“Questa è Panama,
dove nessuna buona azione
resta impunita.”
Dal film IL SARTO DI PANAMA dal romanzo omonimo di John le Carré.
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Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
“Questa è Panama,
dove nessuna buona azione
resta impunita.”
Dal film IL SARTO DI PANAMA dal romanzo omonimo di John le Carré.
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Solo là dove si apre il cielo,
si spalanca anche l’inferno.
Hans Urs Von Balthasar
Non si ergono le montagne,
senza che si scavino gli abissi
ed ogni energia rappresenta
una potenza uguale
sia per il bene che per il male.
La bontà è…..sopravvalutata?
Il quinto (comandamento) dice non devi rubare
e forse io l’ho rispettato
vuotando, in silenzio, le tasche già gonfie
di quelli che avevan rubato:
ma io, senza legge, rubai in nome mio,
quegli altri nel nome di Dio.
Fabrizio De André I dieci comandamenti. (Il testamento di Tito).
Segnalata da Rita
Se un’altra ragazza ti ruba il tuo uomo,
la migliore vendetta è lasciarglielo.
Oggi, se non sei cinico e caustico,
sembri un ingenuo, un buonista.
È terrificante. Tutto ciò che è corretto
sembra visto come perdente, molle.
Critichi, e l’insulto ti rende autentico.
Se sei rispettoso, sembri ipocrita:
se sei sarcastico, sembrerai vincente.
Faccio riferimento al Numero1637, che qui riporto:
Noi diventiamo saggi
non col ricordare
il nostro passato,
ma con la responsabilità
del nostro futuro.
G.B.Shaw.
per sviluppare meglio la mia adesione a questo concetto.
Ebbene, sono proprio coloro che non hanno la volontà, o non sono in grado, di prendersi la responsabilità del nostro futuro, che non fanno altro che resuscitare, continuamente e ossessivamente, suggestioni emotive di nefandezze disumane perpetrate nel passato.
A supporto delle proprie idiosincrasie politiche, a sinistra si riscoprono campi di sterminio e stragi di inermi popolazioni.
A destra, si rievocano le foibe e le eliminazioni sommarie di prigionieri ed avversari politici.
Tutto questo, in nome di un assioma, che è anche uno spauracchio, ripetuto come un mantra: “Il popolo che non ricorda il suo passato, è destinato a ripeterlo.”
Ma, un concetto non ha fondamento e verifica nella realtà, solo perché è espresso suggestivamente, come uno slogan.
Le condizioni storiche e politiche e la maturità e la consapevolezza delle persone, per fortuna, cambiano e si ripropongono in altri e diversi termini.
Uno schieramento politico, di qualunque colore sia, non può accampare credibilità e autorevolezza, per realizzare programmi futuri, richiamando sempre alla memoria i torti subiti, in un lontano passato, dalla parte avversa.
Non ci azzecca una beata fava.
Se l’ideologia che supportava, fino a ieri, un partito politico è scaduta e non è più attuale, questo non può riqualificarsi, millantando un credito obsoleto e non più incassabile, in una moneta che non ha più corso per il futuro.
Perciò, basta! È ora di finirla!
Da ambedue gli schieramenti ideologici, diametralmente opposti, mi aspetto un “dècalage”, un passo indietro, per mettere una pietra sopra tutti gli episodi continuamente incriminati e ricordati.
Non più rievocazioni, commemorazioni! Di qualunque provenienza e natura. Con buona pace di tutti i morti. Basta rimestare il coltello nella piaga, per tenerla sempre aperta e sanguinante: è diventata putrida e nauseabonda!
Stendiamo un velo pietoso sul passato e dedichiamoci, se ne siamo capaci, a costruire un buon futuro. Soprattutto per i nostri giovani.
Cattivi si diventa
dopo essere stati
troppo buoni
con la gente sbagliata.
Sai perché,a volte, si rimane delusi?
Perché crediamo che gli altri
siano disposti a fare quello
che faremmo noi per loro.
I moralisti hanno
una certa predisposizione
per l’immoralità.
Niente, come la pretesa
di collocarci al di là
del bene e del male,
ci fa avvicinare al male.
Non c’è nessuno più cattivo,
di un buono,
quando diventa cattivo.