Never do yesterday
what should be done tomorrow.
If, at last, you do succeed,
never try again.
Non fare ieri
quello che andrebbe fatto domani.
Se, alla fine, ci riesci,
non riprovarci.
Dal film “Predestination”.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
Never do yesterday
what should be done tomorrow.
If, at last, you do succeed,
never try again.
Non fare ieri
quello che andrebbe fatto domani.
Se, alla fine, ci riesci,
non riprovarci.
Dal film “Predestination”.
Ayse Deniz Karacagil, giovane ragazza turca di etnia Curda, aveva 24 anni, quando morì in combattimento.
Nell’anno 2013, a 20 anni, prese parte alle proteste, spontanee ma reiterate, della gente comune di Istanbul contro la decisione di Erdogan di far radere al suolo un grande polmone verde della città, Gezi Park, per destinare l’area ad un nuovo centro commerciale. Venne arrestata, accusata di terrorismo, condannata chi dice a 98, chi dice a 103, facciamo una media di 100, ma non frustate, non giorni, non mesi, ma anni di carcere. Quando le truppe del Daesh, praticamente l’ISIS, invasero la Siria e un vasto territorio occupato anche dalle popolazioni Curde, le fu offerta la possibilità di commutare la pena, arruolandosi nell’esercito Curdo per difendere il proprio territorio. Scarcerata, si unì ai guerriglieri Curdi dell’YPG (Unità di Protezione Popolare) nella divisione femminile. Il giovane fumettista Romano Michele Rech, noto con lo pseudonimo di “Zerocalcare”, la conobbe sul fronte di guerra e ne descrisse la storia nel fumetto “Kobane calling”. La ragazza era conosciuta con il soprannome di “Cappuccio rosso”, perché aveva in testa sempre un copricapo di questo colore.
Roberto Vecchioni racconta in musica la tragica morte della ragazza, il 29 Maggio 2017, presso Raqqa. Le parole e la melodia, in una struggente commistione di pathos e di rabbia contro la guerra, sono un partecipe, emozionato ed emozionante omaggio al coraggio di una giovane ragazza, morta per un ideale, che non era solo la patria, ma anche il diritto delle donne all’affrancamento da una condizione disumana ed innaturale di sudditanza da principi religiosi, interpretati dagli uomini, e perpetrati surrettiziamente in secoli di oscurantismo.
Questo il testo della canzone:
C A P P U C C I O R O S S O
Ti penso amore mio che sei lontano
ti penso con il mio fucile in mano,
tu forse crederai che io sia pazza
che queste non son cose da ragazza.
E invece viene un giorno nella vita
che scegli e se non scegli l’hai tradita
e non importa se si vive o muore
piangere gioia o ridere dolore.
Questa curva di sole nel tramonto di Raqqa
mi disegna nel cuore l’arco della tua bocca,
ho tagliato i capelli, ho sfidato la rabbia,
i miei giorni più belli sono lacrime e sabbia.
Noi siamo di una patria senza terra,
noi siamo Curdi naufraghi di guerra:
è l’alba e coi compagni sto partendo
e parto e coi compagni sto cantando.
Ho in me tutte le favole di un tempo,
attorno a un fuoco acceso e ora spento,
e seguo il filo di una ninna nanna,
chiedendomi se ho messo il colpo in canna
C’era un drago di fuoco che sbarrava la strada,
ma non teme nemico un eroe con la spada;
ma non ho mai capito come andava a finire
che succhiandomi il dito cominciavo a dormire.
È il 29 maggio e non ho sonno
e qui c’è proprio il drago di mio nonno.
Saprò questa volta come va a finire,
che non ho proprio tempo di dormire.
Qui sparano li sento e non li vedo
qui sparano e mi sa che mi hanno preso;
ma non temere amore non è niente,
mi brucia un po’ ma in fondo non si sente.
Metti il pane nel fuoco, versa il vino migliore,
che ritorno tra poco, è questione di ore;
spazza tutte le foglie, che l’autunno è passato,
quando l’odio si scioglie, che sia verde il mio prato.
Se qualcuno me lo trova addosso,
riporti a casa il mio cappuccio rosso
Capirsi, ormai, sembra impossibile.
La gente è troppo piena di sé,
poco disposta ad ascoltare.
Ognuno sta con chi gli conviene,
punta a ciò che gli interessa
e se, per ottenerlo, calpesta gli altri,
poco importa.
Il vero viaggio di scoperta
non è vedere nuovi mondi,
ma cambiare occhi.
Marcel Proust.
…..e se la strada è in salita,
è solo perché sei destinato
ad arrivare in alto….
Lascia andare le persone
che condividono solo lamentele,
problemi, storie disastrose,
paura e giudizio sugli altri.
Se qualcuno cerca un cestino
per buttare la sua immondizia,
fa sì che non sia la tua mente.
Dalai Lama.
Credo sempre che l’ultimo tentativo
sia il penultimo
e credo che le cose belle
non si ottengono
se non si lotta.
Sono per le cose complicate,
ma non resisto a lungo.
Non so dire addio.
So solo che resto,
resto se credo in qualcosa.
E.J. Shanti.
Se vuoi cambiare gli effetti,
cambia la causa.
La vita risponde.
Sempre.
Le decisioni improvvide
hanno il loro costo.
Solo un pesce morto
segue la corrente.
Un uomo è ricco
in proporzione alle cose
di cui può fare a meno.
Ogni scelta comporta
una rinuncia.
Perché voler essere qualcosa,
quando si può essere qualcuno?
Sono come ho scelto di essere,
non come mi vorrebbero gli altri.
Non provo mai invidia
e non giudico nessuno.
Non amo competere con gli altri,
ma solo con me stesso.
Stimo chi mi ascolta
e cerca di capirmi.
Rispetto chi non mi capisce,
evito gli arroganti
e chi mi giudica,
senza nemmeno conoscermi.
Quando diventi “grande”,
impari i quattro MAI
più importanti della vita:
MAI giudicare una persona dalle apparenze,
MAI fidarsi di chi ci ha ferito già una volta,
MAI arrendersi davanti alle avversità
e MAI abbandonare i propri sogni e i propri valori
per accontentare gli altri.