I L V A L O R E D E L S I L E N Z I O
Il pappagallo parla tanto, troppo,
ripetendo solo ciò che ascolta,
ma non vola molto in alto.
L’aquila vola silenziosa,
ma può toccare il cielo.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
I L V A L O R E D E L S I L E N Z I O
Il pappagallo parla tanto, troppo,
ripetendo solo ciò che ascolta,
ma non vola molto in alto.
L’aquila vola silenziosa,
ma può toccare il cielo.
F A R S I V O L E R B E N E
Ci vuole così poco
a farsi voler bene.
Una parola buona
detta quando conviene,
un semplice sorriso,
un po’ di gentilezza,
un gesto di amicizia,
a volte una carezza,
il cuore sempre aperto
verso ognuno che viene:
ci vuole così poco
a farsi voler bene.
B U O N I C O M P O R T A M E N T I (senza farli notare)
Parla lentamente, come se avessi tutto il tempo del mondo.
Non sorridere a tutti, il rispetto si conquista, non si regala.
Cammina con calma, come se fosse il mondo ad aspettarti.
Ignora le battaglie inutili, scegli con cura quelle che meritano il tuo focus.
Non giustificarti mai, chi ti capisce non ha bisogno di spiegazioni.
Non dire tutto, il mistero è potere.
Sii educato, ma mai compiacente.
Non cercare approvazione, la tua autostima non è un voto popolare.
Ascolta più di quanto parli, chi osserva comanda il gioco.
Taglia senza rimpianti ciò che ti indebolisce.
Ricorda: l’assenza, a volte, fa più rumore della presenza.
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A S S E R T I V I T A’
Rischioso è parlare, quando intuisco.
Suprema azione è la non azione.
Suprema libertà è la spontaneità.
Non agendo, non volendo forzare
cose, situazioni, idee, persone,
ecco che tutto naturalmente accade.
Do il meglio alle mie intenzioni.
Questa è la virtù di cui mi nutro,
tanto più potente, se serbata in cuore.
Opero libero, spontaneo, naturale.
Così mi sento assolutamente assertivo.
Quali sono le 20 cose assolutamente importanti e utili nella vita?
da QUORA
Scrive Flavian Mwasi, corrispondente di QUORA
1.Matrimonio – Avere o meno un compagno di vita è una questione di scelte. Ma ti dirò perché ne vale la pena: la vita è migliore quando sei in coppia.
2.Sesso – Questo è il numero due della lista per ovvi motivi. A meno che tu non sia celibe, ne hai assolutamente bisogno. Inoltre, senza di esso, i matrimoni sono morti. È una chiamata di biologia e perpetua i tuoi geni.
3.Amore – Non comincerò nemmeno a spiegare perché ne hai bisogno. È ciò che rende la vita utile e bella.
4.Famiglia – Perché fornisce un sistema di supporto che nessun’altra istituzione può dare. E lega insieme nella società.
5.Resilienza – La vita stessa è dura e non devo ricordarti che ci sono molte prove. Una pelle spessa per resistere ad ogni avversità è una cosa particolarmente buona da avere.
6.Rischio – Sì, ti è mai venuto in mente che senza rischi non può mai esserci un successo significativo? Tutti abbiamo imparato a camminare assumendo dei rischi. Grandi rischi.
7.Risate – Hai sentito che ci vogliono molti meno muscoli facciali per sorridere che per essere arrabbiati? Bene, le risate pompano l’ossigeno tanto necessario nei polmoni perpetuando la tua longevità.
8.Fitness – Fitness e salute vanno di pari passo. Se hai l’abitudine di mangiare bene, fai un ulteriore passo avanti e fai alcuni esercizi. Tieni lontano il medico e le conseguenze negative.
9.Felicità – Puoi fare a meno dei soldi, ma hai assolutamente bisogno della felicità per rimanere mentalmente sano.
10.Viaggio: non riesco nemmeno a spiegare come la sensazione di viaggiare e sperimentare nuove avventure influisce sul tuo sistema psicofisico. Mette in uno stato di riposo.
11.Investire – Assicurare il tuo futuro è d’obbligo se sai che sarai ancora qui a meno che non accada qualcosa di brutto. Anche se ti succede qualcosa di brutto, vale comunque la pena investire per non lasciare alla tua famiglia poco o niente.
12.Istruzione: non puoi immaginare quanto sia potente la capacità di leggere e scrivere. Ottenere un’istruzione pertinente non è solo utile, ma anche un investimento.
13.Amici: gli amici sono utili soprattutto se ti trovi in condizioni di ristrettezza.
14.Definizione degli obiettivi – Non puoi semplicemente vivere senza meta nella vita.
15.Disciplina: ti terrà fuori dai guai.
16.Saggezza: ti aiuterà a prendere buone decisioni e giudizi solidi.
17.Passione – Ne hai assolutamente bisogno.
18.Coraggio: proverai a fallire molte volte. Devi dotarti di questa capacità per continuare a provare anche quando sai che rischi di fallire di nuovo.
19.Focus – Ci sono un sacco di cose che funzioneranno per te. Impostare la tua attenzione è assolutamente necessario per assicurarti di non perdere l’obiettivo.
20.Fiducia in se stessi: se non credi e non apprezzi te stesso, nessun altro lo farà.
Scrive Eric, corrispondente di QUORA.
Scrive Anubhav Jain, corrispondente di QUORA (non sono 20 ma 14)
Ricordate che la saggezza stoica
è un percorso di crescita
personale e di autoconsapevolezza.
Non siamo perfetti
ma possiamo sempre migliorare.
Siate perseveranti,
coltivate la calma interiore,
agite prontamente,
esercitate il vostro autocontrollo,
cercate l’eccellenza
e affrontate l’ansia con saggezza.
Sono questi i pilastri
per una vita significativa e virtuosa.
Possiamo trovare la felicità
accettando ciò che non possiamo controllare
e agendo saggiamente
su ciò che possiamo cambiare.
Le belle persone si distinguono,
non si mettono in mostra;
semplicemente: si vestono ed escono.
Chi può le riconosce.
Cesare Pavese.
VIRTUTE VIXIT, MEMORIA VIVIT, GLORIA VIVET
Visse nella virtù, vive nella memoria, vivrà nella gloria.
Preferisco
essere felice,
che dignitosa.
Charlotte Bronte.
T R O P P E R I E V O C A Z I O N I : POVERO IL POPOLO CHE HA BISOGNO DI EROI !
Ne ho abbastanza! Ho bisogno di sbroccare!
Da qualche tempo (su per giù da quando si è insediato questo tipo di governi degli ultimi tempi), si è instaurata, subdolamente e surrettiziamente all’esordio, poi con frequenza dilagante e urtante, la moda delle rievocazioni.
Non passa giorno che ci viene proposta dal mondo dell’informazione, a cura di solerti giornalistini, evidentemente su incarico di dirigenti a loro volta ispirati da esponenti politici, una serie interminabile ma puntuale di ricorrenze, di anniversari di nascite o di morti, di giorni del ricordo, della memoria, riesumazioni di personaggi e rievocazioni di avvenimenti passati, con una assiduità sospetta e inconsueta.
D’accordo, lo si è sempre fatto: è persino doveroso e giusto che certe ricorrenze di fatti importanti e reminiscenze di personaggi illustri della storia patria non vengano trascurate, ma è oltremodo irritante, almeno per me, l’insistenza e l’improntitudine con cui ci vengono riproposti fatti e personaggi passati, come santi laici e celebrazioni del calendario. Per inciso, sanctus è il participio passato del verbo latino sancire, che vuol dire, come in Italiano, stabilire, fissare, dichiarare, decretare, disporre, imporre, legiferare, promulgare, statuire, approvare, confermare, convalidare, ratificare, consacrare ( quanti sinonimi, e quante diverse sfumature, di una parola o di un verbo esistono nella nostra lingua! Forse troppi! ). Il calendario contiene date e ricorrenze che devono essere ricordate, rispettate e festeggiate: scandiscono lo scorrere del tempo della convivenza civile, secondo partecipazioni collettive abitudinarie e convenzionali. E contiene anche centinaia di personaggi della storia religiosa cristiana cattolica che, in un modo o in un altro, si sono distinti meritoriamente nell’ esemplificare questa appartenenza e professione di fede. Alla stregua del calendario devozionale, vogliono forse istituire un calendario laico e secolare?
Ad essere rievocati non sono poi avvenimenti di eccezionale importanza della nostra storia passata, recente o lontana, o personaggi di grande rilievo dell’arte, della politica, della scienza e quant’altro. Vengono riesumati accadimenti, solo di un certo tipo e con una certa partigianeria, anche poco significativi, ma che, giornalisticamente e, vivaddio, anche politicamente, fanno gioco. E personaggi, positivi o negativi, paradigmatici di una ben definita appartenenza. Questo, che si sta instaurando, è un clima autocelebrativo che mi piace poco. Mi chiedo dove stia la regia occulta di questa “atmosfera”: costruire un sancta sanctorum leggendario. Forse lo posso immaginare. Ma si ricordi sempre che la leggenda penetra solo laddove i valori che vuole esaltare sono accettati dalla comunità a cui li si presenta. E che rievocare ossessivamente gli esempi del passato significa solo non aver fiducia nei valori del presente né, tanto meno, in quelli del futuro. In certe stanza dei bottoni, qualche studioso di sociologia si è accorto che stanno venendo meno i principi e i valori statuali e statali, insomma, nazionali. Appellarsi a quei principi fondanti di valori “tradizionali” è giusto, ma deleterio quando questa diventa l’unica matrice di comunicazione. Ci dovrebbe sorreggere, al contempo, lo spirito critico, la cultura dell’attualità creativa e l’attivismo innovativo che vedo, purtroppo, mancare alle generazioni che si affacciano alla storia di questo paese. Altro che partiti progressisti!
Un’ultima considerazione. Un popolo, una nazione, una comunità sociale e civile che indulgono così spesso in questa pratica di tentare di insediare su qualche piedistallo degli “eroi” del passato e di “mitizzare”, con spicciola disinvoltura, fatti o personaggi anche di secondaria importanza, e perfino negativi, sono dei perdenti.
Ricordiamo insieme certi personaggi della storia di Roma, come Attilio Regolo e Muzio Scevola, che fin dalle scuole elementari, ci venivano additati come esempi di coraggio e di abnegazione, per la salvezza del bene comune. Tito Livio ci dice: “facere et pati fortia Romanum est” ossia, “L’operare e il soffrire da forte è degno di un Romano”. Ebbene, anziché essere degli eroi positivi della storia patria, essi sono il simbolo di sconfitte militari: pur di non ammettere che le sorti dei conflitti non erano state favorevoli, si sono “mitizzati” dei personaggi sacrificali e salvifici che, in realtà, sono morti e hanno fallito e perduto.
Tecnica vecchia, quella di “celebrare” la sconfitta!
La bontà è…..sopravvalutata?
Il talento
non ha età.
Si viene puniti
soprattutto
per le proprie virtù.
Friederich Nietzsche.
Non è il nero,
ma il cervello
che sta bene
con tutto.
Indossalo.
L’orgoglio è la virtù dell’infelice.
Francois-Renè de Chateaubriand.