A M I C I Z I A E A M O R E
Psicologicamente, non è possibile
essere soltanto amico con
qualcuno di cui sei stato innamorato.
Cosa ci insegna la vita… testamento spirituale di un libero pensatore
A M I C I Z I A E A M O R E
Psicologicamente, non è possibile
essere soltanto amico con
qualcuno di cui sei stato innamorato.
A M I C H E V O L I C O N V E R S A Z I O N I
Il legame ideale fra due veri amici è quello basato sulla conversazione.
Un vero amico è qualcuno con cui non ti stanchi mai di parlare.
Ralph Waldo Emerson ha scritto:
“In fondo, il legame di ogni compagnia, che sia amore o amicizia, è la conversazione”.
Sai di avere un vero amico, quando puoi dirgli qualsiasi cosa, quando ti va di parlargli per il semplice piacere di sentirti compreso, quando ti senti al sicuro e quando non devi continuamente misurare e pesare i pensieri e le parole.
Seneca ha detto:
“L’amicizia è comprendere ed essere compresi”.
da YouTube
Scrive CARL GUSTAV JUNG
S E P E N S I
Se pensi costantemente a una certa persona allora dovresti capire che a quella persona accadono 3 cose.
A volte, senza rendertene conto, qualcuno inizia a vivere nei tuoi pensieri: ti svegli e il suo nome è la prima cosa che ti viene in mente; ti addormenti e, appena prima di chiudere gli occhi, il suo volto riappare; cerchi di distrarti con il lavoro, la musica, le persone, ma lei torna sempre e, a un certo punto, ti chiedi perché non riesci a smettere di pensare a lei.
È amore, è attaccamento o qualcosa di spirituale, qualcosa che va oltre la comprensione umana?
Lascia che ti dica una cosa potente, oggi: quando pensare a qualcuno diventa un’abitudine, quando la tua mente, il tuo cuore e la tua anima ruotano costantemente attorno a quella persona, 3 cose invisibili iniziano ad accadere anche a quella persona, anche se è lontana, anche se non vi parlate da mesi o anche se si comporta come se si fosse dimenticata di te.
L’energia non mente mai.
In questo universo, i pensieri sono energia, ogni pensiero che emani si muove come un’onda, tocca la persona a cui stai pensando e ti ritorna con una risposta, a volte come una sensazione, a volte come un sogno, a volte come un ricordo improvviso.
Per prima cosa i tuoi pensieri si indirizzano al suo subconscio: quando pensi costantemente a qualcuno crei una connessione vibrazionale, un legame invisibile che raggiunge il suo subconscio.
Potresti non parlarle, ma la tua energia parla; potresti non scrivere un messaggio, ma il tuo cuore invia segnali.
Hai mai notato che improvvisamente guarda la tua storia o ti scrive un messaggio, proprio nel momento in cui stavi pensando a lei.
Non è una coincidenza, è risonanza: le tue onde energetiche toccano la sua aura e risvegliano le sue emozioni.
Il nostro subconscio funziona come un’antenna: riceve segnali dalle persone che pensano a noi con emozioni autentiche.
Quando pensi intensamente a qualcuno, soprattutto con amore o dolore, generi una forte frequenza energetica.
Questa frequenza non scompare ma viaggia e lei inizia a provare un’inquietudine interiore senza sapere perché.
Potrebbe provare un’improvvisa tristezza, un calore o un desiderio inspiegabile: sono i tuoi pensieri che la raggiungono come sussurri invisibili.
Ecco perché alcuni dicono: “Non so perché, ma improvvisamente ho sentito il bisogno di chiamarti”.
Questa è la tua energia al lavoro.
Ma ecco la verità: questa connessione funziona in entrambe le direzioni: se la tua energia è calma, lei sperimenterà la calma; se la tua energia è caotica, proverà confusione.
E questo avviene reciprocamente, a volte anche sincronicamente.
Non pensi solo, trasmetti; quindi sii consapevole dei pensieri che trasmetti perché l’universo è sempre in ascolto.
In secondo luogo, il suo campo energetico inizia a rispecchiare il tuo.
Probabilmente hai sentito dire che 2 persone connesse attraverso il cuore possono percepire le emozioni dell’altro anche a distanza: questa non è poesia, è fisica energetica.*
* N.d.R.: Mi riferisco al famigerato fenomeno fisico chiamato “entanglement” quantistico. È un fenomeno in cui due o più particelle diventano correlate in modo tale da condividere lo stesso stato quantistico, indipendentemente dalla distanza che le separa.
Jung, (psichiatra, psicoanalista, antropologo, filosofo, non un fisico) quando scriveva queste cose, probabilmente non lo conosceva.
Einstein lo definì “azione fantasma a distanza”.
Le particelle “entangled” sono descritte da un’unica funzione d’onda, come se fossero un unico oggetto.
Ogni persona possiede un campo elettromagnetico, un’aura che risuona con le emozioni: quando pensi regolarmente a qualcuno, il tuo campo energetico inizia a sincronizzarsi con il suo, il suo umore cambia, i suoi pensieri iniziano a riflettere i tuoi; persino il suo percorso di vita può allinearsi sottilmente al tuo ritmo.
Hai notato che stai pensando a quella persona e all’improvviso appare online, o che ti senti giù e ti scrive proprio in quel momento: non è una coincidenza, questo è un riflesso della vostra connessione energetica.
Pensi a lei alle 2 del mattino e lei si sente irrequieta nel sonno; tu provi pace e lei sente calore senza sapere perché.
Perché la tua aura tocca la sua come le onde che si incontrano in mezzo a un lago immobile.
Più i tuoi pensieri sono emozionanti, più forte diventa questa connessione: quando pensi con amore, gentilezza e perdono guarisci entrambi i cuori; ma quando pensi con dolore, rabbia o ossessione blocchi le energie dell’altra.
Ecco perché l’universo spesso ti sussurra: “lascia andare”, non perché non ti importi della persona, ma perché l’amore ha bisogno di fluire; l’amore non riguarda mai il possesso, ma la connessione.
Quando pensi con amore e senza aspettative, la tua energia diventa una forza curativa sia per te che per lei.
Noterai che lei diventa più calma, più lucida persino più felice, perché la vibrazione che trasmetti è curativa, la influenzi costantemente, non attraverso il caos ma con la pace.
Quindi scegli la pace, perché tutto ciò che pensi di lei diventa parte del suo paesaggio emotivo: come la immagini, la dipingi e le invii la foto dell’immagine.
In terzo luogo, il destino inizia a riorganizzare le circostanze tra voi: ora arriva la terza e più misteriosa verità.
Quando pensi a qualcuno costantemente e con profonda emozione, il destino inizia a reagire, l’universo inizia a riorganizzare situazioni incontri e coincidenze in modo che entrambi torniate in allineamento energetico.
A volte è solo una piccola cosa: il suo nome salta fuori ovunque.
Una canzone all’improvviso ti ricorda di lei, sogni di parlarle o vi incontrate in modo del tutto inaspettato: queste non sono coincidenze, sono segni di allineamento, perché i tuoi pensieri sono energia e l’energia crea la realtà.
Più pensi costantemente a qualcuno, più attiri quella persona nella vibrazione della tua vita.
Ma qui sta il segreto: l’universo non riporta le persone indietro per raccontare di nuovo la stessa storia, le riporta indietro affinché possano verificarsi guarigione, intuizione o crescita.
Forse sei destinato a chiudere pacificamente un vecchio capitolo, forse sei destinato a iniziarne uno nuovo con maggiore comprensione; o forse sei semplicemente destinato a realizzare che l’amore non finisce mai, ma cambia solo forma e si rinnova.
Se la vostra connessione si basava su emozioni autentiche, la vostra autenticità non è scaduta: l’universo vi offrirà l’opportunità di riconnettervi attraverso messaggi, sogni, sincronicità o esperienze condivise.
Tuttavia, se questa relazione aveva lo scopo di insegnarvi l’autostima, l’universo vi guiderà verso la pace interiore.
In ogni caso, ogni volta che pensi a qualcuno che prova dei sentimenti per te, succede sempre qualcosa dentro di te o intorno a te.
Questo è il significato di queste 3 verità: quando pensare a qualcuno diventa un’abitudine è segno di energia inespressa: significa che le vostre anime stanno ancora comunicando attraverso il silenzio, la distanza e il tempo.
Non significa sempre che sia la tua anima gemella o la tua fiamma gemella; a volte significa semplicemente che questa persona è venuta a risvegliare qualcosa dentro di te: amore, pazienza, perdono o forza.
Chiunque tu non riesci a smettere di pensare è uno specchio che riflette qualcosa di te: se provi dolore significa che hai bisogno di guarire; se provi gioia vuol dire che ti senti corrisposto.
Quando senti il desiderio di imparare ad amare te stesso e quando provi pace, significa che hai capito la lezione.
L’universo usa le persone per mostrarci ciò che la nostra anima deve ancora imparare; e pensare a qualcuno non è debolezza: è consapevolezza, è il tuo cuore che ricorda quanta profonda emozione ha provato un tempo, trasformando quei pensieri in energia curativa.
Come trasformare questi pensieri in energia curativa: se i tuoi pensieri continuano a tornare, non combatterli, guidali; perché più li reprimi, più diventano forti.
Prova invece questo: ogni volta che il suo volto appare nella tua mente, devi dire dolcemente: “ti mando pace”, “ ti mando amore”, “ti lascio andare, così puoi andare per la tua strada mentre io continuo per la mia”.
Questa semplice affermazione trasforma l’attaccamento emotivo in libertà spirituale: non cancella la persona dal tuo cuore, ma libera entrambe le anime.
Se lo fai regolarmente noterai qualcosa di meraviglioso: anche lei sentirà questa pace, la tensione emotiva scomparirà lentamente, entrambi inizierete a guarire e un giorno ti renderai conto che puoi pensare a lei con gratitudine, senza dolore.
Quello è il momento in cui hai veramente padroneggiato la connessione: la verità spirituale dietro questi pensieri costanti.
Molti maestri spirituali affermano che, se non riesci a smettere di pensare a qualcuno, anche il suo sé superiore (stato etereo e stato astrale) sta pensando a te.
Le anime comunicano su una frequenza che le parole non possono raggiungere: tu resti sveglio pensando a lei mentre lei potrebbe sognarti; preghi per lei e improvvisamente lei prova conforto senza sapere perché.
Questa è l’energia dell’anima infinita senza tempo, al di là di ogni logica.
Anche qui l’equilibrio è cruciale: quando i tuoi pensieri nascono dall’amore, vi sollevano entrambi; quando nascono dall’ossessione vi prosciugano entrambi.
Quindi lascia che i tuoi pensieri siano leggeri, lascia che viaggino con benedizione, non con bisogno e ricorda: puoi amare qualcuno profondamente senza aggrapparti a lui.
Messaggio finale.
Se pensare a qualcuno è diventata un’abitudine, sappi una cosa: non sei pazzo, non sei debole, sei semplicemente un essere umano con un cuore sensibile.
È un’energia che si connette potentemente; ma sappi queste 3 verità: i tuoi pensieri raggiungono il suo subconscio, le vostre energie si riflettono a vicenda e il destino si riorganizza per insegnarti, guarirti o riunirti.
Pensa con saggezza, perché la tua mente non è solo uno spazio, è un trasmettitore; i tuoi pensieri non sono solo privati, ma sono selettivi e mirati, sono così potenti che anche la persona a cui non riesci a smettere di pensare li sente, forse non a parole, forse non nei fatti, ma nel profondo di sé, perché l’energia non mente mai.
La prossima volta che il suo volto ti appare nella mente, sorridi, respira profondamente e confida che entrambi possiate trovare pace, amore e significato in questa connessione e poi lasciati andare con grazia, perché se appartiene davvero alla tua vita, troverà la strada per tornare: non con la forza, ma con il dolce potere del destino.
A volte il cuore sa ciò che la mente non riesce a spiegare e a volte lasciare andare è l’atto più amorevole di tutti.
Qui, di seguito, su questo argomento, una selezione di aforismi
di Charles Bukowski
Tutto si riduce
all’ultima persona
a cui pensi, la notte.
È lì che si trova il cuore.
Ho bisogno di vederti,
ma non ti vedo,
e ho bisogno di ascoltarti ,
ma non ti ascolto,
e ho bisogno di toccarti,
ma non ti tocco.
E ho bisogno di pensarti
ed è l’unica cosa che faccio.
E quando la mattina
non ti sveglia nessuno.
E quando la sera,
non ti aspetta nessuno.
E quando puoi fare
quello che vuoi.
Come la chiami?
Libertà o solitudine?
C’erano i sogni,
c’era la realtà.
C’era lei
che li faceva incontrare.
Fare sesso
con la mente di una donna
è vizio da raffinati.
Tutti gli altri si contentano del corpo.
Sentirsi senza toccarsi.
Ecco come le anime fanno l’amore,
mentre i corpi sono altrove.
da QUORA
Scrive Murta P., corrispondente di QUORA.
C H E C O S A P I A C E A L L E D O N N E
C’è una citazione attribuita a Jung (perfettamente in linea con il suo pensiero) che amo molto:
“Il più grande privilegio di una vita è diventare sé stessi.”
Secondo me, risponde già alla domanda: “Cosa piace alle donne?”
Quando incontri qualcuno, il punto non è capire “cosa vuole”, ma chi sei tu mentre ti presenti.
Perché se metti una persona su un piedistallo prima ancora di conoscerla, non stai vedendo lei: stai idealizzando una tua proiezione.
Jung chiamava ombra tutto ciò che rimane nascosto dietro la maschera che costruiamo da bambini per compiacere, e da adolescenti per appartenere.
Integrare l’ombra significa smettere di recitare e lasciar emergere ciò che siamo davvero: desiderio autentico, curiosità, ironia, presenza senza bisogno.
Quando vivi così, non hai più necessità di chiederti “cosa piace”.
Cerchi semplicemente chi ti riconosce, chi ti vede senza che tu debba nasconderti.
Ti mostri, e chiedi all’altra persona di mostrarsi.
Le persone entrano nella nostra vita come possibilità.
Nessuno merita un piedistallo a priori – nemmeno dopo anni, nemmeno dentro una relazione.
Solo quando qualcuno ti incontra da pari può diventare protagonista insieme a te della tua storia.
Gli altri rimangono di passaggio, ed è naturale così: fa parte della fatica e della bellezza di diventare sé stessi.
Per questo, quando ti dicono “sii te stesso”, ti stanno dicendo solo metà della verità.
La parte difficile è scoprire chi è davvero quel “te”.
E questo vale anche per il rapporto con il gentil sesso, come per chiunque altro.
Non devi chiederti “cosa piace alle donne?” mettendo addirittura un intero genere sul piedistallo.
Chi è davvero se stesso si chiede al massimo:
“Come esprimo desiderio in modo autentico?”
Tutto il resto si costruisce a due.
Ma questa è un’altra storia.
N.d.R.: forse, la domanda giusta è: “chi sono io, quando incontro quella donna?”.
Non mi devo comportare come piace, genericamente, alle donne, magari compromettendo la mia genuinità, spontaneità, anche vulnerabilità o venendo meno ai miei connotati caratteriali per recitare una parte.
A mio avviso, il miglior modo di approcciare una donna è essere me stesso, senza infingimenti o mascherature che, presto o tardi, finirebbero per lasciare il tempo che trovano.
Avere una relazione con una donna è sempre una buona occasione per imparare ad essere se stessi o, addirittura, per migliorarsi.
F A R S I V O L E R B E N E
Ci vuole così poco
a farsi voler bene.
Una parola buona
detta quando conviene,
un semplice sorriso,
un po’ di gentilezza,
un gesto di amicizia,
a volte una carezza,
il cuore sempre aperto
verso ognuno che viene:
ci vuole così poco
a farsi voler bene.
A M I C I Z I A E F E L I C I T A’
Scrive Haruki Murakani, scrittore giapponese:
“La felicità è un’amicizia calorosa”.
U N A M I C O V E R O
Vuoi sapere chi è un amico vero?
Non guardare chi ti aiuta quando stai male: è troppo facile.
A tutti piace fare l’eroe e consolarti, perché la tua tristezza non minaccia nessuno.
Se vuoi la verità, guarda chi applaude quando vinci.
Racconta una bella notizia, un successo, una vittoria e guarda i suoi occhi per quel mezzo secondo prima che sorrida.
Se vedi appena un lampo di fastidio o se cambia subito discorso parlando di sé, o se sminuisce la tua vittoria con un “Sì, ma …”, quella persona non è un amico, è un rivale segreto che ti tollera solo finché stai un gradino sotto di lui.
L’amico vero è quello che non si sente sminuito dalla tua luce, ma la usa per accendere la sua.
@Influenza.Mentale
Indice dei contenuti
Tore Kesicki, psicologo, mental coach e volto noto di TikTok, ha acceso il dibattito con un video diventato virale in poche ore.
In un video di 2 minuti, ha elencato nove aspetti della propria vita che andrebbero tenuti segreti.
Nessuna eccezione.
Nemmeno per il migliore amico, nemmeno per la persona amata e – a suo dire – nemmeno ai genitori.
Secondo lui, certe cose vanno custodite gelosamente, per evitare delusioni, giudizi o – peggio ancora – sabotaggi.
Le sue parole hanno raccolto centinaia di migliaia di visualizzazioni, ma anche commenti contrastanti.
C’è chi lo considera troppo diffidente, quasi cinico.
Ma molti utenti, soprattutto adulti, hanno ammesso di rivedersi in quelle riflessioni.
Un commento molto apprezzato dice tutto: “Ieri ho detto troppo di me stesso a una persona e me ne sono già pentito”.
Kesicki è diretto: “Quando condividi i tuoi sogni, qualcosa si inceppa”.
Secondo lui, raccontare i propri obiettivi prima di averli raggiunti può bloccare il processo.
Come se le parole togliessero energia al progetto.
Ma c’è di più. Una volta rivelato un sogno, entrano in gioco dinamiche esterne, aspettative, pressioni e – soprattutto – giudizi non richiesti.
Finché un obiettivo non è realtà, tenerlo per sé potrebbe proteggerlo. Anche dalle influenze negative delle persone più vicine.
Uno dei passaggi più forti del video riguarda la sfera economica.
Kesicki racconta: “A 22 anni guadagnavo più di mio padre. Gliel’ho detto e ho visto la gelosia nei suoi occhi. Non lo dimenticherò mai”.
Non tutti riescono a gioire per il successo altrui.
Parlare apertamente di soldi, stipendi o patrimoni personali può generare disagio, invidia o competizione, anche nei rapporti più stretti.
In un mondo che tende a misurare il valore personale in base al conto in banca, meglio evitare dettagli superflui.
“Le tue debolezze possono diventare armi nelle mani sbagliate”, avverte Kesicki.
Confidare fragilità emotive, paure o limiti a qualcuno può sembrare un gesto di fiducia. Ma è anche un rischio.
Oggi si è amici, domani magari no.
E quello che un tempo era uno sfogo intimo, può trasformarsi in un punto debole esposto.
Vale anche per i problemi familiari: “Magari tu li vivi come gravi, ma per altri sono sciocchezze. E ti giudicano”.
Non tutto va raccontato, perché non tutti hanno la sensibilità per capirlo o il rispetto per custodirlo.
“Molte persone non hanno piani per il futuro. Se racconti i tuoi, li fai sentire inadeguati”, spiega Kesicki.
Parlare della propria prossima “mossa” – un cambio di lavoro, un lungo viaggio, un trasferimento, un progetto ambizioso – può accendere meccanismi di invidia in chi si sente fermo o insoddisfatto.
Non tutti saranno felici dei tuoi traguardi.
Per alcuni, il tuo entusiasmo è un fastidio. E lo mostrano con frecciatine, disinteresse o sabotaggi sottili.
Meglio coltivare i progetti in silenzio, almeno finché non si concretizzano.
Un altro tema delicato toccato dallo psicologo riguarda la fiducia.
“Oggi il partner può diventare il tuo peggior nemico nel giro di un secondo”, afferma senza mezzi termini.
Non è paranoia, dice: è esperienza. Troppe storie finite con rancori e tradimenti partiti da una confidenza sbagliata.
Vale per i segreti personali, ma anche per la vita privata: dettagli intimi, storie passate, dinamiche familiari.
“Non dirlo a nessuno. Se oggi ti fidi, domani potresti pentirtene”.
E poi c’è la questione dei beni materiali: “Se hai una barca, un’auto o un elicottero, non dirlo. Anche lì scatta la gelosia. Pensi che tutti siano felici per te? Non è così”.
A volte basta un dettaglio per cambiare lo sguardo di qualcuno su di te.
Infine, un consiglio che Kesicki definisce personale: non condividere gli atti di gentilezza.
Nessuna foto, nessun post, nessun racconto autocelebrativo.
“Fallo per te stesso. Non per vantarti. La bontà vera è silenziosa”.
In un’epoca in cui tutto viene documentato e condiviso, questo suggerimento suona quasi rivoluzionario.
Forse perché tocca una verità più profonda: non tutto deve diventare condiviso.
Alcune cose, forse le più preziose, meritano di restare solo nostre.
Il video di Tore Kesicki ha ricevuto migliaia di commenti.
Alcuni utenti lo definiscono esagerato, pessimista, incapace di fidarsi. Ma c’è anche chi lo appoggia:
“Con l’età, aumentano le delusioni. E diminuisce la voglia di aprirsi con chiunque”, scrive una donna di 47 anni.
Altri ammettono di aver imparato la lezione a proprie spese.
Il contenuto, per quanto semplice, ha toccato un nervo scoperto: quanto possiamo davvero fidarci degli altri?
Quanto raccontare di noi stessi ci espone a rischi invisibili?
E soprattutto: siamo davvero sicuri che chi ci ascolta voglia il nostro bene?
S O L I T U D I N E E A M I C I Z I A
A volte l’uomo
prefersce la solitudine,
per non abbassarsi
a mendicare compagnia.
Ma l’uomo che è
amico di se stesso,
sarà amico di tutti.
L A V E R A A M I C I Z I A
Paolo Crepet
Per Crepet, l’amicizia è uno dei legami più autentici e rivoluzionari che possiamo vivere. Non è un accessorio da sfoggiare, ma un legame profondo, quasi carnale, fatto di empatia, libertà e verità.
In un’intervista ha detto:
“L’amicizia è una forma di amore senza sessualità, ma non senza emozione. È un modo di spogliarsi, di affidarsi, di lasciarsi guardare dentro.”
E guai a chiamarla “relazione social”. Secondo lui, viviamo in un’epoca in cui abbiamo tanti contatti ma pochissimo contatto umano. In cui ci sentiamo soli anche se il cellulare squilla in continuazione. E infatti aggiunge spesso che “la solitudine peggiore è quella vissuta in compagnia sbagliata”.
Crepet ama la sincerità, quella che punge ma guarisce. Per lui, un vero amico è quello che ti guarda negli occhi e ti dice che stai facendo una cavolata colossale, ma senza giudicarti. È quello che c’è anche quando non sei simpatico, né interessante, né utile.
Nel libro Lezioni di sogni, per esempio, racconta quanto sia importante avere amici che non ti fanno solo da eco, ma che ti provocano, ti scuotono, ti costringono a pensare. L’amicizia, secondo lui, è il luogo dove puoi smettere di fingere e tornare te stesso, senza trucco e senza filtro.
In un mondo che misura i rapporti a colpi di “visualizzazioni” e “mi piace”, Crepet ci ricorda che l’amicizia vera non è uno status da aggiornare, ma un sentimento da coltivare. È condivisione, è verità, è anche litigio, ma quello buono, che serve a crescere e a far crescere.
E allora, per dirla con le sue parole:
“L’amico è colui che, pur sapendo tutto di te, sceglie ancora di restarti vicino. Senza filtri. E magari con una birra in mano.”
Perché in fondo, secondo Paolo Crepet, l’amicizia è l’unica follia che ci salva davvero.
A M O R E E A M I C I Z I A
Non aspettarti mai dall’amicizia i miracoli che l’amore riproduce: gli amici non possono restituire l’amore.
Non possono strappare la solitudine, riempire il vuoto, offrire quel tipo di compagnia.
Hanno la propria vita, gli amici, i propri amori.
Sono un’entità indipendente, estranea, una presenza transitoria e sopratutto priva di obblighi.
Riescono ad essere amici dei tuoi nemici, gli amici.
Vanno e vengono quando gli pare o gli serve, e si dimenticano facilmente di te: non te ne sei accorto?
Oh, andando promettono montagne. Magari in buona fede.
“Conta su di me”, “rivolgiti a me”, “chiama me”.
Però se li chiami, nella maggior parte dei casi non li trovi.
Se li trovi, hanno qualche impegno inderogabile e non vengono.
Se vengono, al posto delle montagne ti portano una manciata di ghiaia, gli avanzi, le briciole di se stessi.
E tu fai la medesima cosa con loro.
No, a me non basta l’amicizia.
Io ho bisogno dell’amore. Io ho bisogno di amare ed essere amata con gli obblighi dell’amore, le scomodità dell’amore, le assolutezze e le tirannie dell’amore: l’amore del corpo e dell’anima.
Ne ho bisogno di come si ha bisogno di mangiare e di bere, dicevo, ne ho bisogno per sopravvivere.
Oriana Fallaci
A N C O R A S U L L’ A M I C I Z I A
L’amicizia è una grande forma di amore …
esige rispetto …
accettazione …
conoscenza …
empatia …
e frequentazione …
N.d.R.: In molti rapporti d’ “amore” tutto questo non c’è mai stato, non c’è proprio, o non c’è più.
L’ “amicizia” è una relazione di “volontariato disimpegnato”, dove niente è coatto, dove i componenti sono ingaggiati “senza speranza di premio e senza timore di pena”, sono “partecipanti non evitanti” che restano nel rapporto per il solo piacere di esserci.
A M I C I Z I A
Quel che rende indissolubili
le amicizie e ne raddoppia
l’incanto è un sentimento
che manca all’amore:
la sicurezza.
Honoré de Balzac.
Non tutti ne sono capaci,
ma quello che conta fra amici
non è mica quello che dici,
bensì, spesso, quello che taci..
Un amico è qualcuno
che ti conosce molto bene
e, nonostante questo,
continua a frequentarti.
Oscar Wilde.
Un rapporto di amicizia,
sia fra uomini che donne,
è sempre un rapporto d’amore.
E in una carezza, in un abbraccio,
in una stretta di mano, a volte,
c’è più sensualità che
in un vero atto d’amore.
Se qualcuno ti resta accanto
nei momenti peggiori, allora,
merita di essere con te
anche nei momenti migliori.
L’amicizia di una sola persona
intelligente vale più di quella
di tutti gli altri messi insieme.
Democrito.
L’uomo d’animo sincero vive
soprattutto nella saggezza e nell’amicizia,
l’una bene mortale, l’altra bene immortale.
Epicuro.
Tre tipi di amici sono utili,
tre tipi di amici sono dannosi.
Quando gli amici sono onesti,
sinceri o intelligenti sono utili.
Quando gli amici sono falsi,
adulatori o opportunisti sono dannosi.
Confucio
da QUORA
Scrive Antonio Gala, corrispondente di QUORA
C H E C O S’ È L’ A M O R E ?
L’amore è un’amicizia,
con momenti erotici.
da un articolo su La Repubblica
di Stefania Medetti 15 Gennaio 2025
Sempre più persone mature nel Regno Unito scelgono una formula che favorisce l’autonomia, stimola la curiosità e assicura una serie di benefici psico-fisici che possono comprendere anche la sessualità.