Numero3764.

 

MALICIDIO

 

Malicidio (malicidium, in latino) è un termine introdotto da Bernardo di Chiaravalle per indicare l’omicidio di un non cristiano in guerra, quando non vi sia altro mezzo per impedire il male che commette.

La teoria

Bernardo, riprendendo il concetto di «guerra giusta» introdotto da Agostino d’Ippona, teorizza che l’uccisione di un infedele, di un eretico o di un pagano – giudicati come “nemici della fede” – non deve essere considerata come un omicidio (vietato dal V Comandamento), ma come un «malicidio», ovvero come l’estirpazione di un male.

Il pagano da sopprimere doveva essere eliminato in quanto portatore di un Male assoluto e irredimibile, ma restava degno di amore per la sua umanità.

Uccidere un infedele diventava dunque, nella concezione di Bernardo, un servizio meritevole reso alla causa divina.

Citando lo stesso Bernardo:

«Il Cavaliere di Cristo uccide in piena coscienza e muore tranquillo: morendo si salva, uccidendo lavora per il Cristo».

E ancora: «Egli» [il soldato di Cristo, ndr] «è strumento di Dio per la punizione dei malfattori e per la difesa dei giusti. Invero, quando egli uccide un malfattore, non commette omicidi, ma malicidio, e può essere considerato il carnefice autorizzato di Cristo contro i malvagi».

Tuttavia, secondo Bernardo, non è lecito uccidere il male nell’infedele (e l’infedele stesso) se prima non si è «ucciso» il male in sé stessi.

In questo modo, la crociata diviene, nella concezione cattolica medievale, un momento ascetico e penitenziale del guerriero stesso.

Bernardo si dichiara in ogni caso contrario alla coercizione per forzare la conversione degli infedeli, e giustifica la violenza come mezzo di difesa della fede, dichiarando che «Non si dovrebbero uccidere neppure i pagani qualora ci fosse una maniera diversa per impedir loro di opprimere i fedeli.».

Questa teoria fu elaborata da Bernardo in base ad una specifica questione postagli dai Cavalieri Templari per dare una qualche risposta alla difficoltà per un cristiano di conciliare la guerra non difensiva con la parola di Dio.

Bernardo riprende e sviluppa in diverse altre occasioni gli argomenti alla base della nozione di malicidio.

Nel 1146, nella lettera 363 il santo esorta il clero ed i fedeli della Francia orientale a prendere le armi per difendere la Chiesa d’Oriente contro il pericolo degli infedeli, ed afferma che «La morte inflitta o ricevuta nel nome di Cristo da un canto non ha nulla di criminale, dall’altro merita una gran gloria».

I fondamenti della teoria

Tale teoria poteva trovare una base nell’interpretazione di diversi scritti dell’Antico Testamento ed in alcune lettere paoline del Nuovo Testamento.

Nel Deuteronomio, Dio comunica a Mosè i Dieci Comandamenti. Fra essi, il quinto (Deut. 5, 17) comanda «Tu non ucciderai». Nello stesso testo, (Deut. 7, 1-2) tale comando appare tuttavia inteso come limitato al popolo eletto, quando Dio ordina di sterminare tutte le popolazioni straniere che occupano la terra promessa.

La lettura dell’Antico Testamento mostra in diverse altre occasioni la rilevanza degli aspetti militari dell’alleanza tra Jahvé e gli Ebrei. In diversi libri dell’Antico Testamento (Deuteronomio, Numeri, Giosuè, Geremia) compare anche il concetto di herem, di «sterminio” del nemico, ovvero di votare a Dio tutte le prede di guerra».

Un ruolo importante nella teologia cristiana ricopre sant’Agostino nella giustificazione dell’uccisione degli infedeli, ossia della guerra santa. A questo proposito, scrive lo studioso francese Minois: «Per Agostino l’uso della violenza per il bene altrui si giustifica con l’attitudine naturale del padre che castiga il figlio per educarlo.»

Sant’Agostino concepisce la guerra come una tragica necessità per ristabilire l’ordine e la pace. La violenza è lecita solo se usata come extrema ratio dall’autorità legittima, con l’obiettivo di difendere i deboli, punire l’ingiustizia e non per cupidigia. Il fine ultimo rimane sempre e solo il raggiungimento di una pace stabile e giusta.
Il pensiero agostiniano (espresso principalmente nel De Civitate Dei) delinea dei requisiti cardine del bellum iustum:
    • Autorità legittima: La guerra può essere dichiarata solo da chi detiene il potere sovrano, non dai privati.
    • Giusta causa: La violenza è giustificata esclusivamente per rispondere a un’aggressione ingiusta o per riparare a un torto subito.
  • Retta intenzione: La guerra non deve essere guidata da odio, crudeltà o sete di potere. Essa deve essere combattuta con spirito di carità, per amore della pace e per riportare i malvagi sulla retta via.
La riflessione di Agostino parte dalla consapevolezza che, in un mondo terreno segnato dal peccato, la pace perfetta (tranquillitas ordinis) non esiste.
Pertanto, l’uso della forza diventa uno strumento morale se impiegato per arginare il male e garantire la sopravvivenza della giustizia. 
Questi principi hanno gettato le basi per tutta la successiva tradizione teologica e giuridica occidentale sulla gestione dei conflitti, con sviluppi storici ampiamente documentati nella “Dottrina della guerra giusta” e discussi nella riflessione contemporanea sull’uso della forza per la “Difesa dei diritti umani”.

 

da Wikipedia

Numero3745.

 

TERRIBILE   MA …. VERO

 

Tu sei quello che fai, non quello che prometti di fare.

Nessuno si renderà conto del tuo valore, finché non si sentirà la tua assenza.

Non combattere affinché qualcuno ti ami, combatti per qualcuno che già lo fa.

Non credere che una persona che ama la pace sia incapace di combattere.

Un solo minuto di rabbia, di lussuria, di avidità, può distruggere una vita di duro lavoro.

Ogni lezione che tu rifiuti di imparare continuerà a ripresentarsi finché non la affronterai.

Finché stai sul treno sbagliato, diventerà sempre più caro tornare a casa.

La paura non fermerà mai la morte; rovinerà soltanto quello che ti resta da vivere.

Non guarirai mai nello stesso ambiente che ti ha fatto ammalare.

Niente è peggio di non realizzare il tuo pieno potenziale.

La vera ricchezza è non avere problemi di salute.

 

@DailyReminder

Numero3723.

 

VERITA’  SCOMODE  SULLA  NATURA  UMANA

 

Spesso chi si sente più fragile cerca di ferire gli altri per sentirsi più forte.

Chi ha meno da dire è spesso quello che parla di più.

L’invidia nasce spesso da un’infelicità che non si riesce ad ammettere.

Chi vale poco dentro, a volte, prova a compensare con l’arroganza.

Le persone davvero sagge non hanno bisogno di agitarsi per farsi notare.

La vera forza non umilia, protegge, comprende e resta gentile.

Chi è davvero intelligente non sente il bisogno di parlare sempre.

Le persone più felici non ostentano, vivono con serenità, spesso in silenzio.

Chi è più misero dentro spesso si nasconde dietro una finta superiorità morale.

 

Iuliana Latea  YouTube

Numero3718.

 

I L    B E L    P A E S E

 

analfabetismo diffuso,

maleducazione generale,

disprezzo delle regole civili,

illegalità tollerata,

superstizioni antiscientifiche

elevate a legitttime opinioni,

ignoranza genitoriale,

violenza giovanile pubblicamente

e impunemente vantata,

mafia, camorra e ‘drangheta,

contaminanti la società popolare,

ammirate e imitate perfino

a livello interpersonale,

corruzioni a tutti i livelli

anche nei rapporti privati,

il dio denaro che sostituisce

quello di una fede stanca,

sempre più percepita come falsa,

privilegi di troppe caste

imprenditoriali, religiose e politiche,

dignità sentimentale e assistenza

trascurate e sempre più vilipese:

dove sono di casa tutte queste

esecrabili abitudini di vita?

Ce ne sarebbero altre da citare,

ma bastano queste per identificare

quello che, un tempo, era

e avrebbe potuto essere

il più bel paese del mondo?

 

 

Numero3558.

 

O R G O G L I O S O    D I    T E    S T E S S O

 

Non hai bisogno di provare niente,

sei già valido/a così come sei.

Anche con i tuoi difetti tu risplendi,

il tuo cuore è pieno di bontà

e tu stai facendo del tuo meglio:

questo è più che abbastanza.

Sii orgoglioso di te, oggi,

tu conti più di quello che pensi.

 

da YouTube

Numero3465.

 

P E R D I T E    D I    T E M P O    E    D I    E N E R G I A

 

Rimandi sempre le cose importanti – aspetti il momento “giusto” che non arriva mai.

Ti rifugi nelle piccole attività – fai ciò che non conta per evitare ciò che serve.

Controlli continuamente il telefono – distrazione mascherata da pausa.

Ti perdi nei dettagli – perfezionismo che diventa blocco.

Pensi troppo e agisci poco – analisi infinita senza decisioni.

Aspetti la motivazione – ma senza azione non arriva mai.

Ti giustifichi con “non ho tempo” – ma il tempo lo perdi nelle scuse.

Ti senti sopraffatto – il compito diventa troppo grande per iniziare.

Vivi con senso di colpa – il rimando diventa peso mentale costante.

Corri all’ultimo minuto – vivi di emergenze invece che di organizzazione.

 

@AnimaOltreilimiti80.

 

Numero3457.

 

NESSUNO   È   DAVVERO   COME   SEMBRA

 

Chi mostra troppa sicurezza spesso mostra grandi dubbi interiori.

Chi evita lo sguardo diretto porta con sé segreti e paure.

Chi non perdona gli altri non riesce a perdonare se stesso.

Chi parla troppo spesso di sé in realtà sta implorando attenzione.

Chi non riesce mai a stare da solo ha paura dei propri pensieri.

Chi ride di tutto spesso lo fa per nascondere un dolore.

Chi cerca di controllare gli altri in realtà non sa controllare se stesso.

Chi giudica continuamente proietta solo le sue insicurezze.

Chi finge di essere troppo felice spesso è il più fragile di tutti.

Chi interrompe continuamente teme di non essere ascoltato.

 

@ProGix

Numero3450.

 

L A T I    O S C U R I

 

I più deboli sono i malvagi.
Fanno del male agli altri perché non sanno affrontare se stessi.

I più infelici sono gli invidiosi.
La loro vita è un eterno confronto con gli altri.

I più meschini sono i superbi.
Cercano di sentirsi grandi solo sminuendo gli altri.

I più stupidi sono i chiacchieroni.
Parlano sempre, ma non dicono mai nulla di interessante.

I più patetici sono gli ipocriti.
Predicano ciò che non hanno mai il coraggio di vivere.

I più forti sono i gentili.
Perché la gentilezza richiede un coraggio e una forza che la rabbia non avrà mai.

I più intelligenti sono i silenziosi.
Osservano, capiscono e poi agiscono.

I più ricchi sono i semplici.
Perché hanno ciò che il denaro non può comprare.

I più felici sono gli umili.
Non hanno bisogno di apparire per sentirsi vivi.

I più saggi sono i tranquilli.
Chi ha trovato la pace interiore non ha più il bisogno di urlare.

I più vuoti sono gli arroganti.
Il rumore che fanno è solo l’eco del nulla.

I più veri sono i solitari.
Perché non hanno bisogno di maschere per essere se stessi.

 

@DianaUrsu.

Numero3448.

 

P E R D I T A    D I    C R E D I B I L I T A’

 

Promettere più di quanto puoi mantenere.

Parlare male degli assenti.

Cambiare opinione a seconda di chi hai davanti.

Evitare responsabilità quando sbagli.

Interrompere continuamente chi parla.

Fare il saputello su ogni argomento.

Non rispettare i tempi degli altri.

Accampare pretesti, usare troppe scuse.

Prendere meriti che non ti appartengono.

Mentire anche sulle piccole cose.

 

@ProGix

Numero3426.

 

P U N T I    D I    R E L A Z I O N E

 

Ti senti libero/a di essere te stesso/a.

I tuoi confini vengono rispettati.

La comunicazione è aperta e sincera.

Viene valorizzato il tuo spazio personale.

I successi vengono celebrati, non invidiati.

Non c’è paura di parlare dei problemi.

Senti sostegno nei momenti difficili.

Non esiste controllo, ma fiducia reciproca.

L’amore non è condizionato da come ti comporti.

Crescete insieme, non a spese l’uno dell’altra.

 

Se tutto quanto detto sopra accade, allora la tua relazione è sana e non tossica.

 

@AnimaOltreilimiti80.

 

Numero3323.

 

da QUORA

 

Scrive Lorenzo Melilli traducendo Younas Khan

 

P E R    C A M B I A R E    T E    S T E S S O

 

  1. Basta usare i social. Inizia a leggere libri.
  2. Basta sognare. Agisci.
  3. Basta scuse. Inizia a prendere le tue responsabilità.
  4. Basta essere duro con te stesso. Inizia a trattarti con gentilezza.
  5. Basta essere senza speranze. Inizia ad essere ottimista.
  6. Basta confrontarti a chiunque altro. Inizia a confrontare te stesso a chi eri ieri, una settimana o un mese fa.
  7. Basta giudicare. Inizia a compatire.
  8. Basta tenere rancore. Inizia a perdonare.
  9. Basta aspettarti qualcosa da altri. Inizia a dare agli altri.
  10. Basta sentirti in diritto. Guadagnati il tuo posto nella società.
  11. Basta essere in dubbio su quello che pensi sia giusto. Inizia a difendere il tuo punto di vista.
  12. Basta dire si a tutto. Inizia a dire no se vuoi, ma non puoi per qualche ragione.
  13. Basta essere troppo serio. Inizia ad esplorare il lato divertente della vita.
  14. Basta mangiare cibo spazzatura. Inizia a mangiare cibo sano, frutta e verdura.
  15. Basta bere bibite gassate. Inizia a bere più acqua.
  16. Basta prendere le cose sul personale. Inizia ad avere una visione più ampia.
  17. Basta vivere una vita noiosa. Inizia a vivere una vita ambiziosa.
  18. Basta pensare troppo. Inizia a pensare alle cose che puoi migliorare con i tuoi pensieri.
  19. Basta essere sempre di fretta. Inizia ad essere paziente.
  20. Basta basarti su altri. Inizia a basarti su te stesso.
  21. Basta mentire a te stesso. Inizia a guardare la realtà.
  22. Basta pensare di migliorarti in un giorno, in una settimana o un mese. Inizia a fare le piccole cose ogni giorno e sarai una persona migliore.
  23. Basta inseguire le persone. Inizia un viaggio nel trovare te stesso.
  24. Basta sprecare le tue energie e il tuo tempo per le cose che alla fine non sono importanti. Inizia a investire sviluppando le tue capacità.
  25. Basta pensare con le emozioni. Pensa razionalmente.
  26. Basta impressionare gli altri. Inizia a impressionare te stesso.
  27. Basta essere scortese. Inizia ad essere educato.
  28. Basta piangere per il tuo passato. Inizia a sorridere al futuro.
  29. Basta credere ad ogni cosa che i media dicono. Inizia a fare le tue ricerche.
  30. Basta credere negli stereotipi. Inizia a esplorare la verità.
  31. Basta inseguire quello che soddisfa solo le tue esigenze fisiche. Ascolta anche cosa chiede la tua anima.
  32. Basta essere materialista. Inizia il tuo viaggio spirituale.

Numero3317.

 

da  QUORA

 

Scrive Rose Bazzoli, corrispondente di QUORA.

 

PERCHÈ   ALL’ INIZIO   SI TENDE  A  IDEALIZZARE  IL  PARTNER ?

 

Perché lo si vede sempre al top. Non penso che qualcuno si presenti ai primi appuntamenti con la barba spinosa di tre giorni e il bisogno urgente di farsi una doccia. Naturalmente, lo sappiamo che è un essere umano come tutti, soggetto alle necessità quotidiane di tutti, ma non lo vediamo (ancora) in quei frangenti.

Questa versione edulcorata, unita allo sforzo di essere paziente e accondiscendere ai nostri desideri fa sì che lo vediamo in modo poco realistico. È così sollecito e carino! Ci corteggia, fa complimenti, ci ascolta!

Ovviamente, noi facciamo altrettanto e così l’incantesimo è reciproco.

Si pensa di aver trovato il partner ideale e “il guaio è fatto”.

Ho visto coppie innamoratissime non resistere un anno insieme, perché, diciamola tutta, la quotidianità è ben diversa dai primi appuntamenti. E poi il lavoro, lo stress, la stanchezza hanno spesso la meglio e tirano fuori il peggio di noi.

Se non ci sono buone qualità, al di là dell’aspetto esteriore più o meno piacente, se non ci sono interessi comuni e un progetto di famiglia da costruire assieme, se non c’è uno sforzo reciproco e non si sviluppa tolleranza reciproca, quella figura idealizzata svanirà in poco tempo e non resterà nulla.

Numero3304.

 

da  QUORA

 

Scrive Edoardo Della Valle, corrispondente di QUORA

 

R A S S E G N A    D I    P E R S O N A L I T A’

 

Ecco alcuni segnali che puoi conoscere sulla personalità di una persona, alla semplice osservazione.

 

The know-it-alls = Quelli che sanno tutto, i sapientoni.

The passives = I passivi.

The Dictators = I dittatori.

The “Yes” People = Gente che dice sempre “si”.

The “No” People = Gente che dice sempre “no”.

The gripers = I brontoloni, i lamentosi.

 

 

Quelli che fingono di avere un segreto sono i più facili da cui ottenere informazioni.

Qualcuno con una voce forte di solito è qualcuno che è molto inascoltato.

Coloro che sono cauti e pianificano di solito ottengono risultati migliori di quelli che prendono una decisione in un centesimo di secondo.

Chi grida e parla inutilmente manca di fiducia; gli utensili vuoti fanno rumore.

Chi è disposto a prendersi la colpa è il più responsabile.

Le persone ingrate sono in realtà persone prive di prospettiva.

Le persone che sono fedeli nelle piccole cose saranno fedeli nelle grandi cose.

Coloro che non sorridono molto facilmente sono quelli che tendono ad essere un amico nel bisogno.

È davvero importante fidarsi della prima impressione poiché mostra molta aura e presenza.

Le persone che tendono a mantenere il contatto visivo sono quelle che hanno fiducia e sono autentiche.

Le persone che sono ricche da molte generazioni non ostentano la loro ricchezza.

Le persone che sorridono agli estranei sono mentalmente forti, non si preoccupano di come reagiranno gli altri: vogliono solo diffondere gentilezza. Ne hanno passate tante nella loro vita.

Le persone molto autocoscienti trascorrono più tempo a prepararsi i capelli e il trucco prima di uscire di casa.

Agli estroversi piace stare con le persone. In gruppo amano parlare, affermarsi e attirare l’attenzione su di sé.

Se le persone iniziano a incolpare altri colleghi o il traffico, beh, questa è un’indicazione che non sono disposte ad assumersi la responsabilità dei propri errori.

Se le loro risate suonano un po’ “orchestrate”, stanno cercando di controllare la situazione o la tua impressione su di loro.

Più una persona sembra estremista con le proprie idee, in generale, più sente una mancanza di identità.

Più qualcuno odia le donne/gli uomini, più bramano segretamente la loro attenzione.

Se qualcuno ti chiede strani favori all’improvviso, sta cercando di farti piacere.

Numero3276.

 

da  QUORA

 

Scrive Lola, corrispondente di QUORA

 

P R E C E T T I    D I    B U O N    S E N S O

 

  • L’aspetto fisico conta anche nelle amicizie. Non sceglierei mai un amico in base alla bellezza, ma mi sono resa conto che le persone che non sono fisicamente attraenti vengono socialmente isolati;
  • Per avere successo bisogna fallire molte volte, quasi nessuno riesci a raggiungere i propri obiettivi di vita al primo tentativo;
  • Non ha senso ignorare i campanelli d’allarme in una relazione. Una persona va evitata se ci mette giorni a rispondere ai messaggi, arriva spesso in ritardo, dà buca o ti chiede di uscire all’ultimo. Infatti tutti questi atteggiamenti indicano che una persona non è veramente interessata;
  • L’autostima condiziona tantissimo la vita di una persona Se si ha un basso livello di autostima si finisce per avere relazioni e amicizie sbagliate. Inoltre è più difficile ottenere successo se si ha la costante paura del giudizio degli altri;
  • Non ha senso frequentare o stare con una persona che ha dei difetti che non si riescono a tollerare, perché non si possono cambiare gli altri. Se decido di stare con qualcuno, devo accettarla per com’è senza idealizzarla;
  • Chi dice di non essere pronto per una relazione probabilmente non vuole te;
  • La maggior parte delle relazioni sono false o tossiche, perciò non bisognerebbe prendersela troppo con se stessi se si è single.

Numero3258.

 

da  QUORA

 

Scrive Ion, corrispondente di QUORA

 

A L C U N I    P R E C E T T I    D I    V I T A    Q U O T I D I A N A

 

  • Non prestare mai soldi ai tuoi amici, perderai soldi e amicizia.
  • I lettori sono dei leader.
  • Non spendere tutti i tuoi soldi oggi, sperando di guadagnarne di più domani.
  • Nessuno si identifica con i poveri.
  • Smetti di pensare e inizia ad agire.
  • Sii modesto. Non c’è nulla di cui vantarsi.
  • Vivi all’altezza delle tue aspettative e vivi secondo il tuo vero io.
  • Impara a dire dire “sì” e “no”.
  • Non incolpare gli altri per gli errori che hai commesso.
  • Lavora prima per te stesso.
  • Oggi è molto difficile, domani sarà più difficile, dopodomani ci sarà il sole.
  • Quando smetti di imparare, morirai.
  • È normale fare errori perché stai migliorando.
  • L’esperienza non è il miglior insegnante. Impara dall’esperienza degli altri.
  • Non dire mai ai tuoi cari che sei troppo occupato.