Numero3811.

 

7  SFIDE  GENITORIALI  CHE FORMANO  IL  FUTURO  DI  TUO  FIGLIO.

 

Se vuoi un figlio dal cuore aperto, ascoltalo senza giudicare.

Se vuoi un figlio fiducioso, apprezza il suo impegno, non solo i suoi risultati.

Se vuoi un figlio amorevole, confortalo quando commette degli errori, prima di correggerlo.

Se vuoi un figlio emotivamente solido, impara tu per primo a governare le tue emozioni.

Se vuoi un figlio coraggioso, lascialo sbagliare e cadere, poi cammina al suo fianco quando si rialza.

Se vuoi un figlio rispettoso, modella ogni giorno la gentilezza con parole come “per favore”, “mi dispiace”, “grazie”.

Se vuoi un figlio onesto, apprezza il suo coraggio quando ammette il suo sbaglio.

 

@DailyReminderr1

Numero3792.

 

SAPER  ASPETTARE

 

Non tutto ciò che tarda

si sta allontanando da me.

Alcune cose hanno bisogno

di crescere in silenzio, prima

di entrare nella mia vita.

Non inseguirò ogni risposta

e proteggerò la mia pace:

ciò che è davvero destinato

a me saprà arrivare proprio

nel momento giusto in cui

sarò pronto ad accoglierlo.

 

@lifeisinthewords

Numero3760.

 

IL  POTERE  DI  DECIDERE

 

Ogni mattina, stringi tra le mani l’unico potere

che ti è dato di gestire: quello di scegliere.

Puoi consumare le tue giornate a covare

un sordo rancore o decidere di voltare pagina.

Puoi scegliere se farti soffocare dal rimpianto,

o respirare l’aria libera di un nuovo inizio.

Tra il peso di un passato che non puoi cambiare

e la bellezza di un presente ancora da scrivere,

ricordati che il tempo non torna mai indietro.

Non sprecarlo a guardare le ombre: accendi

la tua luce, prenditi il tuo spazio e concediti,

finalmente, a cuor leggero, il lusso di essere felice.

 

@healingsoulmusic-it

Numero3711.

 

C A M B I A M E N T O

 

Pensaci, a volte, resti

come e dove sei,

soltanto perché

cambiare fa paura.

Poi arriva un momento

in cui capisci che

lo “status quo” non

è più vivere davvero.

E allora cambi strada,

forse, non perché tutto

ti risulta più chiaro,

ma perché senti che

è proprio giusto farlo.

Se finora hai vissuto,

rinunciando al bello

che la vita ti può dare,

per accumulare crediti

che per te non potrai

mai esigere, anche se

li hai davvero meritati,

allora devi ricominciare

tutto daccapo, ma

non avrai più tempo.

La tua vita è tua, non

appartiene agli altri.

La tua felicità, se c’è,

è qui, adesso: goditela.

 

@Dentroilvivere

Numero3697.

 

A N C H E    S E    N O N    È   A N C O R A

A R R I V A T A    L A    M I A    O R A

 

TESTIMONIANZA   SPIRITUALE

DI   ALBERTO

AUTORE   DI   QUESTO   BLOG

 

Meditazione interiore sul vivere, pensare e morire

Vivere non è accumulare anni, eventi, traguardi. È abitare la propria coscienza giorno per giorno, riconoscere il proprio limite, e restarvi fedeli senza rimpianti.

Vivere è camminare nel tempo sapendo di non possederlo, lasciare che ogni gesto, ogni parola, ogni silenzio abbia il peso giusto e la leggerezza dell’essenziale.

Io non ho cercato il rumore, ma la verità sobria delle cose, l’armonia discreta tra il pensiero e l’azione, la bellezza muta di chi fa senza pretendere, di chi dona senza chiedere nulla in cambio.

Vivere, per me, è stare, con onestà e coerenza, nella porzione di mondo che mi è stata data. E renderla un po’ più chiara, anche solo con un pensiero limpido.

 

Ho pensato non per possedere il mondo, ma per non lasciarmi possedere da illusioni.

Il pensiero è stato il mio strumento di verità, la mia difesa contro il facile, il vuoto, il già detto.

Non ho mai usato il pensiero per costruire torri, ma per discendere in me stesso, e trovare lì non certezze assolute, ma coerenza interiore.

Pensare, per me, è stato un atto di rispetto verso l’essere, un modo per rendere onore a ciò che esiste senza pretendere spiegazioni.

E nella solitudine del pensiero, ho trovato compagnia: quella di chi, nel passato e nel futuro, condivide il mio stesso bisogno di luce.

 

Morire non è spegnersi, ma restituirsi. Non è un’ingiustizia, ma un atto naturale della coscienza che si ritira, non per fuggire, ma per ricongiungersi.

Non mi interessa sopravvivere nei nomi, nelle immagini, nei ricordi. Mi basta sapere che ciò che ho compreso non va perduto, ma si riversa, come linfa, nel campo più vasto dell’umano.

La morte non è fine, ma dissoluzione dell’individuo nel Tutto da cui proviene. Non c’è nulla da temere in ciò che è necessario, e nulla da rimpiangere quando si è stati coscienti fino in fondo.

Morire è congedarsi in silenzio, come si fa quando si è detto tutto senza gridare. E il mio congedo sarà discreto, ma pieno di verità.

Epílogo

Ho vissuto. Ho pensato. Ho amato il mondo non per ciò che mi ha dato, ma per ciò che mi ha insegnato.

E quando sarà ora, semplicemente, mi ritirerò, con la stessa sobria dignità con cui sono venuto.

Grazie.

Numero3688.

 

L E G G I    D E L    K A R M A

 

La Grande Legge:

qualunque energia e pensiero tu emetta nell’universo tornerà a te, nel bene e nel male.

La Legge della Creazione:

la vita non accade semplicemente: devi agire e far sì che le cose succedano, invece di aspettare che tutto si sistemi magicamente.

La Legge dell’Umiltà:

sii abbastanza umile da accettare e comprendere che la tua situazione attuale è il risultato delle tue azioni passate.

La Legge della Crescita:

concentrati sul controllare te stesso, non gli altri. Il vero cambiamento inizia dall’interno, quindi dai priorità alla tua crescita personale.

La Legge della Responsabilità:

qualunque cosa accada nella tua vita, accade a causa tua, e devi assumertene la responsabilità. Sei il risultato delle scelte che fai.

La Legge della Connessione:

passato, presente e furturo sono tutti collegati. Le tue azioni passate plasmano chi sei oggi, e le scelte che fai ora determineranno chi diventerai domani.

 

@DianaUrsu

 

Numero3656.

 

L A    V I T A    C H E    S T A I    V I V E N D O

 

Sei completamente responsabile

della vita che tu stai vivendo.

Le scuse proteggono soltanto

i tuoi limiti, mai il tuo futuro.

Nulla cambia finché non cambi tu:

la tua vita è il riflesso delle tue

abitudini, non delle tue speranze.

Numero3587.

 

T I E N I    A    M E N T E

 

Se hai cibo nel tuo frigo,

vestiti sul tuo corpo,

un tetto sulla tua testa,

e un posto dove dormire,

tu sei più ricco del 75%

delle persone al mondo.

 

Se hai denaro da spendere

come ti piace, e la libertà

di andare ovunque tu vuoi,

sei fra il 18% delle persone

più facoltose al mondo.

 

Se sei vivo oggi con più

salute che malattie, sei

più benedetto dei tre

milioni di persone che,

in questa settimana,

non sopravviveranno .

 

Se tu puoi leggere e capire

questo messaggio, sei più

fortunato dei tre miliardi di

persone, su questa terra,

che non possono vedere,

non possono leggere,

e non possono accedere

alla conoscenza ed a ogni

tipo di informazione.

 

N.d.R.: a tutto questo si aggiunga che noi, il cosiddetto “mondo occidentale”, che comprende l’Europa ed il Nord America, vale a dire circa 800 milioni di persone, per mantenere il tenore di vita che ci è proprio, consumiamo l’80% delle risorse della terra.

Il restante 20% è destinato ai circa 7 miliardi e mezzo degli altri abitanti sulla terra.

Non meravigliamoci troppo se alcune centinaia di migliaia di questi, ogni anno, cercano di migrare da noi, a rischio della vita, per trovare migliori condizioni per la loro esistenza.

 

Numero3586.

 

da  QUORA

 

Scrive Jason Bondurant Degli Anelli, corrispondente di QUORA.

 

ATTENZIONE   ATTENZIONE   ATTENZIONE !

 

In un’intervista con Lex Fridman, Musk ha detto che dopo il 2027 non ci sarà ritorno.

Quando il giornalista ha chiesto di cosa parlasse, Musk è rimasto in silenzio quasi un minuto, poi ha aggiunto: «Non è una catastrofe, è una transizione».

Gli analisti hanno identificato tre temi su cui ha esitato: intelligenza autonoma, perdita di significato e dipendenza energetica.

Tutto ciò che ha previsto sta già accadendo.

Primo segnale — collasso dell’attenzione. Musk ha detto che le persone smetteranno di pensare a lungo termine. L’orizzonte di pianificazione è passato da 30 a 3 anni; le persone non costruiscono più, aggiornano solo.

Gli studi del MIT mostrano che la generazione dopo il 2000 mantiene l’attenzione per soli 8 secondi. Musk lo ha chiamato Alzheimer culturale.

Secondo segnale — intelligenza artificiale che smetterà di essere subordinata.

Musk ha detto: «Quando il sistema inizierà a correggere l’uomo, e non il contrario, la logica lineare finirà».

Oggi gli algoritmi gestiscono attenzione, scelta dei partner, cibo e pensieri. Non sarà una rivolta delle macchine, ma una lenta perdita della libertà di scelta.

Terzo segnale — dipendenza energetica della civiltà.

L’uomo diventa sempre meno capace di vivere senza elettricità anche per un giorno.

Quando l’energia diventerà valuta, controllarla sarà potere.

Musk ritiene che nel 2027 il rapporto uomo–energia supererà il punto di equilibrio, e tutto ciò che non è autonomo scomparirà.

 

L’unica salvezza?— Tornare al significato.

«La tecnologia è più potente di noi, ma non più intelligente. Finché abbiamo obiettivi, non siamo algoritmi», ripeteva Musk.

Ha aggiunto: «Dobbiamo imparare a essere umani prima che i sistemi inizino a fare tutto per noi e a controllarci».

Numero3572.

 

U M B E R T O    G A L I M B E R T I

Appunti da una sua conferenza.

 

Partiamo dalla cultura medioevale: Inferno, Purgatorio, Paradiso; dove l’arte è arte sacra, dove persino la donna è “donna angelo”.

Se togli la parola Dio dalla cultura medioevale, non capisci niente di quel mondo; ma se togli quella parola dal mondo contemporaneo lo capisci ancora? Sì, sì, lo capisci benissimo.

Non lo capiresti più se togliessi la parola “tecnica” o se togliessi la parola “denaro”, che è diventato il generatore simbolico di tutti i valori.

Allora, come dice Nietzsche, “Dio è morto”.

Che cosa sono diventate le chiese se non le tombe e i sepolcri di Dio?

I nostri tempi non sono più pieni di futuro.

Io mi anestetizzo (mi drogo) nel presente perché non voglio vedere il futuro.

Non ho più l’orizzonte di senso: questo è il sentire delle generazioni di oggi perché il futuro non è più una promessa.

La scienza non guarda il mondo per contemplarlo, ma per manipolarlo.

Lo scienziato anticipa la sua teoria, poi verifica se questa sia riscontrabile ed attuabile nella natura e, da qui, la fa diventare legge di natura universale. Per sempre? No. Fino alla formulazione di una legge più raffinata e perfezionata, adattandosi alle nuove scoperte.

La scienza ha un intento manipolatorio.

È come un giudice che costringe l’imputato a rispondere alle sue domande.

Cartesio dice che l’uomo, con questo metodo, diventa “maitre et possesseur de la nature” (padrone e possessore della natura).

E ne è diventato anche la forza più distruttiva.

 

 

Numero3569.

 

D I S C O T E C A

 

Se un giorno ti manca la motivazione, vai in discoteca, resta lucido, non bere nulla.

Osserverai uomini che fingono sicurezza, spendono senza senso, atteggiandosi a bulli, fingendosi criminali.

Vedrai le ragazze e le donne che competono tra di loro per apparire e sentirai intorno a te un’illusione collettiva di felicità forzata.

Capirai che tu sei nato per essere diverso, che nessuno può decifrare la tua storia come fai tu, che in quel posto tu ti senti un pesce fuor d’acqua.

Se ti trovi in discoteca, senza bere, ti renderai conto che viviamo nell’era della mediocrità, dove ci sono persone che dicono di voler costruire il loro futuro, ma lo fanno sprecando il loro presente, scappando dai loro problemi, dalla loro realtà e dalla loro vita, perché attualmente fa schifo e preferiscono non viverla.

Per distinguerti, basta fare ciò che fa una persona intelligente: allontanati da tutto ciò che non è allineato con il tuo obiettivo.

 

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