì comincia a sbattere il becco contro la roccia fino a strapparselo. Poi l’aquila aspetta che spunti un nuovo becco con il quale strapperà i vecchi artigli. Quando i nuovi cominciano a spuntare si mette a strappare le vecchie penne. Solo dopo cinque mesi è pronta per il volo di rinnovamento e per vivere altri 30 anni.”

Nella nostra vita, per continuare un volo di vittoria, molte volte dobbiamo proteggerci da tutto, cancellando abitudini e cambiando mentalità, e iniziare un processo di rinnovamento radicale.

Dobbiamo abbandonare consuetudini, costumi, tradizioni e ricordi, il cui peso ci impedisce di andare avanti. Solo liberi dal passato possiamo trarre vantaggio dal prezioso risultato che un rinnovamento ci porta sempre.

Rinnovare te stesso implica mettere ordine nel mondo mentale, scartare i ricordi di eventi frustranti o dolorosi, lasciandoci soltanto l’esperienza di ciò che abbiamo imparato e sfruttandola al meglio.

Per mettere ordine, rinnovarci e prendere il volo, dobbiamo conoscere noi stessi, sapere chi siamo, quali sono le nostre potenzialità e dove vogliamo andare.

Non è necessario adattarsi e arrendersi al problema; c’è la possibilità di liberarsene.

Ma il percorso è un pò difficile, il percorso è impegnativo. È una nostra scelta.

Seguiamo il percorso delle aquile. Sempre su, sempre avanti.

 

N.d.R.:

Se vuoi volare in alto,

stai con le aquile, non con le galline.

Numero3815.

 

QUESTE  POCHE  SEMPLICI  BANALITA’

POSSONO SERVIRE  PER  LA  FELICITA’.

 

Prima di parlare, ascolta.

Prima di scrivere, pensa.

Prima di reagire, calmati.

Prima di spendere, guadagna.

Prima di giudicare, comprendi.

Prima di rinunciare, prova ancora.

Prima di morire, vivi davvero.

 

Ama la vita, respira, sorridi.

 

@Iulianalateaofficial

 

Numero3811.

 

7  SFIDE  GENITORIALI  CHE FORMANO  IL  FUTURO  DI  TUO  FIGLIO.

 

Se vuoi un figlio dal cuore aperto, ascoltalo senza giudicare.

Se vuoi un figlio fiducioso, apprezza il suo impegno, non solo i suoi risultati.

Se vuoi un figlio amorevole, confortalo quando commette degli errori, prima di correggerlo.

Se vuoi un figlio emotivamente solido, impara tu per primo a governare le tue emozioni.

Se vuoi un figlio coraggioso, lascialo sbagliare e cadere, poi cammina al suo fianco quando si rialza.

Se vuoi un figlio rispettoso, modella ogni giorno la gentilezza con parole come “per favore”, “mi dispiace”, “grazie”.

Se vuoi un figlio onesto, apprezza il suo coraggio quando ammette il suo sbaglio.

 

@DailyReminderr1

Numero3808.

 

UN  CONSIGLIO  SINCERO

 

Allontanati da chi ti fa stare

male psicologicamente e

non riconosce il tuo valore.

Nessuno merita la tua pace

interiore, la tua energia, la

tua serenità. Scegli chi ti

rispetta, ti apprezza, ti fa

stare bene. Con tutto il resto,

impara ad andare avanti.