Numero2220.

 

PECCATO  DI  GIOVENTU’

 

Anch’io sono stato giovane. e anch’io ho perso tempo dietro alle chimere. Ma non me ne pento. Mi rimane il bel ricordo di una esperienza che, come tutte le esperienze, lascia una traccia nella vita. Allora io non capivo niente di musica, non conoscevo una nota, avevo solo un “buon orecchio” e tanto entusiasmo. Erano i favolosi anni ’60. Molto più tardi, alla veneranda età di 73 anni, mi sono messo in testa di imparare a suonare la chitarra. Da paziente autodidatta, pian piano, nonostante le artrosi alle dita delle mani che hanno tutti i vecchi, senza l’aiuto di alcuno, se non coi primi rudimenti e consigli colti qua e là, ho cominciato a fare i primi accordi, poi la prima canzonetta semplice, e poi, via via, sono arrivato ad oggi, alla soglia degli ’80: mi diverto a suonare, con i soli accordi, e a cantare, che io chiamo canticchiare, molte canzoni con una voce che Nino Manfredi, su testo di Ettore Petrolini,  in “Tanto pe’ cantà”, definisce “poca, ma intonata”. In aggiunta mi accompagno anche, in certi brani, dove è possibile, con l’armonica a bocca, che io suonavo da bambino e che ho riesumato e migliorato, dopo più di 60 anni, suonandola, ovviamente, “ad orecchio”.
Intendiamoci bene: se io mi sento suonare e canticchiare, da una registrazione, mi faccio un po’ ridere perché il livello è veramente infimo, ma, insomma, …. chi si contenta, gode. Talvolta, mi sono esibito, in qualche dopocena, davanti a una ristretta cerchia di amici che hanno avuto la volontà e la pazienza di ascoltare i miei gorgheggi: bontà loro.

Il peccato di gioventù di cui parlo è stata la mia partecipazione, come comprimario, senza mai mettere piede sulla scena, al complesso THE SAVAGES (I Selvaggi), di cui qui pubblico le vicende, perché il mio amico Armando Morandini, allora capo del complesso, mi ha appena mandato la notizia, e il testo qui sotto edito, della pubblicazione della storia della formazione su ROCKENC, cioè l’enciclopedia del Rock. Siamo passati alla storia! Senza molta gloria.
Ma la gioventù è una sola.

 

 

ROCKENC

ENCICLOPEDIA DEL ROCK ANNI 1964 – 1970

 

DOMANDE GENERICHE PER LA SCHEDA

 

1 – In che città e in che anno nasce il gruppo?
La nascita del gruppo The Savages avviene a Tarcento (Udine) tra febbraio e marzo del 1964 e il debutto in pubblico il 1° maggio 1964 con un concerto nella piazza della frazione Molin Nuovo a Udine.
2 – Chi sono i Fondatori ed i componenti con il relativo ruolo nel gruppo e che strumenti suonavano ?
Bruno di Montegnacco, batteria e voce, Luigi Ortoleva, chitarra e voce, Gilberto Zuliani, chitarra basso, Armando Morandini, sax tenore, chitarra, leader del gruppo, voce solista, Manlio Bertacche tastiere, Alberto Visintino, Art Director, paroliere, si occupava della stesura dei testi in inglese, compositore di testi di varie canzoni inedite del gruppo.
3 – Eventuali esperienze precedenti in altri gruppi da parte dei componenti
Armando Morandini, in organico giovanissimo nella Banda Cittadina di Tricesimo ed in altre formazioni musicali.
4 – Il nome del gruppo e il motivo per cui è stato scelto.
THE SAVAGES (I Selvaggi), in contrapposizione al repertorio tradizionale che le orchestre da ballo suonavano, (mazurke, tanghi, valzer ecc. ecc.)
5 – Che tipo di divisa avevate?
Giacca di tipo inglese, calzoni attillati scuri, gilè a quadri scozzesi e varie camicie colorate.
6 – Dove e cosa suonavate ( nome dei locali e repertori ).
LOCALI: Cinema Tarcentino, Colle Verzan Tarcento, Sala Margherita Tarcento, Sala Concordia Artegna,
Night club Mocambo Udine, Piper Contarena Udine, La Cavalchina San Daniele, Sala Tabeacco Buia, Teatro Spilimbergo, Sala Gajo Spilimbergo, Sala Cento Colonne Feletto Umberto, Teatro Nabucco Tarvisio, Sala Teatro miniera Cave del Predil, Sala da ballo Ampezzo, Sala da ballo Albergo Ravascletto, e vari locali da ballo della Regione.

REPERTORIO (titoli di canzoni): Tequila, Subway, Too much tequila , Noi siamo i selvaggi: brano di presentazione del complesso, versione italiana di C’mon everybody (Eddie Cochran)), You really got me, All my loving, Kansas city, Till there was you, Michelle, Girl, Apache, All my sorrows, Uno dei mods, Satisfaction, Il ragazzo della via Gluck, Wooly Bully, Menphis Tennessee, Roll over Beethoven, She’s a woman, No reply, Ticket to ride, Marilisa (canzonetta francese con testo italiano, molto richiesta), Mister moonlight, For your love, Help, Yesterday, And I love her, A Hard day’s night, La casa del sole, Oh pretty woman (di Roy Orbison, forse il pezzo top del complesso), What I say, Don’t let me be misunderstood, Bring it on home to me e altri vari successi, covers di Elvis Presley, Roy Orbison, Chuk Berry, The Shadows , The Champs, The Beatles, The Kinks, The Animals, The Rolling Stones e altri artisti e complessi internazionali dell’epoca sentiti su Radio Luxemburg.
Armando Morandini e Alberto Visintino ascoltavano quotidianamente su questa emittente radiofonica la trasmissione HIT PARADE in lingua inglese dove venivano eseguite le prime 10 canzoni al top del mercato musicale Americano ed Europeo: Armando Morandini trascriveva gli accordi per chitarra, Alberto Visintino trascriveva il testo (quasi sempre Inglese).
7 – Partecipazione a manifestazioni , festival, concerti.
Partecipazione e vittoria al concorso per il miglior complesso della Regione al Parco delle Rose di Grado (Gorizia).Partecipazione e Primo Posto al ” Leggio d’oro” alla Mostra della Casa moderna a Udine. Partecipazione al Festival notturno sul Natisone di Cividale del Friuli. Partecipazione alla festa della Birra Moretti a San Giovanni al Natisone con le Tigri di Gorizia ed i Dogi di Trieste. Partecipazione alla Fiera di Casarsa della delizia con il vincitore del Festival di Sanremo Bobby Solo e i fratelli Ciacci.
8 – Che strumenti avevate ( le marche ) e come li avevate acquistati?
Organo FARFISA (strumenti musicali Vicario Udine) chitarra basso FENDER Jazz bass (Vicario Udine) chitarra elettrica FENDER Stratocaster (Vicario Udine) Sax tenore KING super 20 (strumenti Francescatto Udine) batteria LUDWIG (vicario Udine) Impianto voci MEAZZI amplificatori BINSON e FENDER. Fatta eccezione per la batteria e l’organo il resto degli strumenti furono pagati con diverse cambiali a rate mensili.
9 – Eventuali contatti con case discografiche e successivi dischi.
L’impresario Spartaco Vidoni venne contattato dalla casa discografica DURIUM: in seguito per questioni finanziarie non se ne fece nulla. (il Signor S. Vidoni è stato il procuratore del complesso The Savages).
10 – Presenze televisive o cinematografiche.
Concerto registrato da Telefriuli all’Arena di Lignano Sabbiadoro nel 1997.
11 – Con quali mezzi vi spostavate
Mezzi propri.
12 – Ci sono stati cambi di elementi, quali e in che anni?
No.
13 – Quando e perché nasce la storia del gruppo?
Nella primavera del 1964, dai festini studenteschi ai thè danzanti a suon di 45 giri, siamo passati agli strumenti ed alla musica dal vivo attratti dal genere nuovo. La passione ha coeso tutto il gruppo per quasi due anni.
14 – I singoli componenti cos ‘hanno fatto fino ad oggi?
Quasi tutti i componenti hanno continuato a suonare con altre formazioni.
15 – Ci sono state delle riunioni negli anni dopo lo scioglimento?
Tutta la formazione originale al completo si è riunita nel 1997 all’Arena di Lignano Sabbiadoro in una grande manifestazione presentando i propri successi degli anni ’60.
16 – Ricordi qualche aneddoto?
Siamo stati i primi a presentare in Italia i successi dei Beatles in particolare in lingua Inglese, alcuni brani anche con testo in Italiano. Nessuno lo aveva fatto prima. In una esibizione a Casarsa della Delizia, nel 1965, presentammo in anteprima assoluta in Italia, il brano dei Beatles, MICHELLE fra lo stupore di Bobby Solo e i complimenti di Enrico Ciacci (era il fratello di Little Tony).

 

GRUPPO THE SAVAGES____________ COMPILATORE_Armando Morandini_____________________________

 

N.d.R. : se volete leggere il testo delle canzonette che si suonavano e cantavano nei favolosi anni ’60, andate al Numero1027. e al Numero1028.. Sono un  risibile esempio della fantasia “creativa” dell’allora giovane conduttore di questo BLOG.

Numero2166.

 

DUE VECCHI CONIUGI FRIULANI

 

Lei:  “Viot lì, tu ses brut e sec!

Lui:  “Io o soi un di campagne,

no soi mica di Champagne

 

Lei:  “Guarda lì, sei brutto e secco!”

Lui:  “Io sono uno di campagna,

non sono mica di Champagne”.

Numero2126.

 

L I S T A   D E I   V I N I   O S È

 

VINI  ROSSI

 

Soffocone di Vincigliata

Bernarda

Bastardo

Bricco dell’Uccellone

Scopaio

Merlo della TopaNera

Nero di Troia

BioNaSega

Amis d’la barbisa (dialettale/goliardico “Amico della vulva”)

 

VINI  BIANCHI

 

Passerina

Ficaia

DeUnaSega

Addio cugghiuna (in siciliano: addio coglioni)

 

VINI  ESTERI

 

Cojòn de gato e teta de vaca

De puta madre (di madre puttana)

Hijoputa (figlio di puttana)

Le vin de merde

Licor de merda

 

BIRRE

 

Birra Minchia (siciliana)

Birra “Stronzo” (danese).

 

Alla vostra salute!

 

 

 

 

 

Numero2095.

 

GOVERNO  RISTORANTE

 

Ho capito perché il Governo vuol chiudere i Ristoranti in Italia.

Perché, per evitare la concorrenza, vuol essere il solo, esclusivo, elargitore di “ristori”.

Vuol essere l’unico “Governo Ristorante”, sotto la conduzione di un geloso “Ristoratore”, Giuseppe Conte……Mah!

 

N.d.R.  Quei geni di politici e “giornalanti” del politichese che abbiamo in Italia hanno voluto distinguerli da altre forme di elargizione. Si poteva usare uno di questi sinonimi: contributo o risarcimento o compensazione o reintegrazione o indennizzo o rifusione o rimborso. Hanno coniato, invece, non un neologismo ma un’espressione parallela, un corollario metaforico e chiamato “ristori” gli aiuti finanziari, a fondo perduto, a quelle attività produttive e a quei servizi che sono costretti a chiudere a causa del COVID-19. Che originalità, che trovata! Complimenti!

Giornalanti = Giornalisti ignoranti.

Numero2070.

 

Mi manda una cara amica:

 

SCHEI  A  VENESSIA.

 

Schèi è un termine veneto con il quale viene indicato in generale il denaro.

La probabile etimologia del termine è piuttosto singolare. Ai tempi del regno Lombardo-Veneto (1815-1866), quando il Veneto si trovava sotto l’egemonia austriaca, erano in circolazione alcune monete su cui era riportata la scritta scheide münze, cioè “moneta spicciola”. Questa veniva pronunciata popolarmente come schei, leggendo come in italiano la parola (la vera pronuncia in tedesco sarebbe “sciaide münze”), da cui poi derivò anche il singolare scheo per indicare la singola moneta.

Il termine è sopravvissuto sino all’epoca contemporanea. Il singolare, inoltre, indica per estensione qualcosa di piccole dimensioni, analogo all’italiano “soldo di cacio” (picoło fa un scheo, “piccolo come un soldo di cacio”), o anche una breve lunghezza, come un centimetro (spòsteło de vinti schei, “spostalo di 20 cm”). Si usa il gergale esar sensa schei per l'”essere senza soldi”, mentre averghe quatro schei (avere “quattro soldi” – cioè non averne – in italiano) nel Veneto significa, con un eufemismo ed in senso ironico, averne molti.

La parola franco è stata usata per indicare una somma di denaro, associata più alle vecchie lire che all’euro, ma ancora in uso. Per cui trenta franchi erano trenta lire; ‘na carta da mìłe (franchi) era una banconota da mille lire, ma rimane che averghe un franco significa ancora oggi “avere dei soldi”. Il termine deriva da un’altra moneta austriaca, che riportava l’abbreviazione Franc., indicante il nome dell’imperatore Francesco Giuseppe.

 

N.d.R.   Durante la dominazione austriaca a Venezia, la moneta corrente era la Krone (corona), i cui spiccioli erano i Pfenning.: sul bordo circolare del Pfenning, c’era la scritta SCHEIDE MÜNZE. Se consultate un vocabolario tedesco, trovate il verbo scheiden che significa “separare, dividere” ad indicare che la Krone era divisa in Pfenning. Ma trovate anche scheide che significa fodero e, in anatomia, vagina. Mentre münze significa moneta.
Ho il sospetto che sia questa la vera spiegazione del detto popolare, veneziano e veneto, “5 schei de mona”.
In Veneto, la mona è, gergalmente, l’organo sessuale femminile; il mona è invece l’equivalente di sciocco, stupido.
La mona (sheide) non avrebbe niente a che fare con la moneta (münze), come invece sostiene qualcuno, mentre si tratterebbe di una traduzione in dialetto Veneto del significato del termine scheide. Infatti le due parole sono distinte nella medesima locuzione.
La legge austriaca, all’epoca, imponeva che chi avesse in tasca meno di 5 scheidemünzen, venisse arrestato per vagabondaggio. Ecco allora che nacque un famoso modo di dire Veneziano: “Ghe vol sempre 5 schei de mona in scarsea” ( Ci vogliono sempre 5 schei de mona (scheidemünze) in tasca), per non essere arrestati. Ma mi chiedo: non sarebbe più azzeccato, nel contesto specifico, dire: 5 schei del mona = 5 soldi dello sciocco? Un bel pasticcio! Qui pro quo!
La frase è ancora oggi usatissima, per indicare che, quando necessario, per evitare problemi, è meglio, tutto sommato, passare un po’ per stupidi, che in Veneziano si dice “Pasar un fià par mona”. Oppure, magari, in una importante trattativa, conviene, a volte, fingere di non capire, quale espediente strategico, per ottenere invece il risultato sperato. Ecco perché, nella vita, “ghe vol sempre 5 schei de mona in scarsea”.

Numero2024.

 

Mandata da Gastone

 

L O   S A P E V A T E    C H E    . . . .

 

Il cibo ci mette 7 secondi ad arrivare dalla bocca allo stomaco,

Il femore è duro come il cemento,

il pene è lungo 3 volte il pollice,

il cuore di una donna batte più veloce del cuore di un uomo,

il pinguino è l’animale più fedele al mondo, ….

 

Le donne  hanno già letto tutto,

gli uomini ancora si stanno guardando …. il pollice.

Numero1995.

 

C U R I O S I    I M P E R A T I V I

 

À B           I T A L Y
A D D       Ì T A L Y
À G          I T A L Y
D Ì G        I T A L Y
È D           I T A L Y
F A C Ì L   I T A L Y
Ì M           I T A L Y
I N V        Ì T A L Y
M È R       I T A L Y
Ò S P       I T A L Y

Numero1989.

 

NOMEN  EST  OMEN    (Plauto)

Il nome è un presagio (o destino).

 

 

Il Premier CONTE non riesce a far quadrare i conti degli stanziamenti anti – Coronavirus e per la Fase 2.

Il Ministro della Sanità SPERANZA ha espresso la speranza che la Fase 2 sia presto applicata ed estesa a tutte le Regioni.

Il Ministro della Giustizia BONAFEDE ha dichiarato la sua buonafede in merito alle scarcerazioni dei Mafiosi.

Il Ministro dell’Agricoltura BELLANOVA ci da la bella nuova della regolarizzazione dei lavoratori agricoli stagionali stranieri impiegati nei raccolti.

Il Ministro degli Esteri DI MAIO, nel mese di maggio, esibisce mascherine tricolori ed esulta per la liberazione di Silvia Romano.

Il Ministro della Difesa GUERINI afferma che l’Italia non scenderà in guerra nel conflitto Libico.

Il Ministro dell’Ambiente COSTA dichiara che costa troppo la gestione  e la manutenzione del territorio Italiano.

Il Ministro delle Regioni BOCCIA boccia il “Liberi tutti” di certe Regioni Italiane e ne impugna le ordinanze.

Il Ministro del Lavoro CATALFO sta erigendo un catafalco per celebrare l’ecatombe delle piccole e medie imprese Italiane.

 

Per la serie      FAI DA TE        MADE IN ITALY.